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vino, birra e alcolici

18/04/2017 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 17 aprile 2017 ( di redazione )

LA REPUBBLICA

Roma, donna travolta e uccisa mentre attraversa la strada a Monti Tiburtini. Automobilista positivo a alcol test

La vittima, un'ucraina di 60 anni, al momento dell'impatto non era sulle strisce pedonali. L'uomo si è fermato a prestare soccorso. Altro scontro mortale in zona Piana del Sole

di FLAMINIA SAVELLI

17 aprile 2017 - Travolta e uccisa da una macchina mentre attraversa la strada. Alla guida un romano di 25 anni risultato positivo all'alcol test. Il dramma si è consumato ieri sera intorno alle 23 in via dei Monti Tiburtini, la vittima è una donna ucraina di 60 anni. Secondo i primi testimoni si tratterebbe di una senza fissa dimora molto conosciuta in zona che al momento dell'impatto non stava attraversando sulle strisce pedonali. L'automobilista, che è passato con il verde quando all'improvviso si è trovato davanti la donna, si è fermato a prestare i primi soccorsi.

Ma all'arrivo dei medici del 118 era già deceduta. Secondo i primi accertamenti sarebbe morta per un trauma cranico riportato probabilmente nella caduta. Sul posto sono poi intervenuti i vigili urbani di zona che hanno proceduto con i rilievi e hanno interrogato il giovane per ricostruire la dinamica dell'incidente. L'automobilista stava procedendo con il semaforo verde e quando ha visto la donna non ha avuto il tempo di frenare ed evitarla. Stava infatti attraversando a diversi metri dalle strisce pedonali. Una tragica fatalità dunque, anche se sottoposto al test è poi risultato positivo. Le indagini sono ancora in corso per accertare le responsabilità del giovane guidatore che all'arrivo degli agenti era sconvolto e disperato per quanto appena avvenuto.

Sempre ieri incidente mortale in via Cristoforo Sabbadino, in zona Piana del Sole, dove due auto si sono scontrate frontalmente. Un 37enne romeno, alla guida di una Clio, è morto sul colpo, mentre il passeggero, un 11enne, è stato trasportato in codice rosso al Bambino Gesù.

Ferite, invece, altre due persone a bordo dell'altra auto, entrambi trasportati in codice giallo all'Aurelia Hospital. Sul posto sono intervenuti gli agenti dell'XI Gruppo Marconi.

 

NUOVAVENEZIA

"Pasquetta alcolica" intercettati e perquisiti 20 pullman

La polizia locale "setaccia" Facebook e impedisce i raduni a base di bevute senza freni in spiaggia. Centinaia di adolescenti a bocca asciutta. Sempre più ragazze nei gruppi di "binge drinking"

di Giovanni Cagnassi

JESOLO17 aprile 2017 - È stata ribattezzata "Pasquetta Alcolica" anche se sui social e in rete hanno usato altri nomi di eventi per dissimulare l'appuntamento senza regole al lido di Jesolo che è ormai diventato una tradizione per ragazzi e ragazze del Triveneto.

Si va in spiaggia e nei locali a bere senza limiti nel più breve tempo possibile. Una pratica, quella del "binge drinking", importata e che secondo i medici rovina i tessuti epatici e non solo ma che i ragazzi e ultimamente sempre più ragazze seguono “a branco”, senza fermarsi a pensare. Ma ora il Comune ha messo un freno ormai, perché prima si vedevano orde di ragazzini con bicchieri e bottiglie in mano, cosa che non è più consentita.

E il comandante della polizia locale di Jesolo, Claudio Vanin, ha anche seguito tutte le proposte e inviti su Facebook e, nonostante tutti i tentativi per dissimulare le vere intenzioni dei partecipanti, la polizia locale ha perciò rintracciato circa 20 pullman arrivati per lo più da Verona e Vicenza per festeggiare al lido di Jesolo il lunedì di pasquetta senza freni alcolici.

Tre anni fa erano riusciti a cogliere tutti di sorpresa, ma ieri le forze di polizia erano tutte schierate per evitare eccessi di ogni genere. Severissimo il regolamento del Comune che prevede multe salate a partire da 200 euro, sostanzialmente vietando di portarsi dietro alcolici sulle strade e le piazze e anche sulla spiaggia. Si poteva bere solo nei locali e poi guai a chi si metteva alla guida. Ecco perché i tanti pullman arrivati sul litorale jesolano. Domenica la prima sanzione elevata a un giovane che aveva delle bottiglie.

 

IL TIRRENO

«Chi vende gli alcolici deve chiudere alle 20»

È la “misura” contro il degrado proposta da commercianti e imprenditori per mettere un freno al viavai delle botteghe etniche aperte tutta la notte

di Giovanna Mezzana

GROSSETO. I negozianti di via Roma hanno le idee chiare su come risalire il crinale per lasciarsi alle spalle il degrado, cioè quel pericoloso ruzzolare da una condizione buona a una peggiore. E le hanno illustrate nel corso della tappa che Caffé Tirreno ha fatto “da queste parti” ospite del Bar Gaia di piazza Ferretti. «Bisogna impedire che di notte — dice Carlo Rusconi, titolare della lavanderia “Linda” — ci siano gruppi di persone che alzano il gomito per strada. E per evitare questo rischio non si può che imporre la chiusura nelle ore notturne a quei negozianti che vendono alcolici e superalcolici».

Chiamiamo le cose con il loro nome: in via Roma e nei dintorni ci sono diverse botteghe gestite da cittadini extracomunitari in cui si può acquistare alcolici a tutte le ore del giorno e della notte. Sia chiaro: i negozianti grossetani della zona non parlano perché mossi dalla fobìa dello straniero: «Questi negozi etnici — aggiunge Rusconi — sono potenzialmente una risorsa; potrebbero essere attività gradevoli se solo si riciclassero, si rivalutassero; la stragrande maggioranza dei loro incassi è invece rappresentata dalla vendita di bevande alcoliche per lo più in vetro, che può essere un’arma in mano a chi è su di giri».

Rusconi ci tiene alla “sua” via Roma. «Ho scelto questo fondo per aprire la mia attività — spiega — perché questa strada mi piace. Mi ricorda il passato. Ha una storia, testimoniata anche da alcuni edifici popolari assai datati. Ha una sua identità: chiunque esca da Grosseto con l’auto passa da qui. È un peccato vederla scivolare nel degrado». Rusconi è tra i promotori di un esposto inviato mesi fa al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e al questore Domenico Ponziani: era stato firmato da 400 cittadini. «Da lì — osserva — qualche risultato l’abbiamo visto: ad esempio, passano più auto di polizia e carabinieri, la strada è più monitorata».

«Ma è una goccia nell’oceano — riflette Fabio Trotta, titolare dell’omonima gioielleria — Non basta. Gli sforzi dell’amministrazione comunale si vedono — aggiunge — ma parliamo di un fenomeno (quello dell’immigrazione su larga scala, ndr) che non può essere gestito solo da un’amministrazione di provincia. Bisogna chiedersi perché i negozi di quel genere aprono e noi chiudiamo schiacciati anche dagli effetti della presenza di un nuovo centro commerciale (Maremà al Commedone, ndr) le cui dimensioni non hanno ragion d’essere per una città come Grosseto. Si sarebbero dovute trovare strategie — incalza — per riportare cittadini e turisti in centro, piuttosto che indurli allo spostamento alle porte della città».

Una possibile soluzione la mettono nero su bianco Yuri e Moris Stolzi, titolari della tabaccheria di via Roma: «Forse basterebbe imporre la chiusura obbligatoria dei negozi che vendono alcolici e superalcolici alle 20 nei mesi invernali e alle 21 durante l’estate — riflettono i due fratelli — I problemi del resto emergono nelle ore notturne, tant’è che noi ne abbiamo notizia solo dai nostri clienti che abitano nelle vicinanze, visto che ad una certa ora chiudiamo».

Il malessere c’è e si può misurare: «C’è chi ci ha detto — aggiungono Yuri e Moris — che ha intenzione di trasferirsi, di cambiare casa perché la situazione gli è diventata insopportabile. Chi è residente può farlo, per chi ha un’attività invece diventa tutto più complicato: abbassare la saracinesca qui per alzarla altrove significa perdere la clientela che magari

si è conquistata con serietà e fatica in tanti anni di lavoro al pubblico, dietro ad un “banco”. Cittadini costretti a cambiare casa, negozianti che resistono strenuamente sono comunque i segnali di una disfatta che nessuno, però — e questo è un bene — è pronto ad accettare passivamente.

 

STILE.IT

Alcol prima di volare? In Gran Bretagna è vietato

Troppi passeggeri ubriachi sui voli

Pubblicato il 17 aprile 2017

Alcol prima di volare? Attenzione presto potrebbe essere impedita la vendita di alcolici negli aeroporti per evitare passeggeri troppo ubriachi sui voli. Non si tratta di una fake news, ma di un possibile scenario futuro. Lo riporta il quotidiano The Independent e la misura dovrebbe interessare gli aeroporti britannici. In particolare, la vendita di alcolici, regolata in tutto il territorio secondo regole restrittive, non viene controllata di fatto negli aeroporti. Con la conseguenza che l’alcol può essere venduto a qualsiasi ora, anche prima di un volo. E produrre così effetti sulla salute e sullo stato mentale dei passeggeri. La vendita di alcolici negli aeroporti è stata deliberatamente tenuta fuori dalla normativa che regola il settore la cui ultima versione risale al 2003. (*)

Alcol prima di volare? No, troppi incidenti

Le nuove restrizioni dovrebbero infatti evitare la salita a bordo di passeggeri ubriachi e quindi molesti sui voli di linea. Sempre secondo The Independent la compagnia lowcost Jet3 ritiene che l’alcol sia la causa di più della metà degli incidenti sui voli. Mentre è vietato ubriacarsi in volo, nulla è impedito in questo senso ai passeggeri prima dell’imbarco. Sempre secondo Jet2 “il numero degli incidenti dove i passeggeri non rispettano le regole di condotta è cresciuto significativamente negli ultimi tempi”. “Questo tipo di incidenti va dagli insulti all’equipaggio o nei confronti di altri passeggeri. Ancora, vere e proprie minacce alla sicurezza del volo, come tentativi di aprile le porte della cabina”. Secondo il giornale le nuove restrizioni potrebbero essere estese ai bar degli aeroporti, e potrebbero essere implementati nuovi controlli anti-alcol per i passeggeri prima dell’imbarco”.

Il ministro dei trasporti Lord Ahmad solo l’anno scorso aveva espresso la propria volontà di rendere gli aeroporti posti sempre più adatti alle famiglie.

“Voglio davvero occuparmi del tema della vendita di alcol nei grandi hub”, aveva concluso il ministro. Vedremo cosa succederà in futuro ma sembra chiaro che gli aeroporti assomiglieranno sempre di più a una no-alcol zone.

 

(*) Nota: non ha nessun senso vendere alcolici negli aeroporti. E' solo questione di tempo, un po' per motivi di sicurezza, un po' per il disagio arrecato, verranno tolti.

 

TG24

Frosinone – Alcol e droga sulle strade, sei denunce a Pasqua

17 aprile - I Carabinieri del NORM e delle Stazioni di Frosinone Scalo, Amaseno e Ceccano, in occasione delle festività pasquali, hanno proceduto a denunciare in stato di libertà sei persone: cinque per guida in stato di ebbrezza alcolica e una per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Di seguito tutti i dettagli dei controlli.

Cinque giovani, tutti residenti in provincia e già censiti per reati in materia di stupefacenti, sono stati denunciati per guida in stato di ebbrezza alcolica. I giovani avevano un tasso alcolemico, in tutti i casi, di almeno due volte superiore al limite consentito dalle vigenti normative. Le patenti di guida sono state ritirate.

Un 35enne di Latina, già censito per reati contro la persona, è stato denunciato per guida senza patente. Conseguentemente è stato operato il sequestro del veicolo.

Un 24enne di Torrice, già censito per analogo reato, è stato denunciato per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Di conseguenza gli veniva ritirata la patente di guida. Inoltre sono stati segnalati alla Prefettura di Frosinone, per detenzione di stupefacenti per uso personale, anche i quattro passeggeri che viaggiavano con lui, trovati in possesso di alcuni grammi di sostanza stupefacente del tipo crack, sottoposta a sequestro.

Inoltre due donne rumene di 22 anni (domiciliate a Ferentino) ed un 35enne di Napoli sono state segnalate alla competente autorità perchè inosservanti degli obblighi di prevenzione personale. Infatti, nonostante fossero colpiti dal divieto di farvi ritorno, sono stati sorpresi mentre girovagavano nei comuni di Ceccano e Frosinone.

Foglio di Via Obbligatorio per un 36enne di Isernia e una 45enne rumena, domiciliata a Napoli, entrambi pregiudicati per reati contro il patrimonio, poiché controllati mentre si aggiravano senza giustificato motivo nei pressi di obiettivi sensibili del comune di Amaseno.

 

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