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vino, birra e alcolici

11/04/2018 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 10 aprile 2018 ( di redazione )

ANSA Alcol, 8,6 mln italiani a rischio tra cui 800 mila minori Aumenta consumo fuori pasto, continua a crescere binge drinking ROMA - Bevono troppo spesso alcol e lo bevono fuori pasto. Non più principalmente vino e birra, ma aperitivi, amari e superalcolici. In Italia sono 8,6 milioni i consumatori a rischio e tra questi ci sono anche 800 mila minorenni e 2,7 milioni di over 65. E' il quadro che emerge dalla 'Relazione del ministro della Salute sugli interventi realizzati in materia di alcol e problemi correlati', trasmessa al Parlamento. (*) Dei 8,6 milioni di consumatori a rischio per patologie e problematiche correlate all'alcol, ben 6 milioni sono uomini. Ma a preoccupare sono in particolare i "giovani anziani" tra i 65-75 anni e i minori, ovvero i 16-17enni, che di bevande alcoliche non dovrebbero proprio consumarne. Tra i giovani e giovanissimi, in particolare, continua a crescere il binge drinking, o assunzione di molto alcol fuori dei pasti e in un breve arco di tempo "rappresenta l'abitudine più diffusa e consolidata": nel 2015 il fenomeno riguardava il 15,6% dei giovani tra i 18 e i 24 anni di età, nel 2016 il 17%.

(*) Nota: come ogni anno, vi invitiamo a esaminare con attenzione i numerosi e importanti dati contenuti nella Relazione. La potete leggere qui: http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2724_allegato.pdf

ANSA Presidente Senato inaugurerà Vinitaly Domenica 15 aprile, al salone anche Salvini e Di Maio (ANSA) - VERONA, 10 APR - Il presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, inaugurerà domenica prossima la 52/a edizione del Vinitaly, il salone internazionale del vino organizzato alla Fiera di Verona. Casellati taglierà il nastro della manifestazione alle 11.00. Alla cerimonia prenderanno parte anche il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, e il vice ministro per le politiche agricole, Andrea Olivero. Ma il Vinitaly sarà per un giorno anche il centro della politica italiana: alla fiera sono attesi in visita infatti anche il capo politico M5S Luigi Di Maio e il segretario della Lega Matteo Salvini.

QUOTIDIANO SANITA’ Alcol. Aumenta il consumo occasionale e fuori pasto. I consumatori più a rischio sono i 16-17enni e gli over 65. La relazione al Parlamento Circa 800.000 minorenni e 2.700.000 ultra sessantacinquenni, infatti, sono consumatori a rischio per patologie e problematiche alcol-correlate. Le quote percentuali di consumatori a rischio di sesso maschile sono superiori a quelle delle donne per tutte le classi di età. Nella fascia giovanile, il binge drinking rappresenta l’abitudine più diffusa e consolidata. Aumenta la quota di chi consuma, oltre a vino e birra, anche aperitivi, amari e superalcolici. Il fenomeno relativo al consumo di bevande alcoliche in Italia, negli anni più recenti, sta decisamente mostrando un profilo nuovo rispetto agli ultimi decenni. È quanto emerge dalla Relazione del Ministro della Salute sugli interventi realizzati in materia di alcol e problemi correlati, trasmessa al Parlamento il 21 marzo 2018, che fornisce un aggiornamento dei dati epidemiologici sul consumo di bevande alcoliche nella popolazione italiana nel corso del 2016 e descrive le azioni di prevenzione messe in atto dal Ministero e dalle Regioni durante il 2017, per contenere il fenomeno correlato al consumo rischioso e dannoso di alcol. Aumenta il consumo occasionale e fuori pasto A fronte di una riduzione del consumo di vino durante i pasti, si registra un progressivo aumento di consumo di bevande alcoliche occasionale e al di fuori dei pasti, condizione ancor più dannosa per le patologie e le problematiche correlate. I dati relativi al 2016 mostrano, infatti, una diminuzione rispetto all’anno precedente dei consumatori giornalieri, mentre cresce la quota dei consumatori occasionali di alcol (dal 42,2% del 2015 al 43,3% del 2016) e quella di coloro che bevono alcolici fuori dai pasti (nel 2014 erano il 26,9%, nel 2015 il 27,9%, nel 2016 risultano il 29,2%). I consumatori a rischio La prevalenza dei consumatori a rischio è stata nel 2016 del 23,2% per gli uomini e del 9,1% per le donne di età superiore a 11 anni, per un totale di circa 8.600.000 individui (M=6.100.000, F=2.500.000) che nel 2016 non si sono attenuti alle indicazioni di salute pubblica. Le fasce di popolazione più a rischio per entrambi i generi sono quella dei 16-17enni (M=49,3%, F=40,0%), che non dovrebbero consumare bevande alcoliche e quella dei “giovani anziani” (65-75 anni). Circa 800.000 minorenni e 2.700.000 ultra sessantacinquenni, infatti, sono consumatori a rischio per patologie e problematiche alcol-correlate. Le quote percentuali di consumatori a rischio di sesso maschile sono superiori a quelle delle donne per tutte le classi di età, ad eccezione di quella dei minorenni, dove invece le differenze non raggiungono la significatività statistica. Resta allarmante il fenomeno del binge drinking Nella fascia giovanile, il binge drinking (assunzione di numerose unità alcoliche al di fuori dei pasti e in un breve arco di tempo) rappresenta l’abitudine più diffusa e consolidata. Nel 2015 il fenomeno riguardava il 15,6% dei giovani tra i 18 e i 24 anni di età, di cui il 22,2% maschi e il 8,6% femmine. Nel 2016 il fenomeno riguarda il 17% dei giovani tra i 18 ed i 24 anni di età, di cui il 21,8% maschi e l’11,7% femmine. Aumenta il consumo di aperitivi, amari e superalcolici Si conferma la tendenza già registrata negli ultimi 10 anni che vede una progressiva riduzione della quota di consumatori che bevono solo vino e birra, soprattutto fra i più giovani e le donne, mentre aumenta la quota di chi consuma, oltre a vino e birra, anche aperitivi, amari e superalcolici, aumento che si registra nei giovani e giovanissimi, ma in misura percentuale maggiore negli adulti oltre i 44 anni e negli anziani.

LA LIBERTA’ – Reggio Emilia CEIS: incontro pubblico sulla prevenzione dell’uso degli alcolici http://www.laliberta.info/2018/04/09/ceis-incontro-pubblico-sulla-prevenzione-delluso-degli-alcolici/

Mercoledì 11 aprile, in linea con le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che indica nel mese d’aprile un tempo per promuovere iniziative d’informazione e prevenzione sull’uso degli alcolici, alle ore 20.30 presso “Casa Aperta” via Codro 1/1 a Reggio Emilia il CEIS di Reggio Emilia invita al seminario “Parliamo d’alcolici”. La serata sarà animata da Alessandro Sbarbada esperto di problemi alcol-correlati, vanta un’esperienza ultraventennale come servitore insegnante in un Club Alcologico Territoriale (metodo Hudolin). In collaborazione con Roberto Argenta e Guido Dellagiacoma, cura giornalmente dal 2003 una rassegna stampa sul vino, birra e altri alcolici reperibile su internet. Con il dottor Enrico Baraldi, ha pubblicato per la collana “Nuovi Equilibri” di Stampa Alternativa i libri “Vino e bufale – tutto quello che vi hanno sempre dato da bere a proposito delle bevande alcoliche” e “La casta del vino – 111 informazioni utili per non farsi imbottigliare”e con le edizioni MILLELIRE – sempre di Stampa Alternativa – i libri “Bianco e rosso al verde – La rivoluzione del vino” e “Vinosauro”.

IL MATTINO Ubriaco alla guida: cuoco sannita travolge e uccide 19enne in Trentino Deve rispondere del reato di omicidio stradale aggravato dalla fuga e dallo stato di ebbrezza alcoolica Loris Cocca, un cuoco 33enne originario della provincia di Benevento, arrestato ieri sera dai carabinieri perché ritenuto responsabile dell'investimento mortale di un diciannovenne avvenuto poche ore prima nei pressi di Moena, in val di Fiemme, lungo la ex statale 48. Dopo l'investimento, l'automobilista si è dato alla fuga anziché fermarsi a prestare i primi soccorsi all'investito, Mattia Sommariva residente a Moena. Dopo le prime indagini, i carabinieri hanno trovato l'auto nel centro di Moena con segni evidenti sulla carrozzeria dell'incidente. Raccolti altri elementi, i carabinieri hanno rintracciato il presunto responsabile dell'investimento in un albergo di Moena. Sottoposto al test alcolemico, il giovane è risultato positivo all'assunzione di bevande alcoliche, facendo registrare un tasso rispettivamente di 1,57 g/l e 1,60 g/l nelle due prove eseguite con apparecchio alcoltest. Sulla scorta di queste risultanze, sentito anche il magistrato di turno, il giovane cuoco è stato dichiarato in arresto e l'auto è stata sottoposta a sequestro per consentire tutti i rilievi di natura tecnico-scientifica. La magistratura ha inoltre disposto l'esame autoptico sulla salma dell'investito.

IL SOLE 24 ORE – SALUTE24 Alcol: due drink modificano funzionamento corteccia prefrontale Individuato il motivo per cui le persone tendono a diventare aggressive dopo aver bevuto un paio di drink: l’alcol avrebbe la capacità di modificare il funzionamento della corteccia prefrontale, l’area del cervello che mitiga l'aggressività. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Cognitive, Affective, and Behavioral Neuroscience dai ricercatori della University of New South Wales di Sydney (Australia). La sperimentazione ha coinvolto 50 uomini giovani e sani, che sono stati suddivisi in due gruppi e invitati a bere due bicchierini di vodka o due bevande prive di alcool. Successivamente, i partecipanti sono stati incaricati di svolgere un compito diretto a rilevare i livelli di aggressività in risposta alle provocazioni, mentre la loro attività cerebrale veniva osservata dagli scienziati tramite la risonanza magnetica. Al termine della prova, gli esperti hanno rilevato che le risposte neurali dei volontari non erano state influenzate dal test, ma in coloro che avevano assunto gli alcolici era diminuita sensibilmente l'attività nella corteccia prefrontale. La scoperta, secondo i ricercatori, spiegherebbe quindi la tendenza delle persone che hanno bevuto uno o più drink a diventare aggressive. L’alcol sarebbe, infatti, in grado di alterare il funzionamento della corteccia prefrontale che, in condizioni normali, ha il compito di moderare l’aggressività.

CORRIERE DELLA SERA Napoli Nicola Marra, morto a Positano, il padre: «Mio figlio non beveva, ma l’ha ucciso l’alcol: fermiamo la strage» Parla il papà di «Nico», 21 anni, morto alla vigilia di Pasqua dopo la sbronza di una sera: «Sono ragazzi normali, ma per sei giorni alla settimana» di Fulvio Bufi NAPOLI- Sono passati dieci giorni da quando Nico è morto. Aveva 21 anni, alla vigilia di Pasqua era andato in discoteca a Positano e poco prima dell’alba lo avevano visto uscire stravolto, sudato, si era tolto la camicia e la teneva stretta tra i denti. Si era allontanato così, come uno che sta fuori di testa, e si era avviato a piedi verso l’uscita del paese, dove poi comincia quella statale stupenda e pericolosa, a picco sul mare, che è la costiera amalfitana. In fondo a un burrone Quando lunedì hanno trovato il corpo di Nico tra le rocce in fondo a un burrone, suo padre, Antonio, era a Positano da più di ventiquattr’ore. Si era precipitato all’alba di domenica, dopo aver provato inutilmente a contattare suo figlio al cellulare. Lo aveva cercato girando a vuoto, e ora che il vuoto è l’unica cosa che gli riempie la vita, Antonio Marra prova a fermarsi un attimo e a riflettere. Non ne ha avuto ancora il tempo. L’attesa, l’ansia, l’angoscia, e poi il dolore, le lacrime, la disperazione, e ancora il funerale, gli abbracci, le parole sussurrate che lui nemmeno sentiva, le lacrime che a un certo punto finiscono pure quelle e non resta più niente. Tutto è girato vorticosamente nella vita di Antonio Marra, è la sua stessa vita che si è girata e rigirata e alla fine si è fermata sotto sopra, lasciandolo in quella posizione innaturale di padre senza più il figlio che «mi fa morire ogni giorno ma mi fa pure pensare». «Una mattanza» Antonio pensa a Nico e anche agli altri ragazzi che, dice, «non sono stati estratti a sorte come è toccato a mio figlio, ma poteva succedere a ognuno di loro». Perché li ha visti, mentre cercava inutilmente Nico in quell’alba del giorno di Pasqua. «Li ho visti accasciati sulle panchine, a terra. Li ho visti sorreggersi l’un l’altro e cadere, li ho visti aggrapparsi, li ho visti vomitare. Non era il ritorno da una discoteca, era una mattanza. Ma che mondo è questo se per passare una serata ci si riduce così?». «In una sola notte ribaltano tutto» Antonio certo conosceva suo figlio, sapeva come era fatto, ma quello che è uscito stravolto dalla discoteca e si è andato a inerpicare nel buio lungo sentieri impossibili da dove poi è precipitato, non era il ragazzo che vedeva ogni giorno a casa. «È questo che mi tormenta. Nico a casa non beveva, Nico studiava, faceva sport, viaggiava, aveva gli amici, la fidanzata. E sicuramente sono così anche quei ragazzi che ho visto mentre lo cercavo. Non sono ragazzi difficili, sono ragazzi normali per sei giorni alla settimana, e poi in una sola notte ribaltano tutto. Dedicano se stessi solo allo sballo, bevono come fossero uomini persi. Non so cosa cerchino, non riesco a capirlo e invece vorrei tanto esserne capace». Notti nell’angoscia Qualche notte fa a Genova un’altra tragedia simile a quella di Positano. Harold Vivar Pluas, ventiquattrenne di origini ecuadoriane, è morto all’uscita da una discoteca precipitando per dieci metri mentre cercava di recuperare la felpa che gli era caduta oltre un muretto. «E non è accettabile che accada una cosa così», dice Antonio. «Un padre può essere preoccupato se suo figlio si ammala, se non va bene a scuola, ma non può avere il terrore che suo figlio vada a ballare, non può passare quelle notti nell’angoscia di non vederlo più tornare. Non ha senso tutto questo». Un punto di svolta Antonio lo ha scritto anche in un lungo post pubblicato su Facebook («Non si può pregare e sperare ogni volta nel miracolo ordinario di rivedere il proprio figlio riposare, al sicuro, nel proprio letto»), e «mi hanno contattato tanti genitori che certo non soffrono quanto sto soffrendo io, ma vivono nella paura, ogni volta sempre la stessa paura. Io non lo so che cosa si può fare per mettere fine a tutto questo. Vorrei pensarci ma è troppo presto, non riesco ad avere le idee chiare, devo ancora elaborare la mia tragedia, devo ancora fare i conti con il mio lutto. Però la morte di Nico deve rappresentare un punto di svolta, almeno deve servire a questo, deve essere un monito affinché non ci siano più altre famiglie distrutte come è capitato alla mia. Anche se, purtroppo, un altro caso c’è già stato».

MODENA2000 Alcol e relazioni: “L’alcol rovina il piacere” Avreste mai detto che “l’alcol rovina il piacere”? Rompere un tabù che da sempre correla il consumo di alcol a un miglioramento della capacità di relazionarsi con l’altro sesso, fino ad un accrescimento delle prestazioni sessuali, è l’obiettivo della nuova campagna dell’Azienda USL di Modena. Come ogni anno infatti il mese di aprile è dedicato alla prevenzione alcologica.L’alcol un afrodisiaco? Niente di più falso– osserva Claudio Annovi, Coordinatore del Progetto Alcol dell’Azienda USL di Modena – al contrario, riduce desiderio ed eccitazione, interferisce sull’orgasmo, altera sensazioni ed emozioni nel rapporto sessuale”. L’alcol è uno dei principali fattori di rischio per la salute della persona e della comunità. In quanto sostanza psicoattiva, interferisce sullo stato di vigilanza e sul comportamento di chi lo consuma: può dunque alterare la percezione delle relazioni, conducendo a rapporti non consenzienti, o violenti, indurre comportamenti a rischio come il non utilizzo del preservativo (che a sua volta può causare gravidanze indesiderate e MST, Malattie Sessualmente Trasmissibili). “L’uso di alcol – chiarisce ancora Annovi – può dunque compromettere la capacità di giudizio e inoltre portare a vuoti di memoria. Molti ignorano che l’alcol provoca anche danni alla salute sessuale e riproduttiva dell’uomo e della donna, per l’interferenza con il funzionamento delle ghiandole che regolano la produzione di ormoni”. Problemi ovulatori e mestruali, intaccamento delle funzioni riproduttive, riduzione dell’efficacia della pillola anticoncezionale sono i maggiori effetti sull’apparato femminile, mentre nell’uomo il consumo di alcol riduce la fertilità e la capacità erettile, fino a essere causa di impotenza. Più piacere, maggiore divertimento, più controllo, meno rimpianti: eliminare l’alcol fa bene alla salute del nostro corpo e delle nostre relazioni, ricordano i clinici, solo il consumo pari a zero, infatti, riduce a zero ogni rischio. La campagna sarà attiva anche sui social network e prevede una serie di eventi nei singoli distretti a cura dei centri alcologici; è stata organizzata in collaborazione con numerosi partner che contribuiranno alla sua diffusione sul territorio. Associazioni volte alla prevenzione dei problemi alcol-correlati e al recupero della dipendenza da alcol, Farmacie, Medici di Medicina Generale, Pediatri di Libera Scelta, hanno unito le forze per contribuire a una corretta informazione. Alla pagina www.ausl.mo/alcol  i materiali della campagna e le iniziative nei distretti sanitari della Provincia. In provincia di Modena 110mila persone a rischio Nonostante il consumo di bevande alcoliche sia molto diffuso nel nostro paese, spesso i rischi vengono sottovalutati. A confermarlo sono i dati del sistema di sorveglianza PASSI che monitora la salute della popolazione adulta: in provincia di Modena il 72% delle persone con 18-69 anni consuma alcol, anche occasionalmente, e il 23% risulta essere un consumatore di alcol potenzialmente a maggior rischio per la salute, pari a circa 110 mila persone in questa fascia d’età. Dati confermati anche dall’indagine HBSC (Health Behaviour in School-aged Children) condotta a livello regionale tra gli adolescenti: il 4% degli undicenni, l’8% dei tredicenni e il 34% dei quindicenni ha riferito di aver bevuto tanto da ubriacarsi almeno una volta nella vita. Tra questi ultimi, circa un terzo (il 38% dei ragazzi e il 33% delle ragazze) ha riferito di aver bevuto nell’ultimo anno 5 o più bevande alcoliche in un’unica occasione (il cosiddetto binge drinking), mentre il 4% dichiara di assumere alcolici quotidianamente. I partner L’iniziativa, sostenuta dalla Conferenza territoriale sociale e sanitaria (Ctss), è realizzata insieme alle associazioni AL-ANON – Familiari di Alcolisti; Alcolisti Anonimi e ai Club Alcologici Territoriali. Collaborano alla campagna anche la Società Italiana di Alcologia, l’Associazione Italiana Ospedalità Privata Emilia-Romagna, Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), Federazione Medici di Medicina Generale (FIMMG) e Federfarma Modena.

L’ARENA di Verona Vinitaly and the city Da venerdi il vino protagonista in città Parte dall’arco dei Gavi e arriva in piazza dei Signori il percorso del 4° Vinitaly and the City, circa mille passi che abbracciano l’ansa dell’Adige alla scoperta di iniziative ed eventi legati al vino. Un’edizione mai così ricca e partecipata, quella del fuori salone del Vinitaly, che dal 13 al 16 aprile animerà le piazze del centro allargandosi a nuove suggestive location, da piazza San Zeno alle Regaste, dalla Fontana dell’Arsenale a Lungadige San Giorgio, per uscire dal confine comunale con eventi a Soave, Bardolino e Valeggio sul Mincio. Tra le novità della rassegna, gli spazi dedicati a diverse regioni italiane (Veneto, Emilia Romagna, Campania e Sicilia), all’esperienza internazionale dello Champagne, alle masterclass, ma anche numerosi appuntamenti artistici e di intrattenimento, con musica, letteratura, incontri. Per la prima volta, inoltre, troverà spazio una digital room, uno spazio innovativo dedicato ai giovani che racconteranno la manifestazione attraverso i social. In programma anche la notte viola, sabato 14 aprile, con negozi aperti fino alle 24, la discesa dell’Adige a bordo del gommone con l’iniziativa Mezzaluna del Vino, e il concorso on line scatta, vinci, viaggia. A presentare il programma di Vinitaly and the City, il Sindaco Federico Sboarina insieme all’assessore alle Attività economiche Francesca Toffali, il presidente di Veronafiere Maurizio Danese con il direttore generale Giovanni Mantovani, i sindaci di Bardolino Ivan De Beni, Valeggio sul Mincio Angelo Tosoni e Soave Gaetano Tebaldi, oltre ai numerosi rappresentanti di istituzioni, enti e sponsor che contribuiscono alla realizzazione della manifestazione. “Due eccellenze, il vino e la città di Verona, che si uniscono nel contenitore unico del centro storico - ha sottolineato il sindaco - mi è sempre piaciuto pensare che la crescita della fiera potesse andasse di pari passo con quella della città. La scelta di puntare su Vinitaly and The City dimostra, ancora una volta, che fare squadra è la soluzione vincente. Siamo quindi pronti ad accogliere quanti arriveranno da tutta Italia e dal mondo intero per questa manifestazione internazionale, arricchita quest’anno da nuove suggestive location. Una scelta perfettamente in linea con la volontà dell’Amministrazione di valorizzare e far vivere tutti gli spazi urbani”. “Davvero brillante l’idea di una manifestazione parallela che, con una serie di iniziative ed appuntamenti dedicati al vino, abbraccia idealmente tutta la città, così come l’Adige cinge il nostro centro storico – ha detto Toffali -. Un ringraziamento a quanti hanno collaborato alla stesura di un programma così ricco, prestando cura e attenzione per gli spazi ed il contesto scaligero”. “Una scelta vincente, quella del 2015, di dedicare gli spazi espostivi della fiera al business del vino e convogliare invece in città gli appassionati con eventi a loro dedicati – afferma il presidente di Veronafiere Danese -. Lo dimostrano i numeri, con 35 mila visitatori in città lo scorso anno, e il continuo aumento di realtà che aderiscono all’iniziativa, per un format davvero innovativo che rende unica la fiera del vino di Verona, differenziandola da tutte le altre”. “Si preannuncia un Vinitaly and the City da record – ha aggiunto il direttore Mantovani -, per una quattro giorni in cui Verona vivrà di Vinitaly ed avrà come protagonista l’eccellenza del vino ma anche del territorio, con la sua storia e la sue cultura”. Particolare attenzione sarà prestata al tema viabilità e parcheggi, con nuovi 600 posti auto al park Garda Re, bus navetta gratuito dalla fiera al centro, corsia preferenziale in viale Lavoro dalle 15 di ogni giorno fieristico, con una corsia riservata al trasporto pubblico e una a quello privato. La polizia municipale sarà presente durante la manifestazione con 120 agenti, per coordinare la viabilità, garantire la vivibilità dei quartieri limitrofi alla fiera ma anche per contrastare il commercio abusivo. Tutte le informazioni sul sito www.vinitalyandthecity.com .

IL GIORNALE DI VICENZA Ubriaco alla guida alle 9 di mattina «Casi in aumento» LONIGO. Alla guida ubriaco di primo mattino, recidivo e con la patente sospesa. Gli agenti che lo hanno fermato alle 9 di mattina durante un normale controllo hanno avuto un bel daffare, vista lista delle infrazioni. Pesante il conto per un 48enne residente a Lonigo, al volante con un'alcolemia quattro volte superiore al limite consentito: revoca definitiva della patente, sequestro del veicolo e sanzione amministrativa di 2 mila euro. Non si tratta tuttavia di un caso isolato, sono in netta crescita infatti gli automobilisti beccati alticci dalla polizia locale leonicena (che ha competenza anche a Sarego, Val Liona e Alonte): 12 dall'inizio dell'anno rispetto ai sei dello stesso periodo del 2017.

GAZZETTA DI REGGIO Alla guida ubriaca finge un’aggressione CASTELLARANO. Sorpresa alla guida ubriaca dopo un incidente. E di fronte alle contestazioni dei carabinieri, ha simulato di essere stata picchiata da loro. Una condotta che è costata alla donna due denunce. È successo poco dopo le 4 della notte tra venerdì e sabato, quando una pattuglia dei carabinieri di Castellarano ha notato lungo via per Baiso, a Castellarano, una Ford Fiesta con alla guida una donna che si trovava ferma a fari spenti al centro della carreggiata. Quando i militari le si sono avvicinati per controllare, la donna è ripartita bruscamente, per poi arrestarsi immediatamente dopo. Una condotta di guida che è proseguita per qualche decina di metri. Successivamente, quando i militari hanno tentato di superarla, hanno rischiato di essere speronati. Quando finalmente l’auto con la donna al volante si è fermata, i carabinieri sono scesi dal mezzo di servizio per intimare l’alt all’automobilista. La quale, fin dai primi istanti, è apparsa evidentemente ubriaca: quando è scesa dalla macchina, a stento si reggeva in piedi. L’auto presentava una grossa ammaccatura sul cofano del motore. È stata lei stessa ad ammettere di aver perso, poco prima, il controllo della macchina andandosi a schiantare contro il guard-rail. Alla luce di questo, la donna è stata sottoposta all’accertamento dell’alcoltest, che ha rilevato un tasso alcolico pari 1,70 grammi per litro nella prima prova e 1,95 nel secondo esame. A quel punto per la donna sono scattate tutte le sanzioni del caso. Ma non è finita qui perché, durante le procedure, l’automobilista, alterata, ha minacciato i carabinieri dicendo che si sarebbe gettata a terra per fingere di essere stata picchiata da loro, oltre a rivolgere epiteti offensivi all’indirizzo dei militari. Dalle parole – vedendo che le procedure andavano avanti – la donna è passata ai fatti, gettandosi a terra e urlando di essere stata picchiata. Ha dovuto desistere quando i carabinieri hanno iniziato a riprendere la sua condotta. Seppur a fatica, i militari sono quindi riusciti a procedere alle contestazioni del caso, denunciando la donna – una 50enne abitante a Carpineti – alla Procura reggiana per guida in stato di ebbrezza e resistenza a pubblico ufficiale.

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