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giovedý 25 maggio 2017 - 12:39
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vino, birra e alcolici

21/04/2017 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 21 aprile 2017 ( di redazione )

PER VEDERE LO SPOT E LEGGERE LE CONCLUSIONI DELL’INDAGINE IN INGLESE CLICCATE (CTRL+CLICK) SUL SOTTOSTANTE LINK

http://www.west-info.eu/it/uno-spot-anti-alcol-simile-a-quelli-anti-tabacco/ UNO SPOT ANTI-ALCOL SIMILE A QUELLI ANTI-TABACCO di Ivano Abbadessa – 21.04.2017 È australiano lo spot di sensibilizzazione più efficace contro l’alcolismo. Capace di far redimere anche i più accaniti bevitori. Il video, intitolato Spread, mostra come vino, birra, distillati e liquori vengano assorbiti nel flusso sanguigno, diffondendo e causando mutazioni delle cellule cancerose nel fegato, nell’intestino e nella gola. A stilare la classifica delle pubblicità progresso anti-alcol è stato un team di ricercatori internazionali che ha testato, su oltre 2mila adulti che alzano regolarmente il gomito, ben 83 video pubblicitari da tutto il mondo che trattano il tema dell’abuso di bevande. Dall’indagine, le cui conclusioni sono state pubblicate nella rivista medica BMJ Open, Spread è risultato il favorito mettendo d’accordo uomini, donne, giovani e anziani.

IL VINO, LA BIRRA E LE ALTRE BEVANDE ALCOLICHE CONTENGONO ALCOL, UNA SOSTANZA ALTAMENTE CANCEROGENA

http://www.cufrad.it/news-alcologia/alcol-alcolismo/harvard-medical-school-lalcol-aumenta-il-rischio-di-cancro-al-colon/35525 HARVARD MEDICAL SCHOOL: L’ALCOL AUMENTA IL RISCHIO DI CANCRO AL COLON Alcol alcolismo 20-04-2017 Un forte consumo di alcol accresce il rischio di essere colpiti dal cancro al colon e al retto. Prima di questo ultimo studio, pubblicato su Annals of Internal Medicine, il legame tra il consumo di alcol e cancro al colon era stato osservato, ma era contraddittorio se si teneva conto dei vari tipi di bevanda, e siti anatomici nel colon. Eunyoung Cho dell’Harvard Medical School di Boston ha deciso, insieme al suo team di ricercatori, di unire i dati di otto grandi studi condotti tra Nord America ed Europa, in modo da includere circa 500.000 individui, dei quali 4687 colpiti da cancro al colon. È stato osservato un incremento del rischio di cancro per coloro che bevevano regolarmente almeno 30 grammi di alcool al giorno. Per chi aveva bevuto 30 - 45 grammi di alcol al giorno il rischio è cresciuto del 21%, mentre bere più di 45 grammi ha fatto crescere il rischio del 51%. I risultati sono stati simili per le donne e gli uomini e non si sono notate differenze fra le varie parti del colon. Non è stato inoltre notata differenza tra le varie bevande: birra, vino o liquore. Nel complesso, ridurre il consumo di alcol di 30 grammi al giorno ha impedito il 5% dei casi di cancro al colon negli uomini e lo 0,9% dei casi nelle donne. Secondo i ricercatori che hanno condotto lo studio, i medici dovrebbero tener conto del piccolo rischio che accompagna i benefici del consumo di alcol, quando informano i loro pazienti sui fattori di rischio. copia integrale del testo si può trovare al seguente link: http://www.italiasalute.it/5858/pag2/L%E2%80%99alcol-aumenta-rischio-di-cancro-al-colon.html  (Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)

LO DICE UNO STUDIO PUBBLICATO SUL JOURNAL OF STUDIES ON ALCOHOL AND DRUGS E FIRMATO DA KRISTINA JACKSON DELLA BROWN UNIVERSITY DI PROVIDENCE, NEGLI STATI UNITI.

http://www.cufrad.it/news-alcologia/alcol-alcolismo/journal-of-studies-on-alcohol-and-drugs-assaggiare-alcol-gi-da-piccoli-aumenta-le-probabilit-di-bere-in-adolescenza/35526 ALCOL E BAMBINI NON DEVONO MAI INCONTRARSI Assaggiarlo da piccoli aumenta le probabilità di bere già in adolescenza Far assaggiare anche un solo goccio di alcol ai bambini comporta un rischio aumentato di dipendenza già all'età di 14 o 15 anni. Lo dice uno studio pubblicato sul Journal of Studies on Alcohol and Drugs e firmato da Kristina Jackson della Brown University di Providence, negli Stati Uniti. I ricercatori si sono basati su un sondaggio on line effettuato su un campione di 561 studenti delle scuole medie e superiori. “In quel momento quasi il 30% dei ragazzi riferiva di aver provato a sorseggiare alcolici, spesso con il permesso dei genitori, magari a una festa o in un'occasione speciale”, afferma l'autrice. Stando ai dati, negli anni del liceo un quarto di chi aveva assaggiato alcol alle medie dichiarava di bere alcolici rispetto a meno del 6 per cento degli altri bambini.  “Al liceo, il 9% degli assaggiatori precoci si era ubriacato o aveva bevuto in modo compulsivo rispetto al 2% circa degli altri ragazzi”, spiegano gli autori. I bambini che assaggiano l'alcol con il permesso dei genitori ricevono poi una volta adolescenti meno rimproveri per il fatto di bere. “Questi ragazzi hanno in media anche maggiori conflitti con i genitori, un controllo parentale più basso e un maggior numero di amici bevitori”, riprende Jackson. “E dato che l'alcol influisce sullo sviluppo cerebrale, gli adolescenti dovrebbero evitarlo e i genitori dovrebbero esercitare adeguati controlli”. Assaggiare alcolici durante l'infanzia è abitudine più comune nelle famiglie in cui c'è maggior consumo di alcol. La cattiva abitudine si associa peraltro a un rendimento scolastico inferiore e a maggiori probabilità di avere problemi con la giustizia. “I nostri dati indicano che il vissuto dei giovani riguardo all'alcol influenzerà le loro scelte future. Ed è compito della famiglia ma anche degli educatori aiutarli a capire come fare scelte sane”, concludono gli autori. copia integrale del testo si può trovare al seguente link: http://www.italiasalute.it/139/pag2/Alcol-e-bambini-non-devono-mai-incontrarsi.html  (Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)

UNO STUDIO SUGLI EFFETTI DELLA PEER EDUCATION.

http://www.dors.it/page.php?idarticolo=2962 LA PEER EDUCATION PUÒ PREVENIRE L'USO DI SOSTANZE Mariella Di Pilato, Dors Data di inserimento19 Aprile 2017 Sintesi di studi/review ABUSO DI ALCOL; P.R.P. 2014-2018; PEER EDUCATION; PREVENZIONE DEL TABAGISMO; PREVENZIONE DELL'USO DI DROGHE; Da sapere La Peer Education (Educazione tra Pari) è stata definita come “il trasferimento o la condivisione di informazioni, valori e comportamenti relativi alla salute fra soggetti che condividono le stesse caratteristiche” (Strange 2006). Tale approccio può riguardare l’intero intervento di promozione della salute o di prevenzione oppure essere utilizzato per una parte. L’intervento può essere condotto da ragazzi della stessa età o con qualche anno in più dei destinatari ed essere sviluppato in contesti formali, per esempio la scuola, o informali, per esempio la strada o i locali notturni, utilizzando metodi pedagogici o i social media. La Peer education si basa sull’assunto che i ragazzi apprendono più volentieri gli uni dagli altri e che i pari hanno una grande credibilità tra i ragazzi, in quanto condividono la stessa cultura ed esprimono maggiore comprensione ed empatia verso i comportamenti di salute che li riguardano. I pari possono inoltre agire come modelli positivi per rinforzare tali comportamenti di salute. Diversi sono i programmi in cui i pari sono stati impiegati con l’obiettivo di veicolare messaggi finalizzati a ridurre l’uso di sostanze, prevenire comportamenti sessuali rischiosi, prevenire l’HIV o in generale promuovere il benessere psicosociale tra i ragazzi. Recenti revisioni sistematiche suggeriscono che gli interventi che impiegano i pari sono efficaci per cambiare i comportamenti e migliorare le conoscenze dei ragazzi. Inoltre valutazioni di processo dimostrano che i ragazzi apprezzano gli interventi condotti dai pari, poiché li trovano divertenti, credibili e li preferiscono ad interventi condotti da insegnanti. La revisione sistematica MacArthur 2016 indaga da un punto di vista qualitativo e quantitativo gli effetti degli interventi condotti da pari, finalizzati alla prevenzione dell’uso di tabacco, alcol e droghe nei ragazzi tra gli 11 e i 21 anni. Risultati dello studio I risultati presi in considerazione riguardano la frequenza di uso o il volume di consumo di tabacco, alcol e droghe. Sono state condotte analisi separate per uso di tabacco, alcol e droghe ed anche per stima degli effetti pesati o non pesati, in relazione alle differenze di base. Uso di tabacco L’analisi di 7 studi che riportavano dati non pesati dimostra che sono limitate le evidenze che gli interventi condotti da pari possano ridurre l’uso di sigarette in chi li riceve, rispetto al gruppo di controllo. L’analisi di 4 studi che riportavano dati pesati sottolinea evidenze moderate sull’efficacia degli interventi condotti da pari nel ridurre la percentuale di fumo settimanale o mensile. E’ importante notare che aggregando i dati provenienti da stime pesate e non pesate il risultato mette in luce che chi riceve un intervento condotto da pari ha una minore probabilità di consumare sigarette rispetto al gruppo di controllo. Uso di alcol Solo 6 studi riportavano dati sull’uso di alcol. Quattro di questi studi erano stati condotti negli Stati Uniti, quindi il campione è risultato molto piccolo. L’analisi aggregata dei dati raccolti da tutti gli studi offre deboli evidenze a supporto della maggiore efficacia degli interventi condotti dai pari rispetto ad altri tipi di intervento, per ridurre il consumo di alcol. Tuttavia, l’analisi separata dei dati pesati fornisce forti evidenze sugli effetti degli interventi condotti da pari. Uso di cannabis Degli studi selezionati solo 3 riguardavano l’uso di cannabis e tutti e tre erano stati condotti negli Stati Uniti nel contesto scolastico. Questi studi hanno evidenziato che la probabilità di uso di cannabis tra i ragazzi che avevano partecipato a un programma condotto da pari era più bassa rispetto al gruppo di controllo. Effetti avversi degli interventi condotti da pari Mentre gli effetti stimati dalla metanalisi (analisi quantitativa) sono a favore dell’intervento, due studi sottolineano che gli interventi condotti da pari possono aumentare l’uso di alcol o di sigarette in certi gruppi ad alto rischio. Uno degli studi coinvolgeva pari individuati e nominati attraverso i social media e prevedeva il supporto ai pari da parte di un team, attraverso un gruppo di discussione o l’uso di role play. I dati di questi studi hanno evidenziato che se il gruppo di ragazzi che partecipa a iniziative di prevenzione condotte da pari appartiene a gruppi in cui si consumano sostanze, gli effetti dell’intervento possono essere iatrogeni: si registrava infatti un uso più elevato di sostanze rispetto al gruppo di controllo. Mentre tra i ragazzi che dichiaravano di avere bassi consumi di sostanze, gli esiti degli interventi condotti da pari dimostravano una riduzione dell’uso di sostanze. Indicazioni per la pratica e per la ricerca I risultati della revisione suggeriscono che gli interventi di Peer Education in sanità pubblica sono efficaci per prevenire comportamenti dannosi durante l’adolescenza. Tuttavia è auspicabile rafforzare tali evidenze includendo studi più recenti, con stime quantitative sugli effetti degli interventi. I risultati dell’intervento possono essere attribuibili al fatto che i pari sono integrati nel gruppo e nella comunità, possono condividere lo stato sociale e il background culturale e riscuotono tra i coetanei maggiore credibilità degli adulti o dei professionisti. Vi sono inoltre effetti secondari sui peer leader stessi. Svolgere il ruolo di peer leader può aumentare la fiducia in se stessi, l’autostima, le abilità comunicative e cambiare i comportamenti, sebbene questi aspetti non siano stati analizzati negli studi selezionati. Come è stato realizzato lo studio La revisione sistematica MacArthur 2016 ha interrogato le banche dati Medline, EMBASE, PsycINFO, CINAHL, ERIC, the Australian Education Index, British Education Index e Cochrane Library fino a luglio 2015, senza restrizione geografica o di lingua. E’ stata analizzata anche letteratura grigia ricercata su siti di organizzazioni riconosciute. Sono stati identificati 70 studi, la metà dei quali hanno consentito un’analisi quantitativa, l’altra metà è stata analizzata qualitativamente. Sono stati inclusi solo studi randomizzati con gruppo di controllo (RCT) che riguardavano gli effetti degli interventi di prevenzione condotti da pari sull’uso di tabacco, alcol e/o droghe in ragazzi fra gli 11 e i 21 anni. Riferimenti bibliografici Strange V. Peer education. In: MacDowall W, Bonnell C, Davies M, editors. Health Promotion Practice. Berkshire: Open University Press. 2006 MacArthur GJ, Harrison S, Caldwell DM, Hickman M, Campbell R. Peer-led interventions to prevent tobacco, alcohol and/or drug use among young people aged 11–21 years: a systematic review and meta-analysis. Addiction 2016; 111, 391–407

BENISSIMO!!! IN LOMBARDIA NASCERANNO 5.400 NUOVI CAT!!!

http://www.varesenews.it/2017/04/droga-alcol-gioco-54-000-lombardi-soffrono-di-dipendenze/614032/   DROGA, ALCOL, GIOCO: 54.000 LOMBARDI SOFFRONO DI DIPENDENZE Investire di più sui servizi di assistenza integrati. Così il consiglio regionale chiede alla giunta di rafforzare la rete di cura per quanti soffrono di disturbi di Redazione redazione@varesenews.it Pubblicato il 19 aprile 2017 MILANO - Sono 54.000 i lombardi affetti da dipendenze, in gran parte legate all’uso e abuso di droghe. In progressiva e preoccupante crescita anche il numero dei cittadini ludopatici. Sono alcuni dei numeri alla base della Risoluzione approvata oggi a maggioranza dal Parlamento lombardo per chiedere alla Giunta un’ulteriore attenzione per i Servizi multidisciplinari integrati (Smi). Il documento, illustrato in Aula dal Consigliere Federico Lena (Lega Nord), chiede di «riconsiderare il sistema di accreditamento e di contrattualizzazione e il relativo incremento delle risorse stanziate con riferimento agli Smi” al fine di “assicurare ai cittadini lombardi la continuità assistenziale in modo omogeneo sul territorio e una presa in carico tempestiva». La Risoluzione evidenzia in particolare la complessità delle nuove dipendenze, a partire dal gioco d’azzardo patologico, ma anche l’importanza di garantire l’accesso ai servizi a giovani e minori (nel 2016 sono stati trattati 2870 pazienti di cui 2223 nei SerT e 647 presso gli SMI). In Lombardia sono 94 le strutture accreditate, di cui 84 SerT (Servizi per le Tossicodipendenze) e 10 Smi. I dati. Gli ultimi dati consolidati (anno 2016) evidenziano che il SSR ha trattato in un anno oltre 54.079 pazienti di cui 5.450 all’interno degli Istituti Penitenziari e 48.629 sul territorio. I SerT hanno seguito l’87,45% dei pazienti (47.291 soggetti), gli SMI il 12,55% (6788 soggetti). La maggior parte si rivolge ai servizi per disturbo da uso di sostanze Illegali (37.250 soggetti di cui l’88.5% ai SerT, il 11.5% agli SMI), alcol (11.602 soggetti di cui 89,1 % ai SerT, 10,9% agli SMI), gioco d’azzardo patologico (2.938 soggetti di cui 77,6% ai SerT , 22,4% agli SMI), tabagismo (684 pazienti).

IL CONSUMO DI BEVANDE ALCOLICHE IN PROVINCIA DI TRENTO

http://www.pressreader.com/italy/corriere-del-trentino/20170419/textview OLTRE CENTOMILA TRENTINI SONO A RISCHIO ALCOL HAPPY HOUR NEL MIRINO Pancheri: le valli cedono il primato agli happy hour. «I trentini a rischio sono centomila» Corriere del Trentino 19 Apr 2017 Un tempo era una caratteristica delle valli, oggi la statistica è tutta cittadina. Studenti delle superiori, talvolta delle medie, e universitari: sono loro i principali consumatori di alcol in provincia di Trento. Una realtà in cui almeno centomila persone hanno «un consumo alcolico a maggior rischio». Colpa degli happy hour. TRENTO Un tempo erano alpini e valligiani. Oggi, sono ragazzi di città. Gli studenti delle scuole superiori, in alcuni casi addirittura delle medie o delle elementari, nonché gli universitari, sono i principali consumatori di alcol in provincia di Trento. Una realtà in cui almeno centomila persone hanno un «consumo alcolico a maggior rischio», ovvero bevono troppo e bevono male, spesso fuori pasto. Colpa anche dei cosiddetti «happy hour», gli aperitivi ripensati in versione nordeuropea e dunque più alcolica, che ormai impazzano in ogni città. I numeri Secondo il report stilato dall’Istat sul consumo di alcol nel 2016 tra le persone con più di 11 anni di età, in Italia il consumo di aperitivi alcolici è pari al 34,7%, ma in Trentino Alto Adige si arriva al 44,3% con la provincia di Bolzano che detiene il primato (48,5%) seguita da quella di Trento (40,3%). Valori più alti rispetto a tutte le altre regioni e province italiane, con un’unica eccezione: il Friuli Venezia Giulia, che fa compagnia al Trentino con il 40,7%. E al consumo di drink a base di alcol si aggiunge quello della birra: il 4,3% degli italiani afferma di consumarla tutti i giorni, i trentini arrivano al 4,6% e gli altoatesini al 7,1%. La nuova geografia «Il consumo di alcol sta profondamente cambiando: fino a qualche anno fa, i maggiori bevitori erano gli abitanti delle valli perché si diceva che c’erano meno distrazioni e si credeva erroneamente che l’alcol «facesse buon sangue» e servisse come rimedio contro il freddo. Oggi, non è più così. Si beve in città, seduti al tavolino di un bar durante l’happy hour, lo si fa per entrare in un gruppo e per divertirsi soprattutto nel fine settimana, con l’età dei bevitori che inevitabilmente si abbassa», conferma il dottor Roberto Pancheri, direttore del Servizio di alcologia dell’Azienda sanitaria trentina. Come gli inglesi Anche secondo i dati Istat, infatti, l’Italia si sta avvicinando sempre più alla cultura alcolica britannica. Tra il 2006 e il 2016 è diminuita in Italia la quota di chi consuma bevande alcoliche quotidianamente (dal 29,5% al 21,4%), ma è aumentata quella di coloro che le consumano occasionalmente (dal 38,8% al 43,3%) e fuori dai pasti (dal 26,1% al 29,2%). Il modello italiano tradizionale, con il consumo soprattutto di vino durante i pasti, cede quindi il posto ai modelli tipici dei paesi del Nord Europa, caratterizzati da consumi elevati di bevande alcoliche al di fuori dei pasti. Anche in Trentino, il 43% degli intervistati afferma di bere alcol lontano dai pasti, in Alto Adige si arriva al 53%. Ben 24 punti percentuali in più rispetto alla media italiana. I record Non solo: a ciò si aggiunge il fenomeno del «binge drinking», ovvero consumare sei o più bicchieri di bevande alcoliche in un’unica occasione. E, ancora una volta, a detenere il triste primato a livello nazionale è la provincia di Bolzano, seguita dalla provincia di Trento e dalla Sardegna. «Tutti questi comportamenti rientrano nel consumo alcolico considerato “a maggior rischio” e riguardano soprattutto i giovani. Nella popolazione trentina tra i 18 e 69 anni si riscontra un consumo alcolico a rischio nel 30% dei casi, ma nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 24 anni, questa percentuale sale al 68%. Possiamo affermare, quindi, che circa centomila trentini hanno un consumo alcolico a rischio», continua il direttore, ricordando che, secondo i dati rilevati dall’Azienda sanitaria, già a soli 11 anni, l’1,5% dei ragazzi trentini ammette di essersi ubriacato almeno una volta. Il 20% dei quindicenni, invece, dice di essersi ubriacato già più e più volte. A scuola «Per questo — conclude Pancheri — stiamo lavorando molto nelle scuole, a partire dalle materne e fino alle superiori. Lo facciamo con programmi specifici e usando il linguaggio più efficace per i giovani. Sappiamo, infatti, che è inutile parlare agli adolescenti di cirrosi o epatiti, perché a quell’età i ragazzi si sentono immortali. Fa molto più effetto dire loro che l’alcool è la prima causa di morte tra i 15-29 anni, soprattutto per incidenti stradali». Al di fuori dei pasti Il 43 per cento beve lontano da tavola, in Alto Adige il tasso è del 53 per cento Precocità Un quindicenne su cinque ammette di essersi ubriacato più e più volte

CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

http://ciociarianotizie.it/popup/?url=http://www.ciociariaoggi.it/news/cronaca/52501/movida-notturna-nel-mirino_-i-gestori-dei-locali-sulle-barricate STUDENTESSA MOLESTATA SUL TRENO. UN UOMO LA PALPEGGIA E POI SI MASTURBA. IMMEDIATO L'ARRESTO 20 APRILE 2017. Raffaele Calcabrina Frosinone - Il Racconto: Ho Cercato Di Allontanarmi Ma Lui Mi Spingeva, Poi Sono Intervenuti Due Agenti Mentre in procura, a Frosinone, si presentava un protocollo per aiutare le donne vittime di violenze, quasi in contemporanea una studentessa frusinate veniva molestata sul treno. La donna ha reagito e, grazie all'aiuto di due poliziotti presenti sul vagone, il molestatore è stato arrestato. Il fatto è accaduto mercoledì mattina sul treno che da Frosinone era partito alle 8.40 e che doveva portare la ragazza, di 20 anni, all'università Carlo Bo dove studia per diventare interprete e traduttrice. E ieri, in tribunale a Roma si è svolta l'udienza di convalida dell'arresto dell'uomo, B.G. 65 anni di Castelvolturno, accusato di violenza sessuale. In attesa della direttissima che si celebrerà a maggio, al molestatore è stato imposto l'obbligo di dimora. Un Incubo A raccontare l'accaduto è la stessa vittima che ha trovato la forza di denunciare l'accaduto. «Ci tengo particolarmente - dice - penso che sia importante perché succede a tante e poche hanno il coraggio di denunciare». E, infatti, non è la prima volta che in treno si verificano episodi di questo genere in danno di ragazze sole. Lei racconta che aveva preso il treno Cassino-Roma per recarsi a lezione. Ma il viaggio che aveva fatto mille volte si è trasformato in un incubo. A un certo punto si è addormentata, all'altezza di Colleferro. Intorno a lei anche gli altri viaggiatori, non tanti, si erano assopiti. Tutti tranne uno. Che ha deciso di sfruttare l'occasione in modo subdolo. Il Racconto «A un certo punto mi sono svegliata di soprassalto - ricorda la studentessa - anche se ci ho messo un pochino a realizzare quanto stava accadendo. C'era un uomo sulla settantina che si stava strusciando su di me, toccandomi, e che si masturbava. Ha approfittato che non c'era molta gente e chi c'era stava dormendo. Mi sono paralizzata, presa dalla paura. Poi ho cercato di allontanarmi. Ma lui insisteva. Mi ha spinto verso il finestrino e con una mano continuava a toccarmi e toccarsi». La ragazza è riuscita però ad attirare l'attenzione del passeggero che le sedeva dietro. Lei non poteva saperlo, ma si trattava di un sostituto commissario di polizia, anche lui in viaggio dalla Ciociaria a Roma. «Ho preso il signore e ho urlato "per favore mi aiuti" - continua il racconto - Si è alzato e l'ha scaraventato a terra. In quel momento tante persone si sono dileguate, ma il commissario e un altro agente di polizia sono corsi in mio aiuto. Sono stata fortunata a trovare due angeli che mi hanno soccorsa e sostenuta in tutto il percorso. Il commissario mi ha chiamato anche la sere per chiedermi come stavo. E tutti e due mi hanno accompagnata in tribunale». L'arresto In tribunale perché, nonostante lo shock e il conseguente crollo, con il campano che era riuscito a dileguarsi, i due agenti lo hanno inseguito ed acciuffato. A quel punto la ragazza, che non ha esitato un attimo a denunciare l'accaduto, ha chiesto di avvertire la polizia. A Termini, appena il treno ha arrestato la corsa, sono intervenuti gli agenti della polizia ferroviaria in servizio in stazione e il capotreno. I primi accertamenti sono stati condotti nel posto polfer della stazione. Quindi sono state allertate le volanti e il fermato è stato condotto al commissariato Esquilino dove, all'esito di tutti gli accertamenti, è stato arrestato. Il casertano, in base a quanto emerso, in un'altra occasione avrebbe provato a baciare una ragazza. Era vestito in modo trasandato, senza documenti ed aveva bevuto. Ed è italiano. Nonostante lo shock e tutti i disagi subiti, la ragazza è andata regolarmente a lezione. Accompagnata anche dai poliziotti che si sono voluti sincerare, visto quanto capitato, che arrivasse a destinazione. Il 16 maggio per il processo per direttissima, lei sarà di nuovo a Roma in tribunale.

http://www.veneziatoday.it/cronaca/denunce-ubriachi-droga-portogruaro-aprile-2017.html FERMATO UBRIACO ALLA GUIDA CON LA "MARIA" IN MACCHINA. POI SE LA PRENDE COI CARABINIERI Controlli nell'area di Portogruaro. Un altro, bloccato per un controllo, ha opposto resistenza. Denuncia per entrambi. Altre persone trovate con modiche quantità di stupefacente La redazione 20 aprile 2017 13:57 Diverse operazioni dei carabinieri negli ultimi giorni nell'area di Portogruaro. E in un paio di casi le persone controllate si sono rivelate tutt'altro che collaborative. Un primo episodio durante una verifica dei militari dell’aliquota radiomobile della compagnia di Portogruaro nei confronti di V.E., 45enne originario di San Donà e residente a Concordia Sagittaria, che è stato fermato alla guida dell'auto con tasso alcolemico ben superiore al valore consentito. Inoltre, perquisito, è stato trovato in possesso di 8,5 grammi di marijuana. A quel punto è scattato il sequestro del veicolo, operazione a cui l'uomo ha cercato di opporsi con forza, insultando gli uomini in divisa. Alla fine è stato denunciato in stato di libertà per i reati di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, oltre che per la guida in stato di ebbrezza. Altro personaggio poco collaborativo è quello incontrato dai carabinieri del comando stazione di Caorle, impegnati in controlli sul litorale: A.P., disoccupato 21enne di nazionalità moldava residente a Portogruaro, si è rifiutato di esibire i documenti ed è quindi stato accompagnato in caserma. In quei momenti si è opposto energicamente, nell’inutile tentativo di sottrarsi alle verifiche. Al termine degli accertamenti il giovane è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e per non aver avuto al seguito un documento di riconoscimento (essendo cittadino extracomunitario ne ha l'obbligo). Persone in possesso di modiche quantità di droga sono state individuate ad Annone, San Stino e Portogruaro, rispettivamente con 3 grammi di "maria", 2 e 1,15 di cocaina: per loro è scattata una segnalazione alla prefettura.

http://www.genova24.it/2017/04/alcol-alla-guida-rifiuta-letilometro-rintracciata-arrestata-178550/ ALCOL ALLA GUIDA, RIFIUTA L’ETILOMETRO: RINTRACCIATA E ARRESTATA di Redazione – 20 aprile 2017 Moneglia. Si è rifiutata di sottoporsi all’accertamento di guida in stato di ebbrezza ed è finita agli arresti domiciliari. E’ quanto successo a una cittadina 48enne di Moneglia sorpresa ubriaca alla guida della sua auto. Ieri il tribunale ha emesso nei suoi confronti un ordine di carcerazione: la donna deve scontare una pena di 6 mesi di reclusione e un’ammenda di 3000 euro. I Carabinieri di Moneglia l’hanno rintracciata e arrestata: dopo le formalità di rito è stata accompagnata a casa, dove, sconterà la detenzione agli arresti domiciliari.

http://www.latinaquotidiano.it/ponza-alla-guida-ubriaco-causa-un-incidente-mortale-scatta-denuncia-per-omicidio-stradale/ PONZA, ALLA GUIDA UBRIACO CAUSA UN INCIDENTE MORTALE: SCATTA DENUNCIA PER OMICIDIO STRADALE Di Redazione Latina Quotidiano.it -  20 aprile 2017 Guidava in stato di ubriachezza, ha perso il controllo dell’auto e l’impatto è stato fatale per la donna che viaggiava con lui. È successo questa notte a Ponza. L’uomo alla guida è un 55enne del luogo, che ora è stato denunciato dai Carabinieri della locale stazione e dovrà rispondere di omicidio stradale e guida in stato di ebbrezza. Mentre era alla guida infatti ha perso il controllo del mezzo per cause tutt’ora al vaglio delle forze dell’ordine. La macchina si è ribaltata e nell’impatto ha perso la vita una 33enne di origini romene che era nell’abitacolo. La donna è morta sul colpo. Il guidatore invece è stato sottoposto a prelievo di sangue e urine che hanno evidenziato un tasso alcolemico superiore alla soglia consentita.

http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2017/04/20/ubriaco_alla_guida_aggredisce_i_carabinieri_32enne_arrestato_a_ol-68-591775.html UBRIACO ALLA GUIDA, AGGREDISCE I CARABINIERI. 32ENNE ARRESTATO A OLBIA 20 aprile 2017 Ha aggredito i carabinieri, che lo avevano fermato e gli avevano sequestrato l'auto. È successo stamattina, alle prime luci dell'alba, a Olbia, dove i militari, durante normali controlli alla circolazione, hanno fermato una Bmw X5, alla cui guida c'era R.K., 32enne ucraino. L'uomo è apparso subito in evidente stato di ebbrezza, e accanto a sé teneva una bottiglia, aperta, di vino rosé, che probabilmente beveva durante la guida. Rifiutatosi di sottoporsi al test con l'etilometro, i carabinieri hanno chiamato il carro attrezzi per sequestrare l'auto; a quel punto l'ucraino ha cominciato a minacciare e a cercare di colpire i militari con calci e pugni. Arrestato, è in attesa del processo per direttissima.

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