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vino, birra e alcolici

04/05/2018 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 3 maggio 2018 ( di redazione )

STATE OF MIND

Il giornale delle scienze psicologiche

I giovani e l’alcol: vecchi vizi e nuove tendenze

L'uso di alcol è un fenomeno ampiamente diffuso tra i giovani e assume differenti connotazioni psicologiche, sociologiche e culturali. Le sue manifestazioni sono cambiate negli anni e oggi si affrontano nuovi scenari, tra cui il Binge Drinking cioè la tendenza a bere fino all'eccesso concentrata in singole occasioni.

Pubblicato il: 02 maggio 2018

Bulgarelli Alessandra – OPEN SCHOOL Scuola Cognitiva di Modena

«Bevo. Come potrei altrimenti affrontare l’orrore esistenziale e continuare a lavorare?»

Questa giustificazione dell’uso e dell’abuso di alcol è stata chiama da Stephen King la “spiegazione Hemingway” ma si adatta in realtà a un gran numero di forti bevitori. Giustificare i propri vizi è senz’altro umano, ma ciò, a occhio clinico, svela la volontà di perpetrarli e suscita domande sulle loro radici profonde.

Scopo di questo articolo è quello di proporre un quadro sintetico, ma attuale, rispetto all’assunzione smodata di alcolici, ponendo attenzione in particolare alle abitudini, ai vizi e alle tendenze dei giovani e degli adolescenti rispetto al consumo di alcol. Oggi, infatti, il vizio alcolico è un fenomeno ampiamente diffuso tra i ragazzi e la “bevuta”, che conduce all’eccesso, assume svariate connotazioni di natura psicologica, sociologica e culturale, oltre a presentare modalità nuove, solo di recente formulazione nella letteratura, come quella del Binge Drinking. Indagare questi aspetti e comprenderne i meccanismi è la sola strada per attuare le necessarie strategie preventive che siano in grado di curare, per così dire, prima che si presenti il male e di anticipare con le giuste azioni informative e sanitarie quella che spesso diviene una terapia tardiva.

Alcol e giovani: i numeri del fenomeno

Con il termine alcolismo intendiamo «il cronico disordine comportamentale, caratterizzato dalla ripetuta ingestione di bevande alcoliche in eccesso rispetto agli usi dietetici e sociali della comunità, con gravi conseguenze sulla salute del bevitore e sul suo funzionamento psicosociale» (Janiri & Martinotti, 2008).

L’alcol presente nella birra, nel vino e nei liquori è alcol etilico, meglio chiamato etanolo. Si tratta di una vera e propria droga perchè agisce sul sistema nervoso in maniera del tutto simile alle sostanze psicotrope e stupefacenti che determinano dipendenza. Gli effetti disinibenti ed euforizzanti dell’ alcol tendono ad indurre con maggior facilità le persone a farne uso perchè la sostanza permette di modificare illusoriamente la percezione di se stessi e della realtà.

Ogni anno, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sono attribuibili, direttamente o indirettamente al consumo di alcol, il 10% di tutte le malattie, il 10% di tutti i tumori, il 63% delle cirrosi epatiche, il 41% degli omicidi, il 45% di tutti gli incidenti, il 9% delle invalidità e delle malattie croniche.

I giovani sono i più vulnerabili agli effetti sia fisici che mentali dell’ alcol e pertanto sono più esposti ai suoi rischi. I ragazzi tra gli 11 e i 15 anni sono orientati in numero sempre più crescente verso il modello che in America è chiamato Binge Drinking, cioè un abuso di alcol concentrato in singole occasioni. In particolare, gli episodi sono circoscritti al fine settimana: i ragazzi bevono in modo occasionale, alle feste, all’aperitivo o in discoteca, e raramente da soli. Questo comportamento ha effetti devastanti sulla salute in quanto l’organismo di un adolescente è ancora in completa evoluzione e l’alcol ha l’effetto di rallentare lo sviluppo mentale (Baiocco, D’Alessio & Laghi, 2008).

Attualmente, in letteratura, la definizione di Binge Drinking è ampiamente utilizzata. Wechsler, nell’ormai noto report del 1992 (Wechsler & Isaac, 1992), lo definì come «l’assunzione di cinque o più drink alcolici in una stessa serata da parte degli uomini e quattro o più per le donne».

Binge Drinking e Binge Drinker

Binge drinking letteralmente significa “bevute compulsive”. In realtà, non si tratta di una vera e propria tendenza legata all’alcool, quanto piuttosto di una tendenza rivolta alla ricerca dello “sballo”, ricercato ingerendo alcolici in quantità superiore al dovuto, solitamente a stomaco vuoto. È una tendenza pericolosa, rispetto alla quale non sempre il soggetto che manifesta Binge Drinking è consapevole delle conseguenze a cui può portare il suo comportamento.

Risulta opportuno descrivere il Binge Drinker sia sulla base della quantità di alcol ingerito che di frequenza d’attuazione del comportamento di abuso. Un episodio di Binge Drinking è caratterizzato dal consumo di 4 o più drink in una sola occasione per le ragazze e più drink per i ragazzi.

Dal punto di vista psicologico, è fondamentale ricordare che, al di là della sostanza ingerita, lo scopo principale delle “abbuffate alcoliche” è la perdita di controllo, l’ubriacatura. Spesso, dunque, la sostanza rappresenta solo un mezzo e non un fine.

I soggetti possono essere classificati in funzione del consumo alcolico (Baiocco, D’Alessio & Laghi, 2008):

Non bevitore: abitualmente non consuma alcol o beve una o due volte all’anno

Bevitore sociale: beve normalmente alcol con una frequenza che va da 3 o 4 volte all’anno a 3-4 volte alla settimana, senza episodi di Binge Drinking nelle ultime 2 settimane

Binge drinker: da 1 a 4 episodi di Binge Drinking nelle ultime due settimane

Forte bevitore: più di 4 episodi di Binge Drinking nelle ultime 2 settimane

Le categorie del Binge Drinker possono essere utilizzate anche con soggetti non clinici nell’ambito della ricerca sul consumo e sugli stili di vita dei giovani e fanno riferimento soprattutto al comportamento attuato dal soggetto nell’unità di tempo presa in considerazione.

La prima intossicazione alcolica si verifica di solito intorno ai 13 anni, l’abuso tende poi ad intensificarsi durante l’adolescenza mostrando un picco massimo tra i 18 e i 22 anni, con un tasso più elevato in particolare tra i giovani studenti universitari. Esistono alcune differenze fondamentali nel consumo di alcolici, basate sull’etnia, sulla vicinanza a rivendite di alcolici, sulla presenza o assenza di norme sul consumo di alcolici. L’incidenza varia poi a seconda del sesso, con una la prevalenza del fenomeno tra i maschi: i ragazzi che tendono a mettere in atto comportamenti di Binge Drinking tre o più volte a settimana sono il 56%, contro il 43% delle ragazze. Le percentuali più rilevanti si registrano tra i maschi con un’età superiore ai 21 anni e tra le femmine tra i 12 e i 20 anni. Poi, in genere, la frequenza di fenomeni di bevute compulsive tende a diminuire (Baiocco, D’Alessio & Laghi, 2008).

Solo una bassa percentuale (22% per i maschi, 17% per le femmine) ha iniziato a bere alcolici in famiglia, sotto il controllo di un adulto. Il comportamento genitoriale è di particolare rilevanza nel far comprendere all’adolescente, sia dal punto di vista cognitivo che affettivo, la differenza tra l’uso e l’abuso di alcol. (Baiocco, D’Alessio, Laghi 2008)

Il modello di Fishbein (Baiocco, D’Alessio & Laghi, 2008) ci permette di analizzare l’uso e l’abuso di alcol in relazione alle intenzioni personali degli adolescenti, a loro volta modulate dalla pressione sociale e dagli atteggiamenti. Secondo questo modello, la spinta al bere compulsivo viene determinata dalla “pressione sociale”, a sua volta dipendente dalle ipotesi normative, cioè dalle opinioni in merito alle aspettative di coloro da cui gli adolescenti desiderano approvazione. In secondo luogo, l’intenzione al bere sarebbe determinata dall’atteggiamento, cioè dalle aspettative che l’adolescente ripone sul fatto che l’assunzione alcolica determinerà un miglioramento del proprio stato affettivo.

Per quanto riguarda, infine, cià che nello specifico bevono i Binge Drinkers, le ricerche mostrano una prevalenza di super alcolici (36%), birra (22%), liquori (18%) e vino (16%) (Baiocco, D’Alessio & Laghi, 2008).

Perchè i giovani bevono? Diverse prospettive a confronto

Secondo la prospettiva della Social Cognition, l’abuso di alcol da parte degli adolescenti è legato all’utilizzo di strategie di coping disadattive (Bear, 2002). I giovani Binge Drinkers attribuirrebbero all’alcol la capacità di ridurre le tensioni e favorire le prestazioni sociali, questo li porta dunque con più probabilità a ricorrere all’alcol nelle situazioni percepite come stressanti. I maschi, in particolare, utilizzano uno stile di coping evitante, dove la modalità più utilizzata è quella che in letteratura si definisce “diversivo sociale”. Le ragazze, invece, utilizzano uno stile di coping emozionale, caratterizzato da ansia, rabbia, sensi di colpa rispetto agli stress da gestire. Di contro, i giovani di entrambi i sessi che fanno uso moderato di alcol utilizzano uno stile basato sull’analisi e sulla valutazione del problema quando ritengono tali stress “situazioni modificabili”. I Binge Drinkers, e ancora di più gli Heavy Drinkers (bevitori forti), considerano invece gli eventi stressanti come immodificabili e ricorrono spesso all’alcol, attribuendogli la capacità di evitare o persino di negare tali stress.

In maniera differente, uno schema interpretativo può spiegare l‘abuso alcolico ricorrendo al bisogno di colmare un vuoto esistenziale, tuttavia il fenomeno appare più complesso e, come nel caso di ogni dipendenza, anche il bere assume differenti valenze, che possiamo riassumere schematicamente in questo modo:

Socializzazione: quando aumentano le situazioni sociali per farlo (bar, feste con amici, discoteca), soprattutto se si trascorrono molte ore fuori casa o si ha molto tempo libero, l’assunzione di comportamenti di abuso alcolico tra i giovani aumenta. L’alcol viene spesso considerato dai giovani un mezzo per integrarsi socialmente e per ridurre la tensione, al contrario dei giovani adulti i quali dichiarano di bere per divertimento, per stare bene, per essere alla moda, per sembrare estroversi o semplicemente per combattere la noia. È importante rilevare come nella letteratura specializzata, proprio la “noia” viene assunta come principale causa dell’assunzione di comportamenti potenzialmente rischiosi per la salute, come l’uso di alcolici.

Trasgressione: la capacità del pensiero astratto, che si sviluppa proprio nell’adolescenza, porta a criticare i valori del mondo dell’adulto, l’autorità, le leggi, gli obblighi. Anche l’alcol, indicato tutt’ora come divieto, come limite del lecito oltre al quale l’adolescente può inoltrarsi solo trasgredendo, letteralmente “incamminandosi oltre” (lat. Trasgredior), assume l’aspetto di un comportamento di rottura, col quale l’adolescente esprime la propria debole opposizione a una realtà che fatica a riconoscere come propria. In tal modo, il giovane esprime la propria adesione ad un tipico archetipo occidentale della cultura adolescenziale: quello del trasgressore. Purtroppo, con tutti i rischi che questo comporta sulla salute.

Cultura del Rischio: esiste una “cultura del rischio” che spiega la valorizzazione che i giovani attribuiscono a gesti pericolosi, come l’assunzione di alcol, droghe, comportamenti sessuali estremi, ricerca di sensazioni forti. La cultura del rischio si presenta sfaccettata: secondo un’indagine condotta nel 2012 (Bastiani Pergamo & Drogo, 2012), alla domanda “perchè assumere rischi volontari?” il 90% dei giovani risponde: “per essere notati”, l’80%: “per sentirsi parte di un gruppo” e il 70%: per “vincere la paura”.

Da ultimo, uno sguardo agli studi sociologici ci porta a considerare l’abuso di alcol come strettamente collegato al concetto di devianza proprio di ogni società. Per questo nell’Ottocento l’alcolista era considerato un criminale, nella prima metà del Novecento un malato mentale e, solo nel dopoguerra, un soggetto in qualche modo malato e bisognoso di un programma di recupero.

Strategie terapeutiche, prevenzione e promozione della salute

Il concetto di prevenzione, intesa come semplice profilassi, cioè come educazione sanitaria legata alla cultura medica, ha sottolineato la necessità di un’educazione in grado di contrastare la visione dell’ alcol inteso come sostanza alimentare e che non etichetta come comportamenti “a rischio” il suo uso e il suo abuso. Tuttavia, la carenza di programmi di educazione alla salute ha portato la popolazione giovanile a ignorare i rischi dell’alcol (Pollo, 2012).

Appare quindi importante definire una vera e propria strategia di prevenzione rivolta alla diminuzione dei consumi alcolici e all’adozione di stili di vita sani nei giovanissimi. Fare prevenzione significa “produrre dei cambiamenti stabili nel tempo e che vanno al di là dell’intervento individuale. È necessario creare programmi che non si limitino a interventi riparativi e limitati nel tempo bensì che coinvolgano le persone e le rendano consapevoli delle loro scelte” (Bastiani Pergamo & Drogo, 2012).

 

CORRIERE DI ROMAGNA

Rimini. Alcol e droga simulazioni a scuola

I Vigili salgono in cattedra

RIMINI. giovedì 3 maggio 2018 - Corriere di Romagna: Drogati e ubriachi con un paio di occhiali gli studenti simulano i rischi sulla strada/I vigili a scuola per le lezioni con gli Alcovista. «Così la tecnologia insegna ad evitare gli incidenti»

La tecnologia entra inclasse e simula la guida in stato di ebrezza e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti di auto e mezzi a due ruote. Come? Con un gesto semplice: inforcando gli Alcovista, un paio di occhiali di ultima generazione in grado di modificare i comportamenti, fare perdere l’equilibrio, dare una distorsione della visione e un allungamento dei tempi di reazione davanti ai pericoli nella giungla dell’asfalto e al rischio incidenti. (...)

I percorsi a rischio nelle classi

A essere coinvolti in questo progetto di sicurezza stradale voluto dalla polizia municipale sono stati centinaia di studenti di 3ª, 4ª, 5ª superiore del liceo scientifico e artistico Serpieri, del liceo scienze umane Maestre Pie, dell’istituto professionale Alberti e dell’alberghiero Malatesta. (...)

Nel concreto è stata usata una tecnologia ottica che permette all’utente di essere in una situazione simile allo stato di ebbrezza-ubriachezza, ed è stato mostrato nelle varie classi in cui si sono presentati gli agenti della polizia municipale che «semplici attività come camminare lungo una linea a terra, restare in equilibrio su una gamba sola, afferrare un mazzo di chiavi, o lanciare una palla, diventano improvvisamente difficili da eseguire, fornendo una efficace percezione delle conseguenze potenzialmente pericolose dello stato di ebbrezza». (...)

 

L'ADIGE

Alcol, alpini «cancellano» divieti Ok a bottiglie e bicchieri

Palazzo Thun sta valutando di sospendere il divieto al consumo di sostanze alcoliche nelle aree «calde» della città. Ma solo per qualche giorno, in occasione dell’Adunata degli alpini che andrà in scena tra due fine settimana. Ad annunciarlo è il referente del Comune all’interno del Comitato organizzatore del grande evento, che vedrà l’arrivo di oltre 600mila persone, tra le quali ci saranno 90mila penne nere. (*)

Sarebbe infatti impossibile per le forze dell’ordine vigilare sul rispetto del regolamento di polizia urbana approvato a inizio anno dal consiglio comunale ed entrato in vigore nelle scorse settimane, dopo l’installazione degli appositi cartelli di divieto. Questo non significa comunque che nelle vie del capoluogo sarà lecito superare i limiti del divertimento ed esagerare con i brindisi. «Nulla è stato ancora deciso - evidenzia il consigliere Massimo Ducati -, ma l’amministrazione sta prendendo in considerazione l’ipotesi di emanare un’apposita ordinanza a firma del sindaco Alessandro Andreatta».

Sarebbe infatti impossibile per le forze dell’ordine vigilare sul rispetto del regolamento di polizia urbana approvato a inizio anno dal consiglio comunale ed entrato in vigore nelle scorse settimane, dopo l’installazione degli appositi cartelli di divieto. Questo non significa comunque che nelle vie del capoluogo sarà lecito superare i limiti del divertimento ed esagerare con i brindisi. «Nulla è stato ancora deciso - evidenzia il consigliere Massimo Ducati -, ma l’amministrazione sta prendendo in considerazione l’ipotesi di emanare un’apposita ordinanza a firma del sindaco Alessandro Andreatta».

L’ordinanza dovrebbe servire principalmente per chiarire gli aspetti legati all’utilizzo di bicchieri e bottiglie di materiale infrangibile. «È importante garantire la sicurezza delle tantissime persone che frequenteranno Trento in quei giorni. Per questo dovranno essere date delle informazioni precise per quanto roguarda i materiali che sarà lecito o illecito portare con sé ed entro quali contesti. Dopo i necessari approfondimenti, anche con il supporto della polizia locale, potrà essere inserita nell’ordinanza una deroga al consumo di alcol». La norma attualmente in vigore vieta infatti - oltre al consumo di sostanze alcoliche - anche la detenzione di vino, birra o altro, a meno che bottiglie e lattine non siano chiuse e integre.

Il divieto in vigore all’ombra del Nettuno riguarda cinque parchi e tre piazze. Il regolamento prevede lo stop assoluto al consumo e alla detenzione di alcolici in otto aree del capoluogo: piazza Venezia, giardini di San Marco, parco della Predara, piazze Centa e Cantore, il parco Solzenicyn (ex Santa Chiara) e quello di Maso Ginocchio, oltre a piazza Dante. In quest’ultima area verde troverà peraltro spazio la cittadella della protezione civile, con gli stand dedicati alle diverse specialità, dai sommozzatori agli alpinisti, dai cinofili ai droni. In piazza Centa ci sarà invece lo scioglimento della sfilata di domenica 13.

In merito alla possibile sospensione del divieto interviene il presidente della Sezione trentina dell’Ana (e vicepresidente del Coa) Maurizio Pinamonti. «L’Adunata non sarà certo l’occasione per “fare la balla”, ma bere assieme un bicchiere di vino può favorire lo stare assieme» commenta il numero uno delle penne trentine. In fondo anche papa Francesco si era espresso in questi termini commentando l’episodio narrato dal Vangelo di Giovanni: «Ricordate il miracolo delle nozze di Cana? A un certo punto il vino viene a mancare e la festa sembra rovinata. Immaginatevi finire la festa bevendo tè... Senza vino non c’è festa» erano state le parole di Sua Santità.

L’auspicio degli alpini è che l’Adunata non sia l’occasione per qualcuno di esagerare: «È successo anche lo scorso anno a Treviso, dove qualche ragazzo si è intrufolato alla festa ed ha bevuto un po’ troppo. Noi alpini siamo contrari agli eccessi. La festa è bella se vissuta con lo spirito giusto: la goliardia ci può stare ma siamo convinti che esagerare non vada bene». D’altronde il Comitato organizzatore sta lavorando da quasi un anno per la buona riuscita dell’evento ed è naturale che la volontà di tutti sia quella di celebrare un’Adunata senza sbavature.

 

(*) Nota: una adunata degli Alpini sarebbe un motivo in più per mantenere i limiti del consumo di alcolici. Nell'ultima adunata, ad Asti, il prefetto aveva proposto dei limiti alla vendita di alcolici, limiti respinti da politici ed esercenti. Risultato: un morto per incidente in stato di ebbrezza durante il corteo.

 

TORINO OGGI

Malamovida a Torino, vietata la vendita di alcolici per asporto dalle 21 alle 6 nei supermercati e negozi delle zone "calde"

Approvato in giunta il nuovo regolamento di polizia urbana su proposta degli assessori Sacco e Finardi

"A breve verranno messi a bando una serie di punti della città che potranno ospitare eventi. Sono stati identificati varie zone di Torino, come i parchi Colonetti, Ruffini, Dora, Stura, Colletta, Giardini Reali e Pellerina, dove eventuali organizzatori potranno proporre iniziative".

Ad annunciarlo è l'assessore al decentramento Marco Giusta, durante la discussione della mozione della consigliera del M5S Monica Amore sull'aumento di spazi cittadini che possano ospitare eventi ed iniziative di tipo aggregativo e culturale per rendere "più viva Torino durante l'estate".

Una proposta che è stata discussa anche questa mattina durante la giunta, dove è stato approvato il nuovo regolamento di polizia urbana su proposta degli assessori al commercio Alberto Sacco e alla sicurezza Roberto Finardi.

Le nuove norme prevedono che debba essere sospesa la vendita per asporto di alcolici, dalle 21 fino alle 6, negli esercizi commerciali quali supermercati e piccoli negozi nelle zone "calde" che verranno identificate e decise di volta in volta dalla giunta comunale. Tuttavia, fino alle 23, se in abbinamento con cibi cotti, gli alcolici potranno essere venduti – o consegnati a domicilio dai fattorini - in quantità congrua agli alimenti ordinati e racchiusi in idonei contenitori.

 

INTERRIS

Tanto alcol, niente scontri

L'ordinanza contro la vendita di alcolici è un flop, ma l'ordine pubblico è migliore che in Inghilterra

REDAZIONE

Timori giustificati dopo i disordini dell'andata e il ferimento grave del 53enne nordirlandese Sean Cox. Ma la semifinale di ritorno di Champions League tra Roma e Liverpool è filata liscia senza scontri. Il piano per l'ordine pubblico ha funzionato. Unico neo: il flop dell'ordinanza anti-alcol, i tifosi inglesi sono riusciti a comprare birra e vino senza problemi e a consumarli nella pubblica via. Il divieto era in vigore nell'area intorno allo stadio, nel Centro Storico e nell’area di via Cavour, del Colosseo, piazzale Flaminio e piazza delle Canestre dalle ore 19 del 1° maggio alle ore 7 del 3 maggio.

I tifosi del Liverpool presenti allo Stadio Olimpico erano almeno 4mila. Molti erano arrivati nei giorni scorsi, ma il grosso si è riversato nella Capitale italiana nel giorno della partita. Seguendo le indicazioni della questura di Roma, quasi tutti hanno passato l'attesa dell'inizio della gara fra Campo de' Fiori, piazza del Popolo e Villa Borghese. Proprio qui, in piazzale delle Canestre, sono poi stati identificati ed accompagnati direttamente nei Distinti Nord dell'Olimpico con gli autobus messi a disposizione dal Comune. Nei guai soltanto due tifosi dei Reds, di 30 e 36 anni, fermati all'aeroporto di Fiumicino perché trovati in possesso di sostanze stupefacenti. Fermato anche un tifoso romanista, che ha cercato di accedere allo stadio con un biglietto falso, è stato arrestato in quanto inottemperante al provvedimento di Daspo, in precedenza emesso a suo carico.

Non ha trovato riscontro, invece, la notizia diffusa dalla stampa inglese ieri mattina, secondo cui nella serata di martedì, nei vicoli che si immettono su Campo de' Fiori, due tifosi del Liverpool sarebbero stati aggrediti da due uomini incappucciati armati di spranghe e scesi da uno scooter. La Polizia italiana ha smentito il fatto.

 

ROMADAILYNEWS

Roma-Liverpool: 12 multe per vendita alcolici

Sei gli indagati per inottemperanza all'ordinanza prefettizia di divieto di vendita per asporto di bevande alcoliche

di redazione

Roma 03 maggio 2018 - I servizi di sicurezza, iniziati fin dalla serata del primo maggio si stanno concludendo. Hanno richiesto un grande dispiegamento delle forze dell’ordine, impegnate a far si che l’evento sportivo potesse svolgersi nella massima sicurezza e tranquillità. Positivo il bilancio conclusivo. Nessuna criticità di rilievo e’ stata infatti riscontrata nel corso della permanenza dei tifosi inglesi nella Capitale. Grazie al dettagliato piano predisposto con ordinanza del questore Guido Marino, che ha permesso di realizzare un capillare controllo del centro storico e di ottimizzare le operazioni di afflusso e deflusso allo stadio.

La task force, impegnata nei controlli per il rispetto delle ordinanze prefettizie e per contrastare l’abusivismo commerciale, ha operato senza soste. Riuscendo ad individuare due persone, peraltro già note alle forze dell’ordine, che stavano proponendo in vendita dei biglietti falsi. Realizzati con un layout grafico identico a quello ufficiale, adattato per l’evento.

Vendita alcolici

I due sono stati denunciati e sottoposti alla misura del daspo, esteso in ambito UE. Inoltre, l’attività effettuata ha permesso di elevare 12 sanzioni amministrative per commercio abusivo di generi alimentari e bevande alcoliche, per un importo di circa 60 mila euro. Sei gli indagati per inottemperanza all’ordinanza prefettizia di divieto di vendita per asporto di bevande alcoliche.

Il questore Guido Marino, ad operazioni ultimate, ha voluto rivolgere un plauso ed un ringraziamento alle forze dell’ordine. Che, con spirito di sacrificio, hanno contribuito al raggiungimento del risultato. Ringraziamento esteso a tutti gli altri enti che hanno contribuito nelle operazioni in questi giorni di grande impegno. Un particolare ricordo ha voluto poi dedicare ad un ispettore superiore della Polizia di Stato che, impegnato in questi giorni nella Capitale, è deceduto ieri mattina per un malore.

 

FARMACIAONLINE

Birra alcolica nel distributore automatico farmacia. Il titolare: «Un errore»

Un consigliere regionale dei Verdi ha sottolineato la presenza di birra alcolica nel distributore automatico di una farmacia di Napoli, nei pressi della stazione centrale.

3 Mag 2018 - Una farmacia napoletana si è spinta ad un grado di “diversificazione” del proprio business che certamente farà (per lo meno) discutere all’interno categoria. L’edizione locale del quotidiano La Repubblica, infatti, ha pubblicato una galleria di fotografie nelle quali viene immortalato il distributore automatico installato da un farmacista. All’interno, alcune confezioni di prodotti farmaceutici, come lecito attendersi. Ma anche bevande alcoliche, Coca Cola, manette sadomaso, potenzianti maschili: «Una farmacia vende birre nel distributore automatico alle spalle della Stazione Centrale di Napoli», spiega il giornale, che riferisce come la denuncia sia arrivata «dal consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, e dello speaker radiofonico Gianni Simioli: “Già il fatto che una farmacia venda, nel distributore automatico, anche bevande appare singolare, ma che metta in vendita anche birre alcoliche in vetro è fuori da ogni logica oltreché da ogni legge e regolamento, visto che in queso modo chiunque, anche un minorenne, può acquistare liberamente una bevanda alcolica”». La birra, di una nota marca tedesca, è posizionata all’ultimo ripiano del distributore. Al suo fianco, delle lattine di Coca Cola, bevanda certamente non alcolica ma che contiene caffeina.

Ascoltato dall’agenzia Adnkronos, il titolare della farmacia ha spiegato che «la presenza della birra nel distributore automatico è stato un errore del personale che abbiamo già provveduto a rimuovere. Io di solito sono al banco, mentre il distributore è all’esterno ed è gestito dal personale che lavora nel magazzino che provvede a rifornirlo. Abbiamo in vendita bevande per celiaci e senza alcol e molto probabilmente c’è stato un errore. Non vendiamo birre».

All’inizio del 2016, aveva fatto scalpore la scelta di una farmacia di Milano, che aveva deciso di affiancare al tradizionale banco anche un bar, con caffè, cappuccini e brioches. Ma il tema della diversificazione era stato toccato anche qualche mese dopo, quando era stata paventata la possibilità di introdurre in farmacia una serie di servizi che di certo non sono legati alla distribuzione farmaceutica: in particolare la possibilità di consentire ai clienti di pagare i propri bollettini postali direttamente presso i Pos presenti sui banchi delle farmacie. Un altro “caso” aveva riguardato un esercizio di Pescara: il titolare aveva annunciato attraverso un post su Facebook la possibilità di pagare proprio i bollettini postali presso la sua farmacia, nonché di effettuare ricariche di cellulari e delle principali carte prepagate. Per lo meno, però, bollettini e ricariche non presentano rischi per la salute, come nel caso delle bevande alcoliche.

 

FORLI' TODAY

Mancate revisioni all'etilometro? Il paradosso: due agenti in tribunale per "abuso di potere"

Una situazione kafkiana, come purtroppo molte ne capitano, che ha visto come protagonisti due agenti della Polizia Stradale di Forlì

Redazione

02 maggio 2018 - Hanno utilizzato un etilometro che presentava tutte le caratteristiche per essere a norma con la revisione periodica in seguito ad un incidente stradale e si sono trovati a processo per “abuso di potere”. Una situazione kafkiana, come purtroppo molte ne capitano, che ha visto come protagonisti due agenti della Polizia Stradale di Forlì. Il caso viene reso noto dal sindacato di Polizia Sap, che se la prende contro le “storture” di un sistema dove a volte sono gli stessi tutori dell'ordine a fare le spese di malaburocrazia e leggi contorte. (*)

Spiega il vice segretario provinciale SAP Spartaco Ulrico Collinelli: “Questa storia è accaduta a due agenti della Polizia Stradale di Forlì: in una serata primaverile del 2015 i due agenti di pattuglia mentre percorrono la via Emilia si trovano di fronte a un incidente stradale, fortunatamente non grave. Procedono a tutti i rilievi del caso e accertano con l'apparecchio etilometrico in loro dotazione che la conducente di una delle due vetture coinvolte aveva un tasso alcolemico 4 volte superiore al consentito. La guida in stato di ebrezza, come è noto è un reato e come tale viene giudicato in tribunale. Dopo quasi due anni, gli agenti vengono chiamati a testimoniare e da quello che è un evento di routine si crea una strana anomalia. La difesa dell'automobilista inquisita, produce una perizia secondo la quale le revisioni periodiche annuali dell'etilometro usato per l'accertamento, non essendo state effettuate regolarmente ne inficiavano la precisione. Il giudice accoglie questo principio e assolve l'automobilista”. E detta così sembrerebbe uno delle tante situazioni in cui la mancanza di cura degli organi dello stesso Stato impediscono di fatto l'accertamento delle responsabilità penali.

Tuttavia la vicenda non finisce qui e la racconta Collinelli: “A questo punto gli agenti pur vedendo vanificato il proprio lavoro, del tutto incolpevolmente perché l'ultima revisione presente sull'apparecchio, secondo la normativa e secondo le loro disposizioni era regolare ed effettuata da meno di un anno prendevano atto dell'accaduto pensando forse ad una conclusione “fortunosa” della vicenda per l'imputata. Il “problema” avrebbe riguardato il loro ufficio preposto alla manutenzione degli apparecchi in dotazione, il suo Dirigente, il Ministero che emanava le disposizioni di omologazione e manutenzione, la ditta costruttrice dell'apparecchio, ma non certo i due agenti. Accade però che l'automobilista ingiustamente accusata, faccia un esposto in procura contro ignoti per il danno subito. Casualmente proprio dopo questo “piccolo” evento di provincia la Direzione centrale del servizio di Polizia Stradale emana una circolare in cui ribadisce che le modalità di revisione degli apparecchi finora adottate sono corrette. Verrebbe quasi da pensare che “il problema” abbia scalato tutta la scala di comando fino al vertice. Ma a questo punto chi pensate sia stato chiamato a rispondere del danno provocato all'automobilista? Il ministero? La direzione del servizio di Polizia Stradale? Il dirigente dell'ufficio? Ma no! Sono i due agenti che vengono chiamati a comparire davanti G.i.p. indagati per il reato di abuso di potere”.

Protestano dal Sap: “Sono i due agenti che devono assumere un avvocato anticipando qualche migliaia di euro (in attesa del rimborso che avverrà dopo l'assoluzione). Ovviamente i loro superiori responsabili anche della manutenzione degli apparecchi hanno pensato bene di non intromettersi e di non preoccuparsi minimamente di loro e della loro vicenda giudiziaria. Per fortuna, checchè se ne dica, esistono i sindacati e il SAP ha fornito loro tutta l'assistenza possibile fino all'udienza, nella quale il Giudice ha archiviato il procedimento riconoscendo corretto il comportamento dei due agenti non funzionalmente preposti ai controlli contestati, agli apparecchi”

 

(*) Nota: più che una situazione kafkiana, sembra una situazione tipicamente (e forse esclusivamente) italiana.

 

ALTRA CRONACA ALCOLICA

 

TRC

Ubriachi, fanno sesso davanti a una scuola

Ubriaco aggredisce carabiniere, arrestato

 

CESENA TODAY

Ubriaco e con un manganello in legno: doppia denuncia per un giovane

 

GONEWS

Ubriaco molesto e ladre al bar, pomeriggio impegnativo a Firenze



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