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vino, birra e alcolici

09/10/2017 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 17 luglio 2017 ( di redazione )

FERRARA ITALIA

L’abbuffata alcolica dei giovani

L’Ordine degli Psicologi ER su “Heavy Episodic Drinking”

Sono sempre più frequenti i campanelli d’allarme sul rapporto dei giovani con l’alcol. Dalla ricerca dell’Osservatorio Epidemiologico delle Dipendenze Patologiche dell’Azienda Usl di Bologna risulta che, su 390 ragazzi e ragazze felsinei tra i 18 e i 29 anni, l’83% fa un uso estremo di alcol, concentrato in un’occasione (fonte: https://www.ausl.bologna.it/news/archivio-2017/auslnews.2017-04-28.6332422356/ ). L’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna analizza alcuni aspetti del problema, per comprenderlo e individuare i mezzi che possano aiutare ad arginarlo.

Denominato fino a qualche tempo fa “Binge Drinking”, recentemente e più propriamente ribattezzato “Heavy Episodic Drinking” (HED), il fenomeno ormai riguarda la stragrande maggioranza degli adolescenti e dei giovani adulti. L’abbuffata alcolica è, infatti, molto comune soprattutto nella fascia di età di passaggio alla maturità, e questo è anche uno dei motivi che la rende pericolosa: le abitudini contratte in questa fase della vita possono perdurare a lungo, con il rischio di sviluppare una dipendenza cronica.

Paradossalmente, la relativa saltuarietà del comportamento legato alle abbuffate alcoliche è un aspetto che può aumentarne la pericolosità. Perché, dato l’uso non quotidiano – ma eccessivo – di alcol, i giovani tendono ad autogiustificare il proprio atteggiamento, considerandolo, appunto, occasionale e di poco conto. Tendenzialmente, l’abuso di alcol si concentra nei fine settimana e nei contesti di svago (discoteche, feste, pub e simili), ma benché non sia un consumo regolare può comunque diventare cronico col tempo. Anche se socialmente accettato e di fatto parte della cultura occidentale, ricoprendo una funzione di socializzazione e di celebrazione di molte cerimonie sociali, l’alcol resta una droga, con un effetto psicoattivo che può provocare assuefazione e dipendenza.

Inoltre, anche senza degenerare in alcolismo vero e proprio, l’Heavy Episodic Drinking ripetuto può avere comunque conseguenze psicologiche e sociali. Lo stato di alterazione portato da un’abbuffata alcolica può causare una difficoltà nel gestire gli impulsi e le relazioni affettive, familiari e sessuali. Ansia e tendenza alla depressione e all’aggressività sono alcuni possibili sintomi: diviene difficile governare la rabbia. I problemi aumentano dove ci siano particolari situazioni di fragilità, con una condizione psicopatologica preesistente che può peggiorare se le viene affiancato l’alcol.

Il desiderio di apparire più adulto, come con le sigarette, è spesso uno dei motivi che spinge un adolescente all’abuso di alcol, nel tentativo di tamponare l’angoscia che deriva da una ancora acerba identità che richiede tempi lunghi per essere raggiunta. Al contempo, c’è un elemento di trasgressione, di ricerca di indipendenza come strumento per il rafforzamento dell’identità personale. In questo ha un peso notevole il bisogno di accettazione da parte dei propri pari: un comportamento è evidentemente più affascinante se permette di essere riconosciuto dal gruppo dei coetanei. (*) A queste bisogna anche aggiungere le situazioni di malessere soggettivo come le difficoltà psicologiche a relazionarsi con gli altri, la paura di non essere all’altezza delle aspettative, la noia, la sensazione cronica di vuoto, l’angoscia dell’isolamento e tutte le altre problematiche che possono portare all’alcol come facile – e illusoria – via d’uscita.

La prevenzione all’abuso di alcol si può effettuare rinforzando le difese naturali dei ragazzi, la loro resilienza, l’autostima e la capacità di autoregolazione, per capire quando è il momento di fermarsi. (**) Per modificare gli atteggiamenti e i comportamenti dei giovani non è sufficiente la sola sensibilizzazione sull’argomento. È fondamentale trasmettere abilità relazionali e sociali, con modalità di apprendimento interattivo e cooperativo. Una delle risposte a questo e altri disagi giovanili è l’inclusione: lo sviluppo di attività cooperative e partecipative, nella scuola e negli altri luoghi di aggregazione, non solo è uno degli antidoti migliori alla solitudine, che spesso nasce dalle difficoltà relazionali, ma anche è un importante fattore che consente la costruzione di una identità matura.

 

(*) Nota: ha senso parlare di “trasgressione” quando – come viene spiegato – si beve per essere accettati e riconosciuti dal gruppo di coetanei? A me pare più “omologazione” che “trasgressione”.

Il vero trasgressivo, nel gruppo dei pari-bevitori, è quello che – magari deriso – prende un’aranciata.

 

(**) Nota: forse, alla luce di quanto scritto nella nota che precede, più che far leva sulla capacità di autoregolazione, parecchio difficile con una “droga, con un effetto psicoattivo che può provocare assuefazione e dipendenza” (per dirla con le parole di chi ha redatto questo documento), varrebbe la pena far leva proprio sul naturale senso di trasgressione dei ragazzi. Cosa c’è di più trasgressivo di non bere alcolici, per esempio, al brindisi di un matrimonio, o di un Capodanno?

Ancora una volta, la proposta, in positivo, potrebbe essere “Abbracci anziché brindisi”.

 

CORRIERE DI BOLOGNA

Uccise Marialaura in tangenziale:

«Era ubriaco e con l’auto truccata»

Giudizio immediato per il 23enne che la travolse. Andava a 115 all’ora e sotto cannabis

BOLOGNA - Guidava ubriaco, sotto l’effetto di cannabis e la sua auto, una Ford Sierra, era stata truccata e non poteva avere l’omologazione. Con un quadro probatorio definito, e fatto l’interrogatorio di garanzia, è stato richiesto il giudizio immediato per Mattia Sammartino, il 23enne di Marzabotto accusato di omicidio stradale.

La sera del 14 aprile con la sua auto ha travolto e ucciso in tangenziale Marialaura Dibenedetto in sella del suo Aprilia. La 29enne siciliana, residente da anni a Bologna, quella sera è morta sul colpo. La famiglia della ragazza si costituirà parte civile.

Dagli esiti delle diverse perizie disposte è emerso che il ragazzo quel venerdì sera era alla guida con un tasso di alcol nel sangue di 2,41 grammi al litro, cinque volte superiore al limite concesso di 0,5. Il 23enne è risultato positivo ai test tossicologici per aver assunto cannabis: guidava sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e a una velocità tale da non poter evitare possibili pericoli.

Dalla relazione sulla dinamica dell’incidente e sullo stato dell’auto è emerso che la velocità sostenuta in tangenziale poco era superiore a quella consentita: 115 chilometri orari a fronte dei 90, «comunque a una velocità non idonea a evitare ogni pericolo per la sicurezza delle persone e ad arrestare tempestivamente il veicolo», si legge nel decreto del gip. A questo si aggiunge il fatto che la Ford Sierra era stata «truccata», come emerge dalla perizia, non aveva l’omologazione e quindi non avrebbe potuto circolare. La vittima, Marialaura Dibenedetto, secondo i risultati dell’autopsia, è morta poco dopo l’incidente, dopo essere stata sbalzata via dalla moto e aver sbattuto contro il parabrezza e il tetto della Ford Sierra.

Dalla relazione, inoltre, emerge che la ragazza in quel momento andava ai 43 chilometri orari. E a qualche metro da lei c’erano in auto il papà e il fratello. Il pm Beatrice Ronchi, dunque, concluse le indagini in maniera molto spedita, ha deciso di chiedere al giudice di andare subito a processo e il gip Grazia Nart ha deciso di procedere con il giudizio immediato: se la difesa del ragazzo non dovesse chiedere il rito abbreviato o il patteggiamento, il processo sarà celebrato il prossimo 21 settembre. Soddisfazione da parte della famiglia della ragazza e del legale: «Ci costituiremo parte civile nel processo penale qualunque sia la scelta difensiva dell’imputato — ha spiegato l’avvocato Francesco Villardita — . Ho sentito la famiglia di Marialaura e mi associo a loro: siamo estremamente soddisfatti per la velocità con cui la Procura di Bologna ha portato avanti questa vicenda giudiziaria».

Quella sera Mattia, in stato di choc, aveva abbandonato l’auto ed era andato a piedi verso l’uscita della tangenziale all’altezza del quartiere Mazzini per poi chiamare i carabinieri. In un primo momento aveva raccontato di essere stato derubato dell’auto, subito dopo ha raccontato la verità. In questi mesi di indagine il 23enne è stato agli arresti domiciliari nella sua abitazione a Marzabotto, dove vive con la famiglia.

 

RADIO RTM

Alcol e manifestazioni estive, Lab 2.0: “Ragusa proibizionista danneggia i commercianti”.

Accogliamo increduli la notizia che riguarda l’ordinanza del sindaco Piccitto sulle norme di sicurezza per le manifestazioni pubbliche durante la stagione estiva e che, a leggerla e rileggerla, sembra proprio vietare il consumo di alcol mentre si svolgono degli eventi. Ragusa è piombata nell’epoca del proibizionismo americano degli anni ‘20? O qualcuno, al Comune, non ha saputo tradurre su carta le reali intenzioni dell’amministrazione comunale?

Da una prima e rapida analisi della faccenda, dichiarano dal Direttivo Laboratorio politico 2.0, scommetteremmo per la seconda ipotesi. L’ordinanza, infatti, scaturirebbe dall’ultima seduta della Commissione provinciale sull’Ordine e la Sicurezza pubblica, durante la quale si è discusso delle direttive emanate dal Ministero dell’Interno a maggio e di quanto accaduto a Torino in piazza San Carlo per la finale di Champions League ai primi di giugno.

Bene, la circolare del Ministero specifica che i Sindaci possono “disporre, per un periodo comunque non superiore a 30 giorni, con ordinanza non contingibile e urgente, limitazioni in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche”. 

Il che non significa che si debba vietare, tout court, la vendita degli alcolici, ma che, come ad esempio ha fatto il Comune di Vittoria, è possibile vietare anche solo l’utilizzo di contenitori che possono rappresentare un pericolo all’incolumità delle persone. Per un periodo di 30 giorni, abbondantemente superati dall’ordinanza del sindaco di Ragusa che ha esteso il divieto dal 14 luglio al 17 settembre, cioè due mesi e qualche giorno.

Vogliamo sperare che si sia trattato veramente di un mero errore e che il sindaco si stia già operando per modificare opportunamente l’ordinanza che, se così non fosse, diventerebbe una vera e propria mazzata per l’economia dei gestori dei locali che attendono questa stagione per organizzare eventi e fare, magari, qualche incasso in più.

I titolari degli esercizi commerciali dei centri storici di Ragusa e Marina di Ragusa, proseguono dal Direttivo Laboratorio politico 2.0 sono rimasti stupiti anche più di noi. Soprattutto perché dovrebbero annullare tutte le iniziative che stavano organizzando. (*)

Senza parlare poi delle manifestazioni nelle quali il Comune compare come patrocinante o per le quali versa dei contributi. Facciamo un qualche esempio: la festa di San Giovanni Battista, il Jazz Festival, Birrocco. Quest’ultima manifestazione, poi, diventerebbe un vero e proprio paradosso: un’iniziativa che punta sulla birra, mentre non è possibile consumare alcolici.

Ci auguriamo che il sindaco si accorga dell’errore marchiano e rimedi il prima possibile.

 

(*) Nota: non si riesce nemmeno a concepire un divertimento, una festa, in cui non ci siano alcolici, e poi si pensa che il problema sia… il vetro.

 

ANCONA NOTIZIE

Giovani e alcol, violenza ed eccessi: bagnino aggredito a Senigallia e due minori ricoverati

Grave episodio all'alba sulla battigia di lungomare Marconi. A Marina di Montemarciano soccorsi giovani di Arcevia e Falconara

Aggressione in spiaggia all’alba di domenica 16 luglio, presso i Bagni Roberto 44 di Senigallia, ai danni di un collaboratore dello stabilimento balneare, che avrebbe intimato a tre ragazzini di smettere di urlare e fare baccano e per tutta risposta avrebbe rimediato calci e pugni.

I tre si sono poi dileguati immediatamente, prima che sul posto giungesse una pattuglia di Polizia del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Senigallia: gli agenti hanno cercato i responsabili, ma gli unici giovani raggiunti nei pressi dello stabilimento balneare erano estranei all’episodio. Una reazione violenta, quella dei ragazzi che potrebbe essere ricondotta a uno stato psicofisico alterato forse dall’alcol, ma sul quale non ci sono ovviamente riscontri certi.

Al contrario, ce ne sono per i due minori che, la notte tra venerdì 14 e sabato 15 luglio sono stati trasportati all’ospedale di Torrette di Ancona dall’ambulanza del 118 che li ha soccorsi nei pressi di un noto locale del lungomare di Marina di Montemarciano.

Giunti in ospedale con i pesanti effetti di una sbronza, i due giovani sono poi stati identificati dai Carabinieri della Compagnia di Senigallia: si tratta di una 15enne residente ad Arcevia e di un 17enne di origine marocchina di Falconara Marittima.

Terminati i trattamenti sanitari necessari a lenire gli effetti dell’alcol sui minorenni, i ragazzi sono stati affidati ai genitori e dimessi dal nosocomio di Torrette di Ancona.

 

L’ADIGE

A piazza Santa Maria Maggiore e dintorni torna lo stop alla vendita di alcolici

Torna in piazza Santa Maria Maggiore e nei dintorni il divieto di vendita di alcolici da asporto dalle 21 alle 7 del mattino. La nuova ordinanza del sindaco Alessandro Andreatta è stata pubblicata ieri all'albo pretorio ed è in vigore a partire da questa sera e fino al prossimo 31 ottobre. La decisione di ripetere il provvedimento, già emanato per quattro volte dal dicembre del 2015 in poi, anticipandone di un'ora l'entrata in vigore quotidiana, avviene nel bel mezzo del dibattito politico sui problemi di sicurezza e ordine pubblico nel centro storico e sui poteri attribuiti ai sindaci di intervenire dalla legge Minniti con il Daspo urbano. Ma a spingere Andreatta a intervenire sono stati anche i disordini e i danneggiamenti avvenuti nella notte tra il 10 e l'11 luglio scorsi in piazza, episodi che hanno provocato una sollevazione popolare in zona e aspre polemiche a Palazzo Thun.

L'episodio è richiamato dal sindaco nel testo dell'ordinanza, nella quale si sottolinea anche come nei periodi di vigenza dei provvedimenti analoghi in passato si siano registrati miglioramenti nelle condizioni di vivibilità della zona, con una riduzione dei fenomeni di degrado, dei comportamenti incivili e delle situazioni di disturbo collegati all'abuso di sostanze alcoliche. «Successivamente alla scadenza delle ordinanze - scrive Andreatta - si sono invece ripresentate le criticità precedentemente evidenziate, che mettono a rischio sia le opere di riqualificazione dell'area, sia le condizioni di convivenza civile, ingenerando in questo modo un diffuso senso di insicurezza nei cittadini».

 

LA PROVINCIA PAVESE

Si parlerà anche di come limitare l’alcol in periferia

Sul tavolo delle due commissioni (commercio e sicurezza) riunite in maniera congiunta martedì non ci sarà solo il tema della movida maleducata in centro cittadino.

Si parlerà anche dell’estensione dei divieti per la vendita di alcoolici e di bottiglie di vetro in periferia. Ad oggi infatti fa fede un’ordinanza che limita la vendita di alcoolici solo per il centro storico. «La proposta che faremo in commissione è quella di emanare regole più restrittive anche in occasioni di feste e manifestazioni in periferia o comunque non nelle zone già soggette alle attuali ordinanze - spiega Ottini -. Pensiamo ad esempio alle sagre e feste con grande assembramento di persone dove si possono verificare gli stessi problemi della movida in centro. Per questa proposta la via è più facile in quanto potrebbero bastare solo delle ordinanze del sindaco temporanee per rendere più sicure queste aree della città in occasione degli appuntamenti più affollati dell’estate». (s.bar.)

 

L’OCCHIO DI SALERNO

Paura a Salerno, donna ubriaca si arrampica su tetto e minaccia il suicidio: panico tra i passanti

di Francesco Falcione

SALERNO. Tanta paura questo pomeriggio a Mercatello, quartiere di Salerno, dove una donna in preda ai fumi dell’alcool è salita su un tetto di un’abitazione e ha minacciato i carabinieri. L’episodio è accaduto appena dopo le 15.00 in uno stabile in piazza Monsignor Grasso. La giovane donna è stata intercettata dai militari per un semplice controllo, la stessa ha approfittato della distrazione dei carabinieri per sfuggire alle verifiche ed arrampicarsi sul tetto di una palazzina.

La donna si è seduta sul cornicione ed ha intimato di lanciarsi nel vuoto. Sul posto sono giunti i volontari del 118 che con molta pazienza hanno presidiato la zona fin quando la giovane non si è calmata.

 

WINENEWS

Cibo e vino sono prodotti della cultura dei popoli, che non è un lusso, ma una necessità, come racconta a WineNews il premio Nobel per la Letteratura Gao Xijang, scappato in Francia dalla Cina alla ricerca della libertà, imbattendosi nel vino

Se il cibo, come il vino, sono un prodotto della terra, e quindi della storia e della cultura dei popoli, vuol dire che la cultura stessa non è affatto un lusso, ma una vera e propria necessità. Un concetto particolarmente caro ad uno dei più grandi autori a cavallo tra XX e XXI secolo, Gao Xijang, premio Nobel per la letteratura nel 2000 e protagonista a Collisioni con una lectio magistralis sul tema “Libertà e Letteratura”, che dalla Cina, tanti anni fa, ha deciso di scappare in Francia per trovare la libertà. “Quando scrivo, ma anche quando parlo, mi rivolgo alla gente, e non penso a ciò che faccio come ad un lavoro che mi permetta di guadagnare del denaro. L’ho fatto solo quando c’erano delle condizioni difficili in Cina, quando ho dovuto nascondermi, ma una volta che sono riuscito ad andare in Francia - racconta il premio Nobel a WineNews - sono stato completamente libero di esprimermi: perché dovrei tornare a nascondermi, semplicemente per ubbidire alla legge del mercato? Io parlo e scrivo perché sento di avere delle cose da dire”.

Ma Gao Xijang, in Francia, non ha trovato solo la libertà, ma anche una cultura nuova, in cui la gastronomia hanno un ruolo ed un peso forse senza eguali. “Vivo in Francia da trent’anni, ed all’inizio ero davvero un accanito bevitore, ma mai ubriaco, ma adesso ho un po’ rallentato, perché con la vecchiaia inizio ad avere qualche problema di salute. Non conoscevo, invece, in tutta sincerità, il Barolo, e mi propongo di farlo, ma conosco molti vini italiani. Quando mi trasferii dalla Cina a Parigi, infatti, iniziai a bere anche vini italiani, non solo francesi”. Un’influenza finita più di una volta nei suoi romanzi, “in cui - riprende il premio Nobel - ho parlato spesso di vino, ma non sono stato certo l’unico nella cultura orientale. C’è stato un grande scrittore cinese che, ad esempio, ha affrontato nei suoi lavori il tema della gradazione dell’alcol e del vino, che anche lui amava molto bere. Fu questo scrittore a coniare l’espressione “cercare la luna nel pozzo”, perché dopo aver bevuto tanto cercava la luna dentro l’acqua. L’alcol ed il vino - conclude Gao Xijang - fanno parte a tutti gli effetti della tradizione e della storia cinese. Ho riproposto un’opera mitologica in cui si parla di vino, ma ho scritto molto anche della vita in campagna e di mondo contadino”.

 

QUI BRESCIA

Franciacorta, alcol a minori e addetti in “nero“

Controlli carabinieri, Nas e Ispettorato nel fine settimana tra strade e locali. Sei multe e un fermo ai posti di blocco. Sanzioni per lavoro irregolare.

(red.) Nella notte tra sabato 15 e domenica 16 luglio i carabinieri bresciani della compagnia di Chiari sono stati impegnati in una serie di interventi e controlli nella zona della Franciacorta. Si tratta di prevenzione e contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, ma anche il fermo a chi veniva sorpreso alla guida dopo aver bevuto troppo o aver assunto droghe. Impegnati anche i militari del Nucleo Antisofisticazione e Sanità, gli ispettori dell’Asl di Rovato e la polizia locale di Corte Franca tra i locali pubblici.

Uno dei primi interventi, proprio a Corte Franca, è stato quello di fermare una rissa. Così quattro giovani, di cui due trentini di 20 e 21 anni, un 18enne marocchino di Coccaglio e un albanese 22enne di Adro sono stati denunciati a piede libero. Per quanto riguarda i controlli antidroga, un 16enne bresciano è stato segnalato alla prefettura come consumatore di hashish, mentre la droga è stata sequestrata. I militari del Nas, invece, si sono occupati di verificare l’eventuale vendita di alcolici ai minorenni e di capire le condizioni di lavoro degli addetti.

L’Ispettorato ha controllato 24 lavoratori scoprendo che quattro di questi erano in “nero” e quindi sono state emesse multe per oltre 15 mila euro. Dal punto di vista della circolazione stradale, sono state controllate 84 persone e 41 veicoli portando a emettere sei contravvenzioni per violazione del Codice della Strada e il fermo per un’auto perché il conducente era senza patente.



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