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vino, birra e alcolici

11/05/2018 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 11 maggio 2018 ( di redazione )

 

DROGHE.ADUC.IT

MONDO - Alcool e tabacco piu' minacciosi di droghe illegali

11 maggio 2018 - Tra tutte le sostanze che creano dipendenza, alcol e tabacco rappresentano piu' di tutte una minaccia per il benessere degli esseri umani. Un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Addiction, ha mostrato che nel 2015 l'uso di alcol e tabacco e' costato alla popolazione umana piu' di un quarto di un miliardo di anni di vita con disabilita', ovvero 250 milioni di anni di vita a fronte delle decine di milioni di anni costate a cause di altre droghe illegali. Il piu' grande onere per la sanita', quindi, deriva dall'uso del fumo di tabacco: si stima che 1 adulto su 7 (15,2 per cento) fuma tabacco. Anche l'alcol gioca un ruolo cruciale: si stima che 1 adulto su 5 di aver consumati alcolici pesanti almeno in un'occasione nell'ultimo mese. Rispetto al resto del mondo, l'Europa Centrale, Orientale e Occidentale hanno registrato un consumo pro capite costantemente piu' alto (11,61, 11,98 e 11,09 litri rispettivamente) e una percentuale piu' alta di consumo pesante tra i bevitori (50,5 per cento, 48,2 per cento e 40,2 per cento, rispettivamente). Le stesse regioni europee hanno anche registrato la piu' alta prevalenza di tabagismo (Europa Orientale 24,2 per cento, Europa Centrale 23,7 per cento e Europa Occidentale 20,9 per cento). Al contrario, l'uso di droghe illegali e' risultato molto meno comune. Si stima che meno di una persona su 20 ha utilizzato la cannabis nell'ultimo anno e si sono osservate stime molto piu' basse per anfetamina, oppioidi e cocaina.

 

BLOGLIVE

Irlanda, questione alcolismo: interviene la Commissione Ue

Una serie di elementi della legislazione proposta dal governo per affrontare il problema dell’alcol in Irlanda sono stati criticati dalla Commissione europea per aver violato potenzialmente il diritto imposto dall’UE.

Da Redazione - Mag 10, 2018La commissione ha contestato l’aggiunta di avvertenze relative alla salute ai prodotti alcolici e alle restrizioni sulla pubblicità. La commissione infatti deve essere avvisata in caso di modifiche significative che potrebbero influire sulla concorrenza. Il ministro della Salute Simon Harris ha accettato gli emendamenti di opposizione al disegno di legge che richiedono avvertenze sul cancro da apporre direttamente sulle etichette. Ha inoltre convenuto che le avvertenze sanitarie dovrebbero occupare un terzo dell’etichetta sui prodotti alcolici.

La commissione afferma che la dimensione proposta sulle avvertenze sanitarie è “sproporzionata”, asserendo di essere “molto preoccupata per l’impatto che questo requisito avrebbe sull’esportazione di bevande in Irlanda”. Inoltre ha affermato che le autorità irlandesi non hanno fornito un’adeguata giustificazione per l’entità di tali avvertimenti e l’obiettivo della legislazione potrebbe essere raggiunto con avvertimenti minori. (*)

La commissione solleva inoltre preoccupazioni sul fatto che le restrizioni alla pubblicità potrebbero significare che le pubblicazioni per il mercato europeo dovrebbero essere specificamente adattate per l’Irlanda. Sulla questione delle restrizioni della pubblicità televisiva, la Commissione chiede al Governo che queste si applichino solo alle emittenti “sotto la giurisdizione irlandese”.

All’inizio di quest’anno, Taoiseach Leo Varadkar ha dichiarato che il governo non accetterà ulteriori modifiche alla legislazione controversa.

Il Public Health Alcohol Bill ha impiegato due anni per passare attraverso il Seanad dopo intense attività di lobbying su ciascuna delle quattro principali disposizioni: l’introduzione di un prezzo unitario minimo; segregazione strutturale dell’alcool da altri prodotti nei supermercati e nei punti vendita al dettaglio; requisiti di etichettatura dettagliati tra cui avvertenze sanitarie, contenuto calorico e alcolico; restrizioni su pubblicità e promozioni.

Le ultime osservazioni dicono: “La commissione esprime forti preoccupazioni sulla proporzionalità del requisito secondo cui almeno un terzo del materiale stampato sarà consegnato ad avvertenze sanitarie basate su prove. La Commissione inoltre ritiene che le dimensioni degli avvertimenti siano sproporzionate rispetto allo scopo perseguito, ossia la protezione della salute pubblica, in circostanze in cui le autorità irlandesi non hanno fornito alcuna giustificazione a sostegno dell’obbligo di assegnare una così grande parte dell’etichetta agli avvertimenti relativi alla salute”.

Prende comunque atto della clausola della legislazione secondo la quale la pubblicità deve includere “un avvertimento che ha lo scopo di informare il pubblico sul legame diretto tra alcol e tumori mortali”.

“La commissione ritiene che un approccio più mirato alle restrizioni sulla pubblicità potrebbe essere maggiormente appropriato. Il divieto proposto significherebbe che ad esempio una rivista distribuita in tutta Europa che contenga solo una pagina di pubblicità su un prodotto alcolico avrebbe bisogno di essere ristampata prima di essere legalmente commercializzata in Irlanda”.

 

(*) Nota: sono anni che si dibatte su come mettere in etichetta degli alcolici le avvertenze sulla salute, e la UE che non ha ancora saputo garantire un sacrosanto diritto di informazione. Ora vengono criticate le dimensioni delle avvertenze, ritenute "sproporzionate". Si potrebbe stabilire che le proporzioni siano in relazione alla mortalità causata e alla gravità delle patologie. Per evidenziarle ci vorrebbe un manifesto, non un etichetta!

 

OSSERVATORIOFOURCITIES

ABITUDINE E MODE : BINGE DRINKING E IL MIX DI ALCOLICI

Alcol alcolismo10-05-2018

L’abitudine al consumo tende ad avvenire fuori dai pasti, accompagnandolo a modalità nocive quali, ad esempio, le quantità inadeguate e la concentrazione in una singola occasione. L’aumento considerevole di giovani che consumano vino, birra e amari si riscontra soprattutto nella fascia di età che va dai 14 ai 17 anni con un incremento costante specie da parte delle teenager. La cultura del bere attualmente diffusa tra i giovani segue sempre più frequentemente standard orientati verso modelli che rifuggono le modalità mediterranee a cui le generazioni precedenti erano tradizionalmente conformate e che privilegiavano il consumo del vino ai pasti quale parte integrante dei pasti (e dell’alimentazione) quali l’ abuso concentrato in singole occasioni ed il binge-drinking. Gli specialisti del settore sono ancora lontani dal dare una definizione univoca di Binge Drinking, dato che in passato quest’ espressione andava ad indicare un periodo di due o più giorni in cui il soggetto beveva ripetutamente fino all’intossicazione, senza dedicarsi alle attività e ai doveri quotidiani. Ai nostri giorni, il lasso di tempo di riferimento è ben più ristretto e si discute sulla quantità di alcool da ingerire in una volta per classificare il disturbo: comunemente, questo limite è fissato a cinque drink per gli uomini e 4 per le donne. Inoltre, come puntualizza la British Medical Association, attualmente il Binge Drinking è associato al bere con il preciso proposito di ubriacarsi e di solito si verifica in contesti di socialità, piuttosto che quando si è soli. . È una “moda” di giovani e giovanissimi che lo fanno una sera, magari nel week-end quando dai genitori hanno avuto il permesso di far tardi, per poi non toccare un dito di alcol magari per un’intera settimana. Questo li fa sentire tranquilli, al riparo dai rischi dell’alcol e dalla possibilità di divenire alcolisti, ma paradossalmente questi sono proprio i giovani che rischiano di più perché binge drinking in pratica significa ubriacatura-astinenza-ubriacatura-astinenza, a ripetizione, un comportamento che ha effetti sul cervello molto più devastanti del semplice bere. I ricercatori hanno dimostrato che il binge drinking è legato a stati depressivi e a basse performance cognitive studiando 100 giovani, 50 maschi, 50 femmine, tra i 18 ed i 30 anni. Tutto il campione, che doveva descrivere il proprio comportamento relativamente al consumo di alcol, è stato studiato sia dal punto di vista emotivo che con test cognitivi di vario tipo. È emerso chiaramente che a dare i peggior risultati in termini di umore e performance cognitive erano i giovani soliti al binge drinking, soprattutto le ragazze. Secondo i ricercatori peserebbe molto l’astinenza cui è sottoposto ad intermittenza il cervello di chi pratica il binge drinking. Questi giovani rischiano grosso, hanno concluso gli esperti, perché sono totalmente ignari di cosa comporti il loro atteggiamento rispetto al bere; non ne percepiscono i rischi che, dunque, vanno ben oltre quello già di per sé gravissimo di sprofondare . Le evidenze dimostrano che bere alcolici (birra e superalcolici) fuori pasto è la modalità caratterizzante per le giovani generazioni e inaspettatamente elevata anche tra i quattordicenni. A ciò si aggiunga che si trova sempre più spesso l’abitudine da parte dei giovani (nei luoghi deputati socialmente al divertimento (discoteche, pub, locali) ad assumere alcol con farmaci o droghe. Bere alcol associato all'uso di tranquillanti, di stimolanti, come l'anfetamina o la cocaina, di antistaminici, di antidolorifici o di oppiacei, come l'eroina o la morfina è prassi molto diffusa tra i giovani in quanto la loro combinazione potenzia gli effetti di entrambe le sostanze. Questo incide notevolmente sull'efficienza psico-fisica di una persona e l'effetto ottenuto può essere talmente amplificato al punto di non essere né prevedibile né quantificabile

Giovani e metabolizzazione alcol Nei ragazzi la quantità di alcol metabolizzato nello stomaco è 4 volte inferiore a quella dell'uomo, perciò l'etanolo immesso nel circolo ematico è nettamente superiore Nell’organismo dei giovani ( al di sotto dei 16 anni) è infatti assente l’alcoldeidrogenasi, un enzima deputato alla metabolizzazione - cioè alla demolizione - dell’alcol ingerito che invece è presente nell’organismo maschile e questo rende più vulnerabile l’adolescente ai danni ed alle conseguenze provocati dall’abuso di alcol.

Per quanto riguarda l’eliminazione il corpo impiega un tempo compreso tra 1 e 4 ore per smaltirne 1 unità e per liberarsi dei suoi effetti tossici. E' quindi difficile la ripresa dopo una bevuta eccessiva, perciò quel senso di malessere e di confusione che l'accompagnano perdurano per un tempo tanto più lungo quanto più grande è la quantità di alcol ingerita. Il problema aumenta, come visto, nelle persone più giovani, ma anche nelle donne, più piccole e più magre.

Statistiche Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel 1999 un decesso su quattro, nei giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni che vivono nella Regione Europea, è causato dal consumo di alcol: nello stesso anno circa 55 000 giovani sono morti a causa degli effetti legati al consumo di sostanze alcoliche. Un’indagine dell’Istituto Superiore di Sanità ha evidenziato che i giovani di 14-19 anni non appaiono particolarmente consapevoli dei rischi connessi alla guida in stato di ebbrezza o comunque della necessità di evitare il consumo di bevande alcoliche prima di porsi alla guida (il 40 % dichiara di essere inconsapevole, solo il 33 % afferma di ritenere che “dipende dalla quantità”). Un’altra indagine dell’Istituto Superiore di Sanità-OSSFAD ha registrato che in soli 3 anni (1998-2001) è considerevolmente aumentato il numero di giovani tra 14 e i 17 anni che consumano vino, birra e amari ed il numero di coloro che usano farlo fuori pasto.

 

ALTARIMINI

Severi controlli contro vendita di alcool a minori: 'giovani si ubriacano così prima di entrare in discoteca'

11 Maggio 2018 - “Vogliamo ringraziare pubblicamente la polizia municipale e l’amministrazione comunale per il grande lavoro che stanno facendo per contrastare una forma odiosa di mercato quale è la vendita di alcol ai minori e in orari non leciti – dice il presidente di Confcommercio della provincia di Rimini, Gianni Indino -. Un mercato da smantellare, perché non è pensabile consentire di farla franca a persone senza scrupoli che vogliono lucrare sulle spalle dei giovani. Mi auguro che i controlli in questo senso si intensifichino e che venga usato il pugno duro con sanzioni pesanti che non lascino spazio a patteggiamenti e sconti. I recidivi vanno puniti con chiusure sempre più prolungate, anche di un mese, in modo che tutti comprendano che questi comportamenti non restano impuniti e che tutti devono rispettare le leggi.

Inutile e dannoso additare bar, pub e discoteche come luoghi in cui i ragazzi si ubriacano: purtroppo reperiscono grandi quantità di alcolici a prezzi bassissimi ben prima di entrare nei locali, facendone scorta nei bagagliai delle auto; poi la mattina sentendosi male dichiarano di aver trascorso la serata in discoteca e i locali finiscono per prendersene le colpe. (*)

Al contrario, da parte dei locali c’è grande attenzione per impedire l’ingresso a persone già evidentemente alterate dall’alcol. Proprio di questo abbiamo discusso ieri (giovedì 10 maggio, ndr) in un incontro con il questore di Rimini, Maurizio Improta, con il comandante provinciale dei carabinieri, tenente colonnello Giuseppe Sportelli e con il comandante provinciale della guardia di finanza, colonnello Antonio Giuseppe Garaglio. Da parte dei vertici delle forze dell’ordine è arrivata un’ampia apertura alla possibilità di intervenire in tal senso segnalando loro le persone e vietando l’accesso al locale”.

 

(*) Nota: così come l'erba del vicino è sempre più verde, allo stesso modo gli alcolici venduti da altri sono sempre più dannosi.

 

IL FATTO QUOTIDIANO

“L’alcol? Lo regge meglio la razza bianca”. Ritirato opuscolo per le scuole di Treviglio: “Copiato dal manuale Iss” (*)

La frase era contenuta in un fascicoletto per la sicurezza stradale. Ad accorgersene sono stati dirigenti di una scuola media in provincia di Bergamo, che hanno segnalato la cosa al Comune. "Abbiamo bloccato tutta la distribuzione" ha assicurato il vicesindaco. Ma il problema rimane e le polemiche anche, perché gli opuscoli sono già arrivati in altre scuole d'Italia. E, fa sapere la società produttrice, "nessuno si è mai lamentato"

di Marion Didier - 11 maggio 2018

Alla fine l’opuscolo è stato bloccato prima ancora di arrivare sui banchi e tra le mani dei ragazzi. Ma le polemiche rimangono per quella frase, scritta a pagina 45 di un fascicoletto sulla sicurezza stradale destinato alle scuole medie: “Alcune razze sono costituzionalmente meno tolleranti all’alcol della razza bianca”. Siamo a Treviglio in provincia di Bergamo. Ad accorgersene sono stati dirigenti scolastici dell’istituto, durante la presentazione del libretto. Immediata la segnalazione al Comune, che ha ordinato lo stop. “Abbiamo sospeso tutta la distribuzione di questi opuscoli nelle scuole – ha detto la vicesindaca Pinuccia Prandina – abbiamo ridato tutte le 2mila copie alla società che si è occupata della produzione per poterle ristampare correttamente”. Insomma problema risolto? Non proprio: “Questi opuscoli sono stati già distribuiti in molte scuole nel bergamasco. Non voglio strumentalizzare la cosa, magari gli altri non se ne sono ancora accorti ma andrebbero comunque ritirati”

Dunque come è possibile che quelle parole siano finite, nel 2018, in un opuscolo distribuito in tutta Italia, e volto a sensibilizzare i ragazzi e a insegnare loro come ci si comporta sulla strada? Per capirlo bisogna risalire alla fonte originale, ossia l’Istituto superiore della sanità, l’organo tecnico-scientifico del Servizio sanitario nazionale, un riferimento per tutta Italia. La frase si trova a pagina 64 di un manuale sulla prevenzione degli in incidenti stradali del 2004 e ancora oggi disponibile online . “L’alcol – si legge nel capito dedicato all’alcolemia – viene diluito meno che nell’uomo per una minor presenza di acqua per kg di peso); l’età (è risaputo, per esempio, che l’alcol è poco tollerato fino ai 18 anni, per una fisiologica ridotta capacità del fegato di metabolizzarlo, inoltre l’apparato percettivo in giovane età risulta essere altamente sensibile agli effetti delle sostanze), l’etnia (alcune razze, per esempio i nativi americani, costituzionalmente sono meno tolleranti all’alcol della razza bianca), lo stato di salute psicofisica”.

E infatti è la stessa società produttrice dell’opuscolo, un’azienda di Bergamo, ad ammettere che la frase è stata presa in prestito dalle pagine del Ministero. “Abbiamo copiato direttamente dal documento dell’Iss – si difendono – non siamo razzisti, pubblichiamo solo articoli verificati e fino a ora non si era mai lamentato nessuno”. In realtà già l’anno scorso, prima del caso di Treviglio, nel Comune di Bergamo qualcuno aveva notato quelle parole e per questo ne aveva chiesto la sostituzione. “Non potevamo buttare via un’intera produzione per una riga, ma adesso dopo tutto il caos che è successo, saremo costretti a farlo. Anche se questa vicenda, secondo me, è una mera strumentalizzazione politica”

 

(*) Nota: nell'ultima relazione al Parlamento su alcol e problemi alcol correlati, anno 2017, non compaiono né la parola "razza" né la parola "etnia". In alcune popolazioni, cinesi, vietnamiti, molte persone hanno una minore o assente dotazione di enzimi acetaldeidedeidrogenasi, ma questo le rende forzatamente sobrie.

 

WIRED.IT

Alcol, in California gli scienziati studiano una pillola contro la sbornia

Per ora provato su topi, la pillola ha ridotto la concentrazione di alcol e di sostanze tossiche contenute al suo interno, proteggendo il fegato ed evitando l’avvelenamento. E l’animale si svegliava prima dal sonno indotto dalla sbornia

di Viola Rita

11 MAG, 2018

Ingegneri chimici e costruttori di biomolecole. Questo l’identikit dei ricercatori della University of California a Los Angeles (Ucla) che hanno messo a punto “un antidoto”, una pillola contro l’intossicazione alcolica e i postumi della sbornia. Per ora testato su topi, il composto messo a punto ha mostrato buoni risultati. Ha ridotto la concentrazione di alcol nel sangue e ha evitato complicanze gravi quali l’avvelenamento. Non bisogna dimenticare che l’intossicazione dovuta agli alcolici è fra i principali fattori di rischio di morte prematura nella fascia d’età che va dai 15 ai 49 anni. Così, questa pillola potrebbe portare grandi vantaggi per i pazienti intossicati e ridurre il numero di decessi. Il risultato dello studio è stato pubblicato su Advanced Materials.

“Per quanto questo progetto possa sembrare frivolo, ha delle implicazioni molto importanti”, ha spiegato Yunfeng Lu, professore di ingegneria chimica e biomolecolare alla Ucla in un

com/a-hangover-pill-tests-on-drunk-mice-show-promise-96188" target="_blank">articolo su The Conversation. In America dall’8 al 10% degli accessi in pronto soccorso sono dovuti ad intossicazioni acute da alcol e, al di là di episodi acuti che possono portare al decesso, l’abuso di alcol, oltre a essere una dipendenza, può aumentare il rischio di gravi malattie cardiovascolari o di tumore del fegato. Pertanto, gli autori dello studio cercavano un antidoto per limitare i danni nei casi di overdose di alcol.I ricercatori si sono ispirati ai naturali meccanismi fisiologici con cui il nostro organismo smaltisce e elimina l’alcol.

Esistono degli enzimi, presenti nel nostro corpo, in grado di convertire i componenti alcolici in molecole più semplici e meno dannose, che vengono poi espulse. Partendo da questo dato, gli scienziati hanno scelto tre enzimi chiave in questo processo e si sono impegnati nel mettere a punto un composto sicuro ed efficace da inviare al fegato. Per far sì che arrivasse intatto hanno scelto un particolare guscio contenitore, costituito da nanocapsule (capsule di dimensioni dei nanometri, milionesimi di millimetro), già approvato per l’uso dalla Food and drug administration (l’ente degli Stati Uniti che sovrintende al mercato farmaceutico e alimentare).Queste nanocapsule sono state iniettate nelle vene dei topi ubriachi. Passando attraverso il sistema circolatorio le pillole sono arrivate molto rapidamente al fegato, dove sono entrate nelle cellule e hanno messo in atto un meccanismo di digestione dell’alcol potenziato rispetto a quello naturale. In base ai risultati dal confronto coi topi che non avevano ricevuto alcun trattamento, la concentrazione di alcol nel sangue è stata ridotta del 45% in quattro ore. Mentre la concentrazione del composto acetaldeide, cancerogeno e altamente tossico per il fegato, è rimasta molto bassa nei topi trattati. Questa sostanza, presente negli alcolici, nelle ore successive alla bevuta è associata a mal di testa, vomito e rossore del viso. Gli animali che avevano ricevuto la pillola, inoltre, si svegliavano prima dal sonno associato alla sbornia (anche se bisogna considerare che nel caso dei topi l’ubriachezza induce prima l’addormentamento). Così, spiegano gli autori, l’antidoto ha protetto il fegato e ha evitato l’intossicazione grave associata ad avvelenamento e morte.I vantaggi apportati dalle nanocapsule non hanno comportato danni per il fegato. Ora i ricercatori stanno completando i test per verificare l’assenza di effetti collaterali dannosi. Una volta confermata la sicurezza e l’efficacia sull’animale, l’obiettivo è quello di testare la pillola in un trial clinico sull’essere umano. Sempre ricordando di bere responsabilmente e per questo non ci sono deroghe, mentre l’antidoto può servire per limitare il danno, quando l’intossicazione è già in atto.

 

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