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vino, birra e alcolici

05/05/2018 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 4 maggio 2018 ( di redazione )

IMPORTANTE INTERVENTO DEL NEO DIRETTORE DEI SERVIZI DI ALCOLOGIA DELL’AZIENDA SANITARIA DEL TRENTINO.

https://www.pressreader.com/italy/corriere-del-trentino/20180504/281560881418727 Vino e birre, divieti sospesi: «Illogico» Azienda sanitaria, critico il responsabile del Servizio alcologia. «Va contro i nostri obiettivi» Corriere del Trentino 4 May 2018 Di Giannantonio «Un’eventuale deroga al consumo di alcol è politicamente legittima ma illogica rispetto agli obiettivi dell’azienda sanitaria».A spiegarlo è Luigino Pellegrini, responsabile del Servizio alcologia, commentando l’ipotesi vagliata dall’amministrazione comunale di Trento di sospendere parti della norma sulla detenzione e il consumo di alcol in città in occasione dell’ormai imminente adunata degli alpini. TRENTO «Un’eventuale deroga al consumo di alcol è politicamente legittima, ma da un punto di vista logico non è compatibile con gli obiettivi dell’Azienda sanitaria». Così Luigino Pellegrini, responsabile del Servizio alcologia dell’Apss, commenta l’ipotesi di Palazzo Thun di sospendere i divieti sull’alcol in occasione dell’Adunata degli alpini. Il consigliere comunale con delega speciale per l’organizzazione dell’Adunata, Massimo Ducati, ha infatti spiegato come sia in discussione la possibilità di sospendere alcune parti della norma sulla detenzione e sul consumo di bevande alcoliche nelle aree verdi ed in quelle attrezzate per bambini e sportive. «Non riesco a trovare la logica che potrebbe sorreggere una decisione di questo tipo. È vero che gli alpini sono molto responsabili e hanno una cultura del rispetto dell’ambiente che fa loro onore — riprende Pellegrini — Ma un’eventuale deroga non farebbe altro che sostenere la visione tradizionale dell’“alpino che beve il vino”.Su cui, tra l’altro, la maggiore spinta arriva dalle aziende di produzione di bevande alcoliche, come dimostrano le sponsorizzazioni dell’Adunata. La logica in questo caso è chiara: incentivare i consumi per aumentare il guadagno». Che l’Adunata sia un business per le attività commerciali è piuttosto palese. Saranno circa 600.000 le persone che arriveranno in Trentino la prossima settimana. I locali del centro storico si stanno organizzando già da alcuni giorni per non farsi trovare impreparati: rinforzi dell’organico, rifornimenti di bevande alcoliche e cibo triplicati rispetto alla norma (Corriere del Trentino del primo maggio). Ma per il responsabile del Servizio alcologia «il messaggio che deve essere lanciato è quello dell’Oms (organizzazione mondiale della salute): “Meno alcol è meglio”. Nessun approccio proibizionista, ma la salute richiama la responsabilità collettiva. La tutela della salute non è e non deve essere un interesse di parte: la salute è un bene comune. In direzione della sua tutela devono muoversi tutti. Mentre fanno esattamente l’opposto molti soggetti economici». «È importante tutelare i consumatori in modo più chiaro — sostiene il direttore — L’alcol etilico contenuto in tutte le bevande alcoliche è a tutti gli effetti una droga pesante ed è un cancerogeno di classe A, come ha mostrato l’Oms. Il Trentino non può sentirsi immune da questi problemi. La percentuale di consumatori trentini a maggior rischio è del 35%: la più alta in Italia». Nel frattempo continuano i preparativi per l’Adunata. Ieri mattina sono state numerosissime le richieste per le bandiere della Provincia. In circa quattro ore, sono state distribuite da Piazza Dante 1000 bandiere e nel corso della giornata circa 1500 sono state distribuite dal comitato organizzatore dell’Adunata.

L’IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE

http://www.askanews.it/cronaca/2018/04/28/papa-francesco-cultura-di-prevenzione-primo-passo-per-la-tutela-della-salute-top10_20180428_123000/ Papa Francesco: cultura di prevenzione primo passo per la tutela della salute "Necessario saper creare sinergie tra persone e istituzioni" Roma, 28 apr. (askanews) – Alle ore 11.30 di questa mattina, nell’Aula Paolo VI, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza i partecipanti alla IV Conferenza internazionale sulla Medicina Rigenerativa promossa dal Pontificio Consiglio della Cultura, in collaborazione con la Cura Foundation, STOQ e Stem for Life Foundation, che si svolge in Vaticano dal 26 al 28 aprile sul tema: “Unite To Cure A Global Health Care Initiative”. Ecco il discorso che il Papa ha rivolto ai presenti nel corso dell’incontro. ù “Cari amici, porgo a tutti voi un cordiale benvenuto. Ringrazio il Cardinale Ravasi per le parole che mi ha rivolto e per aver promosso questa iniziativa. Essa offre un ventaglio di temi che vanno ben oltre una riflessione teorica e indicano un itinerario da percorrere. Quando vedo rappresentanti di culture, società e religioni differenti unire le loro forze, intraprendendo un percorso comune di riflessione e di impegno a favore di chi soffre, mi rallegro perché la persona umana è punto d’incontro e ‘luogo’ di unità. Infatti, di fronte al problema della sofferenza umana è necessario saper creare sinergie tra persone e istituzioni, anche superando i pregiudizi, per coltivare la sollecitudine e lo sforzo di tutti in favore della persona malata. Ringrazio tutti coloro che in questo impegno del Pontificio Consiglio della Cultura e delle istituzioni con esso coinvolte – la Fondazione Vaticana Scienza e Fede-STOQ, CURA Foundation e la Fondazione Stem for Life – hanno voluto offrire il loro contributo. In modo speciale sono grato ai diversi Dicasteri della Santa Sede che hanno collaborato a questo progetto: la Segreteria di Stato – Sezione Rapporti con gli Stati, la Pontificia Accademia per la Vita, la Pontificia Accademia delle Scienze e la Segreteria per la Comunicazione”. “Il percorso di questa Conferenza – ha proseguito Papa Francesco – è sintetizzato in quattro verbi: prevenire, riparare, curare e preparare il futuro. Su questi vorrei brevemente soffermarmi. Siamo sempre più consapevoli del fatto che molti mali potrebbero essere evitati se ci fosse una maggiore attenzione allo stile di vita che assumiamo e alla cultura che promuoviamo. Prevenire significa avere uno sguardo lungimirante verso l’essere umano e l’ambiente in cui vive.Significa pensare a una cultura di equilibrio in cui tutti i fattori essenziali – educazione, attività fisica, dieta, tutela dell’ambiente, osservanza dei ‘codici di salute’ derivanti dalle pratiche religiose, diagnostica precoce e mirata, e altri ancora – possono aiutarci a vivere meglio e con meno rischi per la salute. Questo è particolarmente importante quando pensiamo ai bambini e ai giovani, che sono sempre più esposti ai rischi di malattie legate ai cambiamenti radicali della civiltà moderna. Basta riflettere sull’impatto che hanno sulla salute umana il fumo, l’alcol o le sostanze tossicherilasciate nell’aria, nell’acqua e nel suolo (cfr Lett. enc. Laudato si’, 20). Un’alta percentuale dei tumori e altri problemi di salute negli adulti può essere evitata attraverso misure preventive adottate durante l’infanzia. Questo, però, richiede un’azione globale e costante che non può essere delegata alle istituzioni sociali e governative, ma domanda l’impegno di ciascuno. Urge, perciò, la necessità di diffondere una maggiore sensibilità tra tutti per una cultura di prevenzione come primo passo verso la tutela della salute. Dobbiamo, inoltre, mettere in risalto con molta soddisfazione il grande sforzo della ricerca scientifica volta alla scoperta e alla diffusione di nuove cure, specialmente quando toccano il delicato problema delle malattie rare, autoimmuni, neurodegenerative e molte altre”.

IL LAVORO DELLE FORZE DELL’ORDINE

http://www.ildolomiti.it/cronaca/2018/droga-alcol-e-300-persone-piu-del-consentito-allinterno-chiuse-due-discoteche-in-alto Droga, alcol e 300 persone più del consentito all'interno: chiuse due discoteche in Alto Adige Il questore di Bolzano ha disposto la chiusura per 30 giorni del "Baila" e del "Juwel", Nel blitz di qualche settimana fa i carabinieri avevano trovato grandi quantitativi di sostanze stupefacenti e in un locale c'erano 849 persone quando il limite era fissato a 550. La replica dei gestori: "Viviamo in un mondo dove le persone oneste devono soffrire per poche pecore nere" Pubblicato il - 03 maggio 2018 - 12:45 BOLZANO. La procura di Bolzano ha disposto la chiusura di due discoteche per 30 giorni. Si tratta del “Baila” di San Michele di Appiano e il “Juwel” che si trova lungo la Strada del Vino, all'altezza dell’incrocio con la strada che conduce al passo Mendola. La procura ha deciso per questo provvedimento a seguito dell’ultimo intervento della compagnia dei carabinieri di Bolzano, che ha permesso di appurare "che presso il primo locale - spiegano dalla questura - vi era una fiorente attività di spaccio di sostanze stupefacenti documentata dall’ingente e variegato quantitativo di sostanze sequestrate, occultate in vari anfratti dell’arredamento all’interno del locale, nonché da un'ingente somma di denaro frutto dell’attività illecita di “spaccio” al dettaglio, abbandonata al momento del controllo". Si parla di 15 sigarette costruite artigianalmente frammiste a tabacco e sostanza stupefacente, 50.4 grammi di marijuana, 6.2 grammi di hashish, 35 grammi di cocaina, 22 pastiglie di ecstasy e 550 euro in contanti. E poi c'è la discoteca Juwel: qui i carabinieri hanno accertato che "vi era una attività di spaccio documentata dal rinvenimento e di sostanze stupefacenti nascoste (erano stati trovati 2 spinelli, 2.6 grammi di marijuana e 1.6 grammi di cocaina), nonché - spiegano sempre gli inquirenti - veniva accertato il superamento della capienza del numero delle persone presenti, che risultava essere di 849, nonostante il locale fosse agibile per un massimo di 550". Entrambi i locali sono frequentati in buona parte da minorenni e, per quella che la procura definisce "la frequenza dei reati che vengono commessi, in particolare in materia di stupefacenti, per la presenza di avventori, anche pregiudicati che, prevalentemente in stato di alterazione derivante dall’abuso di alcol o di altre sostanze, danno origine ad episodi di violenza o comunque di disturbo, costituiscono un pericolo effettivo per l’ordine pubblico, per la sicurezza, la salute e la tranquillità dei cittadini" si è deciso per la chiusura. L'ha disposta il questore di Bolzano, Giuseppe Racca: un urgente provvedimento cautelare di sospensione dell’autorizzazione a condurre l’esercizio pubblico in oggetto volto anche a sottrarre, temporaneamente, un punto di ritrovo agli abituali frequentatori al fine di evitare che si possano ripetere situazioni analoghe a quelle riscontrate e affinché la situazione, ancorché costantemente monitorata dalle forze dell’ordine, non sia suscettibile di ulteriore degenerazione. Nel blitz avvenuto, infatti, a cavallo del 24 e 25 marzo decine di carabinieri, con cani antidroga al seguito, erano entrati nei due locali, bloccando, per svariati minuti ingressi e uscite e, soprattutto, l’accesso ai bagni dove sono state rinvenute le più grandi quantità di stupefacenti. Molto critici erano stati i gestori dei due locali. Con un messaggio congiunto diffuso sui loro canali Facebook avevano commentato l'accaduto spiegando che i controlli vanno bene "ma il modo ci ha lasciato esterrefatti". Ecco il testo completo. Sia per noi gestori, che per voi questo sabato sera non si è svolto nel senso dell’intrattenimento come siamo abituati a viverlo assieme. Ci siamo meritati di goderci almeno questi pochi momenti di vita, quel poco tempo libero che ci è rimasto in questo mondo, sempre più stressante ed esasperato, ballando, ascoltando musica e parlando dell’accaduto in settimana. Sfortunatamente quest'oggi (riferito alla sera del 24 e 25 marzo ndr) non ci è stato possibile, per via di un controllo legittimo da parte delle forze dell’ordine. È comprensibile e più che giusto che vengano fatti controlli, ma il modo ci ha lasciato a dir poco a bocca aperta. Secondo noi il senso di questo controllo avrebbe raggiunto il suo obiettivo anche a fine serata. Senza rovinare il fine settimana a parecchie persone. vietare alla gente di andare al bagno, negare a una persona di uscire da un locale e impedendo a giovani ragazzi, fuori al freddo, di recuperare la propria giacca depositata all’interno del locale. Tutto questo per noi è poco comprensibile. Sempre più abbiamo la sensazione che viviamo in un mondo dove le persone oneste devono soffrire per poche pecore nere che non conoscono la parola rispetto. Siamo profondamente rammaricati riguardo all'accaduto e ci scusiamo di cuore. Vi auguriamo una Domenica serena Juwel und Baila Team

INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E PREVENZIONE

https://www.vvox.it/2018/05/04/venezia-test-antidroga-e-alcol-per-gondolieri/ Venezia, test antidroga per aspiranti gondolieri 4 maggio 2018 Corsi di toponomastica per non sbagliarne una con i turisti, lezioni di lingua inglese e spagnola e test anti droga. Queste, scrive il Corriere del Veneto a pagina 7, le novità del nuovo bando per aspiranti gondolieri pubblicato ieri dal Comune di Venezia. Per diventare bancali è necessario inviare una domanda entro il 13 maggio. Tra i requisiti, quelli più inaspriti riguardano le analisi antistupefacenti: il Comune infatti non si accontenterà più degli esami del sangue e delle urine, inefficaci per scoprire tracce di cocaina e altre droghe sintetiche, ma richiederà l’esame del capello e peli pubici. Marijuana e hashish infatti rimangono nel sangue per circa un mese mentre le droghe sintetiche ci mettono un paio di giorni per essere espulse dal sangue ma non dal cuoio capelluto dove le loro tracce rimangono nel capello per settimane. Tra gli esami clinici verrà chiesti anche il marker del fegato per capire se il candidato ha un problema di dipendenza dall’alcol. La stretta sui controlli era attesa dal 2013 anno in cui, dopo lo scontro tra una gondola e un vaporetto a Rialto, perse la vita Joachim Vogel, turista tedesco in vacanza con la famiglia. In seguito si scoprì che il gondoliere era positivo all’uso di cocaina e marijuana.

http://www.quicomo.it/cronaca/codacons-abuso-alcol-ragazzi-ubriachi-como.html Abuso di alcol tra minorenni | Il Codacons chiede al comune di Como più controlli e prevenzione L'associazione scende in campo dopo l'ennesimo caso di giovanissimi finiti in ospedale Redazione 02 maggio 2018 11:31 Contro l'abuso di alcol tra minorenni a Como scende in campo il Codacons. L'ultimo caso, in ordine di tempo, quello di due ragazzine di appena 15 anni finite in ospedale la sera del 1° maggio 2018 perchè si sono sentite male dopo aver bevuto troppo in viale Rosselli. "Ennesimo caso, se confermato, - scrive il Codacons in una nota ufficiale- di violenza tra giovanissimi in condizioni di ebbrezza che testimonia come sia necessaria una costante presenza della Forza Pubblica in luoghi dove si è soliti consumare bevande alcoliche. Nel 2016 si è stimato che i consumatori giornalieri di bevande alcoliche siano stati il 21,4% della popolazione di 11 anni e più, confermando il trend strutturale discendente degli ultimi dieci anni (22,2% nel 2015 e 29,5% nel 2006). Continua invece ad aumentare la quota di coloro che consumano alcol occasionalmente (dal 38,8% del 2006 al 43,3% del 2016) e che bevono alcolici fuori dai pasti (dal 26,1% al 29,2%). Il Codacons - prosegue la nota- per garantire la sicurezza sociale e la salute dei giovani, fa richiesta al Comune di Como, affinché sia fatta campagna di prevenzione nelle scuole, siano aumentati i controlli sulla vendita di alcol e sia sempre presente una pattuglia all'entrata e all'uscita di ogni locale notturno". E tra i provvedimenti il Codacons propone la "patente del bevitore": "L'abuso di alcol tra i giovani e i meno giovani - conclude la nota dell'associazione- rappresenta un problema gravissimo di cui spesso si parla ma che non vede significativi miglioramenti nel tempo. È necessario assumere provvedimenti forti come la "patente del bevitore" per limitare i casi di violenza e di guida in stato d'ebbrezza in nome della sicurezza dei cittadini, aumentare i controlli della vendita di alcol e fare prevenzione nelle scuole per formare i ragazzi".

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

http://www.lanuovasardegna.it/sassari/cronaca/2018/05/03/news/ubriaca-alla-guida-distrugge-4-auto-1.16789057 Sassari, ubriaca alla guida distrugge 4 auto La donna di 62 anni si è distratta e ha centrato tre macchine in sosta in via Marghinotti. È il terzo caso in due settimane   di Luca Fiori 03 maggio 2018 SASSARI. Quando gli agenti della polizia locale le hanno chiesto come avesse fatto a centrare in pieno una fila di auto in sosta ha provato a giustificarsi, spiegando ai vigili urbani - allibiti - di aver perso il controllo della sua vecchia Fiat Panda per “salvare” una pizza in bilico dentro un cartone poggiato sul sedile accanto a quello del guidatore. È stato il campanello d’allarme che ha convinto gli agenti in divisa ad effettuare il controllo con l’alcoltest. Lo scontrino stampato dalla macchina che misura il livello di alcolemia nel sangue ha fugato ogni dubbio: l’automobilista, una sassarese di 62 anni, aveva bevuto molto più del consentito. L’ennesimo incidente causato dall’eccessivo consumo di alcolsi è verificato la notte del primo maggio in via Marghinotti, nel quartiere di Monte Rosello. La 62ennne stava rientrando a casa dopo aver acquistato una margherita in una pizzeria d’asporto. Prima aveva sicuramente assunto delle bevande alcoliche, ma non ha avuto difficoltà ad ammetterlo agli agenti della polizia locale. «Non pensavo di aver esagerato» avrebbe riferito la donna, mentre i vigili le presentavano il conto dei danni. Poco dopo aver imboccato via Marghinotti in discesa, la 62enne ha perso completamente il controllo della Panda. La vecchia utilitaria è andata a schiantarsi contro una Peugeot 208 station wagon in sosta che a sua volta ha urtato una Fiat Punto che - sobbalzando - si è schiantata contro una Hyundai i-10. Uno “strike” che ha richiamato in strada decine di persone allarmate dal frastuono. La donna è rimasta lievemente contusa, ma prima dell’arrivo dell’ambulanza del 118 ha preferito allontanarsi e fare rientro a casa, rifiutando le cure dei medici. Prima ha dovuto però sottoporsi all’alcoltest e firmare il lungo verbale degli agenti della polizia locale. All’automobilista è stata naturalmente sequestrata la patente, ma la donna dovrà anche difendersi in tribunale dall’accusa di guida in stato d’ebbrezza. È il terzo caso in appena due settimane di donne trovate alla guida sulle strade della città sotto l’effetto di alcol o droghe. A metà aprile era finita nei guai una 32enne sorpresa al volante sotto l’effetto di cocaina. Qualche giorno fa una 51enne, risultata poi ubriaca, nel tentativo di uscire da un parcheggio in Corso Vittorio Emanuele era andata invece a schiantarsi violentemente con la sua Opel Agila contro una Clio in sosta.

CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

http://iltirreno.gelocal.it/pontedera/cronaca/2018/05/03/news/in-preda-all-alcol-aggredisce-suore-militari-e-soccorritori-1.16788171 In preda all’alcol aggredisce suore, militari e soccorritori 03 maggio 2018 PONTEDERA. La casa accoglienza per donne e madri in difficoltà, gestita dalle suore del Divino Amore, a La Rotta, è stata teatro di un’aggressione che è stata tutt’altro che facile da gestire, sia per le religiose che per i carabinieri chiamati per calmare una giovane donna insieme al personale dell’emergenza sanitaria. Il pomeriggio del primo maggio si è animato quando la ragazza, una ventenne originaria del Gabon, mentre era ubriacae aveva fatto uso di cannabinoidi, stando a quanto hanno spiegato i carabinieri, ha dato in escandescenze cercando di aggredire altre ragazze della struttura e le stesse suore che erano intervenute per cercare di farla ragionare. I momenti successivi sono stati piuttosto complicati perché la giovane ha preso un coltello, stando a quanto è stato spiegato dopo il suo arresto, e ha cominciato a minacciare chi cercava di avvicinarsi. La scena è proseguita anche all’arrivo dei carabinieri – è intervenuta una pattuglia della Radiomobile della compagnia di Pontedera – che per disarmarla sono rimasti coinvolti in una colluttazione. Due i militari che sono rimasti feriti e costretti a rivolgersi alle cure dei medici del pronto soccorso di Pontedera da dove sono stati dimessi con una prognosi di sette giorni ciascuno. Per la giovane è scattato l’arresto, anche se poi la donna è stata subito rimessa in libertà con la prospettiva e l’impegno da parte delle suore di trovarle un nuovo inserimento in un’altra struttura di accoglienza che segue donne in difficoltà. I carabinieri hanno spiegato che non è stata trovata una reale motivazione rispetto al comportamento della giovane che comunque ha problemi di carattere personale. La situazione potrebbe essersi aggravata, stando a quanto è stato spiegato, anche perché la ventenne aveva bevuto e non riusciva a ritrovare la calma necessaria.

http://www.genovatoday.it/cronaca/rivarolo-ferri-arresto.html Con un calcio entra in casa della ex e la aggredisce Momenti di paura per una donna a Rivarolo dopo che il suo ex compagno è riuscito a entrare in casa di lei, sfondando la porta. Il 38enne è stato arrestato Redazione 02 maggio 2018 11:35 Ancora un episodio di violenza ai danni di una donna. È successo ieri mattina in via Ferri a Rivarolo. La vittima ha visto il suo ex dallo spioncino davanti alla sua porta e, impaurita, ha chiamato il 112 restando in contatto con gli operatori raccontando loro i trascorsi travagliati della coppia. Poi la comunicazione si è interrotta bruscamente. I poliziotti della volante sono intervenuti immediatamente e già dalle scale hanno sentito forti colpi e urla provenire dall'appartamento. Hanno trovato la donna rannicchiata in un angolo che si copriva il volto e l'ex compagno che le gridava violentemente contro. Nella stanza, completamente a soqquadro, c'erano per terra il telefono che l'uomo le aveva strappato dalle mani, distruggendolo, e il ferro morto della porta scardinata con il calcio che gli aveva permesso di entrare nell'appartamento. L'uomo, altamente agitato, è stato allontanato dall'abitazione e portato in questura. Già in passato la donna aveva subito violente aggressioni da parte del compagno, soprattutto quando quest'ultimo era in preda ai fumi dell'alcol, e aveva dovuto ricorrere alle cure ospedaliere. Per questo motivo aveva deciso di lasciarlo. Per lui, 38enne ecuadoriano, pregiudicato, si sono aperte le porte del carcere di Marassi per violazione di domicilio aggravata. È stato inoltre denunciato per violenza privata, per danneggiamento e per porto abusivo di oggetti atti all'offesa in quanto aveva nello zaino un chiodo metallico di 15 centimetri, che, a suo dire, usava per difendersi. La donna è finita all'ospedale ed è stata dimessa con 5 giorni di prognosi per trauma alla testa.

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