Da una terremotata di Accumoli riceviamo questa accorata denuncia sul grave stato igienico-sanitario delle SAE di Accumoli a causa della cattiva costruzione del sistema fognario e del protrarsi delle situazioni di disagio non essendo ancora stato effettuato quasi nessun intervento di ricostruzione.
“Sono passati 5 anni dal sisma del 2016 che rase al suolo il paese, e distrusse la vita ai superstiti di questo terribile dramma.
Dopo tutto questo tempo e promesse dai politici e commissari di turno come minimo, ci si aspetterebbe che qualcosa cominci a muoversi, che finalmente la tanto agognata “ricostruzione “sia almeno in parte cominciata, se non finita definitivamente. Ad Accumoli tranne qualche abitazione, e intervento stradale tutto è ancora rimasto come nel 2016. Il comune rimane inaccessibile ai residenti, che per entrare e piangere sopra le macerie della propria casa sono costretti a dover chiedere un permesso. Si abita ancora nelle SAE ovvero soluzioni abitative di emergenza costate come ville ma che fanno acqua da tutte le parti. Chi doveva vigilare sui lavori di queste strutture i soldi li ha incassati, uguale per chi doveva effettuarli.
Purtroppo però queste persone hanno lavorato talmente male, che sembrava proprio volessero fare un dispetto ai poveri terremotati che si sarebbero insediati nelle SAE. La popolazione pensava che questa sistemazione occasionale, sarebbe durata per poco tempo, invece ormai si comincia a perdere la speranza di rivedere la propria casa, anzi si pensa che dopo la SAE si andrà direttamente al cimitero che dista pochi passi dalle nostre abitazioni. Sicuramente una popolazione disunita, spaventata dalla terribile sventura che gli era capitata, ha permesso ai furbetti di poter gestire la situazione. Il risultato è stato che viviamo ancora dentro le baracche perché questo è l’unico termine per definire la SAE.
Raccontare che alcuni giorni fa la fogna si è otturata, è una vecchia storia, perché sono state costruite male fin dall’ inizio, senza pendenza alcuna, con le acque di scolo pubbliche che entrano dentro, le fogne private, non si sa per quale collegamento, quindi è possibile trovare la breccia dentro la propria fogna, senza sapere come ci è arrivata.
L’impianto idraulico è stato fatto da persone che non si rendevano conto dei danni che stavano procurando, del resto i terremotati si possono e devono adattare a tutto. È accaduto anche che dalla doccia di una SAE uscissero i liquami. Alla fine per risolvere la situazione, il comune è costretto a chiamare l’autospurgo che costa una fortuna ma è la soluzione migliore da effettuare.
Del resto non è che è solo una SAE otturata, lo sono tutte. Capita anche di sentirsi dire da quelli che effettuano il lavoro di spurgo: potevi chiamare il mattino, purtroppo a me la fogna si è otturata il pomeriggio non è che ho poteri sovrannaturali, che riesco ad anticipare prima le situazioni.
Ovunque si guardi questa situazione, è una triste storia, cominciata male e affogata nella merda. Scusate la schiettezza, ma è l’unica parola che ben definisce la nostra situazione.”
Roberta Paoloni
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