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11/09/2013 - LA BUFALA DEI VOTI AL SUD DATI CON MANICA LARGA. PARLIAMO DEL BONUS MATURITA’: UN MODO PER FOTTERE GLI STUDENTI MERIDIONALI.

Antonio GIANGRANDE ne ha per tutti: oggi smonta la scuola

LA BUFALA DEI VOTI AL SUD DATI CON MANICA LARGA. PARLIAMO DEL BONUS MATURITA’: UN MODO PER FOTTERE GLI STUDENTI MERIDIONALI. «Da sempre dal nord arrivano accuse denigratorie di tutti i tipi ai cittadini meridionali. Sembra che sia come quella novella: “la volpe quando non arriva all’uva, dice che è acerba”. Prendiamo in esame le accuse rivolte agli studenti del Sud Italia. Dagli e dai ai barbari padani qualcuno crede ed ecco nascere il “Bonus Maturità», spiega Antonio Giangrande. Lo scrittore Antonio Giangrande sul tema “Scuola ed Università” ha scritto un libro: “SCUOLOPOLI ED IGNORANTOPOLI, LAUREATI ED ANALFABETI”. Book ed E-Book pubblicato su Amazon.it e che racconta una verità diversa da quella profusa dai media. Da sempre sbraitano i leghisti ed i giornali faziosi. “Diciamo basta all’assistenzialismo e alle raccomandazioni del sud. Vista la disparità di trattamento fra gli studenti del nord e quelli del meridione, è ridicolo e immorale continuare a considerare il voto di maturità un parametro valido per le graduatorie d’ingresso alle università e per l’assegnazione delle borse di studio”. Lo ha detto il deputato della Lega Nord, Davide Cavallotto. Una sfida tra "cervelloni" del Nord e del Sud. La proposta arriva dai giovani deputati della Lega Nord Paolo Grimoldi e Davide Cavallotto, alla luce di indiscrezioni sui risultati dell'ultima Maturità dai quali emerge che al Sud e 100 e lode continuano a essere il doppio che al Nord. "Leggere ancora oggi - spiegano Grimoldi e Cavallotto - che nelle scuole superiori al Sud si registrano il doppio dei 100 e lode del Nord è vergognoso e imbarazzante. Ma qualcuno crede davvero che in Campania, Sicilia, Calabria, Puglia, Lazio siano tutti geni, mentre dal Centro al Nord tutti somari? Facciamola veramente questa sfida comparativa tra i 100 e lode sudati in Padania e quelli spesso regalati nel Sud: avremmo la conferma - sostengono i due giovani leghisti - dell'assurdità del valore legale del titolo di studio, di cui la Lega chiede da tempo l'abolizione. Abbiamo moltissimi giovani padani diplomati con 100 e lode, ma anche con molto meno che si confronterebbero senza problemi con i cervelloni del Sud, soprattutto con quelli usciti a grappolo da una stessa scuola superiore". “E’ inaccettabile che gli studenti del Nord siano sfavoriti nelle selezioni di Medicina e di altri corsi di laurea a numero chiuso a causa del bonus maturità che premia le Regioni del Sud”. Così il capogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale veneto Federico Caner, che fa seguito alla denuncia lanciata dal leghista Mario Pittoni in merito alla questione dei punti sul voto di maturità, che inciderà sull’accesso ai corsi universitari a numero chiuso. “E’ arcinota la disomogeneità di valutazione tra Nord e Sud – ha detto Caner – e proprio grazie a questa anomalia e al vantaggio di poter contare su voti di maturità più alti nel Meridione, gli studenti del Sud saranno favoriti nell’accesso ai corsi universitari a numero chiuso come Medicina”. “Abbiamo chiesto al ministro Carrozza di sospendere il bonus maturità perché riteniamo penalizzi fortemente gli studenti del nord che, a causa degli standard più elevati degli istituti che frequentano, ottengono risultati più bassi rispetto agli studenti del sud. Le risposte che ci ha fornito il ministro Carrozza, contrariamente a quanto promesso dal premier Letta nel suo discorso d’insediamento, sono state assolutamente insoddisfacenti. Anche in tema scolastico riscontriamo un imbarazzante doppiopesismo ai danni del settentrione. Lo stesso voto finale dell’esame di maturità potrebbe essere inattendibile poiché, non tenendo conto del livello qualitativo medio degli studenti dei singoli istituti, penalizza di fatto i nostri studenti. Siamo in un momento di forte crisi, non togliamo ai giovani la speranza di veder realizzato il sogno di costruirsi il futuro che giudicano più affine alle loro attitudini”. Lo ha dichiarato Cristian Invernizzi, deputato della Lega Nord. Ed ecco allora per accontentare i detrattori degli studenti meridionali interviene il ministro Carrozza. MERITOCRAZIA? Bonus maturità: un 86 al professionale vale di più di un 92 al classico, scrive Pietro De Nicolao. Finalmente il MIUR ha pubblicato tutti i dati necessari al calcolo del “bonus maturità” per il numero chiuso, che confermano le critiche mosse al sistema del bonus. Gli studenti dei licei classici e scientifici i più penalizzati. Il bonus può essere migliorato? No: meglio abolirlo. Il 30 agosto 2013 il MIUR ha pubblicato sul sito Universitaly i dati dell’80° percentile per tutte le commissioni di maturità del 2013, che serviranno per il calcolo del bonus maturità. Cos’è il bonus maturità? Il DM 449 del 12 giugno 2013, che sostituisce la precedente disciplina ideata da Francesco Profumo, stabilisce che per l’ingresso ai corsi di laurea a numero chiuso i candidati debbano essere disposti in graduatoria ed accedere ai posti disponibili in ordine di merito. Ad ogni candidato viene assegnato un punteggio in centesimi. Di questi, 90 punti dipendono dal test di ammissione vero e proprio, e 10 punti dipendono invece dalla carriera scolastica precedente: in particolare, dal voto di maturità. Il problema è che il bonus non dipende in modo diretto e assoluto dal voto di maturità. Per aver diritto al bonus si devono verificare contemporaneamente due condizioni: ottenere almeno 80/100 alla maturità; essere nel “top 20%” della propria commissione d’esame: è il famoso 80° percentile. Se queste condizioni sono soddisfatte, il bonus si calcola direttamente in funzione del voto di maturità secondo la tabella contenuta nel decreto. Il bonus maturità è stato recentemente riformato: al contrario di quanto si potrebbe credere, esso non fu ideato dal Ministro Maria Chiara Carrozza, né da Francesco Profumo, ma risale al 2008, quando al Ministero dell’Istruzione c’era Giuseppe Fioroni. Si potrebbe dibattere a lungo sull’opportunità stessa di considerare il voto di maturità nell’ambito dell’ammissione ai corsi di laurea universitari. Oltre a pensare che ciò sia inopportuno, noi riteniamo che ciò comporti delle difficoltà tecnicamente insormontabili. Eppure c’è chi lo difende. Le polemiche, attese, non sono mancate. Le curiosità nemmeno. Così come le conferme, stavolta supportate da migliaia di informazioni. La prima, su tutte: al Sud è molto più «facile» diplomarsi con un voto alto. Altissimo, in certi casi. E se non ci fosse stato quel vincolo dell'«ottantesimo percentile» - aggiunto dal ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza - forse ora avremmo migliaia di studenti del Mezzogiorno con in tasca già 8, 9, 10 punti di bonus ancora prima di effettuare il test d'ammissione all'università, scrive Leonard Berberi sul milanese “Il Corriere della Sera”. Staccando così i colleghi del Nord che da tempo accusano di essere penalizzati dal punteggio finale perché al Settentrione «le commissioni danno voti più bassi». La preoccupazione è legittima. Due o tre punti in più alla prova d'ingresso nelle facoltà a numero chiuso potrebbero far avanzare nella graduatoria finale anche di mille o duemila posti. Dello stesso tenore è l’articolo di “La Repubblica”. L'Italia è spezzata in due: nord vs sud, non è una novità. E al centro del mirino, questa volta, ci sono i voti di maturità. Il bonus, ottenuto in base al punteggio del diploma e utile per i test di ammissione all'università, svela le differenze tra meridione e settentrione: 10-12 punti tra Milano e Catanzaro, per fare un esempio. La situazione non è nuova, ma questa volta arrivano le informazioni concrete. Come riporta Il Corriere della Sera nell'edizione di oggi, sabato 31 agosto, al sud gli studenti ottengono mediamente voti più alti. E se non ci fosse stato quel vincolo "dell'ottantesimo percentile" - voluto dal ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza - troveremmo migliaia di studenti del mezzogiorno, che, finito il liceo, avrebbero in tasca 8, 9 o addirittura 10 punti di bonus maturità in più ancora prima di presentarsi ai test di ammissione all'università. I detrattori sono sempre all’opera e sempre seguiti dagli italioti allo sbaraglio. Di tutt’altro tenore è, invece, l’editoriale di Enzo Magistà, direttore della redazione giornalistica di Tele Norba, la più grande tv locale commerciale del sud Italia. Pubblicato in data 09/set/2013. “Oggi si continua con i test per entrare nelle facoltà di medicina di tutt’Italia. E’ un pedaggio che i nostri figli devono pagare perché, purtroppo, tutti sognano di fare il medico e la professione è ormai al collasso. Serviva un freno, una selezione ed è stato messo. Ci sarebbe già da discutere su questo disumano criterio di spezzare i sogni dei ragazzi. Ma restiamo senza parole di fronte all’altra, ancor più grave ingiustizia, che è stata perpetrata ai danni dei ragazzi più bravi ed in particolare di quelli meridionali. Il ministro ha dettato regole nazionali e si è imposto di riequilibrare i meriti scolastici. E così, ritenendo che nel sud i ragazzi ottengano facilmente buoni voti, li ha penalizzati. Sono stati introdotti dei premi che ciascuna scuola distribuisce a discrezione. E così un ragazzo di Treviso diplomato con 80 su 100 può ottenere 6.7 punti di vantaggio nei test sul suo collega di Reggio Calabria diplomatosi con 100. Un furto, anzi, una rapina a mano armata è quella di coloro che in questi anni hanno fomentato la rivolta contro le scuole del sud, nelle quali, si è detto e scritto, che i professori sono di manica larga. Il sud subisce una nuova ingiustizia, perché le accuse sono totalmente false. I ragazzi meridionali sono semplicemente più bravi. In fondo, a pensarci, eè lo stesso ministro che lo riconosce, visto che è costretto a dare l’aiutino agli altri per farli partecipare alla partita. Solo che qui, in ballo, c’è il futuro e col futuro non si scherza, altrimenti resteremo, come succede da secoli, bravi, ma sfortunati. Guarda caso è stato approvato nella tarda mattinata dello stesso 9 settembre 2013 il decreto sulla scuola del ministro Maria Chiara Carrozza. Nella conferenza stampa che si è tenuta subito dopo il Consiglio dei ministri che ha dato il via libera al testo, la Carrozza, il premier Enrico Letta e gli altri ministri interessati dal decreto hanno illustrato il contenuto del provvedimento. La parte più attesa e importante del decreto è l'abolizione del cosiddetto "bonus maturità", vale a dire il sistema di assegnazione di punti extra attribuiti agli studenti che si sono diplomati con un voto superiore agli 80/100 e non inferiore all'80esimo percentile della distribuzione dei voti della propria commissione d'esame nell'anno scolastico 2012/13. Questo significa che già dalla sessione di test di ingresso attualmente in corso non si deve più tenere conto del punteggio di diploma per valutare l'esito delle prove. Letta: ''Via subito bonus maturità''. "Abbiamo deciso di accelerare l'eliminazione del bonus maturità, perché così creava delle disparità che non potevano funzionare", annuncia il premier Enrico Letta in conferenza stampa, al termine del Consiglio dei ministri”. Oramai è chiaro a tutti: tabelle dei percentili alla mano, il bonus maturità non premiava i più bravi ma castigava gli studenti meridionali. NON SI RIESCE A COMPRENDERE CHE NON E’ IL VOTO CHE CONTA, MA LE PRASSI PER IL SUPERAMENTO DI ESAMI DI STATO E CONCORSI PUBBLICI. PRASSI CHE LI TRUCCANO. MERITOCRAZIA. IN UN ALTRO MONDO, FORSE. UNIVERSITA’. COSI’ SI ACCEDE AL NUMERO CHIUSO. L’APOTEOSI DELL’INETTITUDINE E DELL’INCAPACITA’. I saggi ministeriali inventori del sistema del “Bonus Maturità” di cui si parla sarebbero poi coloro che elargiscono dati differenziali tra Nord e Sud e sono quelli che stabiliscono i quiz per l’ingresso a numero chiuso nelle facoltà universitarie. Università. Così si accede al numero chiuso. Gli oltre 84mila aspiranti medici che il 9 settembre 2013 hanno affrontato il test d'ingresso sono entrati in aula quando la prova era caratterizzata dal «bonus maturità», e ne sono usciti quando le regole erano già cambiate. E' stato un vero assalto. Sono arrivati in oltre 84mila a affrontare i test per l'ammissione alla facoltà di medicina e odontoiatria nelle università statali. Gli iscritti ammontano a 84.165 (ma i paganti a 74.312) per 10.771 posti disponibili. Circa uno su sette. Un numero decisamente in crescita rispetto all'anno 2012, quando i partecipanti furono 68.426 per 10.714 posti. Ma tutti, giusto per dimostrare la loro preparazione in materia, si sono scontrati con domande bizzarre al test di medicina. Chi ha scritto «El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha»? «Coltivare piante non autoctone per abbellire i propri giardini è diventata una pratica piuttosto comune. Molte di queste specie sono costose, richiedono trattamenti speciali e sono spesso soggette a parassiti e malattie. Esistono molte piante selvatiche autoctone che sono perfettamente adatte alla crescita in vaso o nei giardini delle case, non richiedono trattamenti speciali e spesso sono altrettanto belle rispetto alle piante provenienti dall’estero. Si dovrebbe quindi cercare di coltivare un numero maggiore di piante autoctone selvatiche nei propri giardini. Se considerata vera, quale delle seguenti affermazioni rende più forte l’affermazione precedente?». Quasi più intricato del «problema della massaia» che deve scegliere quante confezioni di prosciutto comprare, solo dopo aver valutato attentamente quanti grammi ne mangiano i figli al giorno e dopo quanti giorni il prosciutto sarà scaduto. Altre nefandezze: Qual è il percorso più veloce per andare in ufficio, quello breve con molti semafori o quello lungo con pochi semafori? E se c’è da accoppiare una città con un museo, l’Ermitage si attribuisce a Parigi, come il test suggeriva ingannevolmente, o a S. Pietroburgo, com’è nella realtà? Se crescendo il benessere si è più infelici, allora il denaro rende felici oppure no? E, dopo la logica, spazio all’immunologia («il tetano resiste agli antibiotici?»), alla neurologia («Quali sono le funzionalità dei nodi di Ranvier»), alla chimica («Quali sono le componenti del glicogeno?») passando per la fisica, con la «forza di Lorentz», che non è quella di un ragazzo muscoloso, ma la forza che si sviluppa tra un campo elettromagnetico e un oggetto elettricamente carico. Tra l’applicazione di un teorema di Pitagora e le probabilità di vincere giocando a dadi, passando per una funzione da ricavare in delta, i candidati si sono trovati persino di fronte ad una domanda che sosteneva che, secondo uno studio americano, «le domande a scelta multipla non danno agli studenti la possibilità né di pensare in maniera logica indipendente né di presentare le loro argomentazioni coerentemente in maniera scritta». Giusto per dire: da questo marasma usciranno i futuri medici. Alla faccia della meritocrazia e del voto di manica larga, a detta delle volpi padane, dato agli studenti meridionali. Il numero aperto e dare sfogo alle capacità degli studenti, proprio no!! Proprio perché nel mondo i medici sono la figura professionale necessaria. Invece no. Meglio accontentare le lobby, così come si fa con gli avvocati che il numero chiuso lo applicano tacitamente. Vuoi mica che i figli loro rimangano senza lavoro e privilegi? Dr Antonio Giangrande Presidente dell’Associazione Contro Tutte le Mafie e di Tele Web Italia www.controtuttelemafie.it e www.telewebitalia.eu 099.9708396 – 328.9163996

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