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giovedì 17 agosto 2017 - 08:05
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assicurazioni, strada, autobus e pedoni

31/01/2014 - l' enorme «marchetta» alle compagnie di assicurazione

Riproduciamo il testo dell'intervento dell'On. del Movimento 5 Stelle alla Seduta n. 147 di mercoledì 8 gennaio 2014 alla Camera dei Deputati, in materia di Conversione in legge del decreto legge 23 dicembre 2013, n. 145, recante interventi urgenti di avvio del Piano «Destinazione Italia», per il contenimento delle tariffe elettriche e del gas, per la riduzione dei premi RC-auto, per l'internazionalizzazione, lo sviluppo e la digitalizzazione delle imprese, nonché misure per la realizzazione di opere pubbliche ed EXPO 2015 (A.C. 1920)

Quello che sta facendo il Governo LETTA è vergognoso

ANDREA COLLETTI. Signora Presidente, siamo qui nuovamente a discutere un ennesimo decreto-legge che viene portato alle Camere. Praticamente queste Camere sono invase dai decreti-legge. Noi sappiamo che ci dovrebbe essere, anzi c’è, una normativa abbastanza stringente, una normativa costituzionale inerente i decreti-legge e, sebbene non lo abbia ascoltato direttamente, dagli organi di stampa ho saputo che nel discorso di fine anno del Presidente Napolitano anche lui ha fatto
un accenno all'abnorme ricorso alla decretazione d'urgenza e anche alla votazione delle questioni di fiducia su maxiemendamenti. Personalmente noi siamo contentissimi di questa «folgorazione sulla via di Damasco» del Presidente Napolitano, visto che fino adesso ha firmato qualunque decreto-legge fino al 29 dicembre: ve ne sono due il 23 dicembre, due sul «milleproroghe» il 29, su Imu e Banca d'Italia, sulle emergenze ambientali e chi più ne ha più ne metta (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Quindi, in questo caso siamo d'accordo su tale conversione del Presidente Napolitano, però chiediamo anche che alle parole seguano i fatti, perché finora non si sono visti.
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Ma parliamo dell'articolo 8. L'articolo 8 è una enorme «marchetta» alle compagnie di assicurazione. Queste «povere» compagnie di assicurazione che, nell'anno 2012, in un anno di crisi, peraltro, hanno guadagnato solo un miliardo 800 milioni di euro, sulle spalle, ovviamente, dei cittadini che si devono assicurare. A questo proposito, io parlo solo del settore RC auto giacché l'articolo 8 riguarda solo l'RC auto. Perché è incostituzionale l'articolo 8 ? Ebbene, incide sulla prova testimoniale: colui che ha subito un incidente e chiede il risarcimento è obbligato a dare i nominativi prima di un giudizio civile – quindi, prima di quel giudizio che poi è espressione sia dell'articolo 24 della Costituzione sia dell'articolo 111 della Costituzione, ovvero il cosiddetto giusto processo che è un principio che poi noi abbiamo importato dai principi dell'Unione europea – e poi non può indicare altri testimoni.    Il bello, però, è che colui che ha provocato l'incidente e anche l'assicurazione, eventualmente, in un giudizio civile, a differenza di colui che ha subito l'incidente,
possono chiamare altri testimoni: una bellissima contemperazione degli interessi, ovviamente a discapito dei cittadini e a favore delle imprese di assicurazione. E vado su altri principi, che in realtà sono stati sottomessi al volere delle assicurazioni, ben rappresentate ovviamente da Unipol e Fonsai, che hanno ovviamente i loro rappresentanti sia in questo Parlamento che magari in qualche autorità indipendente (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Parliamo dell'articolo 8, comma 1, lettera f), in materia di cessione del credito; ciò che ho detto si può dire, Presidente, senza che chiede al Segretario generale. Ebbene, si vieta, ad esempio, come in questo caso, alle carrozzerie di cedere il proprio credito che hanno preso direttamente dai danneggiati e quindi di richiedere il risarcimento direttamente alle compagnie di assicurazione. La cessione del credito, in realtà, è una norma civilistica che riguarda tutti, riguarda tutti i tipi di credito, patrimoniali ma anche non patrimoniali, come hanno chiarito benissimo sia la Corte costituzionale sia la Corte di Cassazione in numerose pronunce. Però, ci domandiamo: perché alle carrozzerie si vieta la cessione del credito, quando invece, ad esempio, le banche possono benissimo cedere il loro credito ? Allora, perché si dà una normativa di vantaggio alle banche e alle assicurazioni attraverso contratti, ad esempio, come il factoring, contro, invece, una norma che andrebbe a tutelare un principio che è quello della liquidità delle piccole imprese, come le carrozzerie o altre imprese, che quindi si trovano a poter riavere il denaro per risarcimenti e per riparazioni da loro fatte dopo due, tre, quattro o cinque mesi dal danno ?    È un principio che va altresì contro, magari, sia la tutela del risparmio che l'articolo 41 della Costituzione, e di questo dovremmo rendercene conto, poiché andiamo sempre contro le parti deboli e mai contro le parti forti del panorama economico e finanziario italiano. L'articolo 8, comma 1, lettera d), capoverso 1, e comma 1, lettera f), capoverso 2, prevedono l'istituto della franchigia: se io, danneggiato, devo richiedere un risarcimento devo farmi forzatamente far riparare la macchina dalla carrozzeria dell'assicurazione. Questo principio, che si applica anche ai medici legali e ai servizi fisioterapici e medici, va contro l'articolo 117, comma 1, della Costituzione, ma va altresì contro – forse molti non lo sanno – all'articolo 101, paragrafo 1, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, che tutela la concorrenza fra imprese.    Vi è anche una giurisprudenza, oltretutto abbastanza nuova in questo caso, di otto mesi fa, del 14 marzo 2013, che ha dichiarato illegittimi degli accordi che avevano per oggetto la restrizione della concorrenza. Ora, se io vado a danneggiare colui che ha subito un danno, perché si deve rivolgere a delle carrozzerie convenzionate, ovvero delle assicurazioni, questo è un accordo avente per oggetto la restrizione della concorrenza e quindi è un accordo incostituzionale per il richiamo al Trattato del funzionamento dell'Unione europea e per richiamo all'articolo 117 della Costituzione.



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