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vino, birra e alcolici

06/11/2017 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 6 novembre 2017 ( di redazione )

LILT Asti – Lega Italiana Lotta ai Tumori CANTINE APERTE A SAN MARTINO Sabato 11 e Domenica 12 novembre presso la Tenuta La Pergola di Cisterna d'Asti - San Matteo, Via Fondo 26 in collaborazione con il Movimento del Turismo e del Vino, siete tutti invitati a partecipare all'evento "CANTINE APERTE A SAN MARTINO" per degustare il vino Novello 2017 abbinato ai piatti di stagione. Una parte del ricavato sarà devoluto alla LILT Sezione di Asti (*) Per Info e Prenotazioni: tel. 0141 979246 - cell. 3382029588 email: pergola@tenutalapergola.it (**)

(*) Nota: TROVA LA DIFFERENZA: Istituto Australiano contro il cancro “Even drinking small amounts of alcohol increases your cancer risk. The more you drink, the greater the risk.”  “The type of alcohol you drink doesn’t make any difference. Beer, wine and spirits all increase your risk of cancer.”.

Istituto Francese contro il Cancro “Aucun seuil de consommation sans risque n’a été identifié, et même une consommation faible ou modérée d’alcool augmente le risque de cancers” … “L’augmentation de risque est significative dès une consommation moyenne d’un verre par jour.”, “Tous les types de boissons alcoolisées ont le même effet Toutes les boissons alcoolisées (bière, vin, champagne, alcools forts…) augmentent le risque de cancers.”

IARC International Agency for Research on Cancer “Alcohol consumption is carcinogenic to humans” (Group 1). “Ethanol in alcoholic beverages is carcinogenic to humans” (Group 1). “Acetaldehyde associated with the consumption of alcoholic beverages is carcinogenic to humans” (Group 1).

LILT Asti “siete tutti invitati a partecipare all'evento "CANTINE APERTE A SAN MARTINO" per degustare il vino Novello 2017 abbinato ai piatti di stagione. Una parte del ricavato sarà devoluto alla LILT Sezione di Asti”

(**) Nota: chi vuole, può commentare sulla pagina facebook di LILT Asti https://www.facebook.com/lilt.asti/

WINENEWS Viaggio transnazionale tra i limiti di età imposti per comprare una bottiglia di vino: nella maggior parte del mondo, ci vogliono 18 anni, in Usa (e non solo) 21, ma non mancano nazioni dove il vino è sempre illegale, e Paesi dove bastano16 anni Nel variegato mondo che abitiamo, c’è un’età per ogni cosa e, soprattutto c’è un’età legale per poter fare delle cose. Prendere la patente, accedere alla visione di ogni tipo di film, entrare in una discoteca, acquistare un pacchetto di sigarette e così via. Ebbene anche per il vino c’è un’età legale, non solo, evidentemente, per il suo consumo, ma anche per il suo acquisto. L’American Association of Wine Economists ha pubblicato un istruttivo elenco delle principali nazioni del mondo con relativa età legale in cui è possibile comprare una bottiglia di vino entro i loro confini. Al di là dell’interesse sociologico di questo elenco, ce ne può essere uno anche più direttamente collegato ai comportamenti, in questo caso imposti, di acquisto che, in epoca di millennials che stanno sempre di più conquistando i mercati di qualsiasi merce, probabilmente può assumere la funzione, almeno, di piccolo vademecum orientativo del momento in cui un giovane, di qualsiasi Paese, può accedere liberamente allo scaffale di un’enoteca. In generale, questa età nella maggior parte dei casi è fissata a 18 anni: parliamo di tutti i principali Paesi produttori e consumatori di vino, dall’Italia alla Francia, dalla Spagna al Regno Unito, dall’Argentina al Cile, dal Brasile alla Cina, dal Portogallo alla Croazia, dalla Russia, alla Norvegia, dall’Uruguay alla Grecia, ma del fitto gruppo fanno parte anche la maggior parte dei paesi Africani, dall’Algeria al Kenia, dal Marocco alla Nigeria, e ovviamente al Sudafrica, per citarne alcuni. Con Canada (ad eccezione di Alberta, Manitoba e soprattutto del Quebec, mercato strategico del Paese, dove vale il limite dei 18 anni), Quatar e Corea del Sud dove bisogna invece avere 19 anni. Emirati Arabi Uniti, India, Giappone, Paraguay, Tailandia, Uzbekistan, Camerun, Egitto, Oman e Sri Lanka sono i Paesi, dove l’età è quella più matura, passando tra i 20 e 21 anni. Un innalzamento che non è sorprendente se consideriamo la cultura di questi Paesi. Ma anche i modernissimi Usa, mercato n. 1 al mondo per il vino, fanno parte di questo gruppo in cui l’età per acquistare una bottiglia di vino è fissata a 21 anni. Le Nazioni dove, invece, è possibile acquistare del vino nell’età più bassa, sono Austria, Belgio, Burundi, Cuba, Danimarca, Georgia, Germania, Palestina e Svizzera, dove sono richiesti i 16 anni. Le Nazioni dove, invece, l’acquisto di vino è considerato illegale, a prescindere dall’età, per evidenti motivi religiosi, sono Afghanistan, Iran, Kuwait, Pakistan e Arabia Saudita.

CORRIERE.IT La lettera Marco Scarponi: «Distrazione e alcol: educhiamo chi guida a non uccidere» Il fratello del ciclista Michele, travolto da un’auto: «Ha ragione Alex Zanardi, in strada serve più civiltà» di Marco Scarponi Marco Scarponi, fratello del ciclista Michele, investito e ucciso lo scorso aprile proprio mentre era su una bicicletta, ha scritto una lettera al «Corriere della Sera» dopo l’articolo pubblicato giovedì scorso in cui il campione Alex Zanardi, 51 anni, lanciava l’allarme sulle tante, troppe persone distratte dal telefonino mentre sono alla guida. Zanardi si è proposto anche di diventare testimonial per una campagna di sensibilizzazione «senza chiedere un centesimo» per la sicurezza sulle strade convinto del fatto che bisognerebbe puntare di più sull’educazione stradale. Innanzitutto mi presento, sono Marco Scarponi e vivo a Filottrano in provincia di Ancona con mia moglie e i miei tre figli. Sono un educatore professionale, sto tutto il giorno al fianco di ragazzi straordinari che hanno tanto da insegnarci e che noi non ascoltiamo, ma classifichiamo come autistici, down, spastici, ritardati, matti. Da qualche anno sono tornato ad abitare nella casa dove sono cresciuto, nella piccola frazione di Cantalupo. La casa dove vivono ancora, al piano superiore, i miei genitori e mia sorella Silvia, di otto anni più piccola, una giocatrice di calcio, che il giorno lavora nel forno del paese, alzandosi alle 5 di mattina, e la sera va ad allenarsi a Jesi. Una campionessa capace di portare, da capitano, la sua squadra in serie A nella stagione 2015-2016. La casa, dicevo, dove ho giocato per tutta l’infanzia con mio fratello, Michele Scarponi, di due anni più piccolo, un altro capitano, un vero campione di ciclismo, che non ha bisogno di presentazioni. Mio fratello è stato ucciso più di sei mesi fa, investito da un furgone che non gli ha dato la precedenza mentre si allenava sulla sua bici sulle strade delle nostre colline, in vista di un Giro d’Italia che avrebbe corso da capitano. C’erano cinquemila persone al suo funerale, il 25 aprile scorso. C’erano Giacomo e Tommaso, i miei nipoti, i suoi figli che non avevano ancora compiuto cinque anni e c’era Anna, sua moglie. C’era nostra nonna, che tra poco compirà ottant’anni. C’erano nostro padre, Giacomo, e nostra madre, Flavia. C’era mia moglie e c’erano i miei tre bambini, i suoi nipoti. C’eravamo io e Silvia. Dopo aver letto l’articolo pubblicato sul Corriere della Sera del 1° novembre 2017, in cui Alex Zanardi riporta l’attenzione sulla sicurezza stradale parlando di rieducazione dei guidatori, mi sono deciso di scriverle perché anch’io mi sono chiesto in questi mesi che cosa siano diventate le strade, che cosa sia ormai una strada, che cosa succeda sulla strada e l’unica risposta che sono riuscito a darmi è questa: le nostre strade sono il luogo prediletto del più silenzioso e orribile dei massacri. Perché è un lungo e interminabile massacro quello che sta accadendo e non c’è un’altra parola per definirlo, basta dare un’occhiata i dati dell’Istat riguardanti gli incidenti stradali in Italia nel 2017. Nel 2016 si sono verificati in Italia 175.791 incidenti stradali con lesioni a persone, che hanno provocato 3.283 vittime e 249.175 feriti. Tra le vittime sono in aumento i ciclisti (275, +9,6%, quasi uno al giorno) mentre i pedoni sono quasi due al giorno (570). Tra i comportamenti errati più frequenti e pericolosi alla guida sono da segnalare la guida distratta — spesso per l’uso dei cellulari al volante —, la velocità troppo elevata e l’effetto di alcol e droga. Credo fortemente che sia arrivato il momento di mettere in atto quel cambiamento culturale necessario affinché sulle nostre strade, non dico si possa ritornare a giocare e ad incontrarsi liberi e sicuri come tanti anni fa, ma che perlomeno si possa circolare tutti, pedoni, ciclisti e automobilisti, senza più morti. Questo non è solo un cambiamento culturale, ma è anche e soprattutto un cambiamento politico. È ora che le nostre amministrazioni, che sono sul territorio, agiscano in fretta, mettendo in sicurezza con tutte le loro forze i punti critici e i tratti stradali più pericolosi che sono già stati teatro di incidenti mortali e non, promuovendo un servizio di trasporto pubblico adeguato, serio. È ora che venga fatta una prevenzione, una promozione e una formazione capillari, costanti e decise ovunque. È ora di essere chiari una volta per tutte: in strada accadono incidenti perché qualcuno commette un errore o più errori e spesso questo qualcuno che sbaglia uccide. U C C I D E. Forse è giunto il momento nel quale i giorni in cui la nostra auto resta disinnescata in garage prevalgano sui giorni in cui viene messa in moto per percorrere i cento metri che ci dividono dalla scuola dei nostri figli, dal lavoro o dal bar. Uno stile di vita sano, sostenibile e sicuro passa per forza sulle nostre strade e, che lo vogliamo o meno, per quanto noi ci crediamo assolti, siamo tutti lo stesso coinvolti e potenziali colpevoli di una strage. Concludo dicendo che è intenzione della mia famiglia, non appena le energie positive prenderanno il sopravvento su quelle negative, dare vita a una Fondazione che porti il nome di Michele. Fondazione che avrà come scopo principale quello di occuparsi, seriamente, di prevenzione per la sicurezza stradale. Il sorriso di Michele salverà molte vite. CORRIERE FIORENTINO sicurezza Risse e alcol, un altro sabato di follia nelle piazza del centro di Firenze La polizia è dovuta intervenire in quattro liti nella notte tra sabato e domenica Ancora notti a base di troppo alcol nel centro di Firenze, questa volta con uno strascico di liti e feriti in diversi episodi. Sabato alle ore 5 una volante è stata fermata da un uomo nei pressi di piazza Santa Croce. Lo straniero, un magrebino di 34 anni, ha raccontato di essere stato aggredito da un giovane che lo aveva ferito al volto dopo una lite per futili motivi. Gli agenti, visionando le immagini delle telecamere di sicurezza, hanno ricostruito quanto successo. Il 34enne si era preso a bottigliate con un giovane statunitense, 24 anni, poi rintracciato dai poliziotti. Anche quest’ultimo è rimasto ferito, lievemente, a una mano. Entrambi sono stati denunciati per lesioni. Il magrebino, medicato al pronto soccorso, è stato dimesso con una prognosi di 7 giorni. Tutte in centro Poco prima, intorno alle 4, al 113 è arrivata una chiamata dal pronto soccorso dove i sanitari stavano curando un 25enne di Bagno a Ripoli colpito al volto da un pugno mentre era in un locale in via Mannelli. Il 25enne ha detto di non conoscere il suo aggressore né di essere in grado di identificarlo. Prima, attorno alle ore 3 gli agenti delle volanti erano intervenuti nei pressi di una nota discoteca nel centro della città. Qui si erano affrontati due gruppi di ragazzi. La peggio è toccata a un ragazzo di 17 anni, residente a Firenze; sembra che proprio lui, che era con altri due coetanei, avesse provocato un gruppo di altri giovani, una decina in tutto, continuando a cercare il contatto anche dopo che l’addetto alla sicurezza della discoteca li aveva allontanati una prima volta. Il ragazzo è stato medicato per escoriazioni e contusioni al volto. Infine altra lite, intorno alle 2, all’ingresso di un locale nei pressi di piazza Giudici. Qui un cliente ha cercato di forzare l’ingresso, dopo il rifiuto di farlo entrare, ma è stato bloccato da un addetto alla sicurezza. All’arrivo della volante il giovane si era già allontanato.

QUOTIDIANO DI PUGLIA Alcol ai minori, 400 euro per una birra a una 16enne: multe a raffica sulla movida di Francesca Sozzo Un sabato sera di controlli, quello appena trascorso, per la movida leccese colpita, nei giorni scorsi, da un brutto episodio: una ragazzina di 14 anni è finita in coma etilico a causa del consumo di alcol in un locale del centro.  Un episodio che ha accesso i fari sulla vendita di alcol vietata ai minorenni. Così sabato sera, durante il consueto servizio di Ordine e sicurezza, i vigili urbani hanno effettuato una serie di controlli nei locali della movida per tenere sotto controllo la vendita di alcolici. Cinque le multe. Di queste quattro pare siano state elevate ai danni di titolari dei locali del centro cittadino perché hanno venduto alcolici a minorenni. Quattrocento euro l’entità della multa per ciascun locale.  E nel mirino dei vigili sono finiti non solo i locali del centro ma anche i cosiddetti “bar” degli indiani. Uno in particolare aveva praticamente trasformato un supermercato in un vero e proprio locale con vendita di alcolici ed anche a prezzi modici. Il fenomeno è molto conosciuto in città e, in passato, è capitato anche che i titolari dei locali facessero notare il mancato rispetto delle norme da negozi che forniscono alcol a chiunque. Basta fare un giro nei numerosi supermercati a ridosso del centro che restano aperti fino a tardi, per rifornirsi di alcol - spesso birre - vendute a prezzi accessibili anche ai giovanissimi e per di più in vetro, quando invece il regolamento per i locali prevede che venga versato in bicchieri di carta. Così, nella serata di sabato, gli agenti della municipale hanno allargato i confini dei controlli beccando anche uno stranieri che non ha rispettato la normativa vigente.  Quanto ai locali invece sarebbero quattro quelli che hanno venduto alcol a minorenni: in un caso si tratta di birra ad alto contenuto alcolico venduta ad una ragazzina.  Resta alta l’attenzione sulla vendita di alcol ai minori che da tempo la polizia municipale ha denunciato. E i dati, che sono stati forniti nei giorni scorsi dalla Comunità Emmanuel sono scioccanti: sette minorenni su dieci bevono super-alcolici. Il report redatto dagli esperti che hanno monitorato i comportamenti degli studenti di 14 scuole superiori di Lecce e provincia non lascia dubbi. Dei 700 ragazzi presi a campione solo il 70% (in gran parte 17enni) ha risposto di non aver mai bevuto superalcolici, mentre il 12% ha detto di consumarli in tutti i weekend. Mentre un 2% di minorenni ha dichiarato di bere superalcolici più di una volta al giorno.  La stratta che sta portando a maggiori controlli in città è nata dall’episodio accaduto nella notte di Halloween in un locale leccese quando una ragazzina di 14 anni è finita in coma etilico. La giovane stava partecipando ad un party in un locale del centro quando si è sentita male. Portata immediatamente al pronto soccorso le analisi hanno dimostrato che nel sangue aveva un tasso alcolemico cinque volte superiore al limite massimo fissato dalla legge. La 14enne è rimasta in coma per quattro ore prima che fosse fuori pericolo. Un episodio che è finito nelle mani della Procura e ha costretto tutti a fermarsi e riflettere sul fenomeno che rischia di sfuggire di mano tra le difficoltà che incontrano anche i gestori. Capita spesso, hanno raccontato, che a comprare l’alcol anche per i minorenni siano gli amici maggiorenni che poi passano agli altri cocktail e birra. I gestori poco possono fare se a presentarsi al bancone sono maggiorenni non possono certo rifiutarsi di vendere l’alcolico. Una volta fuori dal locale non sanno nelle mani di chi finisce quel bicchiere. E dunque i controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni, perché non si può abbassare la guardia.

BRESCIA OGGI Ubriaco si schianta e picchia i vigili Talmente ubriaco da essere sulla soglia del coma etilico si è messo al volante della sua auto incurante della presenza a bordo della moglie, del figlioletto di sette mesi e del primogenito di sei anni. PERCORSI POCHI chilometri dalla sua abitazione di Remedello, complice lo stato di ebrezza alcolica, in territorio di Montichiari lungo la provinciale «Goitese» ha tamponato la Fiat Punto condotta da un migrante senegalese. L’incidente non ha fortunatamente provocato feriti, ma una volta accostate le auto sul ciglio della strada, l’indiano di 38 anni al volante della Opel Astra, invece di effettuare la constatazione amichevole ha aggredito l’automobilista dell’utilitaria appena speronata. A quel punto il senegalese ha allertato la Polizia locale: l’arrivo della pattuglia non ha calmato l’operaio indiano che anzi si è avventato contro gli agenti. Dopo una breve colluttazione, l’immigrato è stato bloccato e accompagnato in ospedale dove gli esami hanno evidenziato un tasso un tasso alcolemico pari a 3,06 grammi per litro di sangue, una concentrazione sei volte superiore al livello consentito dalla legge. Mentre attendeva l’esito dei test, l’indiano ha aggredito un medico che ha riportato delle leggere contusioni. Alla luce delle alterate condizioni psicofisiche, l’indiano - caduto in coma etilico durante il raptus di violenza - è stato ricoverato in ospedale. Quando sarà dimesso non potrà più guidare: la Polizia locale gli ha ritirato la patente e lo ha denunciato per guida in stato di ebrezza alcolica, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. La Polizia locale ha ricostruito la vicenda recuperando anche una bottiglia di whisky vuota che l’operaio si era scolato. La famiglia era diretta alla festa della comunità indiana organizzata al Centro Fiera. Valerio Morabito

REPUBBLICA Bologna Bologna, ubriaco fa strage di auto e motorini: 30 mezzi danneggiati nella notte Il protagonista, un 44enne bolognese, è stato denunciato. Il raid in zona Lame di ALESSANDRO CORI Mercedes, Punto, Mini e Toyota. Non ha fatto differenze tra marche e tipologie di veicoli il vandalo, completamente ubriaco, che questa notte ha "pensato bene" di danneggiare una trentina di mezzi, tra automobili e scooter, parcheggiati in zona Lame. Purtroppo per lui, un residente lo ha visto e ha chiamato la polizia, che lo ha intercettato e denunciato per danneggiamento aggravato e continuato, oltre ad appioppargli una multa per ubriachezza manifesta. Il protagonista della vicenda è un 44enne bolognese, incensurato, che intorno alle 2.50 ha svegliato, prendendo a calci i veicoli e urlando frasi senza senso, un 45enne salernitano che abita in via San Lorenzo: l'uomo dopo essersi affacciato alla finestra ha provato inutilmente a farlo smettere. Il 44enne, infatti, ha continuato a danneggiare i mezzi parcheggiati, non solo prendendoli a calci, ma anche staccando i tergicristallo da alcune auto e rompendo, oltre a vari specchietti, anche due parabrezza, uno utilizzando un tergicristallo preso poco prima e l'altro con un cartello stradale. Il testimone di questa "strage" di auto senza senso ha anche iniziato a seguirlo, chiamando nel frattempo la polizia. Dopo via San Lorenzo il raid del 44enne bolognese è proseguito lungo via Lame, via Riva Reno e via Brugnoli, dove l'uomo è stato trovato dagli agenti del commissariato Due Torri-San Francesco mentre, con un calcio, buttava a terra uno scooter. Insomma è stato un brutto risveglio per molti abitanti della zona, che in questo lunedì di pioggia con i vetri e i tergicristallo rotti sono stati costretti a rinunciare alle loro auto.

NOTIZIE DI PRATO Senza patente da 9 anni si mette al volante completamente ubriaco, fermato e denunciato Un uomo di 34 anni è stato sorpreso alla guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico di quattro volte superiore al massimo consentito dalla legge. A suo carico precedenti penali per guida sotto l'effetto di alcol. La patente gli era stata sospesa e revocata nel 2008 Nonostante gli fosse già stata ritirata e sospesa la patente e pur essendo ubriaco, si è messo al volante ma si è imbattuto nella polizia che lo ha fermato e denunciato. Protagonista un brasiliano di 34 anni, residente in provincia di Firenze. E' successo poco prima delle 4.30 della notte di domenica 5 novembre in via Nenni. Gli agenti di una Volante hanno notato l'auto del trentaquattrenne procedere con andatura irregolare e hanno imposto l'alt. Il brasiliano, apparso in evidente stato di ebbrezza, è risultato privo della patente di guida, revocata nel 2008 dalla prefettura di Massa Carrara e mai riacquisita. Sottoposto all'alcoltest, l'uomo è risultato positivo con un tasso alcolemico di quattro volte superiore al massimo consentito dalla legge. Non solo: a suo carico gli agenti hanno rilevato una serie di precedenti penali proprio per la guida sotto l'influenza di alcol.Il brasiliano deve ora rispondere di guida in stato di ebbrezza e guida con patente sospesa e revocata. L'auto sui cui viaggiava, di proprietà di un parente, è stata posta sotto sequestro amministrativo.   

GIORNALE DI BRESCIA CASTEL MELLA Ubriaco aggredisce la suocera e distrugge la cella Ubriaco e furioso. Prima con la suocera e poi con il cognato, i carabinieri e pure con la cella della stazione di Roncadelle cui ha distrutto i chiavistelli a calci e pugni. Deve fare i conto con le accuse di ubriachezza, lesioni e danneggiamento il 45enne bosniaco arrestato dai militari l’altra notte a Castel Mella. A chiedere il loro intervento erano stati i familiari che lo hanno visto rincasare alterato: dopo una discussione si è scagliato contro la suocera e il cognato e per riuscire a portarlo in caserma è stato necessario l’intervento di tre diverse pattuglie. Neppure davanti alle divise si è però calmato. Ha aggredito i militari urlando di essere stato fermato senza alcun motivo e anche quando è stato chiuso in camera di sicurezza ha preso a calci e pugni la porta tanto da riuscire a danneggiare i chiavistelli. Al mattino, smaltita anche la sbornia, è comparso davanti al giudice che ne ha convalidato l’arresto. L’uomo era ben conosciuto dai carabinieri dato che già sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per altri reati.  

GAZZETTA DI PARMA BOLOGNA Una 17enne: "Io violentata su un vagone" Aveva bevuto e si è svegliata seminuda sul treno Ha raccontato di essersi svegliata seminuda, dopo essere stata stuprata in un vagone della stazione di Bologna e rapinata. La denuncia, su cui ha avviato indagini la Polizia, è di una ragazza italiana che compirà a breve 18 anni e che il 3 novembre si è presentata all’ospedale Maggiore. La minore ha riferito di aver passato la serata nella zona di piazza Verdi con alcuni amici e di aver bevuto molti alcolici. Ad un certo punto si è accorta di non aver più il telefonino e un giovane magrebino si sarebbe offerto di aiutarla, dicendole di seguirlo. I due sarebbero quindi arrivati in stazione, dove la ragazza sostiene di aver subito la violenza sessuale. Si sarebbe svegliata solo la mattina dopo, svestita e senza più la borsa con sè. Accertamenti sempre della Polizia sono in corso su una denuncia di un’altra 17enne, aggredita e pesantemente palpeggiata qualche giorno prima al rientro da scuola, in zona Bolognina.

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