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vino, birra e alcolici

12/03/2018 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 5 ottobre 2017 ( di redazione )

PADOVA OGGI Ubriaca causò la morte in tangenziale di una maestra: la famiglia accetta il risarcimento La parte civile della famiglia di Paola Rosa Tanga, la 59enne di Limena morta nel tragico schianto del 25 giugno del 2016, è uscita dal processo ed ha accettato il risarcimento È uscita spontaneamente dal processo la parte civile della famiglia di Paola Rosa Tanga, la 59enne di Limena morta il 25 giugno del 2016 in un incidente nella tangenziale sulla bretella per Abano. Quel giorno la sua auto si schiantò contro quella di una imprenditrice 51 enne, risultata poi positiva all’alcol test. RISARCIMENTO MILIONARIO. Come riportano i quotidiani locali, i familiari della maestra di Limena uccisa nell’incidente hanno accettato l’assegno milionario: gli avvocati avevano chiesto un risarcimento di un milione 800 mila euro e la cifra liquidata è molto vicina. La 51enne è stata accusata di omicidio stradale. Nella seconda udienza, ottenuto il risarcimento, la parte civile della famiglia Tanga è uscita dal processo; è rimasta invece quella dell’associazione sostenitori e amici della polizia stradale che chiedeva un indennizzo per le proprie campagne di sensibilizzazione sulla guida. L'INCIDENTE. Il pomeriggio del 25 giugno 2016, l’imprenditrice era al volante della sua Bmw e stava andando verso la città termale quando ha provocato lo schianto all’altezza di corso Boston. Stando a quanto ricostruito la donna ha perso il controllo della sua macchina perché guidava con un tasso alcolemico di 2,1 e perché stava utilizzano un’applicazione del cellulare. L’auto si è scontrata contro la Lancia Y della maestra di 59 anni che è morta sul colpo. La donna è stata arrestata per omicidio stradale, finendo ai domiciliari. Oggi ha l’obbligo di dimora ad Abano.

IL TIRRENO Marialina e l’alcol «Divertiamoci sì, ma con misura» La presidente della Fondazione: «Non faremo i gendarmi Il nostro è un appello al senso di responsabilità di tutti» di Claudio Vecoli VIAREGGIO. Una bufera in un bicchier d’acqua. O, visto l’argomento del contendere, di vino. Marialina Marcucci prova a disinnescare le polemiche di questi giorni sulla decisione della Fondazione Carnevale di inserire nel nuovo bando di concorso una norma specifica per regolamentare gli eccessi di alcol per il personale e le maschere dei carri e delle pedane aggregative. Una norma che prima non c’era e che adesso è nero su bianco nel capitolo “Corsi mascherati: regole di comportamento”. E che per chi fa parte di un carro recita «è fatto divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche durante i corsi mascherati e nelle ore immediatamente precedenti lo spettacolo». Prevedendo anche controlli per garantire il rispetto delle regole. Presidente, la svolta analcolica data al Carnevale con il nuovo bando di concorso ha suscitato un vespaio di polemiche… «In realtà noi abbiamo semplicemente inserito all’interno del bando di concorso e reso più esplicito quello che già è in vigore da anni in manifestazioni come il Carnevale di Viareggio. Dove gli attori principali di questa festa devono tenere un codice di comportamento degno dello spettacolo che mettono in scena di fronte a migliaia di persone. Questo vale per primi per noi della Fondazione Carnevale. E vale anche per i carristi, i trattoristi, i volontari che si occupano della sicurezza e, naturalmente, anche per le maschere. A cui spettano oneri e onori di far parte di un grande spettacolo come quello che va in scena sui viali a mare. Nel bando abbiamo fatto solo un richiamo al senso di responsabilità». C’è chi teme che una novità di questo tipo possa snaturare lo spirito del Carnevale e parla di una norma “proibizionista”. «Lungi da noi voler mettere un limite al diritto alla felicità né tantomeno all’allegria. E noi non siamo né vogliamo essere dei gendarmi. Ci si deve divertire ma ovviamente senza perdere il senso della misura. Credo che lo spirito di questo provvedimento ruoti tutto intorno a questo: la misura». Allora come verranno concretamente applicate la nuove norme? «Nessuno di noi della Fondazione andrà in giro con l’alcoltest a fare controlli, sia chiaro. Seguiremo la normativa della sicurezza sul lavoro e a eseguire i controlli saranno quelle figure che sono individuate dalla legge. E chiaro che chiederemo l’intervento ogni qualvolta si presenteranno dei comportamenti a rischio. Su questo concorderemo come muoversi insieme ai carristi e alle altre figure di riferimento». C’è però un problema legato alle responsabilità. Chi sarà ad assumersele nel caso di non rispetto delle regole? «Le responsabilità giuridiche, da questo punto di vista, le individua la legge. Ma la responsabilità alla quale facciamo appello noi è innanzitutto quella individuale delle persone che danno vita al Carnevale di Viareggio. Il nostro richiamo alla responsabilità non è necessariamente di tipo legale». Cambiamo argomento. Si parla di una ridefinizione delle Fondazioni: Carnevale e Pucciniano. Per un suo predecessore, Alessandro Santini, dietro si nasconderebbe un disegno per defenestrarla? «Ringrazio Alessandro Santini che ha evidentemente a cuore le mie vicende. Detto questo, mi pare che si stia delineando un percorso virtuoso per trasformare le Fondazioni in qualche cosa di più equilibrato ed efficiente. Insomma, si dà un indirizzo e una direzione verso cui muoversi. Per i nomi c’è tempo…»

CITTADELLASPEZIA.COM Soglie record di alcol alla guida, dopo un incidente Ieri sera uno spezzino coinvolto in uno scontro stradale è stato sottoposto ad un alcoltest da record. La Spezia - Un tasso alcolemico che sfiora il coma etilico. D'altra parte le famose tabelle alcolimetriche che troviamo all'interno dei locali e dei bar, per legge, parlano chiaro: fra 1,6 e 3,0 g/l nel sangue si assiste alla potenziale "compromissione grave dello stato psicofisico, comportamenti aggressivi e violenti, difficoltà marcata a stare in piedi o camminare stato di inerzia generale, ipotermia, vomito". E così ieri sera uno spezzino 42enne è stato denunciato dopo essere incappato in un incidente stradale in Via Brigate Partigiane a Piana Battolla. Sul posto è intervenuta la Polizia Stradale che, eseguendo l'alcoltest, ha constatato che l'automobilista si era messo alla guida in condizioni a dir poco precarie. Il tasso alcolemico nel sangue segnava 2,53 g/l, un livello ragguardevole per chiunque. Scontata la denuncia e il ritiro della patente, allo spezzino confiscata anche la vettura.

BERGAMO NEWS La tuta che “rende” ubriachi per prevenire gli incidenti stradali da alcol e droghe Prevenzione è la parola chiave dell'evento “Test driver: prevenire gli incidenti stradali da alcol e droghe. Driving skills for life”, organizzato all'interno di BergamoScienza. L'appuntamento è giovedì 5 ottobre alle ore 17 alla Ex Chiesa della Maddalena, nel pieno centro di Bergamo. Ma il messaggio che l’incontro vuole diffondere non è limitato alle due ore di incontro, arriva molto più lontano grazie all’attività dell’Associazione Genitori Atena di cui Lucrezia Martino è la Vice presidente. “Ambra Bergamaschi Finazzi è la presidente e questo è il secondo anno a Bergamoscienza – ci racconta l’avvocato Lucrezia Martino – Non siamo soli, con noi c’è la polizia stradale di Bergamo, la polizia locale di Bergamo, Automobile Club Bergamo, ATS Bergamo, ASST Papa Giovanni XXIII, Rotary Club Dalmine e Progetto Save Driver. Quest’anno abbiamo organizzato, oltre alla conferenza, un laboratorio e uno spettacolo che andrà in scena sabato 14 ottobre alle 21 all’Auditorium di Piazza Libertà.” Gli incidenti alcol-droga correlati sono tra le prime cause di morte tra i giovani. Molti sono i fattori di rischio e protezione per sviluppare sensibilità e promuovere azioni per ridurre gli incidenti diminuendo i costi per l’individuo, la famiglia e la comunità. “Nella nostra associazione, Genitori Atena, parliamo di dipendenze per alcol, droga e anche ludopatia dal 2012 – continua Martino- Abbiamo creato progetti gratuiti per le scuole e, con l’aiuto di psicologi, anche uno sportello di ascolto “Atena ascolta”, per venire incontro alle problematiche nate dalle dipendenze con lo psicoterapeuta in pieno anonimato. Andiamo nelle scuole per fare prevenzione, partendo dalla scuola dell’infanzia: nella bergamasca, mediamente, i ragazzi iniziano a bere il primo bicchiere all’età di 11 anni e tra i 13 e i 17 anni l’89% dei giovani dichiarano di aver assunto dell’alcol. Stiamo progettando anche un piano di alternanza-scuola lavoro affinché siano i ragazzi a parlare degli effetti di alcol e droga sul corpo.” Le nuove strumentazioni tecnologiche disponibili aumentano la conoscenza e introducono una sperimentazione diretta dei rischi di alcol e droga. “All’interno della conferenza ci sarà Andrea Noventa, che parlerà dal punto di vista medico di quello che facciamo; Monica Mecacci, Chief Press Office di Ford Italia, porterà per la prima volta a Bergamo le tute Drink Suite, Drug Suite e Hangover Suite, studiate dalla casa automobilistica Ford che servono per simulare lo stato di ebrezza e che fanno sperimentare, da sobri, gli effetti sui riflessi e la coordinazione alla guida provocati dallo stato di alterazione da alcol e droghe.” “Un punto cardine del nostro progetto di prevenzione è il progetto “Notti in sicurezza”: dal 2014 formiamo giovani che vanno fuori dalle discoteche più in voga di Bergamo o nelle notti di festa, offrendo alcol-test ai ragazzi e, se risultano a tasso zero, hanno un premio. Lo scopo è convincere i giovani a mettersi al volante sobri. Dal 2017 siamo convenzionati anche con il Tribunale di Bergamo: cosicché i giovani che devono subire un processo penale per essere stati trovati alterati alla guida, possono sostituire la pena con un lavoro socialmente utile, venendo da noi per spiegare ai loro coetanei cosa hanno dovuto subire. Io posso ritenermi felice anche se riesco a convincere un solo ragazzo a mettersi al volante sobrio e se riesco a far capire a un giovane che non è obbligatorio bere per divertirsi, ma che ci sono molti altri modi.”

GAZZETTA DI MANTOVA Introdotto anche alle elementari l'allenamento sulle competenze sociali Le materie per diventare bravi cittadini: dal decisionismo all'uso dei telefonini Autostima e meno stress La palestra inizia a 8 anni di Roberto Bo L'allenamento per diventare bravi cittadini ora inizia a 8 anni. E la palestra in cui esercitarsi è la scuola. Il modello Life Skills Training, metodo applicato nelle scuole lombarde a partire dal 2012 e che oggi vede coinvolti più di duemila studenti mantovani delle medie, dall'anno scolastico in corso viene introdotto, con alcune variazioni, anche a 12 classi di terza elementare per un totale di 235 alunni.A capo del progetto c'è Regione Lombardia con Ats Val Padana. «Imparare a stare al mondo - semplifica volutamente l'educatore professionale dell'Ats, Valter Drusetta - diventa materia di studio nelle scuole in orario di lezione grazie ad insegnanti opportunamente formati e l'allenamento sulle competenze sociali di vita per diventare bravi adulti viene proposto da quest'anno, oltre che ai ragazzi tra gli 11 e i 13 anni anche a un gruppo di alunni di terza elementare». L'anticipo di tre anni rispetto al modello già collaudato nelle medie - e con buoni risultati - è stato deciso non tanto per spaventare i più piccoli sui rischi legati alle dipendenze da droga, alcol, fumo, gioco d'azzardo e dal bullismo (programma delle medie), quanto per allenarli da subito ad un comportamento teso a scongiurare stili di vita sbagliati. Una sorta di palestra di cittadinanza, nella quale gli insegnanti trasmettono una serie di competenze sotto forma di giochi interattivi. Le materie proposte per le terze elementari sono otto: autostima (le cose che so fare); prendere una decisione (sto facendo la cosa giusta?); pubblicità e pensiero critico; gestione delle emozioni; gestione dello stress (imparare a rilassarsi con musica, letture, sport, passeggiate); abilità comunicative (linguaggio, telefonini e altri strumenti); abilità sociali (riesco a riconoscere gli amici?); assertività (riesco a dire quello che penso e credo). Al termine di ogni lezione alle famiglie sarà inviata una breve relazione sull'esercitazione in classe. Il metodo Life Skills Training, nato negli Usa, viene applicato per la prima volta in Lombardia nel 2011 in via sperimentale coinvolgendo anche tre scuole mantovane. Nel panorama scolastico provinciale viene esteso nell'anno 2014-2015 riuscendo a coinvolgere oggi sui tre livelli delle medie 2.074 studenti così suddivisi: 36 prime con 825 studenti e 95 insegnanti; 32 seconde con 745 studenti e 67 insegnanti; 22 terze con 505 studenti e 40 insegnanti. «Quello che è cambiato rispetto al passato - sottolinea Drusetta - è che prima del 2011 erano gli esperti che di tanto in tanto andavano in classe per spaventare i ragazzi sui rischi connessi ai vari tipi di dipendenza. Ma erano incontri una tantum e tra l'altro ci è accorti che solo attraverso il monito e il racconto sui pericoli in agguato si rischiava invece di aumentare la curiosità. Oggi quel compito è passato agli insegnanti che hanno seguito specifici corsi di formazione e quindi il rapporto con i ragazzi è più diretto e continuo. Alla scuola fatta di materie in senso tradizionale si affianca la scuola delle competenze e del comportamento, perché un ragazzo che sta bene con se stesso e con gli altri studia anche meglio e, soprattutto, ha più autostima e riesce anche a dire di no».

lo studio I risultati contro alcol, fumo e droghe L'allenamento Life Skills è nato con l'obiettivo di rinforzare i fattori di protezione individuale, relazionali e legati ai comportamenti della salute e di ridurre o ritardare il consumo di droghe e gli atteggiamenti violenti degli studenti tra gli 11 e i 14 anni. Quindici le competenze che vengono stimolate nel corso dei tre anni delle medie. Eccole: immagine di sè e automiglioramento, prendere decisioni, uso-abuso di droghe, pubblicità e influenza dei media, violenza e media, gestione dell'ansia, gestione della rabbia, abilità comunicative, abilità sociali, assertività, risoluzione dei conflitti. In totale una quarantina di ore di lezione nel triennio. Ma qual è l'efficacia di questo programma. Uno studio 2014 del Ministero delle Salute in collaborazione con Regione Lombardia e l'università di Torino compiuto su 1.500 ragazzi tra i 13 e i 15 anni ha contato gli studenti lombardi che fumano regolarmente almeno una volta alla settimana e che almeno due volte nella vita hanno bevuto tanto da essersi ubriacati. Ecco i risultati. Fumo: 11enni (0,7% maschi e 0,3% femmine), 13enni (6% maschi e 4% femmine), 15enni (21% maschi, 23% femmine). Alcol: 11enni (11% maschi, 5% femmine); 13enni (14% maschi, 11% femmine), 15enni (38% maschi, 35% femmine). Dopo i primi tre anni di sperimentazione del Life Skills Training questi sono stati i risultati su fumo e alcol: il 75% ha ridotto l'inizio del fumo di sigaretta, il 54% ha dichiarato di non aver bevuto nell'ultimo mese, il 73% di non aver consumato alcol in maniera eccessiva, il 79% di non essersi ubriacato una o più volte nell'ultimo mese. Sulle droghe il 71% ha ridotto l'uso totale di cannabinoidi e l'83% ha ridotto l'uso regolare settimanale e giornaliero.

IL CENTO Giovane aggredito in centro mentre discute con la fidanzata PESCARA. Picchiato da un adulto in mezzo alla strada, in pieno centro. Steso con due cazzotti da uno sconosciuto ubriaco. È accaduto due giorni fa a un 15enne che ora è ricoverato in ospedale nel reparto di Chirurgia maxillo facciale, con una prognosi di trenta giorni. Ci vorrà un po’, quindi, per la guarigione del ragazzino che dovrà essere ascoltato dalla polizia per cercare di fare chiarezza sull’assurdo e preoccupante episodio di cui è stato vittima. La ricostruzione è parziale, al momento, e proprio per capire meglio l’accaduto hanno preso il via le indagini da parte della squadra mobile. Per ora si sa che due sere fa il ragazzino si trovava in piazza Salotto con la sua fidanzata. Tra i due era in corso una discussione, di cui non si conoscono i motivi, ma comunque solo un bisticcio tra ragazzi, tra l’altro a poca distanza da alcuni amici. La lite ha richiamato l’attenzione di un uomo che si trovava in zona, ubriaco. Si è sentito autorizzato ad intervenire tra i due e ha preso inspiegabilmente le difese della ragazza. Mettendo becco in una questione che non lo riguardava affatto, ha colpito il ragazzo con due cazzotti, ferendolo. L’aggressione ha intimorito non poco la giovanissima vittima, che ha chiesto aiuto al padre, facendolo arrivare subito sul posto. E il padre, a sua volta, ha cercato di rintracciare l’uomo ubriaco, spingendosi fino a corso Vittorio, dove si è rivolto ad una pattuglia della squadra volante, chiedendo di risalire al responsabile del pestaggio. Per il 15enne è stato indispensabile il trasporto in ospedale, per una serie di accertamenti. E il passaggio successivo è stato il ricovero, considerate le sue condizioni. Ora si cerca di andare a fondo, attraverso testimonianze e telecamere. Qualcuno potrebbe saperne di più e aiutare la polizia a risalire a quello sconosciuto, considerato che l’episodio è accaduto in pieno centro, in una zona trafficata e dove c’è un costante movimento. Potrebbero rivelarsi utili anche le telecamere del Comune, in piazza, non essendo escluso che abbiano ripreso la brutale e inspiegabile aggressione. (f.bu.)

IL GAZZETTINO Udine «Voglio far festa! Fatemi entrare»: spacca le finestre con una spranga di Paola Treppo TARVISIO (Udine) - Finisce male la serata tra amici passata in pizzeria a Tarvisio: una casa sfasciata, una ragazza cui sono stati strappati i capelli, due finestre sfondate con una spranga di ferro e con un vaso di fiori e con l'arresto, alla fine, di un 30enne del posto, M.V. le sue iniziali, già noto alle forze dell'ordine per reati minori. Il gruppo di ragazzi si incontra all'ora di cena per passare insieme la sera in un locale di Tarvisio. Fin qui tutto bene. Poi la gran parte dei giovani torna a casa, perché è tardi. Quasi tutti: uno di loro, infatti, il 30enne, vuole ancora fare festa e invita gli altri a seguirlo. Ma nessuno ha voglia di girare per locali e tutti declinano l'invito. Allora il 30enne va a bere da solo e si ubriaca. In quelle condizioni fortemente alterate per l'assunzione di alcol, va a suonare al campanello della porta della casa di una delle amiche del gruppo. Lei, che è in quel momento è con il suo fidanzato e con un'altra ragazza, non lo fa entrare: i tre sono stanchi, pronti per andare a dormire, e vedono che l'amico è palesemente ubriaco. A quel punto il 30enne, dopo aver dato più calci alla porta, comincia a far confusione lungo la via: suona a tutti i campanelli dei vicini di casa, grida. Per cercare di calmarlo, evitando di svegliare tutte le famiglie del vicinato, la ragazza esce e cerca di calmarlo ma lui la prende per i capelli e glieli strappa. Il fidanzato lo blocco e lo caccia, chiude la porta a chiave e pensa che la storia sia finita. Invece il 30enne, ancora più adirato dopo averle prese ed essere stato mandato via, va in un cantiere edile che sorge a poca distanza, prende una spranga di ferro e spacca una finestra della casa dell'amica, smontando anche l'infisso, dopo aver spaccato i perni. Poi prende un grosso vaso di fiori e lo lancia contro un'altra finestra. Così riesce a entrare; è l'una di notte quando i tre giovani, spaventati, temendo per la loro vita, chiamano i carabinieri. Sul posto giungono i militari del Norm della Compagnia di Tarvisio, comandata dal capitano Robert Irlandese, e bloccano l'ubriaco che viene arrestato per violazione di domicilio aggravata e portato in carcere a Udine; la brutta vicenda nelle prime ore di oggi, giovedì 5 ottobre. 

WINENEWS La Regione Veneto, come già riportato da WineNews, accoglie la richiesta di incremento della superficie vitata a Glera avanzata dal Consorzio Prosecco Doc: 1.200 gli ettari, suddivisi tra Veneto (978) e Friuli (222), e quota 24.450 entro il 2019 Un aumento controllato, con l’attenzione a favorire in particolare le microimprese e la permanenza dei giovani in agricoltura”: è con queste parole che Giuseppe Pan, Assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, ha commentato l’accoglimento ufficiale della richiesta di ampliamento della superficie dei vigneti destinati alla produzione della bollicina italiana più di successo sui mercati globali, il Prosecco. Come precedentemente riportato al tempo da WineNews, la richiesta, avanzata dal Consorzio di Tutela del Prosecco Doc presieduto da Stefano Zanette, prevede un incremento complessivo della superficie pari a 1.200 ettari (978 in Veneto e 222 per il Friuli Venezia Giulia), di concerto con le associazioni dei produttori, e sposterà il limite complessivo delle superfici vitate a Glera a 24.450 ettari entro il 2019. Queste le regole di concessione degli ampliamenti stabilite dall’ente regionale: verranno ammesse, nella misura massima di 3 ettari per azienda, le aziende agricole esistenti da almeno due anni o costituite da giovani imprenditori (under 40) che abbiano già impiantato a Glera o che procedano a sovrainnesti, estirpi o reimpianti nell’area della denominazione. Nelle nuove assegnazioni, invece, verranno riconosciuti criteri di priorità alle aziende che adottano metodi di coltura biologici o che aderiscono al Sistema qualità nazionale di produzione integrata, o che mantengono accanto ai vigneti anche alberature e siepi in una misura non inferiore al 5 per cento della superficie oggetto di ampliamento. “Abbiamo accolto la domanda del Consorzio”, ha commentato l’Assessore Pan, “sposandone la politica di aumento controllato, con l’attenzione a favorire in particolare le micro-imprese e la permanenza dei giovani in agricoltura. I criteri di punteggio nel bando per l’assegnazione delle superfici incrementali avvantaggeranno chi non ha grandi superfici sulle quali espandere i vigneti Glera, e cerca di farli certificare come Doc. In questo modo consentiremo ai giovani viticoltori e alle imprese che stanno ancora crescendo di rafforzarsi sul mercato, senza mettere a rischio i delicati equilibri di mercato che regolano l’economia della produzione Doc del vino più conosciuto e venduto al mondo”.

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