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vino, birra e alcolici

10/11/2017 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 8 novembre 2017 ( di redazione )

ALCOL E CANCRO: UN DRINK AL GIORNO AUMENTA IL RISCHIO DI CANCRO

http://www.affaritaliani.it/medicina/alcol-cancro-il-consumo-moderato-di-alcol-aumenta-il-rischio-tumori-508687.html Alcol e cancro: il consumo moderato di alcol aumenta il rischio tumori Mercoledì, 8 novembre 2017 - 11:54:00 Alcol e alcolici sono causa di tumori? Sembrerebbe di si: anche il consumo moderato di alcol può aumentare il rischio di alcuni tumori, avvertono gli esperti Alcol e cancro: anche i cocktail leggeri possono aumentare il rischio di cancro Bere alcol aumenta il rischio cancro, anche se si tratta di cocktail leggeri, a dirlo è The American Society of Clinical Oncology (ASCO), l’organizzazione che rappresenta molti dei principali oncologi americani. Il consumo di alcol è un fattore di rischio per diversi tumori maligni tuttavia è un fattore di rischio cancro potenzialmente modificabile. È questo ciò che l’ASCO ha dichiarato sul Journal of Clinical Oncology. I medici dimostrano che il bere leggero può leggermente aumentare il rischio di un cancro al seno e aumentare anche il rischio di cancro all’esofageo. Chi assume alcol in maniera pesante ha rischi molto più alti di sviluppare il cancro della bocca, il cancro alla gola, il cancro alla laringe, il cancro al fegato e, in misura minore, il tumori del colon-retto, avvertono i medici “Il messaggio non è Non bere. Se vuoi ridurre il rischio di cancro, bevi meno. E se non bevi, non iniziare", ha detto la dottoressa Noelle LoConte, professore associato all'Università di Wisconsin-Madison e autore principale del documento ASCO. "È diverso dal tabacco dove diciamo Non fumare mai. Non iniziare. Questo è un po' più sottile". (*) Altri gruppi medici hanno citato l’alcol come possibile causa di cancro. Ma questa è la prima volta che l’ASCO prende una posizione. Il vizio del bere è in aumento negli Stati Uniti, e interessa tutti i segmenti della società, comprese le donne, gli anziani, le minoranze etniche. Eppure pochi adulti, quando richiesto, identificano il consumo di alcol come un fattore di rischio per il cancro, anche se la maggioranza è consapevole di altri fattori di rischio cancro, come il fumo e l'esposizione al sole. Alcol e cancro: l’alcool collegato allo sviluppo di diversi tumori principali Per giungere a tale dichiarazione, i ricercatori ASCO hanno esaminato studi pubblicati precedentemente e hanno concluso il 5,5% di tutti i nuovi tumori e il 5,8% di tutte le morti dovute a tumore in tutto il mondo potrebbero essere attribuiti all'alcool. Il documento ha dichiarato chiaramente che l'alcool svolge un ruolo causale nei tumori della gola, nel cancro alla laringe, nel cancro al fegato e nel cancro al colon, così come il carcinoma delle cellule squamose esofagee e, nelle donne, il cancro al seno. Alcol e cancro: un drink al giorno aumenta il rischio di cancro al seno Per le donne, una sola bevanda alcolica al giorno può aumentare il rischio di cancro al seno, secondo un rapporto pubblicato a maggio dall’American Institute for Cancer Research e dal World Cancer Research Fund, citato da ASCO. Quella relazione ha analizzato 119 studi, inclusi i dati su 12 milioni di donne e oltre un quarto di un milione di casi di cancro al seno e ha concluso che vi era una forte evidenza del fatto che il consumo di alcol aumenta il rischio di cancro pre e post - menopausa e che bere un bicchiere di vino o birra ogni giorno - circa 10 grammi di alcool - aumenta il rischio di cancro al seno in premenopausa del 5% e del 9% in postmenopausa. "Quanto più bevi, maggiore è il rischio", ha detto il dottor Clifford A. Hudis, l'amministratore delegato di ASCO. "È una risposta piuttosto lineare." Anche coloro che bevono alcolici moderatamente, ovvero un drink al giorno per le donne e due per gli uomini, affrontano quasi un raddoppio del rischio cancro della bocca e della gola e più che raddoppio il rischio cancro all’esofago, rispetto a chi non beve alcolici. I bevitori moderati hanno anche rischi elevati per i tumori alla laringe, del cancro al seno nelle donne e dei tumori del colon-retto.   (*) NOTA: non capisco questa diversità: nemmeno tutti quelli che fumano non hanno il cancro ed allora perché fumare non si può e bere alcolici sì? Se entrambe le sostanze sono a rischio tumore sarebbe bene eliminarle tutte e due!

CONVEGNO NAZIONALE DEI CLUB DEGLI ALCOLISTI IN TRATTAMENTO

https://www.giornaledibrescia.it/brescia-e-hinterland/alcol-si-beve-meno-ma-ancora-in-troppi-restano-a-rischio-1.3218155 Alcol, si beve meno ma ancora in troppi restano «a rischio» 8 novembre 2017 Il consumo di alcol negli ultimi dieci anni in Italia è sensibilmente diminuito e l’Istat stima che i consumatori giornalieri di bevande alcoliche siano passati dal 29,5% del 2006 al 21,4% del 2016. Trend confermato anche in Regione Lombardia dove però, secondo il ministero della Salute, il 13,8% della popolazione oltre gli 11 anni, circa 1,5 milioni di persone, ha un consumo di alcolici «a rischio». Un numero in diminuzione ma comunque importante, se correlato alla percentuale di soggetti conosciuti alle strutture sanitarie. Nel 2013 soltanto 13.622 persone si sono rivolte ai servizi di alcologia delle Asst, cui vanno aggiunti i circa 2mila che frequentano i gruppi degli alcolisti anonimi o i Club degli Alcolisti in trattamento. «Per far fronte a questi problemi - afferma Giovanni Monesi, presidente dell'associazione La Magnolia è fiorita - in provincia di Brescia nel 2016 è stato firmato un protocollo d'intesa tra i servizi per le dipendenze delle Asst Spedali Civili, Garda e Franciacorta e le associazioni del territorio, protocollo rimasto però ancora sulla carta. La capacità di individuare i problemi e di rispondere in modo coerente a questi bisogni non è migliorata». Temi che saranno affrontati a Brescia al Convegno nazionale e interclub degli Alcolisti in Trattamento. Sabato dalle 9 l'auditorium Capretti di via Piamarta ospiterà le famiglie dei 500 club italiani, tra cui i 18 club bresciani che seguono circa 200 famiglie. Domenica mattina sarà in Vanvitelliano testimonianze e conclusioni.

I NUMERI FORNITI DALL’ASL SONO INQUIETANTI

http://iltirreno.gelocal.it/versilia/cronaca/2017/11/07/news/sempre-piu-giovani-cadono-nella-trappola-dell-alcol-1.16090926 Sempre più giovani cadono nella trappola dell’alcol Aumentano gli under 24 finiti al pronto soccorso perché hanno bevuto troppo In un caso è intervenuto il pediatra perché il ragazzo non aveva ancora 14 anni di Matteo Tuccini 07 novembre 2017 VIAREGGIO. La definiscono una malattia volontaria. Perché sei tu che hai scelto di averla. Una malattia che impegna in ospedale almeno tre sanitari a volta, tra diagnosi e necessità di tenere calmo il paziente. E che finisce per costare al sistema sanitario pubblico come e più delle cure per un malato di tumore. È l’alcol a causare tutto questo. Una schiavitù che in Versilia fa sempre più vittime. Lo testimoniano i dati degli accessi al pronto soccorso dell’ospedale di Lido di Camaiore per abuso di sostanze alcoliche. Aumentano i casi, aumentano quelli gravi e a rischio di coma etilico. Aumentano, soprattutto, i giovani sotto i 24 anni che si sentono male perché hanno bevuto troppo. Con un episodio sconcertante: quello di un ragazzino sotto i 14 anni. Che, vista l’età, ha richiesto l’intervento della pediatria dell’ospedale. I numeri forniti dall’Asl sono inquietanti da qualsiasi parte li si guardi. È chiaro che a colpire sono soprattutto i dati riguardanti i giovani. Gli under 24 finiti all’ospedale, minorenni compresi, passano dai 94 dei primi dieci mesi del 2016 ai 103 dello stesso periodo di quest’anno. Aumentano anche gli accessi nei fine settimana (da 123 a 143, quindi 20 in più), i giorni considerati più a rischio. Così come aumentano i casi di abuso di alcol nelle ore notturne: dai 204 del 2016 ai 230 del 2017. Quasi la metà di questi sono collegabili a ragazzi giovani o giovanissimi. Parlando in generale, nel giro di un anno gli accessi in ospedale per abuso di sostanze alcoliche sono aumentati di quasi il 14%: da 290 a 330. Addirittura 45 quelli che registrano un doppio accesso nello stesso periodo: l’anno scorso ci si era fermati a 30. Incrementati anche i casi considerati a rischio di coma etilico – alcuni in effetti ci sono finiti – che passano da 59 a 87. L’unico dato in controtendenza, ma è poco più di una curiosità, è quello relativo al record stabilito da un singolo paziente: nel 2016 c’è stato un uomo che è finito 72 volte in 10 mesi al pronto soccorso per abuso di alcolici. Nel 2017 il numero massimo di accessi raggiunto da una sola persona è stato di 57. «L’etilismo acuto è una intossicazione volontaria, che in Versilia vede più di una persona al giorno ricorrere alle cure in pronto soccorso – spiega il direttore del pronto soccorso versiliese Giuseppe Pepe – Spesso si tratta di una persona agitata, violenta e molesta. Che a volte nega l’evidenza e sposta l’attenzione verso altri disturbi, pur di non ammettere che è un bevitore o che ha bevuto» Nelle prime ore di assistenza il caso di abuso di alcol assorbe in pronto soccorso risorse sanitarie importanti. Almeno un medico, un infermiere e un operatore sociosanitario. Che vengono deviati dagli altri ammalati gravi. Prestazioni, esami e farmaci che hanno un costo sempre più elevato. «La stragrande maggioranza viene gestita in pronto soccorso in Alta intensità di cure, monitorizzata, perché il rischio del coma etilico è sempre alto – prosegue Pepe – Talora c’è bisogno della Rianimazione diretta dal dottor Stefano Buzzigoli, che ricovera i pazienti in coma gravi e che assorbono risorse elevatissime di cure intensive anche per 48 ore consecutive. È sempre un lavoro di squadra con tutto il Versilia: anche con la psichiatria del professor Mario Di Fiorino, sul paziente ubriaco ed etilista, che spesso è anche affetto da patologie psichiatriche. Purtroppo – continua Pepe – anche con il dottor Luigi Gagliardi, la cui equipe di pediatri in pronto soccorso è intervenuta in urgenza brillantemente anche in un caso sotto i 14 anni». Un lavoro di squadra che consente di intervenire anche in casi in cui l’utente ubriaco crea problemi al triage (il punto di accesso del pronto soccorso dove si smistano i casi in base alla gravità). Ed è incredibile pensare, spiegano i medici, che un intervento per un caso di etilismo «fa spendere soldi pubblici spesso molto più di un paziente oncologico in pronto soccorso per curare il dolore. E spesso evolve gravemente, rischiando persino di morire».

LA GIUNTA REGIONALE DEL VENETO HA DATO IL VIA LIBERA AD UN FINANZIAMENTO SPECIALE

http://www.vicenzatoday.it/cronaca/vicenza-veneto-dipendenze-alcol-droga-gioco.html Alcol, droga, gioco: allarme dipendenze in Veneto per i giovanissimi Oltre 4500 under 29 in cura nella regione: pronti 300mila euro da investire come prevenzione nei luoghi del gioco e del divertimento Redazione 08 novembre 2017 12:03 Sono sempre più giovani e più ‘trasversali’ gli utenti dei Serd in Veneto: nel 2016 i servizi pubblici per le dipendenze della Regione Veneto hanno avuto in cura 4564 giovani under 29, con un netto incremento della fascia adolescenti 14-18. Le sostanze di abuso sono le più varie: dall’alcol alle ‘smart drugs’, dai cannabinoidi al gioco patologico.  Su proposta dell’assessore Lanzarin la Giunta regionale del Veneto ha dato il via libera ad un finanziamento speciale di 300 mila euro alle 9 Ulss del Veneto per elaborare progetti di sensibilizzazione, aggancio precoce e accompagnamento ai servizi rivolti in particolare ai giovani e ai giovanissimi. Le Ulss dovranno presentare alla Regione Veneto i progetti entro il 15 dicembre prossimo e impegnarsi nel cofinanziamento. Inoltre la Regione rifinanzia con 120 mila euro (tratti dalla quota sanitaria accentrata del fondo sanitario) al progetto “Safe night in game”, rivolto a prevenire tra i giovani vecchie e nuove dipendenze. Capofila del progetto è l’Ulss 4 Veneto Orientale che, in rete con le Ulss di Belluno, Verona, Vicenza, Treviso e Venezia, sta sperimentando dal 2005 interventi ‘sul campo’, nei locali pubblici e negli spazi di aggregazione, per sensibilizzare i giovani rispetto ai rischi di dipendenza e promuovere atteggiamenti consapevoli nei confronti di alcol, droghe, tabacco e gioco d’azzardo.

IL LAVORO DELLE FORZE DELL’ORDINE

http://www.newsrimini.it/2017/11/guida-debbrezza-triplicati-controlli-31-patenti-ritirate/ Guida in stato d’ebbrezza, triplicati i controlli. 31 patenti ritirate tra agosto e ottobre Rimini 8 novembre 2017 Redazione Newsrimini Tra agosto e ottobre sono triplicati i controlli etilometrici effettuati dalla Polizia municipale riminese. Dai 300 dello stesso periodo 2016 si è passati a 1098: 31 sono stati quelli che hanno dato esito positivo registrando un tasso alcolemico superiore a 0,5 grammi per litro con relativi denuncia, ritiro della patente e fermo del veicolo. Per 8 di questi, con un tasso superiore ad 1,5 grammi per litro, c’è stata anche la confisca il veicolo. “Un’attività – ha precisato l’assessore alla Sicurezza Jamil Sadegholvaad – che abbiamo inserito tra le prioritarie nell’azione della nostra Polizia municipale a tutela della sicurezza stradale e dei cittadini. Crediamo infatti che la presenza costante dei nostri agenti sulla strada e un’opera di deterrenza per le conseguenze pesanti che il superamento dei limiti di legge può comportare siano importanti per riportare tutti a non esagerare col l’alcol per le conseguenze che ciò potrebbe comportare. Parlo non solo di sanzioni ma danni a persone e cose che la guida in stato d’ebbrezza può causare anche in maniera grave.” La normativa prevede con un tasso alcolemico superiore a 0,5 e non superiore a 0,8 grammi per litro, infatti, il pagamento di una sanzione da 532 ad 2.127 euro e la sospensione della patente di guida da tre a sei mesi. Sanzioni che la normativa aumenta drasticamente man a mano che il livello del tasso alcolemico cresce. Il Comando di Polizia municipale continuerà nelle prossime settimane nella attività di contrasto alla guida in stato d’ebbrezza intensificando ulteriormente i controlli e con l’organizzazione di servizi mirati serali e notturni.

http://www.padovaoggi.it/cronaca/controlli-polizia-stradale-padova-via-chiesanuova-5-novembre-2017.html Stragi del sabato sera: 20 patenti ritirate, un 24enne fugge a piedi per evitare il controllo La task force della polizia stradale è stata messa in atto sabato in via Chiesanuova, un giovane ha abbandonato auto e documenti per sottrarsi al test sulla droga 08 novembre 2017 11:06 Continuano i controlli della polizia stradale per prevenire le stragi del sabato sera. Una ventina gli automobilisti che sono stati trovati positivi all’alcol test nel servizio svolto in via Chiesanuova nel weekend, tra l’1 di notte e le 5 di mattino. GIOVANE IN FUGA In totale sono stati controllati 273 conducenti, 19 di questi sono risultati positivi all’alcol test di cui 4 donne e 15 uomini, mentre uno è stato pizzicato alla guida dopo aver fatto uso di sostanze stupefacenti. Una ragazza di 22 anni è stata trovata con un tasso alcolemico nel sangue di 2.18 g/l. La giovane proveniva da un locale del centro. Un 24enne, positivo all’etilometro (0,78 g/l), per non sottoporsi al test sulle sostanze stupefacenti ha abbandonato auto e documenti, fuggendo a piedi. Alcuni automobilisti hanno tentato di invertire la marcia, ma sono stati bloccati dalle pattuglie.

http://www.lanazione.it/arezzo/cronaca/stradale-raid-nel-weekend-decine-di-automobilisti-sorpresi-ubriachi-o-al-telefonino-1.3519739 Stradale, raid nel weekend: decine di automobilisti sorpresi ubriachi o al telefonino Controlli a tappeto su Arezzo e Prato: e in ottanta sorpresi senza cinture di sicurezza. Quasi 5000 punti decurtati Pubblicato il 8 novembre 2017 Arezzo, 8 novembre 2017 - Ancora incubo alcol, stavolta sulla sicurezza delle strade. Continua l’impegno della Polizia Stradale in Toscana per contrastare le condotte di guida pericolose che, tra distrazioni al volante, uso di droghe e alcool sono la principale causa degli incidenti registrati sulle principali arterie della regione. E stavolta nel mirino in particolare Arezzo e Prato. Sulla base di una specifica strategia decisa dalla direzione centrale delle specialità della Polizia di Stato, anche lo scorso fine settimana è stata effettuata un’operazione insieme ai medici del Corpo, dotati di appositi stick in grado di sgamare chi guida dopo avere bevuto troppo o fatto uso di stupefacenti. Sono state monitorate le arterie percorse dal popolo della notte, in particolare i caselli autostradali di Prato e Arezzo, con  l’impiego in tutta la regione di 550 equipaggi, supportati da uffici mobili, nonché auto e moto civetta, con cui è stato possibile avvistare meglio a distanza i conducenti poco virtuosi.   Le persone identificate sono state 1.300, con 1.003 veicoli controllati. La Polstrada ha ritirato 61 patenti e 49 carte di circolazione, decurtando 4.975 punti. Tra gli automobilisti colti in fallo, 32 avevano bevuto troppo e 4 erano sotto l’effetto di droghe. Tanti quelli sorpresi al volante distratti: ben 108 guidavano senza cinture di sicurezza, mentre altri 82, invece di guardare avanti e tenere le mani incollate al volante, smanettavano sul cellulare.

INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E PREVENZIONE

https://www.bergamonews.it/2017/11/08/non-lasciarli-guidare-pedrengo-scanzo-insieme-lalcol-al-volante/268942/  “Non lasciarli guidare”, Pedrengo e Scanzo insieme contro l’alcol al volante L'iniziativa delle forze di polizia dei due Comuni dell'hinterland di Redazione Bergamonews - 08 novembre 2017 - 11:05 “Non lasciarli guidare”, “Rovineranno la vita tua e degli altri”. È questo lo slogan della campagna di sensibilizzazione organizzata dalle Polizie Locali di Scanzorosciate e Pedrengo. “Per 4 settimane pubblicheremo su Facebook e distribuiremo ai posti di blocco delle locandine informative per sensibilizzare le persone su comportamenti pericolosi e vietati che possono comportare gravi conseguenze alle persone”, fa sapere il sindaco di Scanzorosciate, Davide Casati. Del resto, molti sono i giovani che abusano di alcol, spesso senza controllo. Il fenomeno è particolarmente preoccupante, non solo per i danni alla salute che può provocare ma anche perché l’abuso di alcol è spesso causa di comportamenti potenzialmente pericolosi per sé e per gli altri, tra i primi la guida in stato di ebbrezza.

CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/milano_violenza_modelle_fotografo_condanna-3352181.html Milano, violenza sessuale su modelle: fotografo condannato a 5 anni e 11 mesi Martedì 7 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 08-11-2017 12:48 Approfittava del suo lavoro nel mondo della moda per abusare di giovani indossatrici. Per questa vicenda, un fotografo franco-algerino di 50 anni è stato condannato a 5 anni e 11 mesi di reclusione. Era stato arrestato dai carabinieri nel dicembre del 2016 per aver molestato cinque ragazze, costrette a subire atti sessuali, e per aver indotto altre due giovani a prostituirsi. La sentenza è stata disposta dal gup di Milano, Ilaria De Magistris, al termine di un processo condotto con rito abbreviato. Il giudice ha accolto la richiesta di condanna avanzata dal pm Cristian Barilli. Le indagini erano scattate nell'aprile del 2015, quando una studentessa serba di 26 anni e una hostess croata trentenne, che nel tempo libero lavoravano come indossatrici, avevano denunciato di essere state molestate dal fotografo. Secondo l'accusa, l'uomo, tra marzo e aprile del 2015, con la scusa di dover realizzare dei servizi fotografici nella sua abitazione-studio in zona Niguarda, a Milano, avrebbe stordito le modelle facendo bere loro «ingenti quantitativi» di alcole le avrebbe poi costrette a subire palpeggiamenti, toccamenti e altri abusi. Gli inquirenti hanno contestato al cinquantenne almeno cinque episodi di violenza sessuale. Il fotografo è anche accusato di violenza privata per aver impedito a una delle ragazze di uscire dallo studio dopo averla molestata. Questo fatto è stato riqualificato dal giudice nel reato, più grave, di sequestro di persona. L'uomo era imputato anche per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione: avrebbe organizzato, in almeno due occasioni, incontri sessuali a pagamento. Dalle indagini è emerso che avrebbe intascato circa il 40 per cento della somma pagata dai clienti alle ragazze. Avrebbe incassato circa 600 euro tra novembre 2013 e gennaio 2014.

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