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vino, birra e alcolici

04/05/2018 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 2 maggio 2018 ( di redazione )

IL POST La Scozia ha introdotto un prezzo minimo per l’alcol È il primo paese al mondo a farlo: secondo il governo salverà vite umane e non danneggerà la famosa industria del whisky locale Martedì la Scozia è diventata il primo paese al mondo a introdurre un prezzo minimo per l’alcol. La legge è entrata in vigore dopo anni di scontri legali e la prima ministra Nicola Sturgeon ha detto che pensa che in Europa altri paesi cercheranno «di replicare ciò che è stato fatto qui» (*), citando progetti simili avviati in Irlanda e Galles. Il prezzo minimo per un’unità di alcol (“unit”, cioè la gradazione alcolica) è stato fissato a 50 pence (57 centesimi di euro), una misura che tiene conto sia del contenuto alcolico che del volume del prodotto. Così, una bottiglia da 70 cl di whisky non potrà essere venduta a meno di 14 sterline (15,60 euro) e una bottiglia da 75 cl di vino al 12,5 per cento di grado alcolico non potrà essere acquistata a meno di 4,69 sterline (5,30 euro). L’unità su cui si basa il prezzo minimo è pari a 8 grammi di alcol ed equivale a una dose di 25 ml di whisky al 40 per cento di grado alcolico o a 76 ml di vino al 13 per cento. Un classico bicchiere di vino è da circa 175 ml, cioè 2,4 unità. Un’indagine del 2017 del Servizio sanitario nazionale aveva mostrato che nel 2016 più della metà degli alcolici era stata venduta a un prezzo per unità inferiore alla nuova soglia minima stabilita. La nuova legge ha l’obiettivo di contenere i danni associati al consumo di alcol ed è stata accolta con molto favore dai medici e da diverse altre associazioni che l’hanno definita uno dei maggiori progressi in materia di sanità pubblica dopo il divieto di fumare nei luoghi pubblici. «Salverà vite umane», ha detto Alison Douglas, dell’organizzazione Alcohol Focus Scotland. La Scozia ha il più alto tasso di decessi correlati all’alcol nel Regno Unito (22 alla settimana, nel 2016) e tra il 2015 e il 2016 oltre 23 mila persone sono state ricoverate in ospedale per cause legate all’alcol. I dati dicono poi che una persona su quattro beve più del limite consigliato e stabilito di 14 unità a settimana. Prima dell’entrata in vigore del nuovo provvedimento, questa soglia poteva essere superata con una spesa di circa 2,5 sterline mentre ora ne serviranno almeno 7,5. I dati del ministero della Salute dicono infine che l’abuso di alcol costa alla Scozia 3,6 miliardi di sterline all’anno. Con le nuove regole il governo spera di salvare 392 vite nei prossimi cinque anni. (**) I commercianti hanno detto di aspettarsi perdite minime dal provvedimento e Linda Williams, proprietaria di un negozio di alcolici a Edimburgo, ha aggiunto anzi che le nuove norme potrebbero persino aiutare «a mettere supermercati e aziende indipendenti allo stesso livello»: «Non ci saranno più i grandi sconti sugli alcolici e sulle grandi confezioni di birra». La legge sul prezzo minimo era stata approvata nel 2012 dal parlamento scozzese ed è entrata in vigore dopo anni di liti giudiziarie. Lo scorso anno la Corte Suprema aveva sostenuto l’iniziativa del governo, respingendo il ricorso presentato dalla SWA (Scotch Whisky Association) e da altri rappresentanti del settore per cancellarlo. Sette giudici a Londra avevano invece stabilito all’unanimità che l’introduzione di un prezzo minimo era «un mezzo proporzionato per raggiungere uno scopo legittimo» e che non violava alcuna legge europea. Nicola Sturgeon ha ribadito che la misura non avrebbe danneggiato l’industria del whisky in Scozia, che è molto redditizia, spiegando che «i whisky di alta qualità, per i quali l’industria scozzese è così famosa, non rientrano tra i prodotti alcolici che saranno maggiormente colpiti dai prezzi minimi».

(*) Nota: speriamo siano in molti a prendere esempio. In Italia oggi si può acquistare un litro di vino con un solo euro, con una simile legislazione ce ne occorrerebbero almeno sette.

(**) Nota: ne salverà certamente MOLTE di più.

IL MATTINO Napoli, birra in bottiglie di vetro vendute nel distributore della farmacia: bufera «Già il fatto che una farmacia venda, nel distributore automatico, anche bevande appare singolare, ma che metta in vendita anche birre alcoliche in vetro è fuori da ogni logica oltre che da ogni legge e regolamento visto che chiunque, anche un minorenne, può acquistare liberamente una bevanda alcolica». Lo hanno detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, e lo speaker radiofonico Gianni Simioli, denunciando che nel distributore automatico installato all’esterno della farmacia Principe Umberto, in via Firenze, nei pressi della Stazione centrale, insieme a preservativi e altri prodotti sanitari, sono in vendita anche birre alcoliche in bottiglia che possono essere acquistate dai minorenni visto che non è previsto l’inserimento di documenti atti a comprovare la maggiore età, come nel caso dei distributori di sigarette». (*)

(*) Nota: alla faccia della salute!

ANSA Roma: stop permanente alcol zone movida Dalle 23 per consumo strada, dalle 2 proibita somministrazione (ANSA) - ROMA, 2 MAG - Con il nuovo regolamento di polizia urbana di Roma "i divieti già previsti nell'ordinanza antivetro e antialcol, ora limitati all'estate, diventeranno permanenti nei luoghi della movida romana". Dunque dalle 23 sarà vietato consumare alcol e bibite in vetro in strada e dalle 2 ne sarà vietata la somministrazione. Sempre nelle zone della movida ai trasgressori sarà possibile applicare, oltre alla sanzione, anche il "mini Daspo", ovvero l'allontanamento da quei luoghi per un tempo limitato.

ANSA Roma-Liverpool: non rispetto stop alcol In fila a punto raccolta per salire su bus verso Olimpico (ANSA) - ROMA, 02 MAG - Tifosi dei Reds in fila a piazzale della Canestre a Villa Borghese per salire sugli autobus diretti allo stadio. Diversi quelli che nell'attesa, nonostante il divieto, bevono birra in bottiglie di vetro o in bicchieri di plastica. I tifosi inglesi intonano cori della loro squadra. Prima di salire sui bus i Reds vengono perquisiti dalle forze dell'ordine.

LA NAZIONE Vende alcolici a minorenni, rischia l'arresto Il gestore di un pub è stato denunciato. Rischia anche la chiusura dell'attività per 15 giorni Firenze, 3 maggio 2018 - Ha venduto alcolici a tre minorenni: denunciato dalla polizia municipale. Si tratta del gestore di un pub di piazza Giorgini, a Firenze, sorpreso nella notte tra lunedì e martedì scorsi dagli agenti del reparto amministrativo durante un controllo nell'ambito di interventi mirati alla tutela dei minori. L'uomo, che ha venduto bevande alcoliche a due 15enni e un 16enne, rischia l'arresto fino a un anno e la chiusura dell'attività per 15 giorni.

IL CENTRO L’autista ubriaco ora rischia l’arresto Il frontale tra camion e auto costato la vita al cuoco Francesco Luciani: la procura vuole i domiciliari per il marocchino di Pietro Lambertini CHIETI. Arresto ai domiciliari per l’accusa di omicidio stradale. La procura di Chieti avrebbe preso la sua decisione: il marocchino che, con un tasso alcolico di 5 volte superiore rispetto al massimo consentito, ha provocato lo schianto frontale costato la vita al cuoco Francesco Lucianipotrebbe finire presto ai domiciliari. Dopo l’incidente nella notte del 20 aprile scorso all’interno del tunnel lungo la strada a scorrimento veloce per l’A24, Mohamed Mouchane, 51 anni, residente a Chieti, è ancora ricoverato nel reparto di Ortopedia dell’ospedale di Pescara: a breve potrebbe essere dimesso. Ma il pm Giancarlo Ciani sarebbe pronto a firmare la richiesta di una misura cautelare da sottoporre al giudice delle indagini preliminari. TRE REATI. Dopo i rilievi eseguiti dalla polizia stradale, la parola è passata all’autorità giudiziaria che dovrà decidere se e quale misura cautelare applicare al marocchino che, alla guida del suo autocarro, ha travolto la Smart di Luciani, 50 anni, chef all’ospedale di Pescara con la ditta Dussman, sposato e padre di due figli, uno di 19 e l’altra di 16 anni. Il marocchino, indagato per omicidio stradale, guida in stato di ebbrezza e lesioni, rischia una pena fino a 12 anni di carcere. SALTO DI CORSIA. Secondo gli accertamenti degli agenti della Stradale, guidati dal dirigente Fabio Polichetti, Mouchane avrebbe bevuto alcol a fiumi prima di mettersi al volante. Tanto che il tasso alcolico riscontrato nel sangue del marocchino è stato di 2,40 mentre il limite è 0,50. E finora c’è anche il racconto di un testimone ad addossare ogni responsabilità all’autista del camion: l’automobilista, che seguiva l’autocarro, ha raccontato che il mezzo avrebbe iniziato prima a zigzagare e poi, all’uscita di una curva, sarebbe andato dritto invadendo la corsia opposta proprio nel momento in cui arrivava la Smart. Un salto di corsia. Il camion procedeva verso Chieti, la Smart andava verso Brecciarola. L’incidente sulla strada che corre dietro allo stadio Angelini non ha lasciato scampo a Luciani: l’impatto avrebbe sbalzato il cuoco fuori dall’auto. Nell’incidente è rimasta ferita anche una ragazza di 26 anni, M.R. di Tocco da Casauria, che si trovava in macchina con Luciani: ha riportato fratture non gravi che dovrebbero guarire nel giro di un mese. DOLORE E RABBIA. La morte del cuoco ha provocato dolore e rabbia in due città: noto a Chieti, Luciani era un personaggio della mensa di Pescara. In questi giorni, sulla sua pagina Facebook, gli amici continuano a postare messaggi di affetto e cordoglio.

GIORNALE DI SICILIA Ubriaco alla guida tampona l'auto di un anziano e lo pesta: arrestato a Catania Tampona una vettura, scende e pesta l’anziano conducente. È accaduto lungo lo stradale Gelso Bianco in direzione del centro commerciale Porte di Catania. Gli agenti delle volanti hanno arrestato per il reato di lesioni dolose aggravate Pietro Salicola, di 28 anni, denunciato anche per guida in stato di ebbrezza e possesso ingiustificato di un bastone di legno e roncole, oggetti atti ad offendere. Secondo quanto ricostruito dagli agenti Salicola era alla guida di una Mercedes e procedeva ad alta velocità. Testimoni oculari dei fatti hanno raccontato che Salicola dopo l’impatto è sceso dall’auto, dirigendosi verso la vettura della coppia e, ha trascinato fuori dalla vettura l’anziano conducente. Ha cominciato a colpirlo con pugni al volto, facendolo cadere in terra, continuando a scagliarsi e a inveire contro di lui. A fermare l’uomo alcuni passanti che hanno anche chiamato immediatamente il 112.L’anziano, dolorante e in stato di shock, è stato trasportato in ambulanza nel più vicino pronto soccorso. I medici hanno riscontrato sulla vittima contusioni in varie parti del corpo e infrazioni alle costole, con una prognosi di 30 giorni. Nel frattempo i poliziotti hanno effettuato su Salicola la prova dell’etilometro che ha dato esito positivo.All’interno della Mercedes sono stati rinvenuti alcune roncole, un bastone di legno. L’uomo è stato arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari, in attesa di giudizio di convalida.

IL GIORNALE Le ombre sulla morte di Avicii: suicidio con un pezzo di vetro Secondo fonti anonime, riportate dal sito Tmz, il dj 28enne avrebbe rotto una bottiglia e usato un pezzo di vetro per tagliarsi il collo o i polsi Sergio Rame Secondo il sito di gossip Tmz, il taglio che la superstar della musica dance si è autoinferto nell'hotel in Oman avrebbe causato "il dissanguamento che gli è poi stato fatale". Il portavoce del dj svedese non ha risposto alle richieste di commenti, ma la famiglia nei giorni scorsi aveva più volte ipotizzato che si sia trattato di suicidio. "Ci è stato inoltre riferito che tale ferita sarebbe stata inflitta all’altezza del collo - si legge sul noto sito di gossip - mentre altre lo hanno negato con fermezza, dicendo che il ragazzo si era invece tagliato i polsi". Tmz, che cita fonti senza rivelarne il nome, spiega che Avicii si sarebbe tagliato con un pezzo di vetro, probabilmente di una bottiglia. Già nei giorni scorsi la famiglia del dj, autore di successi mondiali come Levels, Wake me up, e Without You, aveva pubblicato una lettera in cui spiegava che il figlio "voleva pace" e "non poteva più andare avanti". "Lottava davvero con pensieri sul significato, la vita, la felicità", scrivono i genitori del ragazzo sollevando il dubbio che possa essersi trattato di un suicidio. Avicii, il cui vero nome era Tim Bergling, è stato trovato morto il 20 aprile a Muscat, dove era in vacanza con degli amici. Poco dopo il ritrovamento del cadavere del 28enne, la polizia dell'Oman aveva fatto sapere che non si trattava di "un caso di morte sospetta" e che le circostanze sarebbero rimaste "confidenziali" su richiesta della famiglia. Avicii non ha mai fatto segreto dei suoi problemi di salute, fra cui la pancreatite, in parte causata dall'uso eccessivo di alcol. "Tim non era fatto per la macchina del business in cui si è trovato dentro - ha scritto la famiglia nei giorni scorsi - era un ragazzo sensibile che amava i suoi fan ma evitava i riflettori". Alla fine del 2016 Avicii aveva stupito i fan ritirandosi dalle scene. "Quando ha interrotto i tour - ha spiegato ancora la famiglia - voleva trovare un equilibrio nella vita per essere felice e potere fare ciò che amava di più, musica". "Il nostro amato Tim era una persona che cercava, un'anima artistica fragile che cercava risposte a domande esistenziali", si legge ancora nella lettera dei famigliari. "Un perfezionista dai risultati eccellenti che ha viaggiato e lavorato duro a un ritmo che lo ha portato a uno stress eccessivo".

LA STAMPA Ragazzo morto a Roma, indagata la fidanzata per omicidio colposo Edoardo Rizzo Ennesima morte sospetta nella Capitale. Un ragazzo di 22 anni è stato trovato morto in via di Villa Grazioli, nel quartiere Parioli con una scritta inquietante sul petto: «Mi hai lasciata sola, mi vendicherò». Il giovane, che secondo prime informazioni era solito fare uso di alcol e droga, è stato rinvenuto cadavere dalla madre ieri mattina nella propria camera da letto ancora con il pigiama dopo aver passato la notte con la fidanzata, una ragazza di 23 anni.  Le indagini del commissariato Salario-Parioli e della Squadra Mobile, coordinate dalla procura di Roma, non escludono per ora nessuna pista: il giovane potrebbe essere morto a causa di un’overdose. Intanto il pm Mario Dovinola che coordina le indagini ha iscritto sul registro degli indagati come atto dovuto la fidanzata del giovane con ipotesi di reato: omicidio colposo.  Secondo le prime ipotesi i due potrebbero aver avuto un litigio alla base del quale ci sarebbe la volontà del giovane di 22 anni di lasciarla. La giovane ascoltata dalla Squadra Mobile della polizia di stato non ha ammesso di essere l’autrice della scritta sul petto del ragazzo. Il pm Dovinola ha disposto l’autopsia che sarà svolta dal medico della Sapienza professor Luigi Cipolloni. Importanti saranno gli esiti degli esami tossicologici che saranno effettuati nelle prossime ore. Gli inquirenti hanno ascoltato, oltre alla giovane di 22 anni, anche i genitori del ragazzo deceduto. Proprio il papà e la mamma del giovane di 23 anni hanno chiamato la polizia ieri alle 12 e 30 quando dopo aver bussato diverse volte alla porta della camera del figlio sono entrati e lo hanno trovato disteso nel letto morto. 

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