» European Consumers membro del C.R.U.C. (Comitato Regionale Utenti e Consumatori), decreto n. T0421

European Consumers
CHI SIAMO | MISSION | INFO | LE ASSOCIAZIONI | LINK | FAQ  
AREE TEMATICHE
lunedý 21 maggio 2018 - 02:25
GOOGLE
vino, birra e alcolici

16/05/2018 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 16 maggio 2018 ( di redazione )

CORRIERE.IT Alcohol Prevention Day Italiani e alcol: ancora elevato il numero dei consumatori a rischio Sono quasi nove milioni i bevitori considerati in pericolo, 650 mila hanno un consumo dannoso o una dipendenza. Purtroppo du dieci alcoldipendenti solo un viene curato di Daniela Natali La (quasi) buona notizia: negli ultimi tre anni, il numero degli italiani che consumano alcol se non è diminuito, almeno è rimasto stabile e oscilla intorno ai 35 milioni: il che significa che circa il 65% degli italiani consuma bevande alcoliche. La cattiva notizia: di quei 35 milioni, 8,6 sono consumatori a rischio; di questi 1,7 milioni sono giovanissimi tra 11 e 25 anni – con un picco di bevitori tra i 16 e i 17 anni - e 2,7 milioni ultrasessantacinquenni. E su dieci alcoldipendenti solo un arriva all’osservazione del Servizi socio-sanitari. È questo lo scenario tracciato dai Istat e Osservatorio nazionale Alcol (Ona) dell’Iss, in occasione del 16 maggio, Giornata dedicata alla prevenzione del consumo di alcol. I giovanissimi e il binge drinking A preoccupare sono anche i modelli di consumo che si consolidano, di anno in anno tra i più giovani. Abbandonato quello a pasto, di tipo tradizionale e mediterraneo, diventa sempre più frequente quello fuori pasto e smodato, come dimostra la tendenza, al binge drinking, il bere per ubriacarsi, che in Italia causa ogni anno oltre 40.000 accessi al Pronto Soccorso per intossicazione I consumatori a rischio «nascosti» Non diminuiscono neanche i consumatori ad alto rischio, 650 mila (420 mila maschi pari al 23,2% e 230 mila femmine pari all’8,4%), che superano i 40 e 60 grammi rispettivamente di alcol (un drink, in media, contiene 12 grammi di alcol) e combinano l’eccedenza quotidiana all’abitudine al binge drinking. Consumatori che andrebbero precocemente identificati e sensibilizzati e che invece restano “nascosti’, costituendo parte di quel 90% di alcoldipendenti che non segue alcun trattamento, perché non richiesto, né offerto da un professionista della salute e che dovrebbe identificare l’individuo a rischio. Le conseguenze «L’86% delle malattie cronico-degenerative di cui soffrono gli italiani è causata da un comportamento a rischio, quindi da fattori modificabili, tra cui il consumo eccessivo di alcol — ricorda Walter Ricciardi, Presidente dell’Iss — un problema ancor più preoccupante se si pensa che colpisce anche i giovanissimi. È quindi necessario impegnarsi ancora di più in strategie di prevenzione e di riorganizzazione dei sistemi sanitari per la prevenzione delle patologie correlate all’alcol, tra l’atro con risparmio enorme in termini di costi per il Servizio Sanitario Nazionale». Prevenzione «mancata» per i ragazzi «Nonostante la prevenzione e la sensibilizzazione sul tema alcol — sottolinea Emanuele Scafato, direttore dell’Ona, Osservatorio Nazionale Alcol — i ragazzi restano un obiettivo negletto, tanto che l’alcol rappresenta in Italia la prima causa di morte e disabilità tra i giovani fino a 24 anni. Ma non la questione non riguarda solo gli under 25. A fronte della diminuzione registrata rispetto agli anni 2007-2011, dal 2012 il consumo a rischio non mostra l’attesa diminuzione rimanendo pressoché invariato. Va perciò ribadita l’urgenza di rinnovati sforzi di iniziative, coordinate, di prevenzione, comunicazione, informazione rivolte all’intera popolazione e di formazione per gli operatori sanitari». Che cosa ne pensano gli italiani L’Ona ha anche coordinato, per conto della Joint Action europea RARHA (Reducing Alchol Related Harm), un’indagine sui modelli di consumo negli Stati membri dell’Unione europea. L’ Italia, secondo la ricerca condotta su un campione di 1500 persone tra i 18 e i 65 anni, è risultata uno dei Paesi più sensibili al problema alcol e tra i più favorevoli a misure di controllo. Circa l’80% degli intervistati italiani è infatti «molto d’accordo» o «abbastanza d’accordo» sul fatto che le autorità pubbliche abbiano a responsabilità di proteggere le persone dai danni causati dall’alcol; quasi il 70% è favorevole a politiche di riduzione dell’offerta di alcol; il 95% è convinto che l’educazione e l’informazione sull’alcol siano le misure più importanti per ridurre i danni alcol-correlati; il 63% approva una politica di aumento dei prezzi ed è a favore del divieto di pubblicizzare bevande alcoliche.

WINENEWS Ammonta a 337 milioni di euro la dotazione per l’anno 2019 assegnata all’Ocm Vino. La Sicilia, con 55 milioni di euro, è la Regione che conta sul sostegno maggiore (poi Veneto e Toscana) Ammonta a 337 milioni di euro la dotazione finanziaria per l’anno 2019 assegnata all’Ocm Vino, ripartiti tra le diverse misure: 101,97 milioni andranno alla Promozione sui mercati dei Paesi esteri, 150 milioni (la parte più consistente) alla Ristrutturazione e riconversione dei vigneti, 5 milioni alla Vendemmia verde, 60 a sostegno degli Investimenti e 20 milioni alla Distillazione dei sottoprodotti della vinificazione. Ad annunciarlo è il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, dopo il via libera della Conferenza Stato-Regioni del 10 maggio, che rende effettivo anche l’aumento di 10 milioni di euro per la misura della Ristrutturazione e riconversione dei vigneti e di 15 milioni di euro per la misura degli Investimenti, a fronte dell’eliminazione della misura dell’assicurazione del raccolto e della riduzione della misura della Vendemmia verde. La Sicilia, con 55 milioni di euro, è la Regione che conta sul sostegno maggiore, seguita da Veneto (38 milioni) e Toscana (29,4 milioni). Ci sarà quindi una ripartizione diversa per 25 milioni di euro: 15 milioni secondo un criterio basato sull’allocazione storica (2014-2018) delle risorse finanziarie tra Regioni e Province autonome relative alle misure della Ristrutturazione e riconversione dei vigneti, della Promozione sui mercati dei Paesi esteri e degli Investimenti, i restanti 10 milioni secondo l’efficienza della spesa realizzata da ciascuna Regione, rilevata dalla differenza tra dotazione assegnata e spesa realizzata nelle ultime cinque campagne, rispetto alle misure, della Ristrutturazione e riconversione dei vigneti, della Promozione sui mercati dei Paesi esteri e degli Investimenti, misure considerate strategiche e trainanti per il Programma nazionale di sostegno. Le Regioni, di questi 337 milioni di euro, ne ripartiranno 286, con la Sicilia, nel complesso, a fare la parte del leone, con 55 milioni di euro (34 per la Ristrutturazione e riconversione dei vigneti e 11 per gli Investimenti), seguita dal Veneto con 38 milioni di euro (17 milioni per la Ristrutturazione e riconversione dei vigneti e 12,5 milioni per la Promozione nei Paesi terzi). Quindi la Toscana, a quota 29,4 milioni di euro (15,3 milioni per la Ristrutturazione e riconversione dei vigneti e 7,6 milioni per la Promozione nei Paesi terzi), la Puglia, con 28,4 milioni di euro (14,3 milioni per la Ristrutturazione e riconversione dei vigneti e 6,7 milioni per la Promozione nei Paesi terzi), e l’Emilia Romagna, a quota 27,5 milioni di euro (15,3 milioni per la Ristrutturazione e riconversione dei vigneti e 6,4 milioni per la Promozione nei Paesi terzi). E ancora, il Piemonte avrà a disposizione 21 milioni di euro (9,7 milioni per la Ristrutturazione e riconversione dei vigneti e 6,7 milioni per la Promozione nei Paesi terzi), l’Abruzzo 12,6 milioni di euro (6,7 milioni per la Ristrutturazione e riconversione dei vigneti e 2,8 milioni per la Promozione nei Paesi terzi) e la Lombardia 11,8 (5,9 milioni per la Ristrutturazione e riconversione dei vigneti e 3,4 milioni per la Promozione nei Paesi terzi). Seguono Friuli Venezia Giulia (9,8 milioni), Sardegna (8,8 milioni), Campania (8 milioni), Marche (7,8 milioni), Umbria (6,4 milioni), Lazio (6 milioni), Trento (4,3 milioni), Calabria (4,2 milioni), Bolzano (2,4 milioni), Molise (1,8 milioni), Basilicata (1,8 milioni), Liguria (441.000 euro) e Val d’Aosta (178.000 euro).

ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA’ – UFFICIO STAMPA COMUNICATO STAMPA N°10/2018 Alcol: stabile ma ancora elevato il numero dei consumatori a rischio – 8,6 milioni – anche minorenni e anziani; 650mila hanno un consumo “dannoso” o una dipendenza ma 9 alcoldipendenti su 10 non vengono intercettati e non giungono in carico ai servizi Indagine RARHA, il 70% degli italiani è favorevole a politiche più restrittive sull’alcol Ricciardi, “urgente rilanciare la prevenzione e educare agli stili di vita corretti, ne va della sostenibilità del sistema sanitario” Il numero degli italiani che consumano alcol rimane all’incirca stabile nel corso degli ultimi tre anni, oscillando intorno ai 35 milioni: in media, circa il 65% degli italiani consuma bevande alcoliche. Tra questi si contano 8,6 milioni di consumatori a rischio, di cui circa 1,7 milioni sono giovanissimi tra 11 e 25 anni – con un picco di bevitori tra i 16 e i 17 anni – e 2,7 milioni ultrasessantacinquenni. E’ in questi gruppi, in particolare, che si consolidano, di anno in anno, nuovi modelli di consumo che da tradizionale, mediterraneo, diventa sempre più fuori pasto, occasionale e/o eccedente sia su base quotidiana che su base ricorrente come dimostrato dalla tendenza, trainata dai giovani, al binge drinking, il bere per ubriacarsi, che in Italia conta oltre 40.000 accessi annuali al Pronto Soccorso per intossicazione. Non diminuiscono neanche i consumatori ad alto rischio, 650 mila (420 mila maschi pari al 23,2% e 230 mila femmine pari all’8,4%), definiti “dannosi”, in necessità di trattamento, che superano i 40 e 60 grammi rispettivamente di alcol (1 drink in media contiene 12 grammi di alcol) e combinano tale eccedenza quotidiana all’abitudine al binge drinking. Consumatori che andrebbero precocemente identificati e sensibilizzati e che invece restano ‘nascosti’, costituendo parte di quel 90% di alcoldipendenti che non fruisce di alcun trattamento, perché non richiesto dalla persona, né offerto da un professionista della salute che dovrebbe identificare l’individuo a rischio. E’ questo lo scenario epidemiologico tracciato, anche quest’anno anno, dai dati ISTAT e dall’analisi che ne fa l’Osservatorio Nazionale Alcol (ONA) dell’ISS, presentati oggi in occasione dell’Alcohol Prevention Day. “L’86% delle malattie cronico-degenerative di cui soffrono gli italiani è causata da un comportamento a rischio, quindi da fattori modificabili, tra cui il consumo eccessivo di alcol – afferma Walter Ricciardi, Presidente dell’ISS – un problema ancor più preoccupante se si pensa che colpisce anche i giovanissimi. E’ necessario impegnarsi ancora di più in strategie di prevenzione e riorganizzazione dei sistemi sanitari per la prevenzione delle patologie alcol correlate con un risparmio enorme in termini di costi anche per il Servizio Sanitario Nazionale, la prevenzione, conclude – ne garantisce la sostenibilità”. “Nonostante la prevenzione e la sensibilizzazione – dichiara Emanuele Scafato, direttore dell’ONA – i giovani restano ancora un obiettivo negletto della prevenzione vera e multidimensionale, tanto che l’alcol rappresenta in Italia ancora la prima causa di morte e disabilità tra i giovani fino a 24 anni. Ma non è questione che riguarda solo i giovani. L’analisi del trend mostra che, a fronte della diminuzione registrata rispetto agli anni 2007-2011, dal 2012 il consumo a rischio non mostra l’auspicata battuta d’arresto e attesa diminuzione rimanendo pressoché invariato sia per gli uomini che per le donne. Va perciò ribadita l’urgenza di rinnovati sforzi di iniziative coordinate di prevenzione, comunicazione, informazione rivolte all’intera popolazione e formazione per gli operatori sanitari”. L’ONA ha inoltre coordinato, per conto della Joint Action europea RARHA (Reducing Alchol Related Harm), finanziata nell’ambito del Secondo Programma di Azione Comunitaria in materia di salute, un’indagine sui modelli di consumo nei diversi Stati membri UE. In Italia, in particolare, su un campione di 1500 persone tra i 18 e i 65 anni, è emerso che: circa l’80% degli intervistati è molto d’accordo o abbastanza d’accordo sul fatto che le autorità pubbliche hanno la responsabilità di proteggere le persone dai danni causati dall’alcol; quasi il 70% degli intervistati è favorevole a politiche di riduzione dell’offerta di alcol nei luoghi dove vengono servite bevande alcoliche; il 95% degli intervistati è convinto che l’educazione e l’informazione sull’alcol dovrebbero essere le misure più importanti per ridurre i danni alcol-correlati; il 63% degli intervistati approva la politica dell’aumento dei prezzi; il 63% degli intervistati è a favore del divieto di pubblicizzare bevande alcoliche e il 71% ritiene che dovrebbe essere legalmente vietata la sponsorizzazione di atleti, delle squadre sportive o degli eventi sportivi da parte dell’industria dell’alcol. (*)

(*) Nota: per consultare il materiale dell’Alcohol Prevention Day 2018 potete cliccare sul seguente link: http://www.epicentro.iss.it/alcol/apd18.asp .

WINENEWS La Franciacorta si prepara all’“eno-tappa” del Giro d’Italia n. 101, il 23 maggio tra i filari. Una bottiglia ed una maglia celebrano la tappa n. 17, che attraverserà i Comuni della Franciacorta Il Giro d’Italia, dopo 10 tappe, entra nel vivo. In testa il britannico Simon Philip Yates, ma in tanti puntano sul fratello Simon, con qualche speranza per Domenico Pozzovivo, aspettando il riscatto, nelle tappe di montagna, di fuoriclasse come Thibaut Pinot e Tom Doumulin. L’attesa, nel frattempo, cresce anche e soprattutto tra i filari della Franciacorta, dove il 23 maggio si correrà l’“eno-tappa” del Giro n. 101, l’unica dedicata al vino, con partenza da Riva del Garda ed arrivo ad Iseo, passando attraverso i Comuni della Franciacorta, e che segue, andando a ritroso negli anni, la “Sagrantino Stage”, la “Chianti Classico Stage”, la Treviso-Valdobbiadene, la Barbaresco-Barolo e la tappa su sterrato tra i vigneti di Brunello a Montalcino. E con il Giro che, nelle prime tappe, ha già toccato i territori di Etna, Sannio e Verdicchio (con arrivo ad Osimo, oggi), e nelle prossime attraverserà anche Prosecco (arrivo a Nervesa della Battaglia, tra Conegliano e Valdobbiadene) e Trentodoc, nella crono Trento-Rovereto. Intanto, la Franciacorta si prepara per quello che sarà un vero e proprio evento, con un’etichetta dedicata alla storica tappa, ma anche, ovviamente, una maglia dedicata alla “Franciacorta Stage”, di un intenso colore blu, con un soggetto grafico “optical” che con le sue linee richiama i filari ed i vigneti del paesaggio della Franciacorta, firmata dalla stessa azienda produttrice della maglia Rosa, la Castelli.

YOUTUBE – Sanità Informazione Alcol, Scafato (ISS): “Prima causa morte e disabilità under 24” VIDEO - https://www.youtube.com/watch?v=9_zTO5zKqQQ&feature=share

LA REPUBBLICA Genova Malattie mentali e consumo di alcol, educazione civica nelle scuole di GIANNI TESTINO* Cara Repubblica, questa settimana celebriamo una delle rivoluzioni mediche più importanti dello secolo scorso: la Legge Basaglia. Questa legge ha garantito salute e diritti ai pazienti con patologie psichiatriche. Sappiamo tutti che le manifestazioni cliniche delle dipendenze si embricano con quelle psichiatriche, tuttavia troppo spesso la base di partenza terapeutica è stata quella psichiatrica. Inoltre, l’epidemiologia del settore è in rapida mutazione: i dati della letteratura scientifica accreditata rilevano come il 40-70% (a seconda delle casistiche) delle prime manifestazioni psicopatologiche sia da ricondurre all’uso di sostanze e/o alcol. Inoltre, tale uso può slatentizzare malattie mentali. (*) Le relazioni al Parlamento pubblicate dal Ministero della Salute ben evidenziano il costante incremento di giovani al di sotto dei 19 anni che consumano alcol, cannabis, stimolanti, allucinogeni, psicofarmaci non prescritti e nuove sostanze sintetiche o geneticamente modificate (in costante espansione). Spesso è presente il policonsumo. Il profilo farmacodinamico di molte sostanze è in grado di provocare la fenomenologia dei principali sintomi psicotici in modo del tutto sovrapponibile a quella presentata da soggetti psicotici privi di una storia di consumo di sostanze e alcol. Da queste considerazioni emerge come la medicina delle dipendenze raccoglie elementi della salute pubblica, della medicina interna, della farmacologia clinica, della tossicologia clinica, della neurologia e anche della psichiatria. Non dimentichiamo che alcuni settori della medicina interna e della chirurgia trovano in alcol e sostanze la causa principale di attività: per esempio patologie del fegato e cardiovascolari, trapianto di fegato e di cuore. Il disturbo da uso di sostanze non deve assolutamente essere classificato tout court con il disturbo mentale. Ciò può essere improprio e dannoso soprattutto per i giovani pazienti. L’American Board of Medicine Specialities ha superato tali problemi con la definizione della specializzazione Medicina delle Dipendenze. Come in tutte le rivoluzioni culturali le resistenze possono essere molte per ignoranza o per il mantenimento del potere. In realtà, lo studio nel primo caso o un passo indietro nel secondo caso possono garantire enormi benefici per i nostri malati e le loro famiglie. È evidente, quindi, come in questo settore la cooperazione di più specialisti sia necessaria, senza alcun tipo di prevaricazione. E sempre tutti insieme è necessario dedicare un po’ di tempo ai programmi di prevenzione nelle scuole con informazioni precise, scientificamente corrette, non moralistiche e non terroristiche. Se siamo credibili i giovani ci seguono! *presidente Nazionale Società italiana di alcologia

(*) Nota: l’accostamento tra questo articolo e il successivo non è casuale.

CORRIERE.IT Milano la perizia psichiatrica Sondrio, travolse passanti al mercatino di Natale: «Michele Bordoni è infermo di mente» Il 9 dicembre il 27enne ferì gravemente tre persone. Al momento dell’arresto, ubriaco e sotto l’effetto di droga, disse «Dovevo ucciderne di più». I periti concordi nel ritenerlo socialmente pericoloso, si tratta di decidere in quale struttura collocarlo di Redazione Milano online «Non era capace di intendere e di volere». Questo l’esito della perizia su Michele Bordoni, 27enne di Poggiridenti (Sondrio), che si pensava fosse un affiliato all’Isis, effettuata dal dottor Mario Lanfranconi di Lecco e discussa questa mattina in Tribunale a Sondrio. Sabato 9 dicembre Bordoni entrò in piazza Garibaldi nel cuore del capoluogo della Valtellina con l’auto lanciata a folle velocità tra le bancarelle dei mercatini natalizi, investendo e ferendo tre persone - di cui una donna residente in provincia di Bergamo in modo più grave - e ferendone anche una quarta nella fuga a piedi. Al momento dell'arresto, ubriaco e sotto l'effetto della droga, aveva affermato: «Ne dovevo uccidere di più». Durante l'interrogatorio di convalida del fermo, invece, il 27enne aveva cambiato versione: «Non volevo uccidere nessuno, ma compiere soltanto un atto dimostrativo. Sono un seguace dei Templari». Infermo di mente Il perito nominato dal giudice per le indagini preliminari, Carlo Camnasio, non ha avuto dubbi: il 27enne, al momento di quel drammatico episodio che gli è costato l’accusa di strage, era totalmente infermo di mente. Del resto, anche i periti di parte, nominati dai magistrati Stefano Latorre e Luisa Russo di Sondrio e dal legale di Bordoni, l’avvocato Francesco Romualdi, hanno concordato su questa tesi. Il giovane è anche socialmente pericoloso: anche su questo punto i periti sono stati concordi. La misura provvisoria Accusa e difesa, però, in aula si sono scontrate sulla misura provvisoria a cui sottoporre Bordoni: la Procura, infatti, ha chiesto al giudice che il 27enne sia trasferito in una Rems, strutture ad alta protezione previste dalla Legge 81, la stessa che ha fissato la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari. L’avvocato Romualdi, invece, ha chiesto che il suo assistito venga assegnato ad una comunità riabilitativa (Cra), una struttura meno restrittiva rispetto a quelle individuate dall’accusa. Al momento Bordoni si trova rinchiuso nel carcere di Sondrio, dove è stato trasferito qualche settimana fa da quello di Monza, in quanto nel penitenziario monzese era stato più volte vittima di aggressioni da parte di altri detenuti.

NUOVOSUD Lite tra coniugi a Brucoli col papà ubriaco: bimba di 12 anni chiama il 112 Nella decorsa notte, in seguito ad una richiesta telefonica di una bambina di 12 anni che chiedeva l’intervento dei Carabinieri a seguito dell’ennesima lite in corso tra i suoi genitori conviventi, veniva inviato nella zona periferica di Brucoli un equipaggio dell’Aliquota Radiomobile del Nucleo Operativo e Radiomobile del Comando Compagnia di Augusta. I militari dell’Arma intervenuti nell’immediatezza, accertavano in loco la presenza della coppia di coniugi che litigava per futili motivi dovuti, probabilmente, ad incomprensioni familiari, e dei due figli conviventi. L’uomo in evidente stato di ubriachezza aveva danneggiato mobili e suppellettili all’interno dell’abitazione, senza usare, fortunatamente, alcuna violenza sulle persone. I militari dell’Arma facevano intervenire sul posto personale sanitario del 118 per prestare le prime cure all’uomo, ma questi rifiutava il ricovero. A quel punto la donna e due figli adolescenti, al fine di fare tranquillizzare l’uomo e interrompere la lite, decidevano di recarsi a casa di alcuni familiari per lì passare la notte. I militari dell’Arma invitavano le parti, qualora lo ritenessero necessario, a recarsi negli Uffici del locale Comando Arma per formalizzare la denuncia dell’accaduto.

All'interno della Rassegna Stampa vengono pubblicati gli articoli di altre testate giornalistiche complete di eventuali nomi propri di persone coinvolte nei fatti. Europeanconsumers non vuole mettere alla gogna nessuno, pertanto chiunque voglia cancellare il proprio nome da un articolo pubblicato potrÓ farlo semplicemente mandando una mail a info@europeanconsumers.it indicando il proprio nome e l'indirizzo dell'articolo in questione.