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sabato 25 novembre 2017 - 08:21
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vino, birra e alcolici

14/11/2017 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 14 novembre 2017 ( di redazione )

YOUTUBE Come manipolare la scienza e la cultura dei medici: alcol e “salute” https://www.youtube.com/watch?v=8_uFuXACrQg (*)

(*) Nota: un video molto chiaro, da vedere e condividere.

CRONACHE DI GUSTO In America uno studio avverte: "Vino può far nascere tumori". E scoppia la polemica http://www.cronachedigusto.it/archiviodal-05042011/323-la-ricerca/23530-2017-11-13-15-45-45.html Alcol e cancro avrebbero un legame. (*) I medici dell'American Society of Clinical Oncology (Asco), un'organizzazione specializzata nel trattamento del cancro, hanno rilasciato i risultati di uno studio connesso ai rischi fra alcol e cancro.  Secondo il gruppo di medici, esiste una chiara prova di legame fra alcol e alcune tipologie di cancro, come quello al seno, alla bocca, alla gola, al fegato o al colon-retto. Ma questo studio non è stato preso bene da tutti. (**) Per molti, infatti, lo studio va contestualizzato ad un consumo eccessivo di alcolici. Mentre un consumo moderato, di vino soprattutto, consentirebbe benefici al cuore, avrebbe effetti benefici su chi soffre di diabete e rallenterebbe l'insorgere della demenza senile. Non si fa, poi, riferimento a nuovi studi, ma solo numeri relativi ad anni passati. Ma i medici hanno specificato che, visti i consumi in forte aumento in America, era il caso di parlarne di nuovo. Secondo l'Asco, infatti, solo un terzo degli americani ha saputo che l'alcol era un fattore di rischio per alcuni tumori. Per l'Asco il fumo è il principale responsabile dei tumori nell'uomo ed è responsabile del 22 per cento delle morti connesse al cancro a livello mondiale. Ma il 5,5 per cento dei tumori potrebbe essere correlato all'alcol. Certo, dicono i medici, il consumo eccessivo facilita, ma anche un consumo moderato aumenta leggermente il rischio di contrarre un tumore di tipo esofageo. Chi assume alcol in maniera esagerata, invece, ha rischio elevato di contrarre il cancro in bocca o in gola, al fegato e in misura minore al colon-retto. Nello studio, secondo Asco, una donna che beve meno di un bicchiere di vino al giorno ha un rischio di 1,23 volte maggiore di sviluppare il cancro al seno rispetto a una donna che non beve. Il consumo moderato, di un bicchiere di vino al giorno, ha portato ad un rischio di 1,44 volte, mentre quelle che bevono di più hanno un rischio di 1,61 volte di contrarre un cancro. Numeri simili anche per gli uomini nei casi di cancro alla bocca, alla gola, al fegato e al colon-retto. Nello studio, invece, non si parla dei benefici del consumo moderato di vino. E' dimostrato che chi consuma vino rosso in maniera normale, senza esagerare, ha meno possibilità di contrarre una malattia cardio-vascolare.  Ma gli autori sostengono che questi risultati possono essere contaminati da non-bevitori che una volta hanno bevuto pesantemente. Questo ignora un recente studio sul Journal of the American College of Cardiology che ha visto separatamente gli astinenti e gli ex bevitori di tutto il mondo e ha scoperto che i moderati bevitori hanno ancora soffrire di minori tassi di malattie cardiache. Secondo molti questi dati della Asco possono essere stati "contaminati" dalla presenza di persone grandi bevitori un tempo e che oggi hanno smesso e che sono anche fumatori.  C.d.G.

(*) Nota: la polemica dovrebbe scaturire dallo scrivere una certezza utilizzando il condizionale.

(**) Nota: per esempio non l’hanno preso bene molti produttori di vino.

LA NUOVA RIVIERA Gli effetti dell’alcol spiegati ai giovani Di Matteo Zinnia SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si è svolto sabato 11 ottobre, presso l’Auditorium “Tebaldini” del Comune di S. Benedetto del Tronto, un incontro formativo per gli studenti volto a contrastare l’abuso di alcool dal titolo “Come costruire il benessere con le comunità locali”. Promosso dal Comune di S. Benedetto del Tronto e dall’Ambito territoriale 21 con le associazioni Aicat (Associazione Italiana Club Alcologici Territoriali) e Arcat Marche (Associazione Regionale dei Club Alcologici Territoriali Metodo Udolin) il convegno è stato Moderato da Roberto Amadio, Presidente Arcat Marche. L’iniziativa, fortemente voluta dal Sindaco Piunti e dai due assessori al Sociale del Comune di S. Benedetto del Tronto, Antonella Baiocchi ed Emanuela Carboni, ha visto un’ampia partecipazione, soprattutto di studenti accompagnati dai loro professori che hanno ascoltato con grande interesse le relazioni su vari aspetti del problema. Claudio Cacaci, Direttore del Dipartimento Dipendenze Patologiche di Area Vasta 5, ha parlato di effetti deleteri e subdoli dell’alcol sull’organismo; Renziero Papetti Servitore, Insegnante Associazione Aicat, ha spiegato il funzionamento dei Club Alcologici Territoriali e di come essi possano aiutare le persone affette da dipendenza a risalire la china verso la speranza; Sabrina Vici, responsabile del Servizio Risposte Algologiche del Comune S. Benedetto del Tronto, ha relazionato spiegando il funzionamento del Servizio Risposte Alcologiche e di come esso operi per contrastare il problema dell’alcolismo nel nostro territorio, anche con iniziative di prevenzione nelle scuole. L’Assessore Baiocchi ha effettuato un intervento sugli aspetti psicologici dell’alcolismo e sulla tendenza allo sballo che contraddistingue il momento del divertimento di moltissimi giovani: “Per troppi giovani le discoteche, ma anche qualsiasi altro luogo di aggregazione e socializzazione (pub, birrerie, feste private) diventano luoghi di alienazione in cui i giovani sfogano disagio e disorientamento, attraverso la ricerca di stimoli forti, sfide e ‘sballi’ di ogni genere. Si tende ad addossare la responsabilità all’ambiente. E’ sicuramente un dovere morale e sociale attivarsi per individuare strategie in grado di limitare ed arginare la presenza di tentazioni e pericoli nell’ambiente in cui si vive, ma il dovere prioritario dovrebbe essere quello di forgiare figli, futuri adulti, con una identità forte, capace di difendersi”. Ampio spazio è stato dedicato al dibattito: gli studenti hanno fatto domande e portato testimonianze del loro approccio nei confronti dell’alcool. Toccanti le testimonianze di persone cadute nel baratro dell’alcolismo che poi sono riuscite a liberarsi del problema.

IL GAZZETTINO Un 75enne ubriaco al volante provoca un frontale: via la patente di Vittorino Bernardi SCHIO - Ennesimo sinistro stradale provocato da un automobilista ubriaco: nel caso il protagonista è un 75enne alquanto su di giri. Su richiesta telefonica una pattuglia del Consorzio di polizia locale Alto Vicentino nelle scorse ore si è portata all’incrocio tra le vie Baccarini e Vicenza per effettuare i rilievi di un frontale tra due auto. Dalla ricostruzione degli agenti del comandante Giovanni Scarpellini il conducente Ford Fiesta, un 75enne di Schio, in arrivo da via Vicenza e diretto su via Baccarini nell’affrontare la rotatoria ha urtato con la ruota anteriore destra il cordolo del marciapiede e perso il controllo della vettura ha impattato contro una Mercedes condotta da un 68enne di Vicenza che procedeva dalla direzione opposta. Arrivati sul posto gli agenti hanno trovato il 75enne alquanto loquace, sottoposto al test alcolemico è risultato positivo con un tasso tra  0,8  e 1.50 grammi/litro. L’anziano è stato così deferito alla procura della Repubblica di Vicenza per guida in stato d'ebbrezza con ritiro della patente di guida e decurtazione di 10 punti dalla stessa. 

IL RESTO DEL CARLINO Ravenna, la ragazza conferma. "Stuprata mentre ero ubriaca" La diciottenne è stata sentita dal giudice. La violenza è stata anche filmata da uno dei due arrestati Ravenna, 14 novembre 2017 - Il fastidio delle due docce gelate, il sapore del caffè, il viso del ragazzo romeno e la sensazione di quel rapporto sessuale subito. Ha ricordato quella notte per flash, ribadendo dunque di essere stata violentata mentre era ubriaca. Per poco meno di un paio d’ore ieri mattina è stata ascoltata la 18enne ravennate che, secondo la procura, la notte tra il 5 e il 6 ottobre scorso, all’uscita da un locale dove aveva bevuto molto, era stata stuprata da un 26enne romeno mentre un 27enne di origine senegalese la filmava con il suo cellulare. E proprio in ragione di quei video – in tutto tre, sequestrati dalla polizia –, i due a fine mese scorso erano finiti in carcere. Ma pochi giorni fa il tribunale della Riesame di Bologna ha annullato le ordinanze cautelari rimettendoli entrambi in libertà. Tanto che ieri mattina in tribunale, accompagnato dal suo avvocato Raffaella Salsano, c’era il 27enne. Lui e la 18enne non si sono però incrociati: la ragazza era in un’altra stanza, separata da un vetro, assieme a una psicologa e al gip Piervittorio Farinella che le faceva le domande. Nell’aula adiacente, oltre al 27enne, c’erano anche il pm Angela Scorza titolare del fascicolo e l’avvocato Carlo Benini che difende il romeno. Il racconto della giovane è partito esattamente dall’ultimo drink alcolico bevuto all’interno di un locale del centro dopo almeno 4-5 bicchieri di vino. A offrirglielo, era stata una persona estranea alla vicenda. Dopo quello, ma a raccontarglielo erano stati gli amici, aveva bevuto altri 2-3 drink. Ecco la ragione per la quale nei suoi ricordi c’è un buco: era completamente ubriaca. Non ricorda come i due l’abbiano portata a spalla fuori dal locale sino in un’abitazione del centro dove tutto è accaduto. Ricorda che il romeno era già andato al suo tavolo perché conosceva uno dei suoi amici, «ma non ho parlato con lui durante la serata: si è avvicinato a noi mentre ballavo con le mie amiche. E fino a che ho ricordi di quella sera, non ho fatto nulla con lui», aveva già detto il 20 ottobre quando era stata sentita a sommarie informazioni. Ma del tragitto proprio «nessun ricordo». Dell’appartamento, ha ripercorso il disagio della doccia che già aveva descritto a sommarie informazioni usando queste parole: «Ricordo l’acqua fredda e una sensazione di fastidio; io ero seduta dentro la doccia». E pure del rapporto sessuale che ne era seguito, ha restituito alcuni frammenti, esattamente come nell’interrogatorio del 20 ottobre: «Ricordo che ero sdraiata sul divano e che» il romeno «aveva un rapporto con me. Penso di non avere fatto niente: non credo che mi rendessi conto di quello che stava capitando. Mi sentivo immobile». Più nitidi i ricordi di quanto accaduto dalla mattina dopo. La ragazza ha detto che il 27enne, che si era offerto di ospitarla per il resto della nottata, le aveva mostrato i video ma lei si era rifiutata di guardarli. E ha riferito di due episodi inquietanti: di una donna che crede legata al romeno e che ha citofonato a casa sua, senza che lei aprisse, per poi provare a contattarla via Facebook. E di minacce che il suo fidanzato avrebbe subito dopo la denuncia. Andrea Colombari

GIORNALE DI PUGLIA Alcol e minori: a Lecce Polizia Municipale e gestori dei pub insieme per la prevenzione LECCE - Accanto all'opera di repressione del fenomeno della somministrazione di bevande alcooliche a minorenni, l'assessorato alla Sicurezza e Polizia Municipale del Comune di Lecce è impegnato nel lavoro di prevenzione. Pochi giorni fa l'assessore Sergio Signore ha scritto ai dirigenti scolastici dei quattro istituti già convenzionati con l'Ente comunale per progetti formativi di alternanza scuola-lavoro, i licei scientifici “De Giorgi” e “Banzi Bazoli”, il Classico Musicale “G. Palmieri” e il Socio-Pedagogico “P. Siciliani”. Con la lettera, sottoscritta anche dal comandante della Polizia Locale Donato Zacheo, i dirigenti scolastici sono stati invitati ad un tavolo specifico da tenersi il prossimo 16 novembre alle 9.00 negli uffici del Comando di Polizia Municipale per programmare insieme azioni di sensibilizzazione degli studenti delle diverse fasce d'età sul tema dei danni provocati dall'assunzione di alcool e dell'esigenza di maturare un approccio consapevole al divertimento serale. Le iniziative di sensibilizzazione coinvolgeranno anche i gestori dei locali del centro storico, che hanno manifestato la loro intenzione di lavorare sul fronte della prevenzione in una riunione tenutasi questa mattina con l'assessore Signore e il comandante Zacheo presso il comando di Viale Rossini. Alla riunione hanno preso parte i rappresentanti di Confcommercio Eros Rollo e Gianfranco Colella (dell'area sindacale PP.EE.) e Danilo Stendardo, Presidente del coordinamento provinciale Locali serali. “Per risolvere il problema dell'uso di alcool da parte dei minori dobbiamo fare squadra– dichiara l'assessore Sergio Signore –  Per questo il Comune di Lecce è impegnato non solo a reprimere le scorrettezze, come avvenuto in questi giorni attraverso la sorveglianza della Polizia Locale, ma anche a farsi promotore di iniziative congiunte tra amministrazione, locali e scuole per spiegare ai ragazzi le conseguenze dell'assunzione di alcoolici e la necessità di avere cura del proprio corpo e della propria salute. Su questo tema non ci possono essere contrapposizioni e sono molto soddisfatto della collaborazione che stiamo riscontrando da parte dei gestori dei locali”.

GAZZETTA DI MANTOVA Ubriaca danneggia tre auto e fugge Manovre spericolate dopo la discoteca: inseguita e bloccata dalla Polstrada MANTOVA. Quando è uscita dalla discoteca a stento si reggeva in piedi. Nonostante questo, ha raggiunto la macchina, s’è messa al volante ed è partita, diretta a casa. Con conseguenze che erano immaginabili: ha sbattuto prima contro un’auto in sosta, poi contro un’altra, infine contro una terza che, conducente a bordo, stava a sua volta uscendo dal parcheggio. È finita con un inseguimento durato una decina di chilometri, al termine dei quali la donna è stata bloccata dalla polizia stradale. S.S., 36 anni, origini russe ma da molto tempo in Italia, è stata denunciata per guida in stato di ebbrezza: la prova dell’etilometro ha rilevato che nel sangue aveva oltre 2 grammi di alcol per litro, quattro volte il massimo consentito dal codice stradale. L’episodio è accaduto nel cuore della notte tra venerdì e sabato scorsi, poco dopo le quattro del mattino. Secondo testimoni la donna, che ha un regolare lavoro e non ha precedenti con la giustizia, è uscita dal Mascara all’orario di chiusura del locale. Quindi si è diretta al parcheggio dove aveva lasciato la sua Fiat Punto. Straordinario che l’abbia ritrovata, viste le sue condizioni. Quando si è messa alla guida e ha cozzato contro la prima auto in sosta, anziché fermarsi, ha continuato a fare manovra e urtato un’altra auto e un’altra ancora. È stato il conducente dell’ultima auto centrata dalla Punto a mettersi all’inseguimento, previa telefonata alla Polizia stradale che, momento per momento, sapeva dove si dirigeva la fuggitiva. In via Torelli la conclusione della gimkana della donna ubriaca: dopo il test con l’etilometro gli agenti della pattuglia del distaccamento di Ostiglia le hanno ritirato la patente – regolarmente conseguita in Italia – e sequestrato l’auto che finirà all’asta. Oltre alla denuncia in Procura la donna dovrà pagare un verbale di 200 euro per essersi allontanata dal luogo dell’incidente. Dopo di che le arriveranno i conti del carrozziere per le auto danneggiate.

COMUNE.GENOVA.IT Salute e sicurezza al Salone Orientamenti: “Senza alcol e privi da ogni dipendenza” Comune di Genova, Asl 3 e Assoutenti in prima linea nella lotta alla dipendenza da bevande alcoliche tra i giovani. Si brinda con un cocktail alla frutta inventato dai ragazzi per il consumo di bevande alternative analcoliche michele luna “Senza alcol e privi da ogni dipendenza”. Questo il titolo di una iniziativa, presentata oggi nell’ambito del Salone Orientamenti 2017, voluta da Comune di Genova, Asl 3 e Assoutenti per: “l’educazione alla salute e alla sicurezza stradale in relazione alla dipendenza da bevande alcoliche tra i giovani e la promozione del consumo di bevande alternative analcoliche”. Molto spesso, la bevuta anche occasionale con gli amici, non viene percepita dai ragazzi come un comportamento a rischio, ma un’occasione di svago, un modo normale per trascorrere la serata. Un’azione di orientamento al bere moderato e responsabile, rigorosamente analcolico se ci si mette alla guida, può ridurre sensibilmente gli effetti negativi e a volte tragici dello “sballo” del sabato sera. “Allo stesso modo degli adulti– ha detto l’assessore alla sicurezza Stefano Garassino – i ragazzi tendono a sottovalutare la pericolosità dell’alcol, soprattutto quando si mettono alla guida. Al simulatore si possono vedere gli effetti terribili che un’alterazione da alcol può provocare quando si guida. Il 24 novembre daremo vita a una campagna informativa con la Asl 3 e la Polizia Municipale presso le scuole genovesi (la prima scuola sarà il Deledda Ndr) per spiegare ai ragazzi i rischi che corrono con l’uso di alcol e droga, un intervento preventivo in forma di discussione e informazione sul rischio della dipendenza. Ci si può divertire moltissimo anche senza ubriacarsi”. Il bere smodato fa ormai parte della cultura dello sballo, sempre più radicata tra i giovani, che esibiscono bicchiere o bottiglia come trofei, come simboli del passaggio dall’età adolescenziale a quella adulta, o come lasciapassare per l’ingresso nel “gruppo dei pari”. 

“Una cultura del divertimento – ha detto Furio Truzzi di Assoutenti Genova - dove c’è il ballo e non lo sballo. Dobbiamo costruire, insieme agli studenti, ai frequentatori della movida, ai locali e ai residenti del Centro Storico, un’alternativa allo schiamazzo notturno e molesto. Tutti ci vogliamo divertire, ma non contro i diritti al riposo degli altri e al vivere civile”.   Un dato preoccupante sull’abuso di alcol in età adolescenziale è la mancanza di prevenzione del fenomeno da parte della famiglia. I genitori non sembrano più in grado di cogliere in anticipo i segnali negativi che provengono dai figli. “E’ un problema – prosegue Truzzi - che chiama in causa un’altra agenzia affettiva che è la famiglia, che deve parlare di più con i propri ragazzi. Può capitare che un giovane si ubriachi, ma chi si ubriaca ogni sera si trasforma in un vuoto a perdere e lì c’è carenza di affetto da parte della famiglia. Ecco, forse sono i genitori i grandi assenti”.

GAZZETTA DI MANTOVA torna l'EMERGENZA AL POMA Alcolizzati e senzatetto assediano il pronto soccorso Steso su una barella, puzzolente, ubriaco, avvolto in una coperta e con le mani serrate con forza su una lattina di birra. Poco più in là, la sala d'aspetto del pronto soccorso e dall'altra parte il posto di polizia. È la scena che molte persone hanno visto domenica mattina all'ospedale Carlo Poma. L'atrio del pronto soccorso, negli ultimi giorni, è tornato ad essere un ostello per alcolisti e senza tetto. Ieri mattina la situazione si è ripetuta. E non mancano le proteste. «L'ospedale sembra ancora un dormitorio pubblico, un rifugio per disoccupati senza fissa dimora» dice un infermiere. Una panchina o un pianerottolo in cima alla scala antincendio come camera da letto, le toilette per i visitatori come bagno, le prese di corrente per ricaricare il cellulare. Da un paio di giorni, da quando si sono abbassate le temperature notturne, il personale di vigilanza dell'ospedale e gli agenti del posto di polizia sono costretti ad allontanare dall'area persone che bivaccano o cercano un posto per la notte. In passato avevano trovato riparo salendo le scale antincendio per raggiungere un'area coperta al secondo piano, sopra il pronto soccorso.

IL SECOLO XIX «Stop all’alcol attorno agli stadi» Marco Fagandini Lavagna - Lavagnese contro Sanremo era una partita di calcio guardata con sospetto dai carabinieri, domenica scorsa, per il timore di tafferugli. Che non ci sono stati, per fortuna, ma due tifosi di casa sono stati denunciati dai militari, giunti allo stadio in 15 per un servizio d’ordine rafforzato, per aver bucato uno pneumatico di un furgone di un sostenitore del Sanremo. Sono due degli undici che, durante la partita con il Ponsacco del 28 ottobre, erano stati già denunciati per aver acceso fumogeni dietro gli spogliatoi del Riboli. Una successione di episodi che preoccupa le forze dell’ordine. Così il commissariato di polizia di Chiavari, d’intesa con gli altri soggetti coinvolti nel gestire i match, ha scritto al Comune di Lavagna per chiedere che sia valutata la possibilità di realizzare ordinanze per vietare il consumo di alcol attorno allo stadio o di introdurlo sugli spalti durante le partite. Ha scritto per la verità anche a Sestri Levante, perché il 18 ottobre di un anno fa, dopo la partita con il Sanremo, erano scoppiati scontri tra sestresi e sostenitori della Virtus Entella giunti a dare manforte ai tifosi gemellati del ponente. L’alcol, per le forze dell’ordine, è uno dei fattori che possono generare tensione allo stadio. Per il Riboli c’è poi la questione dell’agibilità degli spalti, che ha provocato proteste durante la chiusura di alcuni settori. «La tribuna ospiti e quella sul lato delle scuole sono agibili - spiega Francesco Bellusci, direttore generale della Lavagnese - Purtroppo quella dietro le panchine rimarrà inagibile fino a giugno. Ci sono problemi tecnici che il Comune deve risolvere». E proprio ieri è stato consegnato lo spogliatoio ristrutturato. «Merito dei commissari: sbloccati lavori fermi da due anni». Sugli episodi segnalati dai carabinieri, che sarebbero riconducibili a una parte ristretta della tifoseria, Bellusci resta cauto: «Non saprei, chi ci segue anche in trasferta è sempre corretto e non ha provocato problemi. Un tempo c’era la questione dei fumogeni in campo, ma l’abbiamo risolta».

REPUBBLICA SCIENZE Scoperto il vino più antico del mondo In Georgia, sul fondo delle anfore di un villaggio di 8mila anni fa, sono state trovate tracce della bevanda. Segno che la vite è stata una delle prime piante coltivate dall'uomo. E che la "Rivoluzione del Neolitico", in tutta la regione, fu accompagnata dai brindisi di ELENA DUSI L’ERA GLACIALE aveva lasciato spazio a una Terra più tiepida. I cacciatori-raccoglitori cominciavano ad apprezzare i raccolti dei campi. E una delle prime tracce di quel nuovo mondo è ricomparsa oggi sul fondo di una giara. Acido tartarico, acido malico, acido succinico: l’impronta inconfondibile del vino, il primo mai fatto fermentare dall’uomo, come dimostra la datazione al radiocarbonio dell’anfora: 6.000 avanti Cristo. Siamo in Georgia, dove le viti ancora oggi crescono perfino sui muri screpolati e dove le stesse giare di terracotta vengono usate per la vendemmia, 8mila anni più tardi. Lo scavo neolitico di Gadachrili Gora, 50 chilometri a sud della capitale Tbilisi, ha scippato il primato del brindisi più antico a Hajji Firuz Tepe, sui monti dello Zagros in Iran, dove tracce di uva fermentata sono state trovate in un contenitore datato fra il 5.000 e il 5.400 a.C. Il risultato della scoperta georgiana è appena stato pubblicato sulla rivista scientifica Pnas, con il contributo dell’università di Milano, di quella di Toronto e del Museo Nazionale di Tbilisi. Gli archeologi hanno raccolto i contenitori dai due siti di Gadachrili Gora e Shulaveris Gora. Poi ne hanno analizzato i residui, rimasti indisturbati sul fondo e sulle pareti delle giare per millenni. “Quel che abbiamo trovato – spiega Stephen Batiuk, archeologo dell’università di Toronto – è il più antico esempio di coltivazione della vite allo scopo preciso di produrre vino”. Se nel mondo oggi esistono 10mila varietà di uva da tavola e da vendemmia, la Georgia ne ospita 500 solo fra quelle adatte alla vinificazione. “Segno – prosegue Batiuk – che la coltivazione e la produzione di nuove varietà della pianta vanno avanti da moltissimo tempo”. Nel Neolitico, per la diffusione della Vitis vinifera, il Caucaso viene considerato una regione altrettanto adatta dell’Italia o della Francia del sud di oggi. In Georgia i ricercatori di Pnas hanno trovato anche tracce di polline dell'epoca e raffigurazioni di tralci sui resti di ceramica. In Italia invece l’esempio più antico di fermentazione dell’uva è riemerso dagli scavi del monte Kronio, a Sciacca, e di Sant’Ippolito (Caltagirone). Le giare dissotterrate dagli archeologi sono risultate “positive all’alcoltest” proprio ad agosto di quest’anno: risalgono a circa 6mila anni fa. Per poter fermentare e poi essere servita sotto forma di vino, l’uva aveva bisogno di contenitori adatti. E non è un caso che fra le novità più importanti del neolitico – un’epoca che si estende tra il 15.000 e il 4.500 a.C., con scalette diverse a seconda dell’area geografica – ci sia proprio la produzione di stoviglie e ceramiche. “Altri grandi passi avanti riguardano le arti, la tecnologia e la cucina” conferma Batiuk. “Ma una delle prime manifestazioni dello stile di vita del Neolitico fu senz’altro la viticoltura. La coltivazione della vite portò all’emergere di una cultura del vino nella regione”. Ai brindisi si ricorreva per festeggiare o per celebrare riti religiosi. “La bevanda – conclude Batiuk – veniva usata come medicina, lubrificante sociale, sostanza psicotropa e come merce di scambio, prima nel Caucaso e poi in tutto il medio oriente”.

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