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vino, birra e alcolici

10/04/2018 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 9 aprile 2018 ( di redazione )

MODENA2000 Mercoledì a Reggio Emilia serata di sensibilizzazione sui problemi alcol-correlati In linea con le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che indica nel mese d’aprile un tempo per promuovere iniziative d’informazione e prevenzione sull’uso degli alcolici, mercoledì 11 alle ore 20.30 presso la nostra sede “Casa Aperta” del CeIS Centro di Solidarietà di Reggio Emilia, via Codro 1/1 Reggio Emilia, si terrà un seminario pubblico sul tema dell’alcol. La serata sarà animata da Alessandro Sbarbada.

Sbarbada, esperto di problemi alcol-correlati, vanta un’esperienza ultraventennale come insegnante in un Club Alcologico Territoriale (metodo Hudolin). In collaborazione con Roberto Argenta e Guido Dellagiacoma, cura giornalmente dal 2003 una rassegna stampa sul vino, birra e altri alcolici reperibile su internet. (*) Con il dottor Enrico Baraldi, ha pubblicato per la collana “Nuovi Equilibri” di Stampa Alternativa i libri “Vino e bufale – tutto quello che vi hanno sempre dato da bere a proposito delle bevande alcoliche”, “La casta del vino – 111 informazioni utili per non farsi imbottigliare” e, con le edizioni MILLELIRE – sempre di Stampa Alternativa – i libri “Bianco e rosso al verde – La rivoluzione del vino” e “Vinosauro”.

(*) Nota: siamo noi!!!

ADNKRONOS "Tu, il mio primo tutto", l'addio dell'ex per la morte di Nico "Tu sei stato il primo amore della mia vita il mio primo tutto". E' straziante il post di Giulia per Nicola Marra Incisetto, lo studente napoletano di 20 anni ritrovato morto dopo una serata in una discoteca di Positano. Il suo corpo è stato ritrovato in un dirupo dopo che per ore non si era saputo nulla di lui. Secondo alcune testimonianze, il giovane aveva consumato varie bevande alcolichee, uscito dal locale, si sarebbe allontanato a piedi. "Ciao Nico Come stai? Anzi, dove sei?... Non ci sei più, o meglio sei in un altro luogo: nell’eternità o forse nel paradiso, non so neanche questo - scrive la ragazza su Facebook - Ciò che realmente so è che non vedrò mai più il tuo viso, i tuoi occhi dolcissimi anche se qualche volta tristi, il tuo viso particolarissimo, le tue mani con le unghie mangiucchiate, sempre pronte a stringere una sigaretta". "Non c’è una cosa in particolare ma tutto insieme, il tuo essere te, il tuo essere Nico mi faceva provare delle emozioni indescrivibili", prosegue Giulia. "Il solo pensiero che non potrò mai più provare quelle emozioni, sentire la tua voce, vederti, toccarti, abbracciarti, o semplicemente ricevere un tuo messaggio, mi strazia e non riesco ancora a realizzarlo, non posso pensare - si legge ancora - Il mio cervello e il mio cuore non riescono a concepire che tu non ci sia più che non potrai più essere la costante della mia vita, il mio Nicola, che non ci fumeremo più le sigarette notturne, non ci saranno più le nostre chiacchierate e i giri in macchina, che non mi preparerò più 4 ore prima invano, non litigheremo più e non ti insulterò più.. eppure, ti prometto che non ti dimenticherò". "Tu sei stato il primo amore della mia vita il mio primo tutto io so di non essere stata il tuo, non sono l’amore della tua vita ma tu sei il mio e lo sarai sempre e per sempre a prescindere da tutto e da tutti, nel mio cuore ci sarà sempre il posto di Nicola Marra Incisetto e mai nessuno potrà entrare", scrive Giulia. "Credo di essermi innamorata di te la prima volta che ci siamo visti nel lontano giugno 2014, da lì in un modo o nell’altro abbiamo sempre continuato a sentirci e non ho mai smesso di pensare a te e di star male o bene per te, anche quando proprio non ti sopportavo", ricorda. "È tutto così surreale che mi sembra un brutto sogno tu proprio tu cosparso da un’ aura di invincibilità sei stato vinto, sei semplicemente morto, morto in maniera orribile se potessi darei la mia vita per te, il pensiero delle tua paura, dell’ansia che hai provato mordendoti quella camicia bianca Ralph Loren, non trovando il telefono, chiavi e portafoglio e poi eri da solo io che dovevo essere il tuo angelo non ti ho protetto, non sono stata al tuo fianco, non ti ho calmato, non ti ho salvato..", scrive ancora Giulia ricostruendo gli ultimi momenti di Nico così come raccontano le telecamere che lo hanno ripreso. "Ho davanti agli occhi l’immagine del tuo corpo a dorso nudo, gettato lì in quel burrone, in mezzo alla terra e questa immagine mi strazia", continua la giovane che aggiunge. "Alla fine però non ti sei smentito, sei finito un po’ come eri tu, nella tua aura di mistero e aprendo il cuore a tutti". "Il mio cuore non cesserà mai di battere per te, il mio cervello non smetterà mai di pensare a te, non ci sarà giorno in cui non ti nominerò o non penserò a te come una delle cose più belle che mi siano successe nella mia vita - conclude - Credo che non proverò mai più un dolore così grande ma neanche un bene dell’anima così profondo che si è cristallizzato nel preciso momento in cui hai cessato di esistere ed è in quel preciso momento che è morta anche una parte di me, la più vera, la più profonda, la più bella: quella che era cresciuta con il mito di Nicola Marra Incisetto. Addio Nicola, dolce notte. Giulia".

WINENEWS Cribis: il settore vitivinicolo in Italia rappresenta il lavoro sinergico di più di 470.000 imprese, di cui 66.000 dedite alla produzione di uva, 2.100 alla sola produzione di vino, 4.500 al commercio all’ingrosso e 400.000 al commercio al dettaglio Il settore vitivinicolo, dal filare alla mescita, rappresenta in Italia il lavoro sinergico di più di 470.000 imprese (*), di cui 66.000 dedite alla produzione agricola di uva, 2.100 rappresentano la sola l’industria e produzione, 4.500 che si occupano di commercio all’ingrosso e la stragrande maggioranza, 400.000, di commercio al dettaglio, dalle botteghe alle enoteche, dai bar ai ristoranti, per un fatturato, nel 2017, di 5,5 miliardi di euro. Ecco la fotografia scattata da Cribis, società specializzata nelle informazioni commerciali su aziende italiane ed estere (www.cribis.com ), al mondo del vino del Belpaese. (**) Analisi da cui emerge come il comparto della produzione agricola di uva, che rappresenta anche la stragrande maggioranza dei produttori di vino, distribuisca tra Nord e Sud il 50% delle aziende: il Veneto è al primo posto, con il 16,8% delle imprese, seguito da Sicilia (13,6%), Puglia (13,2%) e Piemonte (11,4%). Agli ultimi posti, invece, per numero di imprese del settore del vino si attestano la Valle D’Aosta (0,2%), il Molise (0,3%) e la Basilicata (0,4%). La quasi totalità delle imprese di questo comparto ha fino a 5 dipendenti (94,9%). Completano il quadro le aziende tra 6 e 10 dipendenti (2,9%), quelle tra 11 e 20 (1,3%), quelle tra 21 e 49 (0,7%) e, infine, quelle al di sopra dei 50 dipendenti (0,2 %). Un altro dato interessante, che ben racconta la dinamicità e la crescita del settore, è quello relativo all’anno di fondazione delle aziende: il 60,8% è nata tra il 2001 ed il 2017. Inoltre, si tratta di un comparto mediamente sicuro dal punto di vista imprenditoriale: il livello di rischiosità commerciale è inferiore alla media nel 79,3% dei casi, e addirittura minimo nel 9,4%. Le aziende del comparto industria/produzione di vino, come detto, sono 2.140, più della metà concentrate in 4 Regioni: prima la Puglia, con il 15,8% di imprese, seguita da Sicilia (13,2%), Veneto (11,9%) e Piemonte (10,2%). Le imprese fino a 5 dipendenti rappresentano più della metà delle realtà di questo comparto (69,6%), mentre le altre categorie si dividono in: 12,2% tra 6 e 10 dipendenti, 9,6% tra 11 e 20, 6,2% tra 21 e 49 e, infine, solo lo 2,4% delle aziende conta più di 50 persone impiegate. Il 40,1% delle imprese di questo ambito è stato fondato tra il 2001 e il 2017. Si alza, pur rimanendo sotto la media, il livello di rischio: il 42,3% delle imprese del comparto industriale/produttivo presentano un rischio medio, il 30,7% un rischio inferiore alla media, il 12,2% un rischio minimo ed il 14,8% un rischio massimo. Per quanto riguarda il comparto del commercio all’ingrosso, il 16,3% delle imprese totali è in Lombardia, l’11,4% in Veneto, il 10,5% in Piemonte, l’8,2% in Campania e l’8,1% in Toscana. Anche in questo caso, il comparto è costituito in prevalenza da aziende fino a 5 dipendenti (89,5%). Le aziende tra 6 e 10 dipendenti rappresenta il 5,7% del totale, seguite da quelle tra 11 e 20 (3,4%), tra 21 e 49 (1,2%) e al di sotto delle 50 persone impiegate (0,2%). Di recente fondazione (tra il 2001 ed il 2017) sono addirittura il 71,6% delle aziende, che, nel complesso, mostrano un livello di rischiosità commerciale medio nel 68,6% dei casi, mentre il 17,1% di esse presenta un livello massimo di rischiosità (e quindi di incertezza), con l’11% delle aziende del comparto che segue la media. Le imprese dedite al commercio al dettaglio, ovviamente non solo di vino, sono la stragrande maggioranza di quelle considerate nell’analisi di Cribis, oltre 400.000, ed anche in questo caso la Regione leader è la Lombardia, con il 14,7% del totale delle imprese, seguita da Lazio (11,6%), Campania (10%), Veneto (7,6%) ed Emilia-Romagna (7,3%). Anche in questo caso, il comparto è composto per la maggior parte di aziende fino a 5 dipendenti (84,5%). Le aziende tra 6 e 10 dipendenti rappresentano il 10% del totale, seguite da quelle tra 11 e 20 (4,1%), tra 21 e 49 (1,1%) e al di sotto delle 50 persone impiegate (0,3%). Tra i diversi comparti legati al vino, è quello più giovane, visto che l’80,5% delle imprese è stata costituita tra il 2001 ed il 2017, mentre in termini di rischiosità commerciale il 49,9% è nella media, il 31,2% sotto la media, il 15.9% presenta un livello di rischio massimo ed il 3% delle imprese presenta un livello di rischio minimo.

(*) Nota: va sottolineato, quattrocentosettantamila imprese!!!

(**) Nota: parlando di economia del vino, occorre ricordare anche tutto l’indotto. Produttori di vetro, di sughero, di chemioterapici, di cavatappi, carrozzieri, epatologi, avvocati divorzisti, eccetera.

LA NAZIONE Firenze: shottini, drink e cocktail, ragazzina di 14 anni in coma etilico Ansia nella notte in zona Cure, ragazzina ricoverata Firenze, 9 aprile 2018 - Lo sballo del sabato sera era già pronto. Un gruppetto di amiche molto giovani, fra i 14 e i 16 anni, si erano già date un appuntamento gioioso per bere qualche ‘shottino’ e inebriarsi un po’ tutte insieme. Inebriarsi un po’ si diceva però a volte succede, e il sabato sera quasi sempre per la verità, che passare la misura del limite e del decente diventa fin troppo facile. Soprattutto se malauguratamente le giovani bevitrici decidono di mescolare tipi diversi di alcolici così da innescare una pericolosa spirale ad alta gradazione (*). Così all’improvviso il gruppetto si ritrova, forse non sa neppure bene perché e come, nei pressi di alcuni bar della zona di piazza delle Cure. L’orario di divieto di somministrazione di alcolici è già abbondantemente trascorso e per di più le condizioni di una delle ragazze del gruppo, la più giovane, appena quattordicenne dimostrano senza esitazioni che lei è già ben oltre il limite massimo della sopportazione. La ragazza è anche abbastanza minuta e tutto quell’alcol in circolazione fa il resto. La ragazza comincia a straparlare, urla e pronuncia frasi sconnesse. Le sua amiche cercano di convincerla a smettere e a tornare a casa ma lei è già troppo ubriaca per mettere in fila un ragionamento serio. Anzi si allontana da sola dicendo che andava a cercare qualcosa da bere. Le amiche le vanno dietro e quando la vedono accasciarsi a terra con conati di vomito e pupille perse nel vuoto si preoccupano e chiamano subito il 118. Il personale dell’ambulanza trova la ragazzina a terra, semincosciente nei pressi di un ufficio postale. Senza perdere un solo attimo i soccorritori prestano le prime cure e portano la ragazza all’ospedale di Santa Maria Nuova. E’ la solita storia, come da consolidato copione. Per i medici si tratta di intossicazione acuta da alcol e la giovane viene messa subito sotto cura. Nel frattempo arrivano gli agenti delle volanti e la mamma della ragazzina. Gli agenti, cercando di farsi largo tra le frasi sconnesse anche da parte di amiche e amici, cercano di ricostruire la serata, ma non è facile. Quella che abbiamo riportato dovrebbe essere il primo racconto ma gli agenti vogliono capire chi ha rifornito di alcol il gruppetto di giovani evidentemente minorenni. E soprattutto chi ha continuato a versare alcolici a una ragazzina che già era in evidente stato di intossicazione alcolica (**). am ag

(*) Nota: a parità di gradazione, bere cinque shottini diversi o cinque shottini uguali è la stessa cosa. Questa teoria secondo la quale farebbe male mescolare diversi tipi di alcolici  è una sciocchezza.

(**) Nota. sono due diversi reati penali, la somministrazione a minore di 16 anni e la somministrazione a persona già ubriaca.

IL DOLOMITI Alcol nei parchi e cespugli usati come bagni, il Comitato Vivi San Martino: ''Ora basta, la misura è colma. Il sindaco intervenga'' La richiesta da parte dei cittadini è quella è una maggiore presenza della polizia locale. I residenti: "Servono interventi effettivi degli agenti e non solo presenza stanziale" TRENTO. Persone che bevono alcolici senza limiti nel parco gettando bottiglie e lattine per terra, spaccio e mancanza di sicurezza. Ad alzare la voce, questa volta, sono i cittadini che vivono nel quartiere di San Martino, una di quelle zone della città che forse è riuscita a raggiungere l'integrazione migliore tra culture e provenienze diverse. Un quartiere quanto mai vivo, fatto di giovani, anziani e di attività economiche. “Abbiamo lavorato molto – spiegano alcuni referenti del Comitato Vivi San Martino – per riqualificare questo quartiere negli ultimi anni e abbiamo ottenuto diversi risultati importanti. Ora però la mancanza di sicurezza e la situazione di degrado che continua ad esserci non può essere più sopportabile”. Proprio la settimana scorsa il comitato ha incontrato il sindaco Alessandro Andreatta per far presente le tante problematiche e soprattutto la necessità di una maggiore presenza della polizia locale. “I parchi ormai a tutto servono tranne a quello per cui sono sorti. Sulle panchine del parco di piazza Centa – spiegano i cittadini del Comitato Vivi San Martino - stazionano oramai abitualmente persone che passano le giornate consumando alcolici e utilizzando i cespugli come bagni: il tutto di fronte alla zona ricreativa dei bambini. Se si telefona ai vigili urbani chiedendo il loro intervento per porre fine a tali misere visioni, la pattuglia passa, a volte e non sempre, rallenta e, senza neppure fermarsi, prosegue e se ne va”. Un intervento effettivo della polizia locale è quindi la richiesta che è stata fatta anche nell'ultimo incontro con il sindaco Andreatta. “Siamo certi che, se si prendessero provvedimenti materiali, si potrebbe iniziare ad arginare questi episodi che sappiamo essere ormai diffusi anche nei parchi di San Marco, Santa Chiara, piazza Venezia, tanto per citarne alcuni. La sola presenza stanziale delle forze dell’ordine non è significativa per riuscire a risolvere la situazione”. Duro anche il messaggio inviato al presidente Ugo Rossi e al sindaco Alessandro Andreatta. “Si parla in questi giorni di nuovi vigili – spiegano alcuni referenti del comitato – ma speriamo che non vengano usati solo per alcune zone. Loro hanno creato questa situazione e loro devono riuscire a risolverla in maniera uniforme in tutta la città”. A conoscere la situazione è anche il presidente della circoscrizione Centro Storico Piedicastello, Claudio Geat. “Purtroppo la situazione che descrivono i cittadini è vera – spiega – e serve immediatamente da parte dell'amministrazione una decisione per risolvere quello che sta accadendo. In alcune zone della città la presenza della polizia locale spesso è carente e gli agenti, quando vengono chiamati, non riescono spesso ad intervenire immediatamente. Al momento questa è una emergenza”.

IL TAMTAM “I love me”: progetto contro alcol, fumo e droga Progetto di sensibilizzazione e corretta ed adeguata informazione su quelli che sono i pericoli dell’adozione di comportamenti a rischio L’aumento dell’utilizzo di Alcol, Fumo e Droga, anche a fronte di campagne massmediatiche specifiche, è il presupposto che sta alla base della decisione di intervenire in questo delicato ambito con un progetto specifico, “I love me”, che è stato presentato questa mattina nella Sala Fiume di Palazzo Donini a Perugia, alla presenza dell’assessore regionale all’istruzione, Antonio Bartolini, della responsabile del Dipartimento di radioterapia oncologica dell’Azienda Ospedaliera di Perugia e componente del comitato scientifico dell’Associazione Aronc, Cynthia Aristei, del presidente della Federcalcio umbra Luigi Repace e di Giacomo Sintini.  “Oggi sappiamo che alcol, fumo e droga sono dannosi per l’organismo, ma sempre più spesso manca una vera consapevolezza rispetto alle conseguenze di uso ed abuso – ha affermato Aristei-. In particolare nelle indagini DOXA 2016 e 2017, commissionate dall’Istituto Superiore di Sanità, è stato rilevato un aumento dei comportamenti a rischio (sia per la salute che devianza sociale) rispetto all’assunzione di Alcol, Fumo e Droga da parte di giovani. E contemporaneamente è molto significativo l’abbassamento della soglia di età per il primo accesso a tali sostanze, che ormai è ben presente anche a partire dalla scuola primaria”. “In particolare abbiamo individuato nei giovani il target dei progetti che la Regione Umbria sta sostenendo, perché educare un ragazzo, per quanto difficile, può dare risultati molto più importanti rispetto al tentativo di sensibilizzare degli adulti – ha dichiarato l’assessore Bartolini -. In questi ultimi spesso infatti le condotte legate ad alcol, fumo e droga sono ormai così consolidate da rappresentare abitudini difficilmente modificabili. Al contrario i giovani sono ancora “materia plastica”, che permette ampi margini di modellamento, a patto di utilizzare un linguaggio o delle modalità consone con la specifica età. Condividiamo dunque l’intenzione di questo progetto per promuovere una cultura del benessere dell’individuo, e pertanto anche della eliminazione, o almeno riduzione, di tutti quei comportamenti che possono alterare tale sana condizione. Inoltre – ha proseguito l’assessore – i giovani sono il ponte per il futuro della nostra società, quindi investire nella loro consapevolezza e nelle loro conoscenze significa costruire delle generazioni che possono essere migliori di quelle che le hanno precedute: è molto più difficile far smettere una persona di bere o fumare piuttosto che aiutarla prima a non cominciare!”. Il progetto, finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, prevede, per l’anno 2018, il coinvolgimento di circa 1.500 studenti/ragazzi che frequentano le scuole primarie e le scuole secondarie di primo e di secondo grado. Saranno coinvolti direttamente anche gli insegnanti ed i genitori. Nelle scuole secondarie di primo e secondo grado è prevista una riunione organizzativa ed informativa con gli insegnanti, seguita da un incontro con i ragazzi tenuto da parte dei nostri esperti nei settori di medicina e psicologia. La metodologia proposta prevede incontri con al massimo 2 classi in compresenza, per poter mantenere un contatto ed uno scambio diretto. L’attività con i ragazzi è stata organizzata in modo da suscitare interesse e riflessione, e poterli così portare ad una maggiore comprensione degli argomenti di alcol, fumo e droga. Ai ragazzi poi viene chiesto di elaborare dei contributi (video o grafici) per poter trasmettere quanto hanno appreso ad altri ragazzi come loro. Si propone infine un incontro, in ogni scuola/plesso, anche con i genitori, per coinvolgerli in una tale delicata tematica e consegnare alla scuola i materiali per proseguire il progetto anche negli anni successivi, o in altre classi non coinvolte. “Nelle scuole primarie, invece, – ha sottolineato il curatore Nicola Gustinelli – il lavoro della nostra equipe è svolto con gli insegnanti, preparandoli per svolgere loro l’attività direttamente nelle loro classi e con i genitori. Si tratta di una attività ricalibrata in base alla giovane età, ma comunque fondamentale tenendo in considerazione che ormai la soglia del primo accesso ad alcol e fumo è spostata a cavallo del passaggio tra scuola primaria e secondaria, rendendo indispensabile informare e sensibilizzare i ragazzi in questa fase”. Il progetto prevede anche la realizzazione di un portale web per condividere informazioni con i partecipanti, e raccogliere e dare visibilità ai loro contributi. Inoltre è previsto un evento conclusivo a forte risonanza territoriale, al quale saranno invitati tutti coloro che hanno partecipato, per rafforzare i messaggi e diffonderli a tutta la cittadinanza. I risultati attesi riguardano il miglioramento del benessere e l’adozione di corretti stili di vita delle persone coinvolte, in particolare per quanto riguarda i ragazzi. “L’attività di sensibilizzazione e corretta ed adeguata informazione su quelli che sono i pericoli dell’adozione di comportamenti a rischio riguardo a fumo, alcol e droga – ha concluso l’assessore Bartolini – potrà portare ad una maggiore consapevolezza, e quindi essere veicolo per un percorso di riduzione, o eliminazione, di tali condotte. Inoltre una persona adeguatamente informata può a sua volta divenire parte attiva nel processo di propagazione delle conoscenze”. Il progetto “I love me” è curato ed organizzato dalle Associazioni Aronc, Giacomo Sintini e Sostare in collaborazione con la Regione Umbria, Dipartimento di Radioterapia Oncologica – Ospedale S. Maria della Misericordia di Perugia, Università degli Studi di Perugia – Facoltà di Medicina e Chirurgia, Ufficio Scolastico Regionale Umbria, Ordine dei Medici Umbria, Comune di Perugia, CONI Umbria e Federazione Italiana Gioco Calcio.

IL GIORNO Crema, ubriaco a 16 anni: soccorso da un passante L'uomo ha chiamato un'ambulanza perché il giovane stava male Crema, 8 aprile 2018 - Ubriaco a mezzanotte davanti alla chiesa di San Bernardino. Un ragazzo di 16 anni è stato soccorso da un passante in via XI Febbraio. L’uomo ha chiamato un’ambulanza perché il sedicenne stava male. Avvisati i genitori che hanno raggiunto il figlio al pronto soccorso.

SARDEGNALIVE Ubriaco al volante, non dà la precedenza e travolge due pedoni sulle strisce L’incidente stradale è avvenuto nei pressi dell’incrocio con via Pola di Alessandro Congia Complici le ‘tenebre’ che incombono sul viale Trieste ormai da settimane, con i lampioni spenti sulla fila centrali della carreggiata, ma soprattutto (cosa gravissima), ubriaco al volante: incidente stradale la notte scorsa nel viale Trieste mentre la pioggia cadeva incessante. Una Fiat Punto, guidata da un 52enne di Sestu, percorreva il Viale Trieste con direzione Via Roma. All'altezza della Via Pola, ometteva di dare la precedenza ed investiva due pedoni che attraversavano la carreggiata sulle strisce pedonali. I due pedoni venivano urtati e caricati sul cofano anteriore del veicolo, infrangendo il parabrezza e infine ricadendo sull'asfalto. I due pedoni, una 45enne e una 36enne, cagliaritane, venivano soccorse da un'ambulanza del 118 e trasportate al Brotzu con assegnato codice rosso. Ad entrambe veniva assegnata la prognosi di 30 gg di cura sc. Il conducente del veicolo investitore è risultato positivo all'alcoltest, con un tasso di 1,30 gl. All'uomo è stata ritirata la patente di guida e verrà denunciato all'Autorità Giudiziaria per guida in stato di ebbrezza e per lesioni stradali gravi. Sul posto la Polizia Municipale per i rilievi di legge che ha operato sotto una pioggia battente

IL POPULISTA Sequestrato a Napoli uno stabilimento abusivo, con 800mila litri di alcol nocivo (*) L'attività industriale era priva dell'autorizzazione ambientale. I prodotti sequestrati contenevano sostanze non ritenute idonee al consumo umano Il Reparto Carabinieri Tutela Agroalimentare di Salerno e il personale dell'Agenzia delle Dogane di Napoli 2, Salerno e Caserta, hanno sequestrato lunedì circa 786.000 litri di alcool pronto per essere posto in vendita, non idoneo al consumo umano, denunciando una persona all'Autorità Giudiziaria per frode in commercio di sostanze nocive (444 e 515 del codice penale). L'immissione di tale prodotto nocivo sul mercato avrebbe permesso introiti pari a circa 12 milioni di euro. Nel corso delle operazioni è stato sequestrato l'intero stabilimento poiché privo della prevista Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), per un valore corrente dell'intero provvedimento pari a circa 10 milioni di euro. Dopo il decreto, disposto della Procura della Repubblica di Napoli Nord, i militari hanno sequestrato ulteriori 13mila litri di prodotti ed infusi a base di alcool, tutti contenenti sostanze nocive e non ritenute idonee al consumo umano, per un valore commerciale pari a 250mila euro. L'attività dell'Arma, in sinergia con l'Agenzia delle Dogane, ha permesso di sventare l'immissione sul mercato di questa impressionante quantità sostanze estremamente dannose, che avrebbero messo a rischio la sicurezza alimentare e la salute di molti consumatori italiani oltre a rischiare di offuscare l'immagine degli operatori onesti del comparto, creando un danno d'immagine ed economico a tutto quanto il settore.

(*) Nota: la notizia sarebbe stata davvero clamorosa se avessero trovato dell’alcol non nocivo.

TERZOBINARIO Sagra del Carciofo: niente alcool da asporto dalle 20, vietata la vendita dalle 23.30 Il sindaco Alessandro Grando ha infatti firmato un’ordinanza con la quale si vieta a partire dalle ore 20 la vendita di qualsiasi bevanda in contenitori di vetro o alluminio. Il provvedimento dalle ore 20 scatta anche per le sostanze alcoliche e super alcoliche d’asporto in qualsiasi contenitore. Dalle ore 23.30 invece è vietata la somministrazione di qualsiasi tipo di sostanza alcolica e superalcolica da parte di qualsiasi attività, ad esclusione dei pubblici esercizi che hanno l’autorizzazione alla protrazione oraria.

SIENAFREE Ubriaco litiga in Piazza del Campo con la convivente e picchia giovane intervenuto per difenderla; poi aggredisce i poliziotti: arrestato E’ stato arrestato dalla Polizia di Stato per violenza e resistenza a Pubblico Ufficiale e per lesioni e minacce gravi, un senese di 45 anni che, ubriaco, litigando con la convivente in Piazza del Campo, ha prima aggredito un giovane che ha tentato di difendere la donna, sferrandogli un pugno, e poi gli agenti intervenuti. Alle 3 circa di notte, i poliziotti delle Volanti della Questura di Siena sono intervenuti in Piazza del Campo dove era stata segnalata un’aggressione. Sul posto hanno subito constatato che un uomo, poi identificato, in stato di evidente alterazione alcolica, stava ancora aggredendo verbalmente la compagna, madre dei suoi due figli, minacciandola anche di morte. Nelle fasi concitate della lite, un giovane che si trovava casualmente in Piazza, ha tentato di allontanare la donna intervenendo in sua difesa, ma senza riuscirvi, dato che l’uomo l’ha colpito al volto con un pugno. I poliziotti, nel tentativo di riportare la situazione alla normalità, hanno cercato di allontanare il senese, che in ogni modo, con violenza, ha provato a divincolarsi per fuggire, colpendoli e spingendoli talmente forte che uno dei due ha perso l’equilibrio ed è caduto a terra. Gli agenti sono riusciti comunque a bloccarlo e lo hanno arrestato. Dopo essere stato accompagnato in Questura per gli accertamenti successivi, l’uomo è stato condotto agli arresti domiciliari, come disposto dal Magistrato di turno. Stamattina, a seguito del giudizio di convalida dell’arresto, che si è concluso positivamente, il senese, incensurato, è stato sottoposto dal Gip presso il Tribunale di Siena, alla misura dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria due volte alla settimana. Il giovane, colpito con un pugno, ha riportato lesioni giudicate guaribili in 5 giorni, mentre uno dei due poliziotti nella colluttazione ha riportato lesioni, per sospetta frattura costale, con prognosi di 21 giorni.

LIGURIA24 Torna a casa ubriaco e aggredisce la moglie, poi si scaglia contro i poliziotti: arrestato a Savona Savona. Aveva bevuto troppo e, quando è tornato a casa, ha iniziato a discutere con la moglie finendo per colpirla con un pugno sulla guancia sinistra. A quel punto, spaventata, lei ha chiesto aiuto alla polizia, ma all’arrivo degli agenti il marito anziché calmarsi ha aggredito anche loro e così è stato arrestato. Il movimentato episodio è avvenuto nella tarda serata di ieri in centro a Savona, in un appartamento che si trova nella zona di piazza Saffi. Secondo quanto ricostruito dai poliziotti della squadra volante della Questura, P.A.L., 64 anni, italiano, era ubriaco e per questo motivo quando è rincasato ha iniziato a discutere animatamente con la moglie, una quarantenne di origine ucraina, tra l’altro davanti alla loro figlia adolescente. La lite sarebbe poi degenerata tanto che, dopo averla insultata, l’uomo ha colpito la donna (che è stata poi medicata in ospedale e giudicata guaribile in cinque giorni).

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