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vino, birra e alcolici

12/04/2017 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 12 aprile 2017 ( di redazione )

LE STIME DELL’OSSERVATORIO NAZIONALE ALCOL CNESPS DELL’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ, DIFFUSE NEL CORSO DELL’ALCOHOL PREVENTION DAY

http://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/dal-governo/2017-04-12/abuso-alcol-spina-fianco-dell-italia-113601.php?uuid=AEg2i63 ABUSO DI ALCOL, SPINA NEL FIANCO DELL’ITALIA di Rosanna Magnano 12 aprile 2017 PDFIl punto dell’Istituto superiore di Sanità Italia ancora indietro nella lotta contro l’abuso di alcol, che vede soprattutto le donne e i più giovani tra le fasce più fragili ed esposte a danni. I consumatori (anno 2015) sono oltre 35 milioni e di questi circa 8 milioni sono bevitori a rischio, 710mila i consumatori dannosi e 72.377 gli alcoldipendenti in carico al Ssn. Tra i bevitori a rischio, oltre 1,2 milioni sono giovani fino a 24 anni e ben 700mila sono minori. I binge drinker sono saliti a quota 3,7 mln (2,8 mln gli uomini e 900mila le donne) e la fetta maggiore (900mila) si colloca nell’età tra gli 11 e i 25 anni, con 175mila minorenni. Sono queste le stime dell’Osservatorio nazionale Alcol Cnesps dell’Isituto superiore di Sanità, diffuse nel corso dell’Alcohol prevention day. Cifre che non segnalano alcuna inversione di tendenza rispetto agli aumenti registrati lo scorso anno nei consumi pro-capite e nei principali indicatori di rischio tra i consumatori di bevande alcoliche. Una situazione di stallo - i consumi di alcol in Italia sono tornati a salire a partire dal 2010 per arrivare a 7,6 litri pro-capite - che imporrebbe di spingere l’acceleratore su adeguate politiche di prevenzione. «Sono ancora lontani gli obiettivi di riduzione - spiega Emanuele Scafato, responsabile scientifico dell’Alcohol prevention day - attesi nei piani di prevenzione su consumi a rischio, binge drinking e consumi fuori pasto in particolare nei minori, tra le donne e gli anziani. È necessario quindi il rafforzamento di iniziative di comunicazione sui rischi e sui danni causati dall’alcol sulla salute e la sicurezza favorendo identificazione precoce e interventi nei luoghi di vita e di lavoro». Più spazio quindi alla formazione e alla presa in carico precoce. «È fondamentale investire in prevenzione, incrementare la comunicazione sui rischi legati al consumo di alcol - continua Ricciardi - e promuovere i corsi per gli operatori sanitari del Ssn sull’identificazione precoce e l’intervento breve, già richiamati dai Piani nazionali di Prevenzione, per intercettare i circa 700.000 consumatori dannosi, ancora mai giunti all’attenzione medica e in necessità di trattamento». Nel 2015 il consumo di bevande alcoliche è aumentato dell’1,6% tra le donne e dell’1,3% tra gli uomini. Per le prime gli aumenti maggiori si registrano per vino, aperitivi e super-alcolici. Per i secondi soprattutto su amari, super-alcolici e aperitivi. In aumento ancora il fenomeno dei giovani binge-drinker. «In concomitanza con l’incremento dei consumatori registrato nel corso dell’ultimo anno - afferma Scafato - si registra un incremento della prevalenza dei consumatori a rischio sia tra gli uomini sia, in maniera più marcata, tra le donne; e in particolare, si registra un aumento della prevalenza dei consumatori fuori pasto e dei binge drinkers, anche in questo caso più marcato tra le donne». Mortalità alcol-attribuibile: Lombardia e Lazio in testa. Variabilità elevata nei dati regionali di mortalità «alcol-attribuibile». Le Regioni che nell’ultimo anno hanno fatto registrare il numero maggiore di decessi sono state Lombardia, Lazio e Veneto con più di 100 decessi per patologie totalmente alcolattribuibili. Ma i livelli più elevati di mortalità (tassi standardizzati) si registrano in Valle d’Aosta (6,15 per 100.000 abitanti), nella Provincia autonoma di Bolzano (5,76 per 100.000 abitanti) e Molise (5,08 per 100.000 abitanti) con tassi più che doppi della media nazionale (2,26 per 100.000 abitanti). Valori estremamente elevati sono stati registrati anche in Friuli Venezia Giulia (3,99 per 100.000 abitanti) e in Calabria (3,38 decessi ogni 100.000 abitanti). Le Regioni in cui si registrano i livelli più bassi del tasso standardizzato sono invece la Toscana (1,30 per100.000 abitanti), la Sicilia (1,53 per 100.000 abitanti), la Campania (1,71 decessi ogni 100.000 abitanti) e l’Emilia Romagna (1,94 per 100.000 abitanti). Una strategia europea per la prevenzione. Un ventaglio di misure sostenibili sono state individuate dalla Joint action europea «Rarha» (che ha coinvolto 27 Stati Ue più Islanda, Norvegia e Svizzera) per favorire una scelta consapevole rispetto al consumo di bevande alcoliche. Tra queste: applicare e far rispettare il limite di 18 anni di età per la vendita e la somministrazione di qualsiasi bevanda alcolica prevedendo la possibilità/opportunità di innalzamento dell’età minima legale; supportare i servizi sanitari di base, nell’identificazione dei consumatori a rischio e offrire loro interventi finalizzati alla riduzione del consumo a rischio come parte della pratica clinica; fornire la formazione professionale specifica richiesta; fornire informazioni utili per la salute sulle etichette delle bevande alcoliche, il contenuto calorico, i grammi di alcol puro della confezione/bottiglia; richiedere che le bevande alcoliche e la pubblicità di alcolici contengano informazioni sui rischi per la salute associati al consumo di alcol. Insomma i messaggi dissuasivi pubblicati sui pacchetti di sigarette potrebbero fare scuola anche per le bottiglie.

ISTAT: CALA IL CONSUMO MA AUMENTANO I CONSUMATORI OCCASIONALI, ANCHE I GIOVANI BEVONO MENO MA GLI ADOLESCENTI SONO LA CATEGORIA PIÙ A RISCHIO DI BINGEDRINKING.  TRA CHI SI UBRIACA SOPRATTUTTO GLI OVER 65 E GLI UNDER 24

http://www.repubblica.it/cronaca/2017/04/12/news/alcol_ogni_giorni_dagli_11_anni_in_su_per_un_italiano_su_cinque-162804826/ ALCOL OGNI GIORNO PER IL 21% DEGLI ITALIANI SI COMINCIA A UNDICI ANNI 12 aprile 2017 ROMA. Cala il consumo totale di alcolici in Italia, anche se resta alto: una persona su cinque dagli undici anni in su beve quotidianamente. E figli di chi beve troppo mantengono le cattive abitudini dei genitori mentre cresce la quota di chi consuma alcol occasionalmente e fuori dai pasti. A raccontare un Italia dove le campagne informative forse cominciano a fare effetto è un'indagine dell'Istat: Nel 2016 i consumatori giornalieri di bevande alcoliche, sono il 21,4% della popolazione di 11 anni e più, confermando il trend discendente degli ultimi dieci anni (22,2% nel 2015 e 29,5% nel 2006). Continua invece ad aumentare la quota di coloro che consumano alcol occasionalmente (dal 38,8% del 2006 al 43,3% del 2016) e che bevono alcolici fuori dai pasti (dal 26,1% al 29,2%). Tra gli adolescenti diminuisce sensibilmente il consumo di alcolici (dal 29 al 20,4%), seppure con un andamento oscillante negli ultimi anni. Beve vino il 52,7% della popolazione che ha consumato alcolici mentre il 47,8% consuma birra e il 43,2% aperitivi alcolici, amari, superalcolici o liquori. Prevalgono i consumatori moderati (48,8% sul totale della popolazione e 75,4% sui consumatori annuali). Stabili i comportamenti di consumo abituale eccedentario o di binge drinking, che hanno riguardato 8 milioni e 643 mila persone (15,9% della popolazione e 25% dei consumatori).     Nel consumo eccedono più gli ultrasessantacinquenni (36,2% uomini e 8,3% donne), i giovani di 18-24 anni (22,8% e 12,2%) e gli adolescenti di 11-17 anni (22,9% e 17,9%). La popolazione giovane (18-24 anni) è quella più a rischio per il binge drinking, frequente soprattutto durante momenti di socializzazione, come dichiara il 17% dei ragazzi (21,8% dei maschi e 11,7% delle femmine). L'Istat osserva che il consumo non moderato di alcol dei genitori influenza il comportamento dei figli. Il 30,5% degli 11-24enni, che vivono in famiglie dove almeno un genitore ha un consumo di alcol eccedente, ha abitudini alcoliche non moderate. La quota scende al 16,2% tra i giovani con genitori che non bevono o bevono in maniera moderata. Tra i 18-24enni che frequentano spesso discoteche, spettacoli sportivi e concerti sono più diffusi consumo abituale eccedentario e binge drinking (32,2%) rispetto ai coetanei che non li frequentano (6,5%). Dove è avvenuto più frequentemente l'ultimo episodio di binge drinking sono nell'ordine: casa di amici o parenti (39,3%); bar, pub o birreria (29,4%); ristorante, pizzeria, osteria (27,5%); casa propria (25,1%); discoteca/night (13,0%); all'aperto o in strada (5,3%) e altri luoghi, come ad esempio posti di degustazione.

PER IL MESE DELLA PREVENZIONE ALCOLOGICA VIENE SUGGERITO DI SCOPRIRE LE CARTE SUI DANNI DELL’ALCOL!

http://www.tag24.it/177744-danni-alcol/ DANNI DELL’ALCOL: NUMERI E CONSIGLI REDAZIONE COMON 12 APRILE 2017 I giovani e l’alcol hanno un feeling particolare, sarebbe ottuso negarlo. E’ molto più utile non mettere la testa sotto la sabbia ed affrontare la cosa in modo costruttivo e cioè concedendo quel che di accettabile c’è in questo rapporto ma anche combattendo e prevenendo il problema quando rischia di fare troppi danni. Parlano chiaro i numeri: ogni anno assumere alcolici causa nel mondo 3,3 milioni di morti e genera, direttamente e indirettamente, oltre 230 patologie che sulla nostra società impattano complessivamente per almeno 17 milioni di anni di vita. Una luce rossa è scoppiata su questo item dopo che il Ministero della Salute ha scoperto ed annunciato che aumenta l’abuso fuori pasto! Sono, infatti, oltre 3,7 milioni i “grandi bevitori”, soprattutto giovanissimi. Bisogna parlarne, soprattutto ad aprile che è ufficialmente il mese della Prevenzione Alcologica. Perché scoprire le carte sui danni dell’alcol? Perché solo coi numeri in mano i ragazzi capiscono a cosa vanno incontro ed iniziano da soli, e dentro la loro testa, un lavoro di prevenzione naturale. Aprile è il mese della prevenzione? Ben venga, prima che arrivi l’estate e la chiusura delle scuole dia libero sfogo a comportamenti autolesionisti. Malattie causate dall’alcol Dovete capire che dietro ad un bicchiere di vino non c’è alcun rischio, dietro l’abuso sì. L’alcolismo è, infatti, responsabile di molte problematiche sociali e rappresenta a tutti gli effetti il primo fattore di rischio per l’assunzione di sostanze illegali. In pratica fa da “ponte” verso le droghe che vi metteranno in tutt’altra situazione critica. Non solo. E’ scientificamente provato che sia connesso ad atti di violenza, criminalità, maltrattamenti familiari nonché a perdita di produttività e di lavoro.Se questo non vi spaventa a sufficienza, sappiate che è anche un conclamato fattore “per l’insorgenza di malattie infettive, come tubercolosi, Aids e polmonite”. Blinge drinking E’ il fenomeno del momento ed è inarrestabile. Si tratta del bere fuori dai pasti che, ovviamente, peggiora situazioni che, in fase di pranzo o cena, sono sostenibili. Nel corso del 2015, il 64,5% degli italiani di 11 anni e più, ovvero 35,6 milioni di persone, ha consumato almeno una bevanda alcolica, con prevalenza maggiore tra i maschi (77,9%) rispetto alle femmine (52%). Brutti numeri e per di più in crescita: nel 2013 erano il 25,8%, nel 2014 erano il 26,9%, nel 2015 risultano il 27,9%. Ora che ne sapete di più sui danni dell’alcol dovete lavorare su voi stessi capendo quale sia il confine tra una serata piacevole ed un suicidio graduale.

L’ASSOCIAZIONE PER I DIRITTI DEGLI UTENTI E CONSUMATORI, IN OCCASIONE DI VINITALY, CHIEDE DI ADEGUARE L’ETICHETTATURA DEGLI ALCOLICI

http://www.radiocolonna.it/hotel-e-benessere/2017/04/12/vino-e-alcolici-calorie-nascoste-e-pericolose/   VINO E ALCOLICI: CALORIE NASCOSTE E PERICOLOSE In occasione di Vinitaly torna prepotente la richiesta di adeguare l’etichettatura degli alcolici. Troppe calorie e zuccheri che logorano la salute di Anna Ricca 12/04/2017 E’ in corso il grande appuntamento di Vinitaly di Verona e, come al solito, anche i consumatori hanno qualcosa da chiedere ai viticoltori e alle Autorità interessate. Ecco le richieste dell’Aduc. * Donde viene il vino, cioè l’uva? Il vino di qualità spesso riporta la dizione “imbottigliato all’origine da…” (o analoghe dizioni), ma rappresenta una percentuale minoritaria della produzione nazionale, il resto e’ vino del quale non viene indicato il luogo di provenienza. Si può certo ricorrere ai vini doc o docg, nei quali e’ indicata l’area di coltivazione. Perché’ non ricercare la trasparenza? Sarebbe utile mettere in etichetta la provenienza dell’uva, il luogo di vinificazione e imbottigliamento per tutti i vini, a garanzia del consumatore e qualificazione del produttore, visto che tra poco saremo invasi dal vino cinese. * La composizione del vino è un altro mistero. E’ così difficile elencare i principali componenti (acqua, zuccheri, alcoli, aldeidi, eteri, sali, acidi, ecc.)? Ormai tutti i prodotti alimentari indicano in etichetta la loro composizione; anche le acque minerali riportano analiticamente i propri elementi. Perché’ non il vino? * E’ noto, a pochi, che il vino può essere trattato (1): aggiunta di mosto (donde viene?) per fortificarlo (aumentare la gradazione), di enzimi per favorire la trasformazione del saccarosio in glucosio, di gelatine, caseine, albumine, colla di pesce, bentonite (roccia) per la chiarificazione, di solfiti per la conservazione (2), di anidride solforosa per impedire l’acidificazione, di acido tartarico o citrico per aumentare l’acidità, di acido sorbico o sorbato di potassio per stabilizzare, di solfato di rame per eliminare difetti di gusto e odore, di acidi, fosfati, ecc. Di tutti questi trattamenti non ne troviamo traccia nelle etichette, eccetto per i solfiti. Perché’ il consumatore non dovrebbe saperlo? Da questo comunicato ADUC che è più che condivisibile, RADIOCOLONNA prende spunto per evidenziare un’ altra grande e gravissima lacuna che riguarda TUTTI GLI ALCOLICI. E tutte le bevande contenenti anche una minima base di ETILE. Come ricordato nei punti sopra elencati le etichette dei vini e degli alcolici sono assolutamente incomplete (volutamente?) e non solo per l’origine e la lavorazione dell’uva, la composizione base, e le proprietà organolettiche (profumo, colore, sapore ecc) ma e soprattutto per i VALORI NUTRIZIONALI. Ricordiamo anche che l’alcol è “una sostanza tossica, potenzialmente cancerogena e capace di indurre dipendenza”. Le morti legate e correlate sono in continua ascesa. Ma questo lo sappiamo tutti. Quello che invece quasi sempre dimentichiamo (o non conosciamo) sono le calorie che l’alcol ci mette nel bicchiere. Per 150 ml (bicchiere normale NON pieno) di un rosso a 14° circa 120 cal, per la stessa quantità di bianco a 12,5° 110 cal. Per uno sciottino (circa 42 gr) di gin dalle 96 alle 116. La birra anche se meno graduata del vino ha molte più calorie (anche perchè se ne bevono quantità maggiori). Va poi considerata all’aggiunta di zuccheri nei liquori dolci che stravolge e dilata completamente i conteggi. Proprio ieri OSSERVASALUTE ha comunicato i suoi dati che sono a dir poco allarmanti: ” I giovani rappresentano un target di popolazione estremamente vulnerabile all’uso di alcol che risulta la prima causa di mortalità, morbilità e disabilità…aumentano le donne consumatrici a rischio…” Non è più una novità che si abbassa vertiginosamente l’età dei giovani che approcciano l’alcol. Ma non parliamo di consumo occasionale, moderato e soft (max 1% di alcol). Parliamo di serate a base di aperitivi con gli amici, shottini, tour da un locale all’altro. Discoteche, piazze e bar sono tutti luoghi che diventano funzionali per uno sballo. Ma queste stesse persone “alcohol addicted”, sembra un assurdo, si fanno sempre più sensibili al mangiar sano, alle scelte bio e a una dieta bilanciata. Il mito del peso forma raggiunge vette parossistiche. Via la pasta, il pane, i latticini, i dolci, i salumi… nell’intento di restare/diventare più magri.     Ecco allora che una corretta etichettatura degli alcolici con ben evidenziate le calorie per 100 gr. potrebbe funzionare almeno come deterrente. Aiuterebbe a raggiungere il peso desiderato e salverebbe tanti individui da patologie spesso irreversibili. Da qui vorremmo far partire (speriamo in unione con le associazioni dei consumatori) una campagna perchè il consumatore, come per il fumo, abbia a disposizione chiare e complete cognizioni su quello che sta per bere.

MENTRE CODACONS INVITA A REALIZZARE CAMPAGNE DI PREVENZIONE...

http://www.agenpress.it/notizie/2017/04/10/vinitaly-codacons-si-pensi-alla-salute-degli-italiani-1-giovane-5-consumatore-rischio/ VINITALY. CODACONS. SI PENSI ALLA SALUTE DEGLI ITALIANI. 1 GIOVANE SU 5 È CONSUMATORE A RISCHIO Agenpress – Bene valorizzazione le produzioni vinicole italiane, esaltare le qualità del nostro vino e promuovere le bottiglie “Made in Italy”, ma da una manifestazione così importante ci si aspettava maggiore attenzione ai problemi sanitari causati proprio dal vino. Lo afferma il Codacons, in riferimento all’edizione 2017 di Vinitaly in corso a Verona.  “In un paese come l’Italia in cui 1 ragazzo su 5 nell’età compresa tra gli 11 e i 17 anni è considerato consumatore di alcol a rischio e dove si verificano 17 mila decessi ascrivibili all’alcol, una manifestazione come Vinitaly non può non pensare anche ai problemi che il vino e l’alcol creano, soprattutto tra i giovanissimi –spiega il presidente Carlo Rienzi – In questi giorni a Verona stiamo assistendo ad una esaltazione delle produzioni vinicole italiane, che tuttavia dovrebbe andare di pari passo con una corretta informazione sui rischi legati al consumo di prodotti alcolici.Per questo invitiamo gli operatori del settore e le aziende presenti a Vinitaly ad attivarsi per realizzare, anche assieme al Codacons, campagne di sensibilizzazione dirette ai minori circa i pericoli insiti nell’abuso di vino e alcolici in genere, in modo da promuovere un bere consapevole e limitare la piaga dell’alcolismo” – conclude Rienzi.

L'UNIVERSITA', INVECE, REMA CONTRO TUTTI E FA PUBBLICITA' ALLA BIRRA: PER FORTUNA GLI STUDENTI NON SONO D'ACCORDO! “VEDERE IL LOGO DELL'UNIVERSITÀ SU UNA BIRRA RISCHIA DI SVILIRE IL RUOLO SOCIALE E FORMATIVO DELL'UNIVERSITÀ: PIÙ CHE FORMAZIONE, CI SEMBRA UNA DEFORMAZIONE".

http://bari.repubblica.it/cronaca/2017/04/11/news/universita_e_una_birra_lo_sponsor_delle_facolta_di_bari_distaccate_a_taranto_e_gli_studenti_protestano-162685600/ UNIVERSITÀ, È UNA BIRRA LO SPONSOR DELLE FACOLTÀ DI BARI DISTACCATE A TARANTO: PROTESTA DEGLI STUDENTI Il finanziamento della società che produce la birra Raffo utilizzato per pc e strumentazione didattica. Il direttore del dipartimento: "In periodi di magra, avere la disponibilità di 45mila euro non è poco" di FRANCESCA RUSSI 11 aprile 2017 Un accordo da 45mila euro. Ammonta a tanto l'assegno che la birra Raffo, appartenente al gruppo Peroni, staccherà al dipartimento jonico dell'Università di Bari. A dare il via libera al contratto di sponsorizzazione è stato il consiglio di amministrazione dell'Ateneo barese, che a Taranto ha la sua sede distaccata. Il finanziamento della società che produce la birra Raffo - la più commercializzata nel capoluogo jonico - sarà utilizzato per l'acquisto di computer e strumentazione didattica. "Verranno acquistati 18 pc per il dipartimento di Giurisprudenza e 18 per quello di Economia - spiega il direttore del dipartimento jonico, Bruno Notarnicola - oltre a scanner e stampanti a disposizione dei laboratori frequentati da studenti e dottorandi". Sull'etichetta delle bottiglie da 0,33 litri di birra, per quattro mesi a partire dal primo maggio, comparirà il messaggio promozionale 'Raffo per l'Università' con il logo della Aldo Moro. "Credo che si tratti di una bella iniziativa da parte di birra Raffo(*) - commenta il professor Notarnicola - Un interessante riconoscimento alla città di Taranto, dove l'Università rappresenta uno dei volani della crescita. Sono stati proprio loro a contattarci e a esprimere la volontà di dare linfa vitale alla città e di linfa vitale si tratta perché, in periodi di magra dal punto di vista dei finanziamenti alla didattica e alla ricerca, avere la disponibilità di 45mila euro non è poco. Soprattutto mi piace l'idea che un'importante azienda della città si sia interessata all'Università e abbia individuato proprio nell'istituzione universitaria, e non nel calcio o nel basket o in altro, l'area in cui investire". La scelta di marketing, però, non è piaciuta ad alcuni studenti. In particolare i ragazzi dell'assocazione Link non hanno apprezzato la decisione presa dall'Ateneo. "Nutriamo fortissime perplessitià sulla scelta fatta - dice Piercarlo Melchiorre, coordinatore di Link - ci sembra che ormai l'Università sia troppo orientata verso politiche di immagine e marketing. Basti pensare all'atteggiamento da discount con le iscrizioni: sconti per chi si immatricola prima. Ci rendiamo conto che, a causa dei tagli fatti a livello nazionale sull'istruzione, gli atenei, soprattutto al Sud, siano costretti a trovare quelle risorse che non arrivano più, ma vorremmo un confronto più ampio su scelte di questo tipo che rischiano di rendere l'Ateneo più simile a un'azienda che a un'istituzione formativa. E poi - conclude - vedere il logo dell'Università su una birra rischia di svilire il ruolo sociale e formativo dell'università: più che formazione, ci sembra una deformazione". Già nel 2014 gli sponsor entrarono in cortili e corridoi attraverso 20 totem pubblicitari con la reclame di un marchio di abbigliamento. Ed è proprio a seguito di queste iniziative che gli uffici della Comunicazione dell'Università di Bari sono al lavoro per elaborare un regolamento per le sponsorizzazioni che metta i paletti. Perché ci sono atenei, come quello di Reggio Emilia, che scrivono nero su bianco cosa accettare e cosa rifiutare: da escludere la pubblicità collegata a tabacco o alcolici. "Si tratta però di una birra a bassa gradazione alcolica - precisa il professor Notarnicola - Ci rivolgiamo a una popolazione studentesca abbastanza matura. E poi l'Università fa campagne contro l'abuso di alcol"(**).

(*)NOTA: è una bella iniziativa pubblicitaria per la birra!!!   (**)NOTA: prima cosa le campagne si fanno contro il “consumo” e non “l’abuso” di bevande alcoliche perché anche a piccole dosi l’alcol contenuto nel vino, nella birra e nelle altre bevande alcoliche è sempre un potente cancerogeno! Seconda cosa la più bella campagna di prevenzione sarebbe proprio non fare pubblicità alla birra!!!

ARTICOLO E NOTA DI ALESSANDRO SBARBADA

GAZZETTA DI MANTOVA SIESTA DA UBRIACO SUL MARCIAPIEDE, PROTESTA A CITTADELLA Davanti ai negozi. Per farsi una pennichella ha scelto il marciapiede di via Verona a Cittadella, tra un negozio di tappeti e un kebab. Abbracciato ad un cartone di Tavernello (*) si è abbandonato improvvisando una siesta all'aria aperta. Era da poco passata l'una di ieri pomeriggio quando alcuni cittadini hanno segnalato la presenza di uno straniero che si era addormentato sul marciapiede. La scena è stata documentata dal consigliere comunale Luca De Marchi, con relativo commento sul suo profilo di Fb: «Cosa dovrebbe fare il Comune? Tutelare di più la sicurezza dei cittadini. In che modo? Prendiamo ad esempio la lotta all'abusivismo commerciale. Il problema dei questuanti molesti e delle vendite illegali nei parcheggi non si risolvono con tre o quattro blitz all'anno. Sono inutili show periodici. Esistono le ordinanze e gli strumenti normativi: usiamoli e facciamoli rispettare. Basterebbe una settimana per intervenire. Ma evidentemente questa giunta non ha la volontà politica di farlo». Pochi giorni fa proprio da Cittadella era partita una raccolta firme da parte di alcuni commercianti del quartiere che avevano chiesto più controlli in tema di sicurezza.

(*) Nota: “Tavernello per un consumo di vino moderato ed ai pasti” (da www.tavernello.it )

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

http://www.zerottonove.it/carabinieri-di-sala-consilina-quarantenne/ CARABINIERI DI SALA CONSILINA DENUCIANO QUARANTENNE ALLA GUIDA IN STATO DI EBBREZZA Grazia De Gennaro 12 aprile 2017    Carabinieri di Sala Consilina. 12 aprile 2017, decorsa notte, i Carabinieri della Compagnia di Sala Consilina, diretti dal Tenente Davide Acquaviva, hanno denunciato a piede libero un quarantenne di Polla (SA) per guida sotto l’influenza dell’alcool. Un militare della Stazione di Polla, libero dal servizio, incrociava un’Opel Corsa di colore grigio che percorreva contromano e a gran velocità la SR426, in direzione Sant’Arsenio. Partito all’inseguimento, raggiungeva l’autovettura, allarmando la Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Sala Consilina la quale, prontamente, inviava in supporto le autoradio del Nucleo Radiomobile. Fermata la corsa dell’uomo alla guida, con precedenti per uso personale di stupefacenti, i militari riscontravano da subito l’evidente stato di ubriachezza, conducendolo presso l’Ospedale “Luigi Curto” di Polla per gli accertamenti di rito. Il tasso alcolemico veniva registrato pari a 3,10 gr di alcool per litro di sangue. Avendo ben superato i limiti di legge – che prevedono le sanzioni più gravi a partire da 1,5 gr/l – allo stesso veniva irrogata un’ammenda di 6.000 euro, con sospensione della patente per due anni L’autovettura è stata sottoposta a sequestro ai fini di confisca.

http://corrierealpi.gelocal.it/belluno/cronaca/2017/04/11/news/non-si-ferma-all-alt-inseguito-di-notte-lungo-l-agordina-1.15176276 NON SI FERMA ALL’ALT LUNGO L’AGORDINA: ERA UBRIACO L’uomo, un sospirolese, è risultato positivo all’alcoltest. Da Agordo è scappato fino a Ponte Mas inseguito dai carabinieri 11 aprile 2017 AGORDO. Inseguimento lungo l’Agordina: i carabinieri di Cencenighe ieri notte sono riusciti a fermare a ponte Mas un sospirolese che a bordo di una Volvo V40 non si è fermato all’alt del posto di controllo che la pattuglia stava effettuando ad Agordo. I militari dell’Arma lo hanno fatto “soffiare” e hanno scoperto il mistero della fuga improvvisa dell’automobilista: la prima volta l’uomo ha soffiato 1.72, la seconda 1.70. Guida in stato di ebbrezza: questa la contestazione primaria di carattere penale per la violazione del codice della strada, oltre al ritiro della patente e all’applicazione di altre sanzioni. Il fatto è accaduto intorno all’1.30 di notte ad Agordo. La pattuglia della stazione carabinieri di Cencenighe si trovava al posto di controllo per il servizio notturno che viene operato lungo le principali direttrici viarie della provincia. La Volvo V40 con alla guida il sospirolese non si è fermata all’alt intimato con la paletta ed è iniziato così un inseguimento che ha visto teatro la strada regionale Agordina. L’uomo non era particolarmente veloce, ma ha fatto diversi chilometri prima di essere fermato: è praticamente arrivato Ponte Mas, in comune di Sospirolo. I carabinieri lo hanno beccato a tenaglia: la pattuglia che inseguiva e quelle che gli venivano incontro che alla fine lo hanno intercettato. Probabilmente l’uomo tornava a casa, nella zona di Sospirolo. Per lui è scattato il controllo con l’alcoltest: il risultato è stato positivo e questo ha fatto contestare il codice penale e la denuncia per guida in stato di ebbrezza in seguito alla violazione del codice della strada, l’articolo 186. A cascata, l’auto è stata sottoposta a sequestro ai fini della confisca e la patente è stata ritirata immediatamente. Il non essersi fermato all’alt del posto di controllo ha visto contestare anche una sanzione pecuniaria prevista in questi casi. (cri.co.)

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