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vino, birra e alcolici

18/04/2017 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 13 aprile 2017 ( di redazione )

SANITA'24ORE

DAL GOVERNO

Abuso di alcol, spina nel fianco dell’Italia

di Rosanna Magnano

Il punto dell’Istituto superiore di Sanità

Italia ancora indietro nella lotta contro l’abuso di alcol, che vede soprattutto le donne e i giovani tra le fasce più fragili ed esposte a danni. I consumatori (anno 2015) sono oltre 35 milioni e di questi circa 8 milioni sono bevitori a rischio, 710mila i consumatori dannosi e solo 72.377 gli alcoldipendenti in carico al Ssn. Tra i bevitori a rischio, oltre 1,2 milioni sono giovani fino a 24 anni e ben 700mila sono minori. I binge drinker sono saliti a quota 3,7 mln (2,8 mln gli uomini e 900mila le donne) e la fetta maggiore (900mila) si colloca nell’età tra gli 11 e i 25 anni, con 175mila minorenni. Le conseguenze sulla salute e sulla vita stessa di un consumo non moderato di bevande alcoliche possono essere gravissime: la mortalità alcol attribuibile è infatti all’origine di 17mila decessi nell’ultimo anno (Lombardia, Lazio e Veneto in testa), il 60% dei quali a causa di cancro e incidenti stradali. Sono queste le stime dell’Osservatorio nazionale Alcol Cnesps dell’Isituto superiore di Sanità, diffuse nel corso dell’Alcohol prevention day.

Cifre che non segnalano alcuna inversione di tendenza rispetto agli aumenti registrati lo scorso anno nei consumi pro-capite e nei principali indicatori di rischio tra i consumatori di bevande alcoliche. Una situazione di stallo - i consumi di alcol in Italia sono tornati a salire a partire dal 2010 per arrivare a 7,6 litri pro-capite - che imporrebbe di spingere l’acceleratore su adeguate politiche di prevenzione.

Lorenzin: «Stop alla normalizzazione sociale dell’abuso di alcol tra i giovani»

«È importante tenere presente - sottolinea la ministra della Salute Beatrice Lorenzin in una lettera al presidente dell’Iss Walter Ricciardi - che i rischi legati al consumo di alcol non sono solo quelli di lungo periodo, connessi allo sviluppo di gravi patologie. Purtroppo il consumo di bevande alcoliche risulta tra le principali cause di incidentalità stradale, fatale e non fatale, soprattutto nei giovani, oltre ad essere alla base dei numerosi atti di violenza verso i partner o verso i minori. Da qui si comprende come le istituzioni preposte debbano produrre un grande sforzo per sensibilizzare e informare la popolazione sui rischi alcol-correlati».

Uno dei target da intercettare in via prioritaria è rappresentato dai ragazzi: secondo le rilevazioni Iss, il 37% degli incidenti stradali è legato al consumo di alcolici e l’incidentalità stradale alcol correlata è la prima causa di morte tra i più giovani.

Sotto la lente del ministero la scarsa informazione tra gli adolescenti. «Uno degli aspetti che preoccupa di più - constinua Lorenzin - è rappresentato dalla “normalizzazione sociale” del fenomeno. È necessario quindi che l’attenzione su questi aspetti sia sempre mantenuta viva proprio perché gli effetti sono spesso sottovalutati, soprattutto nelle fasce più giovani».

«Sono ancora lontani gli obiettivi di riduzione - spiega Emanuele Scafato, direttore dell'Osservatorio Nazionale Alcol dell'Iss - attesi nei piani di prevenzione su consumi a rischio, binge drinking e consumi fuori pasto in particolare nei minori, tra le donne e gli anziani. È necessario quindi il rafforzamento di iniziative di comunicazione sui rischi e sui danni causati dall’alcol sulla salute e la sicurezza favorendo identificazione precoce e interventi nei luoghi di vita e di lavoro».

Più spazio quindi alla formazione e alla presa in carico precoce. «È fondamentale investire in prevenzione, incrementare la comunicazione sui rischi legati al consumo di alcol - continua Scafato - e promuovere i corsi per gli operatori sanitari del Ssn sull’identificazione precoce e l’intervento breve, già richiamati dai Piani nazionali di Prevenzione, per intercettare i circa 700.000 consumatori dannosi, ancora mai giunti all’attenzione medica e in necessità di trattamento».

Nel 2015 il consumo di bevande alcoliche è aumentato dell’1,6% tra le donne e dell’1,3% tra gli uomini. Per le prime gli aumenti maggiori si registrano per vino, aperitivi e super-alcolici. Per i secondi soprattutto su amari, super-alcolici e aperitivi. Se i consumatori giornalieri restano stabili, continuano quindi ad aumentare i consumatori fuori pasto, che passano dal 25% del 2013 al 27% nel 2014 e al 28% del 2015.

In aumento ancora il fenomeno dei giovani binge-drinker. «In concomitanza con l’incremento dei consumatori registrato nel corso dell’ultimo anno - afferma Scafato - si registra un incremento della prevalenza dei consumatori a rischio sia tra gli uomini sia, in maniera più marcata, tra le donne; e in particolare, si registra un aumento della prevalenza dei consumatori fuori pasto e dei binge drinkers, anche in questo caso più marcato tra le donne». Le grandi abbuffate di alcol nel 2015 hanno riguardato 3,7 milioni di binge drinker e i valori massimi si registrano nella fascia 18-24 anni. Consumatori che insieme ai bevitori «eccedentari» arrivano a 8,5 mln di persone a rischio sanitario e sociale a causa dell’alcol.

Mortalità alcol-attribuibile: Lombardia, Lazio e Veneto in testa L’impatto dell’abuso di alcol sulla salute è devastante: le due patologie che causano il maggior numero di decessi alcol attribuibili sono epatopatie alcoliche e sindromi psicotiche. E dai dati Sdo sui ricoveri in regime ordinario emerge che la quota maggiore di diagnosi (23%) riguarda i disturbi mentali legati all’alcol, seguiti dalle patologie dell’apparato digerente (17% ), dai tumori (11%) e dalle malattie del sistema circolatorio (10%). Per i ricoveri diurni al primo posto ci sono invece i tumori.

Variabilità elevata nei dati regionali di mortalità «alcol-attribuibile». Le Regioni che nell’ultimo anno hanno fatto registrare il numero maggiore di decessi sono state Lombardia, Lazio e Veneto con più di 100 decessi per patologie totalmente alcolattribuibili. Ma i livelli più elevati di mortalità (tassi standardizzati) si registrano in Valle d’Aosta (6,15 per 100.000 abitanti), nella Provincia autonoma di Bolzano (5,76 per 100.000 abitanti) e Molise (5,08 per 100.000 abitanti) con tassi più che doppi della media nazionale (2,26 per 100.000 abitanti).

Valori estremamente elevati sono stati registrati anche in Friuli Venezia Giulia (3,99 per 100.000 abitanti) e in Calabria (3,38 decessi ogni 100.000 abitanti).

Le Regioni in cui si registrano i livelli più bassi del tasso standardizzato sono invece la Toscana (1,30 per100.000 abitanti), la Sicilia (1,53 per 100.000 abitanti), la Campania (1,71 decessi ogni 100.000 abitanti) e l’Emilia Romagna (1,94 per 100.000 abitanti).

Una strategia Ue per la prevenzione : warning message anche sulle bottiglie?

Un ventaglio di misure sostenibili sono state individuate dalla Joint action europea «Rarha» (che ha coinvolto 27 Stati Ue più Islanda, Norvegia e Svizzera) per favorire una scelta consapevole rispetto al consumo di bevande alcoliche. Tra queste: applicare e far rispettare il limite di 18 anni di età per la vendita e la somministrazione di qualsiasi bevanda alcolica prevedendo la possibilità/opportunità di innalzamento dell’età minima legale; supportare i servizi sanitari di base, nell’identificazione dei consumatori a rischio e offrire loro interventi finalizzati alla riduzione del consumo a rischio come parte della pratica clinica; fornire la formazione professionale specifica richiesta; fornire informazioni utili per la salute sulle etichette delle bevande alcoliche, il contenuto calorico, i grammi di alcol puro della confezione/bottiglia; richiedere che le bevande alcoliche e la pubblicità di alcolici contengano informazioni sui rischi per la salute associati al consumo di alcol. A questo proposito, la Commissione europea ha chiesto all’industria dell’alcol di formulare entro l’anno una griglia di proposte per arrivare a un’etichettatura più attenta alla salute. Insomma i messaggi dissuasivi pubblicati sui pacchetti di sigarette (warning message) potrebbero fare scuola anche per le bottiglie.

 

CONTRORADIO

ALCOL IN TOSCANA: CONSUMATORI IN AUMENTO (+7%)

“Dai dati del rapporto nazionale Osservasalute, resi noti proprio pochi giorni fa è emerso che tra il 2014 e il 2015 in Toscana la percentuale di persone che consumano alcol è passata dal 62,2% al 69,1%, rispetto a una media italiana del 64,5%. Aumentano i forti bevitori, anche tra i giovani, ed è prevedibile che questo aumento in futuro si traduca anche in una crescita di malattie croniche derivanti dall”eccessivo consumo di alcol”.

Lo ha detto l’assessora toscana al diritto alla salute Stefania Saccardi, presentando la delibera, da lei proposta e approvata dalla giunta della Toscana, con cui la Regione ha deciso di destinare un finanziamento di 100.000 euro al Centro alcologico regionale di Careggi, per consentire continuità alla sua attività per il 2017. Il Centro, si ricorda, svolge le funzioni di riferimento regionale per quanto riguarda epidemiologia, prevenzione, formazione degli operatori e ricerca clinica e biologica.

Dallo studio Edit (Epidemiologia dell’infortunistica stradale in Toscana) 2015 dell’Ars sugli stili di vita a rischio tra i giovani in Toscana “il consumo a rischio di alcol – spiega una nota della Regione – è collocato tra i primi cinque fattori di rischio nel mondo per malattia, disabilità e decesso. Dalla fine degli anni ”90 sembrano convivere due modelli di consumo di alcol: uno giovanile, omologato sui comportamenti dei coetanei del Nord Europa, meno legato al consumo di vino, con assunzione di larghe quantità di alcol (aperitivi, birra e superalcolici) in poche occasioni (soprattutto durante il weekend) e l’altro tipico della fascia adulta, più tradizionale e legato al consumo di vino, ai pasti ed in famiglia”.

Secondo i risultati dello studio Edit, nel 2015, la quasi totalità dei ragazzi, vale a dire circa il 95%, ha dichiarato di aver bevuto almeno una bevanda alcolica nella vita. L’analisi del trend, misurata sulla base della percentuale di coloro che hanno risposto di aver bevuto, almeno una volta, una qualunque bevanda alcolica nell’ultima settimana, indica un’importante riduzione del consumo dal 2005, attestandosi nell’ultima rilevazione al 70% circa. Il consumo di alcol ha ancora un gradiente rispetto all’età: i consumatori sono il 61,2% nei quattordicenni, mentre sono il 76,0% nei diciannovenni.

 

SPORTFAIR

Alcol test: Cusumano lo mette nella bottiglia di vino

Con l’operazione presenta al Vinitaly 2017 di Verona (9-12 aprile) Cusumano distribuirà il primo vino al mondo con alcol test incorporato nella bottiglia

Molto spesso, magari dopo una buona cena o un’uscita in compagnia il tutto innaffoiato da qualche drink alcolico, si è indecisi se riprendere l’auto per tornare a casa o ripiegare sui mezzi pubblici. Purtroppo in questi casi non sempre si ha a portata di mano un alcol test che ci rivelare se la quantità di alcol che abbiamo ne sangue sia ancora a norma di leggere per consentirci di guidare.incidenti stradali

Ora però, l’idea del produttore Cusumano – battezzata “A Glass Of Life” – punta a risolvere il problema con una geniale bottiglia dotata di alcoltest incorporato sull’etichetta. Presentata in questi giorni al Vinitaly 2017 che si svolge a Verona (9-12 aprile), questa speciale bottiglia di vino verrà distribuita prossimamente nei ristoranti.

In questo modo si aiuteranno le istituzioni nella lotta contro l’abuso di alcol, specie alla guida e nella diffusione del concetto di “bere responsabilmente” soprattutto tra giovani e giovanissimi.

 

RADIO VATICANA

Giovani a rischio alcool, ma al Vinitaly tante buone pratiche

13/04/2017 - Nel 2016 si stima che i consumatori giornalieri di bevande a base di alcool siano stati il 21,4%, il rischio è che l’eccesso sia sottovalutato soprattutto dai giovani. Va anche detto però che un consumo moderato di vino può essere positivo per la salute, e questo è stato ribadito nella manifestazione Vinitaly che si è chiusa ieri a Verona. Alessandro Guarasci:

In Italia abbiamo otto milioni e mezzo di bevitori a rischio per le quantità di alcol che consumano. Ma quello che preoccupa di più è che un terzo dei giovani che frequenta discoteche o spettacoli beve molto in un breve lasso di tempo. Alessandro Solipaca segretario scientifico dell’osservatorio Osservasalute

“Nei giovani tra gli 11 e i 17 anni abbiamo una prevalenza del 19 per cento dei consumatori a rischio, che sale al 22 tra i maschi e scende al 15,6 tra le femmine. Quindi questo è forse l’aspetto più preoccupante, almeno in prospettiva perché sappiamo che il consumo a rischio di alcool mina la salute fin da giovani. D’altra parte, gli stili di vita degli italiani si sono andati modificando anche dal punto di vista alimentare. Sono mode che purtroppo però creeranno in futuro problemi, hanno sicuramente un impatto sulle condizioni di salute future”.

Ma c’è alcool e alcool. Il vino, ad esempio, non solo fa bene alla salute se assunto in quantità moderate, ma fa parte di una tradizione millenaria. Nel 2016 questa filiera ha dato lavoro a un milione e 300 mila persone. Cosa serve per rafforzare questa industria? Dino Scanavino, presidente della Confederazione Italia Agricoltori:

“Un sistema aggregativo complessivo che costituisca il sistema Italia. Noi abbiamo ancora molti sistemi regionali, territoriali, che promuovono il loro prodotto ma lo promuovono in modo non coordinato con il resto del sistema. Tante aziende piccole è una caratteristica della vitivinicoltura italiana; non demonizzerei così il piccolo ma cercherei di dare un’organizzazione al piccolo. Noi non diventeremo mai molto grandi perché non ci sono le caratteristiche per cui questo avvenga”.

Se ne è parlato anche al Vinitaly, il salone di settore che si è chiuso ieri a Verona e che in quattro giorni ha visto 128 mila presenze. Il valore dell’export italiano supera i 5 miliardi di euro. Rouenza Santandrea, coordinatrice del settore vino dell’Alleanza delle Cooperative:

“Per quanto riguarda la Brexit, c’è già stato un calo della sterlina, quindi con delle conseguenze anche sui prezzi dei vini italiani, europei, però se un vino è di moda continua a funzionare e infatti ha continuato a funzionare. Per quanto riguarda Trump e le politiche protezionistiche, per il momento gli Stati Uniti hanno dei grossi interessi commerciali con l’Europa. Credo che sarà difficile che proprio sul vino tengano un atteggiamento che possa creare loro problemi; tra l’altro anche loro sono forti esportatori di vino, non dobbiamo dimenticarlo”.

Un settore su cui stanno puntando anche molti giovani. Quali consigli può dare un imprenditore affermato come Stefano Bottega?

“Lavorare molto sulla creatività. Sia dal punto di vista del packaging che del contenuto si può innovare molto sempre nell’ambito della qualità e della biosostenibilità. Quello del vino è un mondo che si è molto evoluto negli ultimi 20 anni ma ritengo che ci sia molto da fare. Dobbiamo immaginarci come sarà tra 20 anni il vino italiano, quindi le bottiglie, le etichette, l’immagine della bottiglia potrebbe essere stravolta e sicuramente si andrà su contenuti sempre di maggiore qualità, prodotti biologici, per intenderci, di altissima qualità”.

 

LALEGGEPERTUTTI

Investire un ubriaco o un drogato: di chi è la colpa?

Redazione

È reato mettere sotto una persona anche se questa non è padrone delle proprie azioni e compie un gesto pericoloso e anomalo; ma se l’investimento era inevitabile non c’è colpa per l’automobilista.

È sempre responsabile chi investe un pedone quando l’incidente, anche se determinato da colpa di quest’ultimo, era comunque evitabile. Così l’automobilista risponde del reato di lesioni anche se il pedone non rispetta le regole del codice della strada – come nel caso in cui attraversi fuori dalle strisce pedonali, o con il semaforo rosso, o di notte in una strada poco illuminata – o se compare all’improvviso davanti all’autobus, o è ubriaco o drogato e compie una mossa anomala e autolesionista. Secondo l’orientamento dei giudici, infatti, il conducente deve sempre guidare in modo da prevenire o comunque evitare gli ostacoli ed è pertanto responsabile dell’investimento del pedone se non riesce a dimostrare di aver tenuto una guida adeguata alla strada e che, ciò nonostante, il passante non poteva essere comunque evitato. Ciò vale anche quando quest’ultimo compie un comportamento imprudente o vietato dalla legge. Mettere sotto l’auto una persona ubriaca o drogata non fa eccezione alla regola. È quanto chiarito dalla Cassazione con una sentenza di ieri.

Nonostante l’azzardo compiuto nell’attraversare la strada da parte di chi è sotto gli effetti di alcool o di stupefacenti, l’automobilista deve essere sempre in grado di prevenire o evitare gli imprevisti, come appunto la comparsa all’improvviso di un pedone. Solo se, pur tenendo tale comportamento prudente, risulti che il pedone non poteva essere evitato, il conducente non risponde del reato di lesioni per aver messo sotto il passante. Insomma è sempre necessario regolare la velocità della vettura in misura tale da poter eseguire utilmente una frenata, e, soprattutto, non distrarsi dalla guida con l’uso di telefonini, autoradio o specchietti retrovisori.

 

QUICOSENZA

Villa San Giovanni, ragazzina ubriaca cade in mare

RedazioneApr 13, 2017

Tre minorenni sono state sorprese in evidente stato d’ebbrezza agli imbarcaderi per la Sicilia.

VILLA SAN GIOVANNI (RC) – Ragazzine sbronze nella spiaggia adiacente all’imbarco delle navi traghetto per la Sicilia. Tre minorenni in evidente stato di ubriachezza alcolica, sono state soccorse da agenti della Polizia di Stato appartenente al Compartimento Polfer di Villa San Giovanni. A causa della scarsa lucidità dovuta all’alcool una di loro ha perso l’equilibrio cadendo in mare, a testa giù, vicino alla battigia. Afferrata ed adagiata in sicurezza sulla spiaggia è stata identificata ed affidata ai genitori. Insieme alle sue amiche, che a loro volta hanno atteso l’arrivo dei propri cari, sono state prima accompagnate all’interno di un locale delle Ferrovie di Stato,a cento metri dalla spiaggia, in attesa dell’arrivo dell’autoambulanza. Sul posto sono infatti intervenuti i sanitari del 118 che hanno visitato le ragazze non riscontrando alcun tipo di ferita grave. L’episodio è avvenuto nei giorni scorsi agli imbarcaderi dove i poliziotti si sono imposti per allontanare le giovani.

 

ROMATODAY

Ubriaco provoca incidente e tenta la fuga con auto di un passante, arrestato 33enne

E' successo in via Palombarese, nel Comune di Sant'Angelo Romano. Un 33enne, fermato dai Carabinieri, è risultato positivo all'alcol test con un tasso alcolemico pari a 2,30 g/l

Redazione

13 aprile 2017 - Brutto incidente sulla via Palombarese, nel Comune di Sant’Angelo Romano. Un uomo di 33 anni si trovava alla guida della propria auto quando ha violentemente tamponato un'altra auto facendola finire fuori strada.

Dopo l'incidente, il 33enne ha abbandonato il veicolo su cui viaggiava e si è allontanato dal luogo del sinistro senza prestare soccorso alle persone coinvolte.

Non solo, il conducente ha tentato di entrare con la forza nell'abitacolo di un altro automobilista in transito, per costringerlo a farsi accompagnare a casa della fidanzata.

Il malcapitato è riuscito a respingere l'esagitato e a dare l’allarme al 112, consentendo ai Carabinieri della Tenenza di Guidonia di bloccare il 33enne che, in stato confusionale, stava camminando lungo la strada.

Sottoposto agli esami di rito, l’uomo è risultato positivo all'alcol test con un tasso alcolemico pari a 2,30 g/l. Le vittime del tamponamento, trasportate all’ospedale di Tivoli, sono state dimesse con 5 giorni di prognosi mentre il pirata è stato trattenuto in caserma in attesa di essere sottoposto al rito direttissimo.

Le accuse sono quelle di violenza privata, guida in stato di ebrezza, fuga in caso di incidente con danni alle persone e omissione di soccorso.

 

PESCARAPOST

UBRIACO IN TRENO, MOLESTA I PASSEGGERI E AGGREDISCE I POLIZIOTTI: ARRESTATO

Pescara 13, 2017 - Ubriaco su un treno in transito, avrebbe prima arrecato disturbo all’interno del convoglio, e poi aggredito i poliziotti: questa la vicenda avvenuta nella notte tra mercoledì 12 e giovedì 13 aprile, e che ha portato all’arresto di un 30enne.

A finire in manette, N.H., originario della provincia di Modena, arrestato con l’accusa di resistenza a Pubblico Ufficiale.

L’episodio è avvenuto poco dopo le ore 3 della scorsa notte, quando la Polfer è intervenuta in stazione a Pescara, in seguito alla segnalazione di un individuo molesto su un treno in transito.

Gli agenti della polizia ferroviaria, grazie anche all’ausilio di un equipaggio della Volante, intorno alle 3:15, sarebbero intervenuti per cercare di fermare l’uomo.

Il 30enne, in evidente stato di ebbrezza, all’arrivo dei rinforzi avrebbe reagito in maniera ancora più violenta.

Alla vista degli agenti, l’uomo si sarebbe scagliato contro di loro aggredendoli.

Con non poche difficoltà i poliziotti sarebbero poi riusciti a bloccare e arrestare il 30enne.

L’arrestato è stato trattenuto in Questura in attesa del rito per direttissima in programma oggi.



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