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salute ed informazione scientica

21/01/2013 - LA SINUSITE e la produzione di muco

Tratto dal sito http://www.natural-space.com questo interessante articolo

News - LA SINUSITE e la produzione di muco (18/01/2013) E' un processo infiammatorio, acuto o cronico a carico, delle mucose dei seni paranasali. All’origine dell’infiammazione vi è solitamente uno stato infettivo (da virus, miceti o batteri) non risolto che porta alla produzione di muco e all’aumento del volume della mucosa che riveste le pareti nasali e paranasali; ciò determina un restringimento degli osti di comunicazione tra seni paranasali e cavità nasali. Tale condizione dà origine ad un ristagno del muco all’interno dei seni paranasali che diventano perciò un sito ideale per la sovra crescita batterica. Ricordiamo che la produzione di muco è una reazione fisiologica che, entro certi limiti, è molto utile per proteggere i tessuti e drenare le tossine, ma l'eccessiva produzione, come in questo caso, può causare seri problemi clinici. Nel caso specifico della sinusite, i siti in cui si deposita il muco sono: all’altezza delle sopracciglia/fronte, ossia nei seni frontali; all’altezza delle cavità orbitali in prossimità del setto nasale, ossia nei seni sfenoidali; all’altezza delle mascelle, ossia nei seni mascellari. Il sintomo inconfondibile che permette di riconoscere la sinusite è il dolore al tatto dei siti sopracitati, causato appunto dall’infiammazione delle mucose e dal muco “stagnante”. La modificazione del muco delle vie aeree e l’infiammazione della mucosa è in relazione non solo a fattori esterni quali la natura dell’aria inspirata (fredda-secca-umida) e ad agenti patogeni, quali virus e batteri, ma può essere anche favorita da fattori legati allo stile di vita, apparentemente senza collegamento alcuno con l’apparato respiratorio. Ci riferiamo in particolare all’alimentazione, soprattutto all’assunzione di cibi che, per la loro natura intrinseca e/o per la reazione che innescano nell’organismo, possono essere definiti “produttori di muco”. È ormai più che dimostrato che le mucose dell’organismo sono in costante comunicazione tra di loro; pertanto ciò che incide sull’una si riflette anche sulle altre. In particolare, la stretta relazione tra la mucosa intestinale e respiratoria spiega la ragione per cui l’assunzione di alimenti che creano congestione e infiammazione intestinale si traduce anche nella difficoltà della mucosa respiratoria di assolvere al suo ruolo di drenaggio-pulizia delle vie aeree, con il conseguente accumulo di secrezioni che, in condizioni favorevoli, possono diventare terreno fertile per le proliferazioni microbiche. Fattori predisponenti: Errori alimentari – raffreddori cronici – aria fredda e umida – fumo – gas/elementi irritanti presenti nell’aria. Segni di riconoscimento: Scambiare la sinusite per un banale raffreddore è abbastanza facile perché i sintomi di partenza sono uguali: naso chiuso e mal di testa. Ci sono però segnali precisi che inducono a sospettare qualche cosa di differente. Il segno più importante è il dolore al volto, che come detto precedentemente interessa la fronte, le zone sopra e sotto gli occhi e le mascelle e che si accentua quando si muove la testa o quando si esercita una pressione sulla zona interessata. In tali casi la medicina ufficiale prescrive MUCOLITICI di sintesi, che hanno lo scopo di rendere il muco più fluido per agevolarne l'eliminazione, ed ANTIBIOTICI. Purtroppo, le vedute della medicina accademica sono troppo intrise di “microfobobia” per capire che il più delle volte le problematiche delle alte e basse vie respiratorie sono solo secondariamente un fatto infettivo. Le mucose del nostro organismo, come detto precedentemente, sono in stretta relazione tra di loro, entrando nello specifico fanno parte di un sistema immunitario definito MALT (Mucosal-Associated Lymphoid Tissue acronimo di tessuto linfoide associato alle mucose) costituito da noduli linfatici o anche cellule isolate. Una delle caratteristiche fondamentali del MALT è dovuta alla capacità da parte delle cellule immunitarie (linfociti T e B), stimolate in un dato distretto, di circolare ampiamente nel sistema stesso e localizzarsi nella lamina propria di un’altra mucosa. Considerata la maggiore estensione del tratto gastrointestinale, non è difficile capire come eventi immunologici che si verificano in questo apparato possano, in varia misura, riverberarsi verso altre superfici mucose quali quelle del tratto gastrointestinale, uro-genitale, respiratorio, salivare, lacrimale, cutaneo…ne risulta che le condizioni immunitarie dell’intestino si riflettono, nel bene e nel male, verso gli altri distretti mucosi e squilibri della flora intestinale, aumento della permeabilità intestinale, alimentazione non adeguata, irregolarità intestinali, i disturbi della digestione e lo stress sono fattori molto più importanti nella genesi di una sinusite rispetto ai fattori infettivi. Le infezioni sono solo l’effetto e non la causa. I microbi, che spesso albergano normalmente nel naso, prendono il sopravvento quando le difese si abbassano o c’è un eccesso di “tossine” che li nutre. Gli antibiotici alterano l’ecologia intestinale e preparano le condizioni per una nuova ricaduta. Come ben sapete ogni giorno veniamo a contatto con un centinaio di microbi respiratori! Dovremmo tutti stare male ogni due per tre. La sola teoria microbica non spiega quindi questo tipo di malattie. Negli Stati Uniti la sinusite è uno dei più costosi disturbi di cui gli americani sempre più soffrono. Ogni anno si spendono sei miliardi di dollari per le cure. Da noi, non va molto meglio, considerato che in Europa siamo il quinto Paese in fatto di consumo (o di abuso) di antibiotici. Secondo il Dr Reckeweg, padre della medicina Omotossicologica, l’infiammazione è una “reazione biologicamente opportuna” con cui l’organismo elimina veleni e microbi. Il calore scioglie e crea i presupposti per l’azione delle difese immunitarie, che nel calore sono massimamente attive, e alla fine tutto viene convogliato verso l’esterno sotto forma di “catarro”. Un uso intempestivo di antinfiammatori, antipiretici e antibiotici non fa che “incollare”, “raffreddare”, “gelificare” il catarro nelle cavità nasali. In un primo momento, il soggetto avrà l’impressione di essere guarito, ma con i primi freddi invernali o il primo strapazzo, ecco un’altra bella infiammazione. E’ la saggezza del corpo che attraverso un nuovo calore cerca di permeare quel catarro incollato nei seni paranasali, “maturarlo” e renderlo così fluido da essere eliminato. La sinusite è una patologia che risponde benissimo alle medicine naturali. Non solo si possono affrontare con successo le forme acute, ma ottimi risultati si hanno anche in quelle croniche, dove la medicina accademica arranca. Iniziamo dalla “presa di coscienza”: CIBI DA EVITARE e ALIMENTI “ALLEATI” Essere consapevoli che ci sono alimenti che agiscono da pro-infiammatori e che accrescono la produzione di muco è il primo passo per poter apportare cambiamenti nello stile alimentare. I cibi che raccomandiamo di evitare sono: il latte e i suoi derivati, la carne, i cereali raffinati e le farine raffinate, gli zuccheri raffinati, le uova, i cibi fritti, alcool, caffè. Perché il latte e i suoi derivati infiammano e producono muco? : Il latte di mucca è uno degli alimenti più usati, nelle culture occidentali. Il suo componente proteico principale è la CASEINA, contenuta in una percentuale del 400% rispetto al latte umano. La caseina è una sostanza collosa, usata come adesivo dall'industria (etichette, incollaggio di cartoni) o come addensante negli alimenti preconfezionati . È una proteina difficile da digerire per l’essere umano, basti pensare che nell'intestino umano il latte materno forma delle morbide strutture a fiocco che vengono rapidamente assorbite, mentre il latte vaccino a contatto con i succhi gastrici, “caglia” formando una massa compatta mucillaginosa che si incolla e fodera le pareti intestinali impedendo l’assorbimento delle sostanze nutritive, (diversamente ai quattro stomaci del vitello che non hanno difficoltà a digerirla). Altra caratteristica del latte vaccino è quella di instaurare processi putrefattivi intestinali e infiammatori (accentuati dalla presenza di sostanze pro-infiammatorie quali per esempio gli acidi grassi saturi oltre che dalla appena citata caseina). Visto la quantità elevata di elementi “indigesti” e data la caratteristica di tutti gli alimenti di derivazione animale (latte, latticini, carne, insaccati….) di acidificare il terreno organico, liberando ceneri acide, l’organismo per difendersi genera muco (segnale eclatante che sta cercando di eliminare gli elementi tossici). Ne consegue che essendo le mucose dell’organismo in costante comunicazione tra di loro, ciò che incide sull’una si riflette anche sulle altre e se la mucosa intestinale è infiammata di conseguenza anche quella respiratoria facilmente sarà infiammata e il ruolo di drenaggio-pulizia delle vie aeree sarà compromesso, con il conseguente accumulo di secrezioni che, in condizioni favorevoli, possono diventare terreno fertile per le proliferazioni batteriche. Perché la carne infiamma e produce muco? La carne ha bisogno di un tempo di digestione più lungo rispetto agli alimenti di origine vegetale; proprio questa condizione, sommata alla lunghezza dell’intestino umano che è molto più lungo rispetto a quello di un animale carnivoro, quale un leone per esempio, porta l’alimento a putrefare e a produrre residui tossici quali: urati, ptomaine (composti organici azotati prodotti dalla putrefazione batterica delle proteine come per esempio la cadaverina e la putrescina), acido lattico, acido urico; tali sostanze acidificano il terreno e, aggiunte agli ormoni e ai farmaci presenti nel mangime dell’animale, sono veri e propri veleni; come per tutte le sostanze nocive, il corpo, per difendersi da tali veleni, oltre ad attivare gli organi deputati alla depurazione, innesca processi infiammatori e iper-produzione di muco. CURIOSITA’ : lo sai che il maiale è un animale biologicamente dotato di SCARSI SISTEMI DI DETOSSIFICAZIONE? Premettiamo che nel corso della vita tutti gli organismi viventi, noi compresi, assorbiamo un'enorme quantità di sostanze velenose, le TOSSINE, che provengono dall'alimentazione, dall'aria che respiriamo e dal nostro metabolismo. Tali tossine tenderebbero ad accumularsi nel nostro corpo danneggiandolo seriamente se non fossimo dotati dei sistemi di DETOSSIFICAZIONE e di strutture enzimatiche che neutralizzano ed eliminano i veleni. Il maiale ne è quasi privo. Per tale motivo la sua carne, poiché carica di tossine, è definita tossica. Inoltre la carne del maiale è ricca di ISTAMINA (mediatore dell'infiammazione che causa edema dei tessuti ed aumento della produzione di muco). Perché i cereali raffinati - farine raffinate e lo zucchero raffinato infiammano e producono muco? I cereali raffinati, così come le farine e lo zucchero bianco, sono il risultato di interventi industriali piuttosto spinti. Con la raffinazione, le proteine, le fibre, i minerali (calcio, ferro, fosforo, magnesio….) si riducono drasticamente e gli oligoelementi spariscono totalmente. Il risultato è un alimento “vuoto”, privo di nutrienti e al contempo acidificante; una volta metabolizzato rilascia infatti un residuo di cenere acida, che lo porta ad essere così inserito nel gruppo degli alimenti (come carne, latte, uova…) che producono residui acidi nocivi per l’organismo. Infatti, una caratteristica degli alimenti acidi è di essere irritanti/“corrosivi” e poiché il sistema umano è un sistema intelligente, per tamponare lo stato di acidosi, in primis si autoregola utilizzando i minerali basici (calcio, magnesio, ferro, fosforo…) che trova nelle ossa, nei denti, nei capelli, nel tessuto connettivo…. quando però questi scarseggiano, l’organismo oltre ad andare incontro ad uno stato di demineralizzazione, si infiamma ulteriormente e produce facilmente una quantità maggiore (rispetto a quella fisiologica) di muco. Perché il caffè , le uova e i cibi fritti infiammano e producono muco? Il caffè, le uova e i cibi fritti, così come la carne, i cereali, le farine raffinate, il latte e i suoi derivati, sono alimenti che interagiscono negativamente sull’equilibrio acido-base organico, in quanto alimenti estremamente acidificanti; come precedentemente espresso, l’organismo, per difendersi dall’aggressione delle ceneri acide, innesca meccanismi infiammatori e iperproduzione di muco. CONCLUSIONI Quanto è stato detto vuole essere uno strumento di lavoro che permetta a tutti Voi, che avete a cuore la salute dei Vostri clienti/pazienti, di dare i giusti consigli per poter risolvere i problemi salutistici, partendo da ciò di cui non si può fare a meno per vivere: ossia alimentarsi. È chiaro quindi che il cibo ha un peso considerevole sullo stato di salute dell’individuo e che un corpo non impregnato di veleni, di acidificazioni e di putrefazioni, guarisce prima di un organismo inquinato. Questo è il motivo per cui sono stati elencati i gruppi di alimenti che, in caso di sinusite, possono non solo che peggiorare la situazione incrementando il numero di tossine e di muco, ma anche rallentare, di conseguenza, l’efficacia dei prodotti fitoterapici da Voi consigliati per risolvere il problema. SINUSITE & ALIMENTI ALLEATI Per favorire la fluidificazione del muco, consigliamo di bere molti liquidi , quali acqua e tisane, e di apportare con la dieta cibi contenenti Zolfo , minerale conosciuto per la straordinaria capacità di fluidificare il muco, condizione ottimale per la rimozione e presupposto fondamentale per evitare che il secreto si depositi rischiando sovra infezioni. Altro elemento fondamentale è l’apporto adeguato di VITAMINA C , che come ben noto, poichè il nostro corpo non è in grado di produrla autonomamente, è importante sia assunta attraverso la dieta. Saggiamente la natura, in questo periodo dell’anno offre alimenti ricchi sia di Zolfo che di Vitamina C. Tra tutti gli ortaggi, le CRUCIFERE sono da prediligere grazie al prezioso apporto di Zolfo e Vit. C. Gli ortaggi che fanno parte di questa famiglia sono: cavolo, rafano, rapa, ravanello, rucola. IL CAVOLO è un vero e proprio alimento medicina di tradizione antichissima, oggi rivalutato scientificamente grazie agli studi del medico francese J. Valnet. Esistono diverse varietà di questa crucifera: CAVOLO VERZA - CAVOLO CAPPUCCIO – CAVOLFIORE - CAVOLINI DI BRUXELLES - CAVOLO RAPA – BROCCOLO - CAVOLO ROSSO - CAVOLO ROMANO. Le indicazioni per il consumo di questo ortaggio sono così vaste che coprono tantissime patologie. L’utilità maggiore viene consigliata in caso di infiammazioni delle vie respiratorie , nell’artrosi, nelle gastriti, coliti, contro l’acne, in caso di insufficienze epatiche e renali e nella stitichezza. Nel caso specifico della sinusite, il cavolo e le sue sottospecie sono consigliate poiché sono fonti preziose di sostanze solforose, clorofilla (nota per la proprietà antiossidante), betacarotene, precursore della Vit. A (elemento che stimola la crescita e lo sviluppo del sistema immunitario). Contrariamente alle abitudini di molti, che per esempio mangiano il cavolo capuccio crudo ma ritengono un “obbrobrio” i cavolini di Bruxelles finemente affettati in insalata, tutti i cavoli sono non solo terapeuticamente più validi, ma anche più digeribili se mangiati crudi. Ottimale sarebbe berne il succo: mezzo bicchiere di succo di cavolo, ottenuto grazie all’uso della centrifuga, contiene ben il 60% del fabbisogno giornaliero di Vit C. oltre a fornire un adeguato apporto di Rame (antinfettivo), Zinco (protettivo dei linfociti T), Zolfo (fluidificante del muco e disintossicante), Ferro (utile per rafforzare le difese). Poiché il sapore potrebbe non accontentare tutti i palati è possibile diluirlo con succo di carote e di finocchio. Altri alimenti contenenti Zolfo sono l’AGLIO e la CIPOLLA, entrambi appartenenti alla famiglia delle liliaceae e ampiamente riconosciuti per le innumerevoli proprietà benefiche, tra cui quella antibatterica e fluidificante del muco . L’aglio, dagli Egizi, era adorato come una divinità; la sua pianta, così come quella della cipolla, è stata utilizzata da sempre poiché ricchissima di minerali tra cui Zolfo e Zinco, oligoelementi e vitamine. Messi a crudo negli alimenti hanno un’efficace azione terapeutica sia in funzione preventiva che in fase di malattia. Ma, se da una parte sono “alimenti medicina” i composti dello zolfo presenti nell’aglio e nella cipolla sono anche i responsabili del suo caratteristico sapore. Per superare l’ostacolo, si consiglia di abituarsi gradualmente consumandone piccole quantità e masticare poi prezzemolo, oppure semi essiccati come cumino, anice, cardamomo.... Tra gli alimenti che non appartengono alla nostra tradizione culinaria, consigliamo le “prugne” UMEBOSHI, considerate l’elisir giapponese, di cui ne si consiglia l’uso nelle insalate, così come nelle zuppe. L’ Umeboshi è un alimento alcalinizzante che elimina le scorie acide e libera l’organismo dai catarri. Per contrastare la sinusite, come precedentemente accennato, molto importante è l’apporto di vit C. LE FUNZIONI BENEFICHE DELLA VIT. C: -aumentare la produzione di anticorpi -aumentare e mantenere sani i linfociti T - proteggere le vie respiratorie (poiché è coinvolta nella formazione dell’interferone che blocca l’entrata del virus all’interno delle cellule). La Vit. C è presente abbondantemente nel cavolo, nelle sue sottospecie, nelle carote, nei piselli, nei fagioli, negli spinaci e nella frutta, in particolare negli agrumi. Vista la stagione, invitiamo al consumo quotidiano a scelta tra ARANCE-POMPELMI-MANDARINI-LIMONI-KIWI… Ricorrere alla frutta e alla verdura consente di assumere antiossidanti, vitamine e minerali capaci di rinforzare l’organismo nel migliore dei modi. Non dovranno comunque mancare i cereali integrali/semi-integrali e derivati, i legumi, poiché preziose fonti di fibre, i semi oleosi: noci, mandorle, nocciole, semi di: sesamo, girasole, zucca, lino in quanto fonti di omega 3 e 6 (acidi grassi preziosi per contrastare l’infiammazione). Nel caso di sinusite in forma acuta o cronica, così come in forma preventiva, è utile anche aumentare le scorte di zinco elemento fondamentale per armare i globuli bianchi. I semi di zucca, i semi oleosi in genere, i legumi, la verdura, la frutta e i cereali integrali ne contengono ottime quantità. ALIMENTI SOSTITUTIVI ALLE PROTEINE ANIMALI Per l’apporto proteico in sostituzione alla carne, ai latticini e alle uova, consigliamo di inserire nella dieta quinoa, amaranto, grano saraceno, tutti i tipi di legumi, il tofu e suoi derivati, il seitan, il germe di grano in scaglie, il lievito alimentare in scaglie, le alghe (ricchissime anche di minerali), i semi oleosi: noci, nocciole, mandorle, pinoli, e i semi di: zucca, sesamo, lino e girasole. Anche i cereali integrali sono una buona fonte di proteine, minerali e vitamine. Consigliamo pertanto di inserire nella dieta: il miglio poiché (oltre al discreto contenuto proteico), per la ricchezza di minerali è il più basico tra tutti i cereali, l’orzo conosciuto per la sua importante azione terapeutica nelle forme infiammatorie, il farro, l’avena, la segale, il riso… Articolo redatto e curato da Prodeco Pharma S.r.l.

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