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vino, birra e alcolici

04/04/2018 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 4 aprile 2018 ( di redazione )

STA PRENDENDO CAMPO UN NUOVO TIPO DI FESTA: SPERIAMO CHE SFONDI!

https://www.tio.ch/svizzera/attualita/1250930/sballarsi-restando-sobri--ecco-la-festa-alternativa Sballarsi restando sobri: ecco la festa alternativa Un party pensato per le persone attente alla salute. Sbarca in Svizzera la “Sober Sensation” ehs/Pa.St. 4.4.18 ZURIGO - Una birra fresca? È tabù! Arriva in Svizzera la “Sober Sensation”, che il prossimo 20 giugno dovrebbe proporre a Zurigo la prima festa in cui si resta sobri. Un concetto che, secondo i promotori, a Berlino ha già avuto successo. Il target è rappresentato dalle persone attente alla salute. «Confidiamo nello sballo naturale» spiegano gli ideatori. È un peccato, secondo loro, che non si possa passare la serata fuori se non si è amanti dei bar o delle bevande alcoliche. Alle feste pensate per persone sobrie non mancherebbe inoltre una maggiore interazione sociale. E al posto dell’alcol si consumano smoothies e diverse varietà, anche meno note, di limonata. Tra le proposte dell'evento anche una cena vegana prima di ballare. L’ideatore Gideon Bellin afferma che inizialmente in Svizzera la festa avrà luogo una sola volta. Sulla base della risposta del pubblico, l’intenzione sarebbe poi quella di riproporla a cadenza bimensile. La “Sober Sensation” sarebbe anche la risposta all’attuale tendenza di rinunciare all’alcol. Secondo i dati di Dipendenze Svizzera, un milione di cittadini maggiori di quindici anni non berrebbero bevande alcoliche. Si tratta del 14% della popolazione, con un aumento del 2% rispetto al 2012.

PURTROPPO VEDIAMO CHE PER DIVERTIRSI CERCANO ANCORA LO SBALLO.

NEI PROSSIMI DUE ARTICOLI LA MORTE DI UN RAGAZZO E LA DESCRIZIONE DELLE CIRCOSTANZE IN CUI SI È VERIFICATA LA TRAGEDIA

https://www.ilmattino.it/salerno/positano_sparito_dopo_la_disco_nicola_torvato_morto_in_un_vallone-3643553.html Positano, sparito dopo la disco: Nicola trovato morto in un vallone Lunedì 2 Aprile 2018, È stato ritrovato il corpo senza vita di Nicola Marra, il giovane napoletano di 21 anni scomparso ieri dopo una serata trascorsa in compagnia di amici in una discoteca di Positano. Dopo ore di ricerche il cadavere è stato scoperto in un vallone a poca distanza dal centro abitato. La famiglia aveva denunciato la scomparsa del ragazzo ieri e tanti erano stati gli appelli susseguitisi in queste ore. A coordinare le ricerche i carabinieri della Compagnia di Amalfi guidati dal capitano Roberto Martina che hanno svolto ricerche via mare, terra e aria. L'ipotesi prevalente al momento è quella di un incidente. Le operazioni di recupero del cadavere sono in corso in quanto la zona è molto impervia; per i primi soccorritori giunti sul posto il corpo sarebbe proprio quello del ragazzo. Da quanto hanno riferito gli amici che erano con lui quella sera, Nicola era in evidente stato di alterazione psicofisica per l'alcol. I militari avevano subito visionato le telecamere dove si vedeva il giovane allontanarsi, da solo e a piedi, verso le alture. Aveva lasciato in discoteca il giubbotto con dentro il portafogli e le chiavi dell'auto.

https://www.positanonews.it/2018/04/napoli-dopo-la-tragedia-di-nicola-a-positano-si-interroga-mille-euro-a-tavolo-alcol-sballo-a-soli-20-anni-e-i-genitori-si-chiede-piu-sicurezza/3236717/ Napoli dopo la tragedia di Nicola a Positano si interroga “Mille euro a tavolo, alcol, sballo a soli 20 anni e i genitori?”. Si chiede più sicurezza di Redazione_MC Mercoledì, 4 aprile 2018 Una tragedia che ha colpito molti questa del 21enne di Chiaia in Costiera amalfitana.  Anche qui a Positano, basta scorrere i profili facebook di tutti, in molti sono sconvolti e chiedono più sicurezza e controlli la notte. In particolare, il sabato. Prima c’erano i vigilantes che si vedevano in giro, fino all’anno scorso. Si trattava della notte di Pasqua, dove, discoteca o no, c’era un afflusso notevole in un paese turistico. Questo dice la gente con migliaia di commenti. Più controlli la notte, senza criminalizzare e impedire il divertimento, ma ci vogliono i controlli, i cittadini li chiedono, mentre il fenomeno dei giovanissimi in discoteca è un fenomeno che riguarda tutti e a Napoli tutto l’anno. Genitori sconvolti, tutti. Un problema comune in tanti, i propri figli vanno a divertirsi e poi non riesci a sapere nulla. Una morte che ha sconvolto la Campania e l’Italia e “Il Mattino” principale giornale del Sud, si interroga sugli eccessi dell’alcol, anche se, vogliamo precisarlo, prima dell’autopsia non sappiamo se sia stato l’alcol o altro a farlo stare in quello stato, l’unica cosa certa che si sa è che l’ultimo locale dal quale è uscito è il Music on The Rocks, e da qui è stato ripreso dalle telecamere.  Su questa vicenda oltre alla nostra stiamo riprendendo anche la cronaca degli altri più autorevoli. Ma cosa dice oggi il Mattino? Per molti di loro la vita è un luna park. Serate, feste, fiumi di alcol e discoteche tutto l’anno. E a inserire il gettone che poi mette in moto la giostra sono spesso i genitori. I ragazzi in prima fila, poi, sono quelli della Napoli bene. Basta guardarsi attorno. Basta fare un giro nei locali più in voga della città. È un dato a preoccupare più degli altri: l’età di chi si sballa è sempre più bassa. Perché oggi avere il tavolo al centro della pista del locale con gli amici, è molto più di uno status symbol: 50, 60 o anche 100 euro a testa per chiamare un magnum di champagne diventa una cosa all’ordine del giorno, anzi della sera. La tragedia che ha coinvolto il giovane Nico Marra Incisetto è solo l’ultimo capitolo di una saga (drammatica) che trova ragioni ben più profonde di quelle che superficialmente si possono pensare. Chi nei locali ci lavora, al bar, dietro la cassa, alla porta d’ingresso, resta stupito anche da questo. Una volta era l’élite ad avere l’ambizione al posto d’onore nella pista della discoteca. Quelli che una volta le mode le facevano. Oggi la tendenza si è ribaltata: ragazzini di 18-20 anni che prendono il tavolo e di quelle stesse mode sono vittime. E spendono, spendono, spendono ancora. Oltre 1000 euro per avere il tavolo più bello al centro della pista del locale più figo. Una ricerca continua dell’eccesso. Una gara con l’amico, il compagno di studi, il rivale in amore. Perché quella è l’età più pericolosa. Quando i ragazzi, pensano davvero di essere invincibili, salvo poi rivelarsi più fragili che mai. Anche perché al loro fianco si ritrovano smarriti, a volte addirittura soli. Colpa di una realtà molto più distorta da quella che invece pensano di vivere. Gli amici sono quelli che hai aggiunto su Facebook e che ti hanno coinvolto per una serata grazie ad un gruppo su WhatsApp all’interno del quale hai salvato a malapena appena tre numeri nella tua rubrica. E allora succede che quando uno di loro si allontana dal locale perché non si sente bene – magari perché ha bevuto troppo – nessuno si preoccupa di stargli dietro. Nessuno lo segue o minimamente si preoccupa di capire come sta. «Tanto poi torna, o al massimo vediamo dove si tagga nella sua prossima storia su Instagram», si chiederanno gli amici (o presunti tali) che invece procedono nella loro serata all’insegna dell’euforia e dello sballo più assoluto. E i genitori? Non è che stanno a guardare, ma quasi. Accontentare i desiderata del proprio figlio oggi è diventato il loro primo lavoro. Con paghette da manager e auto da calciatori, sono i piccoli di casa a portare i pantaloni (come si diceva una volta delle donne che comandavano in famiglia). È tutto talmente facile per questi figli da sembrare quasi naturale. Al primo incidente dopo la discoteca (perché un po’ brilli) non segue una punizione, ma una macchina nuova. Come fosse un premio. Inutile provare a disturbarli durante la serata di sballo: alle migliaia di messaggi, messaggini e telefonate spesso e volentieri segue solo il silenzio. I ragazzi di oggi – che frequentano con profitto le scuole e le università migliori – fanno la fortuna di imprenditori della notte, rivenditori di cellulari all’ultima moda e concessionarie di auto sportive. Salvo poi pagarne tutti le conseguenze quando succedono tragedie come quella di Nico Marra Incisetto. Non si tratta di morale, ma di mera realtà. Quella che rapidamente – anche troppo – sfugge quotidianamente di mano ai genitori.

UNA PROPOSTA PER FRENARE IL CONSUMO DEI GIOVANI

http://www.corrierequotidiano.it/salute/03-04-2018/no-alcol-sulle-etichette-delle-bottiglie-di-birra-e-distillati "No alcol" sulle etichette delle bottiglie di birra e distillati (*) Martedì, 3 Aprile 2018 - 19:59 di Alessandro Ragazzo E' la proposta di Giovanni Addolorato, direttore del Centro per i disturbi da uso di alcol del Policlinico Gemelli di Roma, dopo l'ennesimo fatto di cronaca che ha coinvolto un giovane quattordicenne finito in coma etilico rischiando la vita L’alcol sta sempre prendendo più piede tra i giovani. Notizie di minori finiti in coma etilico per aver alzato troppo il gomito sono ormai una consuetudine, specie nei fine settimana oppure nei giorni di festa o di vacanza. Da Giovanni Addolorato, direttore del Centro per i disturbi da uso di alcol del Policlinico Gemelli di Roma, arriva una proposta che potrebbe essere interessante: scrivere sulle etichette delle bottiglie l’impossibilità di dare da bere ai giovani. Questo consentirebbe di fare prevenzione e far conoscere i rischi ai cui i ragazzi potrebbero incorrere; rischi, ovviamente, da sottovalutare, anche perché pare che parecchi non sappiano a cosa vadano incontro. Anche perché di recente va parecchio di moda il binge drinking, letteralmente “abbuffata alcolica”, ossia assumere delle bevande alcoliche in un intervallo di tempo piuttosto breve, fino ad arrivare a essere subito ubriachi. Di casi simili se ne contano sempre di più; ci sono studi dove si è dimostrato come i pericoli cerebrali siano alti, con effetti sul cervello che possono diventare devastanti; infatti, in quello dei più giovani si è riscontrata un’attività alterata molto simile a quella presente tra gli adulti con problemi cronici nel bere. E anche le donne iniziano presto ad alzare il gomito; una volta gli uomini bevevano più, ora più diminuisce l’età e meno è evidente la differenza nell’abuso. Anzi, si registra un progressivo avvicinamento da parte delle femmine alle percentuali dei maschi.

(*) NOTA: premesso che c’è già la legge che vieta la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche ai minori di anni 18 e che i baristi dovrebbero osservarla maggiormente, perché scrivere solo sulle bottiglie di birra e di distillati? Ed il vino non è alcolico? Giusto sarebbe scrivere su tutti i contenitori di bevande alcoliche: “contiene una sostanza altamente cancerogena”

INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E PREVENZIONE

http://www.primonumero.it/attualita/news/1522754972_-alcol-e-giovani-il-consumo-cala-con-la-consapevolezza-dei-rischi.html Alcol e Giovani: il consumo cala con la consapevolezza dei rischi 04/04/2018 – M.F. Il 27 marzo 2018, presso l’Istituto Agrario “San Pardo” di Larino” si è svolta una Tavola Rotonda su “Alcool e i giovani: La prevenzione parte da noi ragazzi” (*)in continuità con un importante progetto interregionale della LILT di Campobasso, realizzato nel 2017, che ha coinvolto circa 800 studenti tra 14-18 anni delle provincie di Campobasso, Ascoli Piceno e Benevento. L’obiettivo principale del progetto era di valutare l’efficacia di una serie di azioni formative e laboratoriali, in contesti scolastici ed extrascolastici, nel promuovere l’adozione di atteggiamenti e comportamenti salutari da parte degli studenti, riguardo il consumo di alcool. Gli elementi innovativi del progetto erano rappresentati dall’educazione tra pari e dalla didattica multimediale e interattiva. Per la realizzazione di questo intervento educativo, fondamentale è stato il coinvolgimento dei professionisti nel campo della prevenzionee delle scienze umane che operano presso il Centro “Luoghi di Prevenzione Molise”, gestito dalla sezione LILT della provincia di Campobasso e situato nell’Ospedale Territoriale di Larino (tel 0875/714008 e.mail ldprevenzionemolise@gmail.com ). Gli 800 studenti, destinati del progetto, sono stati suddivisi in due gruppi, di cui uno ha partecipato attivamente al progetto di ricerca (gruppo intervento) e un altro ha formato il gruppo di controllo. Per valutare l’efficacia del progetto è stato predisposto un questionario sulle conoscenze e sui comportamenti degli studenti rispetto all’alcool, che è stato somministrato prima e dopo l’intervento educativo. All’inizio del progetto, nel campione rappresentato da studenti di età compresa tra i 14-18 anni, si è rilevato che il 70% ha dichiarato di aver consumato bevande alcoliche nell’ultimo mese; il 20% ne fa un consumo settimanale; il 10%, ne fa un consumo giornaliero; il 34% ha dichiarato di essersi ubriacato più volte nell’ultimo anno. Al termine delle attività si sono registrati importanti risultati a sostegno dell’efficacia delle metodiche innovative utilizzate nel progetto per contrastare i rischi correlati all’uso e all’abuso d’alcool tra i giovani. Sia il coinvolgimento dei ragazzi nell’educazione tra pari sia la realizzazione di percorsi laboratori interattivi, si sono dimostrati efficaci nel ridurre del 25% la sperimentazione dell’alcool nel gruppo dei giovani non bevitori, meno nel ridurre il numero di chi consuma alcool abitualmente. È stato importante, invece, registrare una riduzione dei comportamenti a rischio sia rispetto al consumo quotidiano (riduzione del 72%), sia al tipo di bevanda alcolica consumata dai giovani (riduzione del 45% il consumo di superalcoolici), sia rispetto alla frequenza degli episodi di ubriacatura (diminuzione del 34 %). L’azione più consistente e innovativa del progetto, ha previsto la formazione di alcuni studenti mediante opportune attività laboratoriali interattive sui temi di salute oggetto d’intervento. Alcuni degli studenti più motivati e competenti, in seguito, hanno potuto a loro volta proporre delle attività di formazione o iniziative di sensibilizzazione, ai loro compagni di scuola e alla comunità di appartenenza. Tale metodica, qui descritta soltanto sinteticamente, prende il nome di “educazione tra pari” (Peer Education), ed è in questo passaggio che troviamo il nesso con la “Tavola Rotonda” tenutasi all’Istituto San Pardo di Larino il 27 marzo 2018. L’obiettivo della Tavola Rotonda era di mettere a confronto, sul tema alcool, i giovani studenti e gli adulti di riferimento (associazioni di volontariato, enti pubblici (ASREM- SERD) e amministratori locali (Comune). Tale evento, promosso dalla Scuola e dalla LILT di Campobasso, è frutto di un’iniziativa di alcuni dei giovani studenti che avevano preso parte alla ricerca-intervento appena descritta. Supportati da alcuni docenti attenti e disponibili, questi stessi studenti hanno infatti deciso, come attività parallela e complementare rispetto alle azioni progettuali previste, di realizzare un questionario per indagare la frequenza e le caratteristiche del consumo di alcool per poi somministrarlo durante la Fiera d’Ottobre 2017 ai loro concittadini. A seguito dell’elaborazione dei dati da loro raccolti, è emersa l’esigenza di organizzare un incontro per presentare le statistiche risultanti dalla loro indagine. Pertanto, questi studenti, detti anche “Peer Educator”, del Liceo e dell’Istituto Agrario di Larino, hanno richiesto a docenti ed operatori del centro LILT-Luoghi di Prevenzione Molise, a cui fanno tuttora riferimento per la promozione della salute nelle scuole, di supportarli nella realizzazione di un convegno sul tema “Alcool e i giovani” che potesse sensibilizzare e stimolare la riflessione e la produzione di possibili proposte risolutive, all’interno di un dibattito costruttivo fra studenti e rappresentanti delle istituzioni e dell’amministrazione locale. Al termine è emersa la necessità di realizzare interventi di tipo intersettoriali per contrastare efficacemente il rischio correlato all’uso ed all’abuso di alcool tra i giovani. Fondamentale è il ruolo protettivo che può svolgere sia la famiglia, sia la scuola; è necessario un maggiore controllo del territorio e limitare agli adolescenti e ai giovani la disponibilità di bevande alcooliche. La buona partecipazione riscontrata durante il convegno, con il fruttuoso scambio d’idee e proposte intercorso tra i relatori e gli studenti, lasciano ben sperare in vista di ulteriori passi in avanti nella promozione del benessere e degli stili di vita salutari nei giovani, e non solo! Tutti questi dati sono incoraggianti circa la possibilità di contrastare e prevenire il consumo di alcool tra i giovani, con interventi efficacemente condotti da associazioni di volontariato, qual è appunto la LILT sez. prov. di Campobasso, in collaborazione con gli Istituti Scolastici. Un ruolo importante è svolto dagli operatori di Luoghi di Prevenzione Molise coordinato dalla Lega contro i Tumori Sez. Prov.le di Campobasso, che si colloca in una cornice più ampia di collaborazione tra il MIUR e la LILT Nazionale e rappresenta un punto di riferimento del Piano Regionale della Prevenzione (2014-2018) per l’attuazione d’interventi previsti nel programma GUADAGNARE SALUTE IN ADOLESCENZA del Ministero della Salute. Il Centro si avvale della collaborazione dell’ASREM, della Direzione Generale per la Salute della Regione Molise.

(*) NOTA: questo è un intervento appropriato, svolto da professioniste della prevenzione e coinvolgendo i giovani con l’educazione alla pari.

https://www.diregiovani.it/mondoscuola/salvarsi-dalle-dipendenze-a-modena-un-film-e-poi-dibattito/ Salvarsi dalle dipendenze, a Modena un film e poi dibattito 3 aprile 2018 BOLOGNA – Prima la proiezione di un film, “Flight” (Robert Zemekis 2012), che racconta una storia di dipendenze e poi di salvezza grazie alla raggiunta sobrietà. Subito dopo una discussione coi ragazzi e una serie di esperti sugli effetti di fumo, alcool e droga sia dal punto di vista dell’impatto sulla salute che sull’ambiente e sulla società, per poter avere tutti gli strumenti utili ad affrontare le proprie scelte in maniera più consapevole e autonoma. È “Io vivo sano”, iniziativa della Fondazione Veronesi destinata alle prime e seconde degli istituti superiori, che tra gennaio e maggio tocca 15 città italiane e che giovedì 5 è a Modena dalle 9.30 alle 12.30 all’Aula Magna dell’Istituto di istruzione superiore Selmi. La tappa modenese arriva dopo Venezia, Novara, Torino, Palermo, e Teramo e prima di Vibo Valentia, Arezzo, Napoli, Bergamo, Genova, Milano, Roma e San Benedetto del Tronto. Nella lettera che la Fondazione ha inviato agli insegnanti per invitare loro e gli studenti agli incontri, si spiega che “l’adolescenza è un’età nel quale il dialogo con la famiglia può essere problematico e in cui le influenze sociali e le necessità di inclusione e di accettazione diventano particolarmente pressanti”. Ma è anche “un’età importantissima in cui affrontare il tema della dipendenza”. Da qui l’iniziativa per “sensibilizzare e informare gli studenti riguardo le possibili conseguenze per la salute che un abuso di fumo, alcool e droga può comportare”. Va infatti ricordato che l’Organizzazione mondiale della Sanità stima che ogni anno 6 milioni di persone muoiano per gli effetti tossici del fumo di sigaretta e 3,3 milioni per l’abuso di alcolici. E sono 15,3 milioni le persone al mondo dipendenti da stupefacenti, con tutte le conseguenze mediche, economiche e sociali che ne conseguono. I giovani non sono esenti da fenomeno, tutt’altro, ricorda la Fondazione. E l’Italia e’ in Europa il paese con il tasso più elevato di 15-16enni fumatori (37%, dati Espad). Un’indagine Istat del 2015 ha inoltre rilevato che il 46,9% dei ragazzi e il 39,5% delle ragazze tra i 16 e i 17 anni hanno consumato alcol, come anche il 10,1% dei maschi e l’8% delle femmine tra gli 11 e i 15 anni. L’Italia è anche terza in Europa per adolescenti che fanno uso di cannabis (27%), ed è sopra la media europea di ragazzi che consumano droghe di diversa natura. “Io vivo sano” mira dunque a sviluppare la consapevolezza, coinvolgendo più di 3.000 studenti nelle 15 città italiane toccate dai workshop. All’incontro di giovedì grazie alla collaborazione della delegazione di Modena-Carpi, parteciperanno Daniele Banfi, giornalista della Fondazione Umberto Veronesi e il dottor Emanuele Scafato, direttore Osservatorio nazionale Alcol dell’Istituto superiore di Sanità.

CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

https://www.ilgazzettino.it/vicenza_bassano/ubriaco_stacca_orecchio_barista-3647265.html Niente alcol: il cliente si avventa sul barista e gli stacca il lobo di un orecchio 4.4.18 THIENE - Un assurdo e violento episodio di violenza si è verificato nel fine settimana di Pasqua, originato da un abuso di alcool. Vittima è il 31enne barista Marco Lanaro, originario di Schio, che nel compiere il suo lavoro ha perso un pezzo del lobo dell’orecchio sinistro, strappato con un morso da un cliente ubriaco. Il fatto è accaduto verso le 23.30 di venerdì all’interno dell'osteria Dal Conte di corso Garibaldi 55, salotto buono della città. Nel locale da alcune orein compagnia di un amico l’agente di commercio Giulio Dall’Osto, 40enne residente in città, al rifiuto dei baristi di servirlo perché alterato (*) ha reagito male: davanti a decine di clienti ha spintonato un cameriere e urlando è passato dietro il bancone. Il barista Marco Lanaro ha invitato l’ubriaco a uscire, ma è stato selvaggiamente aggredito e morso al lobo dell’orecchio sinistro. È stata una scena surreale nel locale affollato, con l’ubriaco a sputare un pezzo di lobo sul pavimento e un altro barista a chiamare il 112. I carabinieri giunti sul posto hanno fermato e identificato l’ubriaco in Giulio Dall’Osto. Marco Lanaro è stato accompagnato all’ospedale di Santorso, dove i medici non hanno potuto riattaccare il pezzo di lobo per il troppo tempo trascorso. Il barista nei confronti dell’aggressore dovrebbe formalizzare a breve una denuncia per lesioni. Su Facebook il titolare del locale Tony Conte ha scritto un post. «Lo staff dell’osteria Dal Conte si scusa con tutte le persone presenti venerdì sera che hanno assistito a scene assurde di violenza senza motivo nei confronti dei baristi e camerieri causate da due ubriachi che non sanno stare al mondo, maleducati e senza una dignità!».

(*) NOTA: se era nel locale da alcune ore, avrà ricevuto senz’altro da bere e quindi anche il barista dovrebbe essere denunciato secondo l’art. 690 del Codice Penale: determinazione in altri dello stato di ubriachezza!

http://corrieredelveneto.corriere.it/venezia-mestre/cronaca/18_aprile_03/turisti-ballano-nudi-a-rialto-5cc7956c-3736-11e8-82b3-5b62d63d22b2.shtml Turisti ballano nudi vicino a Rialto Un gruppo di svizzeri ripresi ubriachi mentre improvvisavano una danza e poi si «rinfrescavano» con l’acqua gelata di una fontana di Redazione online 3.4.18 VENEZIA Ennesimo sfregio del turismo incivile a Venezia. In campo San Giacometto, vicino a Rialto, due giovani di nazionalità svizzera, in preda ai fumi dell’alcol, hanno ballato nudi davanti ad una fontana la notte di Pasqua. Il gesto è stato filmato con gli smartphone da alcuni passanti che l’hanno poi condiviso in rete sul gruppo Facebook «Venezia non è Disneyland», nato proprio con lo scopo di denunciare le scene di degrado che accadono quotidianamente in città. In ordine di tempo è solo l’ultimo episodio di insolenza turistica nei confronti della città lagunare, dove si registrano sempre più frequenti i tuffi nei canali e gli striptease improvvisati di chi scambia Venezia per una spiaggia. Sulla base dei filmati e di altre indicazioni, che fanno pensare si tratti di turisti che alloggiavano in centro storico, la polizia municipale cercherà di risalire all’identità dei due incivili.

https://www.altarimini.it/News107129-alcol-canti-e-tutti-nudi-feste-universitari-inglesi-residenti-di-marebello-e-rivazzurra-esasperati.php Alcol, canti e mezzi nudi: feste universitari inglesi. Residenti di Marebello e Rivazzurra esasperati Rimini | 09:56 - 04 Aprile 2018  Centinaia di studenti universitari inglesi mettono a soqquadro la zona di Marebello e Rivazzurra. Le feste e i bagordi tengono svegli i residenti del quartiere. Sono i protagonisti delle tradizionali vacanze degli studenti sportivi inglesi. Un evento che si è trasformato in un incubo per i riminesi che abitano in quella zona. I tanti giovani hanno invaso il lungomare e le vie vicine, con canti e grida. Una festa "open air" con centinaia di studenti dall'alticcio all'ubriaco, con la voglia di divertirsi senza pensieri. Non solo una tradizione goliardica e turistica ma anche una fonte di disagio per i residenti. "Siamo esasperati" dicono "Tutti gli anni la stessa storia. Noi la mattina dobbiamo andare a lavorare, abbiamo bambini piccoli che non dormono. Da oggi in poi saremo in balia di un'orda di barbari" è l'accorato sfogo di un nostro lettore.

http://www.genova24.it/2018/04/ubriaco-violento-padre-chiama-carabinieri-ragazzo-24-anni-arrestato-196395/ Ubriaco e violento, il padre chiama i carabinieri. Ragazzo di 24 anni arrestato L'intervento della volante ha forse scongiurato il peggio di Redazione - 04 aprile 2018 - 11:36 Genova. Il figlio molesto, la cui violenza è stata esarcebata dall’alcol, ha spinto un padre a chiamare i carabinieri per fermare una spirale diventata pericolosa. E’ successo ieri sera: un peruviano di 24 anni, J.E.S., già noto alle forze dell’ordine, dopo aver bevuto troppo, ha iniziato a comportarsi in maniera decisamente violenta, all’interno dell’abitazione del padre. All’arrivo dei militari, il giovane ha perso ulteriormente le staffe, opponendosi agli agenti con calci e pugni. Ne è conseguito l’arresto per “resistenza a pubblico ufficiale”. Sarà processato per direttissima.



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