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sabato 25 novembre 2017 - 08:21
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vino, birra e alcolici

13/11/2017 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 13 novembre 2017 ( di redazione )

SUBITO.IT Innovativo vaporizzatore alcolici AWOL 200 € https://www.subito.it/giardino-fai-da-te/innovativo-vaporizzatore-alcolici-awol-sondrio-228238233.htm# innovativo-vaporizzatore-alcolici-awol L'Inalazione di alcol è un metodo di somministrazione di etanolo o di bevande alcoliche direttamente nel sistema respiratorio, con l'aiuto di un vaporizzazione o un dispositivo di nebulizzazione. Ci sono innumerevoli tipi di bevande alcoliche sul mercato, che variano in fatto di gusto/sapore, gradazione alcolica, alto contenuto di zuccheri e altro ancora. Grazie a vari studi scientifici, sappiamo l'impatto che queste bevande alcoliche hanno sul corpo e sulla salute. Recentemente, un nuovo processo di alcol ingerito, chiamato alcool senza liquido (AWOL), è stato introdotto negli Stati Uniti AWOL e permette ai consumatori di inalare per via orale liquore ossigenato (cioè, distillati) per sperimentare un presunto " stato euforico alto" (AWOLUSA). Un uomo d'affari inglese di nome Dominic Simler ha inventato la macchina vaporizzatore alcool senza liquido che si compone di due parti: il vaporizzatore e il generatore di ossigeno. Le pompe generano ossigeno che possa attraverso un tubo collegato al vaporizzatore, quindi l'utente versa una parte alcolica (circa 30 ml, il classico shottino) all interno di in una "capsula diffusore" proprio come un normale bicchiere. Il consumatore quindi inala la nebbia risultante attraverso i suoi polmoni. Funzionari della società AWOL sostengono che l’assunzione attraverso questo sistema apporta un basso contenuto calorico e basso contenuto di carboidrati rispetto all’assunzione di alcool tradizionale (ingerito) quanto entra nel flusso sanguigno attraverso i polmoni, piuttosto che passando nello stomaco. L’inalazione come via di somministrazione permette inoltre di attraversare la barriera emato-encefalica più rapidamente rispetto ad altre vie di somministrazione.  Analogamente, l'effetto personale di inalazione è quella di un'esperienza più potente. Il sistema AWOL è la recitazione più potente e veloce per ottenere tutto ciò. (*) Per qualsiasi informazioni non esitate a contattarmi... PRODOTTO INNOVATIVO E UNICO NEL SUO GENERE... Mario

(*) Nota: ebbene, sì, ci sono persone che studiano e producono cose del genere.

GAZZETTA DI MANTOVA Nuovo progetto del servizio dipendenze per agganciare i giovanissimi a rischio alcol e droghe I genitori dei minorenni dimessi dal pronto soccorso saranno contattati per un sostegno immediato Lo sballo finisce in ospedale? Il Serd ti convoca il giorno dopo di Roberto Bo Droga, alcol e gioco d'azzardo. Sono 1.698 i mantovani attualmente in trattamento al Serd, il servizio dipendenze dell'Asst Carlo Poma, che attraverso il suo personale, composto da medici, psicologi e assistenti sociali, opera giornalmente per liberare queste persone dalla schiavitù di sostanze stupefacenti, bottiglia e frenesia da gioco. «Numeri che negli ultimi tre anni sono rimasti più o meno costanti nelle tre patologie - spiega il dottor Degli Esposti - anche se i pazienti che abbiamo in trattamento rappresentano una minima parte delle persone che avrebbero veramente bisogno di un aiuto». Tanto per fare qualche esempio i 132 soggetti in terapia per sindrome da gioco d'azzardo secondo alcune stime sono solo il 5% di chi è affetto da ludopatia. Il che significa che i mantovani con vera febbre da gioco sono almeno 2.600, quelli che rischiano di entrare nel vortice della ludopatia sono 12mila e quelli che giocano assiduamente almeno 50mila. Nei primi dieci mesi del 2017 sono 638 le persone prese in carico per problemi di tossicodipendenza. Quelle con problemi alcol-correlati sono 424, mentre quelle che non riescono a controllarsi nel gioco d'azzardo sono 132. La fascia d'età più a rischio nelle tre patologie è quella tra i 40 e i 49 anni (481 persone), al secondo posto quella tra i 30 e i 39 (399persone). Lo sballo del sabato sera finisce al pronto soccorso? Occhio, perché se sei minorenne e sei stato messo ko da un mix di droghe e alcol, dopo le dimissioni potrebbe arrivare a casa la telefonata del servizio dipendenze dell'Asst per chiedere ai tuoi genitori se hanno bisogno di aiuto. Il progetto, curato da Serd e pronto soccorso del Poma, è in fase di elaborazione e potrebbe partire già dal prossimo anno. Gli specialisti hanno chiesto un parere legale e nei giorni scorsi è arrivato il via libera. Del resto il minorenne che arriva in ospedale per abuso di alcol o droghe - in media 3 o 4 ogni fine settimana - è comunque un paziente e come tale i sanitari hanno il diritto-dovere di stabilire un contatto con lui o con i suoi genitori per valutare se iniziare un trattamento o quanto meno metterlo di fronte ai pericoli a cui potrebbe andare incontro. «Partendo dal lavoro degli anni passati e che ancora oggi prosegue - spiega il dottor Marco Degli Esposti, direttore del Serd dell'Asst Carlo Poma - abbiamo capito che l'attività di prevenzione nelle scuole e in altri luoghi di aggregazione non basta più. Recenti indagini a livello regionale hanno svelato che il 27% dei giovani tra i 15 e i 19 anni ha fumato almeno una canna nell'ultimo anno, più di quel 22% che ha dichiarato di fumare almeno una sigaretta al giorno. Il vero allarme sociale legato alle dipendenze oggi è l'uso delle droghe negli adolescenti». Attualmente in trattamento al servizio ci sono più di 80 ragazzi tra i 15 e i 19 anni con problemi legati alla tossicodipendenza. In totale, tra tutte le fasce d'età, le persone prese in carico nel 2017 sono 638 (656 nel 2016 e 654 nel 2015). Lo specialista aggiunge che al Serd arriva sola la punta dell'iceberg e che il polso della situazione droga e alcol nei giovanissimi viene evidenziato solo quando un ragazzino arriva steso in ospedale. Ecco perché dopo aver sentito un parere legale, nelle prossime settimane partirà il nuovo progetto, messo a punto insieme al primario del pronto soccorso del Poma, Mario Luppi. L'iniziativa prevede il contatto diretto con il ragazzo o i suoi genitori: in sostanza l'adolescente che arriva al pronto soccorso sotto l'effetto di alcol o droghe oltre ad essere opportunamente curato sarà contattato dal Serd al quale l'ospedale ha trasmesso le generalità. «Ribadisco, il nostro principale obiettivo è quello di intercettare questi ragazzi - riprende il direttore del Serd - certo siamo consapevoli che in alcuni casi ci sentiremo rispondere di farci gli affari nostri, ma se solo riusciremo ad agganciare anche uno o due ragazzi per noi sarà un successo, perché non interverremo più nel mucchio, come può essere una scuola o una singola classe, ma punteremo diritto ad un soggetto che potenzialmente potrebbe in futuro avere problemi di dipendenza». Un lavoro che oggi diventa più agile e snello grazie al fatto che il Serd è passato di mano dall'ex Asl di Mantova alla Asst Carlo Poma. «Il dialogo tra il pronto soccorso e noi - continua Degli Esposti - si è intensificato e la rete anche con psichiatria e neuropsichiatria infantile è una realtà. Ricordo che al Serd arriva circa il 10% delle persone che hanno veramente bisogno di cure e che quando questo avviene di solito sono già passati dieci anni a contatto con alcol e stupefacenti. Ecco perché vogliamo intercettare i ragazzini all'inizio di quello che potrebbe diventare un percorso terribile e bloccarlo in tempo». Infine, l'ultimo campanello d'allarme che si registra tra i giovani: l'assunzione di tranquillanti per dormire. Le ultime indagini su un campione rappresentativo di ragazzi tra i 15 e i 19 anni parlano di quasi il 9% che prende benzodiazepine per cullarsi nelle braccia di Morfeo. «I nostri ragazzi - conflude Degli Esposti - sono nervosi, fragili e ansiosi. Dobbiamo correre ai ripari al più presto».

GAZZETTA DI MANTOVA poggio rusco Quindicenne beve troppo e sviene per strada I soccorritori l'hanno raccolta in strada quasi priva di conoscenza e portata d'urgenza al pronto soccorso di Pieve di Coriano. Ha soltanto quindici anni la ragazzina che sabato sera è stata ricoverata per intossicazione etilica. È successo poco dopo la mezzanotte, in largo Donatori di sangue a Poggio Rusco, in pieno centro paese. Un episodio, purtroppo, non così raro negli ultimi tempi nella nostra provincia: la quota di giovanissimi che alzano troppo il gomito si sta alzando. La quindicenne, che era insieme a degli amici per quello che i suoi genitori immaginavano fosse una semplice serata di divertimento in paese, ha accusato un malore improvviso e ha perso conoscenza. I ragazzi che erano con lei hanno subito chiamato il 118 che ha inviato sul posto un'ambulanza della Croce Rossa di Ostiglia. Una volta vista la ragazzina, i medici e gli infermieri dell'ospedale di Pieve non hanno faticato molto a capire la causa di quel malessere: troppo alcol nel sangue. Dopo averla idratata, hanno fatto stendere la ragazzina su un lettino e poche ore dopo, quando ha iniziato a sentirsi meglio, è tornata a casa insieme ai familiari.

IL DOLOMITI Stupefacenti e alcol: giovane perde la testa durante la festa di San Martino e aggredisce i carabinieri. Denunciato I fatti si sono svolti nella notte di sabato mentre sulle montagne bruciavano i falò e i campanacci risuonavano nella notte. Un giovane in preda ai fumi dell'alcol e degli stupefacenti ha dato in escandescenza sia durante i controlli che in caserma PREDAZZO. Fumi dell'alcol e stupefacenti hanno contribuito a rendere il giovane assolutamente ingestibile. Pugni, urla, grida e un atteggiamento molesto hanno costretto le forze dell'ordine ad intervenire. Alla fine i carabinieri lo hanno dovuto portare in caserma e lo hanno denunciato anche per resistenza a pubblico ufficiale.  I fatti si sono svolti sabato sera durante la festa di San Martino a Predazzo. I fuochi che alle 20 hanno incominciato ad ardere sui fianchi delle montagne ognuno per rione hanno illuminato la notte e intanto il rintocco delle campane ha segnalato l'inizio dei festeggiamenti. Dei momenti unici e molto suggestivi conditi dai rumori dei campanacci e i suoni di corni degli abitanti della zona che discendono dai falò verso il paese percorrendo la "via dei campanacci". Momenti magici e di grande impatto visivo.  Ovviamente eventi così importanti e di sicuro richiamo, cui partecipano migliaia di persone, vengono supervisionati dalle forze dell'ordine. Nell'ambito dei controlli i carabinieri della locale stazione vista l'esagitazione di un giovane hanno provveduto alla richiesta documenti. Questi, in preda ai fumi dell’alcool e all’assunzione di sostanze stupefacenti, all’atto dell’accertamento ha tentato in maniera ostinata ed aggressiva di sfuggire alle verifiche dei militari. A quel punto ai carabinieri, con estrema difficoltà, non è rimasto che bloccare e accompagnare in caserma il giovane il quale, però, non ha desistito e anche in quei locali ha perso la testa sferrando pugni e lanciando urla e dimostrandosi aggressivo nei confronti dei militari intervenuti. Il giovane è stato quindi denunciato a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale, ubriachezza ed è stato segnalato come assuntore al commissariato del Governo di Trento. 

IL PAESE NUOVO Alcol ai minori: a San Martino scatta la prima denuncia penale LECCE – Come preannunciato dal Comandante Donato Zacheo, la Polizia Locale non abbassa la guardia sul fenomeno della somministrazione e vendita delle bevande alcoliche ai minori. Ieri, serata di San Martino, è scattata la prima denuncia ai sensi dell’art. 689, primo comma, del codice penale. A farne le spese la dipendente di un pubblico esercizio, sorpresa a somministrare tre cocktail di superalcolici a base di rum a tre ragazzine di quindici anni. La bevanda alcolica è stata campionata e sottoposta a sequestro probatorio. Le minori sono state affidate ai genitori che contattati telefonicamente sono giunti sul posto. Nel mirino della pattuglia del nucleo di polizia amministrativa anche l’area di Via Reale, diventata recentemente scenario della “movida” leccese, dove, al titolare di un pub, è stata comminata la sanzione amministrativa di 333 euro per la somministrazione di alcolici ad un tavolo di sedicenni. I controlli non hanno risparmiato neanche gli esercizi di vicinato, in piena attività in vista dei festeggiamenti per la tradizionale ricorrenza laica dedicata al vino novello. Ed infatti, in prima serata, gli agenti, appostati fuori ad un mini-market, hanno fermato una comitiva di giovanissimi, tutti non ancora diciottenni, che trasportavano una confezione di sei birre e nascondevano in uno zaino due bottiglie di vodka appena acquistate. Anche in questo caso, al titolare del negozio, è stata contestata la vendita di alcol a minori e comminata una sanzione di 333 euro. I controlli, assicura il Comandante Donato Zacheo, continueranno nei prossimi giorni. (*)

(*) Nota: molto bene.

OGGITREVISO OggiTreviso Nord-Est Il barista gli rifiuta una birra e lui sfonda il bar con il furgone Arrestato per tentato omicidio PADOVA - Dopo una lite con il barista ha sfondato con un furgone la vetrina di un locale di Padova, rischiando di travolgere gli avventori, e per questo Mercedes Seferovic, 23 anni, è stato arrestato per tentato omicidio, rissa aggravata, danneggiamento e lesioni. La squadra Mobile di Padova, dopo aver raccolto le testimonianze dei presenti, ha ammanettato il giovane nomade, già noto alle forze dell'ordine, che alle prime ore di ieri si è reso protagonista di un'azione che avrebbe potuto portare a più gravi conseguenze. La 'colpa' dell'esercente è stata quella di non servire una birra all'indagato e ad alcuni suoi amici, tutti in evidente stato di alterazione alcolica. Dopo aver aggredito alcuni avventori, infatti, Seferovic e i suoi amici sono usciti fuori dal locale e sono tornati alla guida dei rispettivi veicoli. Seferovic, al volante di un furgone, incurante della presenza di alcune decine di clienti all'ingresso del locale, si è scagliato a tutta velocità contro la vetrina del locale infrangendola completamente e rischiando di investire i presenti che solo all'ultimo secondo sono riusciti a scansarsi. L'uomo è poi è fuggito, mentre la squadra Mobile patavina avviava le indagini che si sono concluse nella notte con il suo arresto nella propria abitazione.

LA NUOVA VENEZIA «Entrano in disco ubriachi impossibile controllare» Noale. Parla Omar Casarin, animatore del Night and day, il locale chiuso dal questore dopo che tre minori sono finiti in coma etilico la notte di Halloween di Serenella Bettin NOALE. «Vi racconto io cosa succede all’interno del Night and day». È la testimonianza di un bar tender, Omar Casarin, 44 anni, che da anni lavora a contatto con i giovani e all’interno delle discoteche. La sua voce giunge dopo che il Night and Day, la storica discoteca noalese, che ha radunato generazioni su generazioni, giovedì è stata chiusa. Il questore di Venezia, Vito Gagliardi, ha sospeso per un mese la licenza al locale di via De Pol, dopo che tre sedicenni, la notte di Halloween, sono finiti in coma etilico. Uno aveva speso 264 euro in alcolici. Al di là di come faccia un 16 enne ad avere in tasca quasi trecento euro da spendere in alcol e divertimento, pare che i ragazzini, molti minorenni, arrivino in discoteca già ubriachi. «I ragazzi arrivano da noi già ubriachi – racconta Casarin – prima di arrivare in disco vanno a bere nei bar limitrofi, da noi si limitano a fare una consumazione o due. Questo lo dimostra il fatto che per quanto ubriachi sono, dovremmo fare un sacco di scontrini e invece non accade perché i ragazzi bevono prima di entrare».  (*) Secondo il regolamento di esecuzione al testo unico delle leggi sulla Pubblica Sicurezza però, i gestori delle discoteche hanno l’obbligo di vietare l’ingresso nel locale a coloro che si presentano visibilmente già drogati o ubriachi o il cui tasso alcolico sia positivo. «Accade – racconta Omar – che i ragazzi maggiorenni prendano da bere e poi passino i super alcolici ai loro amici minorenni. Io lì dentro ci lavoro, non posso stare a seguire il ragazzo che prende da bere e controllare a chi dà il cocktail». Tra i maggiori frequentatori del Night and Day ci sono soprattutto quelli tra i 16 e i 18 anni e tra i 18 e i 20. «Ai minorenni non possiamo dare alcolici, ma controlliamo sempre l’età, i ragazzi vengono controllati all’ingresso e al bancone dove prendono da bere. Ci facciamo sempre dare un documento, a volte è difficile capire se uno è maggiorenne, soprattutto le ragazzine truccate come dive». Ad alzare il gomito infatti non sono soltanto i maschietti, ma anche e soprattutto le ragazze. «Li vedi che quando arrivano sono “alticci alcune ragazzine sono già ubriache, ma da noi fanno una, due consumazioni e basta. Mescolando le bibite poi stanno male. A volte vedo all’uscita i genitori – dice Omar – che vengono a prendere i figli e salgono in auto ubriachi, poi la colpa ricade su di noi».

(*) Nota: la difesa “entrano già ubriachi” pare insostenibile. In primo luogo perché se all’ingresso sono davvero già ubriachi, il gestore del locale ha l’obbligo di non farli entrare. In secondo luogo perché, nel caso specifico, se davvero il ragazzino aveva bevuto prima di entrare, in che cosa ha speso quei 264 Euro?

IL GAZZETTINO Ubriaco fradicio con l'auto nuova colpisce Volante: 28enne denunciato di Luca Pozza VICENZA - Ubriaco fradicio ha centrato un'auto della Polizia, ferendo due agenti, anche se in maniera non grave. Protagonista del fatto, avvenuto ieri sera alle 23, nella rotatoria davanti al Teatro comunale di viale Mazzini a Vicenza, un 28enne vicentino, residente a Thiene, che alla guida di un'Audi A3 nuova di zecca, non ha dato la precedenza il rondò, per poi tamponare violentemente la Volante, che stava provenendo da viale Milano. Nel sinistro sono rimasti feriti i due agenti - trasportati in ospedale hanno riportato prognosi rispettivamente di 6 e 10 giorni - mentre sul posto è stata chiamata una pattuglia della polizia locale che ha proceduto ai controlli con l'etilometro, da cui è risultato che il conducente aveva un tasso alcolico nel sangue quasi sei volte oltre il limite, precisamente 2.95 g/l. Oltre alla denuncia per guida in stato di ebbrezza, per lui - che è uscito dall'auto illeso e baldanzoso - è scattata la confisca immediata dell'auto nuova e il ritiro della patente.

GAZZETTA DI MODENA Carpi, ubriaco cerca la madre a un indirizzo sbagliato Si accanisce nel suonare il campanello di un palazzo e sveglia tutti i residenti: ma non era casa sua CARPI. Si è accanito contro il campanello, suonandolo ossessivamente, perché la madre non gli apriva. Il fatto risale a sabato sera, intorno alle 22.45 ed è avvenuto in via Carpi Ravarino. Un uomo di 46 anni ha svegliato parecchi residenti di un condominio sulla via che da Carpi porta a Limidi: un’inquilina ha intercettato qualche frase pronunciata dal 46enne che, da quanto carpito, sarebbe apparso preoccupato per le condizioni di salute della madre, la quale, appunto non rispondeva nonostante le ripetute sollecitazioni. Allarmata per quanto stava accadendo la donna allora ha avvisato immediatamente il 112, con i carabinieri che sono intervenuti sul posto, rintracciando l’uomo. I militari hanno fatto qualche domanda al 46enne che, nel frattempo, continuava a suonare i campanelli e a chiedere della mamma. Contestualmente, i carabinieri hanno verificato che il soggetto fermato era completamente ubriaco. Da accertamenti successivi, poi, è apparso lampante ai militari perché la madre non gli rispondesse: era semplicemente sbagliato l’indirizzo. L’ubriaco, infatti, stava continuando a suonare al numero civico sbagliato. Una volta svelato l’arcano, la pattuglia dei carabinieri intervenuta lo ha accompagnato all’indirizzo corretto, che si trova sempre su via Carpi Ravarino, ma a un ben altro numero civico. Arrivato al numero giusto, il 46enne ha trovato la madre, in ottima salute, pronta ad accoglierlo a casa. (s.a.)

IL MESSAGGERO VENETO Ubriaco irrompe in casa di riposo e in chiesa durante un funerale Torna in scena il 51enne di Remanzacco dopo i momenti di tensione sul treno Udine-Cividale Dal disturbo nei bar al blitz nell’abitazione dell’ex: il foglio di via esteso a San Pietro al Natisone di Lucia Aviani CIVIDALE. L’uomo di Remanzacco che pochi giorni fa aveva provocato momenti di tensione sulla littorina Udine-Cividale, sulla quale era salito in pesante stato di ebbrezza e pure munito di un coltellino da cucina, è tornato in azione, creando ripetuti problemi fra la città ducale e San Pietro al Natisone. L’episodio più eclatante risale ad alcune sere fa: in orario notturno A.C., 51 anni, era riuscito a introdursi (non si è ancora capito come) nella Casa per anziani cividalese, dove si trova ricoverato suo padre. Come in tutte le altre situazioni era vistosamente ubriaco. Il personale della struttura assistenziale ha cercato di cacciarlo, ma non c’è stato nulla da fare: A.C. non voleva sapere di andarsene. È stato così necessario chiamare le forze dell’ordine. Soltanto all’arrivo dei carabinieri della Compagnia cividalese si è riusciti a far uscire il 51enne, ormai figura più che nota sul territorio per le sue chiassose e moleste incursioni nei pubblici esercizi. Non si contano quelle delle ultime due settimane. Lo stesso era avvenuto anni addietro, tant’è che l’uomo era stato raggiunto dal provvedimento di divieto di ritorno triennale (appena scaduto) in Comune di Cividale. Alla luce dell’accaduto il foglio di via è stato reiterato, con l’aggiunta di San Pietro al Natisone all’area off limit per A.C. Nel capoluogo valligiano, infatti, il soggetto ha fatto irruzione a casa dell’ex compagna, che in quel momento, fra l’altro, stava accudendo alcuni minori: ha iniziato a gridare e a infastidirla, obbligandola a chiamare i carabinieri della Compagnia cividalese, che lo hanno portato in caserma e quindi identificato. Ma il 51enne ha poi proseguito imperterrito, entrando in vari bar della città ducale e dando noia agli avventori. Molte le chiamate alla polizia, che ha dovuto intervenire, venerdì, perfino al funerale della moglie del preside Livio Bearzi: entrato in duomo, infatti, A.C. stava dando di nuovo il peggio di sé. Trascinato fuori dalla basilica da un presente, era stato trovato dagli agenti barcollante sotto la loggia del Caffé San Marco, a urlare frasi sconnesse. «Invitiamo la cittadinanza, a cominciare dai titolari dei pubblici esercizi e dagli avventori – esorta il vicequestore aggiunto Michelangelo Missio, dirigente del Commissariato –, a segnalarci immediatamente la presenza di questo individuo e, ovviamente, a non somministrargli alcolici. Si tratta di un soggetto pericoloso, che già due volte non ha rispettato gli obblighi del foglio di via». L’ultimo caso risale a venerdì: location piazza Diaz, quella su cui si affaccia il Commissariato. Tempo addietro il 51enne aveva perfino acceso un falò nel cortile di un condominio, a Remanzacco, rischiando di provocare un incendio.

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