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vino, birra e alcolici

29/11/2017 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 29 novembre 2017 ( di redazione )

VARESENEWS

Alcol Prevention Yeah premia i bar “al limite 0,5”

Al Twiggy Cafè le premiazioni del concorso tra bar organizzato all'interno della manifestazione per la sensibilizzazione all'uso di alcol. Ecco i numeri raccolti durante la serata Si sono tenute questo pomeriggio, lunedì 27 novembre, al Twiggy Cafè la premiazioni ufficiali del concorso tra bar “Al limite 0,5”, indetto all’interno della quattordicesima edizione dell’Alcol Prention Yeah.

La manifestazione per la sensibilizzazione all’uso di sostanze alcoliche si è tenuta il 22 settembre scorso, nelle piazze della città. Una giornata di eventi e un concorso, appunto, che ha coinvolto gli

esercenti del centro cittadino chiamati ad inventare, per l’occasione, una bevanda con un tasso alcolemico non superiori allo 0,5. (*)

I vincitori sono stati premiati dalla Cooperativa Lotta Contro l’Emarginazione, realtà che da anni si occupa anche di queste tematiche, facendo prevenzione tra i più giovani. E’ stata anche l’occasione infatti, per dare un bilancio dei dati raccolti durante l’iniziativa: «Abbiamo incontrato circa 80, tra ragazzi e ragazze, tra i 19 e i 29 anni. Hanno risposto al nostro questionario dedicato a capire i comportamenti a rischio; il 37% dei giovani intervistati ha dichiarato di uscire più di una volta alla settimana, il 72% ha dichiarato di fare il Binge Drinking, ovvero “l’abbuffata alcolica” che consiste nel bere più di sei bevande alcoliche in una sera. Il 73% inoltre, ha dichiarato di aver usato, almeno una volta nella vita sostanze stupefacenti. Per quanto riguarda le malattie sessualmente trasmissibili, il 56% ha dichiarato di aver avuto rapporti sessuali negli ultimi sei mesi senza l’uso del preservativo e il 59% di non aver mai fatto esami MTS. Importanti anche i dati raccolti rispetto al guidatore designato, solo un ragazzo con tasso alcolemico superiore al limite di legge ha dichiarato che quella sera avrebbe guidato. Gli altri hanno aspettato che il limite alcolemico tornasse ai livelli di legge.

«Sono dati in linea con la media nazionale – spiega Manuele Battaggi di Cooperativa Lotta Contro L’Emarginazione -. ma ci permettono di avere un quadro della situazione. Il nostro lavoro ci

permette di avvicinare i giovani e interrogarli su tematiche sulle quali difficilmente si esprimono».

Quello dalla Cooperativa Lotta Contro L’Emarginazione, e in particolare del progetto Discobus infatti, è un progetto che dura tutto l’anno e ormai consolidato tra i giovani di tutta la provincia. A

confermare l’importanza di queste azioni di prevenzione anche l’Ispettore Capo della Questura di Varese, Antonio Prina che ha spiegato: «E’ una manifestazione importante che ci permette di fare

prevenzione reale. Essere in piazza e incontrare i giovani permette di renderli consapevoli dei rischi concreti che corrono nel guidare sotto l’uso di alcol o sostanze stupefacenti ed evitare incidenti.

Siamo contenti di esserci stati». Ad aprire la conferenza l’assessore l’assessore alle politiche giovanili Francesca Strazzi che ha spiegato: «è un momento di incontro e confronto con i ragazzi della città».

Si è passati poi alle premiazioni. La giuria tecnica, composta da rappresentanti di ASCOM, Confesercenti, Agenzia Formativa della Provincia di Varese, Istituto alberghiero “De Filippi”e Slow

Food , AIBES, ONAV e Barman at Work ha premiato: al primo posto per il Socrate Cafè, al secondo posto per l’Antico Cafè Bosino e al terzo posto per Cuba 1954.

La giuria giovani formata dagli studenti dell’Agenzia Formativa di Varese e dell’Istituto Alberghiero De Filippi ha invece premiato: C.Lounge. Tra i premi “gli speciali” quello di SlowFood

per la naturalità e località dei prodotti che ha votato per “The Scotsman Pub”. Il Premio Giuria Popolare invece, è andato al Falò Bar.

Gli organizzatori della manifestazione sono la Cooperativa Lotta Contro l’Emarginazione - Unità Mobile Discobus insieme all’Informagiovani del Comune di Varese, le associazioni di categoria ​

ASCOM, Confesercenti, Fipe, l’Istituto Alberghiero “De Filippi”, l’Agenzia Formativa della Provincia di Varese, Barman at Work, ONAV, Slow Food, AIBES e sponsor Contralco, con media

partners VareseNews e VIVA Magazine, e la collaborazione della Polizia Stradale, della Polizia Locale, di “Tasso” Croce Rossa Giovani, dell’associazione Le Officine, dell’associazione Rolling

Maple, di Spazio Kabum e dell’associazione C.O.V.O.

di Adelia Brigo

 

(*) Nota: un'iniziativa che si pone l'obbiettivo di insegnare a consumare consapevolmente gli alcolici, nella migliore delle ipotesi trasmetterà quel senso di sicurezza che è esattamente uno dei fattori di rischio del bere giovanile.

 

LA REPUBBLICA

L'abuso di marijuana o alcol da adolescenti riduce le probabilità di riuscire nella vita

A sostenerlo una ricerca presentata al Meeting Annuale dell'American Public Health Association in corso ad Atlanta

di TINA SIMONIELLO

29 novembre 2017

ESAGERARE con alcol e marijuana da teenager riduce le probabilità di sposarsi, di ottenere un diploma universitario, un lavoro sicuro e una buona condizione economica da adulti. Non si tratta

delle parole di minaccia di genitori esasperati da figli adolescenti sorpresi tra canne e bicchieri di super alcolici, ma dei risultati di uno studio presentato al Meeting Annuale dell'American Public

Health Association, in questi giorni ad Atlanta. Gli autori, ricercatori dell'UConn Health dell'Università del Connecticut, sono arrivati a queste conclusioni analizzando un campione molto alto di persone: circa 1200 giovani uomini e donne raccolti nello studio COGA, Collaborative Studies on Genetics of Alcoholism. Il COGA è un progetto del National Institute of Health statunitense, avviato nell’1989 e ancora in corso, che indaga il peso della genetica nello sviluppo delle dipendenze da alcol in particolare nelle famiglie in cui l’alcolismo è più presente. Lo studio della UConn ha riguardato per la precisione 1.165 maschi e femmine le cui abitudini e esperienze di vita sono state valutate a partire dai 12 anni e a intervalli di due anni fino ai 34.

POCO ISTRUITI. I risultati sono chiari: coloro che durante gli anni dell’adolescenza abusavano di sostanze hanno raggiunto in media livelli più bassi di istruzione, hanno avuto meno accesso a

impieghi a tempo pieno, si sono sposati e realizzati meno sul piano socioeconomico di quanto mediamente abbiano fatto quelli che nel corso della loro adolescenza, e anche dopo, hanno seguito

diciamo stili di vita diversi. "Questo studio - ha detto Elizabeth Harari, psichiatra alla UConn e autore dello studio - ha dimostrato che l'uso cronico della marijuana in età adolescenziale si associa

negativamente al raggiungimento di traguardi importanti”. La consapevolezza di questi effetti potenzialmente dannosi andranno studiati meglio, ha continuato l’esperta, “data l'attuale tendenza

negli USA di legalizzare la sostanza sia per uso medicinale che eventualmente ricreativo” .

MASCHI PIU' A RISCHIO. L’uso cronico di marijuana ha ricadute diverse a seconda del genere: sarebbero i maschi a pagare prezzi più alti alle dipendenze precoci. In questo studio sono infatti i

giovani uomini a fallire più spesso in tutti e quattro i “traguardi” (relazioni sentimentale stabili, educazione universitaria, lavoro a tempo pieno e potenziale socioeconomico) considerati. Le donne,

anche se addicted, hanno sì meno probabilità di ottenere diplomi universitari e di accedere una buona condizione socioeconomica, ma si sposano e lavorano a tempo pieno come le loro coetanee

diciamo più virtuose. Lo studio è tuttora in corso. Il prossimo passo di Harari e dei suoi colleghi sarà capire perché le dipendenze precoci provocano effetti diversi a seconda dei sessi, e definire

eventuali differenze tra uso cronico di alcol o di marijuana nella capacità di influenzare il raggiungimento di obiettivi futuri.

 

PRIMOCANALE

Il divieto varrà nell'aree pubbliche a prescindere dal contenitore utilizzato

Il sindaco di Cairo vieta di bere alcolici per strada

CAIRO MONTENOTTE mercoledì 29 novembre 2017 - Il sindaco Lambertini ha deciso, divieto di bere alcolici per strada a prescindere da orari o contenitori utilizzati. Ora i giovani sorpresi in giro bevendo alcolici rischiano una multa da 25 a 500 euro.

Un'ordinanza che era già in vigore vietava l'utilizzo e la vendita di alcolici in bottiglia di vetro dopo un certo orario è stata estesa in quanto a restrizioni ai dehors durante le manifestazioni; tanti giovani aggiravano questa ordinanza versando l'alcool in bottigliette di plastica.

Il sindaco Lambertini spiega: "Non si tratta di fare i bacchettoni o di una nuova era di proibizionismo, ma di prendere atto e di affrontare con misure concrete un fenomeno, quello dell'abuso di alcol, che sta diventando serio, soprattutto tra i giovani, e che, oltre ad ovvie ripercussioni sulla salute dei singoli e sulla sicurezza stradale, rischia, quando ci sono assembramenti di persone che hanno esagerato con l'alcol, di degenerare in situazioni problematiche di ordine pubblico e di degrado urbano".

 

ASAPS

Ubriaco investe una bimba fuori dall'oratorio poi va via: rintracciato e denunciato

E' successo a Monza domenica pomeriggio. Il 27enne alla guida della Fiat Punto era clandestino e guidava con un tasso alcolemico pari a 1,45 g/l (*)

Ha investito una bambina di nove anni fuori dall'oratorio a San Rocco, a Monza, mentre guidava ubriaco e poi si è allontanato, senza aspettare l'arrivo degli agenti della polizia locale che poco dopo, grazie a una fotografia scattata sul luogo del sinistro, lo hanno raggiunto e sottoposto al test dell'etilometro.

E' successo tutto nel pomeriggio di domenica, poco prima delle 17. La bambina, di appena nove anni, è stata investita mentre stava attraversando sulle strisce pedonali con la bicicletta al seguito insieme a un'amica della mamma che dopo un pomeriggio trascorso all'oratorio la stava riaccompagnando a casa.

Mentre la donna e la piccola erano in mezzo alla strada però è giunta da via Sant'Alessandro una Fiat Punto che, nonostante una lunga frenata, non è riuscita a evitare l'impatto ed è finita contro la ruota anteriore della bicicletta della piccola. Per fortuna il velocipede ha evitato che l'auto potesse travolgere la bambina che, a parte lo spavento, non ha riportato nessuna ferita o grave conseguenza in seguito al sinistro.

Dopo essere sceso dal veicolo il conducente si è assicurato delle condizioni della piccola e poi si è allontanato nonostante i numerosi testimoni che avevano assistito alla scena lo avessero invitato a restare sul luogo del sinistro. La piccola non ha dovuto far ricorso alle cure mediche e non è stata accompagnata in ospedale ma riaffidata ai genitori, residenti poco distanti.

Una volta sul luogo dell'incidente la polizia locale ha ascoltato i testimoni che hanno riferito di aver visto il conducente ubriaco. Grazie a una fotografia scattata poco prima in cui si vedeva chiaramente la targa del veicolo, gli agenti sono riusciti a risalire al proprietario del mezzo, un cittadino colombiano residente in zona Buonarroti. Una volta a casa dell'uomo però il personale del comando di via Marsala ha scoperto che la vettura era stata prestata a un connazionale del proprietario ospitato dall'uomo, un ragazzo di 27 anni, anche lui colombiano, in Italia senza permesso di soggiorno. Il giovane, che in quel momento si era messo a letto a dormire, è stato svegliato e condotto in comando per essere sottoposto al test dell'etilometro.

Nonostante il ragazzo avesse detto di non aver bevuto alcol prima dell'incidente l'etilometro ha riscontrato nel sangue un tasso pari a 1,45 g/l. Per il ragazzo è scattata quindi una doppia denuncia per guida in stato di ebbrezza e perchè irregolare in Italia.

di Jessica Signorile da monzatoday.it

 

(*) Nota ASAPS: e in tanti vorrebbero mettere in discussione anche l’uso dell’etilometro, con pretesti assurdi.

 

RAVENNAEDINTORNI

Indagata amica della 18enne stuprata da ubriaca: uno la violentava, l’altro filmava

La giovane era presente nell’appartamento. Gli inquirenti vogliono chiarire alcune incongruenze emerse nei suoi racconti

RAVENNA 29/01/16. - L’inchiesta giudiziaria sul presunto stupro di gruppo ai danni di una 18enne ubriaca, nella notte tra il 5 e il 6 ottobre in un appartamento in centro a Ravenna, si allarga e coinvolge una terza persona: oltre al 26enne e al 27enne accusati di violenza sessuale (il secondo ha filmato la scena mentre il primo consumava il rapporto con la ragazza su un divano) è indagata anche un’amica coeatanea della vittima, presente quando accadevano i fatti. La ragazza verrà ascoltata in procura a breve e l’ipotesi a suo carico – come ricostruisce Il Resto del Carlino che oggi pubblica la notizia – potrebbe essere di favoreggiamento per via di alcune incongruenze che sarebbero emerse nei suoi racconti forniti agli inquirenti e ad altre persone.

Gli agenti della squadra mobile che hanno svolto le indagini e il sostituto procuratore Angela Scorza titolare del fascicolo vogliono inquadrare meglio la posizione della giovane. Anche alla luce di quanto scritto dal giudice per le indagini preliminari nell’ordinanza di custodia cautelare che aveva portato in carcere un mese fa i due giovani (poi scarcerati dopo una settimana).

Da una frasi da lei pronunciata e registrata nei video girati dal 27enne pare sia chiaro che percepisse l’amica come ubriaca. Da un parte avrebbe detto di essersi allontanata dalla stanza per pudore mentre in altra circostanza avrebbe detto di essere stata trattenuta da uno degli altri due e in un’altra occasione ancora si sarebbe invece spinta a dire che l’amica, dopo due docce gelate fattele contro la sua volontà e un caffè, sembrava essersi ripresa. Così come insospettisce gli investigatori un incontro avvenuto tra la ragazza e uno degli indagati un’ora dopo la sua prima testimonianza resa in procura.

 

VANITYFAIR

Quelle frasi indegne di qualunque uomo, con o senza divisa

28 NOV, 2017

di DARIA BIGNARDI

Come si può pensare che essere più o meno attraenti abbia a che fare col commettere uno stupro, o peggio lo giustifichi? «Il mio assistito è un bellissimo ragazzo e non ha bisogno di stuprare nessuno», ha detto a una giornalista di Radio Capital l’avvocato difensore del più giovane dei due carabinieri accusati di aver stuprato una notte dei primi di settembre a Firenze due ragazze americane di diciannove e vent’anni. Questo carabiniere bellissimo ha trentadue anni, tredici più della ragazza sbronza che all’uscita della discoteca non trovava un taxi e lui ha caricato in

macchina e accompagnato a casa «per aiutarla» e con la quale ha avuto un rapporto sessuale sul pianerottolo: secondo lui un rapporto consenziente, secondo lei no, ma proprio per niente.

L’altro carabiniere, di cui sono circolate le fotografie, non è una gran bellezza e di anni ne ha quarantasette, ventisette più dell’altra ragazza: nei verbali diffusi da Porta a porta avrebbe detto «Quando mi ritrovai nell’androne capii che si era realizzata un’occasione di sesso e così ci siamo comportati da maschietti».

Non so quale delle due frasi sia peggiore. «Non ha bisogno di stuprare nessuno»? Perché i brutti invece ne hanno bisogno? Il fatto di essere più o meno attraenti ha qualcosa a che fare col commettere uno stupro? Magari lo giustifica? «Occasione di sesso»? «Comportati da maschietti»? Io non ci voglio credere. Voglio pensare che queste frasi non siano mai state pronunciate. Che siano state inventate di sana pianta dallo sceneggiatore di un brutto film.

L’idea che un uomo, un maschio (già l’uso del vezzeggiativo maschietto per un maschio che abbia superato i nove anni è raccapricciante) sia un essere animalesco che non possa perdere

l’«occasione» per sfogare un istinto sessuale è inaccettabile. Non so se con queste parole siano state più offese le donne, gli uomini, i brutti, i belli, l’intelligenza... In queste frasi c’è un tale concentrato di maschilismo, ignoranza, insensibilità e mancanza di rispetto non solo per le donne ma proprio per tutto il genere umano e la sua dignità, da mettersi a piangere. Un maschio, ovvero un uomo, non fa sesso in un androne con una ragazza ubriaca di dieci o trent’anni più giovane e appena conosciuta alla quale ha dato un passaggio per aiutarla in un momento di difficoltà. Figuriamoci un carabiniere. Che non potrebbe nemmeno farla salire, una ragazza in auto. Che casomai dovrebbe proteggerla, una ragazza giovane, straniera, ubriaca. Anche se la ragazza avesse lasciato fare, e sappiamo che una persona che ha bevuto alcolici non è in pieno controllo di sé, si sarebbe trattato di un’azione ignobile. Se è stato davvero uno stupro come affermano le ragazze, come pare abbiano scritto in un sms a un’amica subito dopo l’accaduto, si è trattato di un crimine. Ma qualunque cosa sia successa in quell’androne, frasi come «È un bellissimo ragazzo e non ha bisogno di stuprare nessuno» e «Si era realizzata un’occasione di sesso e ci siamo comportati da maschietti», sono frasi indegne di qualunque uomo, anzi di qualunque persona, con o senza divisa.

 

CACCIAPASSIONE

Niente licenza di caccia per chi ha consumato droghe e guidato in stato di ebbrezza (*)

Lo ha stabilito il TAR Liguria, respingendo il ricorso di un uomo: il consumo di cocaina è stato definito "non rassicurante".

Di Simone Ricci -

29 novembre 20171 - L’utilizzo di sostanze stupefacenti e la condanna per guida in stato di ebbrezza pregiudicano il rilascio del porto d’armi e il possesso di munizioni. In sintesi, è questa una delle ultime sentenze del Tribunale Amministrativo Regionale della Liguria, il quale ha respinto il ricorso di un 50enne contro il Ministero dell’Interno. La Prefettura genovese aveva deciso di non autorizzare la detenzione di armi ed esplosivi, in quanto la condotta di vita del titolare deve essere negli anni indiscutibile.

L’uomo non ha segnalato lo spostamento di un fucile, inoltre diversi anni fa è stato trovato in possesso di diversi grammi di cocaina. Il consumo dello stupefacente era stato sporadico, ma comunque accertato per almeno due anni, poi era subentrata la condanna per guida in stato di ebbrezza. Nel 2016 c’era stata l’ennesima richiesta per riottenere la licenza, ma Prefetto e Tar sono stati inflessibili.

Per i giudici amministrativi, è plausibile che la persona rinunci agli stupefacenti, mentre è più difficile pensare alle altre conseguenze per quel che riguarda la fruizione di tutti i diritti. Il proscioglimento dalle responsabilità penali non è determinante e non influisce sulla detenzione delle armi: al contrario, la condotta di vita nel periodo compreso tra il 2000 e il 2008 non può rassicurare sulla correttezza futura dell’uomo.

 

(*) Nota: ben vengano le restrizioni alla caccia e al possesso di armi. Tuttavia, ancora una volta, il consumo di alcolici non viene messo in discussione. In tutte le situazioni in cui il loro uso risulta incompatibile, non viene mai prescritto di rinunciare agli alcolici, ma sempre all'altro versante della questione.

 

L'ARENA

Guidava ubriaco? Cinque venetisti bloccano il processo

Doveva iniziare ieri in tribunale a Vicenza il processo ad un automobilista di San Vito di Leguzzano accusato di aver provocato un incidente mentre guidava la sua auto ubriaco.

L’imputato qualche giorno fa aveva revocato il mandato al suo avvocato; ma ieri non si è presentato con un altro legale, bensì con un amico di Piovene, un «venetista» che si è proclamato «difensore dei diritti umani». (*)

Ma il giudice lo ha respinto, spiegando a lui e agli altri quattro venetisti che lo accompagnavano che serve un avvocato vero. «Noi non riconosciamo lo Stato italiano», hanno spiegato i cinque, che ora rischiano una denuncia. L’udienza è stata rinviata in febbraio.

D.N.

 

(*) Nota: di fronte a personaggi simili, occupandosi di prevenzione dei problemi alcol correlati, si prova un certo scoramento.

 

LEGGO

«Muoio di sete e lei porta i profughi?» e accoltella il sindaco pro-migranti: choc in Germania

«È lei il sindaco? Lei mi lascia morire di sete e porta 200 profughi ad Altena!». Sono queste le parole pronunciate dall'aggressore, che ha accoltellato Andreas Hollstein, il sindaco di Altena, ieri sera, in un locale di kebab, stando alla ricostruzione fatta dallo stesso primo cittadino, stamani davanti alla stampa.

L'uomo, un 56enne che per la stampa locale sarebbe alcolista, è stato neutralizzato dai proprietari del locale e poi consegnato alla polizia. Dietro l'agguato, gli inquirenti non escludono una motivazione politica. Subito dopo essere stato colpito in prossimità della gola, Andreas Hollstein è stato soccorso da un'ambulanza e portato in ospedale. Il primo cittadino è stato dimesso nella notte. L'aggressore, un uomo di 56 anni, è stato arrestato. «Gli organi di sicurezza ritengono che ci sia un movente politico», ha affermato Armin Laschet, presidente del Land. Il presunto aggressore, stando a una testimonianza raccolta dalla Bild, si sarebbe lamentato dei migranti. L'aggressore è stato arrestato.

Ha temuto per la sua vita, e oggi ringrazia chi lo ha aiutato a salvarsi, ma il sindaco di Altena, Andrea Holsstein, andrà avanti nel suo impegno per i profughi. Lo ha detto in conferenza stampa il primo cittadino rimasto ferito ieri sera in un agguato in un locale di kebab. «Per fortuna sono stato ferito in modo molto lieve. Se non fosse stato per l'aiuto ricevuto, forse ora non potrei essere qui oggi», ha spiegato, raccontando che i proprietari del locale, di origine straniera, lo hanno aiutato a neutralizzare l'aggressore. «Andrò avanti nel mio impegno sui profughi».

È stato più volte bersaglio di intimidazioni, mail anonime e minacce Andreas Hollstein in passato, ma non conosceva l'uomo che lo ha attaccato ieri sera con un coltello. «La convivenza con i profughi qui ad Altena non è affatto problematica. Sono persone carine e gentili», ha affermato il sindaco. Il sindaco è stato colpito con una lama vicino alla gola, da un uomo che si è lamentato della politica sui profughi prima di colpire, e che secondo la stampa locale sarebbe alcolista.

Angela Merkel ha espresso indignazione per l'agguato. «Sono indignata per l'attacco col coltello al sindaco Andreas Hollstein», ha affermato, attraverso il suo portavoce su Twitter. «E sono molto sollevata per il fatto che sia potuto tornare dalla sua famiglia - ha aggiunto -. Grazie anche a coloro che lo hanno aiutato».

AGGRESSORE RISPONDE DI TENTATO OMICIDIO Risponde di tentato omicidio l'uomo che ha colpito il sindaco di Altena ieri sera con un coltello, e la procura ritiene che l'agguato sia «motivato politicamente e abbia una matrice xenofoba». L'aggressore, un tedesco di 56 anni, tedesco, ha usato un coltello da cucina lungo 33 cm, e ha ferito Andreas ​Hollstein vicino alla gola. «Era lievemente sbronzo, e ha altri problemi psicologici», hanno reso noto gli inquirenti, che parlano di un «atto spontaneo». (*)

 

(*) Nota: una persona ubriaca accoltella il sindaco pronunciando frasi sconnesse. Le ipotesi fatte per spiegare il gesto sono: il movente politico, xenofobia e disturbi psichici.

 

ALTRA CRONACA ALCOLICA

 

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Verbania: centra tre auto parcheggiate, cerca di scappare e poi rifiuta l'alcol test: denunciato 76enne

 

IL GIORNO

Legnano, completamente ubriachi si schiantano contro un'auto con la bici da poco rubata

 

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Caccia a colpi di scopa due avventori ubriachi

 

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Altavilla Vicentina: ubriaco esce di strada e poi insulta vigili e passanti



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