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vino, birra e alcolici

24/11/2017 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 24 novembre 2017 ( di redazione )

RASSEGNA STAMPA QUOTIDIANA SU VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

PER PREVENIRE IL CANCRO È MEGLIO NON BERE VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

ANCHE UN CONSUMO MODERATO DI ALCOL PUÒ PROVOCARE IL CANCRO - AFFERMA NOELLE LOCONTE, ONCOLOGA DELL’UNIVERSITÀ DEL WISCONSIN

http://www.lastampa.it/2017/11/23/scienza/benessere/anche-lalcol-favorisce-i-tumori-ecco-quanto-potete-bere-per-ridurre-i-rischi-RXqSU3Q094taxiX66crxbJ/pagina.html Anche l’alcol favorisce i tumori: ecco quanto potete bere per ridurre i rischi Pubblicato il 23/11/2017 FABIO DI TODARO Gli ultimi a lanciare l’allarme sono stati gli oncologi americani. «Anche un consumo moderato di alcol può provocare il cancro - afferma Noelle LoConte, primo autore del documento e oncologa del Carbone Center dell’Università del Wisconsin -. Limitarne l’assunzione vuol dire contribuire alla prevenzione dei tumori: così come si fa mettendosi la crema solare, non fumando e tenendo sotto controllo il proprio peso corporeo».   Anche oltreoceano, dunque, sono state recepite le crescenti evidenze scientifiche che considerano tutte le bevande alcoliche un fattore di rischio per l’insorgenza di almeno dieci tumori. «Per prevenire il cancro, è meglio non bere»,è d’altra parte il messaggio contenuto nel Codice Europeo contro il Cancro. Gli organi più esposti sono quelli dell’apparato digerente, come peraltro avvertivano i gastroenterologi europei già diversi mesi addietro.   Ma il messaggio punta in realtà pure alla prevenzione dei tumori al seno, all’endometrio e della cavità orale.  Alcol e tumori   Viste le crescenti evidenze non sorprende dunque che la quinta Settimana della consapevolezza sui danni provocati dall’alcol (www.awarh.eu) sia dedicata proprio al rapporto tra alcol e cancro. Secondo i dati che verranno presentati oggi nella sede del Parlamento Europeo, emerge preoccupante la stima del 12 per cento di nuove diagnosi oncologiche legate al consumo di bevande alcoliche. L’evidenza di abitudini di consumo eccessivo di alcol soprattutto da parte delle giovani generazioni ha fatto prevedere all’Organizzazione Mondiale della Sanità un futuro con un carico maggiore di malattie causate dall’alcol.   «Per questo sarebbero urgenti screening capillari di identificazione precoce e formazione specifica del personale sanitario abbinate a costanti campagne di comunicazione mirate a favorire scelte informate dei consumatori - osserva Emanuele Scafato, direttore del centro per l’organizzazione mondiale della Sanità per la ricerca e la promozione della salute sull’alcol, dell’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità e presidente della Società Italiana di Alcologia -. Sono soprattutto due i tumori maligni, quelli al seno e al colon, che richiedono una comunicazione mirata a contrastare la loro diffusione in età produttiva. Le principali linee guida internazionali e quelle italiane hanno già ridotto a circa dieci grammi (un bicchiere, ndr) per le donne e venti per gli uomini la quantità di alcol da non superare nella singola giornata. Ma va sempre considerato che, superati i dieci grammi, si incrementa il rischio di morbilità, mortalità e disabilità di oltre sessanta malattie. A queste condizioni importa poco che agli stessi livelli possa diminuire in alcuni casi il rischio cardiovascolare o di ammalarsi di diabete di tipo 2, se ci si ritrova poi nelle condizioni di affrontare, a causa di quegli stessi livelli di consumo, una malattia così grave come il cancro». Il rischio è dipendente dalla dose di consumo».  Ma è consenso unanime di tutte le società scientifiche indipendenti che non esistono soglie considerate sicure per la salute.   Poca informazione sui danni provocati dal consumo di alcolici   Il problema della scarsa informazione in merito ai danni provocati dall’alcol alla salute è testimoniato da un’indagine condotta a livello europeo secondo cui appena un cittadino su dieci è consapevole della connessione tra alcol e cancro, mentre uno su cinque non crede che esista un legame tra cancro e bevande.   La questione sarà al centro dell’evento organizzato stamane al Parlamento Europeo. «Il peso per la società dei danni legati all’alcol continua a crescere in maniera allarmante - anticipa il deputato Biljiana Borzan -. Nella regione europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa sette adulti su dieci bevono alcolici e i costi sanitari per curare le malattie provocate dal consumo di alcolici, stimati in 700 miliardi di euro, sono destinati a crescere».   A non favorire un’adeguata informazione in materia è pure l’industria di settore, come documentato da un review pubblicata sulla rivista scientifica «Drug & Alcohol». Gli autori hanno accusato i produttori di scarsa trasparenza nei confronti dei consumatori, in materia di informazione sul rischio oncologico. «Un atteggiamento che non può essere il frutto di un errore, ma bensì è un parallelo di quanto fatto per anni dall’industria del tabacco», hanno messo nero su bianco gli autori del documento, dopo aver analizzato le informazioni relative al cancro che comparivano nei siti web e nei documenti di quasi trenta aziende del settore alcolici in tutto il mondo.   Dall’analisi è emerso che sulla maggior parte dei siti le informazioni sul rischio di tumore legato al consumo cronico di bevande alcoliche risultava distorto: nello specifico relativamente ai dati riferiti ai tumori del seno e del colon-retto, i più diffusi tra quelli associati al consumo di birra, vino e superalcolici. Twitter @fabioditodaro  

UN’INTERESSANTE INIZIATIVA DI PREVENZIONE DA LEGGERE!!!

AL LINK SOTTOSTANTE TROVERETE ULTERIORI NOTIZIE

http://www.comune.genova.it/content/tristi-paradisi-i-danni-di-droghe-e-alcool-spiegati-ai-ragazzi Tristi paradisi: i danni di droghe e alcool spiegati ai ragazzi Paradisi artificiali. Testimonianze scientifiche e di vita connesse all'abuso di sostanze stupefacenti e alcool 23 novembre 2017 Un convegno giovane, giovedì 23 novembre ai Magazzini del Cotone, con testimonianze scientifiche e di vita connesse all’abuso di sostanze stupefacenti e alcool. Assessore Serafini: Ragazzi, non vale la pena giocarsi il cervello Una conferenza informale, il cui scopo non è quello di spaventare i ragazzi, ma offrire loro una informazione scientifica su ciò che succede nel corpo, e nella vita, di chi assume sostanze stupefacenti. “Faccio il neurochirurgo, non il sociologo o lo psicologo – mette subito in chiaro il professor Giulio Maira – e non sono qui per dirvi cosa è giusto o non è giusto fare, ma per mostrarvi evidenze scientifiche”. Sono immagini – come quelle della risonanza magnetica di un cervello che, dopo l’assunzione di cocaina, presenta devastazioni simili a quelle causate dall’Alzheimer -  e dati che parlano chiaro: l’80% dei giovani tra i 12 e i 18 anni è entrato almeno una volta in contatto col mondo della droga, l’abuso di alcool, o binge drinking, aumenta del 400% il rischio di infarto in persone giovani, la Liguria è una delle regioni con il maggior numero di ricoveri per droga, di cui il 12% legati alla cannabis (dati della Relazione al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia nel 2016). Intanto cominciano ad arrivare le domande che i ragazzi, tramite messaggi whatsapp, possono rivolgere in forma del tutto anonima. A leggerle ai relatori, senza che i ragazzi debbano “metterci la faccia”, è il giornalista di Primocanale Fabio Canessa che ha moderato i lavori della mattinata. “Cosa si intende per intossicazione da cannabis?”, “come è possibile finire al pronto soccorso per una droga considerata ‘leggera’? e, ancora, “se davvero farsi le canne è pericoloso, perchè si parla di liberalizzazione?” sono solo alcune delle curiosità dei giovani presenti ai Magazzini del Cotone (circa 800 per otto istituti superiori coinvolti). “Le droghe occupano gli stessi recettori della dopamina, l’assunzione di droga scatena quindi piacere, condizionando il funzionamento del nostro cervello in modo tale che quel piacere, patologico, venga ripetuto - spiega il professor Maira - ma si tratta quindi di uno sballo artificiale che danneggia l’organo cerebrale modificandone il metabolismo, l’efficienza, e alterando anche la nostra personalità e capacità di giudizio. Un cervello giovane che sta ancora formandosi viene bloccato nel suo sviluppo da queste sostanze”. E il cuore? “A livello cardiaco le droghe e l’alcol possono invece causare la dissecazione aortica, spasmi delle arterie coronariche e portare all’infarto” aggiunge il professor Antonio Rebuzzi¸ cardiologo del Policlinico Gemelli. Ma se i paradisi artificiali sono questi, esistono paradisi naturali? I relatori invitano i ragazzi a innamorarsi, a guardarsi negli occhi e  godere di un cielo stellato, perché le droghe naturali sono le emozioni e le passioni. E va in questo senso l’intervento conclusivo dell’assessore Elisa Serafini: “Credo che occasioni come queste siano utili strumenti per aiutarvi a prendere le vostre decisioni, per poter scegliere se vale la pena o meno di sballarsi. Per me non vale la pena: esistono modi diversi per divertirsi”. Se qualcuno avesse bisogno di una mano, a Genova c’è uno sportello della comunità di San Patrignano, “Dove ascoltiamo tutti e non cerchiamo di convincere nessuno” come dice Loredana Moreni che, da mamma di un ragazzo  "in percorso", è diventata volontaria e le cose le sa per averle vissute in prima persona. Durante la conferenza è stato presentato il dvd “ILoveLife” - curato dalla Fondazione Atena Onlus nell’ambito del progetto omonimo - che contiene una sequenza con l’attore Raoul Bova. Il video sarà distribuito nelle scuole, o a chi ne farà richiesta, per diffondere informazioni scientifiche sui danni di alcool e stupefacenti.

L’alcol contenuto nel vino, nella birra e nelle ALTRE BEVANDE ALCOLICHE PUò GENERARE VIOLENZA.

https://www.ecovicentino.it/valdagno/cinque-fermare-un-marito-violento-allontanato-casa-ventanni-maltrattamenti/ In cinque per fermare un marito violento: allontanato da casa dopo vent’anni di maltrattamenti Da Redazione - 23 novembre 2017 Ancora un grave caso di violenze familiari a Valdagno, con vessazioni e maltrattamenti che vanno avanti da vent’anni e resi ancora più gravi dall’abuso di alcol.Così, a meno di un mese dalla misura cautelare ottenuta ed eseguita dagli uomini del nucleo investigativo operativo della polizia locale Valle Agno per un caso di maltrattamenti familiari, gli agenti sono dovuti intervenire nuovamente per un altro caso analogo. A poche ore dalla giornata mondiale contro la violenza sulle donne, emerge infatti in tutta la sua gravità l’ennesima situazione di soprusi, esplosi il 17 novembre intorno alle 21, quando al telefono della polizia locale giunge una drammatica richiesta d’aiuto. Giunti immediatamente nell’abitazione, in città, da cui proveniva la telefonata, gli agenti si son trovati davanti un uomo di 43 anni che, in preda ai fumi dell’alcol, stava aggredendo la moglie e il figlio maggiore conviventi. Benché ferito in una colluttazione avuta poco prima col figlio, l’uomo era ancora molto aggressivo e minaccioso nei confronti dei suoi congiunti. Sono state necessarie ben cinque persone – fra agenti della polizia locale e personale sanitario del 118 – per contenere fisicamente con la forza l’uomo, al fine di evitare ulteriori violenze e per riuscire a sedarlo per prima di trasportarlo al pronto soccorso dell’ospedale San Lorenzo. I riscontri raccolti dalla polizia locale hanno permesso poi di verificare che il 43enne poche ore prima era stato fermato proprio da una pattuglia della polizia locale e gli era stata ritirata la patente per guida in stato di ebbrezza: dopo le prime cure al San Lorenzo l’uomo risultava avere ancora nel sangue un tasso alcolemico di 3 grammi per litro: ben sei volte quello consentito dalla legge. Date le circostanze, la polizia giudiziaria intervenuta in casa della moglie, sentito il parere del magistrato di turno, gli ha applicato la misura dell’allontanamento dalla casa familiare. Una serie di accertamenti e le testimonianze di diverse persone informate sui fatti, così come le dichiarazioni della moglie e del figlio hanno consentito agli agenti di ricostruire un quadro familiare tragico, con maltrattamenti, violenze fisiche e vessazioni familiari che andavano avanti da ben vent’anni e rese ancora più incontrollabili dall’utilizzo sconsiderato di alcol. Oltre all’allontanamento dalla casa familiare, l’uomo è stato quindi anche denunciato per maltrattamenti in famiglia e minacce aggravate.

http://www.ilrestodelcarlino.it/modena/cronaca/picchiata-sentenza-1.3556994 Modena, picchiata a sangue. “Mi ha quasi uccisa, ma tra poco sarà libero” L’appello di Patrizia: “Pena di soli 2 anni, doveva essere espulso” di VALENTINA REGGIANI Modena, 24 novembre 2017 - «E’ una cosa vergognosa, nel giro di un anno rischia di essere nuovamente in giro. Mi troverà ancora. Non si può vivere nel terrore». L’appello arriva da Patrizia, 50 anni, una delle tante, troppe vittime di violenza. Ieri il suo aggressore, l’ex compagno, un marocchino 26enne, è stato condannato con rito abbreviato a due anni e dieci mesi per violenza sessuale. A luglio, a Sassuolo, la trascinò nel casolare dell’ex Cisa Cerdisa e, dopo averla riempita di botte, provò a stuprarla. Lei riuscì a fuggire avvisando i carabinieri. Ha paura che possa ancora farle del male? «Lo ha sempre fatto. Per colpa di questa persona ho rischiato la vita tre volte. Eppure è stato processato solo per l’ultima aggressione, dalla quale ne esco con la vista ridotta e danni alla retina». Però la vostra storia è durata quattro anni «Salam si era presentato a casa mia nel 2014; io all’epoca lavoravo per un’agenzia di finanziamenti e conoscevo diversi marocchini; persone oneste. Lui era un loro amico e mi ha chiesto ospitalità. Da qui è nata la relazione». Non era violento inizialmente? «No; era un bel ragazzo e io avevo 47 anni. Mi sono invaghita ma, pian pianino, ha iniziato a diventare aggressivo e gelosissimo. Mi avrà buttato via almeno venti telefoni. Sono iniziate le botte, l’abuso di alcol e droga. Ad agosto 2016 c’è stata la prima vera aggressione: pensava avessi un altro e mi ha rotto le costole e il setto nasale. Sono scappata dalla finestra e ho avvisato i carabinieri». E’ stato arrestato? «Si ma è tornato libero poco dopo: mi ha costretta a riprenderlo in casa: mi vergognavo a dirlo alla mia famiglia o a mio figlio. Il 20 maggio, quando ho cercato di buttare via la sua droga, mi ha preso per i capelli e mi ha picchiata per mezz’ora. Mi ha colpito con un mattone in testa, rompendomi il braccio. Mi sono nascosta dai miei ma mi ha trovata». Poi è stato arrestato... «Si, lo hanno raggiunto dopo che mi aveva massacrata in quel capannone. Era luglio e i carabinieri lo hanno trovato a Rimini, dove si era rifugiato. Il rischio è che, una volta uscito, mi venga a cercare. E non so che fine mi farà fare». Ieri, in tribunale, un altro straniero, un tunisino di 27 anni, è stato condannato a 8 anni per violenza sessuale di gruppo. Si tratta di uno stupratore seriale che, almeno due volte, ha rapinato e violentato giovani prostitute. Dopo la prima vittima altre lucciole hanno sporto denuncia. Il giovane è sparito.

IL LAVORO DELLE FORZE DELL’ORDINE

http://www.ilgiorno.it/sesto/cronaca/cinisello-ubriachi-volante-1.3556401 Cinisello: ubriachi al volante, torna l’emergenza. La polizia locale: "Alziamo la guardia" In aumento i casi registrati dalle forze dell'ordine di ROSARIO PALAZZOLO Cinisello Balsamo (Milano), 24 novembre 2017 - All'alba di un sabato di inizio novembre, gli agenti della polizia locale si sono trovati a fare i conti con due giovani sudamericani che, dopo una notte di bagordi e alcol, si erano addormentati al volante fermi a un’incrocio del centro di Cinisello. Un episodio che racconta una tendenza purtroppo sempre più diffusa: la guida in stato d’ebbrezza. Che per la polizia locale di Cinisello Balsamo è tornata a essere un’emergenza. «Siamo dinanzi a un ritorno del fenomeno - spiega il comandante Fabio Crippa -. Purtroppo i numeri ci dicono che sempre più frequentemente le nostre pattuglie si imbattono in automobilisti che guidano ubriachi. Per fortuna non abbiamo registrato incidenti gravi, ma siamo coscienti che deve essere elevata l’attenzione da parte di tutti». I numeri parlano chiaro. Lo scorso annole violazioni alle norme del Codice della Strada per guida in stato di ebbrezza erano state in tutto 10. Quest’anno, fino a ottobre, sono state già 17e di queste almeno 10 sono state rilevate negli ultimi tre mesi. Numeri piccoli, che si riferiscono a controlli mirati. Tuttavia c’è la convinzione che il fenomeno sia ancora più diffuso, soprattutto tra gli extracomunitari che nelle notti dei weekend alzano il gomito e poi si mettono alla guida come se nulla fosse. Ma questi non sono gli unici. Tra gli italiani il fenomeno è infatti più diffuso tra gli over 40. A dimostrazione di ciò ci sono anche i risultati dei carabinieri che ogni fine settimana si imbattono in almeno un caso. La polizia locale negli ultimi mesi sta alzando l’attenzione, soprattutto nei controlli serali e all’alba. Le pattuglie dispongono anche di due nuovi sistemi di “pre test” che sono in grado di rilevare la presenza di alcol anche solo dal respiro delle persone controllate.

https://www.rivieraoggi.it/2017/11/22/254424/ubriachi-alla-guida-e-senza-patente-tre-denunce-e-patenti-ritirate/ Ubriachi alla guida e senza patente: tre denunce e patenti ritirate di Leonardo Delle Noci — 22 novembre 2017 Sono stati controllati, complessivamente, oltre quaranta autoveicoli (due dei quali sequestrati) ed una sessantina di persone GIULIANOVA – Nel fine settimana appena trascorso, i carabinieri della Compagnia di Giulianova hanno svolto un servizio straordinario di controllo del territorio, concentrando nel centro abitato di Roseto degli Abruzzi circa sette pattuglie. Particolare attenzione è stata rivolta al fenomeno della “movida notturna” con capillari controlli  nelle zone ove insistono esercizi pubblici con maggior affluenza di giovani nelle ore serali/notturne. Nel corso del servizio, che ha visto impiegati più di dodici militari dell’Arma, sono state denunciate in stato di libertà tre persone: due per guida in stato di ebbrezza alcoolica e una per guida senza patente. Sono stati controllati, complessivamente, oltre quaranta autoveicoli (due dei quali sequestrati) ed una sessantina di persone. 

SUCCEDE ANCHE QUESTO…

http://notizieoggi.com/2017/11/23/russia-tribunale-condanna-due-vandali-ubriachi-a-2-anni-senza-alcol/ Russia, tribunale condanna due vandali ubriachi a 2 anni senza alcol 23 novembre 2017 [ Fonte articolo: Rai News ] Condanna esemplare di un tribunale russo per due vandali ubriachi: 2 anni per ciascuno senza alcolici. I due, imprenditori, residenti nella regione di Yacuzia, ubriacandosi, si sono messi a sparare  sugli isolatori elettrici di vetro dei tralicci d’alta tensione, provocando un black-out in cinque distretti residenziali. Oltre al risarcimento di 10 mila euro a testa, è stata emessa anche una condanna penale per atti vandalici per 1 anno e 10 mesi per ciascuno degli imputati. L’esecuzione della condanna è stata sospesa per 2 anni, durante i quali ai due è stato imposto il divieto di bere alcol. In caso di ubriachezza andranno in prigione a scontare la condanna.

PER “FUTILI MOTIVI” O PER CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI?

http://www.ildiariometropolitano.it/cronaca-edizioni/milazzo-cronaca/3316-milazzo-rissa-tra-giovani-in-un-locale-i-carabinieri-effettuano-quattro-fermati-due-finiscono-in-ospedale.html Milazzo. Rissa tra giovani nella notte I Carabinieri effettuano tre arresti. In due finiscono in Ospedale. Scritto da La Redazione il 24 Novembre 2017. Sono dovuti intervenire i Carabinieri per sedare la rissa che è scoppiata nei pressi di uno dei locali cittadini dove solitamente si riunisce la Movida del centro città. Protagonisti della vicenda quattro persone, tre ragazzi ed una ragazza, che per futili motivihanno dato vita ad una rissa con i titolari del locale costretti a fare intervenire le forze dell'ordine. La ragazza, minorenne, ed uno dei ragazzi sono di Milazzo, di Barcellona Pozzo di Gotto e Terme Vigliatore gli altri due giovani. Resta da capire come mai la rissa sia scoppiata e se all'origine ci sia stata un'occhiata di troppo accompagnata da qualche apprezzamento non gradito. Fatto è che due dei ragazzi coinvolti nella rissa sono finiti in Ospedale, al pronto soccorso, dove sono stati curati e giudicati guaribili con pochi giorni di prognosi. Poi i Carabinieri hanno portato i quattro protagonisti della vicenda in caserma in attesa della convalida o meno del fermo da parte del Magistrato. I giovani sono accusati di rissa e danneggiamento, oltre che di disturbo della quiete pubblica. La zona interessata, la Via Colonnello Bertè, ha vissuto una nottata movimentata con l'arrivo della pattuglia dei Carabinieri che hanno sedato la rissa e portato via i ragazzi. 

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