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05/04/2013 - Caro Beppe, ben arrivato, congratulazioni e auguri ma, rispetto ai Radicali, sei in ritardo di almeno vent’anni.

REné Andreani invia una lettera a Beppe Grillo ricordandogli dei pionieri

LETTERA APERTA A BEPPE GRILLO E AGLI ITALIANI DELUSI O ARRABBIATI Caro Beppe, ben arrivato, congratulazioni e auguri ma, rispetto ai Radicali, sei in ritardo di almeno vent’anni. Non c’è dubbio che l’ultima campagna elettorale vede il Movimento 5 Stelle grande vincitore. Voglio però ricordare che, mentre entrano in Parlamento moltissimi esponenti di tale Movimento, ne escono i parlamentari Radicali nonostante i 6 deputati Radicali, sui 630, Abbiano prodotto il 30% delle interpellanze e delle interrogazioni nella passata legislatura. I Radicali, da trentasei anni nelle istituzioni, sono gli unici mai sorpresi con le mani nella marmellata, anzi gli ultimi misfatti della regione Lazio sono stati smascherati proprio grazie ai consiglieri “radicali” Rossodivita e Berardo. Il pi diessino Zingaretti, candidato alla presidenza della regione Lazio non ha voluto che i suddetti consiglieri uscenti fossero candidati nella lista di scopo Amnistia - Giustizia – Libertà. Logica italiana gli epuratori sono epurati! Caro Beppe hai rifiutato di partecipare alle trasmissioni della Rai lottizzata dai partiti e hai deciso di utilizzare la rete. Ricordo che internet è stata introdotta in Italia nei primi anni ottanta dal radicale Roberto Cicciomessere con Agorà, il primo server creato in Italia, utilizzato dai Radicali anche per espandere il partito transnazionale nel mondo. Inoltre ti rammento che i radicali hanno organizzato dal 1982 la campagna per non pagare il canone Rai. Da sempre i Radicali non usano il finanziamento pubblico per mantenere le proprie strutture di partito ma lo restituiscono ai cittadini attraverso vari canali, fra i quali radio radicale, fondamentale per l’informazione pubblica in Italia. Dagli anni settanta i Radicali s’impegnano per abolire il finanziamento alla stampa di partito e a quella privata; negli anni ottanta, durante il Governo Spadolini, si chiede il taglio delle auto blu e dei costi della politica e, irrisi da tutti, anche, per primi, la diminuzione del debito pubblico. Nel 1992 i Radicali hanno promosso i referendum per abrogare il finanziamento pubblico ai partiti e per cambiare la legge elettorale in senso uninominale maggioritario anglosassone. Lo so bene perché, insieme a Maurizio Turco e a Rita Bernardini, sono stato il coordinatore nazionale della campagna referendaria. Gli italiani si sono espressi nel 1993 a favore con il 90% dei consensi ma la partitocrazia ha cambiato nome al finanziamento pubblico chiamandolo rimborso elettorale (decuplicando i fondi). Per quanto riguarda la legge elettorale, anche qui la volontà degli italiani è stata snaturata e disattesa prima con il ”mattarellum” e poi con il “porcellum”. Dal 1974 ad oggi i Radicali hanno promosso 110 referendum raccogliendo in totale più di sessantatré milioni di firme regolarmente autenticate e certificate. Di questi la Corte Costituzionale ne ha bocciato 48, mentre il Parlamento è intervenuto approvando 8 nuove leggi per impedire ai cittadini di esprimersi. Il popolo italiano ha così potuto votare per quarantasette dei referendum promossi dai Radicali e per trentacinque volte, hanno prevalso i “sì”. Alcuni fra i tanti referendum. Abolizione: ergastolo, porto d’armi, caccia, pesticidi, contribuzione automatica ai sindacati, golden share, carriere automatiche dei magistrati, ordine giornalisti, incarichi extragiudiziari dei magistrati, rimborso spese consultazioni elettorali e referendarie, articolo 18, abolizione al fine di: privatizzare la RAI, liberalizzare gli orari negozi, separare le carriere fra pubblico ministero e giudice, consentire la fecondazione eterologa, ecc. Ai Radicali si devono riforme storiche, tra le quali la legalizzazione dell’ aborto, l’introduzione del divorzio, l’obiezione di coscienza, il voto ai diciottenni, la depenalizzazione dell’uso personale di droghe leggere, la chiusura dei manicomi e l’affermazione dei diritti dei transessuali. Dal 1980 con lo slogan “svuotiamo gli arsenali e riempiamo i granai” i Radicali iniziano da soli la loro battaglia “contro lo sterminio per fame nel mondo”. Io stesso sono stato fra i primi in Italia a praticare l’obiezione fiscale alle spese militari e a Genova nel 1980 io solo mi sono incatenato ai cancelli della fiera navale bellica di Genova, dove i generali iraniani e iracheni comprarono le armi poi usate per la guerra Iran – Iraq e le mine con le quali infestarono il Golfo Persico. A Genova in quegli anni ho organizzato i convegni: “Disarmare per sfamare” e “riconvertire le fabbriche d’armi è possibile”. Per anni noi radicali fummo derisi per lo slogan “salviamoli, salviamoci”, con riferimento al problema della fame in Africa. Ma la nostra era una battaglia globale relativa al cambiamento del modello di sviluppo. Fra le tante conseguenze noi italiani viviamo sul nostro territorio, vedi Lampedusa, gli effetti devastanti di una migrazione dovuta a povertà e fame. Risultato di questa iniziativa il “Manifesto appello dei Premi Nobel e dei Capi di Stato” e l’approvazione della “Legge dei Sindaci Italiani contro lo sterminio per fame nel mondo”. 1983 Campagna per aumentare le pensioni minime e l’abolizione dell’immunità parlamentare. Negli anni settanta promotori delle prime battaglie ambientaliste ed ecologiste e, promotori delle prime liste verdi alle quali abbiamo regalato il simbolo del sole che ride (Hotel Nazionale in piazza Montecitorio mitica riunione fino alle quattro del mattino con gli esponenti della Legambiente). In tutto il periodo del terrorismo e della lotta armata i Radicali sono stati gli unici che hanno utilizzato la pratica della nonviolenza. 1987 Referendum contro il Nucleare e quello Tortora per la Giustizia Giusta concernente la responsabilità civile dei magistrati. Entrambi stravinti. Il secondo però da sempre disatteso. Nel 1987 il Partito Radicale decide di trasformarsi in partito Nonviolento Transnazionale e Transpartito (una specie di WWF dei diritti umani) e di adottare un nuovo simbolo con l’effige di Gandhi. Il partito Radicale rinuncia a presentarsi con tale simbolo alle elezioni nazionali. Le conquiste ottenute a livello internazionale sono molte e importanti, anche se pressoché sconosciute in Italia: costituzione della Corte Penale Internazionale contro i crimini di guerra con sede all’Aia, ONU moratoria della pena di morte nel mondo, ONU stop alle mutilazioni genitali femminili, ONU denuncia delle violazioni dei diritti umani nel mondo, legalizzazione delle sostanze ora proibite in moltissimi stati, ecc. Nel mese di agosto del 2000 i Radicali lanciano per primi l’elezione online per eleggere venticinque nuovi membri del Comitato di Coordinamento dei radicali. E' così che Luca Coscioni inizia la sua battaglia per la libertà della ricerca scientifica, la clonazione terapeutica e l'utilizzo delle cellule staminali degli embrioni soprannumerari. Negli ultimi anni una delle campagne dei Radicali, mai attuale come ora, è stata la richiesta dell’istituzione dell’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati. Si tratta della pubblicazione online della situazione patrimoniale dei singoli, prima e dopo l’incarico ricoperto, e una periodica relazione dettagliata del lavoro svolto. Campagna per il pagamento dell’ICI per gli immobili della chiesa cattolica che svolgono attività commerciale. Come vedi, caro Beppe, non ti dico che tu sia in ritardo, è solo probabile che noi Radicali siamo sempre troppo in anticipo. E questo te lo confermo anche grazie alla mia esperienza di oltre trentasette anni relativa a: alimentazione, salute e ambiente. Nel 2007 ho creato con il Metodo René Andreani la Salute a 5 Stelle (Energetica Vitale, Mentale Intellettuale, Sociale Comunicativa, Emozionale Passionale, Fisica Naturale). Se vuoi avere alcune notizie in merito puoi consultare il sito www.vegetarian.it messo da me a dominio nel 1997. Dopo quaranta anni di dure battaglie, successi e delusioni l’entusiasmo e le forze sono leggermente affievoliti ma le speranze restano intatte. La piovra della sindacatocrazia e della partitocrazia ha ancora mille tentacoli e abbatterla non sarà facile in un paese a base cattocomunista. Stai attento al tuo format "monologante", abbi soprattutto fiducia nella forza creativa, costruttiva del dialogo; perché solo attraverso la capacità di dialogo si acquisisce anche quella di ascoltare e capire i cittadini. Auguro ai tuoi ragazzi di cambiare il “palazzo” senza farsi cambiare: difficile, ma non impossibile. Ultimo suggerimento è quello d’imparare perfettamente i regolamenti di Camera e Senato per farli rispettare ed eventualmente cambiarli. I soldi vanno e vengono, ma le esperienze e le conoscenze rimangono. Avendo fatto una vita da zingaro - viaggiatore mi considero molto fortunato perché, nel mio girovagare, ho conosciuto persone eccezionali e meravigliose dalle quali ho appreso moltissimo. Alcune mi hanno concesso anche un dono inestimabile: la loro amicizia. Fra le persone conosciute che hanno influenzato il mio modo di pensare e la mia vita: Jacques Mayol, Marco Pannella, Alexander Langer, Armando D’Elia, Leonardo Sciascia, Luigi De Marchi, Bruno Zevi, Vittorio Gassman, Gianfranco Spadaccia, Enzo Tortora, Orazio Bagnasco, Gian Luigi Melega, Roy Martina, Ernest Bauer, Gaetano Azzolina, Angelo Pezzana, Mariateresa Di Lascia, Adele Faccio, Adelaide Aglietta, Natalia Ginzburg, Emma Bonino, Alma Rodriguez, Mimma Forster. Molte di loro se ne sono andate, ma per mia fortuna, ho ancora alcuni amici con i quali riesco a condividere gioie e dolori della vita. Per quanto mi riguarda, preferisco ancora calzoni corti e zoccoli in Liguria che giacca e cravatta a Montecitorio. Tanti auguri da un vecchio radicale. Per concludere che ne diresti per un Parlamento vero e per una vera Repubblica Marco Pannella senatore a vita ed Emma Bonino Presidente della Repubblica? Con stima, amicizia e simpatia, ancora tantissimi auguri. René Andreani - andreani@vegetarian.it P. S. – Nel tuo Blog e in quelli dei tuoi amici del Movimento di diverse città italiane, grazie a una notizia falsa, diffusa dall’informazione di regime, risulto essere una delle peggiori sanguisughe della partitocrazia. E questo perché percepirei il vitalizio per avere fatto un solo giorno il parlamentare. E’ vero l’esatto contrario: il 20 settembre 1984 contestualmente alla mia proclamazione a deputato, ho dato le dimissioni, proprio per non usufruire dei privilegi della casta, riscattando il vitalizio. Ti pregherei quindi di far rimuovere questa notizia, grazie.

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