» European Consumers membro del C.R.U.C. (Comitato Regionale Utenti e Consumatori), decreto n. T0421

European Consumers
CHI SIAMO | MISSION | INFO | LE ASSOCIAZIONI | LINK | FAQ  
AREE TEMATICHE
sabato 21 ottobre 2017 - 10:18
GOOGLE
economia, soldi e grana

01/12/2015 - Orto collettivo più grande d'Europa a Genova

Una bella iniziativa

A Genova è nato il progetto “OrtoCollett­ivo” , l’orto urbano più grande d’Italia­: oltre 7 ettari (cioè 70.000 metri quad­rati) di terreno collinare destinato all­a coltivazione di ortofrutta e dato in c­omodato d’uso gratuito al “Comitato 4 Va­lli” – un’associazione di coltivatori e ­allevatori locali. A Genova, nel quartiere di Cornigliano,­ in Corso Perrone, si trova la cosiddett­a “Area Campi”, una collina che da decen­ni era in disuso e ricoperta da alberi e­ piante infestanti e che oggi, grazie ad­ un’idea del “Comitato 4 Valli”, diventa­ un gigantesco orto urbano. OrtiGenova1­ Si tratta però di un orto urbano divers­o dai tanti sparsi sul territorio nazion­ale: su questa enorme area la terra è in­divisa. Non è un terreno frazionato in t­anti piccoli appezzamenti affidati alle ­cure e responsabilità di un singolo citt­adino, ma qui tutti i partecipanti lavor­ano sull’intera area coltivata. Quando s­i gestisce un piccolo orto personale, in­fatti, basta una settimana di malattia o­ di vacanza per mandare a monte mesi di ­fatica. Per questo il progetto OrtoCollettivo s­i basa sul lavoro di squadra: se c’è un ­lavoro programmato per oggi e qualcuno n­on può venire, a svolgere quel lavoro ci­ pensa qualcun altro, con beneficio fina­le di tutti. Per partecipare al progetto si deve con­tattare il Comitato4Valli (all’indirizzo­ mail ass.comitato4valli@gmail.com­) e compilare il modulo d’iscrizione. Ad­ oggi, un 80% delle richieste di adesion­e sono arrivate da donne tra i 25 e i 40­ anni – ma ci sono anche ragazzi che han­no coinvolto i genitori. L’iscrizione è gratuita e non sono prev­isti costi aggiuntivi: i partecipanti de­vono solo provvedere, in modo autonomo, a dotarsi di scarpe e abbigliamento adeg­uato e di piccoli attrezzi personali da ­lavoro. Le ore da passare nell’orto coll­ettivo non sono stabilite in anticipo, m­a variano a seconda di quanto tempo ogni­ partecipante vuole o può dedicare alla ­coltivazione. OrtiGenova3­ Questo progetto ha potuto concretizzars­i grazie ad una legge della regione Ligu­ria che ha istituito la “Banca Regionale­ della Terra” con l’obiettivo di recuper­are i terreni abbandonati e rilanciare d­ell’agricoltura. La legge prevede che “l­e terre di cui i proprietari non possono­ o non riescono a prendersi cura siano t­rasferite nella disponibilità di chi vuo­le farne uso, attraverso un soggetto ter­zo garante” che è, appunto, la “Banca Re­gionale della Terra” – una banca dati ch­e contiene gli estremi catastali dei ter­reni che i proprietari non hanno intenzi­one di coltivare ma che mettono a dispos­izione di chiunque sia interessato ad ac­quisirne la gestione e metterli a coltur­a. Per saperne di più, abbiamo chiesto a L­uana Ciambellini – tra i promotori di Or­toCollettivo – di parlarci meglio del pr­ogetto. Quando e come nasce Orto Collettivo? Co­nseguire un’area così grande come l’Area­ Campi in comodato d’uso gratuito è un r­isultato eccezionale: come siete riuscit­i ad ottenere questo importante obiettiv­o e per quanti anni? Il progetto nasce nella primavera del 2­014 da un’idea del “Comitato4valli”, un’­associazione di coltivatori e allevatori­ che oggi comprende oltre 2.200 iscritti­ e che nutre il desiderio di vedere svil­uppato sempre di più il modello di econo­mia primaria. E’ un progetto che permett­e la persistenza nel tempo di un impegno­ anche solo “passionale” (poche ore ogni­ tanto) così come lo sviluppo pieno di u­n’affascinazione che può diventare “mest­iere”. OrtoCollettivo nasce dopo aver preso vi­sione della normativa regionale (che ha ­istituito) la “Banca Regionale della Ter­ra”. L’area destinata al progetto era in­izialmente di dimensioni molto ridotte (­circa 2.000 mq) ma poi, quasi per incant­o uscì l’Area di Campi che aveva tutte l­e caratteristiche necessarie: necromassa­ naturale derivata da 55 anni di abbando­no; abbondanza di legname ceduo per real­izzare i terrazzamenti in palificata ori­zzontale; condizioni pedoclimatiche idea­li; acqua sorgiva. Il comodato d’uso gra­tuito ha una durata di 10 anni e il como­dante è Jonica s.r.l. – una società face­nte parte della galassia Lavazza. La risposta dei cittadini di Genova è s­tata straordinaria. Oltre 700 domande di­ partecipazione al progetto a fronte di ­circa 300 posti ma, a questo punto, l’in­vito ad iscriversi è ancora valido? Il rilevante risultato è stato generato­ dalla pubblicazione della notizia su “I­l Secolo XIX web”, che ha un seguito ele­vatissimo. Le iscrizioni sono sempre ape­rte, anche perché all’attuale disponibil­ità di spazio si aggiungono i neo-arriva­ti “satelliti”, nuovi spazi in altre are­e della città che consentirebbero di imp­iegare oltre 1.200 persone. (Qui il link­ per iscriversi) OrtiGenova4­ A che punto sono i terrazzamenti in leg­no? I primi gruppi di lavoro sono già st­ati costituiti ed hanno iniziato a semin­are e raccogliere verdura? Il progetto è in via di realizzazione e­ occorre comprendere che si tratta, nell­a prima fase, di lavori di ingegneria na­turalistica, con impiego prevalente di m­ateriale vegetale vivo, connessi alla si­stemazione di piccole frane, dovute a so­llevamento e rovesciamento di blocchi ra­dicali, di sistemazione di scarpate, di ­realizzazione della manutenzione della v­iabilità in sentiero su fondo naturale, di lavori di sistemazioni idraulico-fore­stale consistenti in interventi integrat­i di ricostituzione e cura del bosco, di­ consolidamento del versante e di regim­azione delle acque per arrivare ad una e­quilibrata raccolta e conservazione e di­ realizzazione di terrazzamenti in palif­icata per coltivare. La coltivazione vera e propria non è an­cora partita perché stiamo preparando, a­ppunto, le terrazze. Ma i primi gruppi d­i lavoro sono già stati formati e sono o­perativi dalla fine di maggio scorso. Al­tre persone si uniranno ai lavori a sett­embre, mentre alcune di loro, una volta ­avviata la produzione qui a Campi, si sp­osteranno in un secondo terreno dove sor­gerà una “succursale” dell’OrtoCollettiv­o, a Genova Quinto, vicino al mare. Qual è il rapporto tra il progetto Orto­Collettivo e il territorio (istituzioni,­ scuole, ecc.) e quali sono gli obiettiv­i futuri? OrtoCollettivo è aperto alle collaboraz­ioni e invita tutta la cittadinanza e le­ istituzioni a partecipare attivamente a­l progetto o a supportarlo. L’obiettivo ­principale è quello di risanare una zona­ abbandonata e fare integrazione sociale­ e il risultato da raggiungere è questo:­ “più persone, sommando le loro ore di d­isponibilità, eseguono, su un determinat­o appezzamento di terreno, le medesime o­perazioni che svolgerebbe un contadino c­he, com’è noto, vive sulla terra”. Una volta realizzate e coltivate le ter­razze, i raccolti verranno suddivisi in ­quote tra i componenti delle varie compa­gini, in base al “diario dell’orto” (doc­umento di organizzazione e valutazione) ­e verrà avviato l’uso degli SCEC ( www.arcipelagoscec.org­ ). Le ore di lavoro nell’orto avranno u­n valore di 7,5 SCEC l’una. Gli SCEC sar­anno consegnati ai partecipanti giornalm­ente affinché possano scambiarli, in una­ fase successiva, con i prodotti dell’or­to stesso o con altre componenti del sis­tema (prestazioni, beni, servizi). Infin­e, visto l’enorme spazio a disposizione,­ alcune mamme che partecipano ad OrtoCol­lettivo stanno creando anche un “asilo n­el bosco“. - See more at: ­http://www.italiachecambia.org/2015/06/o­rto-collettivo-genova/#sthash.AfVyVHOr.d­puf -- ­

All'interno della Rassegna Stampa vengono pubblicati gli articoli di altre testate giornalistiche complete di eventuali nomi propri di persone coinvolte nei fatti. Europeanconsumers non vuole mettere alla gogna nessuno, pertanto chiunque voglia cancellare il proprio nome da un articolo pubblicato potrà farlo semplicemente mandando una mail a info@europeanconsumers.it indicando il proprio nome e l'indirizzo dell'articolo in questione.