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vino, birra e alcolici

09/07/2017 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 30 giugno 2017 ( di redazione )

ALTRAETA'

Gianni Testino (Sia): “Alcolismo in aumento tra gli over”

Modesta riduzione del consumo di alcol nella popolazione adulta della Liguria, nel corso del 2016, e nessun aumento del tasso di ospedalizzazione correlato a problemi di alcol. È questo il quadro mostrato dagli ultimi dati dell’Istituto superiore di Sanità e dell’Istat. Ma ci sono altri numeri che fanno riflettere e che mostrano una fotografia per nulla rosea: sono le percentuali del consumo di alcool a maggior rischio, il 10% tra le donne e il 25% tra gli uomini. Ne parliamo con Gianni Testino, epatologo dell’Ospedale San Martino di Genova e direttore del Centro alcologico regionale, oltre che vicepresidente Sia, Società italiana di alcologia.

Ci aiuti a definire i limiti del consumo di alcol

Parlando di un soggetto adulto e sano, la comunità scientifica ha definito a basso rischio il consumo di una unità di alcol giornaliera per la donna e di due unità per l’uomo: per unità, intendiamo un bicchiere di vino o birra. Nel momento in cui si superano questi limiti giornalieri, il medico deve essere severo, perché il rischio aumenta e con esso la possibilità che si crei dipendenza. Nel caso in cui ci troviamo di fronte una persona affetta da altre patologie, l’alcol va assolutamente azzerato, perché aggrava qualsiasi tipo di malattia.

Il consumo di alcol è causa di molte malattie epatiche. Qual è il quadro in Liguria?

I numeri parlano chiaro: nell’80% dei casi la mortalità per malattie del fegato è dovuta all’alcol. Il 50% delle cirrosi epatiche sono dovute all’alcol. La seconda causa di trapianto di fegato è l’alcol, così come quella di tumore.

E la popolazione over?

Purtroppo per le persone anziane e sole l’alcol rappresenta spesso un forte antidepressivo e, nella nostra regione, ne rileviamo un aumento di consumo proprio in questa fascia d’età. È innegabile che un bevitore d’età superiore ai 70 anni, magari già affetto da problematiche legate all’età o patologie che comportano l’assunzione di farmaci, sarà ancor più soggetto a rischi.

Altraetà si rivolge principalmente agli over 50, ma non possiamo dimenticarci dei giovani, che del resto saranno gli “over” di domani. Il consumo di alcol tra i più piccoli è in aumento?

Purtroppo sì ed è un aumento significativo, soprattutto al di sotto dei 25 e dei 18 anni. Ed è molto grave il fatto che il 15% di loro consumi alcol allo scopo di ubriacarsi.

Esiste in modo evidente un problema di sottovalutazione dei danni arrecati dall’alcol. Perché?

Quando chiedo: Lei beve? Quasi tutti rispondono di no. Il personale consumo di alcol è spesso giudicato “moderato”. A differenza delle droghe e del fumo, l’alcol non è valutato come un rischio. È soprattutto un problema di percezione: l’alcol è pubblicizzato, è associato allo sport, troppo spesso alla salute. Vino e birra sono erroneamente confusi con l’alimentazione, ma non sono “alimenti”. Un bicchiere di vino al giorno non fa bene, non è salutare: è nel limite del tollerabile. Rappresenta un basso rischio per una persona adulta e sana.

(Paola Pedemonte)

 

IL RESTO DEL CARLINO

Monterenzio, niente armi e alcol alla festa celtica. È bufera

Ordinanza del sindaco Spadoni sulla scorta della circolare del ministero dopo i fatti di Torino. Gli organizzatori minacciano il boicottaggio dell’evento

di DARIO GIORDO

30 giugno 2017 - Monterenzio (Bologna), 30 giugno 2017 – Niente alcol e giù le armi, siamo Celti. Parte oggi la tradizionale festa celtica di Monterenzio, che prevede due weekend – questo e il prossimo – di rievocazioni storico-culturali legate ai popoli che tra il V e il IV secolo a.C. s’insediarono nella zona dell’Appennino bolognese. Un evento icona giunto ormai alla tredicesima edizione, quello che si svolge al parco del museo civico archeologico, ma che rischia di perdere il suo fascino a causa del recente divieto di vendere alcolici e armi antiche o storiche (e tanto meno portarle).

A decretare lo stop a birra e spade è un’ordinanza firmata mercoledì del sindaco Pierdante Spadoni, legata alla circolare dello scorso 7 giugno del ministero dell’Interno sulle misure di sicurezza da adottare nella gestione delle manifestazioni pubbliche. Si tratta, in sostanza, di uno strascico dei fatti di piazza San Carlo a Torino durante la finale di Champions League fra Real Madrid e Juventus, costati la vita a una ragazza e ferite e spavento a migliaia di spettatori.

Un guaio per gli artigiani che fabbricano armi da vendere agli appassionati, e anche per i produttori di birre artigianali, che non potranno contare sulla manifestazione per fare buoni affari. Ma anche i frequentatori della festa – in media fra le 25 e le 30mila persone ciascun weekend – non l’hanno presa bene, e affidano a Facebook il loro disappunto. «Non ci credo, è un pesce d’aprile», scrive un utente sul pagina dei ‘Fuochi di Taranis’’, profilo dell’associazione ‘La Ca’ di Brenno’ che gestisce il progetto della festa celtica; un altro, propone un «boicottaggio totale da parte di espositori e pubblico. Arrivo a capire il discorso vetro e lattine, non il resto», mentre un terzo rincara la dose scrivendo che «forse hanno confuso il popolo delle feste di rievocazione celtica con il bestiame che abitualmente frequentale discoteche, feste in spiaggia e happy hour».

«Non mi sono svegliato una mattina animato dall’idea di emanare divieti – spiega dal canto suo il sindaco di Monterenzio Pierdante Spadoni –, ma ho semplicemente preso atto del mondo in cui stiamo vivendo. L’ordinanza è stata emanata per rispettare ristrette disposizioni del ministero degli Interni: il 23 giugno scorso ho incontrato le autorità di pubblica sicurezza e gli organizzatori e il 26 ho emanato l’ordinanza. Non mi piace, ma mi devo adeguare». Una sponda al sindaco arriva da Luciano Fiordalisi, presidente dell’associazione ‘La Ca’ di Brenno’ e candidato alle ultime comunali, vinte appunto da Spadoni: «Il Comune è assolutamente incolpevole. Dispiace però vedere come stia crescendo la paura, anche se alla festa celtica non abbiamo mai avuto problemi».

 

LIGURIA24

Sicurezza al volante e no all’abuso di alcol: l’Asl 2 Savonese garantirà “sagre sicure”

di Redazione IVG

Savona. 30 giugno 2017 - Anche quest’estate l’Asl 2 Savonese metterà in campo un programma per garantire “sagre sicure” in tutta la provincia. L’azienda sanitaria locale, attraverso la struttura “Attività di Prevenzione”, all’interno del Ser.T. diretto dal dott. Roberto Carrozzino, continua a promuovere una serie di azioni (test dell’etilometro e campagne informative) rivolte alla sensibilizzazione sull’abuso alcolico e alla promozione del benessere all’interno delle più note sagre savonesi.

Dal 2002 ad oggi il servizio offerto dall’Asl 2 ha dato il suo contributo ininterrotto anche sul piano della sicurezza stradale. Quest’anno il coinvolgimento agli eventi estivi parte da domani alla sagra di “PerBacco” a Stella San Bernardo per proseguire alla Festa della Madonna del Carmine” a Luceto il 15 /07/17; “Sagra del pesce” a S. Genesio il 29/07/2017; “Festa dei Gumbi” a Toirano il 4 e 5/08/2017; “Sagra del Nostralino” a Ranzi 12/08/2017; “festa dei Crociati” a Finalborgo il 24 e 25/08/2017; “Sagra du Burgu” Bastia d’Albenga il 26/08/2017.

 

SAVONANEWS

Finale Ligure vieta il consumo di alcolici nelle aree pubbliche

L'ordinanza valida tra il 30 giugno e il 27 agosto, dalle ore 20 alle 7, vuole tutelare il decoro e la vivibilità urbana

Il Comune di Finale Ligure vieta il consumo di bevande alcoliche di qualunque graduazione nelle aree pubbliche, ovvero, al di fuori delle pertinenze autorizzate (dehor) ai pubblici esercizi. L'ordinanza a tutela del decoro e della vivibilità urbana, è stata emanata dal sindaco Ugo Frascherelli.

Il divieto valido dal 30 giugno al 27 agosto, in orario compreso tra le ore 20 e le 7 di ogni giorno, è stato predisposto a causa del copioso abbandono sulle aree pubbliche di contenitori, prevalentemente in vetro, ma anche per fenomeni di turbativa della tranquillità e del diritto al riposo dei residenti.

L'ordinanza vieta anche ai commercianti e ai gestori di attività artigianali, la vendita per asporto nello periodo indicato di qualunque bevanda alcolica. Il divieto invece, non sarà applicato nel corso di manifestazioni autorizzate dal Comune.

Spiega il sindaco Ugo Frascherelli: "Il provvedimento vuole cercare di garantire anche la salute della fasce deboli, con una particolare attenzione verso i giovani".

 

POLNEWS

Sospensione della patente in caso di guida in stato d’ebbrezza: sanzione accessoria o misura cautelare?

Cassazione, sentenza n. 16051/2017: la Corte si interroga a proposito della diversa natura della sospensione della patente di guida disposta ai sensi del comma 2 lett. b) o del comma 9 art. 186 C.d.S.

La Corte di Cassazione, interrogandosi sulla natura della sanzione accessoria della sospensione provvisoria della patente di guida ai sensi degli artt. 186, comma 2, lett. b) e 223, comma 1, C.d.S., ricorda che tale provvedimento è disposto dal prefetto ed ha il limite massimo di due anni, con finalità di tutela immediata dell'incolumità dei cittadini e dell'ordine pubblico, per impedire che il conducente del veicolo continui nell'esercizio di un'attività potenzialmente creativa di ulteriori pericoli.

Diverso è il caso di cui all’art. 186, comma 9, C.d.S. Trattasi infatti di sospensione cautelare che il prefetto adotta sino all’esito della visita medica, e presuppone il riscontro di un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l. La finalità del provvedimento è evidentemente diversa e risiede nell'esigenza di acquisire rapidamente il riscontro medico sulla condizione del conducente, al fine di valutarne l'idoneità alla guida, e quindi anche in funzione della revoca della patente.

 

GREENME

PERCHÉ VOMITIAMO SE SIAMO UBRIACHI?

29 Giugno 2017

Scritto da Roberta De Carolis

Per qualcuno bere troppo può essere divertente ma può provocare effetti indesiderati, tra cui mal di testa, scarso equilibrio, nausea, ma soprattutto, in alcuni caso, vomito. Quando siamo ubriachi infatti è molto probabile che si tenda a rimettere il cibo (o quello che c’è nello stomaco). Ma perché? L’organismo vuole forse “espellere l’alcol di troppo”? Non è esattamente così.

L’alcol etilico, contenuto nelle bevande dette per l’appunto alcoliche, è una sostanza chimica soggetta a ossidazione, un processo chimico di trasformazione in altri composti chimici quali acetaldeide e poi acido acetico. L’acetaldeide è un composto tossico per l’organismo, mentre l’acido totalmente innocuo.

Entrambe le ossidazioni avvengono nel fegato, dove ci sono i due enzimi “operatori”. Il primo, chiamato alcol deidrogenasi, converte l’alcol in acetaldeide, e il secondo, l’aldeide deidrogenasi, opera la conversione in acido, dopo la quale il composto risultante può andare nella vescica ed essere eliminato.

Ora, se la seconda ossidazione non riesce ad avvenire subito o comunque non completamente perché abbiamo veramente esagerato, nel nostro organismo resta l’acetaldeide, tossica, provocando gli effetti indesiderati descritti sopra, che culminano con il vomito.

Occhio quindi all’alcol, soprattutto se non siamo “abituati” (ovvero se i nostri enzimi non sono molto allenati): potremmo finire al bagno, o per strada, rimettendo tutto.

 

LA REPUBBLICA

Zanzare, sono ghiotte di anidride carbonica e acido lattico. A rischio chi beve birra (*)

Quel ronzio che tormenta le nostre estati. I rimedi naturali per salvarsi. Al sicuro solo il gruppo sanguigno A

di GiUSEPPE DEL BELLO

29 giugno 2016 - QUANDO SI DICE un batter d’ali. Il fatto è che le zanzare, le ali le agitano mille volte al secondo. Pochi sfuggono all’assalto serale, l’ora di caccia prediletta dal popolo delle Culex Pipiens (la specie più diffusa in Italia). Eppure in tanti se la cavano. Ma perché c’è chi esce indenne dalla notte vampiresca? Per varie ragioni. La prima è una questione di scelta. Se nella stessa camera convivono in due, di sicuro ce n’è uno che la fa franca, o quasi. Mentre l’umano più appetitoso dovrà soccombere. Innanzitutto alla stilettata della puntura cerca- sangue, poi all’inoculazione della saliva dell’animale che fa da anticoagulante e, subito dopo, all’estrazione della modica quantità, tra 2 e 5 microlitri del nostro sangue. Insomma, un sistema ben collaudato, quello delle zanzare femmine, le sole che pungono. Furbe come pochi altri insetti (se intuiscono la minaccia della controffensiva schiaffo mortale), guidate da occhi e olfatto, sono attratte da colori scuri e odori particolari. Come quelli che provengono dalle sostanze secrete dalla nostra pelle, ancor più se sudata. Dall’anidride carbonica all’acido lattico, di cui sono ghiotte.

E non è tutto. Secondo una ricerca di tre anni fa dello Smithsonian Institute di Washington, nella selezione della preda conta anche il gruppo sanguigno. Zero, seguito dal tipo B, fa più gola degli altri, mentre A non se lo fila nessuna zanzara. E, sempre nella scheda del profilo ideale, compaiono la temperatura del corpo (le donne in gravidanza, in genere, emanano più calore) e chi beve birra a gogò. Inconfondibili, le punture, lasciano sulla pelle il caratteristico ponfo. All’origine della catena infiammatoria c’è sempre la saliva della zanzara che, una volta inoculata attraverso il minipungiglione, causa il rilascio di istamina da parte del nostro corpo. E poichè l’istamina è un agente infiammatorio, a sua volta, è responsabile della reazione allergica. Che nei soggetti sensibili produce gli effetti maggiori, dal lieve rossore fino al prurito intenso che fa scattare la reazione del malcapitato. Se la puntura arriva di notte, il risveglio è brusco. Con la mano che corre veloce nell’area colpita. Ci si gratta al punto da procurare una lesione della cute fino a farla sanguinare. E fin qui, basta difendersi e adottare qualche precauzione. Ce ne sono tante.

Il guaio è però che le zanzare rimangono portatrici di varie malattie. Fino alla metà del secolo scorso, la malaria è stata la più temuta in Italia, veicolata proprio dall’anophele attraverso il Plasmodium (protozoo unicellulare) e le sue spore. Una situazione endemica che nell’800 registrava solo due delle 69 province italiche (Macerata e Imperia) indenni dalla malattia. Il Belpaese fu dichiarato “malaria free” solo nel 1973. E questo perché l’Oms, pur in assenza di casi dalla fine degli anni ‘50, ne ha aspettato altri venti prima di cantare vittoria.

Oggi invece, mentre qui da noi la situazione è sotto controllo, nei paesi in via di sviluppo le malattie tropicali trasmesse dalle zanzare continuano a uccidere milioni di persone.Quelle che aggrediscono di notte e quelle che vanno caccia a qualsiasi ora, le zanzare non sono tutte uguali, avverte Alberto Tomasi, specialista in Igiene e Medicina preventiva a Lucca e presidente della Società italiana di Medicina dei viaggiatori e dei migranti: "Oltre la Culex Pipiens, oggi si è diffusa a macchia d’olio la Aedes Albopictus della famiglia delle Culicidae che, in Italia e in Europa, si sono affacciate nei primi anni ‘90". Zebrata, con strisce bianche e nere, la Aedes è più nota come zanzara-tigre.

"Nel vecchio continente ci è arrivata grazie a un viaggio transoceanico - precisa Tomasi - a bordo di un carico di pneumatici. Punge, la tigre, senza farsi scrupoli, anche di giorno. E basta una riserva d’acqua di soli cinque giorni per riprodursi". Unico modo per difendersi è quello di lasciarla a secco. Per tagliarle l’approvvigionamento idrico è sufficiente curare le aree esterne. Piccole precauzioni, aggiunge il docente: "Basta rimuovere i sottovasi delle piante ed evitare che si formino pozzetti. Se a questi insetti manca l’acqua stagnante non hanno alcun modo di riprodursi. E senza larve, niente zanzare adulte". Semplice, no?

 

(*) Nota: non è certo il più preoccupante effetto collaterale del bere birra, ma per qualcuno potrebbe essere un'utile suggestione.

 

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