» European Consumers membro del C.R.U.C. (Comitato Regionale Utenti e Consumatori), decreto n. T0421

European Consumers
CHI SIAMO | MISSION | INFO | LE ASSOCIAZIONI | LINK | FAQ  
AREE TEMATICHE
giovedý 14 dicembre 2017 - 01:39
GOOGLE
vino, birra e alcolici

26/11/2017 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 26 novembre 2017 ( di redazione )

PER PREVENIRE IL CANCRO È MEGLIO NON BERE VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

http://www.mauriziotommasini.it/alcol-rischio-cancro/ Alcol e cancro: il legame dimenticato

Alcol e aumento del rischio per varie forme di cancro, meccanismi, dati e studi In un clima di allarmismo continuo, terrorizzati dall’incombente minaccia di oliodipalmaglifosatocarnerossakillergranimoderniradioattiviglutine (da leggere così, tutto d’un fiato, che si sente di più la paura), c’è una simpatica sostanza, un cancerogeno di classe 1, che non è proprio captato dai sempre vigili radar dei catastrofisti di professione. Si tratta del buon, vecchio alcol etilico e oggi, in chiusura della Settimana di consapevolezza dei danni causati dall’alcol, mi piace dedicare qualche parola al misconosciuto rapporto tra alcol e cancro. L’alcol etilico è una componente essenziale di quella miriade di bevande alcoliche che la creatività umana ha saputo ricavare da un gran numero di materie prime. Birra, vino, liquori, sakè, sidro, sono parte integrante della cultura e delle tradizioni di società profondamente diverse tra loro, tutte accomunate dal profondo amore per questi inebrianti liquidi. Zuccheri e amidi presenti nell’uva, nell’orzo, nel riso, in una miriade di frutti e cereali, sono substrato perfetto per lieviti e batteri: il risultato di queste fermentazioni è l’alcol etilico. La produzione delle diverse bevande alcoliche è un processo complesso e delicato, quasi un’arte, e permette di ottenere prodotti diversi per gusto, aroma e, ovviamente, gradazione alcolica. La quantità di alcol in una bevanda è indicata dal titolo alcolimetrico ossia il numero di parti in volume di alcol su cento parti in volume del liquido: quel simpatico simbolo % vol, preceduto da un numero, che trovate riportato sulla confezione del prodotto. Il contenuto medio di alcol delle bevande più diffuse è molto vario: per la birra va dal 3 all’8% vol, il vino si attesta tra l’8 e il 15 % vol, i vini liquorosi possono arrivare intorno al 20% vol, mentre i vari liquori e distillati stanno tra il 25 e il 40% vol, ma ce ne sono alcuni decisamente più forti. L’unità alcolica è invece utilizzata per misurare il consumo di alcol. Per l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) una unità alcolica è pari a circa 12 grammi di alcol etilico, la quantità che troviamo in: ·         330 ml,di birra con titolo del 5% vol; ·         125 ml di vino con titolo del 12% vol; ·         40 ml di liquori o distillati con titolo del 40% vol; Secondo le indicazioni dell’OMS un uomo non dovrebbe consumare più di 2-3 unità alcoliche al giorno, mentre per la donna si consiglia un consumo minore, 1-2 unità alcoliche/die. Ovviamente bambini ed adolescenti NON DEVONO consumare alcun tipo di bevanda alcolica. Uomini e donne presentano diversa capacità di metabolizzare l’alcol (del metabolismo dell’alcol ho parlato in questo articolo), capacità che è estremamente ridotta nei bambini e nei giovani, fatto che spiega le diverse dosi raccomandate. [1] Il legame tra alcol e cancro: le prove È patrimonio comune che un consumo eccessivo e continuato di alcol rappresenti un problema molto serio per la salute. È anche abbastanza noto che un consumo moderato, nei limiti indicati dall’OMS, di vino rosso e alcolici possa avere un debole effetto protettivo nei confronti delle patologie cardiovascolari. Non è altrettanto diffusa la consapevolezza che il consumo d’alcol sia un importante fattore di rischio per diverse forme tumorali. Un gran numero di studi di popolazione ha mostrato una correlazione significativa tra consumo di bevande alcoliche e aumento del rischio di sviluppare un cancro.  Le prove sono convincenti, così convincenti da permetterci di parlare di un vero e proprio nesso causale, con qualche incertezza sulla reale portata dell’effetto. Sulla scorta di questi dati l’alcol è stato classificato dal WCRF/IARC (World Cancer Research Fund International/International Agency for Research on Cancer) tra gli agenti cancerogeni, inserito nel gruppo 1, quello che comprende gli agenti per cui esistono sufficienti prove scientifiche della loro capacità di causare tumori. [2, 3] I dati raccolti finora mostrano che il consumo di alcol può svolgere un ruolo importante nella genesi di queste diverse forme di cancro: ·         Bocca, faringe e laringe: un soggetto che consuma quattro o più unità alcoliche al giorno ha un rischio doppio o triplo di sviluppare questi tumori rispetto ad un astemio. Il rischio aumenta se il soggetto è anche un fumatore; ·         Esofago: il rischio è particolarmente alto in soggetti con deficienza di aldeide deidrogenasi 2, uno degli enzimi responsabile del metabolismo dell’alcol. ·         Fegato: l’alcol è un fattore di rischio importante per il carcinoma epatico, al pari delle infezioni croniche dovute ai virus dell’epatite B e C; ·         Colon e retto: un consumo di quattro o più unità alcoliche al giorno aumenta di 1,5 volte il rischio di di sviluppare questi tumori rispetto ad un astemio. Per ogni successivo aumento di 10g del consumo giornaliero di alcol il rischio aumenta di un altro 7%; ·         Seno: donne che consumino più di tre unità alcoliche al giorno presentano un aumento del rischio di sviluppare un cancro al seno 1,5 volte maggiore rispetto ad una astemia. Anche qui aumenti successivi di 10 g nel consumo giornaliero portano ad aumenti aggiuntivi, intorno al 7%. Il rischio non pare aumentare in maniera significativa per le varie forme di cancro che colpiscono prostata, pancreas, utero, ovaie, stomaco e vescica. Si è registrato un debolissimo effetto protettivo per tumori della tiroide, del rene e per alcune forme di linfoma. Non esiste un limite di sicurezza per il consumo di alcol, non c’è una quantità minima sotto la quale il rischio si azzera, ma appare evidente che tanto più elevato è il consumo, tanto maggiori sono i problemi. [4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12] Il legame tra alcol e cancro: i meccanismi Sono stati identificati diversi meccanismi con cui l’alcol può contribuire a un aumento del rischio di cancro: ·         L’alcol è una sostanza tossica che il nostro organismo elimina grazie all’intervento di diversi enzimi. Uno dei sottoprodotti di questi processi di detossificazione è l’acetaldeide, una sostanza che può danneggiare DNA e proteine e che stimola la proliferazione delle cellule epatiche, favorendone la trasformazione in cellule tumorali; ·         Il consumo di alcol aumenta la produzione di radicali liberi in grado di danneggiare DNA, proteine e lipidi; ·         L’alcol agisce da irritante sulle cellule, soprattutto di bocca, laringe ed esofago. Inoltre può aumentare l’assorbimento dei composti tossici presenti nel fumo di tacco da parte di queste cellule; ·         L’alcol riduce l’assorbimento di molte vitamine: A, C, D, E e carotenoidi, sostanze attive nel ridurre i danni derivanti dall’eccesso di radicali liberi; ·         L’alcol riduce l’assorbimento dei folati, sostanze essenziali per la stabilità del DNA. Una carenza di folati pare essere implicata nello sviluppo dei tumori di colon e seno; ·         L’alcol può aumentare il livello degli estrogeni, gli ormoni che nella donna controllano sviluppo e crescita dei tessuti del seno. Livelli molto elevati di estrogeni possono essere un importante fattore di rischio. La genetica gioca un ruolo non trascurabile nell’aumentare il rischio legato al consumo di alcol. Soggetti con una particolare forma di alcol deidrogenasi, uno degli enzimi responsabile del metabolismo dell’alcol, producono quantità maggiori di acetaldeide, con un aumento del rischio di cancro al pancreas. Soggetti che hanno una forma difettosa di una altro enzima, l’aldeide deidrogenasi, presentano invece un rischio aumentato di tumori dell’esofago. Un uno-due di impressionante potenza ve lo prendete in pieno volto se siete contemporaneamente forti fumatori e forti bevitori. Alcol e fumo amplificano l’uno i nefasti effetti dell’altro, aumentando in maniera rilevante il rischio di tumori di bocca, esofago, laringe e, naturalmente, polmoni. [13, 14, 15, 16] Il legame tra alcol e cancro: i dati I dati che legano il consumo di alcol a problemi di salute sono impressionanti. Soprattutto se si pensa che si tratta di rischi facilmente evitabili. L’Europa è purtroppo al primo posto per danni alla salute e morti premature imputabili all’alcol. E la situazione potrebbe aggravarsi, visto che un giovane europeo su cinque riporta un forte consumo di alcol almeno una volta a settimana. Si ritiene che a livello mondiale circa il 5,9% delle morti totali  sia causato dal consumo di alcol, e di queste 1 su 8 sono dovute a tumori:  circa il 12% dei casi totali di cancro vedono tra le possibili cause l’alcol. [17, 18, 19, 20, 21] Consumo di alcol e bevande alcoliche e aumento del rischio di cancroI numeri sono impressionanti, ma sono pochi, pochissimi, quelli che lanciano campagne mediatiche sul tema. Certo, nessuno auspica il ritorno del Proibizionismo (tranne forse i nipoti di Al Capone) ma una maggiore attenzione verso il problema — che purtroppo si sta facendo importante anche tra i giovani italiani — sarebbe auspicabile. Un’iniziativa come la Settimana per la consapevolezza dei danni legati all’alcol (trovate il sito web dedicato qui) passa completamente inosservata, senza nemmeno un cenno da parte dei media. Non intendo fare polemiche, ma ci si strappa i capelli per la presenza di qualche microgrammo di glifosato nel vino (il glifosato è un cancerogeno di classe 2, classificazione peraltro molto discussa) e si trascura completamente la presenza dell’alcol: è un po’ come preoccuparsi della porta del bagno che cigola mentre la casa sta andando a fuoco, non pensate? Detto questo dobbiamo considerare che il cancro è una costellazione di diverse patologie la cui causa è multifattoriale, un misto di genetica, ambiente e stile di vita che è difficile da districare. Il fatto che una sostanza aumenti il rischio di contrarre alcune forme di tumore non significa che la cosa accadrà sicuramente. Significa che quella sostanza deve essere trattata con attenzione. Le bevande alcoliche sono parte integrante della nostra cultura, una parte importante attorno alla quale si è solidificata l’identità di intere regioni, perno su cui ruotano enormi interessi economici. Sarebbe utopistico e sbagliato cercare di eliminarle: è giusto informare e promuovere un consumo consapevole, che tenga conto che si tratta di sostanze problematiche, non soltanto se ci si mette alla guida ubriachi ma anche se se ne fa un uso quotidiano un poco esuberante. Sarebbe importante cercare di capire quale è il vostro rapporto con l’alcol e con le bevande alcoliche. Se si tratta di un consumo occasionale, limitato a situazioni sociali, nel rispetto delle indicazioni dell’OMS, l’aumento del rischio è ridotto — mai assente, purtroppo —  e tutto sommato accettabile. Se invece siete consumatori abituali, che quelle quattro unità alcoliche le sistemano già a pranzo, sarebbe bene riconsideraste un poco queste abitudini: il rischio diventa infatti apprezzabile, tanto maggiore quanto più alto è il vostro consumo. E quello legato al cancro è, a questo punto, probabilmente uno dei problemi minori che potreste avere per il vostro esagerato consumo di alcol. Se siete astemi, siete a posto. E non vi venga in mente di iniziare a bere per fare il pieno di resveratrolo o per ridurre il rischio di infarti e ictus: non ne varrebbe di sicuro la pena. Come nipote di contadini che producevano un ottimo Chianti e uno spettacolare Vin Santo, ritengo che bere un buon vino (o della buona birra, ma questa al Colombaio non si faceva) sia un piacere. Ma proprio perché è un piacere va fatto con misura, senza esagerare, ricordando che in quel bicchiere uno dei componenti principali è l’alcol, una sostanza che i suoi problemi li ha.

OMICIDIO STRADALE

GAZZETTA DI MANTOVA Travolto in bici Il conducente pirata finisce in manette Bozzolo-Calvatone. Vittima un ex agricoltore di 74 anni L’automobilista ubriaco arrestato per omicidio stradale Si chiamava Alvise Boscaini ed aveva 74 anni il pensionato investito e ucciso venerdì sera sulla ex statale Cremonese tra Bozzolo e Calvatone, proprio sul confine tra le due province di Mantova e Cremona. Il furgone che l’aveva investito - l’abbiamo già scritto sul giornale di ieri - inizialmente si era dato alla fuga. Rincorso, ricercato dai carabinieri, poi il conducente ci ha ripensato ed è tornato sul luogo dell’incidente. Ma questo non gli ha evitato l’arresto per omicidio stradale e omissione di soccorso. Il giovane, M.A., 27 anni, cittadino romeno domiciliato come la vittima a Calvatone, oltretutto era ubriaco. Una volta compiute le formalità relativa a identificazione e notifica dell’arresto è stato accompagnato in carcere e il mezzo è stato sequestrato. Domani comparirà davanti al giudice per la direttissima. Ma torniamo a venerdì sera. Erano circa le dieci quando Alvise Boscaini, agricoltore in pensione, celibe, che viveva nelle campagne di Calvatone con uno dei quattro fratelli, Bruno, in sella ad una bici da donna stava tornando a casa da Bozzolo, dove era stato a cena in compagnia di amici in una trattoria. Non un lungo tratto di strada, ma comunque un tratto pericoloso, lungo una provinciale trafficata e buia. All’altezza di Castaldi Gomme, un furgone bianco come quello dei muratori, arrivava sulla stessa direzione Bozzolo-Cremona. Il giovane alla guida aveva bevuto, quindi probabilmente era poco lucido, inoltre la strada era al buio ed è impossibile ora sapere se la bicicletta fosse provvista di fanali (è andata distrutta, per i carabinieri di Casalmaggiore intervenuti sul posto non sarà facile capire se avesse i fanali e se fossero in funzione). Il furgone, quindi, come un razzo è arrivato a ridosso della bicicletta e l’ha travolta, facendo volare il pensionato sul ciglio della strada. Poi ha proseguito la sua corsa. Ma altri automobilisti di passaggio hanno visto la scena ed hanno subito chiamato 118 e 112. E poi si sono fermati a prestare i primi soccorsi. Una volta arrivato il personale sanitario di Croce Verde Bozzolo e automedica Asola, l’anziano è stato subito intubato e rianimato. Tutto inutile, troppo gravi le ferite riportate. È deceduto sul posto. Diverse pattuglie dei carabinieri si sono messe alla ricerca del furgone bianco. Nel frattempo, il conducente, forse per un ripensamento o perché aveva capito di essere inseguito, è tornato sul posto e si è costituito. La salma dell’anziano è stata composta alle camere mortuarie dell’ospedale Oglio Po, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Prima di domani sicuramente non sarà concesso il nulla osta alla sepoltura.  (dm)

CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI.

http://gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca/2017/11/25/news/mantova-scaraventato-nel-rio-dopo-la-lite-e-grave-1.16163235 Mantova: scaraventato nel Rio dopo la lite, è grave Ancora problemi in via Pescheria: clochard in Rianimazione dopo un volo di 5 metri. La polizia ferma l’aggressore di Giancarlo Oliani 25 novembre 2017 Mantova: getta nel Rio il rivale dopo il litigio. Grave il ferito, fermato l'aggressore Dopo un furioso litigio ha spinto il rivale giù dal parapetto di via Pescheria. All’arrivo della Polizia non ha nemmeno tentato di giustificarsi. «Sì sono stato io - avrebbe detto agli agenti della Volante - Mi aveva rotto». Il ferito è in Rianimazione al Carlo Poma, l'autore della spinta è stato portato in caserma. MANTOVA. Dopo un furioso litigio ha spinto il rivale giù dal parapetto di via Pescheria. All’arrivo della Polizia non ha nemmeno tentato di giustificarsi. «Sì sono stato io - avrebbe detto agli agenti della Volante - Mi aveva rotto». L’uomo, uno di quelli che stazionano dalla mattina alla sera sotto i portici delle Pescherie di Giulio Romano, è stato portato in caserma. La vittima, Ivan Marchini, di 45 anni, è ora ricoverato in gravi condizioni nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Mantova. A seguito della spinta è precipitato da un altezza di oltre cinque metri, sbattendo con il corpo sulla riva del Rio. Una caduta attutita, in qualche modo dalla ghiaia. Quando con l’aiuto dei vigili del fuoco è stato caricato su una barella e messo sull’ambulanza, era cosciente. Nell’impatto con il terreno ha riportato un trauma toracico. Ci sono stati momenti di grande tensione tra le persone presenti al fatto e il gruppo che staziona in quella parte di città, sempre più in emergenza. Tutto accade poco dopo le 15 di sabato 25 novembre. Nonostante il tempo incerto la via è affollata, il viavai di gente è continuo. Sotto i portici delle Pescherie il solito gruppo di senzatetto trascorre il tempo scolando bottiglie di birra e di vino. All’improvviso, tra loro, per futili motivi, nasce un’accesissima discussione. I toni si fanno sempre più esasperati finché uno dei due si avvicina all’altro, che è seduto sul parapetto del Rio e lo spinge di sotto. Un volo di oltre cinque metri. L’uomo non finisce in acqua ma sulla riva sassosa del Rio. L’impatto è particolarmente violento ma viene attutito dalla presenza di ghiaia. Perde i sensi. E sono in molti a temere il peggio. Ma poi accenna a un piccolo movimento. Qualcuno dalla strada chiama il 118. Sul posto accorre l’automedica e un’ambulanza della Croce Verde. I soccorritori non sono in grado di recuperare da soli il ferito. Per questo fanno intervenire i vigili del fuoco di Mantova. Sul posto arrivano due squadre che, immediatamente predispongono una barella su cui caricare il 45enne. Non è una operazione semplice. Raggiunta la riva del fiume, il personale sanitario del 118 presta immediato soccorso. All’uomo viene fatta una fleboclisi. Intanto in via Pescheria la situazione si surriscalda. L’aggressore, all’arrivo della polizia viene subito identificato. Non è difficile dal momento che lui stesso si autoaccusa dell’episodio. Secondo alcuni testimoni agli agenti della Volante avrebbe detto: «Sono stato io. Perché mi ha rotto le palle». Altri testimoni confermano la dichiarazione dell’uomo che poi è stato portato negli uffici della questura in piazza Sordello. Intanto i suoi “amici” cominciano a inveire contro chi si ferma per cercare di capire cos’è successo. Urla, calci e inseguimenti di persone assolutamente estranee ai fatti, “colpevoli” solo di essersi fermati a guardare. Proteste in via Pescheria, come nella vicinissima piazza Cavallotti. L’episodio infatti, secondo i residenti, non è che l’ultimo di una lunga serie. «Al mattino c’è pieno di ragazzi che bivaccano, al pomeriggio ci sono questi personaggi sempre ubriachi. Non ci sono controlli. Io vivo qui, ma non vedo passare le forze dell’ordine». Poco più in là, lo ricordiamo, c’è via Orefici, terra di conquista di una gang di minorenni che entra ed esce dai negozi spadroneggiando. «Prima di riqualificare il Rio - commenta un passante - il Comune dovrebbe pensare a come garantire maggior sicurezza. Siamo alla mercé di queste persone». Quei minorenni che anche sabato pomeriggio erano presenti e per nulla intimoriti dalle forze di polizia, sono quelli che da settimane imperversano nel centro di Mantova. Entrano nei negozi, si impadroniscono della merce e poi scappano. Se vengono fermati reagiscono violentemente. «Non si limitano ad entrare e rubare, ma ci insultano pure e ci minacciano» aveva commentato la commessa di un negozio rapinato. I commercianti di via Orefici non si sentono protetti. Lamentano ancora una volta l’assenza di telecamere e la scarsa presenza di pattuglie delle forze dell’ordine. I controlli notturni istituiti di recente per piazza Cavallotti - dicono in molti - dovrebbero essere estesi anche a quella zona della città dove, peraltro, si concentrano molti negozi e attività commerciali. Esercenti e residenti si aspettano un intervento efficace. 

https://www.piacenza24.eu/ferito-con-un-taglio-alla-gola-borgonovo-e-condotto-al-pronto-soccorso-fermato-il-presunto-aggressore/ Dopo la lite torna in piazza con un coltello e ferisce alla gola il rivale, 50enne arrestato per tentato omicidio 25 novembre 2017 E’ stato arrestato il piacentino fermato ieri sera, venerdì 24 novembre, a Borgonovo sospettato di aver accoltellato un uomo albanese di 38 anni. I sospetti sono diventati tanto saldi da far scattare le manette ai polsi dell’aggressore, un 50enne residente nel capoluogo della Valtidone. Secondo la ricostruzione dei carabinieri tutto sarebbe iniziato intorno alle 21,30 nei pressi di un bar in piazza De Cristoforis. Tra il 50enne e il 38enne sarebbe nata una lite, infiammata principalmente dai fumi dell’alcol. A un certopunto l’italiano si sarebbe allontanato e il litigio sarebbe finito con un nulla di fatto. Solo apparentemente, però. Infatti il piacentino si sarebbe allontanato non per porre fine al diverbio, bensì per recarsi alla propria abitazione e recuperare un coltello da cucina. Tornato davanti al locale avrebbe sorpreso alle spalle l’albanese e inferto un fendente alla gola dello straniero. Sul posto sono subito intervenuti i soccorsi del 118 che hanno condotto il ferito al pronto soccorso dove si trova tuttora ricoverato: non sarebbe comunque in pericolo di vita. I militari di Borgonovo, guidati dal maresciallo Cosimo Scialpi, hanno subito avviato le indagini del caso risalendo ben presto all’identità del 50enne: per lui le accuse sono di tentato omicidio premeditato.

CONTINUA LA VENDITA DI ALCOLICI AI MINORENNI! BISOGNA INVENTARE IL MINORENNICIDIO ALCOLICO?

http://www.primonumero.it/attualita/primopiano/articolo.php?id=26556 14enne in coma etilico nella notte. Nuovo sballo dei giovani in città: cicchetti fino a stordirsi Pubblicato il 26/11/2017 Notte di paura nel centro storico di Campobasso: poco dopo la mezzanotte, alcuni cittadini hanno chiesto l’intervento di un’ambulanza del 118 per soccorrere un ragazzino che aveva perso i sensi dopo aver bevuto troppo in compagnia degli amici. L’episodio conferma che anche in città ha preso piede il cosiddetto ’binge drinking’, bere fino a stordirsi ingerendo in un paio di ore e a stomaco vuoto bicchierini di alcol. Campobasso. La sbornia presa con un gruppetto di amici poteva costargli la vita. In coma etilico a soli 14 anni, dopo aver ingerito alcol, tanto alcol. Probabilmente cicchetti bevuti ‘a flash’, in un solo sorso e in poche ore. Lui, ad un certo punto, si è accasciato al suolo privo di sensi in via Cannavina davanti agli occhi degli amici e dei passanti. Capendo che la situazione era precipitata, i coetanei spaventati hanno provato a rialzarlo, ma nulla. Lui non dava più segni di vita. «Bisogna chiamare subito il 118», ha suggerito qualcuno che passava in quel momento nella stradina del centro storico che collega via Marconi a piazza San Leonardo. «Ci vuole un medico, vedete che non risponde più?». E così in un clima di tensione e apprensione, la chiamata al 118. Quando l’ambulanza è arrivata stanotte, intorno a mezzanotte e un quarto, ha dovuto prima farsi largo tra il capannello di giovani in giro a quell’ora in via Ferrari, la strada dei pub, distante qualche metro dal luogo in cui il ragazzo si è sentito male. «Che è successo? Chi si è sentito male?», ha chiesto qualcuno incuriosito ma anche un po’ spaventato. «Ho visto con i miei occhi quando il ragazzino di 14 anni ha perso i sensi. Gli amici non volevano nemmeno che venisse chiamato il 118», il racconto di un testimone. Grazie all’intervento del 118, il giovane è stato portato con codice 2 all’ospedale Cardarelli dove gli sono state prestate le cure del caso. Impossibile sapere questa mattina informazioni sulle sue condizioni: bocche cucite al 118 per la privacy. Certo, c’è un minore da tutelare, ma al tempo stesso occorre lanciare un appello per sensibilizzare sull’abuso di alcol e droghe leggere anche tra i giovani di Campobasso. I ragazzi possono avere facilmente accesso a alcolici e superalcolici. Entrano nei locali e consumano senza che nessuno chieda loro la carta d’identità. E loro bevono, quasi sempre a stomaco vuoto perché «così fa più effetto», poi si sentono male. Gli interventi del 118 ormai sono ormai numerosi. Segno che anche nel capoluogo il nuovo sballo, la moda definita del ‘binge drinking’: cicchetti bevuti in poche ore fino a stordirsi. In Italia si inizia a bere prestissimo: 14 anni la media. La stessa età del ragazzino di Campobasso che questa notte ha rischiato la vita. A lui è andata bene, ma tanti altri giovani invece sono morti proprio per essersi messi alla guida dopo aver bevuto troppo.

IL LAVORO DELLE FORZE DELL’ORDINE

http://giornaledilecco.it/cronaca/alcol-incidenti-soccorsi-quattro-giovani-sirene-notte/ Alcol e incidenti soccorsi quattro giovani Interventi dei sanitari in Brianza, sul Lago e a Lecco 26.11.17 Notte movimentata per i soccorritori lecchesi e meratesi tra malori per alcol e incidenti. Alcol e incidenti Poco dopo l’1.30 a Barazanò si è temuto il peggio per un grave incidente stradale. E’ successo in via Leonardo da Vinci. Coinvolte due auto. Sul posto la centrale operativa del 118 ha inviato un’automedica in codice rosso. Sempre i codice sono intervenuti anche i volontari della Croce Rossa. Fortunatamente le ferite riportate dai giovani coinvolti, un 18enne e un 26enne, sono risultate meno gravi del previsto. Entrambi infatti, dopo le cure sul posto, sono stati trasportati in ospedale a Merate per accertamenti in codice verde. Ancora da chiarire la dinamica dell’incidente. Toccherà alle forze dell’ordine intervenute sul posto capire cosa sia successo Soccorsi anche sul Lago Intorno alle 3.45 soccorritori in azione invece sul lago, a Dervio, dove due auto si sono scontrate in via Matteotti. Sul posto Carabinieri del Comando provinciale di Lecco e volontari del soccorso do Bellano. Ad avere la peggio un ragazzo di 19 anni che è stato trasportato, fortunatamente in codice verde, all’ospedale di Gravedona Intossicazione etilica Volontari della Croce Rossa di lecco infine mobilitati intorno alle 4.30. I soccorritori si sono presi cura di una giovane donna, una 25enne, che si era sentita male dopo aver esagerato con l’alcol. E’ successo a Lecco, in corso Martiri. La 25enne è stata trasportata al Manzoni.

All'interno della Rassegna Stampa vengono pubblicati gli articoli di altre testate giornalistiche complete di eventuali nomi propri di persone coinvolte nei fatti. Europeanconsumers non vuole mettere alla gogna nessuno, pertanto chiunque voglia cancellare il proprio nome da un articolo pubblicato potrÓ farlo semplicemente mandando una mail a info@europeanconsumers.it indicando il proprio nome e l'indirizzo dell'articolo in questione.