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vino, birra e alcolici

07/04/2017 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 7 aprile 2017 ( di redazione )

LEGGO

Altro che 'bere responsabile', il consumo di alcol tra gli adolescenti italiani è preoccupante

di Mario Fabbroni

Venerdì 7 Aprile 2017 - Allarme nel bicchiere, che sempre più giovani fanno tintinnare di continuo senza aver una vera e propria coscienza alcolica. Altro che bere responsabile: cresce il consumo di aperitivi, amari e superalcolici in Italia e aumenta soprattutto l'assunzione lontana dai pasti, che poi si traduce nell'evento più dannoso per la salute. Dati in aggiunta ai grandi bevitori (i cosiddetti binge drinker), che che fuoripasto ingurgitano invece grandi quantità di bevande ad alto tasso di alcolicità. Un esercito che oramai tocca quota 3,7 milioni.

L'ultima Relazione su alcol e problemi correlati, trasmessa dal Ministero della Salute al Parlamento, lancia un vero e proprio sasso nello stagno visto che l'indice è puntato contro i giovanissimi presa dei fumi dell'alcol. Nel corso del 2015, infatti il 64,5% degli italiani di 11 anni e più - ovvero 35,6 milioni di persone - ha consumato almeno una bevanda alcolica, con prevalenza maggiore tra i maschi (77,9%) rispetto alle femmine (52%). Un gesto, quello del bere continuato e spesso inconsapevole, che è in ascesa visto che nel 2014 aveva consumato almeno una bevanda alcolica il 63% degli italiani, pari a 34,3 milioni. Il trend è però in calo se si guarda al decennio 2005-2015, in cui c'è stata una diminuzione della quota di consumatori dal 69,7% al 64,5%. Ma non c'è da stare tranquilli, anzi. La preoccupazione sale vertiginosamente se si considera un dato a dir poco raccapricciante per le conseguenze che possono derivarne, non ultima quella degli incidenti stradali. Il numero di italiani che beve lontano dai pasti sembra inarrestabile: nel 2013 erano il 25,8%, nel 2014 avavano raggiunto quota 26,9% mentre nel 2015 risultano essere addirittura il 27,9%. Come dire che un italiano su tre beve lontano dai pasti, esponendosi quindi in modo integrale agli effetti collaterali di drink, aperitivi alcolici, mix di bevande senza moderazione.

Resta allarmante, infatti, il fenomeno del binge drinking, ossia l'assunzione di molto alcol al di fuori dei pasti e concentrato in breve arco di tempo: nel 2015 è stato pari a 10,8% tra gli uomini e 3,1% tra le donne, con oltre 3.700.000 binge drinker oltre gli 11 anni d'età. «L'alcoldipendenza - ricordano al Ministero della Salute - è un fenomeno che continua a necessitare di grande attenzione per le implicazioni sanitarie e sociali che ne derivano».

 

METEOWEB

Alcol: si beve di più e lontano dai pasti, spesso anche tra i giovanissimi

Aumenta l'uso di amari e superalcolici, sempre più spesso lontano dai pasti. In Italia sono molti i giovani, spesso giovanissimi, che assumono notevoli quantità di alcol in poche ore

6 aprile 2017 - Aumenta l’uso di amari e superalcolici, sempre più spesso lontano dai pasti. In Italia sono molti i giovani, spesso giovanissimi, che assumono notevoli quantità di alcol in poche ore. Lo rileva la Relazione al Parlamento su alcol e problemi correlati, trasmessa dal Ministero della Salute al Parlamento. L’alcol nel 2012 ha causato nel mondo 3,3 milioni di morti, ossia il 5,9% di tutti i decessi. Provoca infatti, specifica il Ministero della salute “danni diretti alle cellule di molti organi, soprattutto fegato e sistema nervoso centrale“. Per questo “aumenta il rischio di patologie come cirrosi epatica, pancreatite, tumori maligni e benigni, epilessia, disfunzioni sessuali, demenza, ansia, depressione”.

Un capitolo a parte meritano gli incidenti stradali provocati dalla guida in stato d’ebbrezza a cui sono attribuibili, in Europa, ben il 25% dei decessi tra i ragazzi di 15-29 anni e il 10% tra le ragazze. Nonostante questo, il 2015 ha visto aumentare i consumi: nel corso dell’anno il 64,5% degli italiani di 11 anni e piu’, ovvero 35,6 milioni di persone, ha consumato almeno una bevanda alcolica (percentuale che arriva al 77,9% tra i maschi). Nel 2014 erano stati il 63% degli italiani, pari a 34,3 milioni. Se e’ vero che il trend e’ in calo rispetto al decennio 2005-2015, che ha visto diminuire i consumatori dal 69,7% al 64,5%, quello che continua ad aumentare in modo preoccupante e’ il numero di consumatori di alcol che beve lontano dai pasti: nel 2013 erano il 25,8%, nel 2014 il 26,9%, nel 2015 il 27,9%. Spesso inoltre lo fanno senza moderazione. Resta allarmante, dunque, il fenomeno del binge drinking. I consumatori che hanno bevuto 6 o piu’ bicchieri di alcolici in un’unica occasione almeno una volta nel 2015 sono stati il 10,8% tra gli uomini e 3,1% tra le donne di eta’ superiore a 11 anni, pari 3,7 milioni di italiani: erano 3,3 milioni nel 2014. Continua in particolare a diminuire il numero di chi beve solo vino e birra, mentre aumenta quello di chi consuma anche aperitivi, amari e superalcolici. Infine anche in questo campo non mancano le diversita’ regionali. Il consumo e’ decisamente aumentato rispetto all’anno precedente sia al Nord che al Centro Italia, mentre non si rilevano variazioni significative al Sud e nelle Isole.

A cura di Antonella Petris

 

IL GIORNO

Como, giovanissimi e ubriachi: arriva il corso per smettere di bere

Palazzo Cernezzi e Ats Insubria alleati nella lotta alcolismo giovanile. In crescita il consumo di alcol tra i giovanissimi in provincia di Como

Como, 6 aprile 2017 - Se bevi, perdi la strada. Questo lo slogan per la campagna di sensibilizzazione sui rischi legati all’assunzione di bevande alcoliche che caratterizzerà aprile, mese da sempre dedicato a livello nazionale e internazionale alla prevenzione alcologica, in particolare tra i giovani. Le iniziative di sensibilizzazione e informazione sono organizzate dal Comune di Como, gli assessorati alle Politiche Giovanili e alle Politiche Educative, in collaborazione con l’ATS Insubria, il Sert-ASST Lariana, le cooperative Lotta contro l’Emarginazione e Mondovisione, ShopinComo, l’associazione Oro di Scozia, la comunità Il Gabbiano.

Gli appuntamenti in programma si legano al progetto finanziato da Regione Lombardia “Party con noi” per la riduzione dei rischi nei luoghi del divertimento. "Prosegue l'impegno nell’azione d’informazione, formazione e sensibilizzazione sul tema dei rischi da abuso di alcol - sottolinea il vicesindaco Silvia Magni - La collaborazione con ATS, ASST e la cooperativa Lotta contro l’emarginazione ci hanno permesso in questi anni di raggiungere moltissimi cittadini e di favorire una sempre maggiore consapevolezza sui rischi da abuso di alcol”.

“Con il concorso "Il giusto mix" quest'abbiamo coinvolto anche le scuole e alcuni locali della città in questa sfida culturale - prosegue Magni - Siamo in tanti ad occuparci insieme di questo tema ed è un bel risultato. Gli appuntamenti previsti per il mese di aprile sono molti e diversificati. Speriamo possano raccogliere l'interesse della cittadinanza". Il primo appuntamento è per sabato 8 aprile dalle 16 alle 20.30 in piazza Volta in occasione dell’Alcol Prevention Day.

La musica proseguirà fino alle 16.30 e riprenderà poi dalle 18.30 alle 20.30. Per quanto riguarda il concorso “Il giusto mix” saranno presenti gli studenti delle scuole coinvolte (AFOL Monte Olimpino, Cometa Formazione, Enaip) così come i locali coinvolti (Caffè Mazzini, Just Art Cafè, L'Ambrosiano, Peach Pit). Gli studenti prepareranno il loro drink analcolico che verrà sottoposto al voto della giuria tecnica. Il drink analcolico vincitore sarà inserito nei menu dei locali che hanno aderito all'iniziativa e consentirà di far vincere alla scuola un contributo economico da spendere in materiale didattico (500euro; ai secondi classificati andranno 300euro e ai terzi 200 euro). La sfida sarà ripresa e documentata dagli studenti del corso audio-video della Castellini.

Lunedì 10 aprile dalle 20 a mezzanotte allo Spazio Giovani La Pineta (via Ferabosco 11, Sagnino) info e rischi legati all’alcol, a cura della cooperativa Lotta contro l’emarginazione. Si replica anche giovedì 13 aprile, dalle 14 alle 18, al Centro Giovanile Oasi (via Negretti 4, Rebbio) e dalle 20 a mezzanotte allo Spazio Giovani La Pineta (via Ferabosco 11, Sagnino). Giovedì 20 aprile dalle 14.30 alle 17 in Sala Stemmi a Palazzo Cernezzi (via Vittorio Emanuele II, 97) seminario aperto ai docenti delle scuole secondarie di secondo grado e dei Cfp, a cura di Ats Insubria “Giovani e alcol: quali interventi per una prevenzione efficace?”. Venerdì 28 aprile alle 22 in piazza Volta l’evento finale nell’ambito del progetto POR Party con noi, con la cooperativa Mondovisione, la cooperativa Lotta contro l’emarginazione, Comune di Como. Per tutto il mese di aprile saranno organizzati incontri di sensibilizzazione sui rischi correlati all’alcol negli istituti scolastici che hanno partecipato al concorso Il giusto mix e uscite nei locali notturni dell’Unità mobile riduzione dei rischi “Party con noi”.

Nel 2016 i SerT dell’ASST Lariana hanno preso in carico 461 pazienti alcol dipendenti rilevando un incremento del 4% rispetto al 2015 con una percentuale di nuovi utenti del 33%. Nel 78,1% si tratta di maschi ma aumenta la percentuale delle donne (21,9%). Il 52,4% ha un’età compresa tra 30 e 39 anni mentre la fascia più giovanile tra i 15 e i 19 anni rappresenta il 4%. La bevanda d’uso primaria resta il vino (47,1%) ma aumenta il consumo di birra (31,4%) mentre sembra mantenersi stabile il consumo d superalcolici (11%). Tra i giovani ampio il consumo di aperitivi alcolici. La situazione nei servizi di cura riguarda per lo più pazienti con una patologia di dipendenza che sempre più spesso è complicata da una coesistenza di disturbi psichiatrici e che necessita di programmi integrati ambulatoriali o in comunità terapeutiche. Dati Polizia Locale di Como Nell’anno 2016, 25 incidenti stradali sono stati causati da guida in stato di ebbrezza da parte del conducente; 35 le persone fermate nel corso dei consueti controlli e che sono risultate positive ai test alcologici

 

IL GAZZETTINO

Ubriacò e violentò figlia minorenne della moglie: condannato a 20 mesi

VICENZA - A più in riprese in 7 mesi avrebbe fatto ubriacare la figliastra di 16 anni per poi violentarla. Mercoledì 5 aprile, con rito abbreviato, il tribunale cittadino ha condannato il vicentino A.C., 39enne residente a Grumolo delle Abradesse, a 20 mesi di reclusione e 10mila euro di risarcimento. La truce storia di violenza familiare è datata 2013, il protagonista, da quanto emerso dal dibattimento in tribunale tra aprile e ottobre, in più occasioni nella loro casa (Vicenza prima e Camisano poi) ha fatto bere del vino alla figlia della moglie allo scopo di ubriacarla, farla ballare e spogliare prima di costringerla a rapporti sessuali. Un incubo per la ragazza, dissolto quando fuggì da casa per rifugiarsi a Roma, dal padre naturale, primo marito della madre. Il patrigno pare abbia agito in modo subdolo negli abusi, filmando con il telefonino gli spogliarelli della minorenne minacciando poi di postarli su internet se avesse parlato con la mamma. Dopo la fuga a Roma che ha fatto emergere gli abusi sessuali, la moglie di A.C. ha ottenuto la separazione. Ieri la condanna per l'uomo che dovrà risarcire la giovane, oggi ventenne residente nel varesotto.

 

VALDARNOPOST

Minorenne beve alcolici e si sente male, i carabinieri denunciano il proprietario della discoteca

di Monica Campani

I carabinieri della stazione di Levane hanno denunciato un 48enne per somministrazione di bevande alcoliche a minori

Minorenne beve alcolici e si sente male, i carabinieri denunciano il proprietario della discoteca

06.04.2017 - I provvedimenti dei carabinieri della stazione di Levane sono scattati dopo il malore che ha colpito una minorenne che aveva bevuto alcolici. La ragazza è stata subito soccorsa e sta bene mentre il proprietario della discoteca è stato denunciato per aver somministrato bevande alcoliche a minori.

L'uomo, un 48enne, è stato ritenuto responsabile della somministrazione a ragazzi di età inferiore ai 16 anni.

 

BRINDISIREPORT

“Guidava sotto l’effetto di droga e alcool”: assolto, il fatto non sussiste

Sentenza del Tribunale per un brindisino di 39 anni finito sotto processo per aver provocato un incidente il 20 novembre 2015. Il pm chiedeva la condanna a due mesi di arresto, la difesa ha contestato gli esami in ospedale: "Solo sulle urine e non del sangue"

di Stefania De Cristofaro

BRINDISI, 06 aprile 2017 – Il 20 novembre di due anni perse il controllo dell’auto e finì fuori strada, restando ferito: secondo la Procura, il brindisino che oggi ha 39 anni, si sarebbe messo alla guida sotto l’effetto di droga e alcool e per questo il pm chiedeva la condanna dell’imputato, ma per il Tribunale “il fatto non sussiste” così come sostenuto dal difensore Mauro Durante.

mauro durante-5Al centro del processo che si è svolto davanti al giudice Gianluca Fiorella, erano finite le condotte in violazione delle disposizioni di legge, contestate in base ai risultati delle analisi svolte dal laboratorio dell’ospedale Antonio Perrino, dove l’automobilista venne ricoverato, in seguito all’incidente stradale. L’imputato era accusato di guida in stato di ebbrezza “in conseguenza dell’uso di bevande alcoliche, assunte in misura tale da determinare in sede di accertamento” eseguito nel nosocomio di Brindisi, “un tasso alcolemico di 0,95 grammi su litro, superiore a 0,8”. Il pm contestava, inoltre, la “guida in stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti”, anche in questo caso sulla base delle analisi svolte in ospedale.

Il pubblico ministero, a conclusione dell’istruttoria dibattimentale ha confermato la doppia accusa e ha chiesto la condanna e due mesi di arresto. La difesa dell’imputato, affidata all’avvocato Mauro Durante(foto accanto), ha contestato le fonti di prova anche facendo riferimento a una recente pronuncia della Corte di Cassazione, secondo la quale l’affermazione della responsabilità in ordine ai reati non può essere legata solo ai risultati delle analisi delle urine, essendo necessarie quelle del sangue.

Nel caso finito al giudizio del Tribunale, stando a quanto emerso nel corso delle udienze, gli unici risultati disponibili si riferivano alle analisi delle urine. Di conseguenza, come evidenziato dal penalista, alla luce del principio affermato dagli Ermellini, non si ha alcuna informazione attendibile sul piano scientifico sulla quantità di alcol e droga assunti e sull’epoca, vale a dire sul quando c’è stata assunzione di sostanze. In altri termini, è necessario provare non solo la precedente assunzione, ma che il conducente abbia guidato in stato di alterazione causato appunto da droga e alcol. Il Tribunale ha concluso sostenendo che il fatto non sussiste, per le motivazioni bisognerà attendere qualche settimana.

 

WINENEWS

IN ITALIA CRESCE IL CONSUMO DI ALCOL: NEL 2015 ERANO 35,6 MILIONI LE PERSONE AD AVER CONSUMATO ALMENO UNA BEVANDA ALCOLICA, DICE IL MINISTERO DELLA SALUTE. PREOCCUPA IL “BINGE DRINKING”, L’ASSUNZIONE DI MOLTO ALCOL LONTANO DAI PASTI E IN POCO TEMPO

Roma - 06 Aprile 2017 - Nel 2015, il 64,5% degli italiani dagli 11 anni in su, ovvero 35,6 milioni di persone, ha consumato almeno una bevanda alcolica, con prevalenza maggiore tra i maschi (77,9%) rispetto alle femmine (52%). Un consumo in aumento visto che nel 2014 aveva consumato almeno una bevanda alcolica il 63% degli italiani, pari a 34,3 milioni. Sono i dati che emergono dall’ultima Relazione su alcol e problemi correlati, trasmessa dal Ministero della Salute al Parlamento.

Da quanto si legge nella relazione, cresce soprattutto il consumo di aperitivi, amari e superalcolici, cioè il consumo di alcol lontano dai pasti, che è anche quello più dannoso per la salute.

I “grandi bevitori” hanno raggiunto il numero di 3,7 milioni, e sono soprattutto giovanissimi. Il trend è in calo se si guarda al decennio 2005 - 2015, in cui c’è stata una diminuzione della quota di consumatori dal 69,7% al 64,5%; ma la tendenza di consumo di alcolici rimane comunque preoccupante. È cresciuto esponenzialmente, infatti, il fenomeno del binge drinking, ossia l’assunzione di molto alcol al di fuori dei pasti e in un breve arco di tempo. Nel 2015 è stato pari a 10,8% tra gli uomini e 3,1% tra le donne, con oltre 3.700.000 binge drinker oltre gli 11 anni.

“L’alcoldipendenza - ricorda il Ministero - è un fenomeno che continua a necessitare di grande attenzione per le implicazioni sanitarie e sociali che ne derivano”.

 

POLNEWS

Si può portare l’autista ubriaco al comando per accertamenti?

La Corte di Cassazione, con Sentenza n. 17151 del 5 aprile 2017, esamina il caso di ricorso a una condanna per guida in stato di ebbrezza: l’imputato sostiene che la sua libertà personale sia stata limitata

Durante un normale controllo gli agenti notano che il soggetto alla guida dell’auto presenta evidenti segni di ubriachezza, in particolare emana un forte odore di alcool. Preso atto della cosa l’uomo viene accompagnato al comando, distante 15 km dal luogo del controllo, per procedere all’alcoltest. Questo certifica una quantità di alcool nel sangue fra l’1,88 g/l e i 2,00 g/l, da cui la condanna contro la quale viene mosso ricorso in Cassazione.

”Ci segua al comando”, limitazione della libertà personale?

L'uomo sostiene che la sua libertà personale sia stata limitata, dal momento che è stato coattivamente accompagnato al comando. Ciò sarebbe una violazione della costituzione.

Secondo i giudici la procedura rientra all’interno di quanto previsto dall’art. 186, comma 4, che recita: quando si è in condizioni di ritenere che il conducente sia in stato di alterazione psicofisica a causa dell’alcool, “gli organi di Polizia Stradale di cui all’articolo 12, commi 1 e 2, anche accompagnandolo presso il più vicino ufficio o comando, hanno la facoltà di effettuare l’accertamento con strumenti e procedure determinati dal regolamento”.

La procedura non è incostituzionale in alcun modo, posto che il soggetto accompagnato in comando non subisca alcuna coartazione ma segua gli agenti di sua iniziativa, dopo l’invito degli stessi. Intatta inoltre la possibilità di costui di rifiutarsi di ottemperare alla richiesta, azione che potrebbe configurare comunque un diverso reato (il reato di rifiuto).

Consulta la Sentenza n. 17151 del 5 aprile 2017, Corte di Cassazione 

 

FANPAGE

Ubriaco alla guida e sotto processo per oltraggio, il Tar gli ridà il porto d’armi
Il caso di un bolognese che dopo la scelta del Prefetto ha fatto ricorso al Tar ottenendo di nuovo il porto d’ami.
7 APRILE 2017

di A. P.
Mentre in Italia divampa ancora il dibattito sull'uso della forza in caso di rapine in casa e negozi e sulla necessità di avere armi per legittima difesa dopo i recenti fatti di cronaca, un caso particolare, anch'esso destinato a far discutere, arriva da Bologna. A un uomo, a cui era stata tolta la patente di guida perché beccato al volante della sua auto in stato di ebbrezza e poi finito in tribunale per oltraggio a pubblico ufficiale, il Tar emiliano infatti ha restituito il porto d'armi annullando un provvedimento della Prefettura che aveva deciso di toglierli la possibilità di avere un'arma. (*)
Secondo il tribunale amministrativo regionale, infatti, la guida in stato di ebbrezza era stata precedente al rilascio del porto d’armi da parte della Questura che non aveva trovato impedimenti, mentre il decreto penale di condanna per oltraggio e false dichiarazioni a pubblico ufficiale, contro il quale l'uomo ha fatto ricorso e quindi ancora pendente, riguarda una vicenda "bagatellare". I giudici del Tar infatti hanno ricordato che la vicenda parte da un litigio avvenuto con un ausiliare del traffico che riteneva di essere stato offeso e di aver ricevuto false informazioni sulla residenza da parte dell'uomo e dunque si configura come "di non particolare gravità".
Episodi che in definitiva per il Tar non sono "tali da far sorgere il sospetto che egli possa abusare" delle armi in suo possesso. Questo anche perché la "sua intera condotta di vita e familiare risulta essere del tutto irreprensibile" hanno spiegato i giudici, bollando la valutazione del Prefetto come "arbitraria" e "un grave abuso del potere discrezionale"

(*) Nota: se una persona sotto effetto di alcolici ha creato problemi, sarebbe logico toglierli il permesso di bere, prima ancora del porto d'armi. Gli alcolici causano molti più danni delle armi.

 

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