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vino, birra e alcolici

30/11/2017 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 30 novembre 2017 ( di redazione )

PER PREVENIRE IL CANCRO È MEGLIO NON BERE VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI   Ed Alessandro Sbarbada aggiunge:   “MENO BRINDISI E PIÙ ABBRACCI”

Il mondo dei difensori degli alcolici è più potente della scienza, infatti troviamo molti più giornali che difendono il consumo che non quelli che difendono la salute.   Comunque ogni consumo è un rischio perché è scientificamente dimostrato che l’alcol, anche a piccole dosi, è cancerogeno e nella classifica dello IARC è classificato nel 1° gruppo con un rischio maggior dell’amianto. Nonostante ciò, lo Stato ha vietato l’uso dell’amianto ma non quello dell’alcol!   Riporto le parole del dottor Emanuele Scafato, Direttore del centro dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per la Ricerca e la Promozione della Salute sull'Alcol e le problematiche Alcolcorrelate. Direttore dell'Osservatorio Nazionale Alcol, Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell'Istituto Superiore di Sanità. Presidente della Società Italiana di Alcologia e vice-presidente della Federazione Europea delle Società Scientifiche sulle Dipendenze (Eufas). Membro del board esecutivo dell'Alcohol Policy Netwok e dell'International Network on Brief Interventions for Alcohol & Other Drugs (INHEBRIA). Professore Università degli Studi di Firenze, master Alcol, tabacco e gioco d'azzardo: stili di vita e patologie correlate. apparse su facebook il 25.11.17:   “Per quanti non vogliono rischiare senza conoscere, il messaggio della Ricerca Indipendente e della Comunità Scientifica resta quello dell'Organizzazione Mondiale della Sanità:   SE BEVI ALCOLICI DI QUALSIASI TIPO, LIMITANE IL CONSUMO. PER PREVENIRE IL CANCRO È MEGLIO EVITARE DI BERE ALCOLICI.   ECCO ALCUNI ARTICOLI DEI DIFENSORI DEGLI ALCOLICI

vino cancro Aggiornamento ogni giorno ⋅ 30 novembre 2017 NOTIZIE Salute: bere vino e birra fa bene? Meteo Web E' molto dibattuto il legame possibile tra consumo di alcol e cancro – ha aggiunto – ma gli studi disponibili non tengono conto in modo adeguato dell'intero stile di vita seguito dalle persone. Se l'alcol si accompagna a una cattiva alimentazione, magari al fumo, alla scarsa attivita' fisica, ci troviamo molti ... Google Plus Facebook Twitter Segnala come irrilevante Cibo e cancro, quando la bufala arriva in tavola LumsaNews (Blog) Discorso simile riguarda l'alcool, perché solo un consumo elevato comporta rischi, e “un bicchiere di buon vino non ha mai fatto male a nessuno”. Sui rimedi alternativi alla chemio, Breda è categorico: “Non si può dire che l'aloe sia una cura. Il bicarbonato? È difficile che possa essere usato come cura ... Google Plus Facebook Twitter Segnala come irrilevante Fare chiarezza sui rapporti tra consumo moderato di alcol e salute, a Bruxelles meeting per ... Termolilive.news E' molto dibattuto il legame possibile tra consumo di alcol e cancro, ma gli studi disponibili non tengono conto in modo adeguato dell'intero stile di vita seguito ... “Il punto – ha ribadito Ramon Estruch, dell'Università di Barcellona – è mantenere il consumo di vino o di birra nel contesto di una vita sana. Google Plus Facebook Twitter Segnala come irrilevante   https://www.agricolae.eu/lettera-della-filiera-vino-sul-documento-della-presidenza-ue-sull-uso-nocivo-delle-bevande-alcoliche/ FILIERA VINO SCRIVE A GENTILONI, MARTINA E LORENZIN: NO A DOCUMENTO PRESIDENZA UE SU BEVANDE ALCOLICHE Posted by Redazione × Pubblicato il 30/11/2017 at 11:30 La Filiera del Vino italiana prende carta e penna e scrive una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni La Filiera del Vino italiana prende carta e penna e scrive una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ai ministri per le Politiche agricole e Salute Maurizio Martina e Beatrice Lorenzin, con cui si chiede l’intervento del governo a Bruxelles a difesa del vino. Si chiede che non venga sostenuto dal voto dell’Italia il documento della presidenza di turno dell’Unione Europea (Estonia) che vuole limitare il libero commercio di bevande alcoliche all'interno dell'UE, per motivi di salute pubblica. In questo modo si colpisce la filiera del vino che ha sempre sostenuto il consumo moderato. Bruxelles deve tener conto della cultura del vino e più in generale della diversità dei contesti nazionali (i Paesi dove tradizionalmente si consuma più vino, infatti, sono quelli dove i danni da abuso di alcol sono minori). Qui di seguito la lettera   Roma, 27 novembre 2017

Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni Presidenza del Consiglio dei Ministri Palazzo Chigi, Piazza Colonna 370, 00187 Roma   Ministro Maurizio Martina Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Via XX Settembre 20, 00187 Roma   Ministra Beatrice Lorenzin Ministero della Salute Lungotevere Ripa 1, 00153 Roma

L’Estonia, durante il mandato semestrale alla presidenza dell'Unione, ha identificato l’uso dannoso dell’alcol come una delle sue priorità in campo sanitario. A più riprese ha sottolineato che il tema doveva essere trattato dall’Unione europea ponendo l’accento, come misure per la soluzione del problema, sulle questioni di etichettatura, sul commercio transfrontaliero e sulla pubblicità delle bevande alcoliche. Durante le discussioni, anche grazie al contributo italiano, è stato riconosciuto che vi sono condizioni sociali ed abitudini differenti nei diversi stati membri che devono essere sempre considerati. La Presidenza estone, tuttavia, ha concentrato il documento conclusivo sul tema “Crossborders aspects in alcohol policy-tackling harmful use of alcohol”.  Di questo documento ci preoccupa l'accostamento delle bevande alcoliche al tabacco, negando loro la natura di prodotto alimentare; la critica ai messaggi di prevenzione come “bere con moderazione” e la non legittimità dei produttori di bevande alcoliche a partecipare alla ricerca di soluzioni che evitino l’uso dannoso dell’alcol. In generale, desideriamo richiamare ancora una volta l’attenzione sulla mancanza d’imparzialità nel dibattito condotto sulla base della visione esclusivamente nordeuropea: cultura del bere, informazione positiva ed educazione vengono negati come elementi importanti nel formare consumatori attenti e responsabili mentre ancora una volta si tenta di agire con strumenti regolatori che hanno dimostrato nel tempo tutta la loro inefficacia nel modificare gli stili di vita. In questo scenario, pur condividendo ed auspicando ogni possibile intervento per contrastare tutte le forme di abuso o cattivo consumo delle bevande alcoliche, chiediamo che le conclusioni finali siano equilibrate, conformi ai Trattati europei e rispettose di questi elementi: • sia messo in risalto l’uso dannoso di alcol e non il consumo di alcol in generale; • sia presa in considerazione la cultura del vino e più in generale la diversità dei contesti nazionali (i Paesi dove tradizionalmente si consuma più vino, infatti, sono quelli dove i danni da abuso di alcol sono minori); • sia riconosciuta la legittimità dei produttori di vino a partecipare al dibattito e alla ricerca di soluzioni per trattare la questione dell’uso dannoso di alcol; • sia considerata l’importanza dell’educazione e della prevenzione. • Ove il documento fosse privo di questi elementi domandiamo che rimanga nella responsabilità della presidenza di turno e non sia sostenuto con il voto favorevole dell’Italia. Restiamo a disposizione per informazioni complementari e porgiamo i nostri più cordiali saluti.

 Alleanza delle Cooperative Italiane – Agroalimentare                                      (Giorgio Mercuri) 

Assoenologi                                          (Riccardo Cotarella)                                                                                                                                                                                                                                                                            CIA – Confederazione Italiana Agricoltori     (Dino Scanavino)                                                             Confagricoltura                                            (Massimiliano Giansanti)

Federdoc    (Riccardo Ricci Curbastro)                                            Federvini (Sandro Boscaini)               Unione Italiana Vini (Ernesto Abbona)  

PER CHIARIRE L’IDEA DELLA SCIENZA RIPORTO UN ARTICOLO DEL DOTTOR EMANUELE SCAFATO.

https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/i-blog-della-fondazione/il-blog-di-emanuele-scafato/alcol-e-cancro-un-rischio-evitabile Alcol e cancro: un rischio evitabile Il messaggio nella Settimana della consapevolezza sui danni provocati dall’alcol (#Awarh17)

Alcol e cancro, sino a qualche anno fa non se ne poteva neanche parlare o esprimere pareri senza sollevare un vespaio di polemiche. Sono ancora di fresca memoria le richieste di valutazioni e azioni specifiche da parte della Consulta delle Associazioni dei Consumatori in relazione a una causa intentata da un donna per un cancro al seno i cui legali avevano chiesto un parere agli organismi nazionali e comunitari. Da messaggio tabù, oggi il tema della cancerogenicità delle bevande alcoliche è invece argomento chiave di prevenzione dell'infausto binomio: confermato e sempre più consolidato dalle ricerche internazionali. Gli ultimi ad aprire gli occhi, con ragguardevole (per alcuni colpevole) ritardo, sono stati gli oncologi americani. «Anche il consumo moderato di alcol può determinare l’insorgenza di un tumore», è la posizione ufficializzata attraverso le colonne del Journal of Clinical Oncology e immediatamente ripresa nell'editoriale di apertura da The Lancet, che di fatto richiama la posizione da anni diffusa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e formalizzata attraverso il Codice Europeo contro il Cancro («Per prevenire i tumori, è meglio non bere alcolici») e a più riprese esplicitata attraverso queste colonne. Ci si potrebbe dilungare sulle ragioni che hanno portato i colleghi statunitensi a temporeggiare tanto, prima di prendere una posizione. Ma non è questo che interessa, nei giorni in cui in tutta Europa si celebra la Settimana della consapevolezza sui danni provocati dall’alcol (Awarh), sostenuta anche attraverso i social network (tre gli hashtag: #awarh17 - #alcohol - #cancer) per sollecitare la diffusione delle esperienze personali e delle evidenze al fine di consentire ai cittadini di porsi al riparo dai rischi evitabili e di attuare scelte informate. 

Alcol: in Italia consumi in aumento, soprattutto fuoripasto https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/alimentazione/alcol-in-italia-aumentano-i-consumi-soprattutto-fuori-pasto

PREVENZIONE FIN DALL'ADOLESCENZA Non può tuttavia non colpire l’ulteriore «equilibrismo», non giustificabile a fronte dell'evidenza scientifica, a cui ispirare la dovuta rigorosità degli «statement» di una società scientifica di rango come l’Associazione statunitense degli oncologi. «Mentre per le sigarette diciamo che non si dovrebbe mai fumare, il messaggio in questo caso è diverso: non si parla di non bere, ma di farlo meno o di non iniziare, se non lo si è già fatto», è quanto asserito da Bruce Johnson, direttore del programma di ricerca sul tumore del polmone del Dana Farber Cancer Institute di Boston, travisando volutamente il messaggio di prevenzione del Codice Europeo, secondo cui non bere alcolici è la scelta migliore per la prevenzione del cancro. Un messaggio chiaro, inequivocabile, che tutte le società scientifiche e le istituzioni di tutela della salute dovrebbero provvedere a porgere in particolare alle categorie più vulnerabili. Come le donne, per esempio, per le quali un semplice bicchiere successivo al primo di qualunque bevanda alcolica incrementa di una quota compresa tra il 7 e il 27 per cento il rischio di ammalarsi di cancro della mammella. Un’evidenza che imporrebbe campagne che richiamino tale rischio in particolare per le adolescenti, che cominciano a bere prima (oltre che troppo) e risultano dunque più esposte a quantità di alcol che circolano intatte nel sangue, in virtù dell'incapacità di metabolizzazione prima della maggior età (nelle ragazze è pure più alto il rischio che una lesione benigna si trasformi in maligna, rispetto alle donne adulte). Anche il recente riscontro dell'incremento del sette per cento nel rischio di cancro del colon-retto per ogni bicchiere consumato dovrebbe indurre a sollecitare, oltre che il dovuto richiamo agli screening preventivi, l'adozione di messaggi specifici ancora inspiegabilmente inesplorati da gran parte delle campagne di prevenzione del cancro della mammella e del colon, lì dove si volesse rendere veramente centrale il ruolo della persona nella sua prevenzione e nelle sue scelte orientate alla  tutela della salute.

Alcol e giovani: il decalogo per i genitori https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/i-blog-della-fondazione/il-blog-di-emanuele-scafato/alcol-e-cancro-un-rischio-evitabile

L'ETICA RICHIESTA AI MEDICI Sul legame alcol e cancro e la relativa informazione è impegnata pure la Società Italiana di Alcologia, nel riproporre una campagna che invita a verificare con il proprio medico eventuali situazioni che possano sconsigliare il consumo di alcolici. Essere cauti ed esaustivi per un medico è segno di professionalità ed etica e di profondo rispetto per il proprio paziente. Una comunicazione chiara e univoca può fare la differenza, rispetto al rischio d'insorgenza di malattie in grado di pregiudicare in maniera grave lo stato di salute e la sopravvivenza. La scelta sarebbe ancora più necessaria alla luce delle campagne di marketing aggressive denunciate nei report europei e dalla scarsa politica sul controllo della disponibilità, dei prezzi (è di qualche giorno fa la sentenza della Corte di Giustizia Europea che sancisce l'applicabilità del «minimum price» avversato in Scozia dall'industria) e delle logiche di promozione in tutti i contesti in cui l'alcol, come ribadito dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, non dovrebbe trovare collocazione (sponsorizzazioni di eventi musicali, sportivi e culturali). Per non parlare di quelli in cui sono le stesse istituzioni sanitarie a veicolarne i messaggi e la promozione, in aperto contrasto con il proprio mandato. Sono considerate ormai acquisite le evidenze fornite dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc) che correlano il consumo di bevande alcoliche - senza distinzione alcuna tra esse - all’insorgenza di almeno sessanta malattie. Come ben descritto in questa infografica, non si tratta soltanto di tumori. Della crescente lista fanno parte anche le malattie cardio e cerebrovascolari, neurodegenerative e dell'apparato digerente. Un «pacchetto» che, tradotto in danari, fa schizzare a settecento miliardi di euro annui i costi per l’assistenza sanitaria delle persone che devono i propri problemi di salute al consumo di alcol. Certo, come affermava Paracelso, il rischio dipende dalla dose di consumo: motivo per cui più si beve, più alta è la probabilità di sviluppare una delle citate condizioni. Per questo motivo - in omaggio alla perizia, prudenza e diligenza della classe medica - tale richiamo deve  trovare sempre giusta e equilibrata accoglienza accanto all'informazione che precisi che non esistono quantità di alcol consumate che pongano al riparo dal rischio di una o più condizioni a esso correlate. Una simile evidenza deve essere sempre posta come premessa e conclusione di qualunque documento che faccia appello alla prevenzione e che sia proposto da quanti sono chiamati a tutelare la salute e la sanità pubbliche.

NOVE EUROPEI SU 10 IGNORANO I DANNI PROVOCATI DALL'ALCOL Un discorso valido a tutte le latitudini, ma soprattutto nell’Europa in cui si registrano i maggiori consumi di bevande alcoliche: più di un quinto della popolazione di età superiore ai 15 anni assume in media quattro bicchieri al giorno almeno una volta a settimana e l’utilizzo annuo pro-capite raggiunge la quota di nove litri, con una media di trenta grammi al giorno. Nove cittadini su dieci ignorano il potenziale di rischio legato al consumo di birra, vino e superalcolici con una frequenza maggiore di associazione dei consumi più elevati di alcol con l’incidenza dei tumori che coinvolgono gli organi dell’apparato digerente, come ricordato di recente dall’Unione dei Gastroenterologi Europei (Ueg). Ma del novero fanno parte pure i tumori della cavità orale, del seno, dell’endometrio. 

Scopri tutti i danni che l'alcol provoca all'organismo https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/i-blog-della-fondazione/il-blog-di-emanuele-scafato/alcol-e-cancro-un-rischio-evitabile

GLI INTERESSI DELL'INDUSTRIA IN BALLO Dei danni provocati dall’alcol alla salute si parla poco anche in ragione dell'immanenza ed influenza dell’industria che, oltre a costituire nuclei di pressione non sempre trasparenti ha nel tempo esercitato anche una costante azione di confondimento delle evidenze scientifiche. Appena poche settimane fa, una review pubblicata sulla rivista «Drug & Alcohol» ha posto l'accento sulla problematica relativa alle informazioni fornite in merito al legame tra alcol e cancro, ripercorrendo una strategia già verificata per l'industria del tabacco. Gli autori del documento, dopo aver analizzato le informazioni sui siti delle aziende di settore relativamente al rischio di tumore correlato al consumo cronico di bevande alcoliche, hanno accusato gli operatori del settore di scarsa trasparenza nei confronti dei consumatori relativamente al rischio oncologico. Nella maggior parte dei casi, la relazione è stata presentata come altamente complessa e dunque assai difficile da provare. Mentre in altre circostanze si è puntato a descrivere l’alcol come uno dei tanti fattori di rischio, allo scopo di allentare la pressione sulle bevande in questione. Infine c’è chi non ha mancato di sottolineare come in realtà non emerga alcun rischio a fronte di consumi sporadici e comunque moderati. Azioni che spesso sono state messe in atto anche attraverso rappresentanti della comunità scientifica poco trasparenti rispetto alle dichiarazioni pubbliche e ai documenti di consenso che spesso aggrediscono, letteralmente, le evidenze sfavorevoli, esaltando invece quelle favorevoli al consumo pur moderato di alcol. In tutto questo chi ne fa le spese è il consumatore che non ha gli elementi culturali per farsi un giudizio che possa confortare scelte adeguatamente informate. È per la sua tutela che, al fine di portare avanti la lotta al cancro, vale la pena ribadire l’unico messaggio comprovato dalla comunità scientifica. Alcol: meno se ne beve, meglio è.    INIZIATIVE DI PREVENZIONE E DI INFORMAZIONE

http://www.regione.emilia-romagna.it/notizie/attualita/dipendenze-la-regione-in-campo-contro-droghe-alcool-tabacco-e-gioco-dazzardo Dipendenze: la Regione in campo contro droghe, alcool, tabacco e gioco d'azzardo Oltre 33mila assistiti dalle Ausl, quasi 80mila contattati sui comportamenti a rischio. Venturi: "Impegnati ad adeguare strumenti e percorsi alle nuove complessità" 29.11.2017 Nel 2016 erano 33.700 le persone assistite dalle Ausl dell'Emilia-Romagna per problemi di abuso e dipendenza patologica: un numero aumentato nel tempo, ma con una tendenza alla stabilizzazione negli ultimi anni. E mentre nel 1991 il 90% delle 7mila persone in trattamento lo era per dipendenza da eroina, oggi il 65% lo è per dipendenza da sostanze illegali nel loro complesso; l'eroina è ancora la principale, ma aumenta la cocaina, che tra i più giovani è il primo tipo di droga assunta. La restante parte degli utenti accede ai SerDp (Servizi per le Dipendenze patologiche) per problemi legati all'alcol (25%), al tabacco (5%), al gioco d'azzardo (5%). L'età media degli assistiti si sta alzando: il 50% ha più di 39 anni, popolazione che nel 2006 rappresentava il 20%. A fornire il quadro delle dipendenze patologiche in Emilia-Romagna è stato oggi in Assemblea legislativa l'assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, che in un'informativa ai consiglieri ha illustrato le azioni messe in campo dalla Regione, a partire da uno specifico programma regionale, per la prevenzione, la cura e il contrasto alle dipendenze: da sostanze legali, quindi alcol e tabacco, illegali (oppiacei, cocaina, cannabis), oppure dipendenze senza sostanze (gioco d'azzardo patologico). "Come dicono i numeri, le caratteristiche dei consumi e dei consumatori negli anni sono cambiate e hanno richiesto, da parte nostra, la capacità di fornire risposte adeguate al cambiamento- ha sottolineato Venturi-. Proprio per far fronte a queste nuove complessità, nel 2016 abbiamo approvato il nuovo 'Programma regionale per le dipendenze patologiche'. Uno strumento che, oltre a confermare le azioni già adottate per la prevenzione, il trattamento delle persone con dipendenza, la riduzione dei rischi correlati all'uso e la riduzione del danno, mette in campo percorsi differenziati per popolazione e tipo di dipendenza. Fondamentale- ha aggiunto l'assessore- è il lavoro di rete tra le istituzioni e il territorio, che nel tempo abbiamo rafforzato e diversificato, senza mai abbassare la guardia su un problema, quello delle dipendenze, che non guarda in faccia nessuno e negli anni è aumentato". Chi sono le persone dipendenti Per quanto riguarda l'identikit degli assistiti, si registra una rilevante differenza d'età a seconda dell'area problematica: i giocatori e gli alcolisti sono più anziani, gli assuntori di droghe illegali sono più giovani. In generale, gli assistiti sono poli-assuntori, con la tendenza ad associare l'alcol a tutte le altre sostanze. Tra i nuovi utenti l'età media è più bassa e l'accesso avviene in misura significativa per problemi legali (Prefettura, sanzioni alla guida, carcere). Significativa la presenza di non residenti: il 16,2% degli assistiti - con picchi del 25% a Bologna - proviene infatti da altre regioni, e si tratta di studenti universitari, persone in carcere, cittadini non italiani (questi ultimi rappresentano il 12% degli utenti). I posti letto accreditati in Comunità terapeutica sono 1.470 e il numero di inserimenti è stabile: circa 2.500 l'anno.

http://www.cn24tv.it/news/164767/contro-le-droghe-e-l-alcol-tra-le-strategie-di-prevenzione-anche-un-camper-itinerante.html Contro le droghe e l’alcol. Tra le strategie di prevenzione anche un camper itinerante 29 novembre 2017 Cosenza Salute La prevenzione viaggia a bordo di un camper. È una delle attività che l'Amministrazione comunale, attraverso l'assessorato all'educazione guidato da Matilde Spadafora Lanzino ed il settore collegato, sta portando avanti per dire no alla droga e all'alcol. Una campagna di prevenzione in collaborazione con “Il Delfino onlus” e l'ASP di Cosenza che, grazie alla disponibilità del direttore del Sert Roberto Calabria, mette a disposizione la struttura mobile che venerdì 1° dicembre, dalle 20 a mezzanotte, sosterà in via Alimena, luogo di ritrovo serale per moltissimi giovani. A bordo del camper i responsabili del centro 'Il Delfino' che, con il supporto dei loro volontari, parleranno con i ragazzi e distribuiranno una brochure informativa, dal claim “Facci una X”, sui danni causati dalle droghe, e dei kit con etilometro per la misurazione del tasso alcolemico. Nella settimana successiva, il camper si sposterà a Santa Teresa, luogo della movida cosentina. Si tratta di un'azione sinergica tra istituzioni basata sull'idea che un approccio diretto ai giovani può risultare più efficace nel contrasto all'uso di sostanze stupefacenti, fenomeno dal quale Cosenza non è affatto esente, e che riguarda anche i giovanissimi. L'iniziativa del camper si inquadra in un progetto complessivo che vede anche la diffusione in città di manifesti dedicati alla pericolosità di cannabis, cocaina e all'abuso di alcol. Inoltre, 'Il Delfino' sarà presente in sei scuole cittadine con un progetto psicoeducazionale che prevede un'informativa chiara e diretta sulla pericolosità delle sostanze e che produrrà delle rilevazioni statistiche.

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

http://www.trc.tv/news/cronaca/2017/11/29/ubriachi-al-volante-denunce-reggio-emilia/ Ubriachi al volante, denunce a Reggio Emilia 29 novembre 2017 di Redazione TRC in: Cronaca Automobilisti nei guai per aver guidato ubriachi o per uso di sostanze stupefacenti Sette conducenti sono stati trovati in possesso di sostanze stupefacenti ed ora rischiano la sospensione della patente, altri due sono stati sorpresi dopo aver fatto uso smodato di bevande alcoliche mentre un decimo automobilista è infine stato denunciato per essere stato sorpreso alla guida dell’auto con patente falsa. Questo è il bilancio dei controlli stradali eseguiti dai carabinieri di Reggio Emilia per garantire maggior sicurezza sulle strade della città. In tutto i Carabinieri hanno controllato 230 persone e 180 tra automezzi e motocicli nei posti di blocco e di controllo eseguiti nelle arterie stradali di maggior traffico, dove hanno proceduto anche alla contestazione di alcune contravvenzioni al codice della strada in prevalenza per violazioni delle norme di sicurezza stradale. In particolare, hanno sorpreso 2 conducenti (un 37enne trevigiano e un 44enne scandianese) guidare dopo aver fatto uso smodato di bevande alcoliche: per loro ritiro della patente e denuncia per guida in stato d’ebbrezza. Una 23enne livornese è stata trovata in possesso di 3 grammi di marjuana, un 30enne di Reggio Emilia con un grammo e mezzo di cocaina e un 19enne correggese con 5 grammi e mezzo di marjuana. Modiche quantità di cocaina sono state trovate in disponibilità di due 21enni domiciliati in città, un 23enne e un 33enne entrambi di Roma. Trattandosi, in tutti i casi, di detenzione per uso personale non terapeutico i sette uomini verranno segnalati alla Prefettura. Infine un 27enne cittadino egiziano è stato sorpreso in via Burracchione condurre un autocarro con patente falsa. Per lui è scattata la denuncia per uso di atto falso, guida senza patente con conseguente fermo del veicolo e sequestro del documento falso.

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