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vino, birra e alcolici

09/10/2017 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 18 luglio 2017 ( di redazione )

VIRGILIO.IT Si ubriaca mentre il padre gioca alle slot machines: 12enne in coma etilico http://www.corrieresalentino.it/2017/07/beve-una-bottiglia-di-prosecco-mentre-il-padre-gioca-alle-slot-machines-12enne-finisce-in-coma-etilico/

PRESSGIOCHI.IT (*) Salerno: al via progetto Asl su alcol, azzardo ed altre addiction Domani, mercoledi 19 luglio presso la Sala conferenze dell’ASL Salerno avrà luogo la presentazione del progetto “Rete IPIB -Rete Aziendale per l’Identificazione Precoce e l’Intervento Breve su Alcol, Azzardo ed altre Addiction”, approvato con Delibera del Direttore Generale n. 172 del 22 febbraio 2017. “Rete IPIB è un programma promosso dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e validato sul piano internazionale dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come EIBI (Early Identification and Brief Intervention) nel campo dell’intervento precoce per l’accertamento dei rischi e dei danni in fase iniziale legati al consumo di bevande alcoliche. ll progetto adottato dall’ASL Salerno ha l’obiettivo di potenziare le abilità professionali, le conoscenze, le attitudini e le motivazioni degli operatori sanitari impegnati nell’assistenza sanitaria primaria, mettendoli in condizione di incrementare la padronanza d’uso di strumenti e procedure efficaci di identificazione precoce del rischio alcolcorrelato e di intervento qualificato offerto ai pazienti con consumo rischioso e dannoso di alcol. Nella versione elaborata dall’ASL Salerno d’intesa con l’Istituto Superiore di Sanità, il progetto introduce per la prima volta in Italia la sperimentazione del modello IPIB nel campo dell’identificazione precoce e dell’intervento breve rispetto al Gambling e ad altre addiction comportamentali. La realizzazione del progetto prevede tre fasi interdipendenti: Un lavoro di ricerca/studio sul contesto, propedeutico alla costruzione di un percorso didattico adeguato alle caratteristiche socio-demografiche e sanitarie del territorio dell’ASL Salerno. Lo svolgimento di un percorso formativo necessario alla messa in atto del modello IPIB, che prevede la formazione di 600 operatori ( 480 per Alcol e 120 per il GAP) cosi articolata La creazione e il funzionamento della Rete Aziendale per i programmi centrati sul modello IPIB da adottare per l’approccio alle situazione di Addiction, attraverso l’attivazione di tre Poli Territoriali che corrispondono geograficamente ai seguenti ambiti : Agro Nocerino-Sarnese; Salerno ed Area metropolitana; Cilento e Vallo di Diano. L’incontro, in cui sono previsti gli interventi del Direttore Generale Dott. Antonio Giordano e del Direttore Sanitario Dott.ssa Maria Vittoria Montemurro, vedrà la presenza del Prof. Emanuele Scafato, Direttore del National Centre on Addiction and Doping e del National Observatory on Alcohol -WHO- Collaborating Centre for Research & Health Promotion on Alcohol and AlcoholRelated Health Problems ; del Dott. Antonio De Luna, Direttore del Dipartimento delle Dipendenze, del Dott. Aniello Baselice -responsabile aziendale del Progetto – nonché la partecipazione dello staff tecnico scientifico aziendale del Progetto.

(*) Nota: interessante rilevare quale sia il sito che pubblica la notizia.

LA CITTA’ DI SALERNO L'INDAGINE Anziana travolta a Castel San Giorgio: l'investitore era ubriaco Il tasso alcolemico riscontrato al 35enne che ha ucciso Anna Guarrera era di gran lunga superiore ai limiti di Alfonso T. Guerritore CASTEL SAN GIORGIO - "Non l'ho vista". Lo ha spiegato al giudice C.A., il nocerino finito agli arresti domiciliari per l'accusa di omicidio stradale tre giorni fa, raccontando l'impatto che ha portato alla morta l'80enne Anna Guarrera lungo via Palmiro Togliatti, in località Trivio di Castel San Giorgio. Il 35enne aveva un tasso alcolemico di 2,5 pari a quello di un uomo ubriaco, ma per i vigili urbani non sembrava né stordito né emanava il tipico odore di bevande alcoliche. L'uomo è accusato formalmente di omicidio stradale per il decesso di Anna Guerrera, con una pena prevista compresa, in questo caso, a seconda del tasso alcolemico individuato, tra i cinque e i dodici anni di reclusione. Per ora resta ai domiciliari.

ADNKRONOS Alcol, sesso e selfie: i rischi in vacanza Fanno spesso uso di alcol già a 11 anni. E quando superano i 14 le bevande alcoliche, con conseguenti comportamenti a rischio (sesso, guida in stato di ebbrezza e ultime, pericolose, mode selfie), entrano a far parte degli eccessi specie durante le vacanze, quando è più facile andare oltre i propri limiti. E' quanto emerge da uno studio dell'Osservatorio nazionale adolescenza, condotto su un campione di 8.000 teenager di tutta Italia. Secondo l'analisi, il 36% dei ragazzi tra gli 11 e i 13 anni dichiara di bere bevande alcoliche e uno su 10 si è già ubriacato. Nei ragazzi più grandi la percentuale sale notevolmente: il 55% degli adolescenti dai 14 ai 19 anni che beve alcolici e il 24% anche fino a stare male. "L'abuso di bevande alcoliche durante il periodo adolescenziale è veramente un problema molto serio e, soprattutto nel periodo estivo, diventa ancora più grave perché i ragazzi sono mentalmente più predisposti all'evasione, sentono meno il peso delle regole e dei doveri scolastici e invernali, e si trascorre molto più tempo in gruppo e in compagnia degli amici. Questa condizione facilita la ricerca e la messa in atto di svariati comportamenti un po' più al limite, che mettono a rischio la salute dei ragazzi stessi", spiega Maura Manca, presidente dell'Osservatorio nazionale adolescenza. Oltre 3 teenager su 10 hanno partecipato a giochi a base di alcol, che in genere prevedono di bere tutto in un sorso e generalmente un superalcolico. "Il problema degli adolescenti sono anche i mix che spesso diventano letali perché i ragazzi non reggono, si sentono male, vomitano nel migliore dei casi o si intossicano, fino a rischiare anche il coma etilico", prosegue Manca, psicoterapeuta. "Durante il periodo estivo rischia di diventare un 'lo faccio perché lo fanno gli altri', una sfida, un dover dimostrare di essere in grado di riuscirci e di essere come gli altri. Senza altri tipi di stress ci si sente più liberi anche di provare qualcosa di nuovo", aggiunge l'esperta del mondo giovanile. Uno dei dati più allarmanti secondo l'Osservatorio è il 24% degli adolescenti che dichiara di aver bevuto, in genere nel fine settimana, più di 5 drink di seguito, solo con l'intento di ubriacarsi. "Il rischio maggiore è quindi quello di mettere in atto determinati comportamenti estremamente nocivi per la salute, senza avere la piena consapevolezza delle conseguenze delle loro azioni", dice Manca. Non solo. L'80% degli adolescenti che abusa di alcol dichiara anche di aver fatto sesso promiscuo e con più persone nell'arco della stessa sera. In questo modo aumenta notevolmente il rischio di incorrere in malattie sessualmente trasmissibili: dall'Hiv, sempre più diffuso tra i ragazzi, all'Hpv e tutte le varie infezioni batteriche e virali, senza che abbiano consapevolezza dei rischi a cui vanno incontro. Il rischio però è anche quello delle gravidanze precoci. Infatti, sono 2 su 100 le ragazze che dichiarano di essere rimaste incinte e, di questa percentuale, la maggior parte di loro, circa l'85% dichiara anche di aver abusato di alcolici. "Purtroppo si rischia anche di incorrere in forzature e vere e proprie violenze. A volte, quando non si è pienamente coscienti e lucidi, si prendono delle decisioni che forse in altre condizioni non si prenderebbero mai. Un'adolescente su 50 dichiara di aver fatto sesso perché costretta a farlo e di loro l'81% afferma di bere alcolici", rileva ancora la presidente dell'Osservatorio nazionale adolescenza. Esistono anche delle mode selfie in cui l'alcol è protagonista, come per esempio il beer selfie che consiste nel fotografarsi da soli o in compagnia di amici, con in mano un bicchiere o una bottiglia di birra. Esistono però le varianti e una di quelle è il 'Drelfie' (da drunk e selfie), che consiste nel farsi fotografare ubriachi, mentre si vomita, sdraiati per terra in uno stato di semi incoscienza, nei bagni e in qualsiasi altra posizione. "I rischi di questi selfie e di questa ricerca di approvazione e condivisione social sono l'intossicazione alcolica e in svariati casi anche il coma etilico, perché certe volte i più giovani, pur di andare oltre, che equivale a notorietà e viralità, non si rendono realmente conto delle ingenti quantità di alcol che arrivano ad assumere", analizza Manca. "L'aspetto preoccupante di questa tendenza giovanile è che molti ragazzi - dica la psicoterapeuta - non sono in grado di mettersi dei limiti". Gli adolescenti non rinunciano poi a mettersi alla guida anche quando sono in una condizione di alterazione. Circa 3 adolescenti su 10 che possiedono una mini car dichiarano di aver guidato dopo aver assunto sostanze o bevuto alcol. La percentuale di chi guida lo scooter si abbassa al 23% e al 12,4% di chi ha un'automobile. Questi comportamenti mettono inevitabilmente a rischio la propria vita e quella degli altri. In più, oggi, oltre a guidare in stato di ebbrezza, riprendono con lo smartphone le bravate in auto o in moto, si scattano selfie mentre fanno le loro 'prodezze' per immortalare un momento che, a volte, li ha letteralmente immortalati per sempre. Si chiamano 'kilfie' o killer selfie, e sono quelle foto in cui si mette a rischio la propria vita.

ALTARIMINI Rimini, servono alcol ai minorenni: ora il locale rischia la chiusura. Partita segnalazione alla Questura Alcol ai minorenni, un noto locale di Rimini rischia la chiusura per ordine pubblico in base all'art. 100 del Tulps. Durante i controlli, avvenuti la scorsa notte, due ragazzine di appena 16 anni sono infatti state sorprese ad acquistare bevande alcoliche al bar sulla spiaggia della struttura. E' partita quindi la segnalazione alla questura e ora, in caso di recidività, il locale rischia fortemente la chiusura in base all'articolo 100 del suddetto testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Dalla direzione, intanto, fanno sapere che ai clienti maggiorenni, previa presentazione di un documento di identità, verrà consegnato un braccialetto con il quale poter acquistare le consumazioni.

ANSA Alcol-marijuana, intubato per abuso Non è in pericolo di vita. Amici convocati in questura (ANSA) - RIMINI, 18 LUG - Un 19enne di Torino, in vacanza a Rimini, è stato ricoverato la scorsa notte alle 3:30 per un mix di alcol e marijuana. Il ragazzo è al momento intubato, ma non in pericolo di vita. Il giovane si è sentito male ed è stato accompagnato da un amico minorenne in albergo a Lagomaggio di Rimini, dove alloggia un gruppo di giovani torinesi. Dall'hotel è stata poi stata chiamata l'ambulanza che ha trasportato i due giovani in pronto soccorso. Anche il minorenne infatti si sarebbe sentito male ed è stato ricoverato per precauzione. I medici del pronto soccorso hanno avvertito la polizia di Stato che sta indagando per ricostruire la dinamica che ha portato il giovane ad aver un malore con un mix di alcol e "fumo". Solo il test tossicologico potrà dire se ha assunto anche droghe sintetiche, mentre la squadra narcotici della polizia risalirà all'identità dello spacciatore. Nove ragazzi del gruppo di Torino, infatti, sono stati convocati in questura per essere interrogati dagli agenti sui fatti della scorsa notte.

TUSCIAWEB Tribunale - Montefiascone Concessa la libertà vigilata, ma deve rinunciare agli alcolici e curarsi Ubriaco minaccia il padre col coltello, vietati bar e osterie Montefiascone – Ubriaco minaccia di morte il padre con un coltello, gli è stato concesso di restare in libertà vigilata, in cambio della promessa di non mettere più piede in un bar o in un’osteria.  Si tratta del pregiudicato 44enne di Montefiascone arrestato per l’ennesima volta all’inizio di luglio dai carabinieri che lo hanno bloccato in casa, nel cuore della notte, mentre, ubriaco, per futili motivi, inveiva contro i familiari, minacciando il padre con un coltello da cucina.  L’uomo, già in regime di libertà vigilata per analoghi precedenti, è stato tratto in arresto e condotto il giorno successivo davanti al giudice Silvia Mattei per la direttissima. Non contento, al momento del fermo, ha continuato a dare in escandescenze tentando in tutti i modi di sottrarsi al trasferimento in caserma a bordo della gazzella dei carabinieri. Lo show sarebbe poi proseguito nella sede del comando di via Cardinale Salotti, dove il 44enne è riuscito a sferrare un pugno a una finestra, rompendo il vetro e ferendosi alla mano destra.  In attesa del processo per le minacce aggravate al padre, nonché per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato, dovrà sottoporsi alle cure del caso presso il Sert della Asl  e stare alla larga dai luoghi dove si somministrano alcolici.  Lo ha stabilito ieri il giudice Mattei, pm Fabrizio Tucci, in base alla perizia psichiatrica, secondo cui il 44enne soffre di un’intossicazione acuta da alcol ed è socialmente pericoloso ogni qual volta beve. L’uomo, inoltre, è gravato da una lunga serie di precedenti penali e gran parte degli episodi criminali sono stati commessi in un brevissimo arco temporale. “Gli viene fatto divieto assoluto di frequentare bar e osterie – ha sottolineato il giudice – con l’obbligo di seguire il piano terapeutico che sarà predisposto dal Sert, compatibilmente con gli orari di lavoro. Inoltre, sempre compatibilmente col lavoro, il piano terapeutico può prevedere anche la residenza part time”.  Il primo dicembre dovrà comparire di nuovo davanti al giudice per il prosieguo della direttissima e anche un altro processo. 

ILPIACENZA Schianto a San Polo, il conducente era completamente ubriaco Lo confermano gli esami del sangue svolti nelle scorse ore: il 50enne, che il 16 luglio si è schiantato contro un muro a San Polo, ha fatto registrare un tasso alcolemico di 2.34 grammi per litro, fanno sapere i carabinieri Era ubriaco il 50enne rimasto gravemente ferito nella tarda serata del 16 luglio in un incidente avvenuto alle porte di San Polo. Lo confermano gli esami del sangue svolti nelle scorse ore: ha fatto registrare un tasso alcolemico di 2.34 grammi per litro (oltre quattro volte oltre il limite consentito) fanno sapere i carabinieri. Ora i militari della stazione di San Giorgio lo denunceranno per guida in stato di ebbrezza.  Il 50enne era alla guida di una Fiat Stilo e viaggiava verso Piacenza lungo la provinciale di San Giorgio quando all’improvviso aveva perso completamente il controllo dell’auto che prima aveva invaso la carreggiata opposta dove fortunatamente in quel momento non transitava nessuno, poi - probabilmente dopo la brusca sterzata a destra del conducente come manovra di emergenza - la vettura si era schiantata contro il muro di cinta di un’abitazione.

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