» European Consumers membro del C.R.U.C. (Comitato Regionale Utenti e Consumatori), decreto n. T0421

European Consumers
CHI SIAMO | MISSION | INFO | LE ASSOCIAZIONI | LINK | FAQ  
AREE TEMATICHE
domenica 28 maggio 2017 - 14:27
GOOGLE
diritti, impegni ed altre cose civili

17/10/2013 - lo stivale zoppo di roberto gervaso

L'Avv. Massimo SEGA spara a zero!

Codesto giornale ha dedicato ben tre dei suoi numeri al libro di Roberto Gervaso LO STIVALE ZOPPO, Poiche' ben conosco il Vostro collaboratore Gervaso, avendo per anni letto i suoi trafiletti, che di fatto sono una continua ripetizione, per cui lettone uno si sa gia' il contenuto del successivo, sia in termini di merito che formali ( fatto rarissime eccezioni, che e' bene evitare di leggerle per il rispetto della propria dignità° personale ) non solo non comprero' il suindicato libro, ma anche consiglero' i miei amici a non farlo anche loro. Oltretutto detto Vostro collaboratore, crede di essere un originale, e crede anche che quello che lui riferisce, siano fatti nuovi nel nostro Paese, in particolare recenti. Invece, NO, forse lui non conosce la nostra storia e i giudizi espressi sull'Italia e sugli Italiani da ben otre 8 secoli, cominciando da Dante, per passare poi a Petrarca, a Guicciardini, a Leopardi, a Prezzolini, a Giolitti e Mussolini, a Ennio Flaiano, alla Fallaci, ecc.ecc. Dante diceva che l'Italia non era una donna di province ma bordello, che in Italia le leggi son ma chi pon mano ad esse ? Machiavelli voleva affidare l'Itala ad un VALENTINO ladro, assassino, ecc.ecc. Piu' tardi classico motto degli Italiani era FRANZA O SPAGNA PURCHE' SE MAGNA. Leopardi, nell'800, diceva che il popolaccio italiano era il popolaccio piu' cinico d'Europa, piu' tardi i massimi politici italiani dicevano che non era difficile governare gli italiani, era inutile, Flaiano scriveva che i fascisti in Italia si dividono in fascisti propriamente detti e in antifascisti, ecc. A sua volta vergognoso e' il nostro Inno nazionale che risale all'800 e che parlando della VITTORIA afferma che schiava di Roma Dio la creo'. Ma quale schiava se sono secoli che l'Italia non vince una guerra e passa da una alleanza ad un'altra come se niente fosse ? Nell'800 abbiamo perso anche la guerra con gli abissini ! Nel 900 li abbiano vinti grazie, dicono, ai gas asfissianti il cui uso era vietato. Volevamo spezzare i Greci e siamo stati noi spezzati. Ebbene, la Repubblica, dopo settanta anni, non e' riuscita neppure a cambiare il suindicato inno, benche' ridicolo e antieuropeo, e anche musicalmente poco interessante. A Sua volta la Fallaci ebbe a scrivere quanto segue: Naturalmente la mia patria, la mia Italia, non è l'Italia d'oggi. L'Italia godereccia, furbetta, volgare degli italiani che pensano solo ad andare in pensione prima dei cinquant'anni e che si appassionano solo per le vacanze all'estero o le partite di calcio. L'Italia cattiva, stupida, vigliacca, delle piccole iene che pur di stringere la mano a un divo o una diva di Hollywood venderebbero la figlia a un bordello di Beirut ma se i kamikaze di Usama Bin Laden riducono migliaia di newyorchesi a una montagna di cenere che sembra caffè macinato sghignazzan contenti bene–agli–americani–gli–sta–bene. L'Italia squallida, imbelle, senz'anima, dei partiti presuntuosi e incapaci che non sanno né vincere né perdere però sanno come incollare i grassi posteriori dei loro rappresentanti alla poltroncina di deputato o di ministro o di sindaco. L'Italia ancora mussolinesca dei fascisti neri e rossi che ti inducono a ricordare la terribile battuta di Ennio Flaiano: "In Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti". Non è nemmeno l'Italia dei magistrati e dei politici che ignorando la consecutio–temporum pontificano dagli schermi televisivi con mostruosi errori di sintassi. (Non si dice "Credo che è": animali! Si dice "Credo che sia"). Non è nemmeno l'Italia dei giovani che avendo simili maestri affogano nell'ignoranza più scandalosa, nella superficialità più straziante, nel vuoto. Sicché agli errori di sintassi loro aggiungono gli errori di ortografia e se gli domandi chi erano i Carbonari, chi erano i liberali, chi era Silvio Pellico, chi era Mazzini, chi era Massimo D'Azeglio, chi era Cavour, chi era Vittorio Emanuele II, ti guardano con la pupilla spenta e la lingua pendula. In qualsiasi paese, il primo re del medesimo, si sarebbe chiamato Vittorio Emanuele I e non II. Sull' altare della Patria si legge che il padre della Patria e' stato Vittorio Emanuele II. Pensi alle domande che si faranno gli stranieri: E VITTORIO EMANUELE I ? Quindi e' naturale che l'Italia non sia una nazione, e non sia una nazione seria, ma e' stata soltanto una terra di conquista della stirpe dei Savoia, per cui i popoli che l'abitano dovrebbero chiamarsi piu'm che italiani dei savoiardi. Ma certe cose non l'ho mai visto scritte da Gervaso. Per passare agli stranieri, mi consenta ricordare a Lei. Direttore e al Suo collaboratore Gervaso, quanto nei secoli passati gli stranieri dicevano del nostro popolo. Cominciamo da Lord Herway che cosi' scriveva a Voltaire nel 1723: COSA HO VISTO DUNQUE IN ITALIA ? ORGOGLIO, ASTUZIA E POVERTA’, GRANDI COMPLIMENTI E POCA BONTA’ E MOLTE CERIMONIE…………..QUANTO AI PICCOLI, PRIVI DI LIBERTA’, MARETIRI DEL GIOGO CHE LI DOMINA, HANNO FATTO VOTO DI POVERTA’, PREGANDO DIO PER OZIO, E SEMPRE A DIGIUNO PER MISERIA. QUEI BEI LUOGI DAL PAPA BENEDETTI, PAIONO ABITATI DAI DIVAOLI, E I MISERABILI ABITAN Cento anni dopo, Shelley cosi' diceva: GLI ITALIANI MI FANNO PENSARE AD UNA TRIBU' DI SCIAMANNATI DAI CUI OCCHI NON SPRIZZA UN MINIMO DI INTELLIGENZA. Poco dopo John Ruskin parlava dell'Italia come di un TESCHIO DI YORICK PULLULANTE DI VERMI IN CUI DELL'UMANO C'E' RIMASTO SOLO IL FETORE. Pochi anni fa, in occasione dell'immondizia di Napoli, un quotidiano tedesco ebbe a scrivere che l'italica penisola doveva definisrsi uno stivale puzzolente. Il tutto nel piu' assoluto silenzio delle nostre istituzioni pubbliche e private. A ulteriore dimostrazione della veridicita' di quanto scrisse Shelley, in questi ultimi tempi ho piu' volte letto l'italica irritazione per il fatto che la lingua italiana era stata rimossa da quelle ufficiali della U.E. Ma mentre ci si irrita per la decisione europea, in Italia, alla lingua italiana viene dato sempre meno spazio, e cio' anche nei siti istituzionali. Per me tutto questo e' puro infantilismo, quell'infantilismo che ha consentito ai nostri bavi ottocenteschi di accettare che il loro primo re d' Italia si facesse chiamare secondo. Sempre nell'800 l'Italia, come Ella ben sa, veniva definita come una semplice espressione geografica. Mi consenta dirLe, egr. Sig. Direttore, che in questo ambito, per mie dirette esperienze, io debbo collocare non solo il Suo giornale, ma anche gran parte degli organi di informazione italiani, all'interno di quelle indicazioni etico-,morali che Gervaso quasi quotidianamente ci propina, talvolta anche con una fraseologia altamente scurrile, come quella recente sulle gambe delle donne. A titolo di cronaca, l'ex direttore della cronaca di Roma, del Suo quotidiano, Dr. Gianluca Perino, dopo avermi accusato di essere un aggressivo, alla mia richiesta di spiegazione, non ha mai risposto ai miei solleciti. E' questa la morale giornalistica di codesto giornale ? Il nuovo responsabile della Cronaca di Roma, sia pure in ritardo, rispondera' alle mie sollecitazioni ? Cio' premesso mi e' sembrato strano, o forse no normale in questa ITALIA BRUTTA, che la presentazione del libro di cui sopra, sia stata affidata a politici del massimo livello, come Pier Ferdinando Casini, Fausto Bertinotti e Antonio Martino, politici tra i principali responsabili di quell'Italia che Gervaso definisce BRUTTA. Il nostro Gervaso, prima insulta, giustamente, i politici, e poi li chiama per la presentazione del suo libro. Il tutto mi ha ricordato la suindicata frase di Ruskin, cioe' quella che parla degli italici vermi IN CUI DELL'UMANO C'E' RIMASTO SOLO IL FETORE. Chi Le sta scrivendo e' un ex dirigente della Provincia di Roma, ben conosciuto non solo dal Vostro Dr. Massimo Martinelli, che su di me ebbe a redigere un lungo articolo, ma anche da Roberto Gervaso, che, invece, da buon anfibio, mantenne il piu' assoluto silenzio. Mai una volta Gervaso ritenne, a quel che mi risulta, di dover affrontare la questione, con tanto di nome e cognome. Dico ex dirigente che per aver evidenziato illegalita' e possibili corruzioni e' stato piu' volte illegalmente trasferito, per ben sei volte sottoposto a procedimenti disciplinari, per una pluralita' di volte querelato e denunciato, e alla fine licenziato. Tutti i trasferimento sono stati annullati dal TAR, nessun procedimento e' stato concluso, tutte le querele e le denunce si sono concluse a mio favore e il licenziamento e' stato annullato, con nun dano per la provincia di Roma di oltre 750.000 Euro, somma che sono stati pagati dai cittadini romani, in quanto gli organi di detto Ente, a quel che mi risulta, si sono ben guardati di riferire i fatti alla Corte dei Conti. Cio' detto, perche' codesto giornale non si occupa dell'argomento e accerti se detto danno erariale sia stato riferito alla Corte dei Conti ? In caso di rifiuto, dobbiamo dire che aver piu' volte trattato e propagandato il libro del Dr. Gervaso, e' stato soltanto un fatto economico a vantaggio dello stesso e non una iniziativa tesa al superamento del degrado etico e culturale del nostro Paese, cominciando dagli Enti Locali. A conclusione, niente acquisto del libro di Roberto Gervaso, da Voi tanto pubblicizzato e spero, per la dignita' del nostro popolo, che pochi siano coloro che lo acquistino. Saluti. Avv. Massimo Sega -Roma

All'interno della Rassegna Stampa vengono pubblicati gli articoli di altre testate giornalistiche complete di eventuali nomi propri di persone coinvolte nei fatti. Europeanconsumers non vuole mettere alla gogna nessuno, pertanto chiunque voglia cancellare il proprio nome da un articolo pubblicato potrà farlo semplicemente mandando una mail a info@europeanconsumers.it indicando il proprio nome e l'indirizzo dell'articolo in questione.