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18/11/2015 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 18 novembre 2015 ( di redazione )

RASSEGNA STAMPA QUOTIDIANA SU VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI
A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

ASAPS Omicidio stradale: presentato al Senato un emendamento dell’ACI Napoli Mercoledì, 18 Novembre 201 - La proposta di legge sull’introduzione dei reati di omicidio stradale e di lesioni personali stradali in discussione, adesso, al Senato per l’approvazione, pur prevedendo un inasprimento delle pene nei confronti di chi si è reso responsabile di incidenti mortali, conferma la natura colposa del reato. Conclusione alla quale, peraltro, hanno contribuito i lavori del Seminario giuridico dell’ACI Napoli che, in uno specifico convegno nazionale sul tema, con la partecipazione dei vertici della Corte Costituzionale, della Cassazione e dell’Avvocatura, escludevano l’ipotesi dolosa per questo tipo di reato, se non in casi eccezionali. Nonostante l’attuale orientamento repressivo del legislatore, in questa materia perdurano ancora evidenti incongruenze che l’Automobile Club Napoli ha rimarcato in una nota del suo Presidente, Antonio Coppola, inviata a tutti i senatori campani. In particolare, per ciò che concerne i reati di lesioni personali colpose, allo stato, quelli derivanti da incidenti stradali sono puniti con la reclusione che può essere applicata solo nelle circostanze riconducibili ad infrazioni commesse alla guida in acuto stato di ebbrezza o sotto l’influsso di sostanze stupefacenti, essendo, queste, di pertinenza del Tribunale. In tutti gli altri casi, invece, la reclusione non può essere irrogata perché la competenza a giudicare spetta al Giudice di Pace il quale, però, può comminare solo pene pecuniarie e paradetentive con permanenza domiciliare fino ad un massimo di 45 giorni. In sostanza, per una identica infrazione - ad esempio, il mancato rispetto dello “stop”, dal quale conseguano lesioni gravi o gravissime per il pedone investito - l’arresto è previsto solo se il conducente del veicolo si trovi in stato di ebbrezza o di alterazione dovuta all’assunzione di droghe. “Nel ritenere ingiustificata questa disparità di trattamento sanzionatorio, spiega il Presidente Coppola, l’ACI di Napoli ha proposto la modifica della legge relativa alle competenze del Giudice di Pace. In pratica, si propone di attribuire al Tribunale i giudizi relativi ai reati di lesioni personali colpose, gravi e gravissime, in tutti i casi di violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale”. La proposta è stata raccolta dalla senatrice Angelica Saggese che ne ha fatto oggetto di un apposito emendamento in sede di Commissione Giustizia del Senato.

Nota ASAPS: IL RETROPENSIERO SIAMO SINCERI, NON CAPIAMO BENE LO SCOPO DI QUESTO EMENDAMENTO ALLA LEGGE SULL’OMICIDIO STRADALE PROPOSTO DALL’ACI DI NAPOLI! Perché pensiamo che all’ACI sappiano bene che una modifica ulteriore della legge al Senato vorrebbe dire farla tornare alla Camera e significherebbe l’inizio del rimbalzo fra le due Camere e quindi della cd “Navetta”. Una volta si diceva che la “Navetta” era un ottimo metodo per affossare una legge... Ma non è che qualcuno ha voglia di affondare l’Omicidio stradale dopo tanto faticoso cammino? Ma no dai, sono solo i soliti retropensieri che a volte ci assalgono.

ASAPS NEWS DI GIURISPRUDENZA Guida in stato di ebbrezza: no condanna per lo scarto di 0,1 g/l Etilometro: addio condanna se l’alcoltest segna solo 0,1 sopra la soglia di rilevanza penale 18/11/2015 - Guida in stato di ebbrezza: se all’esito del test con l’etilometro, la soglia di alcolemia dovesse attestarsi tra 0,5 e 0,8 g/l (grammi di alcol per litro di sangue) scattano solo le sanzioni amministrative, mentre da 0,8 a salire si rientra nel penale (con un’ipotesi meno grave fino a 0,8 g/l). Tuttavia, con una recente sentenza, il Tribunale di Napoli [1] ha detto che se il dato dell’etilometro supera solo di 0,1 g/l la soglia della rilevanza penale (attestandosi a 0,9 piuttosto che a 0,8 g/l) si può comunque rimanere nell’ambito della sanzione amministrativa: e questo perché l’alcoltest può dare risultati diversi e non corrispondenti al reale per alcuni soggetti, come dimostra un esperimento scientifico che ne confronta i dati con il responso delle analisi del sangue. È risaputo che il livello di tolleranza dell’alcol varia da persona a persona a seconda di parametri come il peso, l’età, il sesso, il cibo assunto, il tempo intercorso dall’assunzione al test, lo stato di salute generale, il livello di stanchezza, l’assunzione di psicofarmaci, le abitudini di vita. Tutti questi fattori possono far fluttuare sensibilmente l’asticella dell’assorbimento dell’alcol nel sangue (per maggiori approfondimenti leggi: “Dopo quale valore di tasso alcolemico scatta il ritiro della patente?”). Il Tribunale di Napoli parte da questi spunti per applicare comunque, all’imputato che ha superato con uno scarto di soli 0,1 g/l il limite del penale, la sanzione più lieve, ossia quella amministrativa. E ciò anche se l’agente accertatore, chiamato a testimoniare, giura di aver trovato l’imputato con i classici sintomi della guida in stato di ebbrezza: “alito vinoso” e “voce impastata”. Nel processo in commento, la difesa produce una perizia che mette in crisi i risultati dell’etilometro; decisivo, infatti, risulta l’accertamento tecnico di tipo sperimentale realizzato in un altro procedimento penale su incarico del giudice (davanti al Gip del tribunale di Genova [2]). “Nell’esperimento furono somministrate sostanze alcoliche all’indagato ligure, che venne poi contestualmente sottoposto all’alcoltest con lo stesso strumento utilizzato a Napoli e all’esame del sangue: è emerso che il tasso alcolico misurato attraverso l’espirato e quello effettivamente presente nell’organismo era superiore a quello reale in un range compreso tra il 10 e il 27,3 per cento. E soprattutto per via del fattore di conversione: in Italia è adottato quello medio di 2.100 ml di aria laddove in concreto sussistono soggetti caratterizzati da un valore più basso (fino a 1.787), rispetto ai quali si determina una sovrastima rispetto al valore reale dell’alcolemia misurata dall’etilometro. Insomma: l’esperimento genovese non può essere ripetuto a Napoli, come chiedeva la difesa, ma applicandolo all’indagato partenopeo il valore accertato dall’etilometro dovrebbe essere ridotto dall’0,09 allo 0,25, e quindi oscillerebbe in una fascia compresa tra 0,81 allo 0.65. Non c’è quindi alcuna certezza per far scattare la sanzione penale” [3]. LA MASSIMA Deve essere assolto perché il fatto non è previsto dalla legge come reato l’imputato del reato del reato ex articolo 186, lettera b), Cds, qualificata la condotta nella fattispecie della lettera a) di detta disposizione laddove il valore accertato dall’etilometro si discosta solo dello 0,1 g/l dalla soglia di rilevanza penale laddove la difesa non si è limitata a argomentazioni generiche e astratte circa la possibilità di errore dell’etilometro, ma ha prodotto un accertamento peritale effettuato in altro analogo procedimento penale su incarico del giudice, secondo cui applicando al caso in esame il coefficiente di correzione secondo il range determinato da detto studio il valore accertato dall’apparecchio per l’imputato dovrebbe essere ridotto dall’0,09 allo 0,25, e quindi oscillerebbe in una fascia compresa tra 0,81 allo 0.65, dovendosi allora valutare non sufficienti gli elementi significativi, concreti ed univoci per ritenere sussistente nell’organismo dell’imputato, al momento del controllo, un tasso alcolemico superiore a 0,8, essendo tale range stimato riconducibile al fattore di conversione in quanto quello adottato in Italia è quello medio di 2.100 ml di aria, mentre in concreto sussistono soggetti caratterizzati da un valore più basso (fino a 1.787), rispetto ai quali si determina una sovrastima rispetto al reale dell’alcolemia misurata dall’etilometro. [1] Trib. Napoli, sent. n. 9808/15 [2] Trib. Genova n. 6278/2010 [3] Dario Ferrara in “cassazione.netda laleggepertutti.it

Nota ASAPS: QUINDI DI FATTO SI ELEVA LA SOGLIA PER LA RESPONSABILITA’ PENALE! Il Tribunale di Napoli applica comunque, all’imputato che ha superato con uno scarto di soli 0,1 g/l il limite del penale, la sanzione più lieve, ossia quella amministrativa. E ciò anche se l’agente accertatore, chiamato a testimoniare, giura di aver trovato l’imputato con i classici sintomi della guida in stato di ebbrezza: “alito vinoso” e “voce impastata”. Le dichiarazioni dell’agente allora contano zero.

LANUOVASARDEGNA Niente da dire sulla “birretta”, ma in Sardegna c’è chi ne consuma 150 litri all'anno Già, una bella birretta! «Cosa vuoi che sia!». Decisamente non è così. I danni a cervello, cuore e fegato possono essere notevoli di Nicola Glorioso* Già, una bella birretta! «Cosa vuoi che sia! E poi un’altra, disseta e poi non contiene molto alcol, cosa vuoi che faccia!». Bene, non è così, decisamente non è così. Rifacciamo il punto sui “numeri della birra in Sardegna” andando al di là delle statistiche. Sì, le statistiche danno senz’altro una idea di massima, ma poi bisogna “scendere nel problema” e farsi una idea più precisa e cioè più informativa. Il consumo di birra in Sardegna è pari a circa 65 litri a testa: tuttavia se escludiamo le persone con meno di 15 anni – sì, avete letto bene, 15 anni: il consumo di alcolici inizia incredibilmente presto – i molto anziani ed una metà delle donne, il consumo di birra sale a ben più di 150 litri a testa all’anno. Se poi immaginiamo che una metà degli uomini non ne consumi o ne consumi molto poca il risultato è che chi beve birra “ci dà dentro” in modo del tutto dannoso. L’alcol produce danni. In tutti gli organi, nessuno escluso. 1) Cervello: a parte gli effetti “acuti” relativi ai momenti ed alle ore successive a quando si esagera, noti a tutti con il termine di “sbronza”, nel lungo termine produce decadimento della capacità intellettive, di comportarsi coerentemente con la realtà, di formulare pensieri e ragionamenti compiuti, di avere rapporti affettivi “normali”, di essere efficienti nel proprio lavoro, etc; altra cosa importante: l’eccesso di alcol alla lunga facilita la demenza. 2) Cuore: due effetti decisamente negativi: a) difetto della capacità del cuore di contrarsi con la forza dovuta con la conseguenza, nel lungo periodo, di provocare il cosiddetto “scompenso di cuore” che è una delle malattie cardiovascolari che più limita la vita delle persone costringendo a visite mediche, ad esami frequenti ed a terapie complesse. 3) Fegato: c’è ben poco da dire perché è nozione comune: l’effetto a lungo termine sul fegato sottoposto a carico di alcol è la “cirrosi epatica” cioé una incapacità via via sempre più marcata da parte del fegato di svolgere le funzioni essenziali per la nostra vita con la ovvia conseguenza che ne deriva. Ora, se lo “scompenso di cuore”, la “cirrosi epatica”, “i danni cerebrali” si verificano per cause inevitabili – purtroppo ve ne sono anche al di là dell’eccesso di bevande alcoliche – allora uno può solo maledire la sorte, ma se ce li andiamo a cercare bevendo come degli sfondati alla faccia di ogni forma di cautela allora è solo e soltanto responsabilità nostra senza rispetto per i nostri familiari, per il nostro lavoro, per noi stessi e per la nostra stessa dignità. * Medico e docente universitario

IL GIORNALE DI VICENZA Abuso di alcool Casi in aumento tra gli stranieri L’abuso di alcol è in crescita tra gli stranieri. E i casi limite registrati dalla polizia locale negli ultimi mesi nell’Ovest Vicentino sembrano essere solo la punta dell’iceberg di un problema in aumento negli ultimi anni. A Montecchio Maggiore i sanitari sono intervenuti, su richiesta della polizia locale, per un uomo di 43 anni di nazionalità romena che vagava ubriaco in bicicletta lungo la variante alla Provinciale 246: era la terza volta che lo fermavano in un solo giorno. A Chiampo un indiano di 33 anni è stato portato all’ospedale di Arzignano dal 118 completamente ubriaco: la polizia locale lo aveva sanzionato 6 volte in 15 giorni tra Chiampo e Arzignano perché, dopo aver bevuto, importunava le persone. Insomma, il problema c’è. Spesso legato a situazioni di disagio sociale per la perdita del posto di lavoro, per stranieri che sono lontani dal proprio paese e dalla famiglia e che si trovano in una situazione difficile, senza avere punti di riferimento. E così l’alcol diventa una sorta di rifugio. A Chiampo è stato il Comune, assessorato al sociale, ad occuparsi di alcuni casi. 

GAZZETTA DI REGGIO Domani una serata su come affrontare i problemi di alcol Si parla di alcolismo e soluzioni per curare questa dipendenza, domani alle 20.45 al Centro giovani di via Andreoli nell’incontro “Come affrontare i problemi con l’alcol, con l’aiuto dei... RUBIERA 17 novembre 2015 - Si parla di alcolismo e soluzioni per curare questa dipendenza, domani alle 20.45 al Centro giovani di via Andreoli nell’incontro “Come affrontare i problemi con l’alcol, con l’aiuto dei servizi e delle associazioni”. L’iniziativa è organizzata dall’assessorato alle Politiche sociali di Rubiera, Acat - Associazione club alcologici territoriali di Scandiano, Anonima alcolisti, Croce Rossa rubierese e distretto sanitario dell’Ausl. Interverranno l’assessore Elena Lusvardi; il direttore del distretto socio-sanitario Maurizio Rosi; l’assistente sociale del Centro alcologico Ausl Luciano Ruozzi; il medico coordinatore del nucleo di cure primarie di Rubiera Roberto Fantuzzi; Miriam Maria Pellegrini della Cri rubierese oltre a rappresentanti delle associazioni Acat, AA e Al-Anon. Il tema è sempre attuale, visto che il consumo di alcol è considerato uno degli elementi determinanti per la salute della popolazione. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, ogni anno sono attribuibili al consumo di alcolici circa il 10% di tutte le malattie, il 10% di tutti i ricoveri, il 10% di tutti i tumori, il 63% delle cirrosi epatiche, il 9 % delle invalidità. «Le dipendenze in carico ai servizi sono in aumento e la necessità di trattare l’abuso e le dipendenza diviene urgente», racconta la Lusvardi.



TENENEWS Campagna contro l'abuso di alcol, nuovi incontri da giovedì La Fondazione ha varato la più importante iniziativa mai messa in campo all'Elba. Nei pomeriggi di giovedì, venerdì e nella mattina di sabato gli appuntamenti rivolti agli adulti. Nella sala convegni dell'hotel Airone LA BATTAGLIA - Nuova tappa per il progetto che la Fondazione Elba ha dedicato all'alcol. L'abuso di alcolici è letteralmente una piaga e può avere conseguenze sociali devastanti, e problemi nella vita delle persone. Malattie, disagi personali, familiari e sociali, anche gravi. Ma da alcuni anni sono sorte finalmente iniziative pubbliche e private che si occupano di problemi alcolcorrelati. Il percorso messo in campo dalla Fondazione Elba, diretto a giovani, genitori, educatori, insegnanti, operatori socio-sanitari, responsabili di società sportive è il più importante progetto mai messo in campo all'Elba. Nei pomeriggi di giovedì, venerdì e nella mattina di sabato si terranno gli incontri rivolti agli adulti e organizzati dalla commissione Sociale della Fondazione. Gli incontri si terranno presso la sala convegni dell'hotel Airone a San Giovanni (Portoferraio). Per coloro che fossero interessati è possibile reperire maggiori informazioni sulla pagina Facebook della Fondazione Isola d'Elba". Come anticipato i lavori della Commissione si concluderanno nella giornata di sabato, l'orario previsto è dalle 9 alle 13.



LA REPUBBLICA Passeggera ubriaca tenta di aprire portellone su volo Londra-Boston, arrestata L'aereo è stato costretto ad atterrare. Polizia: "Nessun nesso con atti di terrorismo" ROMA, 17 novembre 2015 -  Momenti di tensione sul volo della British Airways partito da Londra in direzione di Boston, quando una donna ubriaca ha tentato di aprire un portellone. E' stata fermata dai componenti dell'equipaggio e il velivolo è atterrato a Boston, come previsto. Sul mezzo di trasporto è scattata l'allerta di livello due, cosa che implica che c'è stata violenza. Stando a un portavoce della compagnia aerea "un passeggero ribelle e squilibrato ha cercato di aprire un portellone dell'aereo" e non la cabina di pilotaggio come si era creduto in  un primo momento. Il volo numero 213 ha toccato il suolo americano alle 13.30 (erano le 19.30 in Italia). La donna è stata arrestata. La polizia ha diffuso un comunicato in cui si esclude "qualsiasi collegamento con atti di terrorismo".

ECOSEVEN.NET Scienze: ecco come l'alcolismo blocca l'apprendimento Un gruppo di esperti delle Università di Sassari, Cagliari e Palermo spiega in un studio il meccanismo che si avvia in situazioni di astinenza da alcol Che l'alcol produca gravi effetti sul funzionamento del cervello si sapeva, ma uno studio condotto da un team di ricercatori italiani dimostra esattamente con quale meccanismo, durante l’astinenza da alcol, il cervello modifica e rallenta le sue funzioni fondamentali, come apprendimento e memoria. Un cervello flessibile immagazzina una monumentale quantità di informazioni, ma per mantenerlo 'in forma' dimenticare è essenziale per adattarsi all’ambiente costantemente mutevole che ci circonda. Nel loro studio, pubblicato sulla rivista Pnas, ricercatori delle Università di Sassari, Cagliari e Palermo evidenziano come nel cervello dell’alcolista in astinenza venga a mancare la dopamina, il che provoca una drastica riduzione delle spine dendritiche nei neuroni spinosi del Nucleo Accumbens-Striato ventrale (area fondamentale per l’integrazione delle emozioni). 'La mancanza di spine dendritiche - ha spiegato il professor Marco Diana, che ha coordinato lo studio - impedisce la formazione di meccanismi che hanno il potere di cancellare la giusta quantità di informazioni dal cervello e ciò altera profondamente processi emotivi e decisionali dell’alcolista'. (Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)







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