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vino, birra e alcolici

18/04/2017 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 18 aprile 2017 ( di redazione )

“UN DROGATO PRIMA O POI LO CONVINCI A NON DROGARSI PIÙ. MA CON QUESTA NUOVA POVERTÀ DI SPERANZA, CON QUESTA MALATTIA CHE APPESTA TUTTI DENTRO, È DIFFICILISSIMO COMBATTERE”.

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/i-tossici-ho-dei-15enni-che-non-vogliono-vivere DIPEDENZE. FRAGILI, CONFUSI, DISPERATI. I GIOVANI CHE NON CAPIAMO Viviana Daloiso martedì 18 aprile 2017 Don Mazzi: «I tossici? Ho dei 15enni che non vogliono vivere» Aguzzini, assassini. Oppure fantasmi: vittime dei più forti, ma anche della noia, delle aspettative, del web. Caino e Abele, Abele e Caino: le categorie si confondono, la psicologia balbetta, l’educazione si eclissa. C’è un mondo di giovani sani: impegnati, altruisti, coraggiosi. E poi c’è quello che terribili fatti di cronaca hanno tratteggiato negli ultimi mesi: il ragazzo che si butta dalla finestra a Lavagna per non deludere la madre, gli amici che uccidono i genitori di uno dei due a Pontelangorino per soldi, i bulli di Vigevano che violentano un coetaneo disabile, la banda di Alatri che massacra Emanuele. Tragedie incomprensibili, e che per questo fanno paura. Agli adulti, che arrivano tardi. Che non capiscono, non sanno aiutare. Perché? Chi sono questi giovani? Cosa gli succede che dipende da noi (se dipende da noi) e come intervenire per cambiare (noi e loro)? Il “salvagente” delle dipendenze – droga, alcol, tecnologie – fa acqua: non giustifica, tanto meno risponde. E così anche i luoghi tradizionali cui gli adolescenti “malati” vengono affidati – le comunità, i centri di recupero, gli istituti di riabilitazione – non bastano più. Avvenire inizia un viaggio su questa frontiera, che sta cambiando pelle. Ad abitarla in molti casi, e da decenni, ci sono figure carismatiche come don Gino Rigoldi e don Antonio Mazzi, che incontriamo oggi. Tra gli ultimi, nelle periferie geografiche, economiche ed esistenziali – il primo soprattutto a Milano e in Romania, il secondo su tutto il territorio nazionale e negli ultimi anni anche in diversi Paesi del mondo – questi due sacerdoti hanno lottato e lottano per la resurrezione dei “cattivi ragazzi”. Li incontrano, li ascoltano, li hanno visti cambiare. E adesso lanciano alla politica, alla società civile e persino alla Chiesa una nuova sfida. Necessaria per non perderli. I tossici del Parco Lambro? Non ci sono più. O meglio, non sono più il problema, «perché a loro abbiamo imparato come rispondere». Il problema di don Antonio Mazzi è la telefonata di mezz’ora che ha appena terminato, seduto alla sua scrivania di legno logoro di Exodus, storica comunità di recupero alla periferia Est di Milano. «Questo è un banchiere. Un big della finanza. E ha questo figlio di vent’anni che non vuol vivere. Mica si droga, sai? Ha tutto: i soldi, la macchina, la scuola d’alto livello. Ma non vuol vivere perché dice che non sa amare, e che non si sente amato». Risolvilo, al telefono, un dramma così. Verrebbe da dire che, forse, servirebbe uno psicologo. Ma lo psicologo al figlio del banchiere, alla giovane étoile che vuole uccidersi perché si vede brutta, al quindicenne che ripete di non aver ragioni per vivere, non è servito. Chiamano don Mazzi, si rivolgono a Exodus. Perché? Perché nessun altro li aiuta. E spesso non sono capace nemmeno io, lo ammetto. Per anni ho avuto a che fare con i tossici, quello è un mondo che conosco bene: sapevamo, come comunità di recupero, rimettere in piedi chi arrivava coi segni della povertà e della dipendenza fisica. Un drogato prima o poi lo convinci a non drogarsi più. Ma con questa nuova povertà di speranza, con questa malattia che appesta tutti dentro, è difficilissimo combattere. Prova a spiegarla. Che succede, ai ragazzi che incontri? È come se avessero una domanda, su se stessi e sul senso della vita, che rimane lì. E che rimane lì per anni, diventa una ferita. Sentono messaggi, formule, ricette, insegnamenti, ma non incontrano qualcuno che li ascolti. E anche quando sbagliano, quando inciampano in questo non senso che li avvolge, ecco che davanti a loro trovano sempre qualcuno pronto a salvarli, ma non ad incontrarli. Questo io lo chiamo “analfabetismo”, e bada bene, riguarda noi adulti. C’è un bisogno che non capiamo, un disagio che non leggiamo. C’è una nostra povertà che appesta loro, perché è innegabile: i ragazzi di oggi hanno davanti adulti più fragili. E hanno più domande di quelle che avevano vent’anni fa, più disordinate. Dimmi della ballerina... Tredici anni. È venuta qui la prima volta con la madre: bellissima, intelligente, ricca. L’ho ascoltata: aveva già tentato di uccidersi due volte perché «non sono bella, guarda, sono un mostro». Poi è scappata di casa. A sera s’è presentata a Exodus. Le ho chiesto: perché sei qui? «Per come mi hai guardata» mi ha detto lei. Come li guardi? Spengo il cervello e accendo il cuore. E come li curi poi? Li inserisci in un percorso in comunità? L’altro problema è proprio questo: che la comunità come la intendevamo prima non ha più ragione d’esistere. Se sono malati tutti, di senso e di speranza, non è al chiuso che posso curarli. Non posso aspettare che arrivino. Devo andare io a incontrarli. Ecco perché anche Exodus sta cambiando, da qualche anno a questa parte: stiamo smontando le classiche comunità terapeutiche per trasformarle in Centri giovanili. Il grande progetto è arrivare ad allestirne 15, in tutta Italia. Dobbiamo arrivare prima, arrivare a tutti e arrivare nel modo più normale e adatto a loro. E come? Con lo sport, con le gite, con l’aiuto nei compiti. Ma anche con la musica, per dire. Qualche settimana fa, nella mia struttura di Jesi, finita la messa mi è esplosa nelle orecchie la canzone della Mannoia “Che sia benedetta”. C’erano decine di ragazzi con me, tutti ex tossicodipendenti, che si son messi a cantarla a squarciagola a memoria, qualcuno piangendo. Non era la Bibbia, io non so nemmeno se la Mannoia sia credente, ma quelle parole lì («Per quanto incoerente e testarda, se cadi, la vita ti aspetta») in loro hanno acceso un senso, una speranza, un’emozione. Questo basta, per un cambiamento. E ogni cambiamento è resurrezione. In ogni Caino c’è un pezzo di Abele, noi dobbiamo tirare fuori il buono di questi ragazzi. Exodus. La sfida di un "avamposto sociale" dalla bassa Locride fino all'Honduras Nata nel 1984 alla periferia dimenticata di Milano, nel cuore del Parco Lambro, Exodus oggi conta su oltre una quarantina di realtà operanti in Italia e nel mondo. L’azione di don Mazzi si ramifica in ambiti e settori che vanno dalla storica accoglienza in strutture, al recupero del disagio sociale legato prevalentemente all’abuso di sostanze, alle cooperative che sostengono i ragazzi a fine programma nelle attività lavorative fino ai “neonati” centri di aggregazione giovanili, che ogni anno accolgono oltre 25mila ragazzi in progetti sportivi, musicali, in laboratori ed eventi. Sfida relativamente nuova, partita tra il 2010 e il 2011, è il progetto Donmilani2, che ha preso il via in due realtà lontanissime fra loro, non solo geograficamente: il quartiere periferico milanese di Quarto Oggiaro e Africo, nella bassa Locride, in provincia di Reggio Calabria. Obiettivo: la lotta alla dispersione scolastica. Oggi gli interventi spaziano in 6 regioni, con 2.800 incontri realizzati ogni anno. l’Associazione educatori senza frontiere, nata come costola di Exodus nel 2005, opera invece a livello internazionale in partenariato con congregazioni e diocesi: dal Madagascar all’Honduras, dalla Bolivia all’Angola fino alla Terra Santa.

L'IMPEGNO DELLE FORZE DELL'ORDINE NEL CONTRASTARE I PROBLEMI DERIVATI DAL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

http://www.legnanonews.com/news/cronaca_nera/903478/nell_uovo_di_pasqua_sostanze_stupefacenti_alcol_e_arresti NELL'UOVO DI PASQUA SOSTANZE STUPEFACENTI, ALCOL E ARRESTI VARESOTTO, BUSTO ARSIZIO martedì 18 aprile 2017 (Leda Mocchetti) Altro che colomba e uova di cioccolato: per i Carabinieri della Compagnia di Busto Arsizio il weekend di Pasqua è trascorso all'insegna del controllo del territorio. Gli uomini dell'Arma, infatti, sono stati impegnati in una serie di verifiche finalizzate a vigilare sugli spostamenti dei cittadini ed a monitorare le abitazioni lasciate incustodite da chi si è concesso qualche giorno di vacanza. Poco meno di 200 le persone controllate, a cui vanno sommate le verifiche effettuate su 120 veicoli, per gli uomini della Compagnia di Busto Arsizio, che hanno agito soprattutto nelle ore serali e notturne. E certo non si può dire che il monitoraggio non sia stato "prolifico": il bilancio dei controlli, infatti, si è chiuso con 2 arresti, 6 denunce per per guida in stato di ebbrezza, 5 segnalazioni di giovanissimi in possesso di sostanze stupefacenti ed una denuncia per guida senza patente. Le manette sono scattate per due operai pregiudicati, un 30enne di Busto Arsizio ed un 28enne di Fagnano Olona. Il primo è stato fermato dalle Forze dell'Ordine durante un posto di blocco all'uscita di Busto Arsizio dell'autostrada A8 la sera di sabato 15 aprile: durante le fasi di identificazione, gli uomini dell'Arma hanno scoperto che l'uomo risultava colpito da un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Busto Arsizio, dovendo espiare due anni di reclusione per reati inerenti lo spaccio di sostanze stupefacenti. Il 28enne, invece, è stato identificato dai militari durante alcuni controlli tra gli avventori di un locale pubblico la sera di Pasquetta, ed è risultato a sua volta colpito da ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Busto Arsizio, in questo caso dovendo espiare nove mesi di reclusione per rissa. Sempre a Pasquetta, nel tardo pomeriggio i militari hanno denunciato in stato di libertà 6 giovani per guida in stato di ebbrezza: il tasso alcolemico dei ragazzi, probabilmente di rientro dalle consuete grigliate, è risultato infatti superiore ai limiti consentiti, in un caso addirittura di ben 5 volte. Ancora, 5 giovanissimi tra i 18 ed i 25 anni sono stati segnalati all'autorità amministrativa come assuntori di sostanze stupefacenti: durante alcuni controlli svolti dai Carabinieri in alcuni locali pubblici ed in altri luoghi di aggregazione, infatti, i ragazzi sono stati trovati in possesso di marijuana ed una trentina di grammi di sostanza stupefacente sono stati sequestrati. Infine, un 24enne di Busto Arsizio è stato denunciato per guida senza patente, dopo essere stato individuato in compagnia di alcuni coetanei, tutti pregiudicati, che si aggirava nella zona residenziale di Olgiate Olona con fare sospetto e senza una precisa ragione.

http://www.milanotoday.it/cronaca/chiusa-discoteca-madison.html MILANO, CHIUSA LA DISCOTECA MADISON: LÌ ERA MORTO UN RAGAZZINO PER UN COCKTAIL DI DROGHE La decisione del questore Marcello Cardona. Il locale spiega e si difende su Facebook Redazione 18 aprile 2017 09:21 Sigilli alle porte della discoteca Madison. Il Questore di Milano Marcello Cardona ha infatti firmato un provvedimento di sospensione licenza per il locale di via Giovanni da Udine, che dovrà restare chiuso per quindici giorni. Nel dicembre del 2014, il Madison era stato teatro della morte di un ragazzo di diciannove anni - Srdjan Djordjevic, serbo ma residente a Melegnano - che era stato ucciso - avevano accertato gli investigatori - da un mix di alcol e droghe. Fatale, secondo l'autopsia, era stata una dose di Mdma che il diciannovenne aveva assunto in bagno, dove era poi stato trovato svenuto. La chiusura sarà effettiva fino alla mezzanotte di sabato 29 aprile.  “È con forte dispiacere che dobbiamo comunicarvi che il locale, per via di un'ordinanza del Questore di Milano, comunicataci questa sera, dovrà inaspettatamente rimanere chiuso per quindici giorni, a partire da oggi - 14 aprile - e fino alla mezzanotte di sabato 29 aprile”, hanno scritto i titolari del locale su Facebook.  “Purtroppo tale decisione è dovuta a eventi del passato di cui solo ora, insieme a quest'ordinanza, ne dobbiamo pagare le conseguenze con un'improvvisa, inaspettata e temporanea chiusura. Ci scusiamo e insieme vogliamo darvi un arrivederci tra quindici giorni, non potendo fare altrimenti. Vi aspettiamo sabato 29 aprile con apertura dalla mezzanotte in poi. L'ingresso - si conclude la comunicazione - sarà omaggio per tutti”. Già a marzo scorso, invece, il nuovo Questore di Milano aveva dato un primo giro di vite sui locali frequentati da pregiudicati o teatro di spaccio e risse. In pochi giorni, infatti, i poliziotti avevano affisso i sigilli a otto diversi locali tra Milano e la provincia.

CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

http://www.emmelle.it/Prima-pagina/Cronaca/Prigioniero-dell-alcol-picchia-i-famigliari-per-soldi-il-gip-lo-allontana-da-casa/11-42368-1.html PRIGIONIERO DELL'ALCOL PICCHIA I FAMIGLIARI PER SOLDI: IL GIP LO ALLONTANA DA CASA Martinsicuro: non può avvicinarsi all'abitazione e ai parenti. E' accusato di maltrattamenti ed estorsione 18 aprile 2017 Teramo - Martinsicuro MARTINSICURO - Era diventato una minaccia concreta per tutta i famigliari che vivevano con lui, ma soprattutto il padre 85enne e la sorella maggiore: li minacciava di morte, di dar loro fuoco, qualora non avessero continuato a dargli ciò che ciohedeva, soldi per comprare da bere. E' infatti l'alcol il mal alla base della drammatica storia cui il gip dl tribunale di Teramo ha probabilmente messo la parola fine con l'emissione del provvedimento di allontanamento dalla casa famigliare con conseguente divieto di avvicinamento alla stessa e ai luoghi frequentati dai parenti. Era per procurarsi da bare e spesso ubriacarsi, che R.A., il 47enne di Martinsicuro protagonista della vicenda, che era arrivato a minacciare e picchiare tutti, anche la nipote 20enne che viveva nella casa paterna. Sono stati i carabinieri della locale stazione, diretti dal maresciallo Antonio Romano, a rimettere una relazione al magistrato, che ha chiesto e ottenuto i provvedimenti. Il 47enne è indagato per maltrattamenti in famiglia ma anche per estorsione aggravata per aver accompagnato le sue richieste di denaro con le minacce di morte.

ALCUNI DATI SUI CONSUMI IN BASILICATA

http://www.nuovadelsud.it/primo-piano/primo-piano-news/cronaca/11565-alcol,-tanti-lucani-alzano-il-gomito-in-basilicata-consumo-di-bevande-maggiore-rispetto-al-sud.html  ALCOL, TANTI LUCANI ALZANO IL GOMITO. IN BASILICATA CONSUMO DI BEVANDE MAGGIORE RISPETTO AL SUD 18 Aprile 2017 Scritto da Michelangelo Russo POTENZA – I lucani sono tra i consumatori giornalieri di bevande alcoliche più assidui, se confrontati con i consumatori meridionali. Ma al Nord si beve maggiormente. Il fenomeno è diffuso particolarmente tra gli uomini, mentre nell’universo femminile è scarsamente radicato. E’ quanto emerge incrociando i dati pubblicati dall’Istat e dall’Istituto Superiore di Sanità. Se dal rapporto redatto dall’Istituto nazionale di statistica è possibile scattare una fotografia generica, il Report elaborato dall’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Iss consente di conoscere nel dettaglio anche cosa e quando bevono i lucani e le lucane e quanti di loro “alzano il gomito” più del dovuto.

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

http://www.giornaledelcilento.it/it/18_04_2017_vallo_della_lucania_alcol_e_droga_sulle_strade_4_denunce_a_pasqua_38775.html#.WPYAdvnygdU VALLO DELLA LUCANIA, ALCOL E DROGA SULLE STRADE: 4 DENUNCE A PASQUA Redazione • 18 aprile 2017 11:02 Tra la giornata di sabato e la notte di domenica, i carabinieri della compagnia di Vallo della Lucania, diretti dal capitano Mennato Malgieri, hanno svolto un servizio a largo raggio su tutto il territorio ed in particolare nei comuni della fascia costiera, per prevenire il traffico di sostanze stupefacenti e per assicurare un maggiore controllo delle arterie stradali, attivita’ che ha portato risultati, sia in termini di prevenzione che di repressione. Nel corso del servizio con l’impiego di un consistente numero di pattuglie ed unità cinofile i carabinieri hanno controllato oltre 300 persone, delle quali 4 sono state denunciate perché alla guida della propria auto in stato di ebbrezza. Ritirate le patenti. Segnalati inoltre all'ufficio territoriale di Salerno, 15 ragazzi in possesso di sostanze stupefacenti per uso personale, cocaina, hashish e marijuana. Oltre 25 i verbali contestati per violazione al codice della strada, ponendo sotto sequestro 3 veicoli per mancata copertura assicurativa e revisione.

https://www.rivieraoggi.it/2017/04/18/241062/alla-guida-in-stato-di-ebbrezza-a-san-benedetto-denuncia-e-patente-ritirata/ ALLA GUIDA IN STATO DI EBBREZZA A SAN BENEDETTO, DENUNCIA E PATENTE RITIRATA DI LEONARDO DELLE NOCI 18 APRILE 2017 Inevitabile il provvedimento dopo l’Alcol Test effettuato dalle Forze dell’Ordine. Il servizio di prevenzione ha dato esito positivo SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nel fine settimana delle festività, da poco passate, sono stati effettuati controlli sulle strade del territorio. Sia in Riviera sia nell’entroterra. La Polizia Stradale ha sorpreso alla guida in stato di ebbrezza una persona. E’ successo a San Benedetto del Tronto. L’Alcol Test compiuto dagli agenti ha dato esito positivo. E’ scattata, quindi, la denuncia e il ritiro della patente.

https://www.rivieraoggi.it/2017/04/18/241061/si-rifiuta-di-sottoporsi-allalcol-test-una-denuncia-a-san-benedetto/ SI RIFIUTA DI SOTTOPORSI ALL’ALCOL TEST, UNA DENUNCIA A SAN BENEDETTO DI LEONARDO DELLE NOCI 18 APRILE 2017 Inevitabile il deferimento. La Polizia Stradale aveva fermato la donna per un controllo. Servizi effettuati durante le festività da poco passate SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nel fine settimana, da poco passato, sono stati effettuati controlli sulle strade del territorio. Sia in Riviera, sia nell’entroterra. La Polizia Stradale ha denunciato una donna, a San Benedetto del Tronto, per non essersi sottoposta all’Alcol Test dopo essere stata fermata per un controllo. Inevitabile quindi il deferimento.

https://www.salernonotizie.it/2017/04/17/salerno-ubriaco-alla-guida-si-schianta-auto-moto-mercatello/ SALERNO, UBRIACO ALLA GUIDA SI SCHIANTA SU AUTO E MOTO A MERCATELLO 17 aprile 20172 Nella prima serata di ieri domenica 16 aprile gli agenti della Polizia di stato hanno denunciato D A., sessantenne, originario dell’alto Sele, per guida in stato di ebbrezza, con l’aggravante di aver causato un incidente stradale. In particolare, un equipaggio della sezione volanti della questura di Salerno è intervenuto in una via del quartiere “Mercatello”, per gli urgenti rilievi tecnici di un sinistro stradale, verificatosi a seguito della perdita del controllo del veicolo da parte del conducente a danno di alcuni veicoli parcheggiati a bordo strada. Nello specifico, l’autovettura condotta dal reo aveva dapprima urtato un ciclomotore piaggio vespa, e ciò nonostante non aveva arrestato la sua marcia, andando poi ad urtare un’autovettura parcheggiata nella stessa strada. Nelle fasi del sopralluogo il conducente dell’autovettura che aveva determinato il sinistro stradale è stato sottoposto dagli agenti della polizia di stato ai necessari esami tossicologici presso il locale nosocomio, che davano esito positivo all’alcolemia, accertando una concentrazione di alcool nel sangue oltre la soglia consentita. L’uomo, è stato pertanto deferito in stato di libertà per guida in stato di alterazione psico-fisica determinata da abuso di alcol, mentre il veicolo da lui condotto è stato sottoposto a sequestro amministrativo.

OMICIDIO STRADALE

http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2017/18-aprile-2017/omicidio-stradale-mattia-domiciliari-ora-vorrei-morire-io-2401489820717.shtml OMICIDIO STRADALE, MATTIA AI DOMICILIARI: «ORA VORREI MORIRE IO» 18 aprile 2017 Il 23enne di Marzabotto che venerdì sera ha travolto e ucciso una 29enne con la sua auto ha chiesto al giudice di poter incontrare la famiglia della ragazza BOLOGNA - Mattia resta agli arresti domiciliari. Lo ha deciso il giudice. I gravi indizi di colpevolezza e l’aggravante della guida in stato di ebbrezza non hanno permesso alla difesa di ottenerne la revoca. «Vorrei morire io», ha ripetuto più volte il ragazzo durante l’udienza di convalida. «Continua a dire che vorrebbe morire. È sotto shock, molto provato e a pezzi. Stiamo valutando un supporto psicologico per il ragazzo. Durante l’udienza , inoltre, ha chiesto di poter incontrare i familiari della vittima. «Ma in questi momenti crediamo sia meglio evitare», racconta il suo avvocato, Cesare Ammendola.  Maria Laura (a sinistra) con la sorella Marta Maria Laura (a sinistra) con la sorella Marta Il 23enne di Marzabotto che venerdì sera ha travolto con la propria auto uno scooterone, trascinandolo per diversi metri e causando la morte della ragazza che lo stava guidando, Maria Laura Di Benedetto, è un operaio in una azienda della zona che produce macchinari. Il gip Domenico Panza ha convalidato l’arresto disponendo la misura cautelare degli arresti domiciliari, che Mattia Sammartino sta scontando a casa sua su una collina vicino a Marzabotto. L’accusa resta quella di omicidio stradale, il pm è Beatrice Ronchi. L’esito dell’alcol test fatto venerdì sera non ha lasciato alcun dubbio: il tasso di alcol nel sangue del 23enne era di 2,41 grammi al litro, cinque volte superiore al limite (0,5). Ci sarebbe anche un precedente: anni fa gli era stata ritirata la patente all’uscita di un locale nel bolognese. In quell’occasione il limite era superiore a quello consentito, ma di 1,50 grammi al litro. «Non era ubriaco», precisa il legale della famiglia di Mattia. Al giudice Mattia ha raccontato nuovamente di non essere fuggito venerdì sera e di aver chiamato lui per prima le forze dell’ordine. Da una prima ricostruzione invece è emerso che subito dopo l’incidente aveva abbandonato l’auto, e l’amico che era con lui, e a piedi si era diretto verso l’uscita all’altezza del quartiere Mazzini; solo a quel punto avrebbe chiamato i carabinieri: «Mi hanno rubato la macchina, li ho inseguiti a piedi. Hanno causato un incidente», avrebbe detto al telefono. Ma su questo punto arriva la smentita del legale della famiglia Sammartino: «La fuga rientra fra i capi d’imputazione, ma si materializza con il non aver avvisato le autorità competenti. E, invece, è stato proprio lui a chiamare soccorsi e forze dell’ordine. Si è allontanato di qualche metro dopo aver visto il corpo senza vita della ragazza, ha avuto paura, a qualche metro c’erano i familiari della 29enne. Così sotto choc ha chiamato i carabinieri. Prima ha detto che gli avevano rubato la macchina ma ha spiegato subito com’erano andati realmente i fatti». Arresti domiciliari convalidati dal gip, dunque, «anche se non c’è pericolo di reiterazione del reato, se non c’è pericolo di fuga. Mattia è arrivato da solo in tribunale ed è tornato a casa allo stesso modo — continua il legale — e non c’è pericolo di inquinamento delle prove. L’amico e i testimoni hanno riferito tutto sul posto, dopo l’incidente». Non è ancora chiaro dove Mattia Sammartino abbia trascorso la serata di venerdì: «Ha detto di averla passata in compagnia di amici e stava rientrando a casa». Poi l’incidente, all’altezza dell’uscita 12, in direzione Casalecchio: «La ragazza, – continua l’avvocato Ammendola – secondo quanto riportato dal ragazzo, ha sorpassato all’improvviso e lui era già sulla corsia di sorpasso». Anche su questa versione potrebbero essere fondamentali, oltre alle testimonianze di chi era lì, le immagini delle telecamere. Intanto dal legale arriva la smentita delle corse clandestine: «Quest’eventualità non è stata assolutamente trattata nell’udienza. Perché non c’entra nulla con le corse clandestine, anche perché diversamente non avremmo parlato di soli arresti domiciliari».

http://www.quinewsvaldera.it/ponsacco-ciclista-travolto-alcol-5-volte-oltre-il-limite.htm CICLISTA TRAVOLTO, ALCOL 5 VOLTE OLTRE IL LIMITE MARTEDÌ 18 APRILE 2017 ORE 09:55 L'incidente mortale è avvenuto la notte di Pasqua. Il conducente dell'auto è ai domiciliari in attesa della convalida, è accusato di omicidio stradale PONSACCO — Era di cinque volte superiore al limite consentito il tasso alcolemico dell'uomo di 30 anni che nella notte di Pasqua ha investito e ucciso Onuosa Jhon Oritsesho Lugbemi, un 39enne di origini nigeriane che intorno alle 3 stava pedalando in sella alla sua bici lungo Valdera P. L'uomo di Ponsacco è stato arrestato con l'accusa di omicidio stradale e il magistrato di turno in Procura a Pisa ha disposto per lui i domiciliari, in attesa della convalida da parte del giudice. La salma è stata trasferita all'istituto di medicina legale per compiere accertamenti. Il 30enne, a cui i carabinieri hanno sequestrato l'auto e ritirato la patente di guida, rischia la reclusione da otto a dodici anni.

MOVIDA!!!

http://www.ciociariaoggi.it/news/cronaca/52457/movida-violentaa-auto-danneggiate-e-bottigliate-a-chi-denuncia-o-protesta MOVIDA VIOLENTA: AUTO DANNEGGIATE E BOTTIGLIATE A CHI DENUNCIA O PROTESTA Katia Valente 18 APRILE 2017 Cassino - Oltre Alle Minacce, Alcuni Residenti Hanno Trovato Le Macchine Rovinate E Su Quattro Blocchetti. «Viviamo Nel Terrore» Vandalismi selvaggi sotto casa. Se vengono compiuti nel weekend "sacro" del divertimento, guai a ribellarsi. Anche uscire da un balcone e gridare la propria rabbia può innescare una pericolosa reazione. Figuriamoci presentare un esposto ai carabinieri dopo mesi di mancata "assuefazione" a quella musica alta e a quegli schiamazzi che cancellano l'abitudine di andare a dormire. Obiettivo troppo sano per chi deve sballarsi e non tollera occhi indiscreti (che spesso frugano la dove vige l'inviolabilità degli atteggiamenti) su maleducazione e malefatte. Eccessi che sfogano in petardi, schiamazzi e rumori molesti. Con viali di immondizia a disegnare l'alba del mattino successivo. Spesso le bottiglie vengono lanciate sui balconi se ci si lamenta troppo. «Prima o poi ci colpiranno», dice con terrore un signore. Lui ed altri hanno pure presentato un esposto ai carabinieri ed è finita che hanno avuto più di qualche sfregio alla propria auto. Cerchi o strisce per sottolineare chi comanda il sabato notte. In un altro caso e in un'altra zona della movida, invece, si è più propensi a spaccare le gomme. Tanti, troppi i casi. Addirittura una volta, dopo lagnanze e chiamate alle forze dell'ordine, uno dei condomini ha trovato l'auto su quattro blocchetti. Sono i portoni d'ingresso le altre "vittime" degli eccessi dell'alcol nelle vene. Calci e pugni per lasciare i segni del malessere giovanile che sfocia nello sballo. E anche se la movida ha appena abbassato il volume, grazie all'ordinanza di D'Alessandro, c'è chi non tollera quei decibel di troppo. E non riuscendo a dormire va via. Accade in un intero quartiere. Chi può si fa ospitare da parenti nel weekend.«E d'estate stiamo via il più possibile perché a casa, con questo chiasso, non si può stare

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