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sabato 25 novembre 2017 - 08:22
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vino, birra e alcolici

03/11/2017 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 3 novembre 2017 ( di redazione )

I GIOVANI SI DIVERTONO COSI’…

http://www.ilmessaggero.it/abruzzo/rave_party_sulmona_giovani_ospedale-3341093.html Rave party non autorizzato: giovani all'ospedale per alcol e droga di Patrizio Iavarone Giovedì 2 Novembre 2017 Ieri sera erano ancora lì a ballare, dopo quasi ventiquattro ore: musica a tutto volume, stomaco sulle casse, alcol e travestimenti. Una notte “da paura”, una festa da non dimenticare: improvvisata nel capannone della ex Ceramiche Saba di Raiano, a Sulmona, dove nei circa 5mila metri quadrati si sono dati appuntamento centinaia e centinaia di giovani. Un rave party in piena regola, insomma, organizzato tramite WhatsApp e messaggi, e la cui destinazione finale è rimasta segreta fino a poche ore dall’inizio della maratona martedì sera. Oltre cinquecento persone (ma si presume che durante la notte il numero abbia toccato il migliaio), molti minorenni, provenienti da tutta Europa: chi con camper, chi con tende, chi semplicemente in auto, hanno così sfidato divieti e proprietà privata, trasformando per un giorno un resto di archeologia industriale in una discoteca attrezzata. Dentro, infatti, erano state allestite bancarelle per la vendita di birre e vestiti, stand per rifocillarsi e due colonne di amplificazione da far invidia ad un concerto da stadio, attaccate a generatori di corrente portati appositamente. Il capannone, dove fino a cinque anni fa lavoravano 130 persone e oggi in disuso, era nei fatti vuoto e aperto: la Ceramica Saba è infatti in concordato preventivo e nell’ex stabilimento non è rimasto più nulla, se non qualche pezzo da esposizione e qualche faldone di documenti. Ad accorgersi del rave sono stati solo ieri mattina i carabinieri che hanno presidiato per tutta la giornata i cancelli del capannone, senza entrare (anche per evitare reazioni sproporzionate), ma identificando centinaia di giovani che uscivano alla spicciolata. Per loro potrebbe configurarsi il reato di occupazione abusiva di un immobile, ma molto dipenderà da come vorrà procedere il commissario giudiziario e quello liquidatore dell’azienda. Danni particolari, infatti, non sono stati fatti alla struttura (anche perché completamente vuota) se si esclude qualche murales. Tra i partecipanti c’è anche chi è finito in ospedale per l’uso eccessivo di alcol e droga: fortunatamente nulla di così grave da non potersi risolvere con una lavanda gastrica.(*) Resta l’interrogativo su come e perché gli organizzatori abbiano scelto proprio Raiano.

(*) NOTA: conclusione troppo semplicistica del giornalista: perché non è già grave arrivare all’ospedale?

E GLI ADULTI COSA FANNO?

…il caos delle ordinanze…

http://www.liguriaoggi.it/2017/11/03/movida-a-genova-scatta-la-tolleranza-zero-del-comune/ Movida a Genova – Scatta la “tolleranza zero” del Comune Postato da: Redazione Liguria il: 03 novembre 2017 Genova – Squadre di carabinieri in congedo a controllare vie e locali e “tolleranza zero” per abusi ed “eccessi”. Scatta questa sera la risposta del Comune alle richieste di intervento dei residenti delle zone del Centro Storico interessate dalla Movida. A partire da questa sera aumenteranno i controlli e le sanzioni per chi non rispetta le regole saranno durissime: sino a 200 euro di multa per chi verrà sorpreso con bottiglie e bicchieri di vetro fuori dai locali e chiusura sino a 3 mesi per bar e minimarket che violeranno le nuove direttive anti “mala Movida”. In particolare verrà rafforzato il controllo sul territorio grazie ad un accordo con l’associazione nazionale carabinieri in congedo. I volontari pattuglieranno le vie più “calde” in gruppi di 2-3 persone, ovviamente in borghese, e segnaleranno alle forze dell’ordine situazioni di particolare emergenza. Nessuna tolleranza per gruppi di ragazzini ubriachi e che circolano per le vie del centro storico rumoreggiando e disturbando i residenti e sanzioni per chi gira con bottiglie in vetro o bicchieri. Nello stesso tempo parte il progetto “Buena Movida” che darà la possibilità ai residenti di votare il locale che si comporta meglio e gli incontri, nelle scuole, per sensibilizzare i giovani al problema del consumo dell’alcol. Il Comune, attraverso l’assessore alla Sicurezza, Stefano Garassino, lancia anche un appello alle famiglie. “Sempre più spesso riceviamo segnalazioni di gruppi di minorenni, tra i 15-17 anni, che bevono sino a stordirsi di alcol – spiega Garassino – non si tratta di “bravate” ma di comportamenti ripetuti nel tempo e con costante regolarità. Le famiglie dovrebbero rendersi conto del problema ed intervenire sui ragazzi con maggiore controllo. La famiglia è il primo e più importante fattore di educazione e non possiamo certo sostituirci ai genitori”. La parola spetta ora ai residenti che erano scesi sul sentiero di guerra dopo la decisione del Comune di estendere l’orario di apertura dei locali dopo il periodo di relativa “quiete” dovuto alle norme più restrittive varate dal precedente sindaco Marco Doria.(*)

(*) NOTA: questa è bella!!! Visto che c’era un momento di “quiete” dopo le norme restrittive, perché estendere l’orario di apertura e ritornare ancora ad “abusi ed eccessi”?

i genitori si rivolgono alle autorita’….

http://corrierediarezzo.corr.it/news/home/300600/basta-alcol-serve-il-pugno-duro-ora-e-allarme-tra-i-genitori.html "Basta alcol, serve il pugno duro". Ora è allarme tra i genitori 02.11.2017 - 21:15 AREZZO - Alcol e giovani: un problema sociale più grosso del previsto. È una cascata di richieste di aiuto quelle che sono arrivate alla consigliera Mery Cornacchini attraverso il suo profilo Facebook, da parte di genitori che conoscono le abitudini della movida giovanile aretina e temono che i loro figli possano inciampare in eccessi. “Dopo la notizia dei ragazzini finiti all'ospedale durante la notte di Halloween per aver abusato di alcolici - spiega Mery Cornacchini - ho ricevuto una valanga di messaggi di mamme preoccupate. I genitori dicono di tentare di controllare i ragazzi ma poi hanno paura per quello che accade fuori dove pare che ci sia una giungla di eccessi”. A preoccupare i genitori non sono solo gli alcolici ma anche le sostanze stupefacenti. Tra i tanti messaggi arrivati a Cornacchini c'è quello di una madre che appare come un appello: "Mi ha scritto - riporta la consigliera -: 'Per favore fate qualcosa' raccontando di quello che accade in città. La testimonianza è di quelle preoccupanti per le quali c'è bisogno di intervenire". "Auspico in controlli mirati nei locali - aggiunge Cornacchini - è arrivato il momento di dare un bel giro di vite. Non si tratta di proibizionismo. Qua c'è di mezzo la salute dei nostri giovani, la tranquillità delle famiglia. Ci sono genitori che si preoccupano". E a quanto pare le preoccupazioni sono quotidiane e non solo nei weekend. "Mi segnalano - racconta Cornacchini - di ragazze e ragazzi che bevono e fumano sostanze stupefacenti al mattino prima di entrare a scuola oppure all'uscita. Ci sono poi zone di città dove nel pomeriggio si ritrovano giovani che bevono e fumano per passare il tempo magari lasciandosi andare in raid vandalici. La preoccupazione di molti genitori è che anche i loro figli cadano nelle cosiddette cattive amicizie e che poi finiscono per assecondare comportamenti condannati a casa ma che pare siano la regola tra i giovanissimi".

le autorita’ si rivolgono agli esercenti….

http://www.quinewsfirenze.it/firenze-alcol-e-sballo-in-discoteca-cambia-musica-prefettura-giuffrida.htm Alcol e sballo, in discoteca cambia musica venerdì 03 novembre 2017 Nuovo vertice in prefettura contro gli abusi di bevande e stupefacenti nei locali. Più formazione per i barman e ingresso vietato a chi è già ubriaco FIRENZE — A un anno dalla firma del protocollo per la sicurezza nelle discoteche tra prefettura, gestori dei locali notturni e degli istituti di sicurezza privata, si è fatto il punto della situazione. Di strada ne è stata fatta ma gli episodi spiacevoli sono ancora troppi e per questo è stata organizzata sul tema una nuova  riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. “Abbiamo voluto fare il punto – ha detto il prefetto Alessio Giuffrida che ha presieduto l’incontro - sull’intesa siglata l’anno scorso, anche alla luce del consumo smodato di alcol da parte di molti giovani, fenomeno a cui abbiamo assistito nelle ultime settimane.” Tra le novità emerse dal tavolo in prefettura, la proposta di puntare ancora di più sulla formazione degli addetti alla sicurezza e del personale adibito alla somministrazione degli alcolici. L'idea è quella di una specifica preparazione psicologica e comunicativa in modo da avere operatori preparati. Si pensa anche a stage e forme di praticantato nei locali prima dell’abilitazione finale. Sul fronte dei controlli, poi, si pensa a stringere le maglie all’ingresso dei locali per impedire l’accesso a persone già in stato di ebrezza. “L’incentivo indiscriminato al consumo di alcol è una pratica commerciale negativa assolutamente da scoraggiare – ha detto ancora Giuffrida - e sono contento di aver registrato su questo punto il più largo consenso da parte degli aderenti al protocollo. Dobbiamo dare tutti insieme una mano perché non si verifichino casi con conseguenze psicofisiche così gravi sul consumatore. Non è accettabile che ci siano ragazzi che la mattina non ricordano quanto hanno fatto durante la notte perché hanno bevuto troppo. Bisogna che sia compreso un punto fondamentale: si deve bere in modo responsabile”

…ma nessuno imita l’islanda!!!

http://nodegradoemalamovida.it/?p=2297 Così l’Islanda ha sconfitto droga e alcol tra i giovani. Ma nessuno vuole imitarla Posted on 25 gennaio 2017 Una strada più che percorribile in tutta Europa ma…perchè bloccata? Quali sono i colossali interessi che impediscono azioni radicali volte a migliorare il benessere collettivo in tutti i Paesi d’Europa? In soli venti anni l’Islanda è riuscita in un’impresa titanica: liberare i suoi teenager dalla dipendenza da alcol e droghe e trasformarli in salutisti. Una specie di miracolo se si considera che, numeri alla mano, gli adolescenti abituati alle sbronze sono passati dal 48% nel 1998 al 5% nel 2016. In pratica, non solo si sono scrollati di dosso il record che li vedeva tra i più pesanti consumatori di alcol e droga in Europa, ma oggi sono gli adolescenti più ‘puliti’ in assoluto, come riporta uno studio pubblicato da Mosaic Science Come si è arrivati a un simile risultato? Con il giusto mix di divieti, un coinvolgimento totale nelle attività sportive e creative, uno stretto rapporto tra genitori e scuola e perfino un coprifuoco. La ricetta vincente che non piace all’estero Il programma pilota, ribattezzato Youth in Iceland, potrebbe essere applicato anche agli altri Paesi europei, compresa l’Italia che, secondo l’ultimo rapporto del Centro europeo per il monitoraggio della dipendenza dalle droghe, è il Paese dell’Ue dove più ragazzi di età compresa tra i 15 e i 16 anni fumano. Il dato si aggira attorno al 37% contro il 21% della media europea, mentre il 21% degli adolescenti consuma alcol in modo eccessivo. Tuttavia, nonostante sia nata una vera e propria organizzazione che si propone di fare da consulente a città, municipalità e Paesi esteri, la ricetta non sembra piacere oltre i confini islandesi. Da una tesi di laurea, la rivoluzione anti-droga  In Islanda la rivoluzione anti-droga iniziò ufficialmente nel 1992 ma le basi erano state gettate molto prima e molto lontano, a New York da una tesi di dottorato di Harvey Milkman, professore di psicologia americano che oggi insegna all’università di Reykjavik. Lo studio di Milkman concluse che le persone consumano eroina o anfetamine a seconda della loro predisposizione nella gestione dello stress. Chi usa l’eroina vuole ottenere un effetto di stordimento, chi assume anfetamine cerca un effetto contrario. Mentre l’alcol è sedativo. Dopo la pubblicazione della tesi, Milkman fu inserito nel team di ricercatori ‘arruolati’dall’Istituto Nazionale statunitense per l’abuso di droghe. L’idea di fondo della ricerca era questa: “Perché non ottenere lo stesso effetto di ‘sballamento’ attraverso attività che incidono chimicamente sul cervello senza gli effetti deleteri delle droghe?” Il metodo Milkman conquista l’Islanda Nel 1991 Milkman fu invitato per la prima volta in Islanda per parlare dei suoi studi. Un anno dopo, i ragazzi di età compresa tra i 15 e i 16 anni di tutte le scuole furono sottoposti a un questionario. L’esperimento fu ripetuto nel 1995 e nel 1997. Questi alcuni quesiti: Hai mai bevuto alcolici? Se si, quando è stata l’ultima volta? Ti sei mai ubriacato? Hai mai fumato? Se si, quante sigarette fumi in un giorno? Quanto tempo trascorri con i tuoi genitori? Che tipo di attività svolgi? I risultati furono allarmanti: il 25% dei giovani islandesi fumava ogni giorno, mentre il 40% si era ubriacato l’ultima volta appena un mese prima. Non solo. Lo studio aveva portato a galla un aspetto fondamentale: coloro che praticavano sport, frequentavano corsi, avevano un ottimo rapporto con i genitori erano meno inclini ad assumere alcol e droghe. Dal coprifuoco allo sport, la ricetta di ‘Youth in Iceland’ Sulla base dei risultati dello studio di Milkman e del sondaggio, il governo islandese avviò un programma nazionale di recupero –  il Youth in Iceland – che coinvolse anche i genitori e la scuola per quella che divenne una vera e propria rivoluzione culturale. Spendere molto tempo di qualità a casa, fu uno dei pilastri del programma. Ma anche le leggi furono modificate: via le pubblicità di bevande alcoliche e fumo, e divieto di acquisto di sigarette per i minori di 18 anni e di alcol per i minori di 20 anni. Agli adolescenti di età compresa tra i 13 e i 16 anni fu imposto, inoltre, il coprifuoco alle 10 di sera in inverno e a mezzanotte d’estate. Ma, soprattutto, furono introdotte moltissime attività sportive e artistiche per permettere ai ragazzi di ‘fare gruppo e di ottenere quel senso di benessere psico-fisico che può dare una sostanza stupefacente. Tutti gli adolescenti furono inclusi nel programma, e per i meno facoltosi furono previsti degli incentivi statali. Islanda, caso unico in Europa Tra il 1997 e il 2012 raddoppiò il numero degli adolescenti che praticava sport quattro volte a settimana e che trascorreva più tempo con i genitori. Di pari passo crollò la percentuale di ragazzi che assumevano alcol e droghe. Non solo in Islanda, in realtà, ma tra i Paesi europei è stato l’unico con un dato così marcato. E nessuna altra nazione ha saputo sostituire alcol e sigarette con lo sport. Nel Regno Unito, ad esempio, sembra che i giovani siano meno schiavi delle dipendenze perché chiusi in casa a fare in conti con la realtà virtuale.

SUCCEDE ANCHE QUESTO!!!

https://www.fanpage.it/giulianova-ripuliva-le-fialette-di-sangue-agli-automobilisti-drogati-in-cambio-di-200-euro/ Giulianova, “ripuliva” le fialette di sangue agli automobilisti drogati in cambio di 200 euro      Faceva sparire le provette di sangue di automobilisti sorpresi alla guida sotto probabile effetto di droga sostituendole con altre di sangue “pulito” in cambio di poche centinaia di euro. Ora un infermiere di Mosciano Sant’Angelo (Teramo) rischia grosso.                                             2 novembre 2017    Di  Biagio Chiariello In cambio di 200 euro ripuliva il sangue degli automobilisti sorpresi dalla Polizia stradale alla guida sotto l'effetto di stupefacenti o alcol. È l’accusa alla quale deve rispondere un infermiere 48enne dell'ospedale civile di Giulianova (Teramo). L’uomo è stato beccato in flagranza di reato e raggiunto da un provvedimento di obbligo di dimora nel comune di residenza, Mosciano Sant'Angelo (Teramo), non potendo lasciare la sua abitazione dal tardo pomeriggio fino alla mattina successiva. Analogo provvedimento cautelare, firmato dal gip Andrea de Rensis, è stato adottato nei confronti di un automobilista, risultato positivo alla cocaina e sottoposto al prelievo ematico all’ospedale di Giulianova. Il valore positivo del tampone degli agenti Polstrada, successivamente non era stato confermato dall'analisi di laboratorio sul suo campione di sangue, prelevato in ospedale, subito dopo il controllo stradale. Un episodio ritenuto misterioso dagli investigatori, che d'accordo con il pm Davide Rosati, avevano fatto partire l’inchiesta nel maggio del 2016. Le successive intercettazioni ambientali avevano poi confermato l'accordo tra l'automobilista e l'infermiere: 200 euro per sostituire la provetta con sangue ‘drogato' con quello ‘pulito' di un ignaro utente del pronto soccorso. Le indagini dovranno ora accertare se si sia trattato di un episodio isolato o se invece sia uno dei tanti, in considerazione del fatto che in alcuni casi proprio all'ospedale di Giulianova le provette da utilizzare nei procedimenti per le guide in stato di ebbrezza fossero scomparse. La direzione generale della Asl di Teramo ha subito comunicato che “non appena ricevuti gli atti formali dalle istituzioni deputate, provvederà all’immediata sospensione dal servizio del dipendente e all’avvio del procedimento disciplinare e, comunque, qualora i fatti corrispondessero al vero, sta seriamente valutando la possibilità di licenziare il dipendente per cessazione del rapporto di fiducia”. Condanna anche da parte del Collegio degli infermieri (Ipasvi) di Teramo che si ritiene parte lesa nella vicenda ma che rimanda provvedimenti disciplinari al collegio di appartenenza del paramedico coinvolto. Al paramedico e all’automobilista sono contestati i reati di corruzione, favoreggiamento e falsità materiale commessa in atto pubblico.

IL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI PORTA ANCHE A QUESTO…

http://www.laprovinciadivarese.it/stories/varese-citta/il-figlio-omicida-non-parla-perche-ha-ucciso-michele_1260013_11/ Il figlio omicida non parla. Perché ha ucciso Michele? Venerdì 03 novembre 2017 Simona Carnaghi Giuliano Drammis, 49 anni, si è avvalso della facoltà di non rispondere ieri davanti al gip INDUNO OLONA - Si è avvalso della facoltà di non rispondere Giuliano Drammis, 49 anni, meccanico disoccupato, accusato dell’omicidio del padre Michele, 75 anni. Assistito dall’avvocatessa Maria Feraboli del foro di Brescia, è comparso ieri mattina davanti al gip di Varese Alessandro Chionna.  L’uomo, come suo diritto, ha scelto di non sottoporsi a interrogatorio non rilasciando alcuna dichiarazione sull’accaduto. Il quarantanovenne era stato arrestato nella notte tra lunedì e martedì dai carabinieri del nucleo operativo radiomobile di Varese: al culmine di un litigio con il padre, in preda ai fumi dell’alcol, ha aggredito l’anziano genitore ferendolo in modo gravissimo a mani nude. Il figlio ha infierito con calci e pugni sull’anziano genitore, titolare con l’altro figlio Angelo di una ditta di scavi e trasporto inerti con sede a Induno Olona in via Verdi, dove si è consumato il violentissimo pestaggio. Arrivando a sbattere la testa della vittima contro il ripiano in marmo della cucina. Il capo d’imputazione I carabinieri, chiamati dalla moglie della vittima e madre dell’omicida, hanno trovato il quarantanovenne sulla soglia di casa. L’uomo avrebbe minimizzato parlando di un paio di schiaffi al padre sostenendo che non era necessario l’intervento dei militari. Naturalmente i carabinieri hanno fatto ciò che dovevano; il 118 ha trasportato d’urgenza il settantacinquenne in ospedale dove è stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva in prognosi riservata. La vittima è spirata nella tarda mattinata di mercoledì. Drammis jr., già accusato la notte dell’aggressione con l’accusa di tentato omicidio, risponde adesso di omicidio. La procura sta ora lavorando per raccogliere tutti gli elementi in modo da formulare un capo di imputazione completo che potrebbe essere quello di omicidio volontario o quello di omicidio preterintenzionale. Via ai rilievi Disposti rillievi scientifici nell’abitazione dove si è consumata l’aggressione in modo da avere tutti i riscontri necessari a ricostruire con esattezza l’accaduto. Già ascoltata la moglie della vittima, presente al fatto. Restano ignoti i motivi che hanno spinto il quarantanovenne a tanta violenza. Pare che tra padre e figlio, il quale ha piccoli precedenti e sembrerebbe una dipendenza da alcol, non andassero d’accordo da tempo. Michele Drammis a Induno era conosciuto e stimato. Descritto da tutti come un gran lavoratore, con la sua azienda aveva partecipato anche a dei cantieri accessori alla realizzazione dell’Arcisate-Stabio.



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