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vino, birra e alcolici

12/07/2017 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 12 luglio 2017 ( di redazione )

DA FACEBOOK Il dolore alcolcorrelato ed il paradosso delle Feste della Birra di Alessandro Sbarbada Lo abbiamo visto in maniera particolarmente dolorosa negli ultimi giorni: le pagine dei nostri giornali sono costellate di episodi di cronaca nera provocati dalle conseguenza di bevute alcoliche. A volte mi viene chiesto che cosa si può fare per contrastare o – meglio – prevenire tutta questa sofferenza, e c’è chi si stupisce quando rispondo che la prima cosa da fare sarebbe, semplicemente, smettere di fare tutto quello che oggi si sta facendo. Eppure è semplice: rispetto alle bevande alcoliche, il 99 per cento delle energie e delle risorse sono impiegate per promuoverle; le briciole restano per le iniziative di prevenzione. Si capisce come, se non si facesse più nulla, la situazione non potrebbe che migliorare.

Un esempio eclatante è quello della proliferazione estiva di locali Feste della Birra, a perpetuare la cultura che associa il divertimento e la convivialità al bere, il più delle volte addirittura patrocinate dai Comuni che le ospitano. Magari, paradossalmente, sono gli stessi comuni che poi, a fronte dei disastri alcolcorrelati sul loro territorio, emettono ordinanze di proibizione rispetto al bere. Niente di nuovo, ne abbiamo già parlato più volte io e Enrico Baraldi nei nostri libri, definendo “Politica di Penelope” l atteggiamento, di chi di giorno tesse la tela della prevenzione, e di notte investe altre energie e altro (pubblico) denaro (molto di più) per disfare la tela appena tessuta.

Camminando da moltissimi anni al fianco alle famiglie che pagano a caro prezzo, in sofferenza, la conseguenza della cultura che associa alcol e divertimento, ogni tanto io e Enrico leviamo la nostra voce a denunciare la promozione di un tale messaggio, e il paradosso dei patrocini delle amministrazioni comunali che, pur avendo la responsabilità di promuovere la salute delle loro comunità, si fanno un baffo delle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e in particolare alla Carta Europea dell’Alcol, richiamata anche dalla legislazione italiana (Legge 125/2001). Chissà se le conoscono.

Ancora: una delle principali raccomandazioni per proteggere la salute nei giorni di gran caldo è quella di non consumare bevande alcoliche, ma pare normale tutta questa diffusione estiva di Feste della Birra, non risulta, però, che qualche locale Ordine di Medici, o magari qualche Servizio di Alcologia, abbia segnalato ai media tale contraddizione.

Qualcuno, negli anni, tra gli organizzatori di alcune di queste Feste, ci ha replicato che gli incassi della vendita della birra, e magari di altri alcolici e superalcolici, vanno in beneficenza, a sostegno di associazioni di volontariato; ma il volontariato nasce per migliorare il benessere dei cittadini, e l’alcol, cancerogeno di gruppo 1 IARC, è, senza alcun dubbio, uno dei fattori che mettono più a rischio quel benessere. Basti ricordare come la prestigiosissima rivista scientifica “Lancet” già l’abbia classificato come la droga che comporta i maggiori danni sociali alle comunità (Studio di David Nutt). Queste associazioni di volontariato, dunque, eticamente, farebbero bene a rifiutare il denaro ricavato dalla vendita degli alcolici, e dalla promozione del messaggio che lega divertimento ad alcol: con un tale gesto costringerebbero a una riflessione chi li intende omaggiare.

Recentemente, tra i collaboratori di una delle tante Feste della Birra della provincia mantovana, la “Porto Beer Fest”, c’era perfino un’Associazione di Soccorso, “Porto Emergenza”. Come può chi, nel suo prezioso e lodevole servizio alla comunità, ogni giorno tocca drammaticamente la sofferenza umana alcolcorrelata, collaborare a una Festa caratterizzata dall’alcol, e dall’associazione al divertimento, già nel suo nome? Occuparsi di soccorso alle persone e collaborare a una Festa della Birra, ai miei occhi, pare un po’ come se un’Associazione di pneumologi si attivasse per collaborare a una Festa della Sigaretta, o magari come se una Comunità di religiosi lavorasse al fianco di chi organizza una Festa della Bestemmia. Una contraddizione in termini. Alessandro Sbarbada 

LA STAMPA Torino L’investitore di Condove resta in carcere per omicidio volontario Maurizio De Giulio davanti al giudice per le indagini preliminari: “Ho frenato, non volevo metterli sotto” claudio laugeri torino Omicidio volontario. Il giudice per le indagini preliminari Alfredo Toppino ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Maurizio De Giulio, 50 anni, l'elettricista che domenica ha causato la morte di Elisa Ferrero, caduta dalla moto guidata dal fidanzato Matteo Penna. La loro Ktm 650 è stata tamponata dal Ford Transit dell'artigiano, poco prima della rotonda di Condove, sulla statale 24 per la Val di Susa. Nell’interrogatorio di stamattina, lui si è difeso dicendo: «Volevo solo leggere la targa. Ho frenato, non li volevo investire».  L’ACCUSA È DI OMICIDIO VOLONTARIO   L'uomo guidava in stato di ebbrezza e non ha frenato, o almeno questa è la ricostruzione dei carabinieri e del consulente nominato dal pm Paola Stupino. Nell'interrogatorio, l'elettricista (assistito dagli avvocati Marco Moda, Vittorio Nizza e Maurizio Grasso) ha risposto alle domande del gip Alfredo Toppino e ha ribadito: «Non volevo che accadesse». 

LA STAMPA Torino Il testimone: “L’ha fatto di proposito: quello che ho visto non merita attenuanti” Viaggiava dieci metri dietro ai due ragazzi in moto colpiti dal furgone giuseppe legato torino Luca Gilardi ha visto tutto. Era a bordo della sua moto insieme alla fidanzata, seguiva quella su cui viaggiavano Matteo Penna ed Elisa Ferrero. Erano amici. Tornavano da una gita in montagna. «Volevo e voglio bene a entrambi. Chiedo che non vengano utilizzate attenuanti. Li ha investiti volontariamente e deve essere fatta giustizia», dice dalla sua casa di Pino Torinese.  Viaggiava dietro di loro. Cosa ha visto?   «Eravamo a 10 metri di distanza. Un chilometro prima della rotonda, un furgone nero ci ha tagliato la strada. Matteo ha reagito male, gli ha dato un colpo allo specchietto. Pensavamo fosse finita lì, Matteo compreso. Altrimenti sarebbero scappati via».  E invece cosa è accaduto?   «Il furgone ha iniziato a seguirli superando in maniera azzardata diverse macchine che erano incolonnate. Cinquecento metri dopo o forse più, quando siamo arrivati in prossimità della rotonda, il furgone è entrato nella rotatoria e li ha colpiti. Li ho visti volare».  Qualcuno ha cercato di soccorrere Elisa?   «Sì. Eravamo in tre. Con me c’erano due infermieri del 118. Erano a bordo delle auto imbottigliate nel traffico. Abbiamo tentato di rianimarla. Ma nulla, non reagiva».  Come si è comportato l’investitore subito dopo aver travolto i suoi amici?   «Sinceramente non era nei miei pensieri, ma l’ho visto sì. Era assente. Non era preoccupato delle persone che aveva investito. Diciamo che se avessi combinato io ciò che ha fatto lui avrei reagito in maniera completamente diversa. Mi sarei affannato a soccorrerli. Lui era fermo».  È già stato sentito dalla magistratura?   «No, ho rilasciato una dichiarazione ai carabinieri sul luogo dell’incidente».  Lei è convinto che Maurizio De Giulio abbia agito volontariamente?   «È stato un atto volontario. Se non lo fosse stato, non si sarebbe immesso nella rotonda a quella velocità sapendo di avere una moto davanti. Se poi abbia frenato all’ultimo secondo, perché si era reso conto di ciò che stava facendo, o se non abbia frenato per niente, questo non so dirlo. Quello che so è che ha messo a repentaglio anche le vite delle due persone che aveva a bordo. E non può che averlo fatto in piena coscienza».   Adesso chiede giustizia...   «Sì. Perché volevo e voglio bene a Matteo che c’è ancora e a Elisa che non c’è più. E perché quello che ho visto non merita la concessione di alcuna attenuante di sorta».  

ASAPS Regno unito, limite alcolemico a 0,5 g/l? È cominciata la discussione per abbassare la soglia legale più alta del mondo: in un anno si risparmieranno 170 vite L’esempio della Scozia (ASAPS) Forlì, 10 luglio 2017 – Ci siamo spesso chiesti perché, in uno Stato come la Gran Bretagna, così sensibile agli episodi di violenza stradale ed estremamente attento a tutte le dinamiche favorenti le sciagure della strada, il limite alcolemico fosse ancora stabilito in 0,8 grammi per litro di sangue, il più alto del mondo: se lo chiedono anche gli esperti locali, primi tra tutti quelli facenti capo alla Local Governement Association (LCA), una sorta di ANCI britannica, che riunisce  oltre 370 amministrazioni locali, che hanno formalizzato una richiesta al governo centrale. Lo scopo è quello di adeguare il limite a quello europeo e quello di ridurre, conseguentemente, il numero di collisioni stradali. l’Inghilterra non è però sola: con lei resistono Malta – che a sua volta sembra essere in procinto di abbassare l’asticella – il Galles e l’Irlanda del Nord, che sta predisponendo una legge che dovrebbe ridurre la soglia legale a 0,3. L’esempio della Scozia, che nel dicembre 2014 ha portato il BAC Limit (Blood alcohol content) a 0,5 g/l, ha fatto scuola: -20% di incidenti stradali mortali nel primo anno di entrata in vigore della norma; l’esatto contrario di quanto accade oggi nelle strade inglesi, su cui le collisioni alcolcorrelate sono aumentate dell’11%. “L'Inghilterra e il Galles – spiega Simon Blackburn, presidente della LGS (clicca qui) – avranno presto il limite vigente nel resto dell’Europa (nonostante la Brexit, ndr). Le ultime cifre mostrano che l'alcol contribuisce ad aumentare tutti i numeri della sinitrosità del Regno Unito e secondo i nostri calcoli, abbassando la soglia legale alcolica potremo risparmiare fino a 170 vite solo nel primo anno e quasi 300 milioni di sterline nel medesimo periodo, riducendo numero di chiamate di soccorso, costi di assistenza e di indagine e ricoveri ospedalieri”. Il dibattito è dunque aperto. (ASAPS) (*)

(*) Nota ASAPS: Finalmente si allineano. L'Inghilterra e il Galles avranno presto il limite vigente nel resto dell’Europa, nonostante la Brexit... (ASAPS)

IL SOLE 24 ORE - SALUTE 24 Consumo di alcol e aumento rischi tumori gastro-intestinali È quanto emerge da un’indagine condotta dalla United European Gastroenterology (UEG) di Nadia Comerc L’eccessivo consumo di alcol mette i cittadini europei a rischio di sviluppare i tumori gastro-intestinali. È quanto emerge da un’indagine condotta dalla United European Gastroenterology (UEG), secondo cui gli abitanti dell’Unione Europea consumano in media 2 bevande alcoliche al giorno e corrono un pericolo più alto del 21% di essere colpiti dal cancro del colon-retto e da altre neoplasie dell’apparato digerente.   L’analisi evidenzia che in tutti i 28 Stati europei la media dell’introito giornaliero di alcol risulta “moderata”, ossia compresa tra 1 e 4 bevande alcoliche al giorno. La Ueg spiega che la frequenza con cui si assumono alcolici aumenta, tuttavia, il rischio di essere colpiti da carcinoma colorettale e cancro esofageo. Il pericolo risulta maggiore tra i “forti consumatori”, che bevono più di 4 drink al giorno, che hanno maggiori probabilità di sviluppare il cancro al pancreas, al fegato e allo stomaco. Gli esperti della Ueg precisano che questi tre tumori, insieme al cancro colorettale ed esofageo, rappresentano le cinque forme più comuni di tumori dell’apparato digerente al mondo, provocano quasi tre milioni di morti l'anno e contribuiscono a oltre un terzo dei decessi globali dovuti al cancro. I ricercatori hanno scoperto che in nessun paese dell’Unione Europea il consumo medio di alcol può essere considerato “leggero”, ossia inferiore a una bevanda alcolica al giorno per abitante. L’indagine ha, infatti, rilevato che il consumo di alcol in Europa è superiore a quello di qualsiasi altra zona del mondo. Lo dimostra il fatto che più di un quinto della popolazione europea di età superiore ai 15 anni consuma elevate quantità di alcolici almeno una volta a settimana. Di conseguenza, il continente soffre dalla più alta percentuale di malattie e di morti premature correlate all'alcool. Lo studio ha anche evidenziato che, nonostante gli elevati livelli di consumo in tutta Europa, ben il 90% delle persone non è a conoscenza del legame tra alcol e cancro. Pertanto, alla luce di questi dati, gli autori affermano che combattere l’abuso di alcol dovrebbe costituire una priorità fondamentale per le autorità governative dell'Unione Europea. “Una delle principali sfide nella lotta contro l’abuso di alcol consiste nel fatto che il consumo di bevande alcoliche è profondamente radicato nella società europea, sia in termini sociali, sia in termini culturali – spiega Markus Peck, membro della Commissione Affari pubblici di UEG e Segretario Generale della European Association of the Study of the Liver (EASL) -. Occorre adottare azioni politiche (come la fissazione di un prezzo minimo e la riduzione dell'accesso agli alcolici) adesso per evitare che ci siano molte vittime in futuro. La ricerca deve continuare a reperire dati e informazioni per consentire d’implementare le future iniziative politiche”.

ECODALLECITTA.IT Roma, ordinanza anti alcol: primi controlli e multe. E Confesercenti fa ricorso contro il Comune Tra venerdì 7 e sabato 8 luglio la polizia locale ha eseguito più di 500 controlli presso i locali di vari Municipi della Capitale per controllare se esercenti ed avventori osservassero l’ordinanza che vieta somministrazione, vendita e consumo di alcol in determinate zone della città in orari prestabiliti Confesercenti ha depositato il ricorso al Tar contro il Comune di Roma per l'ordinanza anti alcol emanata dalla sindaca Virginia Raggi, che vieta somministrazione, vendita e consumo di alcol in determinate zone della città di Roma e in orari prestabiliti fino al 31 ottobre. Per gli esercenti, l’ordinanza prevede anche l’esposizione dell’elenco delle regole da rispettare nei propri locali, e il testo è disponibile sul sito di Roma Capitale in quattro diverse lingue (inglese, spagnolo, francese e tedesco), per consentirne così la più larga diffusione.  Claudio Pica, presidente dell'Associazione esercenti, pubblici esercizi di Roma (Aeper) della Confesercenti, ribadisce la contrarietà al provvedimento: "I motivi su cui poggia la nostra azione - spiega - è che non vi era alcun carattere di urgenza per movida violenta negli ultimi mesi a Roma. Inoltre questa ordinanza determina una concorrenza sleale tra gli stessi operatori. Accade, infatti, che in alcuni municipi la vendita sia vietata in una determinata via e permessa in zone subito limitrofe. Questo determina la cosiddetta transumanza alcolica, che è quella più pericolosa. Noi saremmo stati d'accordo, semmai, cambiando alcuni contenuti, ad una ordinanza estesa su tutto il territorio cittadino. Dai primi giorni di applicazione - conclude Pica - ci sembra evidente come l'ordinanza di Raggi di fatto non venga applicata".    "Roma è di tutti e dobbiamo rispettarla. Divertimento e tempo libero nel corso dell'estate devono essere abbinati a sicurezza e rispetto del decoro urbano e della quiete pubblica. Va in questa direzione l'ordinanza che ho firmato nei giorni scorsi che limita la vendita e il consumo di bevande alcoliche nelle ore serali. L'obiettivo è prevenire episodi di inciviltà e di violenza legati ad un eccessivo consumo di alcol", dice la sindaca di Roma Virginia Raggi sul sito del Comune. Intanto si apprende che la Polizia locale capitolina tra venerdì 7 e sabato 8 luglio ha eseguito più di 500 controlli presso i locali di vari Municipi della Capitale per controllare se gli esercenti e gli avventori osservassero l’ordinanza. Dalle 22:00 di venerdì, venticinque agenti della Polizia locale hanno iniziato i controlli anti alcol, partendo da Corso Vittorio Emanuele II, via della Cancelleria, piazza Sant’Egidio, piazza San Calisto e via San Francesco a Ripa a Trastevere. Per quanto riguarda i bar e i locali, il 65% delle attività controllate non avevano esposto l’ordinanza tradotta in quattro lingue, facendo scattare una sanzione amministrativa di cento euro. I controlli hanno rivelato inoltre che gran parte dei clienti non erano a conoscenza del provvedimento. Sabato sera i controlli sono stati 379 in diverse zone di Roma. Sono stati multati sedici esercenti che non avevano esposto l’ordinanza e ventuno avventori che consumavano alcolici in aree in cui vigeva il divieto. I controlli hanno interessato in particolare i Municipi I, II, VI, VIII, IX e X. Solo a Campo De’ Fiori, cinque esercenti sono stati multati e otto giovani sono stati multati per il consumo di alcol con una sanzione di 150 euro ciascuno. 

VERBANONEWS Belgirate: podista investito da furgone, autista positivo all'alcol test BELGIRATE - Era positivo all’alcol test, l’uomo che nella serata di ieri, intorno alle 21.30, alla guida del suo furgone, ha investito un 35enne di Lesa che stava correndo lungo la statale 33 del Sempione, a Belgirate. Il giovane è stato trasportato da un’ambulanza del 118 all'ospedale di Borgomanero, dove è ricoverato in osservazione. Sulla dinamica dell'incidente indagano i carabinieri del Nucleo radiomobile di Verbania, che hanno sottoposto l'autista del furgone, un 59enne, anche lui di Lesa, al test dell'etilometro, risultando positivo con un valore superiore a 1,5 grammi di alcol per litro, soglia oltre la quale scattano la denuncia penale e le sanzioni massime

WINENEWS In autunno il via di uno studio dell’Istituto Sanitario Nazionale USA sugli effetti benefici dell’alcol su malattie cardiovascolari e diabete, 110 milioni di dollari di costo, 67 raccolti tra aziende produttrici. Rischio conflitto d’interessi? Un bicchiere di vino può aiutare a combattere le malattie cardiache e mentali, fa bene alla salute, è un ottimo rimedio contro lo stress: negli ultimi anni sono molte le ricerche scientifiche che sostengono che il consumo moderato di alcol non è dannoso per la salute e che, anzi, ha effetti positivi su molte patologie. L’Istituto Nazionale per l’abuso di alcol e l’alcolismo (Niaaa), una divisione all’interno del Nih (Istituti Nazionali di Salute), negli Stati Uniti, sta per iniziarne un’altra, unica nel suo genere, per il carattere “non retrospettivo” che assumerà. Preparato per sei anni, lo studio mira a verificare se il consumo di alcol moderato abbia effetti protettivi contro le malattie cardiovascolari e il diabete. Sarebbe un’ulteriore conferma delle ultime scoperte secondo cui il consumo, sempre moderato, di alcolici non sia così dannoso per la salute come si crede, e che farebbe felici i wine lovers di tutto il mondo. (*) Ma, come molte ricerche, anche questa solleva già dei forti dubbi sui risultati: alcuni scienziati si interrogano sull’influenza dovuta al sostegno finanziario dello studio. Per la ricerca, che inizierà questo autunno, il Niaaa recluterà un totale di 7.800 partecipanti di età superiore ai 50 anni, da 16 stati di tutto il mondo, inclusi Stati Uniti, Europa, Sud America e Africa, che hanno un rischio superiore alla media per le malattie cardiovascolari o per il diabete (valutato secondo l’indice di rischio sanitario dell’American Heart Association). Ai partecipanti saranno assegnati ruoli a caso: consumare una bevanda ogni giorno (preferibilmente accompagnato a un pasto serale) o abbandonare completamente il consumo di alcool. Peggy Murray, direttrice del programma globale di ricerca sull’alcool di Niaaa, ha spiegato che dei campioni biologici verranno prelevati dai soggetti durante tutto lo svolgimento dello studio, oltre alla regolare auto - segnalazione, per assicurarsi che i partecipanti seguano i ruoli loro assegnati. Uno studio di tali dimensioni però ha un prezzo, e bello alto: 110 milioni di dollari. E dove trovare una tale cifra, per uno studio che tenta di dimostrare i benefici del consumo di alcolici (argomento ancora “delicato” per molti conservatori)? (**) La preoccupazione di molti scienziati è nata proprio dall’origine dei fondi per la ricerca: finora infatti oltre 67 milioni di dollari del bilancio proposto sono venuti da importanti attori del settore dell’alcol, compresi i contributi pesanti di Anheuser - Busch InBev, Heineken, Pernod Ricard, Diageo e Carlsberg. Molti individui coinvolti nello studio, incluso il dottor George Koob, direttore della ricerca Niaaa, hanno accettato anche in passato fondi donati dall’industria degli alcolici. Sorge spontaneo il dubbio che la ricerca sia influenzata dall’origine dei fondi che la finanziano, con il timore di un conflitto di interessi: “Come funziona l’influenza nel processo scientifico è piuttosto complicato, e non necessariamente pregiudica le scoperte e i risultati” ha detto a Winespectator il Dr. Thomas Babor, psicologo sociale e professore presso l’Università Della Scuola di Medicina del Connecticut, proseguendo: “Tuttavia, il conflitto di interessi nella ricerca sull’alcol non è diverso del conflitto di interessi in altri settori della scienza, dove c’è il potenziale rischio che le persone modifichino sottilmente o no le loro scoperte o interpretazioni, in base alle aspettative del finanziatore”. In sua difesa Niaaa afferma che non ci sarà influenza del settore sullo studio, in parte perché il denaro non viene loro donato direttamente da queste società, ma è stato raccolto attraverso la Fondazione per gli Istituti Nazionali di Salute (Fnih), un’entità separata dall’Istituito, creata per raccogliere fondi a sostegno della Nih. “Lo scopo del Fnih è di assicurarsi che non ci sia assolutamente influenza dalle fonti private per la progettazione, l’esecuzione e l’analisi dei nostri studi”, ha detto Koob. “Non esiste alcuna influenza di alcuna fonte privata in questo studio, e non c’è alcuna influenza della Fondazione di Nih; hanno dato i soldi, senza legami”. Il Nih utilizza spesso fondi provenienti da fonti private donate attraverso la Fnih per svolgere studi. In ogni caso, questo è il primo studio su vasta scala nel suo genere: mentre la maggior parte degli studi ha esaminato le cause potenziali dell’alcol in retrospettiva (cioè quando una persona ha già sviluppato una condizione potenzialmente correlata all’uso di alcool), questo studio guarda agli eventuali effetti durante il processo. “Il mondo ci ha chiesto di progettare un tale studio”, ha detto Koob a Wine Spectator. “C’è un interesse a questo studio, immagino, ovunque: dall’Organizzazione mondiale della sanità, alle aziende di bevande che producono alcolici per i cittadini americani medi, per vedere se esistono benefici per la salute dal consumo moderato”. Non resta che attendere i risultati dello studio per confermare i dubbi o smentirli del tutto.

(*) Nota: dal titolo pareva di capire che il risultato fosse stato stabilito prima di iniziare a ricercare. Il testo chiarisce che vogliono scoprire SE ci sono effetti benefici, o se, invece, non ce ne sono.

(**) Nota: se lo studio davvero “tenta di dimostrare i benefici” è un’impostazione scorretta, se invece cerca di capire se questi benefici ci sono è atteggiamento più scientifico e serio.

CORRIERE ADRIATICO Ancona, barista non gli vende alcolici Ragazzini terribili sfasciano gli arredi ANCONA - E' tornata in azione la baby gang di Torrette che d’estate si sposta in spiaggia a seminare paura e distruzione. I ragazzini terribili l’altra sera sono tornati a ruggire. Erano una decina, tra loro anche due ragazzine dai modi non proprio eleganti. Attorno alle 22,30 si sono presentati, già piuttosto brilli, in uno chalet di Palombina. Hanno ordinato da bere, ma quando la titolare si è rifiutata di servirli, perché minorenni, quelli hanno perso le staffe. Si sono allontanati un attimo, quindi sono tornati con delle bottiglie di birra e vodka e si sono messi a bere sui tavoli dello chalet, col ghigno malefico di chi cerca la sfida. Alla richiesta di andarsene, hanno sfogato la loro ira: sono saliti sulla terrazza del locale e si sono messi a lanciare le bottiglie di sotto, insieme ad alcune assi di legno. Hanno danneggiato lettini e sedie, oltre a un tendone. A quel punto la titolare ha chiamato i carabinieri. 

PALERMOMANIA.IT vendita alcol Palermo, alcol a minori: denunciato titolare del locale PALERMO. La sezione di polizia giudiziaria ha denunciato il titolare del Cannabis Amsterdam Store di piazza Cutò, nella zona di via Maqueda, e lo ha multato per 6.066 euro dopo aver sorpreso i dipendenti a vendere bottiglie di alcol anche dopo la mezzanotte. Sono in corso accertamenti anche sugli altri prodotti a base di cannabis di libera vendita. Durante un primo controllo nello store, gli agenti hanno riscontrato la vendita di alcolici a una ragazzina di 14 anni e in altri casi la vendita si è verificata dopo la mezzanotte. Circostanze, entrambe, non consentite in quanto, "da un punto di vista normativo, è considerato un esercizio di vicinato al pari dei tanti market presenti in città"

RADIO NBC Trentino TRENTINO. STOP ALL’ACQUISTO DA PARTE DEI RICHIEDENTI ASILO DI ALCOLICI TRAMITE LA TESSERA MAGNETICA DEI BUONI SPESA I richiedenti asilo ospitati in Trentino non potranno acquistare bevande alcoliche utilizzando i buoni spesa in formato di tessera elettronica. Lo rende noto l’assessore Luca Zeni rispondendo ad un’interrogazione del consigliere provinciale Maurizio Fugatti. “Per i futuri acquisti di tessere – scrive Zeni – si è concordato con i fornitori di sperimentare il divieto di acquisto di bevande alcoliche”. I diretti interessati saranno avvisati”. “L’accoglienza nelle strutture – precisa l’assessore Zeni – è seguita dagli enti incaricati dalla Provincia che hanno anche il compito di far rispettare il codice disciplinare approvato dalla Giunta provinciale che prevede il divieto di detenere e consumare alcolici (mda)

CANICATTIWEB.IT Caltanissetta, ubriaco al volante tenta di accoltellarsi allo stomaco: interviene la Polizia Ubriaco alla guida tenta di procurarsi ferite con un coltello dopo un incidente stradale autonomo. Questa notte, in via Due Fontane, prima soccorso e poi denunciato cinquantenne dalla sezione Volanti. Durante la notte, intorno alle 2.40, una pattuglia della sezione volanti, a seguito di segnalazione pervenuta su linea di emergenza 113, è intervenuta in via Due Fontane, dove era stato segnalato un incidente autonomo. Sul posto i poliziotti hanno notato un’autovettura Ford al centro della carreggiata con le luci accese, con la fiancata destra danneggiata e, all’interno della stessa, un uomo che armeggiava con un coltello. Gli agenti, fiutando l’intento autolesionista dell’uomo, un 48enne, che si premeva la lama sulla pancia, hanno aperto lo sportello disarmandolo e sequestrando l’arma. Una volta fatto scendere dal mezzo l’uomo, in palese alterazione psicofisica da assunzione di alcol, lo stesso confermava i suoi intenti omicidi a causa di problemi familiari. Condotto in questura è stato compiutamente identificato e sottoposto ad alcol test con esito positivo, infatti, è stato trovato con un tasso alcolemico pari a 2,69 g/l.Lo stesso, dopo essere stato soccorso dal 118, è stato denunciato alla locale Procura della Repubblica per i reati di porto abusivo di armi e guida in stato di ebrezza; inoltre gli è stata ritirata la patente e sequestrato amministrativamente il mezzo.

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