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16/01/2015 - La "Sfortuna" di Prendersi un Cancro o di Avere un Bambino malformato... di Giuseppe Altieri, Agroecologo (15 gennaio 2015)

 

 

La "Sfortuna" di Prendersi un Cancro o di Avere un Bambino malformato... 

di Giuseppe Altieri, Agroecologo (15 gennaio 2015)
In riferimento all'articolo, vergognoso, "Cancro, la ricerca shock: ne causa più la sfortuna che lo stile di vita",  a sostegno della risposta (sottoriportata) dello IARC di Lione, autorevole istituto di ricerca sul cancro, rispondo quanto segue...

La fortuna è solo quella di scampare a residui di pesticidi, disseccanti, radionuclidi, pcb, diossine e altri inquinanti e tossine immessi a milioni di tonnellate ogni anno nell'ambiente...  ...o di avere un sistema immunitario più forte degli altri...
E' un pò come dire che se sparo sulla folla a raffiche di mitra... ...c'è qualcuno più fortunato che non viene ammazzato !!!

Mi spiego meglio... I pesticidi e i radionuclidi, le altre sostanze inquinanti si diffondono nell'ambiente e si bioaccumulano... in quanto non biodegradabili e sono riconosciuti come agenti mutageni, teratogeni, cancerogeni, xenoestrogeni ed epigenetici, ...xenobiotici e biocidi in genere.

Se, per sfortuna, mangiamo un pesce fortemente radioattivo, abbiamo avuto sfortuna... Se ci capita una pizza derivata dal grano disseccato in abbondanza con Roundup prima della raccolta, come fanno in America (e da quest'anno anche in Italia, ndr !!) ...siamo sfigati. Cosi come se la mozzarella che ci capita a tavola è quella con un tasso di diossina più alto perchè il mangime quel giorno era più contaminato...

E in ogni caso, quando gli agricoltori usano pesticidi non tutte le piante prendono le stesse dosi di pesticida... dipende dal vento da come cammina il trattore , dalle buche che trova, ecc... ...e anche qui entra in ballo la sorte... verso il consumatore, meglio definito come "consumato".

Come quando piove e le nuvole di Cernobyl le sposta a caso il vento che capita... ...o la Marea, che dal Giappone porta in giro per l'oceano le porcherie radioattive di Fukushima...

Come quella "Malasorte" che rende malformi, con modificazioni genetiche trasmissibili (Teratogene), moltissimi spermatozoi umani a causa di disseccanti, pesticidi e residui chimici presenti nel sangue, nei testicoli e nel liquido seminale... E se una di quelle cellule sensibilissime con la codina, prodotte a milioni ogni giorno dal sistema riproduttivo, feconda l'Ovulo...  ...il Bambino e i genitori sono "sfortunatissimi" !!!  (e umiliati spesso dal concetto di "malattia ereditaria"... quando la causa teratogena è l'inquinamento)

Ma qui entra in gioco la statistica e la matematica, a supporto dell''Ecologia e dell'Ecotossicologia ed Epidemiologia... scienze che non sbagliano mai. Il cancro e le altre malattie degenerative sono in crescita continua ed esponenziale, a causa del sempre maggiore accumulo di sostanze chimiche e radionuclidi immessi nella biosfera. E il livello di bioaccumulo sta superando i limiti di sopportazione delle specie viventi evolute e complesse, come l'UOMO, i cetacei, ecc.

Siamo di fronte alla più grande selezione "innaturale"... E qualcuno cerca ancora di nascondere l'affare del secolo maledetto per le Multinazionali NuclearpetrolagrochimicofarmaceuticOGM: l'inquinamento e le patologie degenerative... una "Economia della Morte", per il più grande sterminio biologico di massa.

Sopravviverà solo chi avrà coscienza e conoscienza...

Diventiamo "consum-attori"... Nutriamoci con alimenti biologici di sicura provenienza ed eliminiamo al massimo possibile gli alimenti d'origine animale che accumulano maggiormente prodotti chimici, tranne le eccezioni di sicura provenienza da pascoli e "mari puliti"... dove sono? MANGIACOMEPARLI, 100% biologico, 100% libero da OGM e 100% coltivato in Italia

Aiutati che Dio t'aiuta...

E' troppo tardi per essere pessimisti... ...soprattutto è troppo tardi per essere ignoranti.

TOGLIETE LA LAUREA A QUESTI IMBECILLI MANIPOLATORI DELLA SCIENZA !!!
PS E organizzate associazioni "vittime dei pesticidi" e altre sostanze tossiche, per le necessarie azioni legali nei confronti delle multinazionali che le hanno prodotte e le continuano a produrre, sul modello della Vertenza Amianto, sulla base degli innumerevoli studi di correlazione tra le Patologie e i Pesticidi e le altre sostanze chimiche di sintesi. --------------------- Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo Studio AGERNOVA - Servizi Avanzati per l'Agroecologia e la Ricerca Loc. Viepri Centro 15, 06056 Massa Martana (PG) tel 075-8947433, Cell 347-4259872 P. IVA 02322010543 Emailagernova@libero.it http://www.agernova.it --------------------------------------------------------------------------- La maggior parte dei tipi di cancro non sono a causa di "sfortuna"

IARC risponde ad un articolo scientifico che sostiene che ambiente e stile di vita
sono fattori che rappresentano meno di un terzo dei tumori

Lione, Francia, 13 gen 2015

L'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), 
Agenzia specializzata sul cancro dell'Organizzazione mondiale della Sanità, in forte disaccordo con la conclusione di una 
relazione scientifica sulle cause del cancro umano pubblicati sulla rivista Science, il 2 gennaio 2015, Dr Cristian

Tomasetti e il dottor Bert Vogelstein.
Lo studio, che ha ricevuto copertura mediatica capillare, confronta il numero di divisioni di cellule staminali

attraverso una vasta gamma di tessuti con il rischio di cancro di vita e suggerisce che mutazioni casuali (o
"Sfortuna") sono "i maggiori contributori al cancro globale, spesso più importanti dei fattori ereditari o
fattori ambientali esterni. "
Per molti tipi di cancro, gli autori sostengono una maggiore attenzione alla diagnosi precoce della malattia, piuttosto che
sulla prevenzione della sua comparsa. Se male interpretato, questa posizione potrebbe avere gravi conseguenze negative
per la ricerca sul cancro e pe le prospettive di salute pubblica.
Esperti IARC indicano una grave contraddizione con l'ampio corpo di evidenze epidemiologiche e
come un certo numero di limitazioni metodologiche e pregiudizi nell'analisi presentata nella relazione.
"Sapevamo già che per un individuo per la possibilità di sviluppare un certo cancro vi è un elemento di fortuna, ma questo
ha poco da dire circa il livello di rischio di cancro in una popolazione ", spiega il direttore IARC Dr Christopher Wild.
", Concludendo che 'sfortuna' è la principale causa di cancro sarebbe fuorviante e potrebbe pregiudicare gli sforzi
individuare le cause della malattia e prevenire efficacemente ".
Gli ultimi cinque decenni di ricerca epidemiologica internazionale hanno dimostrato che la maggior parte dei tumori che sono
frequenti in una popolazione sono relativamente rare in un altro, e che questi schemi variano over time2

. per esempio, il cancro esofageo è comune tra gli uomini in Africa orientale, ma rara in Africa occidentale. colorettale
il cancro, una volta raro in Giappone, è aumentato di 4 volte dell'incidenza in soli due decenni. Queste osservazioni sono
caratteristica di molti tumori comuni e sono coerenti con un importante apporto di ambientale e
esposizioni di stile di vita, al contrario di variazione genetica o possibilità ("sfortuna").

Inoltre, gli esperti IARC identificano diverse limitazioni nella relazione stessa. Questi includono l'accento su
tumori molto rari (ad es osteosarcoma, medulloblastoma) che insieme solo un piccolo contributo per
il peso totale del cancro. La relazione esclude anche, a causa della mancanza di dati, tumori comuni per cui
l'incidenza è sostanzialmente diversa nelle varie popolazioni e nel tempo. Quest'ultima categoria comprende alcuni dei
i tumori più frequenti in tutto il mondo, per esempio quelli dello stomaco, della cervice e del seno, ogni nota
deve essere associata a infezioni o stile di vita e fattori ambientali. Inoltre, lo studio si concentra
esclusivamente sulla popolazione degli Stati Uniti come misura del rischio di vita. Il confronto di diversi
popolazioni avrebbero dato risultati diversi.
Anche se è stato a lungo chiaro che il numero di divisioni cellulari aumenta il rischio di mutazione e,
quindi, di cancro, la maggior parte dei tumori più comuni che si verificano in tutto il mondo sono fortemente legati alla
esposizioni ambientali e di stile di vita. In linea di principio, quindi, questi tumori sono prevenibili; basato su
conoscenze attuali, quasi la metà di tutti i casi di cancro in tutto il mondo può essere prevenuta. Questo è supportato in
pratica rigorosa evidenza mostra scientifiche diminuisce l'incidenza del cancro dopo i preventivi
interventi. Tipici esempi sono gocce nei tassi di cancro al polmone e altri tumori legati al tabacco
dopo la riduzione del fumo e calo dei tassi di carcinoma epatocellulare tra le persone vaccinate
contro il virus dell'epatite B.
"Le lacune di conoscenza rimanenti eziologia cancro non devono essere attribuite semplicemente 'sfortuna'," dice il dott
Wild. "La ricerca delle cause deve continuare, anche investire in misure di prevenzione per i tumori
dove sono noti i fattori di rischio. Ciò è particolarmente importante nelle aree più svantaggiate del mondo, che si trovano ad
affrontare un onere sempre maggiore di cancro con risorse del servizio sanitario limitate. "


Per ulteriori informazioni, si prega di contattare
Véronique Terrasse, Communications Group, a +33 (0) 4 72 73 83 66 o terrassev@iarc.fr
o Dr Nicolas Gaudin, IARC Communications, a com@iarc.fr
L'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) fa parte dell'Organizzazione mondiale della sanità. la sua
missione è quella di coordinare e condurre una ricerca sulle cause del cancro umano, i meccanismi di
cancerogenesi, e sviluppare strategie scientifiche per il controllo del cancro. L'Agenzia si occupa di entrambi
la ricerca epidemiologica e di laboratorio e diffonde informazioni scientifiche attraverso pubblicazioni,
incontri, corsi e borse di studio. Se desiderate che il vostro nome per essere rimosso dalla nostra emailing comunicato stampa
lista, si prega di scrivere a com@iarc.fr.
1 Tomasetti C, Vogelstein B (2015). Variazione rischio di cancro tra i tessuti può essere spiegata con il numero di cellule staminali
divisioni cellulari. Science. 347 (6217): 78-81. http://dx.doi.org/10.1126/science.1260825
2 Stewart BW, Selvaggio CP, editor (2014). Cancer World Report 2014. Lione, Francia: Agenzia internazionale per la ricerca  Most types of cancer not due to “bad luck” IARC responds to scientific article claiming that environmental and lifestyle factors account for less than one third of cancers Lyon, France, 13 January 2015  The International Agency for Research on Cancer (IARC), the World Health Organization’s specialized cancer agency, strongly disagrees with the conclusion of a scientific report1 on the causes of human cancer published in the journal Science on 2 January 2015 by Dr Cristian Tomasetti and Dr Bert Vogelstein. The study, which has received widespread media coverage, compares the number of lifetime stem cell divisions across a wide range of tissues with lifetime cancer risk and suggests that random mutations (or “bad luck”) are “the major contributors to cancer overall, often more important than either hereditary or external environmental factors.” For many cancers, the authors argue for a greater focus on the early detection of the disease rather than on prevention of its occurrence. If misinterpreted, this position could have serious negative consequences from both cancer research and public health perspectives. IARC experts point to a serious contradiction with the extensive body of epidemiological evidence as well as a number of methodological limitations and biases in the analysis presented in the report. “We already knew that for an individual to develop a certain cancer there is an element of chance, yet this has little to say about the level of cancer risk in a population,” explains IARC Director Dr Christopher Wild. “Concluding that ‘bad luck’ is the major cause of cancer would be misleading and may detract from efforts to identify the causes of the disease and effectively prevent it.” The past five decades of international epidemiological research have shown that most cancers that are frequent in one population are relatively rare in another and that these patterns vary over time2 . For example, oesophageal cancer is common among men in East Africa but rare in West Africa. Colorectal cancer, once rare in Japan, increased 4-fold in incidence in just two decades. These observations are characteristic of many common cancers and are consistent with a major contribution of environmental and lifestyle exposures, as opposed to genetic variation or chance (“bad luck”). Furthermore, IARC experts identify several limitations in the report itself. These include the emphasis on very rare cancers (e.g. osteosarcoma, medulloblastoma) that together make only a small contribution to the total cancer burden. The report also excludes, because of the lack of data, common cancers for which incidence differs substantially between populations and over time. The latter category includes some of the most frequent cancers worldwide, for example those of the stomach, cervix, and breast, each known to be associated with infections or lifestyle and environmental factors. Moreover, the study focuses exclusively on the United States population as a measure of lifetime risk. The comparison of different populations would have yielded different results. Although it has long been clear that the number of cell divisions increases the risk of mutation and, therefore, of cancer, a majority of the most common cancers occurring worldwide are strongly related to environmental and lifestyle exposures. In principle, therefore, these cancers are preventable; based on current knowledge, nearly half of all cancer cases worldwide can be prevented. This is supported in  practice by rigorous scientific evidence showing decreases in cancer incidence after preventive interventions. Notable examples include drops in rates of lung cancer and other tobacco-related cancers after reductions in smoking and declines in hepatocellular carcinoma rates among people vaccinated against hepatitis B virus. “The remaining knowledge gaps on cancer etiology should not be simply ascribed to ‘bad luck’,” says Dr Wild. “The search for causes must continue while also investing in prevention measures for those cancers where risk factors are known. This is particularly important in the most deprived areas of the world, which face a growing burden of cancer with limited health service resources.” For more information, please contact Véronique Terrasse, Communications Group, at +33 (0)4 72 73 83 66 or terrassev@iarc.fr or Dr Nicolas Gaudin, IARC Communications, at com@iarc.fr The International Agency for Research on Cancer (IARC) is part of the World Health Organization. Its mission is to coordinate and conduct research on the causes of human cancer, the mechanisms of carcinogenesis, and to develop scientific strategies for cancer control. The Agency is involved in both epidemiological and laboratory research and disseminates scientific information through publications, meetings, courses, and fellowships. If you wish your name to be removed from our press release emailing list, please write to com@iarc.fr. 1 Tomasetti C, Vogelstein B (2015). Variation in cancer risk among tissues can be explained by the number of stem cell divisions. Science. 347(6217):78–81. http://dx.doi.org/10.1126/science.1260825  2 Stewart BW, Wild CP, editors (2014). World Cancer Report 2014. Lyon, France: International Agency for Research on Cancer.

Numerosi altri studi scientifici sostengono ben altre teorie, due link sotto e nel documento allegato:

http://www.registri-tumori.it/cms/node/2261

http://coachalimentare.it/dieta-malati-oncologici-franco-berrino/ [1]Cancro, la ricerca shock: ne causa più la sfortuna che lo stile di vita Lo studio pubblicato su Science è stato elaborato su modelli matematici e analizzando 31 differenti tipi di neoplasie: solo in 9 di essi è stato trovato un collegamento diretto con le abitudini e le condizioni del malato. L'esito suggerisce che si aumentare gli sforzi per progredire sulle diagnosi precoci

ROMA - In molti casi ammalarsi di cancro è solo un fatto di sfortuna e non di stile di vita. Riassunta così, la conclusione della ricerca condotta alla Johns Hopkins School of Medicine del Maryland potrebbe apparire sconvolgente da un punto di vista scientifico. Eppure è proprio quello che sostengono i due ricercatori che hanno elaborato lo studio pubblicato sulle pagine del prestigiosa rivista "Science". Due terzi dei tumori sarebbero infatti dovuti a mutazioni legate al puro caso piuttosto che a stili di vita sbagliati come il fumo. Solo un terzo sarebbe invece legato a fattori ambientali o predisposizioni ereditarie. In sintesi il 66% dei tumori è pura sfortuna, ossia sembrano apparentemente incomprensibili perché si verificano in assenza di comportamenti a rischio. Questa 'certezza' non cancella il fatto che gli stili di vita sbagliati aumentino il rischio di ammalarsi: il fumo, da solo, resta il responsabile del 20% dei casi di cancro in tutto il mondo. Lo stesso vale per l'eccessiva esposizione al sole, bere troppo alcol o essere sovrappeso.

Gli autori della ricerca sono il genetista Bert Vogelstein e il matematico Cristian Tomasetti che hanno analizzato 31 differenti tumori e, seguendo dei modelli matematici, sono arrivati al seguente risultato: solo 9 sono risultati essere collegati allo stile di vita o a difetti genetici; i restanti 22 erano "principalmente collegati alla sfortuna: il Dna o come viviamo hanno solo un piccolo impatto", evidenziano i ricercatori.

Tra le neoplasie collegate alla 'cattiva sorte', la ricerca inserisce quelle localizzate in alcuni organi e tessuti: cervello, testa-collo, tiroide, esofago, polmone, osso, fegato, pancreas, melanoma, ovario e testicolo. Su alcune forme tumorali i ricercatori evidenziano invece come il fumo, gli effetti del sole, delle radiazioni, di un eccessivo consumo di carne e fattori genetici possano avere un effetto scatenante (ad esempio tumore al polmone, fegato e gola).

Il lavoro di Vogelstein e Tomasetti si è concentrato sulle staminali, cellule che si possono differenziare in diversi tipi di tessuti a seconda delle esigenze. Proprio a causa della loro longevità, una mutazione nelle staminali può avere conseguenze molto più deleterie rispetto a quando ciò accade in una cellula comune.

Gli scienziati hanno contato le mutazioni casuali che possono avvenire durante una divisione cellulare, lasciando da parte altre cause (geni difettosi ereditati o di tipo ambientale come il fumo o la presenza di radiazioni). Il sistema matematico elaborato dai ricercatori ha evidenziato che all'aumentare del numero di divisioni cellulari aumenta il rischio che si sviluppi un tumore.

Secondo gli scienziati, dunque, in molti casi non è possibile prevenire i tumori, ma se resta ferma il valore della prevenzione generale, la ricerca dovrebbe concentrarsi però soprattutto sulla diagnosi precoce per bloccare il cancro nei primi stadi di sviluppo e quando la soluzione chirurgica può essere decisiva.

Lo studio, che lascia fuori dall'analisi un terzo delle neoplasie conosciute per le quali le cause sono particolari predisposizioni genetiche e ambientali molto pericolose, è comunque un lavoro di tipo statistico e quindi andrà verificato con altre ricerche.

http://www.repubblica.it/salute/ricerca/2015/01/02/news/tumori_ricerca_ne_causa_pi_la_sfortuna_che_lo_stile_di_vita-104167899/?ref=HREC1-1  

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