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vino, birra e alcolici

06/05/2018 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 5 maggio 2018 ( di redazione )

LA REPUBBLICA

Studentessa milanese in gita scolastica fuma uno spinello e cade dalla finestra: due compagne denunciate

La diciassettenne, a Napoli con la classe, è precipitata dal primo piano dell'hotel rompendosi il bacino. I carabinieri hanno denunciato due coetanee per cessione di stupefacenti. Uno degli accompagnatori scolastici: "Qualcuno dei ragazzi ha comprato dell'erba per strada"

04 maggio 2018 - Tragedia sfiorata durante la gita scolastica organizzata a Napoli dalla scuola di odontotecnica dell'istituto Ipsia Vasco Mainardi di Corbetta (Milano). E' successo a fine aprile ma la notizia è filtrata soltanto oggi. Una ragazza di 17 anni, studentessa di terza, si è sentita male ed è precipitata dalla finestra al primo piano dell'hotel Diamond di piazza Guglielmo Pepe, zona Mercato, nel quale soggiornava insieme con la sua classe, fratturandosi il bacino.

Inizialmente ricoverata all'ospedale Cardarelli, la giovane è stata poi trasferita al Niguarda dove è stata sottoposta a un intervento chirurgico. Le sue condizioni sono in via di miglioramento, la prognosi è di 40 giorni. Secondo il racconto di alcuni compagni, la ragazza aveva bevuto e fumato uno spinello e in stato confusionale si sarebbe sporta dalla finestra perdendo l'equilibrio ed è precipitata atterrando di schiena, fortunatamente il volo è stato di cinque metri. Sempre secondo la ricostruzione fatta dagli amici, avrebbe scambiato la finestra con la porta.

"Hanno fatto una stupidata", ha commentato Maurizio Salvati, collaboratore del dirigente scolastico dell'istituto. "Qualcuno dei ragazzi ha comprato dell'erba per strada, durante la gita a Napoli, e l'ultima sera prima del ritorno a Milano se la sono fumata in compagnia, hanno fatto branco. La 17enne si è sentita male e ha aperto la finestra per prendere aria, ha perso l'equilibrio ed è caduta giù".

"Voglio precisare - ha aggiunto - che la ragazza è una studentessa modello, che sono tutti bravi ragazzi e che gli accompagnatori sono tre docenti esperti che avevano fatto un controllo nelle stanze proprio poco prima dell'accaduto. I carabinieri di Napoli hanno sentito i ragazzi e poi hanno dato loro il permesso di tornare a casa a Milano". A seguito delle testimonianze raccolte, i carabinieri hanno denunciato due coetanee della vittima per cessione di stupefacenti e lesioni in conseguenza di altro reato. (*)

 

(*) Nota: le gite scolastiche hanno ormai un grado di rischio superiore a quello di molti sport estremi. La ragazza aveva fumato e bevuto, ci sono state quindi due "cessioni di stupefacenti". Chissà se indagheranno anche per la seconda?

 

ORIZZONTE SCUOLA

Uso alcool e droga, soprattutto durante i viaggi di istruzione. Diffusa la pratica del “balconing”

4 maggio 2018 - redazione

Skuola.net ha effettuato un’indagine relativa all’uso di droghe e alcool da parte degli studenti.

Dall’indagine è emerso che uno studente su 10 fa uso di droghe, principalmente leggere, nel corso dei viaggi di istruzione.

Anche riguardo all’uso di alcool, tra i sedicenni, il 10% afferma di averne fatto uso durante le gite; 1 su 3 con l’aumento dell’età. Ne parla anche l’Ansa.

Molto diffusa, indipendentemente dall’età, è la pratica del “balconing”, cioè il passaggio da una camera all’altra dall’esterno, al fine di non farsi vedere dai docenti. Lo ha fatto il 20% degli interpellati.

Due studenti su cinque, infine, affermano di essere usciti dall’albergo senza i docenti.

 

IL SECOLO XIX

IN GERMANIA 04 maggio 2018

«La birra costa troppo poco», allarme dei centri di lotta contro l’alcolismo

Walter Rauhe

Berlino - La birra costa troppo poco. Almeno in Germania dove ogni cittadino ne beve in media 106 litri all’anno per un consumo complessivo di 93,5 milioni di ettolitri. Al discount una bottiglia da mezzo litro di Pils, Weizen o Hell - i tipi di birra più diffusi nel Paese - la si può acquistare già a partire da 39 centesimi. Nelle birrerie di quartiere i prezzi per il boccale da 0,5 l variano da uno a tre euro, tanto quanto costa un bicchiere di aranciata. Troppo poco, denunciano ora gli esperti di diversi istituti per la lotta contro l’alcolismo che insieme alle casse malati e al Ministero della salute a Berlino hanno proposto una misura molto drastica: quella di introdurre un prezzo minimo per le bevande alcoliche. Gli esperti tedeschi guardano con invidia alla Scozia, il primo paese al mondo ad aver introdotto dal primo maggio di quest’anno un prezzo minimo per l’alcol puro di 57 Cent per 10 millilitri.

Raphael Gassmann, presidente del Centro di ricerche tedesco sulla dipendenza dalle droghe, sostiene che uno degli strumenti più adatti a contenere il crescente numero degli alcolizzati e delle morti derivate da un uso eccessivo di bevande alcoliche, sia appunto quello del loro prezzo. «La birra, ma anche il vino, le grappe e le bevande alcoliche in generale, rappresentano oggi le droghe più economiche e alla portata di tutti», dichiara l’esperto tedesco. Ogni anno solo in Germania sono ben 20mila le persone che muoiono a causa dell’alcol. Il numero delle persone che risultano ufficialmente dipendenti dall’alcol (e che bevono ad esempio due litri di birra al giorno) sono un milione e 700mila. «Volendo ci si può sbronzare con meno di 2 euro al giorno», sostiene Kai Kolpatzik della Cassa malati pubblica AOK.

«I prezzi stracciati delle birre e nel frattempo anche di molti vini, non solo lasciano dedurre le pessime qualità dei prodotti e dei loro ingredienti, ma inducono sempre più persone ad un consumo spropositato di queste bevande». Secondo una nuova ricerca internazionale condotta in 19 Paesi del mondo, il numero degli alcolizzati dipende in ampia misura dal prezzo medio degli alcolici. Meno questi costano e più alto è il numero delle persone dipendenti. Secondo la ricerca inoltre chi consuma oltre due litri di birra o un litro di vino alla settimana, corre già il rischio di subire alla lunga disturbi fisici. Se si considera che un tradizionale boccale di birra in Baviera contiene da solo già un litro, può immaginarsi come l’appello degli esperti non verrà ascoltato volentieri dagli appassionati della bionda e dell’Oktoberfest. Alla leggendaria festa della birra di Monaco di Baviera il boccale (Maß) da un litro costa pur sempre la bellezza di un quasi 11 euro e nelle tre settimane del festival ne vengono venduti ugualmente sei milioni!

 

LA STAMPA

Dopo l’alcol, stretta sui dehors, chi fa troppo rumore sarà chiuso

Pizzerie e vinerie potranno vendere una sola bevanda per alimento. E intanto Il Comune studia nuovi provvedimenti sulla movida

I dehors a Torino sono oltre 2 mila, molti irregolari

Pubblicato il 05/05/2018

FABRIZIO ASSANDRI ANDREA ROSSI

Nemmeno il tempo di digerire le nuove regole sulla vendita di alcol da asporto nei quartieri della movida (che poi sono le stesse dello scorso anno, solo che entrano nel regolamento di polizia urbana e diventano permanenti) e un nuovo provvedimento sta per piombare sui gestori dei locali notturni. Il Comune, che da mesi sta rivedendo il regolamento per gli oltre 2 mila dehors presenti in città, vorrebbe inserire una clausola per disciplinare quelli dei locali notturni nelle zone ad alto tasso di movida: una sorta di “patente a punti” legata al caos prodotto dai clienti. «Se il dehors è “rumoroso”, dopo un certo numero di sanzioni perché non rispetta la quiete pubblica, l’idea è non rinnovare la concessione, obbligandolo così a toglierlo», spiega l’assessore al Commercio Alberto Sacco. (*)

NORME DI VENT’ANNI FA

La patente a punti sarebbe una versione riveduta e corretta del tentativo introdotto nel 2012 dalla giunta Fassino: ai locali della movida veniva assegnato un bonus via via eroso a ogni infrazione (schiamazzi, mancato rispetto degli orari di chiusura e somministrazione, mancata pulizia) fino a determinarne la chiusura temporanea. L’esperimento, poi accantonato, viene ora riproposto seppur circoscritto ai soli dehors che comunque per i locali rappresentano una fonte quasi insostituibile di guadagno. «Stiamo valutando di inserire come requisito per poter mantenere il dehors il fatto che non crei problemi di ordine pubblico», conferma Sacco, che ne ha parlato durante un incontro con le associazioni degli esercenti, incontrando - come prevedibile - diverse resistenze.

L’intento del Comune è responsabilizzare i gestori dei locali: se rischiano di perdere l’autorizzazione a installare il dehors staranno molto attenti a evitare che i loro clienti esagerino con gli schiamazzi. E saranno costretti a dotarsi di steward incaricati di tenere a bada, ed eventualmente cacciare, chi fa troppo rumore.

PIZZERIE E VINERIE

È chiaro che il nuovo impianto di regole studiato dall’amministrazione Cinquestelle reggerà solo se sostenuto da una robusta dose di controlli. Se ne dovranno fare carico i vigili, che saranno determinanti per far funzionare il nuovo regolamento sul divieto di vendita di alcol da asporto. La mediazione del Comune con gli esercenti ha partorito regole un po’ meno stringenti su chi somministra alimenti e bevande, sulle attività artigianali (pizzerie, piadinerie, vinerie) e su chi consegna cibo a domicilio: potranno vendere alcol fino alle 23 purché abbinato a cibi e con un rapporto di “uno ad uno” (una bevanda per alimento). Non solo, ma l’alcol andrà inserito in contenitori «appositamente confezionati» (così recita il regolamento) e il loro «corrispettivo deve essere chiaramente indicato nella documentazione fiscale». Insomma, alcolici sigillati e indicati a parte sugli scontrini. L’intento è chiaro: evitare che qualcuno aggiri le regole e diventi un surrogato dei minimarket. Sacco lo dice chiaramente: «Abbiamo voluto un regolamento flessibile, che tutela chi lavora nel rispetto delle norme ma sanziona le situazioni critiche: se una vineria si trasforma in un rifornitore per chi poi va ai giardinetti ad ubriacarsi, interverremo subito; se la pizzeria vende dieci birre per ogni fetta, qualcosa non va».

 

(*) Nota: la patente a punti ha funzionato nella prevenzione degli incidenti; dovrebbe funzionare anche la licenza a punti per ridurre i disagi della movida.

 

LEGGO

Salerno, neonato negato dal tribunale: madre lo porta via dall'ospedale. Era ubriaca al momento del parto

Sabato 5 Maggio 2018 - Sono in corso a Salerno le ricerche di una donna, probabilmente di origine polacca, che nella serata di ieri ha prelevato e portato via con sé il figlio di circa un mese dall'ospedale Ruggi di Aragona di Salerno. Il piccolo non le era stato ancora affidato per disposizione del tribunale. La donna - come ogni giorno - si recava in ospedale per la consueta poppata. Dalle immagini riprese dalle telecamere, la si vede allontanarsi a piedi in compagnia di un uomo con un porta enfant in direzione della metropolitana.

Il piccolo era ricoverato nel reparto di Neonatologia - Terapia Intensiva Neonatale da dove è stato prelevato dalla madre intorno alle 21 di ieri. Immediato è scattato l'allarme da parte dei sanitari che hanno allertato le forze dell'ordine. Una situazione difficile e già monitorata quella della donna. La signora, infatti, ha altri due figli avuti da compagni diversi, uno dato in affido a una famiglia e l'altra - una bimba di sei anni - che vive con il fratello a Salerno. Come ogni giorno la donna si era recata in ospedale per allattare il piccolo quando, approfittando del momento della poppata in reparto, si è allontanata col bambino senza dare all'occhio.

Per gli investigatori si tratta di un piano studiato a tavolino. La donna, per non attirare sospetti, non aveva portato il porta enfant che le è stato fornito dopo da un uomo che l'attendeva all'esterno della struttura, e con il quale si è allontanata in direzione metropolitana. Dalla nottata di ieri le forze dell'ordine stanno monitorando i familiari residenti in zona - e soprattutto l'altra figlia - per capire se siano già fuggiti o se stiano ancora sul territorio salernitano. Serrate le ricerche, attivate grazie all'allarme delle infermiere le quali, scoperta l'assenza del bambino, subito hanno allertato la sorveglianza interna. Il piccolo - assicurano i medici della Neonatologia - è in buone condizioni di salute. La Direzione Strategica dell'ospedale segue l'evolversi della vicenda in stretto contatto con le forze dell'ordine.

È una polacca di 33 anni residente a Giffoni Valle Piana, la donna che nella serata di ieri, eludendo la sorveglianza interna, ha prelevato il proprio bambino di circa un mese dall'ospedale Ruggi d'Aragona di Salerno facendo poi perdere le tracce. La donna, al momento del parto avvenuto il 28 marzo scorso, è apparsa subito in un evidente stato di ebbrezza alcolica che ha fatto scattare la segnalazione al Tribunale dei Minorenni di Salerno già a conoscenza, peraltro, della delicata situazione della donna, che ha altri due figli non affidati a lei. Di qui la disposizione del tribunale che le consentiva solo di allattare il figlio in ospedale ma non di portarlo a casa. «Non vi era stato alcun segnale che potesse far ipotizzare questo epilogo» dice il direttore Generale del San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno, Giuseppe Longo.

 

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