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vino, birra e alcolici

05/12/2017 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 5 dicembre 2017 ( di redazione )

OLBIA.IT Olbia. Alcol e sicurezza: ecco il progetto che educa i giovani a bere (meglio) http://www.olbia.it/olbia-bere-responsabilmente-sas-janas-04-12-2017/ Olbia, 04 dicembre 2017 – Degustazioni guidate, dibattiti in classe e visite in cantina: l’associazione culturale Sas Janas, con il contributo del Comune di Olbia, ha organizzato il progetto «Bevi meno, meglio e responsabilmente», rivolto agli studenti dell’Istituto tecnico commerciale Dionigi Panedda e del Polo universitario di Olbia. Sono diversi gli obiettivi su cui è stato basato il progetto: contrastare gli eccessi dell’alcol, tutelare i giovani ed educarli al gusto e al sapore, sottolineando allo stesso tempo l’importanza che il mondo del vino ricopre nell’economia locale, nel marketing turistico e nella valorizzazione del territorio. Tutto questo con la collaborazione di numerosi professionisti del settore come sommelier, imprenditori e agenti della Polizia locale. In totale sono stati coinvolti 90 ragazzi, tra studenti del Panedda e dell’università. LE GIORNATE. Il progetto ha preso il via mercoledì 29 novembre nell’aula magna dell’istituto Panedda, scuola guidata dal dirigente scolastico Gianni Mutzu. Innanzitutto si è parlato di enologia, con Roberto Zarelli della Strada della Malvasia. Poi è intervenuto Fabrizio Filigheddu di Envision, che si è concentrato sul marketing turistico, mentre è toccato al sottotenente Ettore Marcucci e all’agente Manuela Lullia della Polizia locale tenere una lezione sui rischi della guida in stato di ebbrezza. Infine una degustazione guidata con Antonello Mariotti, sommelier Aspi, che ha anche illustrato alcuni abbinamenti tra vini locali e prodotti tipici. Alla giornata ha partecipato Sabrina Serra, assessore comunale alla Pubblica istruzione. La seconda giornata del progetto si è sviluppata giovedì 30 novembre, questa volta al di fuori della scuola. I ragazzi maggiorenni dell’istituto Panedda si sono infatti recati alla Cantina vitivinicola Giogantinu di Berchidda. Ad accogliere gli studenti, poi coinvolti in una visita guidata e in una gustosa degustazione di vini, è stato il direttore commerciale della cantina Sergio Solinas, insieme al presidente Giovanni Pala e al tecnico Piero Dente. Più tardi gli alunni del Panedda si sono trasferiti al Museo del vino di Berchidda. Qui i giovani hanno visitato gli spazi museali e degustato alcuni vini, guidati da Gianni Crasta e il suo staff. Il progetto promosso da Sas Janas si è concluso giovedì pomeriggio al Polo universitario di Olbia. Sono intervenuti i docenti Giovanna Brandano e Marco Vannini, Fabrizio Filigheddu di Envision e Ettore Marcucci e Manuela Lullia della Polizia locale. A chiudere l’incontro una degustazione di un vermentino di Gallura di una delle cantine della Strada del vermentino docg, di un cannonau di una delle cantine della Strada del vino del nord-ovest e di una malvasia di Bosa doc della Strada della Malvasia. (*)

(*) Nota: organizzereste un progetto di prevenzione al tabagismo insegnando ai giovani a fumare bene? Scegliereste, tra gli educatori, tabaccai e produttori di sigarette? Lo concludereste portando i ragazzi a farsi una bella fumatina? Con l’esclusione della lezione sulla guida in stato di ebbrezza, questo pessimo progetto, che pare quasi di promozione dell’alcol tra i giovani, al limite della legalità, viaggia nella direzione opposta a tutto quanto gli esperti di alcol e sicurezza indicano come opportuno ed efficace. Mica per niente, nel progetto, di medici ed alcologi non si trova nemmeno l’ombra.

Vi invito a scrivere al Sindaco di Olbia il vostro parere sull’iniziativa: staff.sindaco@comune.olbia.ot.it Se manderete la vostra mail anche a noi per conoscenza, la pubblicheremo in rassegna.

ASKANEWS Vino, Federalimentare-Coldiretti: no caccia streghe ue Roma, 5 dic. (askanews) - Le conclusioni del Consiglio europeo sull'uso dannoso dell'alcol che prevedono severe misure in materia di etichettatura, pubblicita', nonche´ restrizioni al commercio delle stesse tra gli Stati Membri sono inaccettabili poiché rischiano di penalizzare gravemente e in maniera ingiustificata (*) il settore vinicolo italiano. È quanto affermano Federalimentare e Coldiretti nel chiedere un impegno deciso del Governo per tutelare da una nuova caccia alle streghe quella che è la punta di diamante della filiera agroalimentare Made in Italy. "Mascherata dietro la ricerca di una soluzione a una emergenza sanitaria legata all'abuso di alcol soprattutto in alcune aree europee, si cela una presa di posizione iniqua e punitiva che si perpetra attraverso misure che non tengono conto delle specificità di consumo delle bevande alcoliche diverse da paese a paese e che non apportano nulla in termini di educazione alimentare" dice Luigi Scordamaglia, presidente di Federalimentare e prosegue "Chiediamo che l'Unione europea riconosca la differenza fra un consumo equilibrato di bevande alcoliche come parte integrante di uno stile di vita corretto e della dieta mediterranea elogiata in tutto il mondo come modello, e l'abuso di alcol, emergenza solo di alcuni Paesi". (**) "Non possiamo accettare che l'incapacità di gestire in alcuni paesi Europei un'emergenza legata a modelli di consumo che sono lontanissimi da quelli legati al settore del vino - dice Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti - si traduca in una ingiusta criminalizzazione per un settore che in questi anni è diventato l'emblema di uno stile di vita "lento", attento all'equilibrio psico-fisico che aiuta a stare bene con se stessi, da contrapporre proprio all'assunzione sregolata di alcol". (***) In conclusione, Federalimentare e Coldiretti chiedono con decisione che i Ministri Martina e Lorenzin prendano una posizione al prossimo consiglio dei ministri contro tale proposta e pretendano piuttosto che le istituzioni comunitarie avviino una seria opera di educazione al consumo e al contrasto all'abuso di alcool nelle aree senza cultura del bere e del mangiare.

(*) Nota: giustificatissima. Basta non mettere il paraocchi e leggere la documentazione che motiva questo genere di (sacrosanti) provvedimenti.

(**) Nota: non sanno? O fanno finta di non sapere? (vedi nota precedente)

(***) Nota: “alcol” non lo beve nessuno, viene ingerito per il tramite delle bevande alcoliche. In Italia soprattutto per il tramite del vino (66%). Tra gli utenti in carico a servizi per problemi alcolcorrelati, in Italia, la bevanda di uso prevalente è il vino nel 62,8% dei casi. Al di là dell’evidenza dei numeri, tutti coloro che hanno esperienza di contrasto a questo tipo di sofferenze sanno bene come in Italia i problemi siano collegati soprattutto a consumi di vino.

BSNEWS Alcol al volante, sul Garda ritirata una patente ogni cinque controlli Il bilancio è drammatico: su 46 veicoli fermati, infatti, ben dieci erano guidati da persone che - secondo il codice della strada - non avrebbero potuto mettersi al volante Altre dieci patenti ritirare dalla Polizia stradale nel fine settimana. In azione le volanti dei distaccamenti di Montichiari, Salò e Desenzano, che sono state impegnate dall’1 di notte alle 6 del mattino nella zona del Basso Garda: in particolare a Desenzano e Lonato, capitali della movida gardesana. Il bilancio è drammatico: su 46 veicoli fermati, infatti, ben dieci (uno su cinque) erano guidati da persone (giovani in gran parte) che – secondo il codice della strada – non avrebbero potuto mettersi al volante perché avevano un tasso di alcol superiore al consentito. Uno, addirittura, aveva un tasso tre volte il lecito (1.5 contro 0,5) e ora rischia di rimanere a piedi per un paio d’anni.

SANIHELP Attenzione all'alcol durante le festività Che Natale è senza brindisi e spumante? Se questo è vero (*) è altrettanto importante ricordarsi di non eccedere con l’alcol con la scusa delle festività natalizie come ricorda un comunicato stampa della UCLA University. Le festività natalizie, infatti, sono una fonte di stress e a volte l’alcol può diventare un mezzo per affrontare le proprie insicurezze, nello specifico spesso le persone possono vedere l’alcol come una scorciatoia per rilassarsi e per favorire l’addormentamento. A questo proposito è bene sottolineare come se è vero che l’alcol può facilitare l’addormentarsi, per via dei suoi effetti sedativi è anche vero che favorisce l’instaurarsi di un sonno frammentato, soprattutto quando si interrompe il suo stesso consumo. Molte persone, inoltre, credono di poter controllare i fumi dell’alcol e quindi si mettono alla guida anche se effettivamente il tasso alcolico nel loro sangue non lo permetterebbe: questa è sicuramente una grave leggerezza che può avere ripercussioni molto negative, perché se è vero che l’alcol può non influenzare la lucidità nei discorsi, può comunque intaccare la lucidità motoria. 

(*) Nota: … e sottolineo “se”. Con abbracci anziché brindisi è un Natale migliore.

GAZZETTA DI MANTOVA La barista non gli dà da bere. Ubriaco la picchia con la scopa Trentenne arrestato dai carabinieri, patteggia sei mesi a processo CASTEL GOFFREDO. Ha insistito e insistito ancora. Cacciato via, è tornato ancora una volta per chiedere da bere. E quando la barista s’è rifiutata per l’ennesima volta di versargli una birra è andato su tutte le furie: ha preso la scopa che era in un angolo del locale e ha colpito più volte la donna. L’episodio, accaduto la notte tra domenica e ieri a Castel Goffredo, è costato caro a Hicham Khamliche, 31enne originario del Marocco arrestato dai carabinieri per lesioni aggravate e la mattina dopo portato davanti al giudice. Sei mesi la pena patteggiata, con tanto di sospensione della pena, a patto che non cada in altri guai giudiziari. L’episodio è accaduto nella tarda serata di domenica al bar Olimpic di Castel Goffredo, in via Cesare Battisti. Stando a quanto raccontato dai testimoni, l’uomo, già in evidente stato di ebbrezza, avrebbe chiesto con insistenza alla barista, una donna cinese di 51 anni, di avere da bere. Al suo rifiuto ha continuato a molestarla con le sue richieste. Finché è stato sbattuto fuori del locale. Ma non se n’è andato. Poco dopo è rientrato, deciso a scolarsi l’ultima birra. E al ripetuto rifiuto della donna, le ha scaricato addosso delle bastonate con il manico della scopa. Tanto da farla finire all’ospedale: i medici le hanno diagnosticato lesioni guaribili in quindici giorni.

IL RESTO DEL CARLINO Modena, Ngapeth pizzicato ubriaco al volante, patente ritirata La Polstrada lo ferma per un controllo e l’etilometro segna un tasso di 1.98 di VALENTINA REGGIANI Modena, 5 dicembre 2017 - Una serata insieme alle ‘colleghe’ del femminile, i cocktail, i brindisi, qualcuno di troppo evidentemente. Infine il ritorno a casa e, davanti all’auto, sulla strada, i lampeggianti: quelli di una pattuglia della stradale. Earvin Ngapeth è recidivo: lo schiacciatore francese 26enne del Modena Volley ci è ricascato ed è stato fermato ubriaco al volante. Una vicenda che ricorda molto - anche se fortunatamente non ci sono feriti - la storiaccia del 2015, quando lo sportivo investì in piena notte tre quarantenni reggiani che si allontanavano a piedi da un locale, per poi darsi alla fuga e confessare successivamente. Ma la storia si ripete: il campione usciva dal Frozen, il locale di via Argiolas, come due anni fa. E mercoledì notte il suo tasso alcolemico nel sangue è risultato quasi quattro volte il consentito, 1.98. Ngapeth, da quel che si sa, stava facendo serata con altri quattro ragazzi della squadra e alcune pallavoliste dell’A1 femminile Imoco Volley Conegliano e della Liu Jo. La notte ‘si scalda’; gli sportivi cenano, ballano in pista e danno il via ai brindisi: evidentemente i calici fatti toccare sotto le luci delle sfere sono stati parecchi. Quel che è certo è che, intorno alle 3 di giovedì mattina, i pallavolisti escono dal locale. Ngapeth si mette al volante di una delle auto della società: procede per ultimo, con gli amici davanti, a bordo di altre auto. Poche centinaia di metri dopo, incappa in una pattuglia della stradale, impegnata nei controlli sulla Contrada. Sottoposto all’etilometro, lo schiacciatore francese risulta completamente ubriaco, con un tasso alcolemico ben superiore al limite consentito di 0.5, ovvero 1.98. La patente del fenomeno del volley è stata ovviamente sequestrata. La vettura, invece, restituita alla società. Una notte da leoni proprio in vista del grande match che si è tenuto domenica contro Trento, dove la squadra è tornata a casa con un solo punto, perdendo al tie break, e dove la prestazione di Ngapeth è risultata deludente. E quella di mercoledì rappresenta qualcosa in più di una semplice bravata. Anche perchè Ngapeth è in attesa della prossima udienza, quella del 28 marzo, per capire se, a fronte del risarcimento si procederà con il patteggiamento della pena. L’episodio risale appunto a fine 2015 quando lo sportivo si presenta in procura, col proprio legale, confessando di essere lui l’automobilista che in via Argiolas, non lontano dal Frozen, ha investito in piena notte tre quarantenni reggiani: Enrico Lusetti, Davide Maccagnani e Riccardo Ferrarini. Se i primi due se la sono cavata con lesioni guaribili, il terzo, Ferrarini, ha riportato conseguenze serie. Quella notte Ngapeth non ha prestato soccorso, ma è fuggito dal luogo dell’investimento. Per l’episodio, la stella mondiale del volley è chiamata a rispondere di lesioni colpose e omissione di soccorso. L’avvocato che lo difende, Andrea Mattioli, ha ottenuto un rinvio appunto per arrivare al risarcimento. Se ciò dovesse accadere, potrebbe essere rimessa la querela per lesioni colpose.

IL RESTO DEL CARLINO Ravenna, ragazza violentata e filmata. "Nessuno stupro di gruppo, non fu forzata" La motivazione del Riesame che ha scarcerato i due presunti autori, il Tribunale di Ravenna aveva valutato in modo diametralmente opposto di Andrea Colombari Ravenna, 5 dicembre 2017 - Cinque bicchieri di vino e altri tre drink alcolici. Un fatto quasi matematico che lei quella notte avesse bevuto così tanto da ritrovarsi «in uno stato di non piena lucidità». Nonostante ciò, era «pienamente in grado di esprimere un valido consenso al rapporto sessuale e lo ha espresso». Il romeno non ha cioè commesso alcuno stupro: per lui va esclusa «la natura costrittiva del gesto». E il senegalese, sebbene «con azione censurabile e riprovevole ha ripreso il rapporto intimo», non può avere istigato il romeno a compiere un reato che non esiste. È il nucleo delle 26 pagine con cui il tribunale della Libertà di Bologna ha spiegato le ragioni per le quali il 9 novembre scorso ha cancellato tutte le ordinanze di carcerazione riscrivendo daccapo quanto accaduto nella notte tra il 5 e il 6 ottobre a una 18enne ravennate così ubriaca da non reggersi in piedi. Tutto era accaduto dopo una festa in un locale del centro. E quello che secondo l’accusa era seguito, aveva indignato un’intera città e non solo: portata a spalla in un appartamento, infilata sotto a una doccia gelata e stuprata su un divanetto da un 26enne romeno, difeso dall’avvocato Carlo Benini, mentre un 27enne di origine senegalese, difeso dall’avvocato Raffaella Salsano, riprendeva tutto con il suo smartphone. Elementi quelli raccolti dalla polizia che erano apparsi così solidi da spingere due differenti gip a inquadrare la vicenda nello stesso modo: la violenza sessuale di una giovane talmente ubriaca da non riuscire a reagire. Per i giudici bolognesi, è andata invece in altro modo. E a loro avviso, lo capisce «in maniera inconfutabile» proprio dai tre video girati dal senegalese: da quelli, «emerge che la ragazza non è affatto incosciente, si muove e in particolare appoggia un braccio intorno alle spalle» del romeno. Vengono isolati altri particolari di quei momenti: «Gli mette una mano sul viso e sulla nuca», «appoggia l’altro braccio sul petto», «gli tira l’elastico delle mutande», e «tiene la mano sul viso di lui in una sorta di carezza». Qualcuno potrebbe obbiettare che se lei era molto ubriaca, queste avrebbero potuto essere azioni senza spinta razionale. Tuttavia anche sotto questo profilo, i giudici forniscono una risposta chiara mettendo in fila ciò che è accaduto quella notte. Un cavalcata temporale che si apre all’una e 30 quando la 18enne viene portata a spalla fuori dal locale e caricata sull’auto dove poi vomita. Alle 2.01 il primo video: c’è lei in biancheria sotto alla doccia. È quasi incosciente mentre la lavano. Poi si addormenta sul divano per risvegliarsi dopo una quarantina di minuti. Alle 4.05 scambia un sms con la madre. Quindi tra le 4.22 e le 4.35 ecco il rapporto sessuale. E attorno alle 5 esce in strada con i ragazzi e li aiuta a ripulire l’auto. Comportamenti che per i giudici non si conciliano con «uno stato di coma etilico o di completa incapacità ad agire». Ovvero «tra la fase acuta dell’ubriachezza e il rapporto sessuale, trascorre un arco di tempo di tre ore circa, al termine del quale lei compie comportamenti idonei a farla ritenere in sé».

SAPORIDELPIEMONTE.NET Convegno a Roma. Si parla di “Vino e Diritto” al Senato, interviene il presidente del Consorzio Barbera d’Asti, Filippo Mobrici Riceviamo e pubblichiamo dal Consorzio della Barbera e Vini del Monferrato: “Il presidente del Consorzio del Barbera d’Asti e vini del Monferrato, Filippo Mobrici (anche presidente del Consorzio Land of Perfection) terrà una relazione a Roma, al Senato, il prossimo 6 dicembre in occasione del convegno ‘Vino e Diritto’. Si tratta di uno degli incontri di preparazione al varo della proposta di legge sui nuovi impianti di vigneto. Mobrici è l’unico rappresentante piemontese dei produttori ad esser stato invitato per tenere una relazione. Insieme a lui, anche l’avvocato ed ex sindaco di Asti, Fabrizio Brignolo, esperto di diritto vitivinicolo. Il convegno, organizzato dal senatore Michelino Davico, del Gruppo parlamentare Federazione della Libertà, coinvolge le due Regioni italiane maggiormente vocate alla vitivinicoltura, Veneto e Piemonte. L’appuntamento è un focus di approfondimento e studio sul sistema di autorizzazioni all’impianto. Servirà per portare le istanze del mondo vitivinicolo in Parlamento e per arrivare all’adozione di una nuova normativa in grado di tutelare, con maggiore efficacia, le produzioni vinicole di qualità. Il ddl, poi, sarà consegnato al presidente della Commissione Agricoltura del Senato. “Dobbiamo tutelare il nostro patrimonio viticolo e prevenire la fuga di ettari di vigneti verso altri territori, come previsto dalla normativa vigente” è quanto anticipa il presidente Filippo Mobrici. “Nel mio intervento sosterrò quanto sia fondamentale – prosegue – non disperdere i nostri vigneti al di fuori della nostra Regione, per prevenire l’impoverimento del nostro patrimonio vitivinicolo”. Negli ultimi due anni di applicazione della normativa delle autorizzazioni di impianto, alcuni giuristi ed esperti del settore hanno elaborato uno studio che consente di fotografare in maniera plastica la situazione attuale, proiettandola negli anni a venire. Nel campo agroalimentare e in particolare in quello vitivinicolo, manca una normativa in grado di garantire lo sviluppo di produzioni. Oggi le autorizzazioni ai nuovi impianti di filari di vite (nel limite dell’1% sulla quota nazionale già vitata) sono previste, indistintamente, per tutti i proprietari terrieri, che di fatto divengono automaticamente dei potenziali produttori di vino, pur senza averne una vera e propria vocazione. Situazione che, se si dovesse protrarre nei prossimi anni, avrebbe come effetto diretto l’impoverimento dell’intero settore vitivinicolo italiano, sia dal punto di vista economico sia per la riduzione dell’offerta vinicola italiana.

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