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vino, birra e alcolici

28/11/2017 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 28 novembre 2017 ( di redazione )

DEPUTATIPD.IT Salute: Fiorio, Unione europea non equipari cultura del vino ad abuso di alcol "L'Unione europea non accomuni la cultura del vino all'abuso di alcol. L'Italia si dissoci da questi orientamenti comunitari": è quanto chiede al governo il deputato Pd e vice presidente della Commissione Agricoltura di Montecitorio Massimo Fiorio sul documento conclusivo “Crossborders aspects in alcohol policy-tackling harmful use of alcohol” che la presidenza semestrale estone ha promosso in questi mesi sulle politiche sanitarie. “Le bevande alcoliche vengono equiparate tout court al tabacco, negando di fatto la loro natura di prodotto alimentare. La cultura mediterranea del vino, la sua storia e la sua tradizione non hanno niente a che vedere con la visione nordeuropea di eccesso e sballo”. “Ogni esagerazione va stigmatizzata e va promossa l’educazione al ‘bere responsabile’ conclude Massimo Fiorio – ma chiediamo al governo ed ai ministeri competenti di rigettare con forza ogni posizione dell’Ue che stigmatizzi le bevande alcoliche mettendone in risalto solo l’aspetto dannoso”. (*)

(*) Nota: ho scritto il mio parere in merito a Massimo Fiorio, sulla sua pagina facebook. Chi vuole può fare altrettanto. https://www.facebook.com/massimo.fiorio.1/posts/1757696510941313?comment_id=1759292197448411&notif_id=1511880703765953&notif_t=feed_comment_reply

BRESCIATODAY Ubriachi nel weekend, 15 persone in ospedale: la più giovane ha soltanto 16 anni Lungo weekend di follia alcolica in tutta la provincia: complice il freddo, sono almeno 14 le persone che sono state ricoverate in ospedale per “intossicazione etilica”. I più giovani hanno 16 e 17 anni Un lungo weekend di ordinaria follia (alcolica). Sono almeno una quindicina gli interventi del 112 tra venerdì e domenica per altrettanti casi di “intossicazione etilica”: per fortuna nessuno di davvero grave, ma un dato che preso tutto insieme ha dell’inquietante. Forse è colpa anche del freddo, ma sta di fatto che 14 persone, uomini e donne di tutte le età ma soprattutto giovanissimi (anche minorenni) sono stati ricoverati in ospedale per aver bevuto troppo. Tutto è cominciato venerdì notte a Castegnato, con una ragazza di 19 anni ricoverata in ospedale, e si è concluso domenica sera a Brescia, zona stazione, dove alle 20.30 circa si è sentita male una donna di 50 anni. Nel mezzo un’altra dozzina di interventi, in lungo e in largo in tutta la provincia. Con ordine, venerdì notte (ore 2.30) una ragazza di 22 anni a Desenzano, sempre a Desenzano meno di tre ore più tardi (alle 5) un giovane di 30 anni soccorso in Viale Marconi. Sono addirittura tre gli interventi per abuso di alcol (tutti in ospedale) il sabato pomeriggio: un 30enne in Via Milano (ricoverato al Sant’Anna), una giovane in Viale Italia (alle 16.15, ricoverata al Città di Brescia) e un 40enne in Piazzale Cesare Battisti, intorno alle 19. Tanti gli interventi del sabato sera. La più giovane a finire in ospedale è una ragazzina di 16 anni, soccorsa a Brescia in Vicolo dell’Ortaglia intorno alle 22.45, e ricoverata in Poliambulanza. Solo un quarto d’ora prima è toccato a un giovane di 24 anni, recuperato a Rezzato. Quattro interventi nella notte: poco più tardi dell’1 a Roè Volciano, per un ragazzino di 17 anni, poi circa alle 2.10 in Via Don Tadini a Brescia (ragazza di 26 anni), alle 3.20 a Castenedolo in zona Fascia d’Oro un ragazzo di 22 anni, in ultimo alle 4 una ragazza di 19 anni a Desenzano. Domenica più tranquilla, dopo le sbronze del weekend: oltre alla donna che si è sentita male in stazione, la centrale operativa dell’Areu ha mandato anche un’ambulanza a Rovato, nel pomeriggio.

IL MATTINO «Attenti a carni rosse e alcol: possono causare malattie cardiovascolari e anche tumori» Il rapporto tra alimentazione e salute è fondamentale. Se ne è discusso all’Università Federico II nelle aule di Monte Sant'Angelo in occasione del convegno dal titolo «Genetica, Ambiente, Nutrizione e Stili di Vita: le responsabilità dei geni e le virtù degli alimenti». La lezione agli studenti di Biologia è stata tenuta dal professore Pier Giuseppe Pelicci, Ricercatore AIRC, Istituto Europeo Oncologia, Milano, Direttore SmartFood - Programma in Scienze della Nutrizione e Comunicazione e dalla Professoressa Barbara Majello, Ricercatore AIRC, Dipartimento di Biologia Coordinatore Laurea Triennale in Biologia Generale e Applicata. «Non c’è alcun dubbio che quello che mangiamo e come lo mangiamo ha effetto sulla nostra salute e può contribuire in maniera significativa al mantenimento della salute – ha detto Pier Giuseppe Pelicci – Purtroppo è vero anche il contrario: le abitudini alimentari scorrette possono causare malattie cardiovascolari e anche tumori. La buona notizia è che la ricerca sta cambiando il modo con cui conosciamo il rapporto tra salute e alimentazione e lo sta trasformando da osservazionale a scientifico a quantitativo grazie al fatto che sappiamo che gli alimenti interagiscono con i nostri geni». La lezione, rivolta principalmente agli studenti di Biologia, ha reso noti gli sviluppi della ricerca nel campo dei tumori e il rapporto tra alimentazione e DNA. In particolare, è stato chiarito il significato di terminologie nuove quali Nutrigenomica e EpiGenetica della Nutrizione e come una sana alimentazione sia uno strumento per la prevenzione, gestione e trattamento di molti tipi di tumori. L'incontro è inserito nelle iniziative AIRCampus, il progetto con cui AIRC incontra gli studenti delle università italiane. Il professor Pier Giuseppe Pelicci, Ricercatore AIRC, co-direttore scientifico dell'Istituto Europeo Oncologia di Milano - IEO e ordinario di Patologia all'Università degli Studi di Milano, noto per gli studi su oncogenomica e longevità, ha contribuito al primo farmaco molecolare anti-tumorale e alla scoperta del primo gene dell'invecchiamento nei mammiferi. È direttore di SmartFood, Programma in Scienze della Nutrizione e Comunicazione, progetto di ricerca e divulgazione scientifica sui fattori protettivi della dieta per un nuovo approccio nutrizionale alla prevenzione. «Le raccomandazioni alla fine sono poche – ha concluso Pelicci – La più importante è evitare l’obesità che è causa di tumori e di malattie cardiovascolari. Poi ci sono una serie di cose specifiche che fanno male come l’alcol, carni rosse in abbondanza. Basterebbe semplicemente ridurre il peso e aumentare l’esercizio fisico per avere risultati straordinari».

VARESENEWS Varese Alcol Prevention Yeah premia i bar “al limite 0,5” Al Twiggy Cafè le premiazioni del concorso tra bar organizzato all'interno della manifestazione per la sensibilizzazione all'uso di alcol. Ecco i numeri raccolti durante la serata di Adelia Brigo Si sono tenute questo pomeriggio, lunedì 27 novembre, al Twiggy Cafè la premiazioni ufficiali del concorso tra bar “Al limite 0,5”, indetto all’interno della quattordicesima edizione dell’Alcol Prevention Yeah. La manifestazione per la sensibilizzazione all’uso di sostanze alcoliche si è tenuta il 22 settembre scorso, nelle piazze della città. Una giornata di eventi e un concorso, appunto, che ha coinvolto gli esercenti del centro cittadino chiamati ad inventare, per l’occasione, una bevanda con un tasso alcolemico non superiori allo 0,5. (*) I vincitori sono stati premiati dalla Cooperativa Lotta Contro l’Emarginazione, realtà che da anni si occupa anche di queste tematiche, facendo prevenzione tra i più giovani. E’ stata anche l’occasione infatti, per dare un bilancio dei dati raccolti durante l’iniziativa: «Abbiamo incontrato circa 80, tra ragazzi e ragazze, tra i 19 e i 29 anni. Hanno risposto al nostro questionario dedicato a capire i comportamenti a rischio; il 37% dei giovani intervistati ha dichiarato di uscire più di una volta alla settimana, il 72% ha dichiarato di fare il Binge Drinking, ovvero “l’abbuffata alcolica” che consiste nel bere più di sei bevande alcoliche in una sera. Il 73% inoltre, ha dichiarato di aver usato, almeno una volta nella vita sostanze stupefacenti. Per quanto riguarda le malattie sessualmente trasmissibili, il 56% ha dichiarato di aver avuto rapporti sessuali negli ultimi sei mesi senza l’uso del preservativo e il 59% di non aver mai fatto esami MTS. Importanti anche i dati raccolti rispetto al guidatore designato, solo un ragazzo con tasso alcolemico superiore al limite di legge ha dichiarato che quella sera avrebbe guidato. Gli altri hanno aspettato che il limite alcolemico tornasse ai livelli di legge. «Sono dati in linea con la media nazionale – spiega Manuele Battaggi di Cooperativa Lotta Contro L’Emarginazione -. ma ci permettono di avere un quadro della situazione. Il nostro lavoro ci permette di avvicinare i giovani e interrogarli su tematiche sulle quali difficilmente si esprimono». Quello dalla Cooperativa Lotta Contro L’Emarginazione, e in particolare del progetto Discobus infatti, è un progetto che dura tutto l’anno e ormai consolidato tra i giovani di tutta la provincia. A confermare l’importanza di queste azioni di prevenzione anche l’Ispettore Capo della Questura di Varese, Antonio Prina che ha spiegato: «E’ una manifestazione importante che ci permette di fare prevenzione reale. Essere in piazza e incontrare i giovani permette di renderli consapevoli dei rischi concreti che corrono nel guidare sotto l’uso di alcol o sostanze stupefacenti ed evitare incidenti. Siamo contenti di esserci stati». Ad aprire la conferenza l’assessore l’assessore alle politiche giovanili Francesca Strazzi che ha spiegato: «è un momento di incontro e confronto con i ragazzi della città». Si è passati poi alle premiazioni. La giuria tecnica, composta da rappresentanti di ASCOM, Confesercenti, Agenzia Formativa della Provincia di Varese, Istituto alberghiero “De Filippi”e Slow Food , AIBES, ONAV e Barman at Work  ha premiato: al primo posto per il Socrate Cafè, al secondo posto per l’Antico Cafè Bosino e al terzo posto per Cuba 1954. La giuria giovani formata dagli studenti dell’Agenzia Formativa di Varese e dell’Istituto Alberghiero De Filippi ha invece premiato: C.Lounge. Tra i premi “gli speciali” quello di SlowFood per la naturalità e località dei prodotti che ha votato per “The Scotsman Pub”. Il Premio Giuria Popolare invece, è andato al Falò Bar.  Gli organizzatori della manifesatzione sono la Cooperativa Lotta Contro l’Emarginazione -Unità Mobile Discobus insieme all’Informagiovani del Comune di Varese, le associazioni di categoria ASCOM, Confesercenti, Fipe, l’Istituto Alberghiero “De Filippi”, l’Agenzia Formativa della Provincia di Varese, Barman at Work, ONAV, Slow Food, AIBES e sponsor Contralco, con media partners VareseNews e VIVA Magazine, e la collaborazione della Polizia Stradale, della Polizia Locale, di “Tasso” Croce Rossa Giovani, dell’associazione Le Officine, dell’associazione Rolling Maple, di Spazio Kabum e dell’associazione C.O.V.O.

(*) Nota: uno slogan suggestivo, discutibile sul piano della prevenzione, del tutto privo di significato dal punto di vista scientifico. Una bevanda non ha un’alcolemia, ma un grado alcolico. L’alcolemia dipende da chi la beve, quanta ne beve, in quanto tempo, in quali circostanze (stomaco pieno, vuoto…) eccetera.

PRIMONUMERO Giro di vite In ospedale dopo una sbronza: s’indaga sul barista che ha dato da bere al 14enne Multe salate, chiusura del locale fino a tre mesi e persino il carcere: sono severissime le punizioni per chi vende o somministra alcolici ai minorenni. Sabato notte a Campobasso un 14enne è stato soccorso dal personale sanitario del 118: aveva perso i sensi in via Cannavina. E ora la polizia sta cercando di ricostruire le ultime ore "da sballo" dell’adolescente che per fortuna non ha riportato conseguenze serie. Campobasso. Rischia fino a un anno di carcere il barista che sabato notte ha versato da bere al 14enne trovato privo di sensi in via Cannavina. Il ragazzo, soccorso dai barellieri del 118 pochi minuti dopo la mezzanotte, è stato accompagnato in ospedale con un codice due, quello di media gravità. Presentava tutti i sintomi di una sonora sbornia: il suo corpo così giovane non è stato in grado di smaltire l’alcol ingerito con la conseguente perdita di conoscenza. L’episodio ha riacceso i riflettori sul fenomeno del binge drinking, la pratica, diffusa tra i giovani e giovanissimi, di bere velocemente fino a stordirsi. Al di là dei rischi che un consumo eccessivo di alcolici può avere sulla salute dei ragazzi, e alla drammatica correlazione con gli incidenti stradali mortali, ciò che sta emergendo in queste ore è un certo interesse da parte della polizia sui giri per bar e locali fatti dal 14enne prima di finire in coma etilico. Indagine che, al momento, non esclude alcuna ipotesi: compresa quella che il giovane abbia bevuto a casa sua o di qualche amico prima di uscire in strada e accusare i sintomi di una sbronza colossale. Sta di fatto che somministrare o vendere alcolici ai minorenni è vietato dalla legge ed è punito con multe salate da 250 a 1000 euro. In caso di reiterazione addirittura fino a 2mila auro e alla sospensione dell’attività per tre mesi. Se il minore in questione ha anche meno di 16 anni – come avvenuto sabato a Campobasso – si va nel penale. In quel caso il reato può essere punito con l’arresto fino a un anno. Per questa ragione gli agenti di via Tiberio sono interessati a ricostruire le ultime ore "da sballo” del 14enne che potrebbe aver dato il “la” a un giro di vite su via Ferrari volto a reprimere comportamenti scorretti che favoriscono l’alcolismo, patologia purtroppo sempre più diffusa in Molise e sempre più tra i giovanissimi. Del resto anche le cronache del sabato sera nel reparto di emergenza del Cardarelli fotografano bene il fenomeno: ogni weekend finiscono al pronto soccorso per ubriachezza tanti ragazzi. E ne vengono accompagnati ancora di più nei giorni di festa come Capodanno, Pasquetta eccetera. Generalmente gli infermieri li lasciano dormire sulle barelle fino all’arrivo dei genitori. Nei casi peggiori li sottopongono a lavanda gastrica. Per contrastare questo tipo di dipendenza ci sono comuni, come Termoli o Campodipietra, che hanno emanato delle specifiche ordinanze volte a recepire e ribadire quanto già stabilito dalla legge nazionale che solo recentemente (20 febbraio 2017) ha equiparato vendita e somministrazione dopo il caos regnato per anni sull’argomento.

IL PAESE NUOVO Distributori automatici di bevande alcoliche a due passi dallo stadio: nuova sanzione per titolare NARDO’ (Lecce) – Alcol a disposizione di tutti a pochi passi dallo stadio in cui stava per prendere il via la partita di calcio. Una sanzione da oltre mille euro è scattata domenica nei confronti del gestore di un’attività di somministrazione di alimenti e bevande self service a Nardò. Il provvedimento è scaturito dai controlli realizzati dalla polizia locale impegnata a vigilare sul rispetto dell’ordinanza emanata dal sindaco della città, Pippi Mellone, che, adeguandosi alle direttive del Ministero dell’Interno relative alla sicurezza e alla salvaguardia dei cittadini durante manifestazioni pubbliche, sancisce il divieto di vendita, somministrazione e introduzione delle bevande alcoliche di qualsiasi tipo e gradazione in occasione delle partite di calcio e di altri eventi all’interno dello stadio di via XX Settembre. Domenica si è svolto il match che ha visto scontrarsi sul campo del “Giovanni Paolo II” il Nardò e il Manfredonia, partita di campionato di serie D. Per questo sono scattati, come di consueto, i controlli degli agenti della polizia municipale su tutto il perimetro dello stadio, negli esercizi pubblici e nelle attività di somministrazione di alimenti e bevande ma anche all’interno dello stadio sia tra gli spalti che nelle vicinanze dell’attività di somministrazione presente all’interno. Al termine è scattata una multa nei confronti del titolare di un’attività di distributori self service presente nelle vicinanze dello stadio, poiché da essi potevano essere liberamente prelevate bevande alcoliche. La sanzione amministrativa elevata, di 1.032 euro, oltre alla comunicazione alle autorità competenti per le sanzioni accessorie. E non è la prima volta. La stessa attività era stata sanzionata già tempo fa per una violazione dello stesso tipo dopo l’emanazione dell’ordinanza. Il Comando di Polizia Locale effettuerà altri controlli in occasione delle prossime partite allo stadio “Giovanni Paolo II” e ricorda che il divieto di vendita e somministrazione è esteso agli esercizi pubblici, agli esercizi al dettaglio di generi alimentari, ai distributori automatici, ai circoli privati, agli operatori commerciali su area pubblica ubicati nel raggio di 500 metri dallo stadio. I divieti decorrono dalle due ore antecedenti l’evento sino ad un’ora dopo la fine dello stesso. La stessa ordinanza prevede che in occasione degli stessi eventi qualsiasi altra bevanda dovrà essere servita in bicchieri di carta o plastica e non in bottiglie, lattine o simili (le bottiglie in plastica potranno essere vendute solo se aperte e prive del tappo di chiusura), anche nei locali che rientrano nell’area di rispetto dell’ordinanza.

IL GIORNALE DI VICENZA Ubriaco centra auto poi tenta la fuga e aggredisce agenti BRENDOLA. Ubriaco alla guida della sua Opel Zafira ha centrato due auto in sosta in via Croce e ha tentato la fuga. Gli è andata male: grazie alle testimonianze raccolte e al Targa system gli agenti della polizia locale lo hanno bloccato poco dopo, in via Savonarola. Si sono subito accorti che il conducente guidava ubriaco: sottoposto all'alcol-test è infatti emerso che aveva un tasso tre volte superiore al limite consentito. L'uomo, un immigrato di 32 anni, ha prima cercato di giustificarsi dicendo di aver esagerato con il bere perché la moglie lo "stressa"(*) poi ha dato in escandescenza e ha aggredito gli agenti, che sono stati costretti, per bloccarlo, ad usare lo spray al peperoncino. Lo straniero è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e guida in stato di ebbrezza. Gli è stata ritirata la patente e l'auto è stata sequestrata. 

(*) Nota: dice di aver bevuto perché la moglie lo stressa, non pensa che probabilmente la moglie lo stressa proprio perché beve.

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