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30/08/2008 - Il motore ad acqua esiste! Tra un po' quello A coca-cola mentre per la birra, ci stiamo lavorando

Europeanconsumers è fiera di essere ancora una volta una delle poche associazioni a livello mondiale che pubblicizza quei sistemi e quelle invenzioni che sono in grado fin da subito di risolvere il problema della dipendenza del mondo dal petrolio.
Dipendenza che esiste soltanto in quanto la politica, ossia questa banda di ladri che governa a livello locale e a livello planetario, riceve le indicazioni di quello che deve fare dei vari poteri forti tra cui le famigerate sette sorelle del petrolio.

Dopo la visita a Nettuno a Libero Borra, abbiamo colto l'occasione di incontrare un altro talento della zona: Antonio de Marco, inventore anch'esso di una tecnologia utile per tutti.

 

 

 

Eugenio Odorifero e Eugenio Martucci

 

Molto “Idro”,

Poco “Carburo”

 

Il Kit di Modifica da Auto a Benzina ad Auto ad Acqua e Benzina di Antonio de Marco

 

C'è uno strano collegamento tra la visita di Libero Borra di Nettuno, di cui abbiamo parlato tempo addietro, e quella di Antonio De Marco di Anzio. Non è solo il fatto della vicinanza (Anzio e Nettuno sono attaccati) e neanche il mare, anche se è già molto vicino al nostro discorso. E' l'acqua in effetti il filo conduttore della questione. Stavolta è utilizzata per andarci in macchina in veste di aiuto-combustibile.

L'auto ad acqua è una sorta di “mito” che è circolato anni addietro più volte e per molto tempo... sempre accompagnato dal fatto che poi non se ne sapeva più nulla, salvo poi le solite conclusioni, timori, paure. Quel mito esiste e si è “incarnato” più volte, in effetti, per lo più come prototipo.

Nei vari tentativi, l'acqua, in un modo o nell'altro, è stata affiancata a qualcos'altro: con elettricità, estraendone l'idrogeno per elettrolisi per poi alimentare l'auto (come nel recente esempio giapponese), trasformandola in gas di Brown (ancora acqua ed elettricità, ma più efficiente), o appunto con la benzina, tecnica che esponiamo in questo articolo.

 

 

 

Ricomincio da 3

 

Convertirsi all'auto elettrica o all'Idrogeno, che non è tutta questa ecologia sbandierata, non è una cosa che può avvenire dall'oggi al domani. Per cominciare è una questione delle nostre tasche (quanti stanno pagando ancora le rate della vecchia auto?), di rottamazione della vecchia tecnologia, di volontà e obblighi di leggi, ma anche delle aziende automobilistiche e delle loro politiche (?!) e del rifornimento in strada – quanti distributori d'idrogeno o ricarica di batteria avete visto in giro? Tutto questo dovrebbe essere un processo graduale, ma anche faticoso e che per giunta stenta a decollare. Quindi, come in una vecchia commedia di Troisi, non bisogna ricominciare da zero, ma “da tre”. Per farlo, una buona idea è appunto quella di Antonio de Marco, imprenditore di Anzio, ma che risiede e lavora anche in Brasile e in Spagna. Antonio si è interessato a questa cosa fin dagli anni '70, quando aveva notato che i motori aerei “Mercedes” tedeschi della seconda guerra mondiale usavano già questa tecnologia, che ha appunto ripreso. Negli anni '90, Antonio ha avuto un lungo contenzioso brevettuale niente meno che con la Ferrari (ma lo aveva inventato prima lui) per cui tale sistema potette venderlo solo intorno al 2000. Il primo sito web per la vendita ebbe vita breve: le richieste esaurirono subito l'offerta, ora stiamo in attesa del ritorno, col nuovo modello di kit disponibile – quindi è ancora inutile cercare il sito web. Al momento infatti sta cercando un distributore italiano con un filo di coraggio per poter ripartire commercialmente

Quindi, per ricominciare da tre, non bisogna cambiare necessariamente l'auto, o ricorrere a biocarburanti, ma modificare quella presente, con costi certo minori. E ricordarsi di fare anche il pieno... d'acqua.

 

 

 

Mica l'acqua brucia...

 

Il primo pensiero, quando si parla di acqua e benzina, è il dubbio di come potrebbe funzionare: l'acqua non si combina con la benzina, e non brucia – al più diventa vapore (con qualche particella scissa in ossigeno e idrogeno per pirolisi). Ma De Marco gioca proprio su questo: nel cilindro la benzina entra e brucia come da manuale, poi però incontra l'acqua che con tutto quel calore diventa vapore e si espande, si crea pressione e spinge ulteriormente il pistone. Quindi viene agevolata la spinta del pistone non attraverso una reazione chimica propriamente detta ma solo, da parte dell'acqua, di assorbimento di calore (reazione endotermica). Come vedremo in seguito, non c'è bisogno di acqua distillata o deionizzata, questo processo fa parte del kit, basta acqua del rubinetto.

 

 

 

Benefici?

 

Le conseguenze di questo trattamento sono varie.

Cominciamo da quelle ambientali. Trattandosi di vapore acqueo, come primo effetto avviene l'azione detergente su cilindro e candela. In quanto lo scarico, le particelle carboniose e più pesanti vengono assorbite dalla condensa d'acqua. Risultato: dal 70 a 90% d'inquinamento in meno.

Se non siete ambientalisti, le prestazioni possono interessarvi di più. Come potete capire dal precedente paragrafo, non c'è nulla che induca ad un calo di prestazioni. Invece nelle prove è stato riscontrato un aumento di potenza del motore del 20% (per esempio da 100 a 120 CV).

Ma se neanche questo interessa, almeno il risparmio non passa inosservato. I consumi, nel peggiore dei casi, diminuiscono del 30% - tipicamente del 50% in autostrada, di conseguenza questo è il risparmio.

Unica nota dolente, almeno nel primo modello, l'acqua opera solo da un certo numero di giri del motore in poi.

 

 

 

Come funziona il Kit

 

Ora vediamo il kit nel dettaglio. Occorre prima di tutto un serbatoio d'acqua: può essere una tanica da aggiungere nel portabagagli, ma persino il serbatoio dei tergicristalli può andare bene.

 

vedi foto su: http://img244.imageshack.us/my.php?image=antoniodemarco2rz3.jpg

 

Poi abbiamo 4 filtri:

 

l        un prefiltro per le impurità idriche grossolane: per questo non è necessaria un acqua già trattata

l        un filtro a carboni attivi per togliere i sali dall'acqua

l        due filtri di resine, una anionica, una cationica: servono per demineralizzare l'acqua

l        L'acqua, passata per quella fase, è simile a quella distillata, più o meno come quello del ferro da stiro.

 

vedi foto su: http://img244.imageshack.us/my.php?image=antoniodemarco4nm7.jpg

 

Il passo successivo dipende se la macchina modificata è benzina o diesel. Per queste ultime occorre una pompetta in più, ma da qui in poi entrambi i modelli continueranno nella medesima maniera. Qui infatti l'acqua giunge ad un'elettrovalvola [nella foto sopra indicata evidenziata col cerchietto verde] che si apre se il motore supera un certo numero di giri del motore (la “nota dolente” del precedente paragrafo). Al minimo infatti il sistema non funziona bene, almeno nel primo modello.

Superato il varco dell'elettrovalvola, l'acqua subisce l'ultima trasformazione e viene nebulizzata (avete presente gli innaffiatoi?), con un numero di getti pari a quello dei cilindri – ogni getto è convogliato al collettore di aspirazione del rispettivo cilindro e da qui, appunto aspirata insieme alla benzina [nella foto sopra indicata l'apparato cerchiato in giallo].

Il procedimento poi continua come spiegato precedentemente: la benzina brucia e vaporizza l'acqua, la prima spinge per lo scoppio, la seconda per pressione del vapore.

 

 

 

Tanto per chiarire...

 

Questo che in Italia sembra quasi una conquista per cui lottare, in Brasile, ebbene sì,  “sudamericano e in via di sviluppo”, dove De Marco investe, è stato visto come un'evoluzione naturale delle auto benzina/alcool e infatti ha un buon successo senza troppi problemi. In Italia questo kit, invece stenta persino a trovare un distributore per le paure di sempre.

 

 

 

Epilogo

 

vedi foto su: http://img213.imageshack.us/my.php?image=antoniodemarco3np7.jpg

 

La visita ad Antonio è finita e ci avviamo verso casa. Il porto di Anzio offre il suo spettacolo di sempre: il panorama, i turisti, il mare, le imbarcazioni. Per queste ultime siamo in piena protesta del caro gasolio: dopo quella dei camionisti, i primi a risentire dei rincari. Lungo il porto notiamo uno striscione di una imbarcazione: “Gasolio caro, pescatore senza futuro”. Solo allora ci siamo resi conto della vera importanza di sistemi come quello di De Marco, e di quanto sia urgente la sua innovazione. Antonio ha progettato il suo sistema per tutti i tipi di motore a combustione interna - persino lui lo ha derivato dai vecchi aerei tedeschi, ricordate?

Probabilmente il pescatore in questione immagina un intervento del distratto stato italiano (limitiamoci solo all'aggettivo “distratto”...) sotto forma di detassazioni. Si, potrebbe funzionare per un po'. Ma meglio che entrambi, lo stato quanto il pescatore, ragionino sui vantaggi che possono derivare da questo sistema. E a seguire i camionisti e tutti noi.

Per avere un futuro, almeno prossimo, in attesa di finire le vecchie rate.

 

 

 

Filmati

 

http://dailymotion.alice.it/odorifero/video/x6cx25_motore-acqua-e-benzina-parte-1_tech

http://dailymotion.alice.it/odorifero/video/x6cy0h_motore-acqua-e-benzina-parte-2_tech

http://dailymotion.alice.it/odorifero/video/x6cycn_motore-acqua-e-benzina-parte-3_tech

 

 

 

Contatti

 

Inventore:

demarcotoni@hotmail.it

 

Autori dell'articolo:

Eugenio Odorifero     betaversion@inwind.it

Eugenio Martucci       349.35.74.141

 



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