» European Consumers membro del C.R.U.C. (Comitato Regionale Utenti e Consumatori), decreto n. T0421

European Consumers
CHI SIAMO | MISSION | INFO | LE ASSOCIAZIONI | LINK | FAQ  
AREE TEMATICHE
giovedý 14 dicembre 2017 - 01:40
GOOGLE
vino, birra e alcolici

28/11/2017 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 27 novembre 2017 ( di redazione )

WINENEWS Se Eurocare, l’alleanza di 60 organizzazioni salutiste di 25 Paesi d’Europa che lotta contro l’abuso di alcol, sceglie Twitter per scagliarsi contro il vino. Al centro ancora “questioni di etichetta”. E se la risposta arrivasse dal “QR code”? La lotta agli abusi, sacrosanta, rischia a volte di sfociare nell’eccesso, nella mancanza di obiettività e nel contrasto cieco che non fa distinzioni. Così, la battaglia di Eurocare, l’alleanza di 60 organizzazioni salutiste di 25 Paesi d’Europa, che da anni fa pressioni sulle Istituzioni europee per una maggiore azione di prevenzione ed informazione sui rischi legati al consumo di alcolici, adesso sfocia sui social, o meglio su Twitter, dove Eurocare sembra aver preso di mira proprio il prodotto più legato alla terra ed alla cultura, quel vino che, da parte sua, si propone come prodotto alimentare di qualità, non come mero divertissement. (*) Una svolta, almeno in termini di comunicazione, particolarmente aggressiva, come sottolinea il portale francese “Vitisphere” (www.vitisphere.com ), il cui scopo sarebbe l’introduzione della famosa etichetta nutrizionale che, per quanto riguarda il vino, è una procedura tutt’altro che semplice ma, prima o poi, necessaria, come emerso anche dal primo congresso dell’Efow - European Federation of Origin Wine, nei giorni scorsi a Bruxelles. Certo, far passare un concetto a suo modo ovvio, come la variabilità del contenuto di una bottiglia che dipende, nel caso del vino, da mille fattori diversi, è difficile, ma la sintesi tra un’etichetta chilometrica e le “necessità” del consumatore, potrebbe arrivare dalla tecnologia: un “QR code” in etichetta, che rimandi alla scheda tecnica del vino ospitata dal sito internet dell’azienda, con tutte le informazioni del caso, all’interno di una legislazione europea condivisa da tutti i Paesi dell’area Ue. Basterà ad attutire i toni di una campagna sempre più spigolosa tra salutisti e mondo enoico? Staremo a vedere ...

(*) Nota: prendiamo l’Italia. Tra gli utenti in carico a servizi per problemi alcolcorrelati, la bevanda di uso prevalente è il vino nel 62,8% dei casi. Secondo il Global Status Report in Alcohol and Health 2014 dell’OMS, il 66% dell’alcol consumato in Italia viene ingerito per il tramite del vino (la birra il 23%, i superalcolici 11%). Contrastare la sofferenza causata dal bere significa soprattutto adoperarsi per diminuire i consumi di vino.

WINENEWS “Non bisogna accomunare cultura del vino con abuso di alcol”: così il vice presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, Massimo Fiorio, condanna la condotta in materia di politiche sanitarie della presidenza estone della Ue All’eterno dibattito sul confine tra “cultura del bere” e “sballo” si aggiunge un nuovo capitolo, scritto dalla presidenza semestrale estone dell’Unione Europea e il vice presidente della Commissione Agricoltura di Montecitorio Massimo Fiorio. Il Paese nordico, in questi mesi di governo, ha promosso il “Crossborders aspects in alcohol policy - tackling harmful use of alcohol” in materia di politiche sanitarie che, in poche parole, considera l’alcol al pari del tabacco, senza distinzioni e senza il “bere responsabile”; atteggiamento che, a detta del deputato del Pd, danneggerebbe l’Italia e tutti quei Paesi in cui c’è una cultura del bere radicata nella tradizione e nella storia. (*) Fiorio ha chiesto quindi all’Unione Europa di non fare l’errore di associare cultura del vino con l’abuso di alcol, e che l’Italia si dissoci da questo orientamento comunitario. (**) “La cultura mediterranea del vino, la sua storia e la sua tradizione - ha affermato Massimo Fiorio - non hanno niente a che vedere con la visione nordeuropea di eccesso e sballo. Ogni esagerazione va stigmatizzata e va promossa l’educazione al “bere responsabile” - conclude Fiorio - ma chiediamo al governo ed ai ministeri competenti di rigettare con forza ogni posizione dell’Ue che stigmatizzi le bevande alcoliche mettendone in risalto solo l’aspetto dannoso”.

(*) Nota: considerare l’alcol al pari del tabacco, senza distinzioni e senza il “bere responsabile”, non è un “atteggiamento”, ma una constatazione scientifica.

(**) Nota: come dimostrano i numeri della nota all’articolo precedente. L’Italia è il paese in cui più di tutti il contrasto ai problemi e alle sofferenze alcolcorrelate passa per il contrasto ai consumi del vino, perché da noi è tale bevanda di gran lunga il principale veicolo di ingestione alcolica. Quello che si vorrebbe fare, ovvero combattere i problemi alcolcorrelati tutelando il vino, è un po’ come voler contrastare il tabagismo… tutelando la sigaretta. A questi interventi del rappresentante della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati occorrerebbe rispondesse un analogo della Commissione Salute che, dati alla mano, lo smentisse.

L’ECO DI BERGAMO «Multe ai genitori di ragazzi che bevono» La proposta di Ascom, che ne pensi? Sempre più spesso si legge di minorenni che finiscono in ospedale per abuso di alcol, come è capitato sabato a Seriate. Un problema da non sottovalutare e che ha grossi rischi. Eppure la legge è molto chiara a riguardo e ora c’è anche una proposta dell’Ascom nazionale. A detta degli esperti, spesso i minorenni sottovalutano i rischi dell’assunzione eccessiva di sostanze alcoliche. Eppure c’è una spiegazione medica: sotto i vent’anni, a differenza degli adulti, le persone non hanno ancora prodotto gli enzimi che permettono all’organismo di metabolizzare l’alcol. Che, quindi, anziché venire filtrato dal fegato, finisce direttamente al cervello, provocando danni certi e immediati. La conseguenza più grave può essere il coma etilico, che può portare, in soggetti minorenni, anche alla morte. La legge è molto chiara: sotto i 18 anni di età la somministrazione e la vendita di bevande alcoliche sono vietate. Inoltre, chi vende o somministra alcolici a ragazzi sotto i 16 anni si becca pure una denuncia di natura penale. Tra i 16 e i 18 anni il provvedimento è di natura amministrativa, ma in entrambi i casi il titolare di un esercizio pubblico o un negozio rischia la sospensione della licenza e la chiusura dell’attività. Per questo baristi e negozianti sono obbligati a chiedere la carta d’identità ai ragazzi. Sempre a detta degli esperti, inoltre, il primo contatto tra i giovanissimi e l’alcol non avviene tra gli amici o nei locali, bensì in famiglia, dove spesso non c’è la percezione del rischio. A differenza dell’utilizzo di sostanze stupefacenti, che viene visto in maniera negativa dentro le mura domestiche, il bere alcolici viene in qualche modo tollerato e sottovalutato. Fino a quando non si verificano situazioni estreme, come il caso di sabato sera a Seriate. Anche per questo l’Ascom nazionale ha ipotizzato la possibilità di introdurre delle multe per i genitori dei ragazzi che vengono pizzicati a bere alcolici: un modo per porre l’attenzione su un tema altrimenti troppo poco considerato e bollato come un divertimento del sabato sera, attraverso il quale ogni ragazzo dovrebbe passare. Che ne pensi?

GAMESBLOG.IT Drinkopoly: il party game per Natale 2017 di FabioPagano domenica 26 novembre 2017 È un gioco adatto alle serate di festa in cui si ha poca voglia di pensare e tanta voglia di divertirsi http://www.gamesblog.it/post/425574/drinkopoly-il-party-game-per-natale-2017 drinkopoly Le serate di festa si avvicinano e se avete voglia di qualcosa di più movimentato della solita tombola o del Mercante in Fiera allora abbiamo il gioco che fa per voi. Basta un pizzico di voglia di divertirsi, qualche bottiglia di birra o di spumante e un po’ di bicchierini. Se avete tutti i requisiti il gioco che fa al vostro caso è il party game “Drinkopoly – Il gioco che vi annebbierà i ricordi”, prodotto da KD, importato in Italia da Dal Tenda, che metterà al tavolo da 2 a 6 giocatori intenti ad arrivare con le proprie pedine alla fine del tabellone. Se siete di più non vi preoccupate si può sempre giocare in coppia. Come si può facilmente intuire dal nome, Drinkopoly rincorre la falsa riga di Monopoly in cui non esistono alberghi o società da comprare ma bensì verrà messa a dura prova la sobrietà delle persone in una sfida all’ultimo drink. Nella scatola troverete un dado, 6 pedine, un mazzo di carte con delle azioni da effettuare davvero goliardiche come “imita una persona al tavolo” oppure “fa una lap dance”), e un tabellone con 44 caselle. Le regole sono semplici: ogni giocatore al proprio turno lancia il dado e muove la pedina di tante caselle quanto il lancio del dado effettuato; ad ogni casella è associata una “penitenza” che il giocatore dovrà effettuare. Ogni penitenza ha uno sfondo alcolico: bere un drink; il giocatore e il compagno alla sua destra dovranno bene due drink e così via. Finito il turno si passa al giocatore accanto e..la sfida alcolica ricomincia! Il gioco risulta veramente simpatico sin già dalla prima rollata di dadi: è uno di quei casi dove un meccanismo molto semplice viene enfatizzato dalla compagnia e dall’alcol presente sul tavolo... Vedere in che modo i giocatori riescono a subire le penitenze o effettuare le azioni nel momento in cui i drink entrano in circolo rende il tutto un ottimo motivo per rimanere a casa, e non guidare, in compagnia di amici con la vostra stessa voglia di divertirsi. Non mancherà un pizzico di vergogna, risate a crepapelle e tantissimi motivi per rigiocare di nuovo a Drinkopoly! (*)

(*) Nota: wow. Il massimo del divertimento è quando due finiscono all'Ospedale, mentre gli altri litigano, tranne quello che è nel bagno a vomitare. Veramente simpatico! Drinkopoly, il gioco che vi annebbierà i ricordi!!!

L’ECO DI BERGAMO Abuso d’alcol fuori dal locale Due 16enni finiscono in ospedale Due ragazzini di soli 16 anni sono finiti in ospedale dopo essere stati soccorsi dal 118 per intossicazione etilica. Entrambi sono fuori pericolo, ma in un primo momento le condizioni in particolare di uno dei due erano parse molto serie, tanto da essere stato trasportato in ambulanza all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo in codice rosso. L’amico, pure sedicenne – entrambi sono italiani e vivono nella media pianura bergamasca (omettiamo ulteriori dettagli in quanto minorenni) – era meno grave: è stato portato all’ospedale di Seriate. Entrambi nella giornata di domenica sono poi stati dimessi. Tutto è cominciato poco prima dell’1,30, nel parcheggio antistante «Koko’s disco club» di via Nazionale a Seriate. I due ragazzini hanno perso i sensi dopo aver ecceduto nel bere sostanze alcoliche. (*) Sono stati gli amici a chiedere l’intervento dei soccorritori, visto che i due sedicenni non si reggevano più in piedi.

(*) Nota: se scrivo “abuso” d’alcol, o “ecceduto” nel bere bevande alcoliche, lascio intendere che esista un consumo alcolico appropriato a 16 anni. Nonostante la legge lo proibisca. Il cambio di cultura, che auspichiamo, passa anche per una particolare attenzione alla terminologia che viene utilizzata.

VILLAFRANCAWEEK All'Anti si fa formazione contro l'abuso di alcol Dopo aver girato tutta la provincia di Verona e incontrato centinaia e centinaia di ragazzi il progetto “Non troppo piccoli per parlare di alcool” torna a Villafranca. Infatti nella mattinata del 27 novembre i volontari di Anas, Associazione nazionale di azione sociale, coadiuvati dai volontari dell’associazione alcolisti anonimi di Verona, hanno incontrato al Liceo Carlo Anti di Villafranca, centinaia di ragazzi delle classi prime, riuniti per l’occasione in aula magna.  I volontari Anas, consapevoli del fatto che il problema dell’alcolismo giovanile è tutt’altro che risolto, non mollano la presa e continuano a incontrare gli adolescenti al fine di metterli in guardia da questo tipo di dipendenza. Fornite informazioni di tipo scientifico, affiancate alle esperienze degli alcolisti e dei loro familiari, sempre presenti a questi incontri, i volontari e gli studenti hanno dato vita a un incontro che non si ferma all’informazione ma volge al confronto, incontro che è rivolto di norma agli alunni delle scuole medie ma anche alle prime classi delle superiori. In chiusura è stata anche l’occasione per i ragazzi di porre domande in forma anonima in modo da creare un confronto costruttivo per rendere l’adolescente consapevole dei rischi che corre prendendo in mano un bicchiere con sostanze alcoliche al suo interno, avviando quindi un dibattito sul tema trattato. I volontari al termine hanno offerto come di norma un aperitivo analcolico lanciando un messaggio chiaro, volto allo stare più insieme senza bere: “L’alcool non ti fa divertire ....gli amici si!!!”.

PAESE24 Rossano. Alcol e rischi, la prevenzione tra i banchi di scuola E' stato presentato a Rossano il progetto "Analcolicamente". All'iniziativa, voluta dall'Istituto Comprensivo Rossano 1, hanno preso parte il Dirigente Scolastico, il Prof. Antonio Franco Pistoia, il dott. Paolo Savoia (Sert dell'ASP di Cosenza), la vice-preside, Barbara Casciaro, i docenti: Patrizia Straface, Rosamaria Golluscio e Cinzia Traiano, ma anche numerosi insegnanti ed alcuni rappresentanti delle diverse associazioni del territorio. I docenti Patrizia Straface e Rosamaria Golluscio, dopo la proiezione di un filmato dedicato all'abuso di alcolnegli adolescenti, si sono soffermati sulle linee guida del progetto. Questo servirà a sensibilizzare i tanti giovani studenti facendo capire loro i danni che può provocare alla salute facendo uso di bevande alcoliche. Un fenomeno che, negli ultimi anni, ha fatto registrare dati allarmanti. E' cresciuto, tra l'altro, l'abuso di alcolsoprattutto negli adolescenti a causa di fragilità di carattere individuale, psicologico e sociali che, più delle volte, possono sfociale in atteggiamenti di alcolizzazione patologica. (*) In Europa si registra 1 decesso su 4, tra i 15 ed i 29 anni, per un totale di 55mila morti l'anno a causa di incidenti automobilistici, avvelenamento, suicidi indotti al bisogno di liberarsi dall'alcolismo, omicidi legati allo stesso fenomeno. In italia, invece, sono oltre 170mila gli incidenti stradali che si verificano annualmente sulla strada di cui 50mila sono attribuiti all'elevato tasso di alcol nell'organismo che è anche principale causa di cirrosi epatica. Molto interessante, tra l'altro, la relazione del dott. Paolo Savoia (Responsabile del Sert di Rossano) che, nel corso del suo minuzioso e dettagliato intervento, ha sottolineato i problemi che si registrano anche nell'intera area urbana Rossano-Corigliano e non solo in cui, purtroppo, sono aumentati i giovani che fanno uso di sostanze stupefacenti e, soprattutto, di bevande super alcoliche. Interessanti, inoltre, gli interventi dei referenti delle diverse Associazioni del territorio che hanno deciso di stare al fianco dell'Istituto Comprensivo Rossano 1 in questo progetto. Un progetto che, come sottolineiamo, servirà a sensibilizzare gli alunni, attraverso una serie di incontri e seminari di studio, al fine di evitare l'uso quotidianodi bevande alcoliche che danneggiano la salute. La "mission" è quella di emarginare il fenomeno e di aiutare, allo stesso tempo, i tanti giovani studenti ad una vita sana evitando di fare abuso di super alcolici. (**)

(*) Nota: se l’alcolizzazione dei ragazzi è fisiologica va bene? Basta che non sia patologica!

(*) Nota: speriamo che ai ragazzi non abbiano detto davvero queste cose. Ho evidenziato in verde alcuni passaggi francamente difficili da accettare.

TOSCANAMEDIANEWS Urla e alcol nelle notti di movida, tutti assolti Sentenza di assoluzione emessa dal Tribunale di Firenze per i 19 gestori dei locali in Santa Croce accusati di causare rumori molesti di notte FIRENZE — Tutti assolti "perché il fatto non sussiste". Con questa formula il giudice Giampaolo Boninsegna ha pronunciato la sentenza di assoluzione per i gestori dei locali che si affacciano sulla strada della movida fiorentina. A loro erano contestati i rumori molesti accompagnati da grida, schiamazzi, musica alta e in alcuni casi anche gente ubriaca in strada, che nel tempo hanno innescato le proteste dei residenti del quartiere di Santa Croce. Per gli imputati il pubblico ministero aveva chiesto un'ammenda da 309 euro.  Nel 2012 era stata aperta un'inchiesta della procura dopo un blitz della polizia e per qualche tempo si arrivò anche al sequestro dei locali in modo da tenerli chiusi la notte. Ad annullare il provvedimento fu poi il tribunale del riesame.  Le motivazioni della sentenza sono attese fra tre mesi. 



All'interno della Rassegna Stampa vengono pubblicati gli articoli di altre testate giornalistiche complete di eventuali nomi propri di persone coinvolte nei fatti. Europeanconsumers non vuole mettere alla gogna nessuno, pertanto chiunque voglia cancellare il proprio nome da un articolo pubblicato potrÓ farlo semplicemente mandando una mail a info@europeanconsumers.it indicando il proprio nome e l'indirizzo dell'articolo in questione.